2- Come scelgo i titoli da seguireTema molto vasto, spero di riuscire a mettere gli argomenti in ordine
--Cosa cercare?--
Quando si cerca qualcosa (non solo nel trading ma in ogni ambito) la base di partenza è definire bene di cosa si ha bisogno perché questo evita di perdere tempo nella ricerca o di ritrovarsi con qualcosa di sbagliato
Bisogna avere chiaro che titolo si vuole cercare in base al proprio modo di fare trading o di investire, qualche esempio per spiegare meglio:
-Se voglio un titolo da comprare e "lasciare lì" bisogna indirizzarsi su qualcosa che tendenzialmente sale sempre anche se poco alla volta tipo un ETF Sp500 oppure una azione assicurativa
-Se cerco qualcosa di più dinamico bisogna indirizzarsi sui settori su cui c'è maggiore hype, tipo l'IA attualmente o gli EV un paio di anni fa
-Se preferiamo lo short bisogna cercare titoli con un alto PE e che magari hanno corso tanto (troppo) per qualche rumors/aspettativa
Questo per dire che non c'è titolo bello o brutto ma tutto dipende da cosa interessa al singolo trader
Ogni azione ha delle proprie caratteristiche (che sono tantissime) cerco quindi di andare a identificare quelle principali a cui do maggiore peso
--Caratteristiche dei titoli: 1- Business e settore di appartenenza--
Le caratteristiche più importanti di tutte, secondo me, sono il business ed il settore di appartenenza
Quello che produce o vende l'azienda è in assoluto la prima cosa che valuto nella analisi di un titolo, leggo bene la descrizione dell'azienda.. mi chiedo se c'è tanta richiesta per quel servizio/prodotto e soprattutto se in futuro ce ne potrebbe essere di più o di meno
E' poi importante capire se l'azienda è un leader per i suoi prodotti/servizi ed eventualmente quali sono i principali concorrenti
Raramente una azione si muove da sola (cosa che succede per lo più in seguito a notizie specifiche o trimestrali)
Molto più spesso un titolo si muove insieme a tutto il proprio settore e quindi è importante capire a che gruppo appartiene per poter valutare come verrà influenzato, alcuni esempi
Quello più attuale.. la corsa a fornire i nuovi servizi IA richiede datacenter, elettricità e server quindi tutti questi settori sono in forte crescita come pure le azioni che vi appartengono
Se un nuovo conflitto inizia e a beneficiarne sono i titoli della difesa e dei droni perché molte delle armi sono usa e getta (missili, droni, munizioni) e quindi vanno continuamente rifornite
Oppure, in ambito inverso, se si prevede un aumento dei tassi i settori che fanno maggiore ricorso al debito saranno più penalizzati tipo l'edilizia
Nel settore farmaceutico invece c'è spesso una eccezione, quando arriva una buona notizia per lo sviluppo di un farmaco le concorrenti dirette scendono
Il settore di appartenenza può portare inoltre una certa stagionalità, ad esempio i titoli del lusso tendono a salire vicino a Natale
In sostanza penso che prima di scegliere una azione bisogna scegliere bene il settore in cui cercarla perché avrà una influenza grandissima sull'andamento futuro del titolo
--Caratteristiche dei titoli: 2- Capitalizzazione --
Al secondo posto come importanza per me c'è la dimensione dell'azienda
In uno stesso settore ci sono sempre aziende di dimensioni diverse, si va dai "colossi" alle "startup"
I colossi aiutano a individuare la direzione del settore e spesso fanno da portabandiera, esempio Nvidia per i semiconduttori oppure Hermes per il lusso
La dimensione della azienda porta con se un altro fattore importante, la liquidità
Con i "colossi" c'è molto più scambio di azioni e quindi lo spread nel book è molto minore che quello di una mid o small cap (sarebbe la differenza del prezzo di chi vende e chi compra)
Altro fattore importante è che sui grossi titoli ci sono più istituzionali (banche, fondi e simili) e questo porta ad un movimento di prezzo più prevedibile grazie allo studio dei volumi
Le grosse aziende tendono inoltre ad avere un movimento di prezzo più graduale con volatilità minore perché sono richieste migliaia/milioni di azioni per spostare il prezzo in una direzione
La caratteristica principale delle small/mid cap invece sta proprio nella elevata volatilità, possono facilmente fare movimenti giornalieri del 6-10% che comportano guadagni (o perdite) rapidi
--Caratteristiche dei titoli: 3- Valutazione attuale--
Terzo posto nelle cose che guardo è il prezzo attuale
Tutte le azioni oscillano nel tempo ed è importante capire se ci troviamo in un momento di sovra-valutazione o sotto-valutazione
Difficilmente una azione sale o scende sempre (qualche eccezione qui c'è ahaha), in generale si passa da periodi in cui l'interesse è maggiore a quelli in cui viene ignorata dal mercato
Qui guardo principalmente l'andamento del grafico, l'andamento del fatturato ed il PE attuale (o il Forward P/E come va di moda adesso)
Se entro long con un titolo che si aggira sui massimi la probabilità di portare a casa un buon +30% è bassa (però ci sono molti fattori da considerare, ne parlerò in futuro)
Al contrario entrare sui minimi apre la strada a gain devastanti come un raddoppio, prendo l'esempio del settore SW SaaS che è stato venduto pesantemente solo per "paura" che verrà sostituito dalla IA (lavoro nel settore e so benissimo che questa è una assurdità totale).
I titoli spesso sono accompagnati dalle raccomandazioni *rating* degli "esperti", io con il tempo ho smesso di guardarle perché mi sono fatto l'idea che vengono usate solo per manipolare la quotazione a vantaggio esclusivo della banca/broker
--Caratteristiche dei titoli: 4- Andamento storico --
L'andamento storico guardando il grafico è molto importante per me anche se è vicino parente del punto precedente, lo metterei al quarto posto
La prima cosa che guardo è "come si muove" sul grafico mensile; se ha un movimento crescente, discendente o laterale
Poi osservo l'andamento del fatturato e delle trimestrali negli anni passati
Quello che cerco di capire in questa fase è se si tratta di una azienda in crescita oppure in calo (le aziende con vendite in calo tipo Nike le escludo e passo oltre)
Alcune figure del grafico poi mi portano ad escludere a priori un titolo, quando vedo il grafico a panettone o a pino in genere passo ad altro
Si tratta di figure legate a bolle speculative passate, mi viene in mente PayPal oppure NIO o Enphase. BlackBerry potrebbe essere una eccezione ma solo perché ha trasformato il proprio business
--- La mia ricerca ---
Ci sono vari modi con cui vado a cercare i titoli da aggiungere alle mie watchlist
1) Il principale è certamente leggere le notizie e gli articoli:
Quando ho tempo mi piace tenermi aggiornato sulle novità e in particolare sulla tecnologia
Ad esempio, avevo letto che gli USA erano rimasti indietro rispetto a Cina e Russia negli investimenti spaziali e che avrebbero dovuto stanziare molti fondi per recuperare il divario. Questo mi ha portato ad approfondire e quindi indirizzarmi su JEDI (ETF) e su altri titoli spaziali con cui ho fatto ottimi gain
A volte leggo le notizie associate ai titoli che seguo (su TW Inglese) e questo mi porta a scoprire concorrenti interessanti e aziende dello stesso settore
Anche le notizie generiche che si sentono al TG possono essere utili se si riflette, un esempio:
Si sente tanto degli attacchi di droni.. quindi mi sono chiesto: chi sono i principali produttori visto che ne vengono distrutti tantissimi? Chi vende o produce le infrastrutture per guidarli (GPS, software, aziende) Chi produce le difese che sono sempre più vitali? A ognuna di queste domande segue una ricerca (che ormai con IA è facile) e quindi dei nomi da mettere in watchlist
Per le notizie che ascolto mi chiedo spesso: "chi ci guadagna e chi ci perde da questa situazione?"
Per dirne un'altra due anni fa avevo sentito parlare del farmaco per l'obesità: si diceva che la richiesta era molto superiore alla capacità produttiva… questo mi ha portato ad approfondire e poi ad investire su Eli Lilly e Novo facendo super gain
Altro esempio: tra un po' arriveranno in massa i Robotaxy e le auto a guida autonoma… chi produce HW e software necessario? (la risposta giusta potrebbe essere premiata con gain devastanti)
Riassumendo penso che se si è attenti a tutto quello che ci circonda ogni giorno potremmo cogliere ottime occasioni di guadagno o investimento!
2) La comunità TradingView:
Ci sono migliaia (milioni) di titoli ed è impensabile poterli guardare tutti quindi col tempo ho selezionato altri trader che operano in modo simile al mio e leggo i loro post e le loro idee
Poi mi guardo il grafico e faccio le mie valutazioni ma questo aiuta a risparmiare tempo e scoprire titoli nuovi
In alcuni casi altri trader mi indicano in chat qualche titolo che ritengono buono oppure mi chiedono consigli su azioni che non conosco e mi fanno scoprire occasioni interessanti
3) App che evidenzia i titoli caldi (non so se posso citarla.. basta cercare)
Da un paio di mesi uso questa app che mette in evidenza i titoli su cui c'è più volume di messaggi scambiati
Questo mi aiuta a intercettare quelle azioni su cui c'è un elevato hype
Inoltre la newsletter mi fornisce un riassunto a fine giornata con alcuni chiarimenti su quello che è successo e su cosa lo ha scatenato
4) Screening
Lo uso poco ma ogni tanto faccio una ricerca dei titoli con volumi in aumento per vedere dove stanno andando gli investitori
-- Le mie watchlist--
I titoli che superano la selezione vengono poi messi in watchlist
Ho una watchlist principale che contiene i titoli in portafoglio e quelli "hot" che hanno un setup che potrebbe attivarsi entro breve termine
Gli altri li metto in altre watchlist di consultazione che suddivido per paese (USA, Italia, Germania)
All'interno di ognuna di queste creo delle sezioni in cui suddivido i titoli per settore di appartenenza ordinati per capitalizzazione, mettendo in alto le big e in basso le small cap
Potrebbe esserci ancora qualcosa da scrivere ma ormai ho raggiunto una lunghezza esagerata, nel caso di dubbi mettete pure la domanda nei commenti
Se anche questo articolo verrà apprezzato procederò con il prossimo:
"3- Come decido i miei ingressi "
Grazie a tutti per il tempo dedicato
Balinor
Mercato ETF
long XDER da 24,11 no stoplong XDER da 24,11 no stop, presi 22pezzi perchè ben seduto su medie settimanali e mensili e in un contesto di tassi in ribasso e di necessaria rotazione da altri asset potrebbe parzialmente beneficiarne, posizione tattica perchè abbiamo già rewld e questo non distribuisce div, target ambizioso, ma la buona notizia è che sono entrambi zero commissioni su fineco.
