CORRELAZIONE TRA ARGENTO E LO SPREAD DEI TITOLI DI STATO USABuongiorno a tutti. Sapete quanto mi piaccia correlare i diversi asset finanziari tra loro, includendo anche l’economia; per questo, oggi vi propongo una correlazione particolare tra il mondo delle commodities e quello delle obbligazioni: la correlazione tra l’argento e lo spread tra i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni e 2 anni.
Adesso proverò a far luce sul motivo di tale rapporto e perché è importante guardarlo.
L’ARGENTO COME METALLO INDUSTRIALE
Avrete di certo sentito definire l’argento come “metallo industriale”. Vi siete mai chiesti il motivo? Ciò dev’essere ricercato nell’utilizzo del metallo stesso: non solo è tra i protagonisti nel campo della gioielleria, ma anche in svariati campi industriali, tutti diversi tra loro. Il motivo è da ricercare nelle sue caratteristiche fisiche: esso è il miglior conduttore di elettricità, con una conducibilità maggiore del 4%/8% rispetto a quella del rame.
Altre caratteristiche fisiche che contraddistinguono questo metallo sono la brillantezza, la malleabilità e la duttilità. I diversi utilizzi in campo industriale spaziano dalla saldatura delle leghe alle batterie, dall'odontoiatria al rivestimento di bicchieri; viene utilizzato per la produzione di chip led, nella medicina, per la fabbricazione di reattori nucleari, nel campo della fotografia, dell'energia solare o fotovoltaica, per la predisposizione dei chip RFID, per la produzione di semiconduttori, touch screen, nella purificazione delle acque, per la produzione di conservanti per il legno e per numerosissimi altri usi industriali. Insomma, come potete ben notare non è solo un metallo “prezioso”
IL MOVIMENTO DELL’ARGENTO NEI CICLI ECONOMICI
La domanda da porsi, a parer mio, è questa: quando c’è maggior possibilità che il metallo si apprezzi o si deprezzi? Per provare a dare una risposta logica e facendo riferimento ai diversi cicli economici a cui si può andare incontro e alla legge della domanda e dell’offerta che governa il prezzo delle materie prime, la risposta è immediata: tenderà ad apprezzarsi in cicli economici favorevoli alla crescita e all’espansione, mentre andrà a deprezzarsi in cicli economici di rallentamento, contrazione o, se volessimo continuare, recessione o depressione.
In un’idea datata di qualche mese avevo trattato argomenti riguardanti i cicli economici, vi allego il link qua sotto:
Per chiarire il concetto, in una ripresa e successiva espansione economica (dall’estate 2020 alla fine del 2021 circa) la domanda e la fiducia dei consumatori è forte, e questo potete ben notarlo dai dati che potete reperire su internet; tipicamente abbiamo alti valori per quanto riguarda le vendite al dettaglio, la produzione industriale, i valori dei PMI e la fiducia dei consumatori stessa. L’aumento della domanda di beni (e servizi) da parte dei consumatori va poi a riflettersi sui produttori degli stessi beni, che andranno ad ordinare maggiori quantità di materie prime (importante guardare in questo caso gli indici dei direttori agli acquisti nel settore manifatturiero, PMI) facendo aumentare, per la legge della domanda e dell’offerta, il prezzo del sottostante richiesto. Questa è in genere la dinamica di prezzo che seguono le materie prime. Vi mostro una grafica in cui correlo i valori del PIL USA anno/anno e il prezzo dell’argento per chiarire meglio il concetto:
Ho considerato come riferimento due periodi storici particolari: la crisi del 2008 e quella del 2020.
E’ importante notare come il dato macroeconomico e il metallo industriale siano particolarmente correlati durante la recessione e successiva ripresa economica.
E’ molto importante considerare un qualcosa di fondamentale: la correlazione tra crescita e decrescita economica e argento è a parer mio da considerare solo in un arco temporale relativamente ristretto (dagli anni 2008/2010 ad oggi) in quanto l’argento stesso non è stato sempre stato un materiale così tanto industrializzato come lo è in questi ultimi anni, appunto. Considerate il fatto che negli ultimi anni le tecnologie si sono evolute in maniera molto repentina , così come la green economy e così, chiaramente, la domanda delle industrie nei riguardi del metallo. Quindi, concludendo, una correlazione tra una crescita/ espansione o rallentamento/recessione è valida soltanto quando il materiale preso in considerazione ha effettivamente un ruolo industriale di primaria importanza.
Ora, per completezza, includo nello stesso grafico gli altri parametri macroeconomici considerati precedentemente (vendite al dettaglio, consumer confidence e PMI).
Come potete osservare, la correlazione è particolarmente rivelante in momenti di recessione o ripresa. Vi voglio far osservare un’ultima cosa, poi passerò alla correlazione con lo spread tra rendimenti dei titoli di stato a 10 e 2 anni:
Focalizzate l’attenzione verso l’ultimo rettangolino di color verdino sulla destra e notate come in quell’area (da giugno a settembre 2021) i dati macroeconomici abbiano subito una decelerazione. Prestate ora attenzione all’argento: vedete come esso è stato reattivo nel rispondere al rallentamento degli altri?
LO SPREAD TRA I RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO A 10 E 2 ANNI
Dopo aver trattato argomenti riguardanti l’uso e la domanda relativa all’argento e i periodi in cui esso è più o meno richiesto, possiamo ricercare la stessa correlazione con uno dei barometri economici da me più utilizzati e probabilmente tra i più utili: lo spread tra i rendimenti dei titoli di stato a 10 e a 2 anni. Parlo spesso di questo spread, che non è altro che la differenza tra il rendimento del un titolo di stato USA a 10 anni (a scadenza lunga) e quello a 2 anni (scadenza corta).
Lo spread si ottiene facilmente: è necessario selezionare nella barra di ricerca la dicitura “US10Y-US02Y”:
Come spiego nel riquadro azzurro, uno spread rialzista appartiene tipicamente a una ripresa ed espansione economica mentre uno ribassista ad un rallentamento economico; questo perché? Il motivo è da ricercare nella curva dei rendimenti. Ora costruirò due curve dei rendimenti: quella datata al 1 gennaio 2021 e quella datata un anno dopo, al 26 gennaio 2022, e poi spiegherò:
Notiamo innanzitutto come le due curve dei rendimenti siano piuttosto diverse tra loro. Ci sono sostanzialmente due grandi differenze: una nella parte a scadenze brevi e una in quella a scadenze lunghe; la differenza è da ricercare nei diversi cicli economici in cui la stessa curva è stata costruita: notiamo come la parte della curva a scadenze brevi del 1 gennaio 2021 non è tanto ripida quanto lo è stata invece fino al 26 gennaio 2022: questo perché la parte breve è influenzata dalle aspettative per la politica monetaria della Federal Reserve: aumenta quando ci si aspetta che la FED aumenti i tassi (come succederà a marzo verosimilmente) e diminuisce quando ci si aspetta che i tassi di interesse vengano ridotti (come è successo, appunto, durante lo scoppio della pandemia).
La seconda grande differenza è riscontrabile nella parte a scadenze più lunghe: notate come le scadenze lunghe della curva del 1 gennaio 2021 siano più “ripide” di quelle della curva del 26 gennaio 2022, in cui addirittura i rendimenti a 20 anni hanno superato in valore % quelli a 30 anni? Questa differenza, come nel caso delle scadenze corte, è da ricercare nei diversi cicli economici a cui appartengono le due diverse estremità. Esse, infatti, sono influenzate da diversi fattori, tra i quali le prospettive sull’inflazione: la porzione lunga del 1 gennaio 2021 era più ripida poiché la paura degli investitori nei riguardi del consumer price index era di rilevante importanza: questo perché? Perché l’inflazione è capace di erodere guadagni futuri. Considerando la questione in maniera molto pratica, che senso ha per un investitore acquistare un’obbligazione a 10 anni se poi, dopo 10 anni, il premio (o il rendimento) garantito dalla stessa obbligazione ha perso quasi tutto il suo valore a causa di un’alta inflazione? Ha ben poco senso. Per questo motivo, in quel periodo gli operatori vendevano obbligazioni a lunga scadenza, facendo aumentare i relativi rendimenti (per il rapporto inverso che esiste tra un’obbligazione e il suo rendimento, se si vendono obbligazioni a 10 anni, gli stessi rendimenti riferiti alla stessa obbligazione salgono). Riagganciandoci allo stesso discorso, ha però senso comprare un’obbligazione a lunga scadenza quando l’inflazione inizia a non costituire più un ostacolo, e questo accade quando le banche centrali applicano politiche monetarie restrittive (come l’aumento dei tassi di interesse): allora, in questo caso, gli operatori iniziano a ricomprare obbligazioni a più lunga durata, facendo abbassare il rendimento: quello appena descritto è il motivo dell’appiattimento dell’estremità lunga del 26 gennaio.
*mi sono abbastanza dilungato in questo aspetto perché spesso ricevo molte domande riguardanti questo particolare argomento
LA CORRELAZIONE TRA ARGENTO E LO SPREAD TRA I RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO A 10 E 2 ANNI
Per concludere, abbiamo quindi capito che a uno spread rialzista appartiene un periodo economico favorevole per le aziende (facile accesso al credito grazie ai tassi di interesse bassi o prossimi allo zero), per i consumatori e per la loro domanda. Viceversa, a uno spread ribassista corrisponde un rallentamento per le aziende (accesso al credito non più tanto favorito a causa delle strette monetarie della banca centrale di riferimento) e un rallentamento anche da parte dei consumatori; quindi, che correlazione possiamo aspettarci tra lo spread e il silver? Una correlazione positiva. Dimostriamolo graficamente:
Come potete notare, la correlazione c’è. Non possiamo parlare di una correlazione diretta perfetta (ossia uguale a 1), però possiamo affermare con certezza che, nel lungo periodo, c’è eccome.
Questa correlazione è più apprezzabile in un grafico settimanale e non giornaliero:
Come dicevo precedentemente, è importante considerare che la correlazione tra crescita e decrescita economica e argento è a da considerare solo in un arco temporale relativamente ristretto (dagli anni 2008/2010 ad oggi) in quanto l’argento stesso non è stato sempre stato un materiale così tanto industrializzato come lo è in questi ultimi anni. Questo possiamo osservarlo graficamente grazie a questo grafico mensile:
L’idea termina qua, spero vi sia piaciuta ma soprattutto che sia stata utile. Analisi e ricerche di questo tipo nascono dalla mia curiosità e passione nei confronti di questa materia; esse mi sono utili per avere una visione sempre chiara dei mercati, delle varie correlazioni e anche per massimizzare i profitti. L’obiettivo di questa analisi focalizza l’attenzione verso l’estrema importanza che riveste un determinato ciclo economico e poi come questo si ripercuote nei prezzi dell’argento. Ritengo quindi che questa sia una correlazione da osservare a cadenza mensile. Non meno importanti sono i vari report rilasciati da diverse agenzie, tra le quali il Silver Institute di cui parlo spesso, che possono far muovere il prezzo del sottostante al rialzo o al ribasso nel breve periodo.
