Gli Istituzionali Chiudono gli Short su Euro e Sterlina. Ciao,
ogni settimana sviluppo un report basato sulle posizioni che gli Istituzionali hanno ancora aperte a mercato. Rilevo i dati, che poi studio, direttamente dalla Commodity Futures Trading Commission del Chicago Mercantile Exchange.
Condivido volentieri in modo del tutto gratuito i miei lavori ed i miei studi per poter crescere consapevolmente insieme con i miei amici ed insieme a tutti coloro che come me amano il trading.
REPORT N.57
Domenica 17 Aprile 2023
(COT DEL 11 APRILE 2023)
GLI ISTITUZIONALI CHIUDONO GLI SHORT SU EURO E STERLINA
Ciao,
iniziamo subito con il Cot:
Sia l’ Indicatore del Cot di Euro che quello del Dollaro rimbalzano sulle proprie medie mobili a 21 periodi che gli fanno rispettivamente da supporto e resistenza, mentre nel grafico delle forze relative del Cot si nota bene come solo la Sterlina ha la forza di staccare e lasciare indietro tutte le altre valute i cui Cot rimangono decisamente più deboli tutti incastrati sotto alla media mobile a 21 periodi che non riescono a bucare a rialzo (per semplicità non riporto qui i grafici degli Indicatori dei Cot di tutte le altre valute ma sono tutti sotto le medie mobili a 21 tranne che la Sterlina la cui forza si evidenzia, appunto, anche nel grafico delle Forze Relative).
Una cosa interessante da notare sul Cot è che questa settimana il Cot di Euro è aumentato notevolmente da 143 mila a 163 mila circa non tanto per nuovi aumenti di posizioni long ma per una fortissima riduzione da parte degli istituzionali delle posizioni short che avevano a mercato. Questo dato è ancor più indicativo ed importante di quanto stiano sempre più cambiando idea e credendo in una prosecuzione del rafforzamento di Euro rispetto al Dollaro
Con riferimento al grafico di Eur/Usd la settimana scorsa il prezzo si è fermato un pochino più su di dove pensavo sporcando la fascia 4 di circa 20 pips. Dobbiamo considerare che, con la volatilità attuale estremamente ampia, 20 pips sono la normalità. Questa è una cosa molto importante che va considerata anche nel momento di decidere dove mettere gli stop in quanto stop troppo stretti potrebbero farci uscire dal trade in modo prematuro rispetto alla effettiva presa di direzionalità del prezzo.
Siamo arrivati a metà mese e nell’ ipotesi finale che il trend mensile rimanga long il tp mensile potrebbe essere anche area 1.1130 circa. Ovviamente non è detto che ci arrivi questo mese ma potrebbe essere plausibile.
Se questa rimane la nostra idea di base, per questa settimana potremmo aspettarci un ritest delle aree rosse a 1.0965 e a 1.0925 circa che ho indicato a grafico e che ancora non ho cambiato di colore da rosse a verdi perché sono solo zone probabili di ritest che al momento non sono state ritestate nel settimanale.
Operativamente a partire da lunedì dovremmo cercare di capire se il mercato partirà subito verso l’ alto cercando di recuperare i massimi di questa settimana innescando un potenziale movimento a zig zag di 1/2/3 long con un classico movimento di breakin (ossia parte long, prova a rompere su, non ci riesce e riscende a cercare liquidità più in basso per poi tornare all’ attacco dei massimi) oppure partire verso il basso rompendo i minimi di venerdì per poi dar vita ad un potenziale movimento long di 1/2 (ossia prima parte short tocca le aree di supporto e poi sale long).
Nel grafico ho riportato per chiarezza un po’ tutto indicando il possibile movimento 1/2 e 1/2/3 le probabili aree di ritest ed alcuni movimenti importanti.
Ovviamente questo non lo possiamo sapere e cercheremo di capirlo giorno per giorno aggiustando la nostra ipotesi di lavoro ai movimenti di mercato.
Sempre in settimana dovremmo anche essere pronti come sempre a capire se la nostra ipotesi di lavoro (long Weekly) sia ancora valida ed eventualmente rivalutarla se vedessimo evidenti ed oggettivi segni contrari ma questo lo vedremo come sempre insieme giorno per giorno con gli aggiornamenti mattutini e intraday. Presteremo anche attenzione a Giovedì con i dati sul Pil Usa.
Come avete letto mi sto lasciando pronto ad un temporaneo fallimento del long perché ho notato una certa scorrelazione grafica nei grafici di Eur e Sterlina (che hanno ina impostazione long) da una parte e di Aud e Nzd dall’ altra (che hanno una impostazione short) sempre tutti contro dollaro.
I grafici Weekly di Nzd e Aud, infatti, come potete vedere dai grafici che riporto qui di seguito vengono continuamente rifiutati non appena toccano le aree di vendita che hanno sopra la testa rispettivamente in zona 0.6785 e 0.63 circa per Nzd (come abbiamo visto anche il cot di questi strumenti è in linea con quanto appena detto).
Quando il mercato non è allineato come in questo caso mi si accende una lampadina di allarme perché so che prima o poi o Aud e Nzd si allineeranno alla forza di Euro e Sterlina oppure il doppio massimo che ha fatto registrare Euro questa settimana potrebbe dare vita ad un respiro settimanale un pò più importante.
Rimango quindi più propenso in linea di generale a cogliere occasioni Short su Aud e Nzd ed occasioni Long su Euro e Sterlina.
Di seguito i grafici di Euro/Usd, Aud/usd e Nzd/Usd.
Ciao buon Week Emi
Cerca nelle idee per "WWW.TRADINGVIEW.COM"
Euro/Usd, gli Istituzionali si prendono un pausa. Ciao,
ogni settimana sviluppo un report basato sulle posizioni che gli Istituzionali hanno ancora aperte a mercato. Rilevo i dati, che poi studio, direttamente dalla Commodity Futures Trading Commission del Chicago Mercantile Exchange.
Condivido volentieri in modo del tutto gratuito i miei lavori ed i miei studi per poter crescere consapevolmente insieme con i miei amici ed insieme a tutti coloro che come me amano il trading.
REPORT N.56
Lunedì 10 Aprile 2023
(COT DEL 04 APRILE 2023)
Gli Istituzionali si prendono un pausa mentre Euro sale.
Ciao buongiorno e buona Pasquetta,
oggi le Borse Europee saranno chiuse ma nel pomeriggio quelle americane saranno regolarmente aperte
Non cambia di molto la situazione del Cot. Il grafico delle forze relative esprime con chiarezza la superiorità di fondo del Cot di Euro (linea blu) su tutte le altre valute Dollaro compreso (linea rossa). Questo vuol dire che di fondo il trend di medio lungo è e rimane long non ostante le variazioni settimanali che, come nel caso di questa settimana, vedono un calo delle posizioni di Euro (questa volta è dovuto ad un aumento di posizioni short ) ed un aumento di quelle del Dollar Index (per aumento di posizioni long).
Dall’ altro lato della medaglia, l’ Indicatore del Cot del Dollaro pur rimanendo sotto la linea dello zero continua ad essere superiore a tutte le altre valute che continuano a rimanerne schiacciate sotto. Questo vuol dire che ancora non vi è una superiorità complessiva del mercato nei confronti del dollaro che rimane ancora potenzialmente forte e capace di dar vita a fasi di ritracciamento Daily e settimanali.
Di seguito la tabella con i valori aggiornati ed il grafico delle forze relative:
Sapete che io penso che Euro abbia bisogno di trovare forza e liquidità per rompere l’ area rossa in zona 1.0920 in un livello di prezzo più basso perché come ho scritto più volte continua a salire senza comprare i massimi ma rimane il fatto che al momento è indiscussa la sua forza e che anche questa settimana a trovato il livello di supporto nella prima delle aree sensibili che avevo indicato in zona 1.08 che è stato sporcato e riassorbito con precisione senza necessità di dover scendere ancora più in basso.
Cosa mi aspetto questa settimana?
Movimenti di volatilità alta collegati ad alcuni driver importanti quali l’ Indice dei prezzi i al consumo negli Stati Uniti che sono molto importanti nella valutazione da parte della Fed dello stato dell’ inflazione ed i Verbali della Fed di Marzo che saranno pubblicati nella giornata di mercoledì.
Esiste un’alta probabilità, a mio personalissimo parere, che andremo a coprire la candela di F.o.m.o. (Fear of messing out) che abbiamo registrato lo scorso 30 gennaio. Se questo dovesse verificarsi occorrerà prestare particolare attenzione alla zona in area 1.1030 che potrebbe essere sporcata e riassorbita per dar vita ad un doppio massimo con brusca ricaduta del prezzo (brusca non vuol dire che si inverta il trend ma solo che si potrebbe originare un movimento di speculazione che potrebbe essere sfruttato anche da noi. Al momento io credo che sia lì che Eur/Usd stia andando in modo costante anche se non molto deciso viste le continue spike di rifiuto che continuano a susseguirsi settimana dopo settimana).
Questo giustificherebbe anche le posizioni short che gli Istituzionali hanno iniziato a lasciare a mercato in questa settimana in quanto sappiamo che loro si posizioni short proprio mentre il prezzo sale per poi recuperarle successivamente quando il prezzo riscenderà.
In tutti i casi a grafico ho lasciato tutte le aree di supporto indicate nelle scorse settimane e le nuove aree di resistenza che abbiamo al momento sopra la testa in modo da fornire un quadro complessivo più completo da tenere come punto di riferimento:
Dal lato Indici invece sarà molto importante la giornata di venerdì in cui le principali banche statunitensi pubblicheranno gli utili del trimestre scorso. Questi saranno analizzati e valutati con molta attenzione da parte degli operatori per capire lo stato di solidità del settore bancario dopo le turbolenze che abbiamo avuto nelle settimane passate.
“Le principali banche, tra cui JPMorgan (NYSE:JPM) e Citigroup (NYSE:C), presenteranno i risultati venerdì, seguite da Goldman Sachs (NYSE:GS), Morgan Stanley (NYSE:MS) e Bank of America (NYSE:BAC) la settimana successiva.” (fonte Investing)
In settimana vedremo aggiornamenti su Sp Nasdaq e Dax che condividerò come sempre la mattina.