Oltre l'analisi figliadiunarotazioneminoregrafica!
Olè!
SPY, l'ETF sull'S&P 500 a 0,19% dal massimo storicoANALISI TECNICA SPY: IL PREZZO ROMPE SOPRA LA CONGESTIONE E CHIUDE SUL NUOVO MASSIMO STORICO
Seduta del 13 agosto 2026 — SPY, l'ETF sull'S&P 500
Il paniere ha guadagnato lo 0,70% e ha chiuso a 777,88, cioè a 0,19% dal massimo storico di 779,37 che ha toccato in giornata. Il fatto tecnico è la rottura: martedì il prezzo stava dentro la fascia di congestione fra 772,26 e 774,26, ieri l'ha superata in chiusura e ci è uscito sopra. Ieri scrivevo che una rottura con il volume in acquisto al 33,43% non sarebbe stata credibile. È arrivata con il 71,67%.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto. I prezzi alla produzione americani di luglio sono usciti più deboli del previsto, spinti verso il basso da energia e alimentari, e hanno rafforzato le attese di un taglio della Fed a settembre. È la seconda lettura sull'inflazione in tre giorni e va nella stessa direzione della prima: il mercato ha smesso di temere la parte lunga della curva. Il dollaro (TVC:DXY) è tornato sotto quota cento dopo un rimbalzo infragiornaliero.
• Il seguito sul prezzo. L'intervallo di giornata è stato di 5,26 punti, cioè lo 0,68%, contro un'oscillazione tipica di 7,90 punti: l'indice ha fatto il proprio record muovendosi due terzi del normale. Il volume in acquisto è salito al 71,67% dal 33,43% di martedì, più che raddoppiato in una seduta. Questa combinazione — escursione contenuta e pressione in acquisto molto sopra la media — è la firma di una rottura ordinata, dove chi compra assorbe l'offerta senza doverla rincorrere.
• Il contorno di mercato. Il tema della giornata è stato il software per l'intelligenza artificiale: Salesforce (BATS:CRM) più 4,16% dopo la promozione di JPMorgan a Overweight, Palantir (BATS:PLTR) più 4,66%, AppLovin (BATS:APP) più 2,93%, Oracle (BATS:ORCL) più 1,92%, ServiceNow (BATS:NOW) più 1,85%, Snowflake (BATS:SNOW) più 1,54%. Dall'altra parte, chi vende componenti ha pagato: Cisco (BATS:CSCO) meno 8,40% pur avendo battuto le stime su ricavi, utile e previsioni, perché il margine lordo è sceso al 66,3% dal 68,4% per il costo della memoria destinata all'hardware per il calcolo. Dopo la chiusura Applied Materials (BATS:AMAT) ha pubblicato un trimestre record — ricavi più 24,8% sull'anno, quinto risultato di fila sopra le attese — e ha ceduto il 2,48%. Le grandi capitalizzazioni si sono mosse poco: Microsoft (BATS:MSFT) più 0,90%, Alphabet (BATS:GOOGL) più 0,82%, Nvidia (BATS:NVDA) più 0,54%, Broadcom (BATS:AVGO) più 0,43%, Amazon (BATS:AMZN) meno 0,80%; sopra il branco solo Meta (BATS:META) con più 2,78%. Un indice che segna il massimo storico mentre le sue prime capitalizzazioni si muovono sotto il punto percentuale è un indice largo: il rialzo di ieri l'hanno fatto le seconde file.
• Dove sta il mio modello su quei nomi. Sul lato lungo sono su Snowflake dall'undicesima settimana con più 95,92%, su Salesforce con più 9,43%, su Microsoft con più 6,92%, su Palantir con più 4,07% e su ServiceNow con più 1,90%; su Amazon perdo il 2,37%. Sul lato corto sono su AppLovin con più 34,46%, su Oracle con più 15,23%, su Netflix (BATS:NFLX) con più 15,01% e su Alphabet con più 3,70% — tutte e quattro posizioni in guadagno su titoli che ieri sono saliti, il che significa che stanno restituendo terreno.
• Macro e settore. Il quadro di stress è il più disteso da metà luglio: volatilità azionaria (CBOE:VIX) giù del 22,1% sulle quattro settimane e in calo da quattro settimane di fila, volatilità obbligazionaria (TVC:MOVE) giù del 4% in una seduta, spread BTP-Bund (TVC:BTPBUND) più stretto dell'1,9%, rischio di coda (CBOE:SKEW) meno 1,6%, dollaro e noli marittimi (INDEX:BDI) senza storia. L'oro (OANDA:XAUUSD) si è preso un ritracciamento dell'1,3% dopo aver sfiorato il massimo di due mesi, restando avanti dell'8,3% sull'arco a quattro settimane; il greggio (NYMEX:CL1!) ha ceduto il 2,4%. La partecipazione del mercato (BPSPX) è salita dell'8,7% in una settimana ed è la conferma numerica di quello che il record dice a parole. Sui settori la giornata ha premiato comunicazioni (AMEX:XLC) più 2,07%, immobiliare (AMEX:XLRE) più 1,42%, consumo difensivo (AMEX:XLP) più 1,08% e tecnologia più 1,01%; in coda materiali (AMEX:XLB) meno 0,51% con sanità (AMEX:XLV) e industriali (AMEX:XLI) fermi. In Europa il quadro è più piatto, con la tecnologia (XETR:EXV3) a più 0,43% e le risorse di base (XETR:EXV6) a meno 2,35%.
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ANALISI TECNICA
• Il settimanale. Il segnale di acquisto è attivo dal 6 aprile 2026, siamo alla diciottesima settimana e il guadagno dal livello di partenza è del 14,49%. Il Punto di Inversione settimanale — il livello che per il mio modello decide se il trade esiste ancora — si è alzato a 752,56 e continua a salire di settimana in settimana. Tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state raggiunte: la prima a 745,64 alla sesta settimana, la seconda a 728,99 all'undicesima, la terza a 773,26 alla diciassettesima. Un trade che ha incassato tutto quello che aveva da incassare è governato solo dal trailing stop.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — quello che nel mio sistema chiamo IQS, l'indice che misura in che fase si trova la struttura, da compressa a tesa — sta a 68,7. La Forza del Segnale, che misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e non la sua sicurezza, è al 7%. Le due letture dicono la stessa cosa da angoli diversi: la struttura è avanti nel proprio ciclo e la spinta che l'ha portata fin qui si è quasi esaurita. Forza bassa significa ampiezza ridotta rispetto ai primi mesi, e nulla di più.
• La foto del giorno. Indicatore di forza relativa a 67,36 sul giornaliero e 68,13 sul settimanale: entrambi hanno superato la soglia dei 65 oltre la quale, di solito, smetto di aggiungere. L'indice di direzione ADX sta a 23,24 sul giornaliero contro 14,33 sul settimanale, quindi esiste un trend di breve dentro un fondo che resta debole. Il dettaglio che tengo d'occhio è il flusso di denaro: sul settimanale il CMF è a 0,235 contro una media di 0,157, quindi il denaro entra; sul giornaliero è a 0,0003 contro una media di 0,050, cioè esattamente a zero nel giorno del massimo storico. La volatilità storica corta a 12,85 contro la lunga a 14,74 completa il quadro di un mercato che sale muovendosi meno del proprio passato recente.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La No Trade Zone del mio modello va da 772,26 a 774,26, e il prezzo ne è uscito sopra: a 777,88 sta lo 0,47% oltre il tetto. Da fascia di congestione la zona è diventata cuscinetto, e questa è la differenza sostanziale rispetto alle ultime cinque sedute. Finché il prezzo resta sopra 774,26 in chiusura, la rottura regge.
Resistenze:
• 779,37 — massimo storico, che coincide con il massimo delle ultime sette sedute, a più 0,19%. È attaccato al prezzo: la chiusura di ieri sta a un passo dal proprio record.
• 785,19 — banda superiore di Bollinger giornaliera, a più 0,94%. È il primo vero freno tecnico sopra il record.
• 790,32 — banda superiore di Bollinger settimanale, a più 1,60%.
Supporti:
• 777,12 — VWAP giornaliero, a meno 0,10%. Il prezzo medio ponderato della seduta è appena sotto la chiusura: chi ha comprato ieri è mediamente in pari.
• 774,26 — tetto della No Trade Zone, a meno 0,47%. È il livello che convalida o annulla la rottura.
• 772,26 — pavimento della zona, a meno 0,72%.
• 769,18 — Punto di Inversione giornaliero, a meno 1,12%. Il primo livello che, ceduto in chiusura, cambia la lettura di breve.