Volevo aggiungere che ho intenzione di creare un canale personale come tanti altri utenti di tradingview. Vi comunicherò quando il progetto sarà ultimato, rispettando chiaramente le linee guida imposte da tradingview stesso.
Per qualsiasi informazione, lasciate un commento oppure mandatemi un messaggio nella mia pagina Instagram.
Matteo Farci
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BITCOIN, SPREAD TITOLI DI STATO,GOOGLE TRENDS E DIVERSI SETTORISalve ragazzi, stamani voglio parlarvi di una correlazione che negli ultimi tempi si sta venendo a verificare tra il Bitcoin e i cicli economici, utilizzando anche uno strumento come google trends con il fine di capire l’appetito che hanno i retailers verso la crypto.
La correlazione, in particolare, è tra il Bitcoin e lo spead tra i rendimenti dei titoli di Stato Usa a 10 anni e quelli a 2 anni. Questo tipo di rapporto, direi diretto, si è venuto a creare negli ultimi tempi, in particolare allo scoppio della pandemia, dopo il crollo dei mercati finanziari a marzo 2020. La correlazione di cui parlo è questa:
Cercherò ora di provare a far chiarezza.
LO SPREAD TRA UN RENDIMENTO DI UN TITOLO A SCADENZA LUNGA E UNO A SCADENZA CORTA
Nel grafico notiamo con la linea blu lo spread (ossia la differenza) tra i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni e i rendimenti dei titoli di stato a 2 anni. La forma e il trend di questo spread danno tipicamente informazioni utili riguardo il mondo obbligazionario e le aspettative relative all’economica presente e futura da parte degli investitori. Uno spread con un trend rialzista, come quello visto tra la fine di febbraio 2020 e fine marzo 2021, va ad identificare una curva dei rendimenti “steeping” o “inclinata positivamente”; si ha uno spread o viceversa una curva dei rendimenti di questo tipo quando i rendimenti delle varie obbligazioni a diversa scadenza salgono, creando appunto un inclinazione positiva; si ha una forma di questo tipo quando gli operatori iniziano a scontare una ripresa/espansione economica o per paura di inflazione: è così che vanno a concentrarsi su strumenti a più alto rischio e rendimento (azioni) e scaricano strumenti a basso rischio, ossia obbligazioni: per il rapporto inverso che esiste tra obbligazioni e rendimenti, più si vendono obbligazioni e più i rendimenti salgono, quindi più obbligazioni si vendono a tutte le scadenze, più la curva si inclina positivamente e più lo spread tra i 10 anni e i 2 anni si allunga (stessa cosa vale per lo spread a 20 anni meno quello a 1 anno).
Viceversa, quando si prevede un rallentamento economico (in particolare, quando la banca centrale alza i tassi di interesse per calmierare l’inflazione venutasi a creare in ripresa/espansione economica), la curva dei rendimenti tende ad appiattirsi, soprattutto nelle scadenze lunghe (a 10,20 e 30 anni, come sta accadendo appunto ora) e di conseguenza lo spread va a restringersi. Perché lo spread si restringe? Perché in linea teorica gli investitori scaricano obbligazioni a breve scadenza (questo perché non conviene tenere obbligazione quando il tasso di guadagno reale, ossia quello aggiustato all’inflazione, è praticamente nullo) facendo di conseguenza salire i rendimenti, e comprano obbligazioni a più lunga scadenza, scontando un’economia stabile nel futuro e non nel presente, facendo di conseguenza scendere i rendimenti e andando, quindi, a restringere lo spread.
Per maggiori informazioni, vi allego qui un’idea pubblicata riguardo il mondo obbligazionario e la curva dei rendimenti. Spiego tutto in maniera più dettagliata:
LA MODA DEL BITCOIN
Lo so, il titolo è un pò provocatorio. Il bitcoin è un asset che spopola già da diverso tempo tra tutti gli operatori. Agli operatori voglio aggiungerci anche tantissimi retailers che si sono aggiungi al treno del 2020, quando il suo prezzo è iniziato a crescere in maniera impressionante: basti pensare che nell’impulso del “lockdown”, il prezzo ha fatto segnare un esorbitante +700% circa. Questo è probabilmente ciò che ha interessato praticamente tutti: un asset che cresce e basta, sicuro e che ti permette, comunque vada, di guadagnare. Non avete mai sentito dire in questi ultimi 2 anni frasi del tipo:
“Compra bitcoin, sale e basta..buttati sulle crypto, diventerai ricco..le crypto sono l’unico modo per guadagnare in maniera sicura…le crypto sono lo strumento migliore del mondo…”
Ebbene..io si! E non poche volte, ma tantissime. Detto che le crypto, con le strategie giuste, sono tradabili (come qualsiasi altro strumento), il “compra le crypto, saliranno sempre” mi ha spinto a scrivere questa idea.
Ho innanzitutto utilizzato “google trends”, che è uno strumento utilissimo che ci permette di tracciare la quantità di parole ricercate sul motore di ricerca google, appunto. Ho digitato la parola “bitcoin”, impostando i settaggi in maniera da tracciare il numero di volte in cui la parola è stata cercata da 2012 ad oggi e mi è apparso questo grafico che ora analizzeremo:
trends.google.it
Guardando il grafico, notiamo essenzialmente due picchi: uno a dicembre 2017 e uno a febbraio 2021.
Ora, analizziamo il tutto riferito al grafico di BTCUSD:
Come possiamo notare, il picco di ricerca di dicembre 2017 aveva portato ad un picco del prezzo che, da qualche mese a dicembre 2017, aveva segnato un +600% circa. Stessa cosa è praticamente accaduta a febbraio 2021, tant’è che da inizi 2020 allo stesso febbraio 2021 il prezzo ha segnato una performance del +700%. Cosa possiamo notare da ciò? Che sembra che ci sia abbastanza correlazione tra il numero di volte in cui la parola viene ricercata e la perfomance relativa: più la parola è di moda, più il prezzo sale (e da qui deriva il titolo provocante).
Continuando a riferirci al grafico di google trends, vediamo come il trend, dopo aver formato una sorta di doppio massimo tra febbraio e maggio 2021, è sceso e ora sta lateralizzando. L’appetito verso il Bitcoin sta finendo? Chi lo sa.
CORRELAZIONE SETTORI DIFENSIVI E BITCOIN
Vi riporto ora la correlazione che ha avuto il Bitcoin con i 3 settori difensivi dell’S&P500: il settore dei beni di prima necessità, il settore utilities e quello sanitario. Vediamo come tutti e 3 i settori abbiano avuto una correlazione inversa con la crypto, fatta eccezione del settore sanitario tra la metà e la fine del 2020 (XLV è probabilmente salito in quell’arco temporale poichè gli operatori scontavano il fatto che il settore, appunto, avrebbe trovato un rimedio al covid creando un vaccino).
Vi siete chiesti il motivo per cui ho cercato questa correlazione? Per un semplice motivo: i settori difensivi vengono considerati tali per il fatto che vanno ad apprezzarsi in momenti di incertezza economica e relativa (o possibile) instabilità: questo lo considero una sorta di “termometro” del rischio che c’è nel mercato: è normale che se salgono settori difensivi a dispetto di settori ad alta crescita come quello, ad esempio, tecnologico, l’appetito al rischio è basso. E guarda caso, quando l’appetito al rischio è basso, salgono le difensive ma si deprezza l’asset che per sé è il più rischioso, ossia BTC.
Vediamo come la correlazione sia diversa se BTC viene paragonato a XLK (settore tech), etf che viene scambiato di più quando l’appetito al rischio è maggiore:
La correlazione diretta, come possiamo notare dal grafico, non viene rispettata solo nel periodo tra giugno-fine luglio 2021, mentre nell’ultimo periodo XLK ha iniziato a lateralizzare e la crypto ha perso circa la metà del suo valore.
Un altro indicatore da considerare per stabilire l’appetito al rischio è a parer mio paragonare il settore growth e value, e così ho fatto:
Vediamo come dagli inizi del 2021 circa il settore growth sottoperformava quello value e BTC scendeva e, considerando via via altre tappe temporali successive, questa correlazione tra il rapporto di forza relativa tra i due settori e BTC si sia mantenuta diretta.
Riassumendo, quindi, abbiamo notato come la crypto abbia iniziato a perdere valore dal momento che è diminuito l’appetito al rischio sui mercati e dal momento che è passata un po' di moda tra i “retailers”. Adesso riguardiamo l’ultimo grafico, già visto all’inizio dell’idea:
Questo per quanto mi riguarda è il grafico più importante da guardare: se è vero che quando lo spread tra i rendimenti dei due titoli di stato che ho considerato si accorcia quando si prevede nel futuro un rallentamento economico e vista la correlazione che si è venuta a creare tra questo e la crypto, nonché tra la crypto e i settori difensivi, cosa possiamo aspettarci da Bitcoin nei prossimi tempi? Forse un trend ribassista?
GLI ENORMI STIMOLI FISCALI E IL NUMERO DI RETAILERS NATO NEL 2020
Come ultima cosa ma non meno importante, vi voglio ricordare gli stimoli fiscali donati agli abitanti dei paesi più sviluppati (come il decreto ristori in Italia, per dire). Credo che tantissimi retailers siano nati anche grazie a questi stimoli e, durante i lockdown, abbiano speso tali sussidi iniziando ad investire.
C’è da dire che ora questi stimoli sono finiti, a meno che l’economia non venga rimessa nuovamente in ginocchio. Senza questi stimoli come reagirà il mercato nel suo insieme?
Dopotutto, guardate il grafico su Google Trends della breve frase “investire in borsa”:
trends.google.it
Considerate che, da novembre 2013 fino a fine 2019, il trend era ribassista, formando via via massimi sempre decrescenti. Quando poi è scoppiata la pandemia e le persone sono state costrette a stare a casa, la ricerca della parola ha fatto segnare di nuovo dei massimi pluriennali. Questo per voi è un caso? Io non credo.
Per quanto vi riguarda, quali sono gli strumenti da voi utilizzati che vi permettono di affermare che Bitcoin continuerà a crescere nel futuro?
MATTEO FARCI
IPOTESI 2022. COS'HA SCONTATO IL MERCATO NELL'ULTIMO MESE?Buongiorno a tutti, siamo finalmente entrati in Q1 2022. Questa idea ha l’obiettivo di analizzare determinati “indicatori” e settori e i loro comportamenti in maniera tale da capire quello che potrà accadere in Q1 2022. La domanda importante da porsi è: dove i grandi investitori stanno posizionando i loro capitali?
RAPPORTO TRA AZIENDE VALUE, AZIENDE GROWTH ED S&P500
Il primo grafico che vi porto è il rapporto esistente tra aziende value e growth. Per chi ancora non lo sapesse, le aziende value sono quelle con un business molto forte che basano i loro guadagni nel presente; non hanno grandi prospettive di crescita futura e una parte dei loro guadagni sono ridistribuiti agli azionisti sotto forma di dividendi; quelle growth, come dice la parola stessa, sono aziende di “crescita”, ossia basano i loro guadagni in un tempo futuro, talvolta accontentandosi di avere bassi guadagni in tempi presenti; parte dei loro guadagni sono poi rienvestiti nell’azienda in maniera tale da espanderla e di conseguenza, spesso, i dividendi forniti agli azionisti sono bassi oppure totalmente assenti.