Per ora lascio di seguito i grafici di Sp e Nasdaq con le principali aree e trend line di riferimento settimanali.
Ho messo Nasdaq ed S&P perché si vede bene dal confronto settimanale dei due come il Nasdaq abbia già rotto la trend line di lungo e la relativa area di resistenza in zona 12857 che è stata già ritesta e trasformata in area di supporto questa settimana mentre S&P è rimasto più indietro ancora sotto alla trend line ed alla corrispondente area di resistenza che per S&P si trova in zona 4150.
A grafico ho indicato tutto.
Ciao Emi
Il presente Cot Report ha il solo scopo di condivisione gratuita di analisi e studi meramente didattici/informativi basati sull’elaborazione di una serie di dati, notizie, ricerche ed analisi dei mercati finanziari. Tutte le informazioni pubblicate non devono essere considerate un servizio di consulenza o una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento o raccomandazioni né personalizzate né generiche. L’ autore non avrà alcuna responsabilità per le eventuali perdite subite dal lettore per aver utilizzato i dati contenuti nelle informazioni ricevute e/o per aver fatto affidamento sulle previsioni fornite. Qualsiasi eventuale decisione operativa presa dal lettore di questo report in base alle informazioni e strategie pubblicate qui è da considerarsi assunta in piena autonomia decisionale e a proprio esclusivo rischio e pericolo.
S&P500 - Siamo fuori dal bear market?S&P500
Analizziamo il principale indice americano che dopo i minimi di ottobre 2022, avendo perso il 27% circa dai massimi, ha avuto un notevole impulso rialzista, recuperando al momento un 18% circa.
Partiamo dall'analisi del grafico settimanale; si nota subito che i prezzi hanno reagito sulla media mobile a 200 periodi, coincidente anche con una vecchia e importante zona di accumulo dell'ottobre 2020. I prezzi hanno avuto uno slancio rialzista sino ad una zona di supply evidenziata sul grafico Weekly, la quale ha creato resistenza per ben due volte.
Ed ora che succede?
Guardando l'ultima candela settimanale si può notare la decisione e la forza dei compratori, che portano su i prezzi e rompono una prima zona di hidden supply in area 4070.
Analizziamo sul giornaliero.
Qui sono più evidenti le diverse supply zone contenute nella Weekly supply zone; la prima e seconda supply zone hanno funzionato egregiamente nella loro funzione di respingere i prezzi, che sembra stiano accumulando e formando delle nuove zone di accumulo dopo ogni pullback.
Nel grafico precedente si può notare come si sia creata una divergenza tra prezzo e volumi, e come l'indicatore CCI sia al momento in una zona di "più che iper-acquistato", quindi considerando che ci troviamo in una zona di supply, anche se già battuta, potremo vedere una leggera flessione nei prossimi giorni.
Dal grafico 4h si evidenzia un'accumulazione di wyckoff, in fase avanzata, che conferma ed aumenta le probabilità di una lieve flessione nei prossimi giorni, che non è altro il jump the creek della manipolazione.
Prossima resistenza?
Il prossimo punto di resistenza molto probabilmente potrebbe essere la 3° zona di Supply contenuta nella zona di supply Weekly, ovvero in area 4250-4320.
Conclusioni
Con la rottura della precitata area, possiamo valutare scenari molto positivi sull'indice S&P500 e considerarci fuori dal Bear market.
FED proiezioni inalterate; Un messaggio di fiducia?La scorsa settimana è stato rilasciato il nuovo statement con le proiezioni aggiornate per l'economia americana per il 2023.
E' doveroso ricordare che mercoledì 22 marzo la FED ha alzato il tasso d'interesse di 25 punti base, raggiungendo il 5%.
Di seguito condivido alcune frasi rilasciate da Jeremy Powell:
"Gli indicatori recenti indicano una modesta crescita della spesa e della produzione.
I guadagni di posti di lavoro sono aumentati negli ultimi mesi e stanno procedendo a un ritmo sostenuto; Il tasso di disoccupazione è rimasto basso.
L'inflazione rimane elevata.
Il sistema bancario statunitense è solido e resiliente.
È probabile che i recenti sviluppi si traducano in condizioni di credito più restrittive per le famiglie e le imprese e pesino sull'attività economica, sulle assunzioni e sull'inflazione.
La portata di questi effetti è incerta.
Il Comitato rimane molto attento ai rischi di inflazione."
Come possiamo evidenziare da queste parole, il presidente della FED ha voluto sottolineare la solidità del sistema bancario americano dopo i recenti crack di SVB e Credite Suisse.
Tornando alle proiezioni dello statement, il Dot Plot Chart è rimasto invariato dallo scorso dicembre 2022.
Cosa è il Dot Plot Chart?
Il dot plot della Fed è un grafico che registra la proiezione di ciascun funzionario della Fed per il tasso di interesse a breve termine di riferimento della banca centrale.
I punti riflettono ciò che ogni banchiere centrale degli Stati Uniti pensa sarà il punto medio appropriato del Tasso sui fondi federali alla fine di ogni anno.
I funzionari forniscono anche un punto per il lungo periodo, che rappresenta il cosiddetto "tasso di interesse neutrale", o il punto in cui i tassi non stimolano né limitano la crescita economica.
Il grafico in questo caso ci mostra una situazione chiara, il consenso per il 2023 si trova nel range 5,00%-5,25%, ovvero dove ci troviamo ora.
Il consenso per il 2024 si è leggermente abbassato dopo i recenti sviluppi macroeconomici.
Le proiezioni del GDP, prodotto interno lordo, sono state leggermente aggiustate a rialzo.
Questa correzione rialzista riflette la resilienza del mercato del lavoro nel reggere le pressioni derivanti dai tassi d'interesse.
Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato, entro la fine del 2023, è visto al 4,5%.
Il tasso attuale è del 3,6%.
In un'analisi passata ho analizzato la tempistica media di crescita della disoccupazione di un punto percentuale, il risultato è stato di 9 mesi.
I mesi cruciali sono alle porte.
Anche l'inflazione PCE è rimasta invariata, con un range di target entro la fine del 2023 del 3%.
La situazione, secondo la Fed, da dicembre 2022 non è peggiorata ma leggermente migliorata.
Sano ottimismo o come siamo sempre stati abituati si sta cercando di nascondere scenari peggiori?
Con le attuali escalation la banca centrale ha ricominciato a ri-iniettare liquidità nel sistema per sostenere le banche regionali.
Questa dinamica potrebbe incidere su un possibile rimbalzo dell'inflazione?
Lo andremo a commentare nel prossimo articolo.
Buon trading a tutti.
M&A_Forex
EURO, COSA DICONO I NUOVI RILASCI DEL COT ? DAX AL BIVIO ! Ciao,
ogni settimana sviluppo un report basato sulle posizioni che gli Istituzionali hanno ancora aperte a mercato. Rilevo i dati, che poi studio, direttamente dalla Commodity Futures Trading Commission del Chicago Mercantile Exchange.
Condivido volentieri in modo del tutto gratuito i miei lavori ed i miei studi per poter crescere consapevolmente insieme con i miei amici ed insieme a tutti coloro che come me amano il trading.
REPORT N.53
Sabato 18 Marzo 2023
(l’ ultimo rilascio del Cot risale a martedì 7 MARZO 2023)
EURO, COSA DICONO I NUOVI RILASCI DEL COT? DAX AL BIVIO !
Ciao, questa settimana il CFTC ha rilasciato i dati mancanti sul Cot solo sino allo scorso 7 Marzo. Avevo sperato in un aggiornamento completo ma così non è stato e credo che torneremo ad un flusso regolare di rilascio del Cot dalla prossima settimana.
Con i dati a nostra disposizione sino a questo momento, se pur parziali, cercherò di ricostruire un po' cosa è successo su Eur/Dollaro in questo ultimo periodo di assenza del Cot che è stato caratterizzato da forti turbolenze geo politiche ed economiche / finanziare e capire se possiamo trarne qualche informazione utile da sfruttare a nostro vantaggio.
Partiamo con ordine dalla grande salita avvenuta proprio in apertura del mese di febbraio che ha visto Euro suonare il campanello degli 1.1050 con un grande, permettetemi l’ espressione, calcio in cxxx uguale a quello che ricevi nelle giostre quando il compagno che ti siede dietro ti spinge violentemente per farti prendere la bandiera posta in alto e vincere il premio. Nelle due settimane precedenti, infatti, gli Istituzionali avevano caricato a mercato ben 18.476 contratti long.
In realtà a questa spinta, si è aggiunta un'altra componente importante abbastanza inusuale da vedere: gli istituzionali in questo stesso periodo sono andati in “stop” se così si può dire; hanno in altre parole chiuso ben 30.094 contratti short molto probabilmente per cambio di strategia. Chiudere contratti short di futures, come sappiamo, vuol dire fondamentalmente acquistare! Queste due cose messe insieme (i long da parte degli istituzionali con visione long ed il ripensamento da parte di istituzionali che avevano posizioni short) hanno spinto Eur/Usd in soli due giorni da 1,08 circa a 1,1050 circa ed acceso la miccia del panico sui mercati che ha generato un sentiment di F.O.M.O. (Fear Of Missing Out) che purtroppo ha portato molti moltissimi piccoli investitori, a forza o per scelta, a chiudere le loro posizioni short con perdite ingentissime.
Da qui in poi come ho più volte detto nei report precedenti, siamo entrati in una fase di ritracciamento.
Gli indicatori dei Cot normalizzati di Eur/Usd e del Dollar Index messi a confronto, hanno cominciato a segnalare una convergenza indice del ritracciamento proprio dal 6 febbraio scorso.