• 767,46 — minimo delle ultime sette sedute, a meno 1,34%.
• 764,09 — linea di conversione di Ichimoku, a meno 1,77%.
• 759,95 — media mobile a 20 giorni, a meno 2,30%.
• 754,54 e 754,24 — banda centrale di Bollinger e linea base di Ichimoku, a meno 3,00% e meno 3,04%.
• 752,56 — Punto di Inversione settimanale, a meno 3,26%. È il giudice del trade: finché il prezzo chiude sopra, il segnale di acquisto è vivo.
• 748,69 — media mobile a 50 giorni, a meno 3,75%.
La geometria racconta un rischio asimmetrico. Sopra il prezzo ci sono tre riferimenti in poco più di un punto e mezzo percentuale, e oltre il record non c'è nulla di storico su cui il prezzo possa inciampare. Sotto, fra il meno 1,1% e il meno 3,8%, si addensano otto livelli diversi: Punto di Inversione giornaliero, minimo di periodo, due medie mobili, entrambe le linee di Ichimoku, la banda centrale di Bollinger e il Punto di Inversione settimanale. Una gamba al ribasso, se parte, incontra molta più struttura di quanta ne incontri una gamba al rialzo.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla diciottesima settimana, ingresso area 679,46, più 14,49% a oggi
• Target — tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state raggiunte: la prima a 745,64 alla sesta settimana, la seconda a 728,99 all'undicesima, la terza a 773,26 alla diciassettesima. I gate temporali del sistema sono scaduti e non ci sono più obiettivi davanti da pubblicare. Da qui in avanti comanda soltanto il trailing stop.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 752,56: meno 3,26% dai corsi. Sta oltre il 10% sopra il prezzo d'ingresso, quindi il trade è al riparo da mesi.
• Stop al pareggio, in alternativa — area 679,46, il prezzo d'ingresso: meno 12,65% dai corsi. Va letto nel verso giusto: su un trade in guadagno da diciotto settimane il pareggio concede molto più respiro, mentre chi vuole difendere il risultato usa il Punto di Inversione, che è quasi quattro volte più stretto.
• Rapporto rischio/rendimento — con i target tutti presi e lo stop a meno 3,26%, aggiungere qui significa rischiare un livello certo per un obiettivo che il sistema non pubblica più.
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• Il lato short esiste in ogni analisi del mio modello, perché guardo sempre entrambi i lati. L'ingresso short coincide con il Punto di Inversione del long: lo short parte dove muore il long.
• Il trigger va ancorato al Punto di Inversione fresco, 752,56, mentre l'ultima analisi settimanale lo congelava a 740,70. Il livello si è alzato di quasi dodici punti da allora, quindi il valore vecchio farebbe aspettare un movimento che il sistema non aspetta più.
• Gli obiettivi ribassisti pubblicati nell'ultima analisi stanno a 715,62 e 708,60, con protezioni a 764,77 e 768,79. Vengono da livelli congelati e li riporto come riferimento storico.
NO TRADE ZONE — 772,26 / 774,26
• Il prezzo è SOPRA la zona dello 0,47%, dopo esserne uscito ieri in chiusura. Da qui la fascia lavora come cuscinetto: è il primo posto dove un ritracciamento può fermarsi senza intaccare la lettura. Un rientro dentro la zona in chiusura annullerebbe la rottura e riporterebbe l'indice nella congestione da cui è appena uscito.
Ingresso ideale
• Al rialzo: la rottura è già avvenuta e con il volume giusto, quindi chi la voleva l'ha avuta ieri. Per chi entra oggi, la conferma è una seconda chiusura sopra 779,37, cioè sopra il record, con il volume in acquisto che resta sopra il 50%.
• Al ribasso, per chi cerca un ritracciamento: il ritorno in area 774,26 — il tetto della zona diventato supporto — è il punto tecnicamente più pulito. Sotto, 769,18 resta il primo livello che cambia davvero la lettura di breve.
• Per lo swing trading vale un promemoria di price action: un superamento che arriva con escursione ridotta e volume alto tende a proseguire, ma il primo test del livello rotto arriva quasi sempre, e arriva presto. Comprare il record senza aver pianificato dove si sbaglia è la parte facile dell'operazione.
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CONFRONTO CON IL NASDAQ
Ieri il Nasdaq ha corso di più: QQQ più 1,16% contro il più 0,70% dell'S&P, quasi il doppio. La ragione sta nella composizione. SPY pesa il 32,91% in tecnologia e il 12,59% in finanziari; QQQ il 50,54% in tecnologia, il 16,06% in comunicazioni e appena lo 0,24% in finanziari. In una giornata in cui comunicazioni e tecnologia sono stati i due comparti migliori e i finanziari hanno aggiunto solo lo 0,59%, quello scarto di pesi vale esattamente il mezzo punto di differenza.
Il confronto più interessante è però un altro, e riguarda la distanza dal proprio record. L'S&P ha chiuso a 0,19% dal massimo storico e in giornata lo ha toccato; il Nasdaq ha il proprio massimo storico ancora il 2,26% sopra i corsi. Il paniere che ieri ha corso di più è quello che ha ancora due punti di strada da recuperare, e sul mio modello ha anche il segnale settimanale che si sta rovesciando in acquisto proprio sulla candela in corso, dopo tre settimane di vendita. Su SPY il segnale di acquisto non si è mai interrotto da aprile. I due panieri stanno tornando a dire la stessa cosa, e la convergenza si completa con la chiusura settimanale di oggi.
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NOTA DI METODO
Il mio modello classifica la struttura di SPY come scenario ribassista al 93%. Su un indice questo non significa che io mi aspetti un calo: significa che la struttura è matura ed estesa, cioè che il movimento è avanti nel proprio ciclo. La direzione vera la dà il segnale corrente, che è di acquisto e lo è da diciotto settimane. Lo scenario misura quanto è avanzato il viaggio, il segnale dice in che verso si sta camminando: confonderli è l'errore più comune che vedo fare con questa lettura.
Un'osservazione sul contesto. Il record di ieri è arrivato con la partecipazione del mercato in crescita da tre settimane, e questo lo rende più solido di un massimo costruito da quattro titoli. Resta il dettaglio del flusso giornaliero a zero nel giorno del record, che da solo non decide nulla ma che nelle prossime sedute va guardato: se il prezzo continua a salire mentre il denaro di giornata resta piatto, la rottura diventa una faccenda di posizionamento più che di convinzione.
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Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento, e non costituisce una raccomandazione personalizzata. L'attività sui mercati comporta rischi elevati, con possibili perdite significative del capitale. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
Spy Etf sull'S&P 500 - Analisi tecnica del 12 agosto 2026ANALISI TECNICA SPY: IL PREZZO RIENTRA NELLA ZONA DI CONGESTIONE E L'INFLAZIONE NON ROMPE NULLA
Seduta del 12 agosto 2026 — SPY, l'ETF sull'S&P 500
Il paniere ha guadagnato lo 0,25% ed è tornato a meno 0,56% dal proprio massimo storico. Il fatto tecnico sta altrove: martedì il prezzo era uscito sotto la fascia di congestione fra 772,26 e 774,26, ieri ci è rientrato chiudendo a 772,49, cioè appena dentro. In mezzo c'è stato il dato sull'inflazione americana, che era l'evento su cui tutti aspettavano una rottura, e la rottura non è arrivata da nessuna delle due parti.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto. L'inflazione americana di luglio ha rispettato le attese: più 0,1% sul mese, più 0,2% la componente di fondo, 3,4% e 2,5% sull'anno, entrambe in calo di un decimo rispetto a giugno. Il mercato ha abbassato al 38%, dal 48% del giorno prima e dal 70% di un mese fa, le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre. Il decennale americano è sceso per la seconda seduta consecutiva verso il 4,68% e il dollaro (TVC:DXY) si è indebolito. Non è una lettura ricavata dal grafico: è il motivo per cui ieri il denaro è tornato dove stava prima di luglio.
• Il seguito sul prezzo. L'intervallo di giornata è stato di 3,62 punti su un valore di 772, cioè lo 0,47%, contro un'oscillazione tipica di 7,98 punti: l'indice ha respirato meno della metà del normale nel giorno del dato più atteso del mese. Il volume in acquisto è risalito al 33,43% dal 25,14% di martedì, quindi la pressione in vendita si è allentata senza rovesciarsi. Un indice che nel giorno dell'inflazione si muove per meno di mezzo punto percentuale e chiude esattamente sul bordo inferiore della propria congestione non ha deciso niente: ha rinviato.
• Il contorno di mercato. Wall Street ha chiuso mista con il Nasdaq davanti, e sotto la superficie il tema è stato uno solo, l'infrastruttura per il calcolo. CoreWeave (BATS:CRWV) più 19,28% dopo ricavi più che raddoppiati e previsioni alzate, Nebius (BATS:NBIS) più 34,14%, Super Micro (BATS:SMCI) più 19,02%, Dell (BATS:DELL) più 9,87%, IREN (BATS:IREN) più 9,86%, Credo Technology (BATS:CRDO) più 8,26%, Arista Networks (BATS:ANET) più 6,39%. Cisco (BATS:CSCO) ha aggiunto il 2,86% in seduta dopo un trimestre record con ordini per l'intelligenza artificiale quadruplicati, salvo cedere circa il 4,6% dopo la chiusura sull'attesa dei margini. Fuori dal tema, Oracle (BATS:ORCL) più 5,36% e Nvidia (BATS:NVDA) più 3,03%; in calo Alphabet (BATS:GOOGL), ancora appesantita dall'uscita del proprio responsabile scientifico e dai timori sugli investimenti, Meta (BATS:META) meno 3,38%, Microsoft (BATS:MSFT) meno 2,26% e MercadoLibre (BATS:MELI) meno 5,76%, quest'ultima trascinata dal Brasile.