Dal grafico possiamo notare come, da metà novembre circa, le aziende value hanno sovraperformato le aziende growth. Nella parte bassa del grafico vi ho riportato l’andamento dell’S&P500. Vediamo come la sovraperformance delle value ha conciso con un momento di perlopiù lateralizzazione da parte dell’indice di riferimento; sono così andato ad evidenziare tutti quei momenti nell’ultimo anno in cui abbiamo avuto le value più forti rispetto alle growth (momenti evidenziati da canali paralleli ascendenti) e osservato il comportamento dell’ S&P negli stessi periodi: notiamo come ad un rafforzamento delle value rispetto alle growth è coinciso un momento di lateralità o momenti di bassissimi guadagni da parte dello Standard and Poor.
Al contrario, invece, possiamo osservare come ad un rafforzamento delle growth rispetto alle value (in tutte quelle parti non evidenziate) l’S&P500 ha realizzato performance più cospicue. Come mai accade ciò?
Per provare a far luce a tutto ciò ci viene in aiuto il vix:
come potete notare, il vix si trova nella parte bassa del grafico, con la linea rappresentativa di color azzurro.
Ho tracciato una retta di color rosso nel livello 20, considerato lo spartiacque tra “paura” e “relativa tranquillità” dei mercati, ed inoltre ho utilizzato dei rettangolini azzurri per indicare tutti i picchi di volatilità avuti nel 2021:
E’ facile notare come gli investitori, in periodi prossimi o corrispondenti a picchi di volatilità, abbiano preferito comprare azioni di aziende value rispetto a quelle growth.
Notiamo infatti come il primo picco di volatilità (a febbraio circa) è stato seguito da una grande forza relativa delle value, che è continuata anche nel picco relativo a marzo. Ciò è accaduto anche a maggio e a metà luglio per arrivare a dicembre quando, a causa della scoperta di omicron, la volatilità era salita di tanto spaventando i mercati.
Abbiamo quindi spiegato il motivo per cui, ad una forza relativa maggiore delle value rispetto alle growth, l’S&P 500 talvolta ha stornato, lateralizzato o segnato bassi guadagni? Perché a questi momenti è sempre corrisposta una volatilità “preoccupante”, tale da indurre gli investitori a chiudere posizioni long sulle aziende growth e ad aprirne su azioni value, considerate quindi più “difensive”.
Quando poi invece la volatilità si riabbassava, le growth diventavano più forti delle value, segno del fatto che la stessa non spaventava più. In base a quest’ultima frase da me scritta, che insegnamento possiamo trarne per tutto il 2022? Che quando le growth vanno a sovraperformare le value, ci troviamo in un clima di risk-on dei mercati, e questo è appunto dimostrato dal fatto che le growth performano bene in periodi di bassa volatilità e perché lo Standard and Poor, negli stessi periodi, guadagna in maniera cospicua.
Questo grafico da me costruito sarà un’indicatore che guarderò molto da vicino per capire il clima di rischio sui mercati per valutare il rischio stesso di ogni investimento.
AZIONI HIGH BETA, LOW BETA ED SP500
Lo stesso discorso fatto per le aziende value e growth può essere fatto con aziende a basso beta e ad alto beta. Sapete di cosa parlo?
ll Beta è un coefficiente che misura la variazione attesa del rendimento di un certo titolo per ogni variazione di un singolo punto percentuale del mercato di riferimento.
Il valore di questo coefficiente tende a muoversi intorno a 1: nello specifico, se il Beta di un’azione è pari a 1, questa tenderà a muoversi in linea con il mercato di riferimento, senza amplificare o ridurre i movimenti dello stesso. Quando il Beta di un’azione è maggiore di 1 invece, si è davanti a un titolo “aggressivo”, che amplifica i movimenti del mercato, l’attività è considerata quindi più rischiosa. Se il Beta è compreso tra 0 e 1, si ha di fronte un’azione “difensiva”, la quale tende a muoversi in modo meno che proporzionale all’indice di riferimento. Infine, un titolo con Beta negativo tenderà a muoversi in maniera opposta al mercato.
Spiegato cos’è il coefficiente Beta, vediamo il grafico di sotto:
La linea superiore in azzurro è il rapporto tra aziende a basso beta e aziende ad alto beta, mentre in basso, identificato con una linea color arancio, abbiamo l’andamento dell’S&P500.
Ho messo i due asset a confronto, e osserviamo come l’S&P tenda a crescere quando le aziende ad alto beta sovraperformano quelle a basso beta mentre, in caso contrario, l’S&P500 tende a lateralizzare.
In quest’ultimo periodo siamo in un momento in cui quelle a basso beta rendono meglio rispetto a quelle a beta più alto.
Vi siete chiesti quali sono i settori “low beta” tra quelli che nomino sempre? Sono il settore delle utilities, dei beni di prima necessità e il settore sanitario; vi riporto ora la correlazione esistente tra le aziende a basso beta e i 3 settori nominati per farvi osservare graficamente la grande correlazione positiva:
• SETTORE UTILITIES
Nei vari rettangoli vi ho evidenziato la grande correlazione positiva.
• SETTORE BENI DI PRIMA NECESSITA’
• SETTORE SANITARIO
Riassumendo quello che vi ho detto fin’ora, abbiamo quindi capito come le aziende più “difensive” come il settore delle utilities, sanitario e dei beni di prima necessità stiano performando bene:
Ricordo a chi non lo sapesse che tipicamente i settori difensivi vanno a performare bene in tempi di incertezze o rallentamenti economici o comunque, più in generale, in periodi di risk off dei mercati: questo accade perché gli stessi settori riescono comunque a generare guadagni nonostante il particolare periodo economico.
Dico sempre che la finanza tende sempre a scontare prima quello che poi in realtà succede, e vi ho dimostrato più di una volta che questa ipotesi è vera (vi consiglio di leggere le mie ultime idee, troverete tanti spunti sotto questo punto di vista). La domanda da farsi quindi è: come mai nell’ultimo mese sono stati i settori difensivi i veri protagonisti? Il mercato si aspetta un periodo di incertezza economica o un rallentamento?
Per spiegare questo, utilizzo un indice, il Russell 2000; quest’ultimo racchiude nel suo paniere le più importanti 2000 aziende statunitensi a piccola e media capitalizzazione. Utilizzo quest’ultimo come indicatore perché le aziende più piccole tendono ad avere la loro attività negli Stati Uniti, al contrario delle mega-cap che hanno affari in tutto il mondo; aziende come Microsoft, Amazon oppure Apple, essendo delle multinazionali, nonostante siano statunitensi, vendono i loro prodotti in tutto il mondo. Capendo quindi che le small e mid-cap hanno affari soltanto a livello nazionale, possiamo affermare che vanno a riflettere meglio lo sviluppo dell'economia statunitense. Di conseguenza, cosa possiamo aspettarci a livello grafico? Che se gli investitori vedono nel futuro un’economia forte, anche il Russell 2000 dovrebbe presentarsi forte e in trend lateral-rialzista; viceversa, ad un’aspettativa di rallentamento economico, dovremmo aspettarci un Russell debole e in trend lateral-ribassista. Vediamo come si sta comportando nella grafica:
Vediamo come, dagli inizi di novembre, l’indice abbia iniziato a disegnare una parabola discendente. Vediamo invece come da ottobre 2020 a inizi 2021,quando eravamo in ripresa economica, il Russell fosse invece salito in maniera abbastanza forte, rispettando quindi la sua funzione di “termometro dell’economia statunitense”. Questo ci deve far capire un qualcosa di importante: se gli investitori avessero avuto una visione positiva dell’economia, perché negli ultimi 2 mesi avrebbe venduto il Russell? Semplice: ciò significa che la loro visione economica non è positiva.
A tale scopo vi ho poi condiviso nella parte bassa del grafico gli stessi settori difensivi che vi ho citato prima: vedete come sono saliti a dispetto del Russell?
RUSSELL 2000 E APPIATTIMENTO DELLA CURVA DEI RENDIMENTI COME SEGNALI ANTICIPATORI
Come vi ho spiegato diverse volte, un altro termometro economico importante è il mondo obbligazionario, in particolare i titoli di stato USA a diversa scadenza e i loro rendimenti. Avevo scritto un’idea riguardo al loro comportamento, in particolare come essi variavano nelle diverse condizioni economiche; per maggiori dettagli, vi linko l’idea qua sotto:
Nel grafico sottostante abbiamo con la linea arancio il Russell 2000 mentre con la linea azzurra lo spread tra i rendimenti dei titoli di stato USA a 10 anni e 2 anni. Per chi non sapesse a cosa si riferisce questo spread, è molto semplice: i 10 anni vengono considerati una scadenza lunga, mentre i 2 anni una scadenza corta; ciò significa che più lo spread tra i due titoli si restringe, più si ha l’appiattimento della curva dei rendimenti. Infatti, vedete come da aprile 2021 lo spread ha disegnato un trend ribassista? Significa semplicemente che, pian piano, la curva sta andando ad appiattirsi, segno del fatto che gli investitori si aspettano un rallentamento economico.
E’ curiosa la correlazione tra il Russell e lo spread: in ripresa ed espansione economica (ossia la parte racchiusa entro il rettangolo arancio) entrambi gli asset erano saliti (ricordo che se lo spread tra i due titoli è più pronunciato positivamente, ossia a percentuali positive, la curva è da considerarsi più “steep”).
Successivamente, da aprile 2021 ad oggi, il Russel ha iniziato una fase di lateralità mentre lo spread è andato a contrarsi; questa correlazione mi fa capire quanto entrambi gli asset siano correlati all’economia statunitense e come, in particolare, ci diano le stesse informazioni dal punto di vista del sentiment del mercato.
IL SETTORE PER ECCELLENZA IN TEMPI DI INFLAZIONE: REAL ESTATE
Un altro grande settore dalle grandi performance è sicuramente quello del Real Estate:
Come possiamo vedere dalla grafica, il settore è stato sicuramente tra i migliori, con una performance di oltre il 40%. Sapete come mai il settore immobiliare performa bene in questo periodo? Grazie all’inflazione!
Questo perché le aziende immobiliari riescono a trasferire al consumatore l’aumento percentuale dei prezzi in quanto gli immobili, in tempi inflattivi appunto, tendono a conservare il loro valore, al contrario di altri beni. Infatti, come saprete, con un inflazione che aumenta, aumentano anche i prezzi degli affitti, delle case e degli stabilimenti, e questo significa che i guadagni delle aziende immobiliari, in particolare i REITS, non vengono erosi (proprio per la capacità degli immobili di conservare quindi il loro valore).
L’inflazione in USA è al 6,8%; si prevede che nel 2022 si abbasserà di qualche punto percentuale. Quando succederà? Questo non si sa, ma credo che guardando il prezzo degli energetici e i valori dei PMI potremmo avere in futuro qualche certezza in più.