Ricordo che il Cot normalizzato è una cosa, gli Indicatori del Cot normalizzato un'altra. Infatti come ho spiegato più volte l’ Indicatore del Cot che ho creato del Dollar Index è contro bilanciato dai flussi dei Cot normalizzati di tutte le altre valute che fanno parte del paniere del Dollar Index alle quali ho aggiunto anche il Jpy. Questo vuol dire che il mio indicatore del Cot del Dolar Index tiene conto in modo implicito, al suo interno, dell’ andamento dei Cot di tutte le altre valute. Vi metto di seguito il grafico:
Come vedete dalla foto sopra, sembrerebbe che l’indicatore del Dollar index stia riprendendo forza, in realtà non è così, (al meno basandoci sui dati Cot in mio possesso ad oggi), in quanto il ritracciamento che sta segnalando è dovuto principalmente ad una perdita di forza di tutte le altre valute. Gli Istituzionali, infatti, durante questo periodo di ritracciamento, nel mese di Febbraio e sino al 7 marzo hanno eliminato 2.556 contratti long e caricato 1.425 contratti short sul Dollar Index. Va anche tenuto presente che i contratti normalizzati del Dollar Index hanno un valore assoluto molto molto più alto di quelli della coppia Eur/Usd.
In linea con quanto abbiamo visto per il Dollar Index, lato Euro, si può prendere in considerazione che in data 13 marzo ci è stato il roll over del contrato futures e che quindi tutti gli istituzionali si sono dovuti “ripiazzare” sul nuovo contratto. Ipotizzando che questo processo sia stato fatto con qualche giorno di anticipo potremmo dire che alla data del 7 marzo (secondo gli ultimi dati ad oggi disponibili del Cot) gli Istituzionali sono ripartiti da capo caricando a mercato esattamente sotto la fascia di lateralizzazione attuale in area 1,0530 circa 234.000 contratti long e 85.432 contratti short.
La cosa è tanto più confermata dal comportamento delle ultime due candele settimanali. Ogni volta che il prezzo torna in area 1,0530 viene ricomprato e difeso in modo deciso.
A tutto questo però dobbiamo ora aggiungere la complicata situazione di stabilità finanziaria cha ha investito i mercati in queste ultime due settimane. Gli spettri del 2008 e le paure di un nuovo default bancario, prima americano e poi europeo hanno destabilizzato i mercati con un aumento vertiginoso della volatilità e nuove incertezze sul proseguo dei trend intrapresi.
Le conseguenze di tutto questo, infatti, se da una parte potrebbero spingere la Fed a valutare i fallimenti bancari come diretta conseguenza delle sue politiche monetarie di lotta all’inflazione che ha posto in campo anticipatamente rispetto all’ Europa e quindi potrebbe iniziare a rivedere al ribasso sia nei tempi che nei modi la fine degli aumenti dei tassi, dall’ altra ha trovato l’ Europa con le spalle al muro non potendo questa assolutamente pensare di fermare l’ aumento dei tassi di interesse considerata l’ inflazione ancora molto alta (a solo titolo informativo segnalo che l’ inflazione italiana è cresciuta ancora a febbraio di uno 0,2 su scala mensile).
Nelle parole della Lagarde portavoce della Bce non ci sono stati spazzi a diversi tipi di interpretazione. Sostanzialmente ha detto che il settore bancario europeo è forte, è strutturato e ben patrimonializzato e che la Bce continuerà senza indugi con la lotta all’ inflazione.
Questo potrebbe significare un rafforzamento di euro rispetto al dollaro ed un sollievo per il mercato azionario americano che finalmente comincerebbe a vedere la luce della fine degli aumenti dei tassi. In linea di massima, quindi, mettendo insieme tutto quello che ho detto sin qui protendo di più per una ripresa long di Euro dovuta all’indebolimento del dollaro (vedesi pure l’incredibile salita dell’oro che sembra abbia ripreso la sua correlazione inversa con il dollaro) e a un periodo pesante e complicato per l’ Europa.
In tutti i casi la situazione rimane appesa ad un filo di lana e potrebbe rompersi in qualsiasi momento per cui soprattutto ora credo sia opportuno rimanere a mercato il meno possibile. Come ho detto più volte finché Euro non metterà decisamente la testa sopra gli 1,07 non riterrò il ritracciamento finito. Ritengo ancora possibile un suo brusco ritorno e ritest di area 1,0450, non dovuto ma possibile.
Senza ombra di dubbio si può operare intraday nell’ ampio trading range che è venuto a crearsi tra 1,053 e 1,070
Questa forte incertezza e precarietà si è vista su tutti i grafici con le chiusure Weekly di questa settimana che su euro ha lasciato una non bella candela di indecisione con grandi spike di volatilità sopra e sotto e che nel lato indici ha visto una spaccatura con da una parte il Nasdaq in super forza che non vuole saperne di venire giù (probabilmente il settore Tec che è stato il più penalizzato dal rialzo dei tassi, ora che si paventa la fine degli stessi ha ripreso più di tutti forza e vigore) e dall’altra parte S & P che rimane ingabbiato in una condizione molto in bilico tra 3900 e 3970.
Completamente all’ opposto del Nasdaq abbiamo il Dax che rispecchia perfettamente la difficile condizione europea con una pericolosa candela rossa Weekly e con la candela Daily di venerdì che raggiungere l’ importantissima area dei 14660 che pero questa volta sembra scarica e priva di liquidità per generare il rimbalzo lasciando il Dax senza forze proprio poco sopra l ‘area di resistenza che se dovesse essere rotta aprirebbe uno short considerevole.
Questo report è stato particolarmente lungo visto il ritardo da recuperare sul Cot.
Vi lascio di seguito:
- il grafico di Euro;
- un grafico di confronto degli Indici dal quale si capisce bene l’ elevato grato di incertezza in cui stiamo navigando
- e per curiosità un grafico in h1 di Euro con tutte le aree operative intraday che avevo segnalato nello scorso report. E’ molto interessante notare come si sarebbero potute sfruttare una volta che il prezzo è tornato ad attraversarle. Ho cercato di scrivere tutto a grafico.
Per capire meglio come leggere il Cot e come lo interpreto, ho messo a disposizione di tutti, con spirito di mera condivisione gratuita, un file Power Point in cui ho riassunto gli aspetti principali in modo semplice e breve. Trovate tutti riferimenti nel campo firma sotto alla presente Idea.
Vi saluto e ci aggiorniamo durante la settimana con nuovi spunti e riflessioni.
Alla prossima settimana.
Buon trading a tutti.
Ciao Emi
Il presente Cot Report ha il solo scopo di condivisione gratuita di analisi e studi meramente didattici/informativi basati sull’elaborazione di una serie di dati, notizie, ricerche ed analisi dei mercati finanziari. Tutte le informazioni pubblicate non devono essere considerate un servizio di consulenza o una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento o raccomandazioni né personalizzate né generiche. L’ autore non avrà alcuna responsabilità per le eventuali perdite subite dal lettore per aver utilizzato i dati contenuti nelle informazioni ricevute e/o per aver fatto affidamento sulle previsioni fornite. Qualsiasi eventuale decisione operativa presa dal lettore di questo report in base alle informazioni e strategie pubblicate qui è da considerarsi assunta in piena autonomia decisionale e a proprio esclusivo rischio e pericolo.
btcusd situazione struttura alcune considerazioni grafiche sulla situazione tecnica di BTC
ho maturato l'idea che la struttura partita da novembre 2022 sia così pulita ed armoniosa che necessiti di fuggir via dal minimo appena realizzato in area 19570, se lo farà il target di questa terza gamba (la seconda al rialzo dopo la prima struttura di 5 movimenti e la successiva correzione di 3 movimenti) sarà compreso tra 1 e 1.618 volte la lunghezza della prima gamba rialzista quindi tra 29400 e 35500 legittimando il mio target di massimo 2023 verso 33000.
Quando un mio studio conferma così chiaramente la mia ipotesi di lavoro decido sempre di diventare categorico e drastico nel caso successivamente la struttura venga negata.
Quindi sotto19500 inizio a pensare che BTC avrà necessità di andare a realizzare minimi inferiori a quelli del 2022.
Questo significa che tra 19500 e 15500, in questo intervallo ampio circa 4000 punti, non cercherò più nessun long.
La zona dove riproverò gli acquisti sarà quella del target di onda4 chiusa vale a dire 13000.
golden cross sarebbe a favore della mia visione long e tra le altre cose abbiamo appena avuto il millimetrico test della 200
l'oscillatore di Elliott si è azzerato al millimetro e quando accade le correzioni si possono considerare esaurite.
un pochino inquietante il pullback della 200 sul weekly
BULL MARKET O TROPPA EUFORIA? I DATI PARLANO CHIARO!Aggiornamento della situazione attuale dopo i principali dati macroeconomici market mover (CPI,PPI,NFP,FOMC,JOBS OPENINGS etc...)
L'inflazione americana ha sorpreso a rialzo le aspettative degli economisti, 6,4% contro 6,2% previsto.
Le due componenti principali che hanno pesato sull'aumento mese su mese del 0,5% sono state le componenti shelter ed energetiche.
L'aumento della componente shelter ha rappresentato circa la metà dell'aumento mensile.
Questa componente rappresenta oltre un terzo dell'indice CPI ed è aumentata dello 0,7% mese su mese ed è aumentata del 7,9% rispetto a un anno fa.
Nei giorni scorsi, il presidente della Fed Jerome Powell ha parlato di forze "disinflazionistiche" in gioco, ma i numeri di gennaio mostrano che la banca centrale probabilmente ha ancora del lavoro da fare.
Questo lo possiamo dedurre dall'aumento delle aspettative di politica monetaria delle ultime settimane.
Dopo i dati NFP, le aspettative dei tassi d'interesse di settembre 2023 sono salite dal 4,8% al 5,3%, scontando un ulteriore rialzo di 50 punti base.
I dati di queste settimane stanno confermando questa dinamica, con rialzi generalizzati dei diversi indici di sentiment, lavoro, fiducia etc..
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione rimangono estremamente basse, con l'ultima lettura del tasso di disoccupazione che si è attestata al 3,4%.
Il possibile rialzo dell'inflazione mese su mese è stato parzialmente previsto da Bank Of America.
Tramite il report rilasciato la scorsa settimana abbiamo potuto evidenziare un aumento nella spesa con carte di credito e debito molto forte, sintomo di una fiducia dei consumatori ancora solida.
Gli indici azionari stanno cercando di guardare oltre a questi dati, ma nelle ultime sessioni hanno perso oltre un punto percentuale.
Questa situazione non può che alimentare una ripresa del dollaro a rialzo, con il ritorno su livelli strutturali chiave.