• Macro e settore. Il quadro di stress si è alleggerito in blocco dopo il dato: volatilità azionaria (CBOE:VIX) giù del 4,8% nella seduta e del 22,5% sulle quattro settimane, volatilità obbligazionaria (TVC:MOVE) giù del 7,5% in un giorno — ed era l'unica misura di tensione che stava salendo — spread BTP-Bund (TVC:BTPBUND) più stretto del 3,1%, rischio di coda (CBOE:SKEW) e dollaro sostanzialmente fermi. L'unico che continua per conto suo è l'oro (OANDA:XAUUSD), più 0,8% e in area record, con un guadagno del 9,7% sull'arco a quattro settimane: sale mentre la paura scende, quindi lo si sta comprando contro i tassi reali. Il greggio (NYMEX:CL1!) resta più alto del 6,5% in settimana. Sui settori la giornata premia la tecnologia americana (AMEX:XLK) più 1,49%, l'immobiliare (AMEX:XLRE) più 0,93% e le utility (AMEX:XLU) più 0,48%; scendono materiali (AMEX:XLB) meno 1,24%, consumo discrezionale (AMEX:XLY) meno 1,13% e comunicazioni (AMEX:XLC) meno 0,90%. In Europa la tecnologia (XETR:EXV3) ha invece perso lo 0,76%, e questa differenza conta: il movimento è nato dai conti di due società americane, quindi resta un fatto societario prima che di comparto.
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ANALISI TECNICA
• Il settimanale. Il segnale di acquisto è attivo dal 6 aprile 2026, quindi siamo alla diciottesima settimana, con un guadagno del 13,69% dal livello a cui è scattato. Il Punto di Inversione settimanale — il livello che per il mio modello decide se il trade esiste ancora — si è alzato a 750,36 e continua a trascinarsi dietro il prezzo da cinque settimane. Tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state raggiunte: la prima alla sesta settimana, la seconda all'undicesima, la terza alla diciassettesima. Un trade che ha incassato tutto quello che aveva da incassare è governato solo dal trailing stop.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — quello che chiamo IQS, l'indice che misura in che fase si trova la struttura, da compressa a tesa — sta a 68,7. La Forza del Segnale, che misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e non la sua sicurezza, è al 7%. Le due letture dicono la stessa cosa da angoli diversi: la struttura è matura e la spinta che l'ha portata fin qui si è quasi esaurita. Forza bassa significa che il movimento ha perso l'ampiezza dei primi mesi, e nulla di più.
• La foto del giorno. Indicatore di forza relativa a 64,44 sul giornaliero e 66,80 sul settimanale, in risalita rispetto a martedì da entrambe le parti ma ancora sotto la soglia dove di solito mi fermo. L'indice di direzione ADX a 22,70 sul giornaliero contro 14,21 sul settimanale: c'è un trend di breve, non c'è un trend di fondo forte. Il flusso di denaro CMF resta spaccato — sul settimanale è a 0,204 contro una media di 0,150, quindi il denaro entra; sul giornaliero è a meno 0,023 contro una media positiva, quindi nella settimana in corso sta uscendo. È la stessa frattura di martedì, un po' meno profonda: distribuzione ordinata dentro un trend che regge.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La No Trade Zone del mio modello va da 772,26 a 774,26, e il prezzo ci è appena rientrato dal basso, a 772,49, cioè a 23 centesimi dal pavimento. Dentro la zona il sistema non propone ingressi: è congestione, e ogni movimento al suo interno è rumore fino a che uno dei due bordi non cede in chiusura. La differenza rispetto a martedì è che il pavimento è tornato a fare da pavimento.
Resistenze:
• 772,89 — VWAP giornaliero, a più 0,05%. Il prezzo medio ponderato della seduta è appena sopra la chiusura.
• 774,26 — tetto della No Trade Zone, a più 0,23%. È il primo livello che, superato in chiusura, riapre il rialzo.
• 776,85 — massimo storico, che coincide con il massimo delle ultime sette sedute, a più 0,56%.
• 781,92 — banda superiore di Bollinger giornaliera, a più 1,22%.
Supporti:
• 772,26 — pavimento della No Trade Zone, a meno 0,03%. È attaccato al prezzo: la chiusura di ieri è praticamente sul bordo.
• 765,38 — Punto di Inversione giornaliero, a meno 0,92%. Il primo livello che, ceduto in chiusura, cambia la lettura di breve.
• 760,52 — minimo delle ultime sette sedute, a meno 1,55%.
• 758,06 — media mobile a 20 giorni, a meno 1,87%.
• 757,27 e 752,98 — linea di conversione e linea base della nuvola di Ichimoku, a meno 1,97% e meno 2,53%.
• 753,19 — banda centrale di Bollinger, a meno 2,50%.
• 750,36 — Punto di Inversione settimanale, a meno 2,86%. È il giudice del trade: finché il prezzo chiude sopra, il segnale di acquisto è vivo.
• 747,50 — media mobile a 50 giorni, a meno 3,23%.
La geometria è la stessa di martedì, letta dall'altro lato. Sopra il prezzo restano quattro riferimenti in poco più di un punto percentuale; sotto, fra il meno 1,5% e il meno 3,2%, si addensano minimo di periodo, due medie mobili, entrambe le linee di Ichimoku, la banda centrale di Bollinger e il Punto di Inversione settimanale. Il primo punto di discesa è vuoto, poi si entra in un cuscino di otto livelli in un punto e mezzo. È la ragione per cui una gamba al ribasso, se parte, tende a fermarsi presto.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla diciottesima settimana, ingresso area 679,46, più 13,69% a oggi
• Target — tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state raggiunte: la prima a 745,64 alla sesta settimana, la seconda a 728,99 all'undicesima, la terza a 773,26 alla diciassettesima. I gate temporali del sistema sono scaduti e non ci sono più obiettivi davanti da pubblicare. Da qui in avanti comanda soltanto il trailing stop.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 750,36: meno 2,86% dai corsi. Sta oltre il 10% sopra il prezzo d'ingresso, quindi il trade è al riparo da tempo.
• Stop al pareggio, in alternativa — area 679,46, il prezzo d'ingresso: meno 12,04% dai corsi. Da leggere nel verso giusto: su un trade in guadagno da diciotto settimane il pareggio non è la scelta più prudente, è quella che concede più respiro. Chi vuole difendere il risultato usa il Punto di Inversione, che è oltre quattro volte più stretto.
• Rapporto rischio/rendimento — con i target tutti presi e lo stop a meno 2,86%, aggiungere qui non paga: si rischia un livello certo per un obiettivo che il sistema non pubblica più.
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• Il lato short esiste in ogni analisi del mio modello, perché guardo sempre entrambi i lati. L'ingresso short coincide con il Punto di Inversione del long: lo short parte dove muore il long.
• Il trigger va ancorato al Punto di Inversione fresco, 750,36, mentre l'ultima analisi settimanale lo congelava a 740,70. In due settimane il livello si è alzato di quasi dieci punti, e usare il vecchio significa aspettare un movimento che il sistema non aspetta più.
• Gli obiettivi ribassisti pubblicati nell'ultima analisi stanno a 715,62 e 708,60, con protezioni a 764,77 e 768,79. Vengono da livelli congelati e li riporto come riferimento storico.
NO TRADE ZONE — 772,26 / 774,26
• Il prezzo è DENTRO la zona, rientrato dal basso dopo una sola seduta passata sotto. Finché resta qui il sistema non propone ingressi in nessuna delle due direzioni, e la price action va letta come congestione: massimi e minimi dentro una fascia larga due punti su 772 valgono lo 0,26% e non dicono nulla.
Ingresso ideale
• Al rialzo: chiusura sopra 774,26, poi rottura confermata sopra 776,85, con il volume in acquisto sopra il 50%. Ieri era al 33,43%, in miglioramento ma ancora lontano: è la ragione per cui una rottura oggi non sarebbe credibile.
• Al ribasso, per chi cerca un ritracciamento: ritorno in area 765,38, il Punto di Inversione giornaliero, che è il primo posto dove il prezzo può tornare senza che cambi niente della lettura settimanale. Sotto, la fascia 760-750 concentra otto riferimenti diversi.
• Per lo swing trading, oggi, questo strumento offre poco. Con il prezzo sul bordo della congestione, l'evento macro alle spalle e il volume in acquisto ancora sotto il 40%, l'attesa costa meno di qualunque posizione presa per il gusto di averne una.
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CONFRONTO CON IL NASDAQ
Ieri i due panieri si sono separati per la prima volta dopo una settimana passata a muoversi insieme: SPY più 0,25%, QQQ più 0,73%, cioè il Nasdaq ha fatto quasi il triplo. La ragione sta tutta nella composizione: SPY pesa il 32,91% in tecnologia e il 12,59% in finanziari, QQQ il 50,54% in tecnologia e lo 0,24% in finanziari. In una giornata in cui il comparto tecnologico americano guadagna l'1,49% e i finanziari appena lo 0,21%, quella differenza di pesi vale esattamente il mezzo punto di scarto.
C'è però una cosa più importante dei rendimenti. Su QQQ il mio segnale settimanale si è rovesciato in acquisto proprio sulla candela in corso, dopo tre settimane di vendita, mentre su SPY il segnale di acquisto non si è mai interrotto da aprile. I due panieri stanno tornando a dire la stessa cosa dopo un mese in cui dicevano cose opposte, e la convergenza si completa venerdì, se la chiusura settimanale conferma il flip.