Spero questa analisi vi possa servire. Vi auguro un felice anno nuovo! MATTEO FARCI
FED E FOMC: GUADAGNARE DI PIU' CAPENDO I MERCATI IN ANTICIPOBuongiorno ragazzi, avrei voluto pubblicare questa idea il giorno dopo la riunione della FED, ma per i tanti impegni e il poco tempo disponibile non ne ho avuto modo. Detto ciò, voglio comunque analizzare con l’analisi intermarket la reazione che hanno avuto i principali asset finanziari all’annuncio della FED. La domanda è: nonostante l’ulteriore riduzione degli stimoli e i possibili tre rialzi dei tassi di interesse nel 2022, perché i mercati hanno reagito così bene?
I PUNTI SALIENTI DEL FOMC
•Per prima cosa, la banca centrale ha affermato che accelererà la riduzione dei suoi acquisti mensili di obbligazioni. Per quanto riguarda dicembre, la riduzione sarà di 20 miliardi di dollari per i titoli del Tesoro e di 10 miliardi di dollari per i titoli garantiti da ipoteca delle agenzie. Invece, a partire dal prossimo gennaio, si andrà ulteriormente a ridurre lo stimolo, riducendo di 40 miliardi di dollari gli acquisti per i titoli del Tesoro, mentre gli acquisti di titoli garantiti da ipoteche di agenzie saranno pari ad almeno 20 miliardi di dollari al mese.
•Osservando il DOT PLOT, la FED prevede 3 rialzi dei tassi di interesse nel 2022 e 3 nel 2023; tuttavia i tassi stessi non verranno alzati prima del termine del tapering.
•Per quanto riguarda le prospettive di crescita economica, si è osservato un lieve calo per quanto riguarda il 2021 al 5,5%, mentre le previsioni per il 2022 sono di un incremento del 4% e di un 2,2% per il 2023.
•Le prospettive di inflazione sono del 5.3% alla fine del 2021, 2.6% nel 2022, 2.3% alla fine del 2023 e del 2.1% nel 2024.
•Altre dichiarazioni degne di nota sono quelle riferite alla correlazione tra crescita economica e pandemia: “Il percorso dell’economia continua a dipendere dal corso del virus; i rischi per le prospettive economiche rimangono, compresi quelli derivanti da nuove varianti del virus”.
Questi riportati sono i dati salienti del rapporto. Ora analizzerò uno ad uno i principali asset finanziari, in particolare:
• S&P500 e Nasdaq
• Rendimento dei titoli di stato a 10 anni e curva dei rendimenti aggiornata
• Dollaro Statunitense e valute di rifugio CHF e JPY
• Oro
S&P500 e Nasdaq
Per studiare al meglio il comportamento degli operatori, vi ho condiviso i due grafici in un timeframe a 15 minuti. La prima cosa da notare in entrambi gli indici è la lateralizzazione del prezzo che ha preceduto le dichiarazioni della banca centrale: perché è successo ciò?
Sappiamo che ci sono diversi market movers che talvolta, a livello giornaliero, possono andare a modificare il corso di una giornata di contrattazioni; questa riunione era sicuramente uno di quei market movers. Come si sono comportati quindi gli operatori? Non hanno preso una vera e propria posizione prima dell’uscita della notizia, e questo è testimoniato dalla lateralizzazione del prezzo che vi ho evidenziato nei rettangoli gialli. Tipicamente si vanno a formare delle fasi di consolidamento (lateralizzazione del prezzo seguita da un successivo rialzo) o di distribuzione (lateralizzazione del prezzo seguita da un successivo ribasso) quando gli operatori iniziano man mano ad aggiungere delle posizioni, che siano in rialzo o in ribasso. Comprano o vendono quantità “limitate” di contratti in maniera tale da accumulare denaro stesso, senza far partire però il prezzo, né al ribasso tantomeno al rialzo. Il loro scopo infatti non è quello di far schizzare subito il prezzo dal momento che, comunque, non si sapeva se ci potessero essere sorprese nel discorso che la FED avrebbe discusso, ma lo scopo era quello di far schizzare il prezzo dopo l’uscita del comunicato, andando quindi a guadagnare molto di più (grazie chiaramente al denaro accumulato nelle ore precedenti): ciò infatti è quello che è accaduto: gli operatori hanno dapprima accumulato denaro nell’area di consolidamento contrassegnata dal Point Of Control (ossia l’area in cui si sono concentrati più volumi, l’ho ottenuto utilizzando lo strumento “intervallo fisso”) e, dopo l’uscita della notizia, hanno pompato ancora più liquidità andando a far schizzare entrambi i prezzi verso l’alto, andando sicuramente a guadagnare tantissimo infatti, dalle ore 20:00 italiane alle 00:00, l’S&P ha segnato un +1,99% mentre il Nasdaq un +3,08%.
Come spesso si è detto, i mercati sono saliti vertiginosamente in questi ultimi due anni grazie agli stimoli e alla politica ultra accomodante della banca stessa. Vi siete chiesti come mai i mercati, nonostante il fatto che la FED abbia previsto 3 volte un aumento dei tassi nel 2022, abbia reagito così bene? Perché era quello che gli operatori si aspettavano ragazzi. Era da tempo che si parlava di una riduzione ancora più forzata dell’acquisto di obbligazioni e di un aumento dei tassi nel 2022, non era una novità. Il mercato avrebbe potuto stornare se Powell avesse ad esempio dichiarato un tapering ancora più accelerato e una politica, in generale, ancora più aggressiva, ma ciò non è stato. E quindi? Quindi gli operatori hanno tirato un sospiro di sollievo e, rincuorati, hanno acquistato. Ricordatevi sempre che il mercato ha paura delle sorprese, e non delle certezze, e ne avete avuto la conferma.
Vi siete chiesti come mai, i giorni dopo, i mercati siano poi scesi, andando a segnare una performance settimanale negativa (-1,99% per l’S&P500 e -3,33% per il Nasdaq)? E’ forse imputabile all’ondata dei nuovi casi come molti riportano?
Io, personalmente, non credo sia per quello, ma nonostante tutto rispetto le idee altrui per educazione e perché, dopotutto, questo mondo è favoloso per il fatto che ognuno ha delle idee diverse che si possono incontrare tra loro. Credo che il motivo principale sia stato la presa di profitti da parte di chi aveva guadagnato dopo l’uscita della notizia, e questo è accaduto perché i guadagni sono stati alti e perché tipicamente in periodi natalizi i grandi hedge fund mirano a chiudere l’anno il più possibile in guadagno e poi perché i volumi in generale si sgonfiano, e un mercato con pochi volumi può essere facilmente “manomesso”, andando quindi a poter compromettere i guadagni da parte di chi, nei giorni prima, aveva speculato sul rialzo del prezzo; quindi, proprio per questo pericolo, credo che ci sia stata la chiusura di tante posizioni long.
Credo che il mercato abbia già scontato da una settimana la nuova ondata covid, e credo che essa potrà contrastare il mercato qualora ci fossero delle prove veramente tangibili che essa farà deragliare l’economia, e questa prova non è appunto ancora arrivata e chissà se arriverà mai.
Vediamo i comportamenti dei prezzi i giorni dopo la dichiarazione in dei grafici a 30 minuti:
MONDO OBBLIGAZIONARIO: TITOLI DI STATO A 10 ANNI E IL LORO RENDIMENTO
Anche in questo caso vi ho condiviso dei grafici a 15 minuti. Cosa notiamo? Notiamo che la volatilità è stata bassa, infatti osserviamo come il range in cui si sono mossi i titoli a 10 anni è stato solamente del 0,26%. I rendimenti hanno registrato una volatilità più alta, essendo saliti dopo la notizia dell’1.88% per poi rimangiarsi il guadagno fatto a fine sessione.
Cosa ne traiamo da tutto ciò? E’ chiaro che il denaro degli investitori non è stato riversato sul mondo obbligazionario e ciò è testimoniato dalla bassa volatilità e guadagno praticamente assente nei titoli a 10 anni, ma è stato riversato nell’azionario, come abbiamo visto prima.
E il successivo motivo qual’è? E’ il fatto che il mercato avesse già scontato tutto; ricordate quando avevo pubblicato l’idea riguardante l’appiattimento della curva dei rendimenti e di come questa si si stesse appiattendo soprattutto nelle medie e nelle lunghe scadenze perché gli investitori stavano già scontando l’aumento di tassi? Mercoledì ne abbiamo avuto la conferma!
Il mercato si aspettava già questa notizia, e io avevo immaginato tutto ciò osservando proprio la curva dei rendimenti, che dà sempre tantissime informazioni, specie quando cambia pendenza.
L’idea riguardante la curva dei rendimenti la trovate cliccando in questo link:
Scrivevo quell’idea il 9 dicembre, e la curva dei rendimenti aveva questa forma:
Come vedete era già piatta, il che doveva già preannunciarci il fatto che questa notizia, salvo sorprese, sarebbe stata accolta positivamente dagli investitori.
Vediamo, ad oggi, se la curva ha cambiato pendenza:
Stavolta non vi ho riportato la curva dei rendimenti con tutti le sue maturazioni in funzione del tempo, bensì lo spread (la differenza) tra i rendimenti dei titoli a 10 anni (una scadenza lunga) e i rendimenti a 2 anni (scadenza corta): più lo spread sale, come nella prima parte del grafico identificata dalle due frecce rosse, tanto più la curva è “steepeng”, ossia “inclinata”. Se il trend che identifica lo spread viceversa scende ed inizia a formare dei massimi via via decrescenti, abbiamo l’appiattimento della curva. Come possiamo vedere, la curva ha iniziato a cambiare pendenza da fine marzo 2021 circa, e questo cambio continua ancora nel presente.
Possiamo quindi affermare che il mondo obbligazionario continua a darci le stesse informazioni da qualche mese a questa parte, confermandoci il fatto che gli investitori avessero scontato tempo prima la notizia relativa al FOMC e la paura di un rallentamento economico nel 2022 (ricordatevi che la curva si appiattisce quando gli investitori iniziano a scontare una transizione economica, specie da un’espansione ad un rallentamento).
DOLLARO USA
Vi ho riportato due grafici: a sinistra quello a 15 minuti per poter visualizzare il comportamento intraday degli operatori mentre a destra il grafico giornaliero, per avere una visione più chiara.
Guardando a sinistra vediamo come, in 71 barre, il dollaro abbia perso il -0,8% circa il che è abbastanza strano visto l’annuncio dei possibili tre aumenti dei tassi di interesse infatti, come saprete, un tasso di interesse alto è molto attraente verso gli investitori stranieri e, tipicamente, quando viene annunciato un aumento dei tassi stessi, una moneta va a rivalutarsi; quello che abbiamo osservato è stato esattamente il contrario: un crollo. Perché? Guardiamo il grafico giornaliero. Il dollaro è rialzista esattamente da maggio e continua ad esserlo.