I dati parlano chiaro, il traguardo del 2% è ancora lontano e le banche centrali dovranno muoversi in maniera precisa per raggiungere l'obbiettivo del "soft landing", obbiettivo che personalmente vedo molto difficile da raggiungere.
I mercati obbligazionari sono stati scossi in queste settimane, con i rendimenti che hanno ripreso la loro corsa a rialzo.
Con questi dati è possibile vedere degli indici azionari performare ulteriormente?
Ricordiamoci che la FED nelle ultime minute ha confermato che il bilancio della FED verrà ulteriormente ridimensionato, togliendo liquidità ai mercati azionari.
Buon Trading a tutti.
M&A_Forex
Analisi Apple (AAPL) tramite Modello Statistico.Ciao a tutti, oggi presento di nuovo un’analisi sul titolo Apple, AAPL.
L’analisi in questione è stata sviluppata considerando un modello statistico, per l’analisi delle serie storiche, il modello usato è un modello ARMA (Autoregressivo a media mobile) è un modello particolarmente usato in diversi campi tra cui anche quello della finanza ed economia. Il campione considerato va dal 01/01/2015 al 14/02/2023
Si tratta di un modello che presenta questa forma in termini matematici:
La sua struttura matematica evidenzia la relazione lineare tra le variabili, questa è la natura di questo modello. Per usare questo modello alcuni calcoli preliminari è necessario fare, in particolare:
• È necessario considerare una serie che sia stazionaria, per stazionaria si intende la definizione di stazionarietà di un processo stocastico. Per capire se abbiamo una serie stazionaria o meno, possiamo effettuare un test (ADF test per esempio nel caso che presento).
• Definire l’ordine del modello ARMA, in particolare questo può essere definito tramite Information Criteria, nel mio caso ho usato AIC (Akaike Information Criterion), tale metodo risulta uno dei diversi disponibili per la selezione del modello ARMA più adatto. Si può anche scegliere l’ordine del modello guardando gli spikes presenti nella funzione di autocorrelazione e in quella di autocorrelazione parziale, dove gli spikes sulla ACF ci informano sull’ordine della MA mentre gli spikes su PACF sull’ordine di AR.
• Osservare i residuals/residui o errori, affinché il modello dia risultati validi è necessario controllarli, in particolare è necessario osservarli considerando la loro ACF (Autocorrelation function) e anche la loro distribuzione (tramite il loro istogramma), l’obbiettivo è quello di verificare che abbiano media zero, e anche quello di avere una ACF prossima allo zero per almeno 30 se non più lag. Oltre a questi due requisiti abbiamo anche quello di osservare una varianza costante, ad ogni modo però il requisito su cui per il momento è necessario porre maggiore attenzione è quello della presenza di correlazione tra i residui. Le motivazioni di questi requisiti sono di natura tecnica e quindi statistica. Tralascio tale trattazione altrimenti si va fuori “tema”.
La selezione dell’ordine del modello è stata definita secondo AIC, considerando diverse possibili combinazioni, ad ogni modo l’ordine scelto è (2,5): 2 per la parte AR e 5 per la parte MA.
Dal grafico che mostra le previsioni per i prossimi 21 giorni (1 mese di negoziazione) vediamo il prezzo potrebbe arrivare anche a più di 300 dollari, ovviamente questo risulta dagli intervalli di predizione, che ci aiutano a definire quanta incertezza nella previsione è presente, più precisamente potremmo dire che con una probabilità al 95% il prezzo potrebbe trovarsi in quel range da qui ad un mese. Ovviamente di solito il risultato più preciso risulta essere la linea intermedia chiamata “Point Forecast”.
Come ultima immagine inserisco i rendimenti AAPL dal 2015 su cui sono state inserite 2 medie mobili (MA), questo utile solo per mostrarvi come le medie a 50 e 100 periodi si attestino su rendimenti vicini allo zero di conseguenza dal momento che il modello si basa su una sorta di "mean reversion", e quindi ciò giustifica come il risultato intermedio sia vicino a quello di partenza.
Ovviamente so bene che al fine di validare un modello è necessario effettuare dei test, definendo un training dataset ecc… Ad ogni modo questa analisi risulta essere un piccolo spunto per mostrarvi alcuni strumenti statistici che possono essere usati nelle analisi e nelle previsioni.
Spero che questo contenuto così come anche gli altri siano, utili per tutti voi.
Declinazione di responsabilità: La seguente analisi/considerazione non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio e non è volta a promuovere alcuna forma di investimento , commercio o l'operare sui mercati finanziari.
Simulazione Monte Carlo sul titolo Apple (AAPL)Ciao a tutti, oggi presento un’analisi del titolo Apple (AAPL) attraverso una simulazione Monte Carlo.
In particolare è stata effettuata una simulazione ipotizzando che la dinamica del prezzo del titolo segua un, GBM (Geometric Brownian Motion), questa è un’assunzione molto comune nella finanza matematica, in generale, si possono considerare altri processi per descrivere la dinamica di assets, in questo caso ho fatto una simulazione dal 03/02/2023 fino al mese prossimo, considerando 21 giorni di negoziazioni.
La simulazione in questione, ipotizza che i rendimenti siano normalmente distribuiti, in questo caso per AAPL, se vediamo la distribuzione giornaliera dei rendimenti AAPL, dal 2015, notiamo come questi siano lontani dalla normalità, se si prova ad effettuare un test statistico sia parametrico o non parametrico come il (Jarque-Bera Test oppure il Kolmogorov-Smirnov Test) si vedrà che i rendimenti sia giornalieri e tendenzialmente quelli settimanali, non sono normali, sui mensili invece c’è un evidenza maggiore di normalità, in generale, assumere la normalità dei rendimenti, non risulta essere troppo impreciso in questo caso.
La seguente simulazione è stata effettuata, considerando, la generazione di 50.000 traiettorie (sample path/trajectories), i parametri del GBM ovvero drift term e diffusion term sono stati stimati considerando, la serie storica del prezzo da inizio 2015. Esistono anche altri metodi più sofisticati per stimare i parametri del GBM.
Nell’immagine che ho inserito con le 100 simulazioni, troviamo l’andamento del prezzo AAPL, per il prossimo mese, in particolare ho rappresentato solo 100 traiettorie in quanto, inserire 50.000 traiettorie sarebbe risultato di difficile lettura. A ogni modo nel grafico a destra ho rappresentato in forma più compatta le 50.000 traiettorie, considerando, la traiettoria migliore, mediana e peggiore. Ho fatto ciò in modo da permettere una visione chiara della simulazione.
Quello che vediamo ovviamente rappresenta solo in generale una indicazione di dove potrebbe essere il prezzo tra un mese, in particolare, la traiettoria massima e minima rappresentano qualcosa di poco probabile, infatti per inferire su quello che potrebbe essere il prezzo tra un mese, possiamo considerare la distribuzione dei prezzi ad un mese, questa è indicata nell’immagine in basso.
Per cercare di leggere meglio questo istogramma è utile fare riferimento, ai quantili, più precisamente i quartili questi sono i seguenti:
1. 0% 119.72
2. 25% 151.84
3. 50% 159.23
4. 75% 166.94
5. 100% 208.43
I quartili qui di sopra ci aiutano a capire quanta “volatilità” è presente nella simulazione più in generale può essere usato per estrapolare dati per la gestione del rischio.
Dalla distribuzione (istogramma dei prezzi ad un mese) vediamo come la frequenza è maggiore, tra 150-170, in particolare questo range è ci dà informazioni sul fatto che c’è un’alta probabilità che il prezzo rimanga tra un mese sarà in quella soglia.
La previsione in questione risulta essere un qualcosa di indicativo, nel senso che non ha un gran senso basare le proprie strategie su delle simulazioni del genere, per diversi motivi di natura matematico-statistico, l’informazione importante da poter leggere è l’osservazione delle traiettorie che ci dà un’indicazione sul come si potrebbe sviluppare il prezzo tra un mese. Quindi la simulazione Monte Carlo per questi scopi, è utile per avere un idea, sul possibile andamento del titolo. Ad ogni modo però simulazioni del genere risultano essere più utili secondo una mia opinione personale, per attività di risk management, ad esempio calcolo del VaR (Value at Risk) o per altre misure in generale.
Con questa analisi ho voluto mostrarvi le potenzialità di alcuni strumenti matematico-statistici, nel mondo dei mercati finanziari, e di come questi possano essere utili per la gestione del nostro portafoglio.
Declinazione di responsabilità: La seguente analisi/considerazione non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio e non è volta a promuovere alcuna forma di investimento , commercio o l'operare sui mercati finanziari.
$NIORiprendiamo l'analisi del titolo NIO.
Il pattern di onda 4 è ancora in corso. Osservando meglio si può vedere la formazione di un Broadering ascendente, chiara figura di continuazione del trend ( ... ed il trend è DISCENDENTE in questo momento).
Rimangono 2 GAP aperti che fanno da magnete, uno verso l'alto dove c'è la SUPPLY ZONE e uno verso il basso dove c'è la DEMAND ZONE.
Risulta quindi di difficile interpretazione comprendere il movimento che potrà eseguire a breve termine. Nell'ultima settimana dell'anno i fondi si muovono e generano volumi importanti non escludendo quindi una possibile gamba rialzista , per poi scendere nuovamente.
A scanso di equivoci, il trend è ancora bearish e tale rimane fino al raggiungimento di onda 5 di C ... è solo questione di tempo perchè la liquidità si trova in basso e prima o poi andranno a pescarla.
Inserendo Le WaveUP Cloud vediamo come queste fanno da resistenza all'azione dei prezzi. Quindi : Cloud che fanno da resistenza (sono delle EMA, quindi medie mobili esponenziali) + SUPPLY ZONE = da li difficilmente si passa se prima non si va a pescare la liquidità in basso.
In conclusione, vista l'incertezza del periodo legato alla chiusura del bilancio annuale dei fondi per quest'ultima settimana, stiliamo 2 ipotesi dando una percentuale di probabilità secondo i nostri parametri valutativi.