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NOTA DI METODO
Il mio modello classifica la struttura di SPY come scenario ribassista. Su un indice questo non significa che io mi aspetti un calo: significa che la struttura è matura ed estesa, cioè che il movimento è avanti nel proprio ciclo. La direzione vera la dà il segnale corrente, che è di acquisto e lo è da diciotto settimane. È l'errore più comune che vedo fare con questa lettura: lo scenario misura quanto è avanzato il viaggio, il segnale dice in che verso si sta camminando.
Un'ultima osservazione sul contesto. Il dato sull'inflazione ha tolto pressione ai tassi, ma il greggio ha chiuso la sesta seduta consecutiva in rialzo e resta la variabile che può rimettere tutto in discussione al prossimo dato. Nel frattempo l'indice ha passato cinque delle ultime sei sedute dentro una fascia larga meno di un quarto di punto percentuale: la price action insegna che le congestioni lunghe si risolvono con movimenti ampi, e sa anche che il verso non è scritto da nessuna parte prima che accadano.
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Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento, e non costituisce una raccomandazione personalizzata. L'attività sui mercati comporta rischi elevati, con possibili perdite significative del capitale. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
Analisi tecnica QQQ, l'ETF sul Nasdaq dell'11 agosto 2026 ANALISI TECNICA QQQ: IL SEGNALE DI VENDITA DI QUATTRO SETTIMANE SI STA ROVESCIANDO SULLA CANDELA IN CORSO
Seduta dell'11 agosto 2026 — QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100
Il paniere ha perso lo 0,34% e resta a meno 4,03% dal proprio massimo storico. Il fatto operativo però non sta nella seduta: sulla candela settimanale in formazione il mio modello ha stampato un segnale di acquisto, dopo quattro settimane in cui il segnale dichiarato era di vendita. È provvisorio e si conferma solo alla chiusura di venerdì, ma è il primo capovolgimento su questo indice da metà luglio.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto. La quarta seduta consecutiva di rialzo del greggio (NYMEX:CL1!), causata dallo stallo sullo Stretto di Hormuz, ha riportato in gioco l'ipotesi di un rialzo dei tassi a settembre: decennale americano sopra il 4,7%, trentennale oltre il 5%. Per un paniere che pesa il 50,54% in tecnologia, i tassi non sono un dettaglio di contorno: sono la variabile che ne determina la valutazione.
• Il seguito sul prezzo. L'intervallo di giornata è stato di 7,85 punti su un valore di 718, cioè l'1,09%, contro un'oscillazione tipica di 13,73 punti: poco più della metà del normale. Il volume in acquisto si è fermato al 37,58%, sotto la parità ma sensibilmente meglio del 25,14% registrato dall'S&P 500 nella stessa seduta. È il primo indizio di una cosa che poi si ritrova ovunque in questa analisi: ieri il Nasdaq è stato venduto meno del mercato largo, non di più.
• La rotazione sotto la superficie. Il conto lo ha pagato Alphabet (BATS:GOOGL), meno 3,84% dopo la revisione al rialzo degli investimenti 2026 fino a 205 miliardi di dollari e un collocamento di debito da 25 miliardi: da sola vale una parte consistente della perdita del paniere. Accanto, Adobe (BATS:ADBE) meno 3,39%, Amazon (BATS:AMZN) meno 2,09%, Netflix (BATS:NFLX) meno 1,97%, Cisco (BATS:CSCO) meno 1,75%, Broadcom (BATS:AVGO) meno 1,50%, Apple (BATS:AAPL) meno 1,09%. Ma i semiconduttori hanno tenuto: Nvidia (BATS:NVDA) invariata a meno 0,02%, AMD (BATS:AMD) più 1,01%, Micron (BATS:MU) più 0,87%, Qualcomm (BATS:QCOM) più 0,31%, Texas Instruments (BATS:TXN) più 0,29%. E il tema dell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale è esploso su un fatto societario: Riot Platforms (BATS:RIOT) più 4,33% per un affitto ventennale di data center firmato con Anthropic, che ha trascinato TeraWulf (BATS:WULF) più 3,40%, IREN (BATS:IREN) più 2,61%, CoreWeave (BATS:CRWV) più 2,42% e Applied Digital (BATS:APLD) più 2,17%. In caduta libera AppLovin (BATS:APP) meno 5,99% su un'ondata di declassamenti e Datadog (BATS:DDOG) meno 5,37% in prosecuzione della debolezza post-trimestrale.
• Macro e settore. Un solo indicatore di stress si muove, ed è quello che pesa qui: la volatilità obbligazionaria (TVC:MOVE) è salita dell'8,2% in una settimana e del 3,3% nella sola giornata di ieri.
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ANALISI TECNICA
• Il settimanale. Il segnale di vendita è scattato nella settimana del 20 luglio, quindi siamo alla quarta, e da allora il prezzo è salito del 5,00% contro la posizione. Su questa candela in formazione, però, il modello ha stampato un segnale di acquisto e il Punto di Inversione settimanale è crollato da 720,64 a 684,18: quando il livello si sposta di trentasei punti in un colpo solo, è il modello che sta cambiando lato, non il prezzo che si è mosso. La lettura corretta è che il segnale di vendita si sta abortendo. Attenzione però: la candela chiude venerdì, e fino ad allora resta provvisorio.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — l'IQS, l'indice che misura in che fase si trova la struttura, da compressa a tesa — sta a 32,8, contro il 68,7 dell'S&P 500. La Forza del Segnale, che misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e non la sua sicurezza, è al 2%. Sono numeri bassi da entrambi i lati e vanno letti insieme al capovolgimento: una struttura compressa con la spinta a zero è la condizione tipica di chi ha finito una gamba e non ne ha ancora iniziata un'altra. Delle finestre di presa beneficio del sistema, la prima e la seconda sono state incassate, la terza a 752,65 non è mai stata raggiunta.
• La foto del giorno. Indicatore di forza relativa a 55,06 sul giornaliero e 59,53 sul settimanale: qui, a differenza dell'S&P 500, c'è ancora spazio davanti su entrambi gli orizzonti. L'indice di direzione ADX è a 18,27 sul giornaliero e 17,97 sul settimanale, cioè nessun trend dominante da nessuna parte. Il flusso di denaro CMF è a meno 0,001 sul giornaliero contro una media di 0,010, praticamente piatto, e a 0,141 sul settimanale contro una media di 0,147: sulla settimana il denaro c'è ma non accelera. Il prezzo, infine, sta appoggiato sulla linea superiore della nuvola di Ichimoku a 718,86, cioè letteralmente sul bordo della struttura.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La No Trade Zone del mio modello va da 721,06 a 728,54, e il prezzo è SOTTO, a 718,45, cioè a meno 0,36% dal pavimento. La zona è quindi un tetto da riconquistare, e questo è il compito immediato: senza rientrarci sopra, il capovolgimento del segnale settimanale resta un fatto tecnico senza conferma di prezzo.
Resistenze:
• 718,86 — linea superiore della nuvola di Ichimoku, a più 0,06%. Il prezzo ci è appoggiato sopra per sei centesimi di punto: è la soglia più fragile e più significativa della mappa.
• 719,10 — VWAP giornaliero, a più 0,09%.
• 721,06 — pavimento della No Trade Zone, a più 0,36%.
• 723,35 — massimo di ieri, a più 0,68%.
• 728,54 — tetto della No Trade Zone, che coincide con il massimo delle ultime sette sedute, a più 1,40%. È il livello che, superato in chiusura, dà sostanza al cambio di segnale.
• 735,34 — banda superiore di Bollinger giornaliera, a più 2,35%.
• 748,65 — massimo storico, a più 4,20%.
Supporti:
• 715,50 — minimo di ieri, a meno 0,41%.
• 708,28 — Punto di Inversione giornaliero, a meno 1,42%.
• 707,15 e 704,09 — medie mobili a 20 e a 50 giorni, a meno 1,57% e meno 2,00%. Sono vicinissime fra loro: due riferimenti in quattro decimi di punto.
• 700,92 e 700,73 — linea di conversione di Ichimoku e banda centrale di Bollinger, sovrapposte, a circa meno 2,45%.
• 697,09 — linea inferiore della nuvola di Ichimoku, a meno 2,97%. Sotto questa il prezzo entra dentro la nuvola e la struttura di medio cambia.
• 686,96 e 685,82 — media mobile a 100 giorni e minimo delle ultime sette sedute, a meno 4,38% e meno 4,54%.
• 684,18 — Punto di Inversione settimanale, a meno 4,77%. È il giudice del trade, e coincide quasi esattamente con la chiusura a cui era scattato il segnale di vendita del 20 luglio, 684,23.
Quest'ultima coincidenza merita una riga. Il livello che oggi decide il nuovo acquisto è lo stesso punto da cui era partita la vendita di quattro settimane fa: il mercato ha percorso un giro completo ed è tornato a chiedersi la stessa domanda, cinque punti percentuali più in alto.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — segnale di acquisto IN FORMAZIONE sulla candela settimanale, provvisorio fino alla chiusura di venerdì 14 agosto
• Stato. Non è un trade in essere e non ha ancora un ingresso da pubblicare, perché la candela che lo genera non è chiusa. Se venerdì il segnale regge, l'acquisto nasce con il Punto di Inversione a 684,18 come primo livello di riferimento.
• Target — con il segnale non ancora confermato, il sistema non pubblica finestre di presa beneficio nuove. Come riferimento storico, delle tre aree del ciclo precedente la prima a 738,31 è stata raggiunta alla sesta settimana e la seconda a 712,60 all'undicesima; la terza, a 752,65, non è mai stata toccata ed è l'unico obiettivo del sistema che su questo indice resti davanti, a più 4,76% dai corsi.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 684,18: meno 4,77% dai corsi. È largo, e la ragione è che si è appena spostato di trentasei punti: un livello nato ieri è per definizione lontano dal prezzo.