Guardate ora un’interessante correlazione che rafforza le mie ipotesi:
Vi ho correlato lo spread tra i rendimenti dei titoli a 10 e 2 anni (linea blu) con il dollaro (linea arancio). Ho spiegato ripetutamente di come la curva si appiattisca quando si inizia a scontare un rialzo dei tassi di interesse: ciò è successo, la curva si è appiattita. Cosa è successo al dollaro nelle stesse settimane? Si è apprezzato. Questo cosa vuol dire? Che all’uscita della notizia il dollaro è crollato non perché gli investitori non erano felici della notizia, bensì avevano scontato la notizia prima, e questo mi viene confermato dalla correlazione che vi ho riportato graficamente. E’ importantissimo saper correlare tutti gli strumenti, avrete una visione ben più ampia di quello che succede.
YEN GIAPPONESE E FRANCO SVIZZERO
Come potete vedere nei grafici a 15 minuti, né lo yen tantomeno il franco hanno avuto dei movimenti degni di nota; all’uscita della notizia hanno perso entrambi un -0,3% circa per poi andare a rimangiarsi praticamente tutto. Tipicamente queste due valute vanno ad apprezzarsi in momenti di incertezza, come era accaduto nei giorni della scoperta della variante omicron; il 15 non ci sono state sorprese e questo è testimoniato proprio dal fatto che entrambe le monete si siano mosse pochissimo. Questa è l’ennesima conferma alla mia ipotesi.
ORO
Gli investitori hanno operato sull’oro così come hanno operato sull’S&P500 e sul Nasdaq: hanno prima accumulato le loro posizioni intorno al Point of Control della distribuzione formata dal prezzo all’interno del rettangolo giallo che vi ho indicato; successivamente hanno spinto il prezzo verso il basso e, il 16 dicembre, hanno iniziato a chiudere le loro posizioni per portarsi a casa i guadagni fatti e, di conseguenza, il prezzo è successivamente salito. Grafico molto analogo all’S&P e al Nasdaq!
CONCLUSIONI
La mia idea termina qui. Ogni giorno, guardando i grafici, faccio delle ipotesi e cerco di trovare riscontro negli stessi. L’idea che il mercato avesse scontato dapprima il FOMC trova riscontro in questa idea da me condivisa, che volevo altrettanto condividere con voi. Capite che, riuscendo a leggere i mercati e le loro importanti correlazioni, potreste avere diverse soddisfazioni.
Per qualsiasi dubbio contattatemi pure, sono disponibile.
Matteo Farci
USOIL DAL 8 DIC AL 13 GEN, CHE COSA POTREMMO ASPETTARCI ORA?Ciao a tutti, ecco un aggiornamento sul Petrolio WTI.
Nella scorsa idea pubblicata in data 8 dicembre 2020 avevamo notato la composizione di due scenari opposti e, nonostante il mercato fosse stato invalido per un trade, era comunque interessante analizzarlo in quanto uno dei due scenari avrebbe potuto costituire l'inizio di qualcosa di più grande. Ora possiamo vedere dal mercato che i Tori hanno avuto la meglio e si è formato un costrutto rialzista quindi andiamo a vedere che cosa è successo dal 8 dicembre sino ad oggi per poterci fare un'idea di questo mercato.
Questo era lo scenario che ci trovavamo difronte al momento della scorsa analisi. Potevamo notare una prima sequenza rialzista verde attivata e completata con il successivo ritracciamento per accumulo compratori e poi l'attivazione di una seconda e più grande struttura verde con annessa zona rialzista secondaria verde. Di contro ed allo stesso tempo trovavamo anche uno scenario ribassista con la struttura arancione attivata ed, anch'essa con un zona ribassista secondaria.
Il prezzo ha poi continuato a muoversi nei dintorni delle due zone di acquisto e di vendita sino al tardo pomeriggio del 9 dicembre quando ha tracciato un nuovo basso intorno ai 44.95 circa che ha innescato il seguente break out rialzista. Il mercato procedendo al rialzo ha distrutto definitivamente la struttura ribassista arancione che vedevamo prima superando il suo punto 0 ovvero i 46.65 dollari al barile circa (livello evidenziato con la semiretta arancione) per poi continuare e completare la seconda sequenza rialzista verde. Come vediamo, l'area è stata mancata di poco sui suoi livelli minori (1.7 punti) e la cosa è leggermente strana dopo tutto il tempo che il mercato è stato all'interno della zona rialzista secondaria verde ma, personalmente, do una giustificazione a questo comportamento basata sul fatto che il mercato, nel punto della zona rialzista secondaria verde, ha dovuto combattere fra le due controparti del mercato e quindi, nonostante l'accumulo, la forza veniva persa nei piccoli tentativi di Break Out antecedenti al Break Out finale, quindi, in base a questo ragionamento, ho attribuito il principale merito della vittoria dei compratori all'ultimo basso effettuato prima del Break Out definitivo (basso evidenziato in rosso) e di conseguenza questo potrebbe rendere più plausibile il fatto che il prezzo non abbia sfondato la zona target rialzista verde.
Il completamento della seconda sequenza rialzista verde ci ha permesso d'individuare la prossima zona rialzista che vediamo sulla destra del grafico ricavata dal ritracciamento totale del movimento effettuato dalla seconda sequenza verde. Infatti, dopo il completamento della struttura verde effettuato nel pomeriggio del 10 dicembre il mercato ha iniziato a scendere verso quest'area (movimento evidenziato in giallo) per poi raggiungerla con la candela delle 17:00 del 14 dicembre.
Seguentemente al basso effettuato il 14 dicembre nella zona rialzista verde ricavata dal ritracciamento totale della seconda sequenza verde il mercato è ripartito al rialzo con il movimento cerchiato in azzurro che ha permesso l'attivazione della terza sequenza rialzista verde fino ad arrivare a tracciare un nuovo massimo intorno ai 49.30 dollari al barile con la candela di mezzanotte del 21 dicembre per poi girare ed iniziare un movimento ribassista. L'attivazione della terza sequenza rialzista ci ha permesso, come possiamo notare, d'individuare il prossimo target di tale sequenza che si aggira fra i 51.85 ed i 53.30 dollari al barile circa.
La discesa del prezzo dopo l'alto effettuato a mezzanotte del 21 dicembre ci ha permesso d'individuare la possibile zona rialzista secondaria verde ricavata dal ritracciamento del movimento BC della terza sequenza verde. Come possiamo vedere, il prezzo l'ha raggiunta ma l'ha sfondata andando sotto di essa all'interno della zona rialzista blu che è ricavata dal ritracciamento totale della struttura verde. Questo, essendo la zona verde una zona secondaria, avrebbe dovuto determinare la sua distruzione cosa che io non ho considerato in quanto giustifico il ribasso prolungato dovuto dal punto B della terza struttura rialzista verde che è stato molto impulsivo senza che il prezzo si prolungasse troppo in quella zona, perciò considero la profondità del secondo accumulo logica e pertinente con quello che il mercato ha creato in precedenza. Da questo punto in avanti, di conseguenza, sono andato a monitorare entrambe le sequenze rialziste.
Dopo l'accumulo compratori effettuato per lo più nella zona rialzista blu e dopo il basso effettuato con la candela delle 6:30 del 23 dicembre intorno ai 46.15 dollari al barile (basso evidenziato in viola) il prezzo ha iniziato nuovamente a salire.
Il prezzo è andato, quindi, al rialzo fino a creare un nuovo alto (alto cerchiato in arancione) con la candela delle 9:00 del 4 gennaio intorno ai 49.80 dollari al barile per poi iniziare a scendere nuovamente. Questo nuovo alto, però, ha permesso l'attivazione della sequenza rialzista blu con la conseguente individuazione della zona target situata tra i 54.85 ed i 56.95 dollari al barile circa.
L'alto evidenziato in arancione, oltre all'attivazione della sequenza blu, ci ha permesso d'individuare le prossime zone rialziste ovvero la zona rialzista terziaria BC verde e la zona rialzista secondaria BC blu che, come vediamo, si sono trovare in una bella sovrapposizione rialzista e che, quindi, si sono rafforzate a vicenda per l'accumulo dei compratori. Infatti poi il mercato è sceso andando a toccarle entrambe e tracciando un nuovo minimo con la candela delle 21:00 del 4 gennaio intorno ai 47.15 per poi avviare il break out rialzista molto impulsivo (cerchiato in giallo) che ha permesso il completamento, tramite il raggiungimento della zona target, della terza sequenza rialzista verde andando a tracciare un nuovo massimo con la candela delle 5:00 di oggi 13 gennaio 2021 intorno ai 53.90 dollari al barile per poi iniziare un possibile nuovo ribasso.
Questo nuovo alto effettuato stamane fra le 5:00 e le 5:30 ci ha permesso di individuare le possibili nuove zone d'acquisto ovvero la zona verde ricavata dal ritracciamento totale del movimento effettuato dalla terza sequenza rialzista verde e la zona rialzista terziaria BC blu, anche questa volta in sovrapposizione fra di loro seppur solo per un piccolo pezzo.
A questo punto abbiamo ricostruito ciò che è successo nel mercato dal 8 dicembre 2020 sino ad oggi 13 gennaio 2021 e possiamo provare a crearci delle aspettative per i prossimi giorni.
Personalmente, io aspetto ancora il ribasso in questo mercato per effettuare il ritracciamento della sequenza rialzista rossa ricavata dal timeframe a 4 ore vista all'interno della scorsa idea. Nonostante ciò è utile monitorare il mercato per cercare di capire dove esso potrebbe fermarsi o per quanto potrebbe continuare.
Dal mio punto di vista, vedo due scenari fattibili con un terzo un po' meno fattibile e più sul lungo termine.
Nel primo scenario mi immagino che il prezzo continui ancora leggermente il ribasso per poi invertire il suo corso prima di raggiungere le due zone rialziste e provare un nuovo impulso rialzista, probabilmente meno deciso del precedente, per raggiungere la zona target rialzista blu e quindi completare anche la sequenza blu per poi iniziare a scendere verso le due zone rialziste totali verde e blu per il dovuto accumulo compratori. Questo scenario potrebbe essere favorito dal fatto che il prezzo ha creato diverse zone secondarie nel corso delle due sequenze per accumulare più volte compratori e questo potrebbe favorire, appunto, lo sfondamento della zona target rialzista verde e il completamento della sequenza blu.
Nel secondo scenario potremmo vedere il prezzo continuare la possibile discesa iniziata dopo l'ultimo alto per raggiungere la doppia sovrapposizione rialzista fra le due zone verde e blu allo scopo di accumulare compratori per poi ripartire impulsivamente al rialzo ed andare a completare la sequenza blu arrivando nella zona target. Questo scenario potrebbe tradursi in un impulso rialzista di Break Out molto forte che andrebbe possibilmente a sfondare la zona target rialzista blu ma anche ad attivare una possibile quarta sequenza rialzista verde.
All'interno dello scenario numero tre (quello meno probabile almeno con le informazioni che il mercato ci ha dato fino ad ora) potremmo vedere il prezzo incominciare a scendere e distruggere i setup rialzisti che abbiamo visto precedentemente nel timeframe a 30 minuti per iniziare a creare struttura ribassista e riuscire ad arrivare nella zona rialzista rossa ricavata dal minimo assoluto all'alto più alto dopo di esso. Questa zona va dai 27.00 ai 18.00 dollari al barile circa ma, vista la tendenza che il mercato ha di andare in alto potrebbe bastare un ribasso almeno fino a superare i 33.50 dollari al barile per poi iniziare un nuovo proseguimento rialzista più forte e più solido. Ovviamente questo sarebbe uno scenario sul medio / lungo termine.