Ipotesi 1 = salita per il Santa Rally fino alla supply demand e poi discesa a Gennaio a chiusura GAP posto a 7.99 - 60% di probabilità
Ipotesi 2 = non ci sono i volumi per salire e scende direttamente a chiudere il gap a 7.99, per scendere ancora più in basso a chiudere il gap a 4,73 - 40% di probabilità
WaveUP©
$SPX - Bear market Story ... and now?Abbiamo provato a studiare il passato per raccogliere qualche spunto di riflessione diverso dal solito.
GANN amava ripetere : “Non c’è nulla di nuovo sotto il sole, quello che è stato sarà” citando la Bibbia; per questo motivo cerchiamo di vedere qualche analogia nel passato che possa tornarci utile ad i giorni nostri.
Abbiamo preso in considerazione l'indica S&P500 considerato il riferimento principale del mercato azionario USA.
Ci siamo soffermati sui mercati BEAR per verificare se potevamo trovare analogie tra di loro.
Abbiamo inoltre segnato tutti i momenti storici significativi per avere una visione geopolitica/finanziaria collocata in un momento storico ben definito
Inserendo il classico indicatore RSI ed una MA200 (con una cloud EMA233) abbiamo osservato su un grafico MENSILE come i prezzi interpolavano tali indicatori.
Si può notare come i più "feroci" Bear Market abbiano sempre bucato verso il basso la MA200 mensile ed i livelli di RSI erano prossimi a 30 o addirittura inferiori con delle divergenze importanti dell'RSI a livelli di ipercomprato facilmente individuabili
Andando nel dettaglio, possiamo notare come i bearmarket più importanti si sono ripresentati in un arco temporale di 10 anni e che i loro bottom, se uniti tra loro con un segmento, formavano 3 punti consecutivi (con il beneficio della tolleranza, ben sapendo che si tratta di candele mensili e con tempi si svariati anni tra un punto e l'altro).
In questo caso possiamo vedere che il Bottom finale di questo mercato decennale, ha bucato pesantemente la MA200 con un RSI inferiore a 30 ... da li la ripartenza.
Dal 1998 per un decennio successivo abbiamo assistito ad una situazione simile con forti divergenze su RSI in ipercomprato, la perforazione della MA200 e il valore in ipervenduto di RSI inferiore a 30. In questo caso la storia di è ripetuta.
Venendo ad i giorni nostri, troviamo delle similitudini importanti : 2 bottom ben identificati di 2 mercati bearish e delle importanti divergenze in ipercomprato su RSI
Mancano però due fattori importanti : il primo è che RSI non è mai andato sotto il valore 30 in questi 2 ultimi bear market, mentre il secondo è che siamo ancora ben lontano dalla MA200.
Congiungendo i minimi dei 2 recenti mercati Bearish , vediamo che tale segmento, se prolungato, va ad intersecare la MA2OO.
Vista la situazione Macroeconomica attuale, non è da escludere nella maniera più assoluta un calo importante di tutti gli indici, e per primo lo S&P500. Se arriverà a toccare la MA200 ed ad avere un RSI inferiore di 30 lo potremo sapere solo assistendo a cosa accade nel mercato.
Il vantaggio che abbiamo però è che ora conosciamo 2 cose : la prima è che questo è un possibile scenario ribassista che nel passato si è già presentato 2 volte. La seconda, la più importante, è che quando vedremo la MA200 violata e RSI inferiore a 30, possiamo dire che il Bottom è stato raggiunto, e da li ri potrà ripartire per una ricostruzione delle posizioni.
Vedremo se la storia si ripete anche questa volta
WaveUP©
$TSLA - aggiornamento03/10/2022 ore 12.00Abbiamo impostato il grafico su TFDAY
Situazione delicata per Tesla che dopo aver perso la SMA200, tocca la WaveUP Cloud 377, area supportiva molto importante. Al momento ha fermato la discesa, ma Il gap aperto a quota 250$ fa comunque da importante prezzo magnete; la debolezza del titolo è segnalata anche dal segnale SELL di WaveUP Indicator.
Nella tabella riassuntiva a destra vediamo chiaramente la debolezza della posizione con momentum negativo e Volume Escalation a favore dei venditori.
a probabilità di chiusura GAP rimane a favore, complice la debolezza dello SP500 che è avviato ancora ad una discesa importante prima di trovare il bottom.
Su Time Frame minori, la situazione è ancora più marcata con segnale SELL chiaro e con l'Area BULL&BEAR a favore dei venditori. Si conferma quindi la probabilità alta di discesa.
La trendline di lungo periodo rappresenta un punto di approdo se il GAP una volta chiuso, non garantirebbe un supporto importante per ricostruire la posizione.
Rimaniamo SHORT e seguiamo il trade
WaveUP©
UNA PANORAMICA SUL NASDAQ: COMPLETIAMO QUESTA STRUTTURA?Se sul settimanale, in grandi linee, siamo in questa situazione:
Teniamo in considerazione il completamento di un percorso che segua queste fasi:
Nella prima fase potremmo avere delle varianti, la prima ipotesi è un proseguimento netto che si completerà entro venerdì.
La seconda ipotesi è un proseguimento che domani potrebbe testare zone di offerta, tramite pullback, per caricarsi di venditori e proseguire con più forza.
Nella seconda fase invece, l'indice avrebbe due giornate positive per l'inizio della prossima settimana andando a ritracciare in maniera più decisa (soprattutto se non ritracciamo entro questa settimana). Sta di fatto che il pullback potrebbe essere una trappola per tori! In pratica dando l'illusione di una ripartenza nel medio periodo potrebbe spezzare l'euforia una volta raggiunta la zona 11500, con un terzo massimo decrescente rispetto i precedenti.
Nella terza fase, in funzione delle precedenti, andremo a testare la zona chiave dei minimi di periodo dirigendoci con la violenza ribassista a cui siamo abituati ultimamente.
Da lì poi, dovremo fare ulteriori considerazioni.
Il rimbalzo della quarta fase è da valutare in funzione di un analisi fondamentale, e in relazione a future notizie che usciranno in merito alla politica monetaria USA.
Considerazioni come sempre personali, nessuna sollecitazione all'investimento.
BCE, ATTENZIONE ALLE VOLATILITA'!Condivido con voi gli aggiornamenti relativi all'andamento attuale dei mercati, in particolar modo alla riunione di oggi pomeriggio della Banca Centrale Europea e all'interessante correlazione tra l'andamento della volatilità attuale con quella del 2008.
Il Consiglio della banca centrale il mese scorso ha alzato i tassi di interesse di 75 punti base, una mossa senza precedenti e molti osservatori ora si aspettano che ripeta la stessa decisione nella riunione fissata oggi 27 novembre.
In questo modo, il tasso di interesse della banca salirebbe al 2,00% e quello dei depositi all’1,50%.
Le famiglie e le imprese si stanno preparando per un inverno difficile, mentre la Russia continua a limitare le forniture di gas all’Europa, sollevando timori per la carenza di energia e per bollette di elettricità e riscaldamento da record.
La Bce sta utilizzando una serie di rialzi dei tassi per tenere sotto controllo l’inflazione, con il rischio di rallentare l’attività economica a tal punto da innescare una recessione.
In Eurozona, secondo gli ultimi dati aggiornati, l'inflazione è salita al 9,9% a settembre, con il tasso al 10% in Germania.
La domanda che in molti nell'ultimo periodo mi stanno facendo è la seguente, "il mercato cerca di scontare prima le notizie"?
La risposta la troviamo in questo grafico; Il mercato ha scontato il movimento di un possibile rialzo dei tassi da 2 giorni a 1 settimana prima dell'effettiva riunione della BCE.
Questo che cosa comporta?
La maggior parte dei retail trader cerca di posizionarsi durante l'uscita dei dati macroeconomici pensando di cavalcare la notizia, ma non si rende conto che semplicemente sta lavorando le manipolazioni del sentiment degli investitori e che quindi il movimento effettivo è già stato completato.
Il mercato sconta solo i dati della BCE o anche quelli della Federal Reserve?
La risposta la trovate in questo grafico.
Nell'ultima settimana stiamo assistendo ad un lieve ritracciamento da parte dei mercati azionari, spinti anche dalle trimestrali delle big tech non del tutto deludenti.
Questa sera è il turno di Amazon ed Apple.
Il mercato azionario ha toccato il bottom?
Seguendo le diverse correlazioni che utilizzo per analizzare i mercati, il bottom potrebbe non essere stato raggiunto.
Nel grafico precedente è rappresentato l'andamento dell'SP500 con il PMI rilasciato dall'Institute For Supply Menagement.
Storicamente la correlazione tra i due è positiva, con il PMI che si comporta da "leading indicator" per l'S&P500.
I dati macroeconomici continuano a segnalarci un deterioramento sotto ogni punto di vista, immobiliare, lavoro, settori dei servizi, bilancia commerciale etc..
Questo significa che dal fronte del settore manifatturiero andremo in contro ad una possibile ulteriore contrazione, con l'indice che con molta probabilità scenderà sotto i 50, livelli già raggiunti dai paesi europei.
L'S&P500 seguirà il movimento ribassista?
Un'altra correlazione interessante è quella tra il movimento del VIX attuale con il movimento del VIX del 2008.
Attualmente il VIX si trova in territori di alta volatilità, ma la fase di riassorbimento sembra iniziata.
Guardando la correlazione è interessante notare come il movimento attuale e quello del 2008 hanno una correlazione pari al 90%.
Quindi la domanda sorge spontanea, il VIX ci sta indicando il prossimo possibile scenario?
Buon Trading a tutti
M&A_Forex
Riuscira' BTC a uscire dalla Kumo e seguire il movimento di ETH?Buonasera a tutti,
Prima di tutto ci tengo a precisare che questa idea potrebbe essere altamente fuorviante e dev'essere studiata con molta cautela!
Ok, partiamo...faccio seguito alla struttura condivisa il 17 Luglio scorso (link in fondo) per riportare alla vostra attenzione l'aggiornamento dei movimenti di Ethereum e di Bitcoin. Se non l'avete vista andatela a vedere perche' l'idea parte proprio da li, cioe' dalla pressione esercitata dalla Kumo sul grafico giornaliero e dalle dinamiche che si stanno sviluppando intorno a questa pressione. Per facilitarne la comprensione riporto qui sotto i grafici timeframe 2 ore di ETH e BTC uno sopra l'altro. La Kumo e' quella giornaliera, ricavata dalla moltiplicazione x12 dei parametri Ichimoku convenzionali ritrovati appunto nel timeframe giornaliero.