• Stop al pareggio — non applicabile: senza un ingresso confermato non esiste un pareggio da difendere. Chi entra prima della chiusura di venerdì sta anticipando il segnale e dovrebbe usare un livello proprio, non uno del sistema.
• Rapporto rischio/rendimento — con lo stop a meno 4,77% e l'unico obiettivo pubblicato a più 4,76%, il rapporto è circa uno a uno. Non è un profilo interessante, e va detto: è la ragione principale per cui aspettare venerdì costa poco.
SHORT — la vendita del 20 luglio, quarta settimana, in perdita del 5,00% e in fase di capovolgimento
• Qui lo short non è informazione di servizio come negli altri miei articoli: era il segnale dichiarato, ed è quello che sta cedendo. Chi lo seguiva ha il prezzo il 5,00% sopra la chiusura da cui era partito.
• L'ingresso short coincide con il Punto di Inversione del long — lo short parte dove muore il long — e quel livello è appena stato riportato a 684,18. Tradotto: la soglia che riaprirebbe la vendita è ora quasi il 5% sotto i corsi, cioè molto lontana.
• Non lo presento come scenario operativo e non aggiungerei su quel lato. Una vendita che ha corso contro per quattro settimane e a cui il modello ha appena tolto il livello non è una posizione da difendere.
NO TRADE ZONE — 721,06 / 728,54
• Il prezzo è SOTTO, a meno 0,36% dal pavimento. La zona lavora da tetto. Finché non rientra dentro in chiusura, il sistema non propone ingressi al rialzo, e il capovolgimento del segnale resta un fatto del modello senza avallo del prezzo.
Ingresso ideale
• Al rialzo, in due tempi: primo, rientro sopra 721,06 in chiusura, che riporta il prezzo dentro la zona; secondo, chiusura sopra 728,54, che è il massimo di periodo e il tetto della zona insieme. Il secondo passo è quello che vale, perché combacia con la conferma settimanale del venerdì.
• Al ribasso, per chi cerca un ritracciamento: area 708,28, il Punto di Inversione giornaliero, dove poco sotto arrivano anche le medie a 20 e 50 giorni. È il primo posto dove il prezzo può tornare senza smentire il capovolgimento in corso.
• Si sta fermi se il prezzo scivola sotto 697,09, la linea inferiore della nuvola: lì il segnale in formazione perde credibilità prima ancora di chiudere.
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CONFRONTO CON L'S&P 500
I due panieri ieri hanno perso quasi lo stesso, meno 0,34% QQQ e meno 0,32% SPY, e non potrebbero stare in due posizioni più diverse. SPY è a meno 0,81% dal proprio massimo storico, ha un segnale di acquisto alla diciottesima settimana e ha già incassato tutte e tre le finestre di presa beneficio: è un trade finito che vive di trailing stop. QQQ è a meno 4,03% dal suo, la terza finestra non l'ha mai vista, e il segnale sta cambiando lato proprio adesso.
La ragione sta nel paniere. QQQ pesa il 50,54% in tecnologia e lo 0,24% in finanziari; SPY il 32,91% e il 12,59%. Ieri l'energia ha guadagnato l'1,25% e le utility l'1,16%: in QQQ quelle due caselle valgono insieme il 2,20%, in SPY il 6,56%. Quando il denaro ruota verso i comparti difensivi e legati ai tassi, il Nasdaq non ha dove parcheggiarlo — ed è anche il motivo per cui, quando la rotazione si esaurisce, è il primo a rientrare.
C'è però un dato che va nella direzione opposta e vale la pena tenerlo a mente oggi: nella stessa seduta il volume in acquisto è stato del 37,58% su QQQ contro il 25,14% su SPY. Il paniere più esposto ai tassi è stato venduto meno del mercato largo, alla vigilia del dato sui prezzi. Non è una previsione, è un'asimmetria.
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NOTA DI METODO
Il mio modello classifica la struttura di QQQ come scenario ribassista al 98%. Su un indice questo non vuol dire che io mi aspetti un calo: vuol dire che la struttura è matura ed estesa, cioè avanti nel proprio ciclo. La direzione la dà il segnale corrente, che era di vendita e in questi giorni sta girando. Lo scenario misura quanto è avanzato il viaggio, il segnale dice in che verso si cammina: tenerli separati è la parte più importante di questa lettura.
Sul contesto, una cosa sola. Oggi pomeriggio esce l'inflazione americana di luglio, attesa intorno al più 3,4% annuo, ed è precisamente il dato da cui dipende il capovolgimento descritto qui sopra. Un'inflazione più alta delle attese rimette i tassi al centro e toglie ossigeno al segnale in formazione prima ancora che venerdì lo confermi; una più bassa gli dà la seconda gamba che oggi non ha. Un segnale provvisorio alla vigilia di un dato di questa portata non si anticipa: si aspetta che chiuda.
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Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento, e non costituisce una raccomandazione personalizzata. L'attività sui mercati comporta rischi elevati, con possibili perdite significative del capitale. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
Risk-On — Il Technology corre, ma XLY e XLC non confermano Nella rappresentazione grafica proposta possiamo osservare i rapporti di forza relativa dei tre settori tradizionalmente associati a una maggiore propensione al Risk-On: Technology (XLK), Consumer Discretionary (XLY) e Communication Services (XLC), tutti confrontati con l’indice SPX.
Questo tipo di grafico ci permette di introdurre un concetto chiave nell’analisi settoriale: la forza relativa. Con questo termine si intende la capacità di un asset di sovraperformare o sottoperformare un altro asset di riferimento nel tempo. In pratica, quando osserviamo il rapporto tra due strumenti non stiamo analizzando semplicemente il loro andamento assoluto, ma stiamo cercando di capire quale dei due stia performando meglio rispetto all’altro.
Quando il rapporto sale significa che l’asset posto al numeratore sta sovraperformando quello al denominatore; quando invece scende, significa che sta perdendo forza relativa rispetto al benchmark.
Ed è proprio da questa lettura che emerge un aspetto interessante, ovvero che i tre principali settori Risk-On stanno iniziando a muoversi in modo divergente tra loro.
Il Technology continua a sovraperformare l’SPX, con XLK che ha aggiornato i propri massimi e rimane, di fatto, uno dei principali motori del rialzo dell’intero indice.
La situazione cambia però osservando Consumer Discretionary e Communication Services. I rapporti XLY/SPX e XLC/SPX continuano infatti a mostrare debolezza, indicando una sottoperformance dei due settori rispetto al mercato.
La divergenza risulta ancora più evidente osservando direttamente il prezzo dei due ETF. Né XLY né XLC hanno partecipato con particolare forza al rialzo registrato dal mercato nella scorsa settimana. Questo suggerisce che la performance positiva dell’indice continui a essere sostenuta principalmente dal Technology e, probabilmente, da un numero ristretto di industrie e titoli al suo interno.
Ed è proprio questa mancanza di ampiezza a rappresentare l'elemento da monitorare con maggiore attenzione.
Un mercato rialzista sano dovrebbe infatti essere accompagnato da una partecipazione progressivamente più ampia dei settori maggiormente sensibili al rischio. Quando invece il movimento rimane concentrato su pochi comparti o su un numero ristretto di società, il rialzo può risultare più fragile e maggiormente dipendente da flussi speculativi piuttosto che da una reale espansione della partecipazione al mercato.
Questo non significa necessariamente che il rialzo dell'S&P500 debba interrompersi, ma rende la struttura complessiva meno solida di quanto possa apparire osservando esclusivamente l'andamento dell'indice.
Finché XLY e XLC non inizieranno a mostrare un miglioramento sia sul prezzo sia nella forza relativa contro SPX, seguendo maggiormente il movimento già sviluppato dal Technology, sarà quindi opportuno mantenere un atteggiamento prudente.
La vera conferma di un mercato Risk-On più sano arriverebbe proprio da una maggiore partecipazione di questi settori. Fino ad allora, la concentrazione della forza principalmente sul Technology suggerisce di continuare a gestire operazioni e investimenti in maniera oculata e particolarmente conservativa, evitando di interpretare automaticamente ogni nuovo massimo dell'indice come una conferma della forza dell'intero mercato.
Nasdaq - alle spalle il ribassoCome ci ha abituati anche questa fase di ribasso è stata una correzione utilizzata come entry point sul tech.
Si discuteva di un movimento di pullback nella precedente analisi ma vista l'entità del movimento, qui potremmo essere dinanzi alla ripresa del trend rialzista di fondo.
Ribasso terminato e ripresa del trend rialzista.
D'altronde dal punto di vista politica qualcosa di positivo per l'elettorato USA ci deve essere, non può essere tutto negativo (guerre, costi benzina, tassi mutuo alle stelle....)
QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 — Analisi tecnica 6 08 2026ANALISI TECNICA QQQ: LA MIA VENDITA È RIENTRATA SOTTO IL LIVELLO CHE LA CANCELLA, E VENERDÌ DECIDE
QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 — lettura del 6 agosto 2026, sulla seduta di mercoledì 5 agosto
Due giorni fa la chiusura era passata sopra il Punto di Inversione settimanale dello 0,45% e la mia posizione ribassista sembrava a un passo dall'essere cancellata. Ieri il prezzo è tornato sotto quel livello dello 0,46%. Il modello lavora sulle chiusure settimanali, quindi la questione si risolve venerdì, e in mezzo c'è il report sull'occupazione americana.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto: QQQ (NASDAQ:QQQ) ha chiuso a 717,30 con una perdita dello 0,90%, interrompendo una serie di quattro rialzi. Nella stessa giornata il Dow Jones ha stabilito un nuovo record e le piccole capitalizzazioni sono corse: è la rotazione fuori dalla tecnologia nella sua forma più pura, e il paniere che ne paga il conto è questo.