Non ci resta che aspettare e vedere che cosa vuole fare il mercato.
Nota: questa analisi di apprendimento non costituisce una raccomandazione d'investimento.
EURJPY - Pattern per entrata short // Confluenze su strutture ✔️Buongiorno traders,
Dopo due settimane belle lentucce, oggi trovo un'occasione short su EURJPY ⬇️
La mia decisione deriva da un'analisi multi timeframe , che vi spiegherò per bene qui sotto 👇🏼
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EURCAD - Analisi Multi Timeframe // Disequilibrio ⛩Buongiorno traders,
Quest'oggi in watchlist, fra le tante coppia interessanti ho anche EURCAD in cui sono entrata a mercato poco fa, con un' operazione long ⬆️
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USDCAD - Tante meravigliose confluenze 🦄 // Ichimoku è la 🗝Buongiorno traders,
Settimana che inizia a bomba con due target, uno su NZDCAD e uno su EURNZD 💣🔥
Oggi in watchlist mi ritrovo con USDCAD (sì, resto fedele al CAD), che vede una bellissima analisi, piena di confluenze e livelli 🗝 di Ichimoku ⛩
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Ma andiamo a step, partiamo dal grafico giornaliero:
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EURNZD - Cosa / Come / Quando / Perché 🤔 - Analisi Completa 📈🤭Buongiorno ragazzi,
Oggi vi è molta poca liquidità, ciononostante sto tenendo sotto controllo EURNZD per un Long, e adesso vi spiego perché. Anzi, i grafici lo faranno al posto mio 👇🏼📈
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Analisi approfondita Bitcoin. Qualcosa sta cambiando Partiamo prendendo in considerazione le prove.
LUNGO PERIODO, RIBASSISTA:
Questo è quello che potrebbe succedere nelle prossime settimane:
Ora vi spiego perchè possiamo aspettarci questo andamento futuro
Utilizziamo fibonacci per scoprire se e come può darci informazioni rilevanti... Per carpire,se possibile, il comportamento (per comportamento intendo fenomeno ripetuto nel tempo, rilevabile) del trend in corso.
Partiamo daill'inizio del trend decrescente (i massimi di fine 2017) Applicando il RITRACCIAMENTO DI FIBONACCI OGNI MINIMO DECRESCENTE che troviamo, andando avanti fino al presente.
-2017. bolla, poi minimo e ritracciamento che arriva fino a 78,6%
ma concentriamoci sul 61,8 poichè come vedremo sembrerebbe avere una certa importanza
-Questa la situazione tra metà gennaio -ovvero il secondo massimo relativo decrescente- e marzo 2018 -ovvero ritracciamento-
-marzo -massimo- maggio 2018 -ritracciamento- L'importanza del livello 61,8
- maggio massimo, agosto 2018 ritracciamento
e l'ennesimo e ultimo crollo tra settembre 2018 e febbraio 2019:
questa è la situazione attuale
Tra l'altro come avrete notato, la velocità del movimento diminuisce proporzionalmente con la durata del trend decrescente di lungo.
Nell'idea in cui prendiamo in considerazione la ciclicità del movimento, partendo dalla bolla del 2014- - parliamo proprio di questa situazione empirica
Tornando a fibonacci. Oltre il livello 61,8% la situazione sembrerebbe iniziare a compromettersi. E lo possiamo osservare anche nel passato più remoto, per raccogliere qualche dato in più.
andiamo a osservare il trend negativo del 2014. in particolare la conclusione del trend, ovvero il momento in cui i livelli di fibonacci sono stati totalmente violati.
abbiamo testato fibonacci anche in questo periodo remoto, nello stesso modo di prima.e solo questa volta un massimo relativo viene del tutto sorpassato.
..tutti sappiamo poi come sia andata quella volta
La domanda è, potrebbe ripetersi?
Quindi, abbiamo un'informazione rilevabile empiricamente. Oltre il livello 61,8% la situazione è da monitorare.
seconda informazione, un trend che rallenta è un trend che sta arrivando alla sua conclusione - ne abbiamo già parlato qui
terza informazione. appare evidente la coincidenza dei ivelli con supporti e resistenze rilevanti e questo rafforza l'importanza di tali livelli di prezzo.
MEDIO-BREVE PERIODO:
Nell'ultima idea parlavamo già di questi livelli come target
Ma il trend rialzista in atto potrebbe non essere ancora concluso.
E possiamo prendere in considerazione un inversione o comunque una forza inconsueta del trend, se dovesse superare il 78,6.
[ANALISI SETTIMANALE] 3 trade nel mirino, attendo ritracciamentoBuongiorno a tutti ragazzi! Per questa settimana voglio fare un esperimento e tornare a fare un'analisi scritta, in modo da avere dei vostri feedback e capire se preferite questa modalità oppure il classico video, comunque iniziamo subito a vedere la watchlist di questa settimana.
Partiamo con CAD/JPY
Quello che molti potrebbero vedere sul settimanale è un testa e spalle in formazione
ma dobbiamo ricordare che non esiste un testa e spalle ( di inversione) se non c'è nulla da invertire, ovvero questa figura ha un senso solamente se si trova alla fine di un movimento come massimo e come minimo, e non in mezzo come fase "laterale".
Mi segno i livelli di ichimoku più importanti:
Detto questo comunque la configurazione del grafico mi fa immagine che il trend ribassista di fondo possa continuare e di conseguenza nei Time Frame inferiori andrei a cercare un ingresso ribassista.
Sul daily trovo una "spiegazione" al movimento che si è verificato
ed ora sono ancora maggiormente convinto che il prezzo scenda verso il basso. Utilizzo i time frame inferiori per trovare un punto di ingresso.
Sul 4 ore la kijun corrisponde a quella settimanale ed inoltre lo stesso livello corrisponde ad un ritracciamento del 50% di Fibonacci del prezzo in questo momento.
Con ciò ecco la mia visione operativa:
-----------------------
NZD/CAD
Sul settimanale la trend ribassista di lungo periodo è stata penetrata
Passando sul giornaliero trovo direttamente la mia possibile operazione nella quale l'entrata combacia con la kijun daily ed un livello di supporto dato da una precedente zona di resistenza
-------------------------
WTI
La visione ribassista dell'altra settimana rimane non solo valida ma ancora più affidabile dopo aver visto la creazione di una shooting su un livello di resistenza così importante dato dall'indicatore e dal 50% di Fibonacci.
Sul daily posizionerò dunque il seguente ordine:
GBPCAD > Canale sul 15 minuti // Short fino alla Kijun H4 ⛩Buongiorno traders e Ichimokers,
Aggiunta alla watchlist di questa mattina è GBPCAD con un set up parecchio interessante.
Sul 15 minuti infatti trovo i prezzi all'interno di un canale, e nel caso di rottura di questo vorrei procedere short fino alla Kijun H4.
Qui sotto trovate l'analisi completa 👇🏼
> Settimanale <
> Giornaliero <
> H4 <
> 15 Min <
GOLD > in attesa di un ritracciamento 💁🏻Buongiorno traders,
Finalmente sembra partito lo short definitivo sul GOLD, quindi adesso non resta che attendere un ritracciamento e cercare di riprendere questo movimento portandolo fino a target.
Qui di seguito trovate tutta l'analisi 👇🏼
> Settimanale <
> Giornaliero <
> H4 <
> H1 <
AUDCHF > Correzione completata ✅ - Entro short con un pendenteBuongiorno Traders,
In riferimento all'analisi di ieri, dove dicevo che mi aspettavo una correzione, posso dire che questa è avvenuta, e anche in modo molto preciso, purtroppo non vi è stata alcuna opportunità di entrare a mercato con la stessa. Ciononostante adesso andrò alla ricerca di un modo diverso per entrare a mercato.
Qui sotto trovate tutta l'analisi (in fondo trovate pure le tre precedenti visto che ho seguito il cross per tutta la settimana), e alla fine troverete l'operazione che sto facendo 💪🏼
> Settimanale <
> Giornaliero <
> H4 <
> H1 // 15 minuti <
AUDCHF > Ritorno sui minimi senza possibilità d'entrata 🤦🏻♀️Buongiorno traders,
Finalmente il cross sembra partire, poi rifiuta la Kijun + SSB H4 e Kijun DLY, torna sui massimi, e poi nuovamente oggi reagisce ai massimi tornano sulla zona di supporto che a questo punto ritengo essere molto importante (trovate tutte le analisi precedenti qui sotto 👇🏼).
A questo punto non posso che aspettare e capire cosa i prezzi hanno intenzione di fare da queste parti, potrei anche pensare di utilizzare un ritracciamento per tornare su questa zona, nel caso in cui questo ci fosse, qui sotto tutto il ragionamento 👇🏼
> Settimanale <
> Giornaliero <
> H4 <
> H1 // 15 minuti <
NZD/JPY >>Ritracciamento per ristabilire l'equilibrio<<Buona Domenica a tutti i traders, oggi propongo l'analisi di questa coppia che seguo da moltissimo tempo e quindi ho potuto fare un analisi molto dettagliata.
Sperando che vi piaccia e che vi sia d'aiuto per la settimana entrante, vi auguro una buona lettura.
SETTIMANALE<<
Sul settimanale il Trend primario si presenta rialzista, da molto tempo i prezzi si trovano in una lunga fase laterale che è stata delimitata in un vero e proprio range in cui si stanno muovendo i prezzi, ovvero tra la resistenza settimanale intorno all'area 82.500 ed il supporto settimanale intorno all'area 73.000.
Dopo l'ultima fase ribassista delimitata da un vero e proprio canale discendete, i prezzi hanno rifiutato l'area di supporto e si sono spinti a rialzo, rompendo la trendline del canale e dando dimostrazione di voler tornare ad un movimento rialzista di più lungo periodo.
SETTIMANALE ICHIMOKU<<
Inserendo Ichimoku noto che, dopo l'ultima spinta a rialzo che ha rotto anche la trendline del canale, i prezzi si trovano in disequilibrio poichè la Kijun è rimasta molto indietro, precisamente in prossimità dei massimi precedenti.
Questo mi fà pensare al bisogno dei prezzi di ritrovare il loro equilibrio prima di continuare la salita e quindi al bisogno di un ritracciamento nel breve periodo.
GIORNALIERO<<
Seguendo la coppia da moltissimo tempo, spostandomi sul giornaliero ho individuato delle aree molto forti di resistenza e supporto.
I prezzi attualmente hanno rifiutato una resistenza con un movimento che preannuncia un ribasso verso l'area di supporto più vicina e più importante che tra l'altro coincide con i precedenti massimi e la Kijun settimanale. Confluenze non da poco.
GIORNALIERO ICHIMOKU<<
Inserendo Ichimoku noto che anche su questo time frame c'è disequilibrio.
Notiamo con piacere il lavoro della Kumo, che ha funzionato perfettamente da trendline per i prezzi finchè poi non è stata rotta.