Anche se credo che i grafici parlino da soli, riporto di seguito i principi della dinamica dei movimenti che si stanno sviluppando dal 14 Luglio:
1) Schematica Wyckoff di accumulo post evento Three Arrow Capital (3AC);
2) Il 14 Luglio inizia da A la fase di Mark-Up che, composta da vari LPS (Last Points of Support) attacca ed entra nella Kumo;
3) Dopo il movimento impulsivo AB, il prezzo si ferma e consolida all'interno della Kumo sviluppando il Re-Test del Creek o Back Up (BU) composto da una Juda's Swing;
4) Terminata questa fase all'interno della Kumo, ETH riprende la fase di Mark-Up superando e consolidando sopra la Senkou Span B e continuando ad estendere il rally iniziato da A.
Tutti questi principi possono essere ritrovati e seguiti anche sulla struttura del Bitcoin con la differenza che il Bitcoin non e' riuscito a uscire dalla Kumo. Credo quindi che si possa osservare come il Mark-Up di Ethereum sia molto piu' aggressivo di quello del Bitcoin.
La domanda e' questa: riuscira' BTC a uscire dalla Kumo e seguire il movimento di ETH?
Di seguito riporto le strutture utilizzando le Bande di Bollinger ricavata approssimativamente dalla media mobile che segue la Kumo giornaliera in modo tale da poter avere un'idea di un potenziale obbiettivo qualora Bitcoin decidesse di seguire il movimento di Ethereum.
ATTENZIONE: Siamo alla ricerca di elementi e informazioni che ci possano permettere di capire i rischi connessi ad un eventuale posizionamento alla ricerca di un movimento su Bitcoin che segua quello di Ethereum...nessuno puo' sapere se il movimento si sviluppera'...sono solo delle idee e delle strutture...i fattori che fanno si che ETH sia piu' bullish di BTC risiedono tutti sull'Hype generato nell'ecosistema Ethereum dall'ormai imminente evento conosciuto come "The Merge"...nel momento in cui l'hype finisce, i livelli che hanno supportato il Mark-Up potrebbero cedere e dar vita quindi a un movimento in direzione contaria alle aspettative. Importantissimo diventa seguire anche l'andamento del dollaro americano e l'indice Nasdaq.
FATEVI DOMANDE E SIATE CURIOSI! LAVORATE SU VOI STESSI! INVESTITE TEMPO, NON DENARO!
Spero che il mio lavoro possa aiutarvi a trovare una logica, una narrativa, a fare delle ipotesi, senza pero' creare false aspettative. Illudersi di poter prevedere quale sara' la prossima mossa basandoci sui movimenti e' pura speculazione.
Se avete dubbi o domande non esitate a scrivere nei commenti qui sotto. Condividere contenuti per me e' come una terapia. Una specie di seduta dallo psicologo. Credo di essermi fuso il cervello a causa dell'eccessiva analisi dei grafici. Non vendo nulla! Lo faccio perche' e' la mia passione! Se vi piacciono i miei contenuti mettete un like e iscrivetevi al canale.
Un abbraccio,
Cozzamara
Non sono un analista ne un trader professionista. Sono semplicemente un appassionato che condivide le sue idee e le sue riflessioni che potrebbero benissimo essere sbagliate. Nulla di cio' che dico dev'essere inteso come sollecitazione a fare Trading. Se pensate che guadagnare con il Trading sia facile lasciate perdere perche' l'80% delle persone che ci provano perdono i loro soldi.
Siamo vicini alla RECESSIONE AMERICANA?Vi lascio alcune analisi fondamentali riguardo la possibile recessione Americana e quando questo scenario potrebbe verificarsi.
Dalle ultime letture trimestrali del GDP abbiamo visto un ulteriore calo, segnando due letture negative consecutive.
Tecnicamente con i dati analizzati ci troviamo già in un scenario di "recessione tecnica".
Analizzando in profondità, il mercato obbligazionario è entrato in territori molto scomodi per l'economia americana, soprattutto lo spread tra i rendimenti a 10 anni con i 2 anni.
Dal grafico possiamo notare come ogni qualvolta il prezzo ha toccato il minimo, nell'arco di 8-12 mesi l'economia americana è entrata in recessione.
Attualmente ci troviamo a livelli di minimi storici toccati nel 2000, arriveremo a toccare nuovi minimi?
Cosa ha spinto in settimana lo spread così in basso?
Le notizie di venerdì riguardanti il Non Farm Payroll e il tasso di disoccupazione hanno distrutto le attese, mostrando un ulteriore forza del lavoro, questa potrebbe tradursi in una presa di posizione della FED ancor più aggressiva.
Analizzando i dati e calcolando la media di giorni che in passato sono trascorsi dopo i minimi dello spread us10y-us02y, è di 297 giorni, con questo calcolo la possibile proiezione di una recessione ricade ad agosto 2023.
Continuiamo l'analisi con altri grafici per avere più chiara la situazione.
Nel grafico mostrato sopra, ho evidenziato le recessioni passate con i rialzi dei tassi d'interesse da parte della FED.
Possiamo notare come dopo un rialzo dei tassi d'interesse più o meno importante l'America cade in recessione.
Il calcolo effettuato anche in questo caso è stato quello di valutare la media di giorni che in passato sono trascorsi prima di cambiare ciclo economico.
Con una media di 990 giorni, la proiezione della recessione americana ricade a fine 2024.
Un altro grafico che ho utilizzato per avere la situazione attuale più chiara, è stato quello del prodotto interno lordo.
Inserendo le aree di recessione e la linea dello zero (linea rossa) è evidente come ogni volta che il GDP (GROSS DOMESTIC PRODUCT) scende sotto lo 0, l'America subisce una forte frenata.
Attualmente il valore si trova a -0,90, quindi poco al di sotto alla linea dello zero.
L'ultimo grafico che porto all'interno di questa analisi è quello del rendimento a 2 anni.
La media di giorni che passano dal picco dei rendimenti alla recessione è di 444 giorni, anche qui seguendo questa linea guida arriviamo ad agosto 2023.
Pare chiaro che la situazione che la banca centrale americana vuole fare passare non è proprio quella che il mercato riflette.
In base ai dati attuali e alle condizioni di instabilità dei mercati, le proiezioni di agosto 2023 sono da prendere con le pinze, ovviamente il passato non è garanzia del futuro ma guardare i comportamenti passati è molto utile come linea guida in generale.
La situazione in Europa attualmente sembra leggermente migliore ma in vista dell'inverno la situazione potrebbe cambiare drasticamente.
Prossimamente andrò a commentare i grafici degli indici azionari e quello delle materie prime per avere un ulteriore idea di quello che ci possiamo aspettare nei prossimi mesi e non solo.
Buon trading a tutti.
M&A_Forex
XAU/USD, semplice ritracciamento?Buongiorno,
Vi lascio una piccola analisi riguardo all'andamento dell'oro di queste settimane.
Oro che dal massimo annuale ha perso oltre il 18%.
Mi collego all'ultima analisi pubblicata diverse settimane fa.
Settimane caratterizzate da un oro molto forte e volatile, la scorsa settimana ha registrato un movimento di oltre 630 pips, da 1711 circa a 1768.
Mercati che hanno agevolato di un dollaro più debole dopo le dichiarazioni della FED.
La FED ha annunciato di abbandonare la forward guidance, linea guida che avrebbe portato la banca centrale ad essere più aggressiva con i rialzi dei tassi d'interesse, questo ha portato una liquidazione delle posizioni sull'indice Americano.
Questa settimana verranno rilasciati i dati del Non Farm Payroll, attenzione alle volatilità che si potrebbero generare.
Continua la correlazione inversa con il dollaro americano da Aprile 2022, grafico da utilizzare come possibile confluenza per analizzare i movimenti di questo trimestre del Gold .
Un altro grafico che dobbiamo monitorare per l'andamento di XAU è quello del DJP , bloomberg commodity index.
Questo grafico l'ho commentato diverse volte nelle live sui diversi social.
In 4 settimane il DJP ha registrato perdite oltre il 15%, ma nell'ultimo periodo abbiamo visto una fase di ritracciamento importante che ha risollevato anche l'oro.
Correlazione diretta da febbraio 2022, anche se in realtà seguiamo correlazioni che hanno un ritorno superiore allo 0,50, ovvero correlazioni molto forti.
Infatti possiamo notare che quando la correlazione si trova sopra 0,50 (linea rossa) il movimento dei due asset è pressochè simile.
Altro grafico da monitorare è quello dell'inflazione a 5 e 10 anni.
Correlazioni molto interessanti con i tassi di pareggio.
Il tasso di inflazione di pareggio rappresenta una misura dell'inflazione attesa derivata dai titoli a scadenza costante del Tesoro a 5 anni e 10.
L'ultimo valore implica ciò che i partecipanti al mercato si aspettano che l'inflazione sia nei prossimi 5-10 anni, in media.
Segnale anticipatorio rispetto all'andamento dell'oro, vediamo come i due grafici mostravano già evidence rialziste mentre l'oro segnava ulteriori minimi a ribasso.
Infine l'ultimo grafico che condivido in questa piccola analisi è il posizionamento dei money manager all'interno del COT REPORT.
Da diverse settimane i money manager stanno puntando a ribasso, ma abbiamo notato una divergenza con la price action.
All'interno dell'analisi del COT abbiamo visto una rottura a ribasso di un livello importante, mentre nell'oro non vi è stata nessuna rottura.
Cosa farà il GOLD nelle prossime settimane?
La recessione tecnica sembrerebbe raggiunta in America dopo le due letture consecutive negative del Prodotto interno Lordo, nonostante questo il mercato del lavoro sta segnalando ancora una certa forza.
Attenzione a tenere in considerazione che i dati del lavoro sono in ritardo con le condizioni economiche attuali.
Concludo analizzando la situazione del Natural gas Europeo, da seguire attentamente il futures TTF1 che dopo le ultime notizie riguardo la diminuzione del flusso di gas da parte della Russia ha registrato quotazioni ai massimi annuali.