• Il seguito: la seduta ha aperto a 726,25 ed è stata venduta per tutta la sessione, con la chiusura a un soffio dal minimo di giornata. Il flusso di denaro giornaliero è quasi azzerato a 0,04, contro lo 0,10 dell'ETF sull'S&P 500: la differenza fra i due panieri non è nella direzione, è nell'intensità con cui il denaro se ne va.
• Il contorno di mercato: a pesare sono stati i nomi dell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale, cioè quelli che avevano fatto la festa di due giorni prima. AMD (BATS:AMD) -7,04% alla seconda seduta di reazione al trimestre, con capex quasi triplicato che comprime il flusso di cassa; Astera Labs (BATS:ALAB) -11,96%, Sandisk (BATS:SNDK) -5,40%, Western Digital (BATS:WDC) -5,36% nonostante ricavi in crescita del 44% e margine lordo al 54,4%, Super Micro (BATS:SMCI) -4,32%, Marvell (BATS:MRVL) -3,46%. Fuori dai semiconduttori il paniere ha retto meglio: Microsoft (BATS:MSFT) -1,09%, Amazon (BATS:AMZN) -1,72%, Apple (BATS:AAPL) +0,52%, Nvidia (BATS:NVDA) +3,43% in controtendenza. AppLovin (BATS:APP) ha perso circa il 19% dopo la chiusura, su obiettivi trimestrali giudicati fiacchi.
• Dove sta il mio modello su quei nomi: sono short su AppLovin con +12,43%, su Arm (BATS:ARM) con +12,91%, su Marvell con +10,51%, su Tesla (BATS:TSLA) con +15,32%, su Western Digital con +3,68%, su Super Micro con +0,46%. La giornata di ieri ha lavorato per me su quasi tutto il comparto.
Sul lato lungo tengo AMD dal 6 aprile con +96,72% dal segnale, Arista (BATS:ANET) con +16,29% e Microsoft con +4,89%.
• Macro e settori: fermo il dollaro (TVC:DXY), giù la volatilità azionaria (CBOE:VIX) del 4,2% e quella obbligazionaria (TVC:MOVE) del 5,1%, mentre l'oro (OANDA:XAUUSD) è salito di oltre quattro punti sulla tensione nel Mar Rosso e il rischio di coda (CBOE:SKEW) è risalito del 5,5% in vista del report sull'occupazione. Nei settori la tecnologia (AMEX:XLK) ha perso mezzo punto e le comunicazioni (AMEX:XLC) l'1,04%: insieme valgono il 66,6% di questo paniere, ed è tutta lì la ragione aritmetica per cui QQQ ha perso quattro volte e mezzo l'ETF sull'S&P 500.
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ANALISI TECNICA
• Settimanale: il mio segnale di vendita su QQQ è attivo dal 20 luglio 2026 con ingresso in area 684, quindi da tre settimane, ed è un orizzonte da swing trading misurato sulle chiusure settimanali. A oggi la posizione vale -4,83% dal segnale, senza stop loss. Il Punto di Inversione settimanale sta a 720,64 e la chiusura di ieri gli è tornata sotto dello 0,46%, dopo esserci passata sopra due giorni fa.
• Le spie di maturità: la qualità del setup (IQS) è a 42 su 100 e la Forza del Segnale — l'ampiezza e la convinzione del movimento — è al 9%, il valore più basso fra i panieri che seguo. Un segnale con questi numeri è fragile per costruzione, e il fatto che il prezzo continui a oscillare a cavallo del livello che lo cancella ne è la conferma pratica.
• La foto del giorno: RSI a 55 sul giornaliero e a 60 sul settimanale, quindi in mezzo al guado su entrambi gli orizzonti; ADX a 24, flusso di denaro appena positivo a 0,04. Il prezzo sta il 2,3% sopra la propria media a 20 giorni e il 2,6% sotto la banda superiore di Bollinger: la price action non è estesa da nessuna delle due parti, ed è esattamente la configurazione in cui il livello settimanale diventa l'unica cosa che conta.
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SUPPORTI E RESISTENZE
La zona di non-operatività — l'area di congestione dove il modello non propone ingressi — sta fra 687,94 e 698,66, e il prezzo la sopravanza del 2,7%. Diversamente da due settimane fa, quando quella fascia era diventata un tetto, oggi lavora da pavimento.
Resistenze:
• 720,64 (+0,47%) — Punto di Inversione settimanale, il livello che cancella la mia vendita
• 720,82 (+0,49%) — bordo della nuvola di Ichimoku giornaliera
• 720,92 (+0,50%) — prezzo medio ponderato per i volumi della seduta
• 728,54 (+1,57%) — massimo delle ultime sette sedute
• 736,05 (+2,61%) — banda superiore di Bollinger giornaliera
• 748,65 (+4,37%) — massimo storico
Supporti:
• 701,45 (-2,21%) — media mobile a 50 giorni
• 701,14 (-2,25%) — media mobile a 20 giorni, praticamente sovrapposta alla precedente
• 700,78 (-2,30%) — Punto di Inversione giornaliero
• 699,38 (-2,50%) — linea base di Ichimoku
• 698,66 (-2,60%) — bordo alto della zona di congestione
• 694,84 (-3,13%) — linea di conversione di Ichimoku
• 684,23 (-4,61%) — prezzo d'ingresso della mia vendita
Il dettaglio che rende questa mappa insolita è l'affollamento in alto: tre riferimenti diversi — il livello settimanale, la nuvola e il prezzo medio ponderato — stanno tutti dentro tre centesimi di punto percentuale l'uno dall'altro, appena mezzo punto sopra i corsi. Non capita spesso che una sola candela decida contemporaneamente tre cose. Sotto, invece, il primo appoggio vero è due punti più giù, dove media a 20 e a 50 giorni si sono sovrapposte.
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STRATEGIA OPERATIVA
SHORT — in essere dalla terza settimana, ingresso area 684, -4,83% a oggi
• Target: il secondo obiettivo del modello sta in area 674, cioè il 6,04% sotto i corsi. Il primo, in area 684, coincide di fatto con il prezzo d'ingresso e non aggiunge informazione: su una posizione in perdita gli obiettivi stanno tutti dietro le spalle, e l'unica cosa che conta è il livello di controllo.
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 720,64: +0,47% dai corsi. È mezzo punto sopra il prezzo, quindi questa posizione ha lo stop più vicino di qualunque altra io segua sugli indici. Basta una chiusura settimanale sopra quel livello e il segnale si ribalta in acquisto.
• Stop al pareggio: non è armato e non può esserlo. La regola di casa lo fa scattare quando il trade guadagna il 4%, e questa vendita è in perdita del 4,83% dal primo giorno: i tre scalini del trailing non sono mai entrati in funzione.
• Rapporto rischio/rendimento: mezzo punto di rischio contro sei di obiettivo è una proporzione ottima sulla carta, e proprio per questo va guardata con sospetto. Uno stop a mezzo punto lo tocca il rumore di una seduta qualunque.
LONG — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• Il trigger coincide con il Punto di Inversione della vendita: il long nasce dove muore lo short, cioè sopra 720,64 in chiusura settimanale.
• Se dovesse scattare, davanti ci sarebbero il massimo delle ultime sette sedute a 728,54 e poi il record a 748,65, con la terza finestra di presa di beneficio del vecchio ciclo rialzista in area 746.
• Serve a sapere dove cambierebbe il regime. Il segnale attivo resta quello di vendita.
NO TRADE ZONE — 687,94 / 698,66
• Il prezzo sta sopra la zona del 2,7%, quindi la congestione fa da cuscinetto sotto i corsi. È il motivo per cui un cedimento, se arriva, ha buone probabilità di fermarsi lì invece di proseguire.
Ingresso ideale
• Non si opera a cavallo del livello. Con il prezzo a mezzo punto dal proprio Punto di Inversione, qualunque ingresso viene deciso dal rumore di una singola seduta, e venerdì c'è il report sull'occupazione.
• Per chi segue il ribasso: la conferma è una chiusura settimanale sotto 720,64 con il prezzo che si stacca verso 701, dove stanno insieme le due medie e il livello giornaliero. Lì lo stop si appoggia a qualcosa.
• Per chi aspetta il ribaltamento: serve la chiusura settimanale sopra 720,64, e allora si riparte da un segnale nuovo con numeri diversi.
• In entrambi i casi si sta fermi fino a venerdì. È una di quelle settimane in cui la gestione del rischio consiste nel non fare niente.
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IL CONFRONTO CON SPY
Vale la pena mettere i due panieri uno accanto all'altro, perché raccontano la stessa giornata in due modi opposti. SPY sta lo 0,91% sotto il proprio record e ha il mio segnale di acquisto attivo da diciotto settimane con +13,29%; QQQ sta il 4,19% sotto il proprio e ha il mio segnale di vendita da tre settimane. La ragione è nella composizione: la tecnologia pesa il 50,5% qui e il 32,9% là, mentre i finanziari valgono lo 0,24% qui e il 12,6% là. Quando il denaro esce dalla tecnologia per andare su sanità, materiali e banche, uno dei due panieri ha dove andare e l'altro no.
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NOTA DI METODO
Su un indice lo scenario ribassista non è una previsione di calo: misura quanto la struttura sia matura ed estesa rispetto alla propria storia. La direzione operativa la dà il segnale, che qui è di vendita e dura da tre settimane. Le due cose convivono, e chi le confonde legge il grafico al contrario.