La Kijun è rimasta indietro e questo ci indica il disequlilibrio; inoltre è allo stesso livello della settimanale.
H4<<
Sul 4 ore notiamo la formazione di un pattern molto chiaro e visibile: Testa e Spalle ribassista.
Segnalo la zona di supporto come neckline del testa e spalle poichè preferisco sempre avere un area precisa invece di basarmi su linee di prezzo singole.
In caso di completamento,questo pattern avrebbe le potenzialità per portarci alla zona di supporto giornaliera, nonchè coincidente con la Kijun settimanale e giornaliera, massimi precedenti e nostra zona di target.
H4 ICHIMOKU<<
Inserendo Ichimoku noto la rottura della kumo da parte dei prezzi e la Kijun che ci indica disequilibrio.
Nella foto mostro il possibile movimento che i prezzi potrebbero fare prima di voler tornare a ribasso, ovvero riprendere l'equilibrio nella Kijun e nella cunetta che si è formata dalla rottura kumo.
H1<<
Come gia ho ribadito in precedenza, seguendo la coppia da molto tempo ho avuto l'occasione di operarci molto e seguire le reazioni dei prezzi ai vari livelli.
In questo time frame identifico ulteriori resistenze a cui i prezzi hanno reagito nei movimenti orari,
questo solo per identificare che la Kijun H4 si trova nei pressi di uno di questi.
A questo punto propongo le mie due opzioni per l'operatività: la prima che vede una reazione al supporto corrente con la formazione di un pattern che potremmo sfruttare per partecipare alla rottura del testa e spalle e al ribasso che cerchiamo.
La seconda opzione vede prima del nostro ribasso, un rialzo preliminare in zona Kijun H4 e resistenza H1 dove da lì mi aspetterei un pattern per entrare short.
>>Spero che vi sia piaciuta questa analisi dettagliata, se sì vi invito a lasciarmi un like!
>>Aspetto un vostro commento per sapere la vostra personale visione della coppia!
USD/CAD <<Analisi Multitimeframe>>SETTIMANALE<<
Il grafico settimanale si presenta in un trend ribassista attualmente in fase correttiva come possiamo vedere dal chiaro canale rialzista in cui si trovano i prezzi.
I prezzi sono a contatto con la resistenza settimanale, da quì vorrei riprendere il trend principale ribassista ma devo valutare se mi è possibile su gli altri time frame poichè c'è la possibilita che i prezzi vogliano testare per bene la resistenza prima di prendere decisioni.
SETTIMANALE ICHIMOKU<<
Inserendo Ichimoku capisco che c'è molto disequilibrio, i prezzi sono distanti dalla Kijun, che segnalo, e sotto di noi abbiamo anche una cunetta che essi potrebbero sfruttare nel caso vogliano scendere.
La lagging troverebbe ostacolo e supporto proprio nei pressi del supporto.
SETTIMANALE BANDE<<
Anche le bande mostrano disequilibrio poichè sono sulla banda superiore
GIORNALIERO<<
Nel giornaliero noto l'ultimo impulso rialzista correttivo e vedo come i prezzi non siano arrivati sulla resistenza, questo mi dà una possibilità di risalita dei prezzi prima di un eventuale discesa a favore di trend.
GIORNALIERO ICHIMOKU<<
Andando a valutare Ichimoku, anche quì come nel settimanale siamo in disequilibrio e sotto di noi c'è una bellissima cunetta. Anche il giornaliero ci dà la conferma della possibilità di discesa. La lagging si troverebbe libera nel movimento.
H4<<
Nel 4 ore noto che ci troviamo su un doppio supporto formato dalla trendline e da un'area statica di price action. I prezzi prima di un eventuale discesa potrebbero voler ritestare la resistenza 4H dove, da lì, mi aspetterei un pattern ribassista per andare a formare un deciso movimento short a favore di trend.
H4 ICHIMOKU<<
Inserendo Ichimoku notiamo i prezzi perfettamente sulla SSB* , che si sta comportando come una trendline e notiamo che per riprendere a pieno l'equilibrio momentaneo nel 4 ore c'è bisogno di una piccola risalita almeno verso la Kijun
H1<<
Su H1 vediamo il formarsi di zone di price action e pattern che ci indicano il volere dei prezzi nel salire ancora. Questo è quello che mi aspetto.
15Min<<
Scendendo nel 15 Minuti troviamo ulteriori zone di price action e pattern che ci permettono anche di prendere parte e sfruttare il movimento rialzista prima di seguire il nostro ribasso, che mi aspetterò solo dopo l'arrivo dei prezzi sulla resistenza H4.
>>Se volete altre analisi lasciatemi un Like!
>>Ditemi la vostra opinione con un commento quì sotto!!
OTTOBRE ROSSO PER I TITOLI FINANZIARI USA: RITORNO AL 2008!Buonasera Traders,
questa mia analisi è un ritorno al passato al vecchio "Ottobre" 2008, la distanza di 10 anni non è solo una casualità, infatti partendo con un grafico 1 Mese dell'indice americano S&P 500 possiamo notare come l'indice abbia avuto una crescita molto positiva accumulando valore per il 300% circa. Ma il mese di Ottobre 2018 che si sta chiudendo lascia dati molto negativi (-7,29%), quasi come il peggiore ottobre di sempre quello della crisi dei mutui sub-prime che aveva causato una decrescita mensile pari -16,79%.
I titoli che stanno accusando di più il colpo sono sicuramente i titoli delle società di investimento e qui di seguito potrete comparare per singola multinazionale di servizi finanziari il grafico 1day e 1month.
"MORGAN STANLEY"
Il 16 Ottobre il gruppo ha pubblicato i dati della terza trimestrale evidenziando una crescita del fatturato che è passato da 9,56 miliardi a 9,87 miliardi, l'EPS è peggiorato a 1,02 da un iniziale 1,17. I dati positivi non migliorano l'andamento del titolo che in un mese ha raggiunto la perdita di valore di -4,62%. Il confronto con il mese di ottobre 2008 è che aveva perso il -23% e a settembre 2008 -45,19%.
"WELLS FARGO"
Il titolo perde sul mese corrente circa -1,92% e rispetto ai titoli concorrenti è quello che perde di meno ma, il mese di Settembre ha segnato per il gruppo una chiusura mensile di -10%. Ottobre 2008 aveva segnato una perdita mensile sul valore del prezzo azionario di -7,92% e il mese di settembre un -15,43%.
"GOLDMAN SACHS"
Anche per il gruppo Goldman Sachs il 16 ottobre è stato il giorno della trimestrale e i dati di bilancio hanno evidenziato un aumento dei ricavi passando da 8,37 miliardi a 8,65 miliardi; l'EPS è passato da 6,87 a 7,52.
Il mese di Ottobre si sta chiudendo con una svalutazione del -5,64% vicina alla chiusura del mese di Settembre che aveva segnato per la società di investimento un -5,69%. Certo che raffrontati al mese di Ottobre 2008 -27,35% e Settembre 2008 -23,58% sembrerebbero perdite tenue.
"BLACKROCK"
La scorsa settimana il gruppo ha pubblicato i dati trimestrali apportando una diminuzione dei ricavi che sono decresciuti passando da 3,64 miliardi a 3,58 miliardi; l'EPS è passato da 6,87 a 7,52.
Il mese di Ottobre si sta chiudendo molto negativo, infatti il titolo ha raggiunto una perdita di valore mensile pari a -17,30%, il mese di ottobre di 10 anni fa aveva accumulato un dato peggiore...-31%
"JP MORGAN"
Il gruppo JP Morgan sta concludendo il mese con una perdita di valore del proprio prezzo azionario pari a -6,83% circa la metà rispetto allo stesso mese del 2008 dove aveva accusato una perdita pari al -12%.
Sui grafici 1day ho segnalato come rispetto ad un anno fa i titoli si siano comportati praticamente nella stessa modalità, ovvero segnando una forte crescita sulla chiusura del 2017 e un andamento molto volatile che ha portato i titoli spesso a ritestare con valori sulla chiusura di ottobre inferiori ai dati di partenza considerando un'ottica di un anno.
Grazie per la lettura e se Vi è piaciuta la mia analisi lasciate pure un like!
Angelo D'Amico
CAD/CHF <<Prima l'equilibrio>>Buongiorno e buona Domenica a tutti i traders ed i ragazzi del mio gruppo. Presento l'analisi sulla coppia in quanto presenta un buon setup, buona lettura!
>>SETTIMANALE<<
Siamo in un Trend di lungo periodo ribassista , la Fase in cui ci troviamo è di correzione quindi rialzista.
Segnalo una resistenza che è stata rifiutata moltissime volte ed è quindi molto sentita dai prezzi.
Inserisco Fibonacci tracciandolo dall’ultimo impulso ribassista e quello che vedo è il combaciare del livello 61,8% con la resistenza. Tracciando Fibonacci dall’intero trend avrete il livello 23,6 e tracciandolo dal secondo impulso il 38,2 quindi in ogni caso siamo davanti ad un livello di cruciale importanza storica.
Ichimoku come immaginavo in queste fasi molto lunghe e lente non mi è molto utile quanto segnalatore di equilibrio poichè le linee vengono rotte più e più volte, tuttavia mi dà sempre ottimi spunti per segnalare livelli importanti che identifico nella Kijun, Tra l’altro rimasta indietro rispetto ai prezzi.
>>GIORNALIERO<<
Nel giornaliero vedo più nel dettaglio la fase e i numerevoli rifiuti della resistenza. Quest’ultimo sembra aver formato un doppio massimo che sicuramente si mostrerà meglio nei time-frame minori.
Vedo anche come i prezzi negli ultimi giorni sembrino aver rifiutato la zona del 50% più volte.
Noto anche una zona di supporto datami dai prezzi e la segnalo accuratamente.
Ichimoku mi mostra la concomitanza della Kijun Daily con il livello 50% di Fibonacci, sotto di noi c’è un twist della kumo e la Lagging è libera e come primo ostacolo trova i prezzi nella resistenza segnalata.
>>4 ORE ED OPERATIVITA’<<
Nel grafico 4 ore noto molto meglio il doppio massimo di cui vi parlavo prima, segnalo la base che è stata rotta con forza repentina e quindi non ancor ri testata.
Ichimoku mi mostra la rottura delle linee ed il disequilibrio datomi dalla Kijun rimasta indietro con il passo per la troppa velocità delle rotture dei prezzi.
Inoltre il rifiuto da parte dei prezzi di scavalcare il 50% mi fa pensare ad una salita per retestare la base del doppio massimo e ritrovare l’equilibrio prima di continuare la discesa.
L’operazione che andrò a cercare è la seguente: Mi aspetto un eventuale retest sulla resistenza, dove piazzerò lì, e non sulla Kijun H4, il mio ordine di vendita e la mia entrata Short, lo Stop sul massimo precedente ed il Target alla Kijun settimanale con l’attenzione rivolta alla zona di supporto giornaliera a metà strada.
Vi saluto invitandovi a lasciare un Like ed una vostra opinione con un commento, per capire se siete d’accordo o meno con questa analisi.