L'Europa avrà problemi di approvvigionamento questo inverno?
IMPATTO DELLE DIMISSIONI DI DRAGHI SULLO SPREAD E SUL FTSEMIBBuongiorno.
Poco tempo fa avevo scritto un’analisi incentrata sul famoso spread BTP-BUND, tema molto chiacchierato negli ultimi tempi, rimarcando la sua correlazione indiretta con l’indice azionario FTSEMib. Potete trovare l’analisi al link:
•
Avevo rimarcato come esso fosse considerato dal mercato e dagli economisti come “termometro di fiducia del nostro governo”.
Il mio studio sulla finanza si è sempre basato su un concetto semplice ma estremamente fondamentale: quando accadeva qualche particolare evento economico finanziario o politico, visualizzavo sui grafici l’impatto dello stesso; da questo processo, nel corso di diversi anni, ho beneficiato tanto.
Quello che è accaduto qualche giorno fa, ossia la dimissione del premier Mario Draghi, credo sia un esempio didattico perfetto che vorrei analizzare a livello grafico, riferendomi in maniera particolare allo spread e, successivamente, al FTSEMib.
Buona lettura.
PERCHE’ DRAGHI SI È DIMESSO?
Vi riporto le dichiarazioni del premier estrapolate da un articolo della Rai:
"Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c'è più". Queste le comunicazioni del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, al Consiglio dei ministri. Draghi prosegue: "È venuto meno il patto di fiducia alla base dell'azione di governo. In questi giorni da parte mia c'è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente. Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più. Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell'interesse di tutti gli Italiani. Grazie".
L’IMPATTO SULLO SPREAD
Nell’analisi scritta qualche tempo fa sullo spread BTP-BUND, di cui vi ho rilasciato il link nelle prime righe dell’analisi, mi sforzavo di spiegare nel migliore dei modi il suo “meccanismo di funzionamento”.
Faccio tuttavia un rapido ripasso.
La Germania è considerata il polmone economico europeo. La stessa considerazione trova fondamento se si considera il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni, confrontati con gli altri dell’Area: esso è il più basso (e di conseguenza è quello che presenta meno rischi, visto che il rendimento di un titolo di stato è associato in maniera diretta al rischio che esso presenta).
Qual è il modo per capire quale sia l’effettiva credibilità di un Paese, ad esempio l’Italia? Andando a confrontare lo stesso con il Paese che presenta all’interno della stessa cerchia (Unione Europa, ad esempio) l’economia più “forte e credibile”.
Questo confronto viene messo alla luce prendendo in esame il rendimento del decennale del paese di cui si vuole capire l’effettiva credibilità e “rapportandolo” al rendimento del decennale più sicuro ed affidabile, ossia quello della Germania. Confrontando attraverso una differenza il rendimento del BTP italiano e il rendimento del BUND tedesco si ottiene lo spread BTP-BUND.
Lo spread si allarga durante fasi economiche finanziarie del Paese particolarmente turbolente o incerte (si allarga dal momento che i rendimenti del BTP italiano sovraperformano quelli del BUND tedesco) ; i fattori condizionanti possono essere guerre, recessioni, transizioni o crisi di governo; quando successivamente gli stessi fattori vanno ad attenuarsi, ecco che lo stesso va a restringersi (ossia quando i rendimenti del BUND iniziano a sovraperformare al ribasso quelli del BTP).
Dal momento in cui una crisi di governo rientra tra le fasi “incerte” di un Paese, che impatto c’è stato nel BTP italiano e successivamente sullo spread?
Il 14 luglio, all’annuncio di una possibile crisi di governo, il rendimento del BTP sale di oltre 5 punti percentuali:
Il motivo del rialzo è semplice:
• Si acquistano titoli di stato di un determinato Paese, in questo caso dell’Italia, quando si pensa che lo stesso sia poi capace di adempiere al proprio compito di debitore (è capace cioè di ripagarci l’obbligazione con le relative cedole). Una possibile crisi di governo va’ ad impattare sulla stabilità dello stesso; per questo motivo, il rischio associato al BTP e di conseguenza la possibilità che il governo italiano non riesca a ripagare il debito con i creditori aumenta, e il rischio associato allo stesso titolo di stato incrementa di pari passo: per questo motivo, si è assistito al +5.68%. Ricordate: il rischio di investire in titoli di stato di un Paese è prezzato dal rendimento degli stessi, in questo caso dal BTP!
Vediamo ora lo spread:
La possibilità di questa crisi allarga lo spread di oltre 7 punti percentuali.
A pagarne le spese è anche il FTSEMib italiano. Per quale motivo?
Se è vero che lo spread si allarga durante fasi incerte, è altrettanto probabile che pochi investirebbero nel nostro Paese, dal momento che l’aumento dello spread è legato in maniera diretta alla probabilità che l’Italia non riesca a pagare i propri debiti. Da qui deriva la correlazione inversa tra lo stesso e il FTSEMib, raffigurata nella grafica seguente:
La risposta dell’indice italiano non si è fatta attendere:
CONCLUSIONI
L’analisi è stata estremamente didattica, reputo fondamentale visualizzare a livello grafico tutto quello che può impattare sul mondo economico-finanziario. Più si studia, più si impara, no?
Buona giornata, Matteo Farci
ORO, primi segnali di debolezza? C'è lo zampino della FED?Buonasera,
Vi lascio una piccola analisi riguardo all'andamento dell'oro di queste settimane.
Oro che dal massimo annuale ha perso oltre il 15%.
Inizio settimana partito con forti volumi ribassisti.
In realtà i primi volumi interessanti visti a mercato sono stati martedì, dovuti dalla chiusura delle Borse Americane lunedì 4 luglio, per la festa dell'indipendenza.
Mercati che hanno subito delle forti perdite da inizio settimana, XAU/USD -3,9%, EUR/USD -2,3%, GBP/USD -1-4%.
Il forte apprezzamento del dollaro sta mettendo sotto pressione i diversi asset.
Movimenti che si possono ricollegare nel "scontare" i prossimi rialzi dei tassi d'interesse Americani da parte della FED.
Sappiamo come i mercati finanziari sono soggetti a muoversi prima dell'effettiva uscita dei dati macroeconomici.
Dal grafico mostrato nell'immagine precedente notiamo come da Aprile 2022 è tornata la correlazione inversa con il dollaro Americano, altro grafico da utilizzare come possibile confluenza per analizzare i movimenti di questo trimestre del gold.
Un altro grafico che dobbiamo monitorare per l'andamento di XAU è quello del DJP, bloomberg commodity index.
Questo grafico l'ho commentato diverse volte nelle live all'interno del canale telegram.
In 4 settimane il DJP ha registrato perdite oltre il 15%, spingendo a ribasso anche l'oro.
Correlazione diretta da febbraio 2022, anche se in realtà seguiamo correlazioni che hanno un ritorno superiore allo 0,50, ovvero correlazioni molto forti.
Infatti possiamo notare che quando la correlazione si trova sopra 0,50 (linea rossa) il movimento dei due asset è pressochè simile.
Altro grafico da monitorare è quello dell'inflazione a 5 e 10 anni.
Correlazioni molto interessanti con i tassi reali.
Infine l'ultimo grafico che condivido in questa piccola analisi è il posizionamento dei money manager all'interno del COT REPORT.
Da diverse settimane i money manager stanno puntando a ribasso, portando i volumi del gold in territorio ribassista.
Sempre di più i mercati si stanno rendendo conto che ci stiamo spostando in un territorio non tanto comodo per le banche centrali, la recessione.
Settimana dopo settimana i dati macroeconomici stanno confermando il deterioramento delle economie mondiali.
Siamo sicuri che abbiamo toccato il fondo?
Recap trade della settimana su Micro Future S&P500Si chiude la seconda settimana di trading intraday di questa personale sfida.
Le giornate di lunedì e martedi sono rimasto flat, perché impossibilitato ad operare ed analizzare il mercato dalla mia postazione.
Nel complesso la settimana è stata positiva, sicuramente non semplice dal punto di vista dei setup operativi, influenzata anche da alcuni errori di valutazione e probabilmente ho preso dei trade che non avrei voluto.
Partiamo dall'operazione del 29 giugno, con una perdita pesante di circa 30 punti.
La giornata si era dimostrata già dalle sessioni europee ed asiatiche particolarmente di difficile interpretazione, con una forte lateralità e mancanza di trend ben definito.
Durante la sessione Europea non ho trovato setup, ho atteso la candela americana per verificare un possibile setup. Ho atteso, (con poca fiducia) la prima candela da 15 minuti delle 15:30 ed ho deciso di operare alla rottura del suo minimo, avvenuto con la seconda barra. In questo caso il livello 3800 si è dimostrato una barriera, i prezzi hanno rimbalzato fino a toccare il mio stop. Perdita di 30 punti.
Da questa giornata proverò a ragionare sui comportamenti da tenere in mancanza di direzionalità prolungata, magari anche riflettendo sulla possibilità di non operare con strategie di breakout.
La giornata del 30 giugno si è chiusa in positivo, con un setup abbastanza chiaro, un trade facile da tenere aperto perchè da subito in guadagno con la copertura della posizione in pari. Al contrario della giornata precedente, la sessione notturna è stata caratterizzata da direzionalità, ho sfruttato un piccolo livello di consolidamento alle ore 7:45 con ingresso short.
Chiusura in profitto nel pomeriggio, all'invalidazione di un wedge. 29 Punti guadagnati seguendo un buon trend intraday con poco stress mentale.
La giornata del 01 luglio si è conclusa con un profitto, in un trade che a dire il vero non avrei voluto prendere.
Dopo una direzionalità ribassista della sessione notturna ed europea, ho notato che l'indice ha costruito una zona di accumulazione dalle 6 alle 10 del mattino su un livello che corrispondeva al minimo della precedente giornata.
Sono entrato long alla rottura di questo livello, fissando il take profit in corrispondenza del massimo di giornata fino a quel momento. Operazione con guadagno di circa 18 punti d'indice.
Non sono rimasto soddisfatto da questo trade, perchè lo considero troppo ragionato, con uscita a ridosso dell'apertura americana (maggior rischio dovuto ai volumi). Inoltre giudico l'ingresso a mercato troppo "lento" e non tempestivo.
Nonostante utilizzi solo tre tipologie di strategie basate sulla price action, continuo a giudicare alcune mie operazioni con ingessi non tempestivi.
Il risultato della seconda settimana è un guadagno di 17 punti d'indice corrispondenti a 85 dollari(ho operato solo 3 giorni su 5).
La prima settimana è stata decisamente più positiva con 91 punti, corrispondenti a 455 dollari(il recap è nel collegamento sotto).
Al momento, a metà percorso, sono in gain di 108 punti corrispondenti a 540 dollari (108*5).
A lunedì per l'analisi delle operazioni della giornata.
Ftse Mib: il gatto col topoDi Fabio Pioli, trader professionista
La stasi dei prezzi verificatasi da Mercoledì scorso sarà temporanea o duratura? Da questo dipenderanno i destini dei portafogli degli italiano nei prossimi anni.
Come pensavo (vedi articolo della scorsa settimana “ Ftse Mib: è urgente prendere provvedimenti ”) ci sarebbero voluti circa 3 giorni per il mercato per fare capire se avrebbe sfondato subito i 21.065 punti per puntare al ribasso oppure no.
Ed era importante prendere provvedimenti urgenti circa le posizioni future. Li avete presi?
Se non li avete presi, perché non sapevate quali potessero essere, e siete rimasti inattivi, o se li avete presi sbagliati, avete ancora tempo perché il mercato, giocando come il gatto con il topo, si è fermato, ponendo fine ad una fase acuta di discesa ( Figura 1 )
Fig 1. Future Ftse Mib 40 – Grafico giornaliero.
Ma si è fermato per proseguire o si è fermato per invertire, ossia per rimanere nel laterale, un po’ allargato rispetto a quello precedente ( Figura 2 ) e poi partire forte al rialzo o al ribasso?
Fig 2. Future Ftse Mib 40 – Grafico giornaliero.
Spieghiamo meglio la questione dal punto di vista grafico.
Se il rimbalzo del mercato (rimbalzo significa che poi scenderà) è finito nel punto A allora il movimento da A a B, detto onda 1, ha bisogno di un riposo momentaneo (quello attuale) per poi riprendere la discesa, rompere i 21.065 punti e diventare impetuosa ( Figura 3 )
Fig 3. Future Ftse Mib 40 – Grafico giornaliero.
Se invece il rimbalzo non è ancora finito, non si romperanno i 21.065 punti e si tornerà in laterale ( Figura 4 ).
Fig 4. Future Ftse Mib 40 – Grafico giornaliero.
Capite dunque che in questa fase in cui il dramma non è ancora avvenuto perché è travestito da opportunità oppure in cui l’ opportunità non si è ancor verificata perché travestita da dramma è di vitale importanza non basarsi su congetture, pensieri personali o tentativi ma occorre sapere quali prezzi e quali comportamenti rappresentano un’ effettiva salvezza e quali, all’ opposto, rappresentano una certezza di ribasso perché se non si fanno scelte giuste adesso probabilmente ci se ne pentirà nei prossimi anni.
Fabio Pioli comunica che la presente esposizione presenta informazioni che potrebbero potenzialmente suggerire implicitamente o esplicitamente una strategia di investimento riguardante uno o più strumenti finanziari e pareri sul valore o il prezzo attuale o futuro di tali strumenti ed è da intendersi come una comunicazione di marketing.
In quanto tale non rappresenta una ricerca preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’ indipendenza di una ricerca in materia di investimenti e non è soggetta a nessun divieto che proibisca le negoziazioni da parte degli analisti e dei soggetti rilevanti prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti
Ftse Mib: un’ ottica di lungo periodoDi Fabio Pioli, trader professionista
Ora che possiamo farlo, visto dove sono arrivati i prezzi, forniamo una visione di lungo periodo dell’ indice Ftse Mib..
Non può certamente averci stupito il comportamento dell’ indice italiano (e del suo future) nella scorsa settimana.
Lo si scriveva infatti da un po’ di tempo: di certo il laterale che imperversava da 20-21 settimane avrebbe portato ad una forte escursione dei prezzi ( Figura 1 ): lo fa sempre.
E quello che è un risultato del grafico non va imputato ad eventi esterni.
Fig 1. Future Ftse Mib 40 – Grafico settmianale.
E’ il grafico il responsabile, non le notizie.
D’ altra parte è facile dimostrarlo anche soltanto facendo notare che, quando i prezzi sono bassi, è più facile osservare oscillazioni al rialzo mentre quando i prezzi sono alti è più facile osservare oscillazioni al ribasso. Ciò indipendentemente dalla notizia di turno che accompagna (o a volte si cerca apposta per giustificare) il movimento.
E per convincersene definitivamente si guardi, senza andare troppo distanti nel tempo, alcuni degli ultimi 5 movimenti avuti sul Ftse Mib e le notizie che sono capitate insieme a tali oscillazioni ( Figura 2 ).
Fig 2. Future Ftse Mib 40 – Grafico mensile.
Movimento 1 : prezzi alti. Notizia: la BCE (che aveva allora Draghi come presidente) annuncia un Quantitative Easing particolarmente favorevole. Portata della notizia: positiva. La borsa scende
Movimento 2 : prezzi bassi. Notizie: Brexit, fallimento Referendum Renzi e caduta governo, elezione Trump. Portata delle notizie: molto negativa. La borsa sale.
Movimento 3 : prezzi alti. Notizie: Covid 19, lockdowns. Portata della notizia: molto negativa. La borsa scende.
Movimento 4 : prezzi bassi. Notizie: nessuna o, in alternativa, nuove varianti Covid. Portata delle notizie: neutra/negativa. La borsa sale.
Movimento 5 : prezzi alti. Notizia: guerra Russo-Ucraina. Portata della notizia: negativa/molto negativa. La borsa scende.
Come si vede anche da pochi esempi è un miglior predittore dei grossi trend il fatto che i prezzi siano alti/bassi (siano saliti/scesi precedentemente) piuttosto che il tenore delle notizie (presunte o effettive) che coincidono con le direzionalità
Questo perché le borse hanno due leggi ineluttabili: alternano salite e discese e caricano il movimento successivo facendo prima un laterale.
Dove siamo quindi adesso? Siamo alti o bassi?
La risposta è: siamo giusti.
Mentre prima, come sempre detto, eravamo alti e quindi un ulteriore movimento rialzista si sarebbe realizzato solo come bolla speculativa (quindi con scarse probabilità di verificarsi) adesso siamo giunti, o quasi giunti, ai supporti mensili ( Figura 3 ).
Fig 3. Future Ftse Mib 40 – Grafico mensile.
Qui si che può partire un movimento rialzista vero e che abbia tutti i crismi.
Sì perché dobbiamo ricordarci che il contesto di lungo periodo è sempre quello del mega laterale di durata 13-14 anni che va dai 25.000 ai 15.000 punti circa.
Abbiamo sempre espresso dubbi sul fatto che il superamento dei 25.000 punti fosse una vera rottura e quindi un abbandono definitivo di tale laterale.
Primo perché di solito i laterali prima di essere rotti forniscono una “falsa rottura” nella direzione opposta.
Secondo perché, a onor del vero, non ci ha mai convinto la figura grafica associata allo svolgimento di tutte le oscillazioni che si sono avute nel laterale (partendo dal minimo del 2012): somiglia infatti più a una Figura di rimbalzo che a una figura di vero rialzo ( Figura 4 )
Fig 4. Future Ftse Mib 40 – Grafico mensile.
Se ciò fosse vero la rottura definitiva del laterale sarebbe quella al ribasso, ossia dei 14.000-15.000 punti, con un target a 0. Addio ipotesi 38.000 punti quindi.
Questo dicono i grafici. Lo riteniamo possibile? Sì, l’ esperienza è tanta ed ha insegnato che bisogna tenere in considerazione ogni eventualità e non trascurare la tecnica. Tuttavia prima passeremo, come stiamo facendo, dai 23.000 punti e un’ attenta valutazione del comportamento su questo livello ci fornirà più informazioni sulla tenuta o meno del trend di lungo periodo che, per ora, come si vede nei grafici, è ancora rialzista.
Fabio Pioli comunica che la presente esposizione presenta informazioni che potrebbero potenzialmente suggerire implicitamente o esplicitamente una strategia di investimento riguardante uno o più strumenti finanziari e pareri sul valore o il prezzo attuale o futuro di tali strumenti ed è da intendersi come una comunicazione di marketing.
In quanto tale non rappresenta una ricerca preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’ indipendenza di una ricerca in mduplice:ateria di investimenti e non è soggetta a nessun divieto che proibisca le negoziazioni da parte degli analisti e dei soggetti rilevanti prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti
Borse Europee: run-up sui massimi pre-covid bruciato.
Continuiamo ad assistere in questi giorni a storni sui principali mercati, specie su quelli europei, a causa delle ovvie vicende in corso.
Beati i possessori di liquidità, che staranno pensando ad un piano d’ingressi a mercato.
Se andiamo a studiare l’andamento dei mercati, possiamo notare, prendendo in considerazione lo Stoxx 600 (ovvero l’indice relativo alle 600 aziende europee a maggior capitalizzazione), che il run-up delle quotazioni avviatosi immediatamente dopo la crisi covid, ha viso nelle ultime settimane, la totale erosione della performance eccedente i massimi di febbraio 2020. Questo significa che, inesorabilmente, i principali indici del vecchio continente riflettono la stessa situazione.
I mercati, infatti, sono appesantiti oltre che dal conflitto Russia – Ucraina, anche dal deterioramento delle future aspettative di crescita economica, erose da costo dell’energia, inflazione generalizzata, rallentamento degli investimenti previsti dai vari piani di resilienza nazionali.
I mercati che sembrerebbero aver sofferto di più, sono stati proprio quelli ad aver dimostrato la miglior performance.
Partendo dal nostro FTSE MIB e transitando per i principali indici possiamo notare quanto segue:
Come dicevo sopra, beati i possessori di strumenti di liquidità, perché purtroppo, i momenti per incrementare le posizioni su indici in ottica di lungo periodo, sono proprio quelli più difficili da accettare anche dal punto di vista psicologico.