>>Vi piace l’idea? Sì, perchè? No, perchè?
>>Voi cosa fareste?
EURCHF » Short da resistenza storica (Parte 2)Buongiorno ragazzi,
Questo cross si sta comportando peggio di una donna davanti alla scelta di un paio di scarpe. Siamo sempre a ridosso della solita resistenza , cosa che due settimane fa mi ha dato un segnale di entrata short, ma che purtroppo ho dovuto chiudere in pari, a causa di una brutta lateralità durata più di una settimana e mezza . (Vi linko qui sotto l'analisi)
Possiamo vedere, sul grafico settimanale , che ormai ci troviamo in un trend ribassista dal 2007.
Tracciando Fibonacci dell'intero trend non vedo nulla di particolare , infatti i prezzi hanno rotto il 23.6% ma non sono arrivati fino al 38.2%, trovandosi bloccati dalla resistenza del "Cigno Nero".
Se invece traccio Fibonacci del solo ultimo impulso ribassista , vedo che al momento i prezzi si trovano proprio a ridosso del 78.6%, in concomitanza con 1.2000.
Da qui mi traccio sul grafico ogni linea, poiché mi piacerebbe puntare ai minimi storici , ovviamente con tante operazioni, e capitalizzazione della prima, ma chiaramente dovrò fare attenzione ai vari livelli di supporto, che si trovano in concomitanza con i ritracciamenti Fibonacci.
Inserisco Ichimoku , e vado a prendere in considerazione periodi più recenti:
La cosa più lampante al momento è la mancanza di disequilibrio.
Anche le Bande mostrano la stessa situazione.
Vorrei inoltre portare l'attenzione sulle candele stesse, che, dopo due settimane di rallentamento, in prossimità della resistenza, questa settimana sembrano aver preso forza ribassista.
>> Giornaliero <<
Passando al daily possiamo vedere che i prezzi infatti stavano subendo una compressione , con un triangolo ribassista , che al proprio al momento sembra stiano rompendo.
Ichimoku si presenta in disequilibrio , e vediamo adesso un netto rifiuto della Tenkan , con prossimo obiettivo la Kijun.
>> H4 <<
Su H4 trovo già la mia entrata , che andrò a precisare su H1.
Entrata a retest della resistenza, Stop su due massimi precedenti, e target sui minimi.
Insieme alla rottura del supporto, stimo assistendo ad una r ottura netta di Ichimoku , che quasi sicuramente avrà bisogno di un ritracciamento.
>> H1 <<
Terrò l'operazione sotto controllo proprio su questo timeframe, dove il primo ostacolo sembra essere la Kijun giornaliera, da lì partirà la mia capitalizzazione dell'operazione.
EURAUD >> Aspetto la rottura della Kijun H4 // Entro su RetestBuon pomeriggio traders e Ichimokers,
EURAUD sta per darmi un ottimo segnale per un'entrata short (cosa che ormai cerco da settimane), infatti i prezzi sembra stiano per rompere a ribasso la Kijun H4 , e alla rottura (che se avverrà, avverrà alle 19), vorrei entrare su retest della stessa, o anche poco più su, andando a prendere la zona di attuale supporto/futura resistenza.
Ma perché questa entrata?
Inizia tutto dal grafico settimanale :
Qui non ho un trend ben definito, anzi, probabilmente i prezzi si trovano bloccati in un range di prezzi . In ogni caso quel che è certo è che attualmente i prezzi si trovano a ridosso in una zona di resistenza.
Tracciando Fibonacci di questo ultimo impulso trovo il 23.6% , che è il primo target che ho, supponendo in un rifiuto di questa resistenza , ma ancora più importante, supponendo un ritracciamento .
Inserendo Ichimoku , esso mi indica disequilibrio , quindi la mia tesi ( >> bisogna di ritracciamento) si avvalora.
Trovo la Tenkan esattamente sulla parte inferiore del rettangolo di resistenza, e la Kijun poco sopra il 23.6% di Fibonacci.
La settimana scorsa ero già entrata a mercato per la formazione di un testa spalle e la rottura della relativa neckline. Purtroppo ho preso lo stop , e ciò possiamo vederlo anche da questo pattern del prezzo settimanale, con un engulfing che mostra molta forza rialzista.
Ho quindi deciso che da qui voglio un ritracciamento, uno short, e ho anche già un target, ma mancano stop e punto d'entrata, pertanto scendo di timeframe.
>> Giornaliero <<
Qui vedo più nel dettaglio quest'ultimo impulso rialzista.
Per prima cosa vedo la possibile formazione di una zona di resistenza//doppi massimi all'interno della stessa resistenza settimanale.
Noto che i prezzi hanno fatica a scendere sotto l'attuale Tenkan settimanale , e anche che l'attuale Kijun settimanale è stata, in passato, un ottimo supporto.
Ichimoku ci mostra prima che i prezzi sembrava avessero ripreso il rialzo, ora invece che stanno tornando alle medie.
Anche su questo timeframe nessun segnale.
>> H4 <<
Qui su H4 è possibile vedere il testa spalle che ho cercato di tradare ma che è stato invalidato.
Per il resto non trovo nulla di importante. Mi segno i livelli di Ichimoku :
>> H1 <<
Qui su H1 trovo questo testa spalle "simbolico", che mi indica un'ottima zona di supporto, poco più sopra della Kijun H4, sulla quale voglio operare a rottura e retest.
E voi? Cosa ne pensate?
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>> Scrivimi nei commenti qual è la tua idea, se hai dubbi o domande 💬
CADCHF >> Long su Per il Canale // Con Short di BreveBuongiorno ichimokers,
Questa settimana ho già effettuato un'operazione su questo cross, sulla quale, purtroppo, sono stata stoppata. Ciononostante ho trovato nuovamente delle ottime condizioni per un'entrata a mercato, quindi vi ripropongo l'analisi, con delle migliorie.
Partendo dal settimanale , vedo che ci troviamo in un trend rialzista , in fase rialzista , all'interno di un canale (indovinate, anche questo rialzista ). Pertanto mi piacerebbe da dove ci troviamo adesso, andare a riprendere la parte superiore di questo canale , e quindi effettuare un long .
Tracciando Fibonacci dell'intero impulso, vedo che i prezzi hanno corretto fino al 61.8%, e che al momento stanno affrontando il 23.6% , zona che voglio segnarmi sul grafico poiché potrebbe fare da resistenza .
Il movimento, infatti, potrebbe diventare qualcosa del genere:
Mi segno quindi questi livelli sul grafico:
Adesso è l'ora di inserire Ichimoku :
Ecco che cosa mi dice:
1) Ci troviamo in una situazione di perfetto equilibrio;
2) Il 23.6% di Fibonacci corrisponde quasi alla zona in cui la Lagging Span incontrerà i prezzi, quindi forte resistenza;
3) Il 38.2% di Fibonacci si trova in concomitanza con la SSB settimanale e a prolungamenti Kijun;
Dopo essermi segnata questi livelli sul grafico, posso continuare a scendere di timeframe per cercare l'operazione.
Qui sul giornaliero vorrei concentrarmi sull'ultimo movimento:
Abbiamo detto di essere in fase rialzista sul settimanale , fase che qui sul giornaliero si trasforma in trend . Molto interessante è vedere il rallentamento dei prezzi nei pressi della trendline, correggere, e poi rompere definitivamente quella correzione, per creare un impulso rialzista, che, al momento, sembra aver bisogno di una correzione.
Tracciando Fibonacci dell'ultimo impulso trovo il 38.2% quasi perfettamente sul livello della stessa percentuale settimanale. E avendo questa confluenza di target , mi piacerebbe, sapendo del bisogno di un ritracciamento, cercare un segnale short per poter puntare in quella zona.
Inoltre analizzando solo le candele vedo che vi è stato un rallentamento a ridosso del 23.6%, e quindi una perdita di forza rialzista .
Inserendo Ichimoku vedo grande disequilibrio :
La SSB si trova esattamente sul livello della Kijun settimanale, zona a cui vorrò fare molta attenzione.
Su H4 non trovo nulla di particolare se non un engulfing che attualmente cerca un ritracciamento con tante piccole inside bar:
Arriviamo ora finalmente al timeframe d'entrata :
Vedo che il 23.6% di Fibonacci è stata una zona di supporto per i prezzi, pertanto vorrei un ritracciamento sulla stessa. Da lì avverrà la mia entrata, con uno stop sui massimi e un primo target sulla zona di Kijun Settimanale + SSB Giornaliera. Da lì aspetterò di vedere come i prezzi si comporteranno per valutare, magari grazie a qualche pattern del prezzo, di entrare nuovamente a mercato fino al secondo target.
Ditemi la vostra qua sotto nei commenti, su cosa state facendo e cosa fareste su questo cross.
>> Lasciatemi un like se volete altre analisi e idee di trading 👍🏼
>> Scrivetemi nei commenti qual è la vostra idea, se avete dubbi o domande 💬
EURAUD >> Testa Spalla H4 // Bisogno di Ritracciamento su WKLYBuongiorno Ichimokers,
Già la settimana scorsa vi avevo proposto questa analisi (che vi metto qua sotto), ma dato che l'ordine è scattato solo adesso, e che in una settimana cambiano tante cose, ho deciso di rifarla, anche per una mia chiarezza mentale.
Partiamo dal settimanale , il grafico che potete vedere in copertina, dove ciò che vedo adesso è un trend rialzista , in f ase rialzista , che attualmente sta combattendo contro due resistenza importanti , che mi fanno pensare che i prezzi avranno bisogno di un ritracciamento .
Analizzando l'ultima candela è chiaro che i prezzi abbiamo provato a venire giù, ma che in un certo senso la discesa non è riuscita:
Traccio il supporto più vicino a noi, e mi rendo conto che di fatto i prezzi l'hanno toccato , d'altra parte mi chiedo se sia stato abbastanza come ritracciamento :
Ed effettivamente inserendo Fibonacci mi rendo conto che questo supporto non rappresenta nemmeno il 23.6% o il 38.2% (zona a cui vorrei puntare:
Inserendo Ichimoku vedo che non c'è equilibrio , e trovo molto interessante che la Kijun corrisponda al 23.6% , mi da una confluenza di target :
Passando al giornaliero , vedo più nel dettaglio il movimento, e noto che la zona di supporto settimanale è comunque una zona molto importante, non da sottovalutare:
Ichimoku mi mostra la rottura della Kijun e della Tenkan e l'attuale retest :
Passando ad H4 trovo finalmente il testa spalle , nonché il segnale ribassista che cercavo:
Con la neckline vicinissima alla Kijun giornaliera :
L'operazione che farò sarà molto semplice:
Entrata sul retest della Neckline , stop sulla spalla destra e target sulla Kijun settimanale + 23.6% di Fibonacci , con particolare attenzione alla zona di supporto.
Una volta arrivata da quelle parti, se succederà, valuterò eventuali rallentamenti delle candele e pattern del prezzo per riprendere il long.
Cosa ne pensate di questa operazione? Voi cosa fareste?
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>> Scrivimi nei commenti qual è la tua idea 💬