Questa analisi ha finalità didattica e informativa: non è consulenza né sollecitazione all'investimento. I risultati passati non garantiscono i risultati futuri. Ogni decisione operativa resta responsabilità di chi la prende.
QQQ - prossimi alla fine del rimbalzo?Le quotazioni stanno seguendo lo scenario ribassista discusso e ipotizzato nelle analisi precedenti.
L'area dove transita la media mobile verde ha dato origini all'attuale movimento di pullback in atto e probabilmente giunto nella fase finale.
Il valore da monitorare? sempre lui, il valore dei 703 usd, quello di cui parliamo oramai da Maggio26.
Potenziale target finale in caso di ripresa del trend ribassista i 630usd.
QQQ chiude sotto la banda di Bolliger analisi tecnica 29 07 2026ANALISI TECNICA QQQ: CHIUSURA SOTTO LA BANDA DI BOLLINGER E SUL MINIMO DEL MESE, CON IL SEGNALE DI VENDITA IN GUADAGNO
QQQ, ETF sul Nasdaq 100 (BATS:QQQ) — analisi tecnica del 29 luglio 2026
Ieri il prezzo ha chiuso a 675,49, sotto la banda inferiore di Bollinger e appoggiato al minimo delle ultime trenta sedute, toccato in giornata a 667,88. Il segnale settimanale di vendita del mio modello è scattato nella settimana del 20 luglio con ingresso a 684,23 e vale oggi l'1,28%. Per chi fa swing trading il punto della giornata è che il quarto giorno di vendite ha portato l'indice a 9,77% dal proprio record, mentre l'ETF sull'S&P 500 sta a 2,57%: sette punti di distanza fra due panieri che il pubblico tratta spesso come sinonimi.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto. QQQ ha lasciato lo 0,97% chiudendo a 675,49, con minimo di giornata a 667,88 che coincide col minimo delle ultime trenta sedute. La chiusura è avvenuta sotto la banda inferiore di Bollinger, che passa a 676,42: è una posizione che di norma non si tiene per molte sedute, perché misura un'estensione del movimento oltre la sua oscillazione statistica.
• Il seguito. È il quarto giorno consecutivo di vendite, e il Nasdaq 100 si sta avvicinando alla soglia di correzione. L'innesco non è arrivato da Wall Street: lunedì notte il Kospi ha lasciato il 10,8% in una seduta, con SK Hynix giù del 14,7% e Samsung del 13,4%, travolte da chiusure forzate di posizioni a leva. Sono i due maggiori produttori mondiali di memoria DRAM, e da lì il colpo si è propagato.
• Il contorno di mercato, che dice di chi è il problema. Nella stessa seduta il Dow Jones ha guadagnato l'1,03%, terzo rialzo consecutivo. Da una parte AMD (BATS:AMD) e Micron (BATS:MU) giù dell'8%, SanDisk (BATS:SNDK) del 14%, ARM (BATS:ARM), Astera Labs (BATS:ALAB) e Marvell (BATS:MRVL) fra il 7% e l'8%, Nvidia (BATS:NVDA) che limita a meno 2%; dall'altra Coca-Cola (BATS:KO) più 5%, PayPal (BATS:PYPL) più 4,5%, Johnson & Johnson (BATS:JNJ) e Boeing (BATS:BA) in progresso. Quando un indice scende mentre il suo listino di riferimento sale, sta pagando qualcosa che riguarda la sua composizione: qui la tecnologia pesa il 50,54% del paniere contro il 32,91% di SPY, e i finanziari sono praticamente assenti.
• Dove sta il mio modello su quei nomi. Su QQQ sono short dalla settimana del 20 luglio. Sui semiconduttori sono short su Micron, SanDisk, Nvidia, ARM, Qualcomm (BATS:QCOM), Astera Labs e Marvell da metà giugno o prima, e questa settimana quella posizione sta lavorando. Su AMD e Dell (BATS:DELL) sono invece long da aprile, con i trade in guadagno dell'85,5% e del 164,8% dal segnale: ieri hanno restituito una parte di quel guadagno e sul giornaliero hanno superato entrambi i livelli di protezione, quindi lì il lavoro riguarda lo stop. Sui difensivi che stanno tirando sono long su Coca-Cola, PayPal e Johnson & Johnson; su Boeing sono short e la seduta mi ha dato torto.
• Macro e settore. Il petrolio (NYMEX:CL1!) ha perso un altro 4,1% chiudendo il peggior arco di tre sedute in sei anni; le due volatilità restano il freno, con quella azionaria (CBOE:VIX) più 15% e quella obbligazionaria (TVC:MOVE) più 16% sulle quattro settimane, mentre dollaro (TVC:DXY), oro (OANDA:XAUUSD) e rischio di coda (CBOE:SKEW) si sono mossi poco. Sui comparti la rotazione è netta e va tutta contro questo paniere: sanità (BATS:XLV) più 2,36%, consumo di base (BATS:XLP) più 1,99%, comunicazioni (BATS:XLC) più 1,87% contro tecnologia (BATS:XLK) meno 1,84%. Da segnalare la partecipazione del mercato (BPSPX), salita dell'11,5% in una seduta: il denaro non è uscito dal listino, si è redistribuito.
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ANALISI TECNICA
• Analisi tecnica settimanale. Il segnale di vendita è attivo da due settimane, con ingresso a 684,23, e vale l'1,28%. La struttura settimanale conferma la direzione: ADX a 19,3 con la pressione al ribasso a 30,4 contro un 6,4 di quella al rialzo, cioè quasi cinque a uno. Il MACD settimanale ha istogramma a meno 5,08 e il flusso di denaro è passato a meno 0,086 mentre la sua media resta a più 0,154: il denaro sta uscendo adesso, non da settimane.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — l'IQS, l'indicatore con cui misuro quanto è ordinata la fase tecnica su una scala da 0 a 100 — sta a 51, in area intermedia. La Forza del Segnale, che misura ampiezza e convinzione del movimento, è al 16%: bassa. Il movimento ha direzione ma non ampiezza, ed è coerente con un ribasso che nasce da un comparto solo invece che dal mercato intero. Il prezzo resta sopra la media a 200 settimane, quindi la struttura di lunghissimo periodo non è in discussione.
• La foto del giorno, e qui arriva il contrappeso. RSI giornaliero a 36,4, sotto la propria media a 45,3 e vicino alla soglia di ipervenduto. ADX a 24,2 con la pressione al ribasso a 37,3 contro il 13,8 di quella al rialzo: il rapporto più sbilanciato che leggo su questo paniere da mesi. Ma il prezzo ha chiuso sotto la banda inferiore di Bollinger e sopra la seconda linea della nuvola di Ichimoku a 675,39 per un solo centesimo: sta esattamente sul livello che decide se il movimento prosegue o si ferma. Il ribasso funziona, ed è teso: nella price action questa è la posizione in cui un movimento o accelera o rimbalza, raramente prosegue con lo stesso passo.
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SUPPORTI E RESISTENZE
Il prezzo è USCITO al ribasso dalla zona di congestione 677,78-730,62, e quella zona è ora un tetto largo cinquanta punti. Sotto, il vuoto arriva presto.
Resistenze
• 676,42 (+0,14%) — banda inferiore di Bollinger: rientrarci sopra è il primo segnale che l'estensione si sta chiudendo, ed è a un soffio
• 677,78 (+0,34%) — bordo basso della zona di congestione, il primo vero tetto
• 690,66 (+2,25%) — Punto di Inversione giornaliero, con la linea di conversione Ichimoku a 690,74 sovrapposta: è il livello che gira il segnale di breve
• 702,63 (+4,02%) — media esponenziale a 50 sedute, con quella a 20 sedute a 702,80 praticamente sullo stesso punto
• 710,05 (+5,12%) — massimo delle ultime sette sedute
• 715,11 (+5,86%) — il Punto di Inversione settimanale: è il livello che chiude il trade ribassista
Supporti
• 675,39 (−0,01%) — seconda linea della nuvola di Ichimoku, che il prezzo sta letteralmente toccando
• 674,26 (−0,18%) — media ponderata per i volumi
• 667,88 (−1,13%) — minimo delle ultime sette sedute e insieme minimo a trenta sedute: è il livello che decide se il movimento prosegue
• 648,76 (−3,96%) — media esponenziale a 200 sedute, il primo appoggio strutturale sotto
Sotto 667,88 non c'è nulla di tecnico per quasi venti punti. È l'asimmetria che rende questa fase pericolosa da entrambi i lati: poco spazio sopra prima del primo tetto, poco appoggio sotto se il minimo salta.
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STRATEGIA OPERATIVA
SHORT — in essere dalla 2ª settimana, ingresso area 684,23, +1,28% a oggi
• Obiettivi: i livelli pubblicati nell'ultima analisi erano ancorati a un ingresso più alto e sono stati entrambi superati dai fatti. Con l'ingresso aggiornato al segnale del 20 luglio, il riferimento davanti è il minimo a trenta sedute a 667,88 (−1,13%) e, sotto di lui, la media a 200 sedute a 648,76 (−3,96%)
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 715,11: +5,86% dai corsi. È largo, e va detto: su un trade in guadagno dell'1,28% significa rischiare molto più di quanto si è messo da parte
• Stop al pareggio, in alternativa — area 684,23 (prezzo d'ingresso): +1,29% dai corsi. Qui, al contrario di un long maturo, il pareggio è l'opzione più stretta e la più sensata: il Punto di Inversione settimanale non si è ancora mosso a favore
• Trailing: pareggio a +4%, poi +2% a +10%, poi il Punto di Inversione che scende da solo. Il trade non ha ancora raggiunto la prima soglia, ed è esattamente il momento in cui la gestione del rischio conta di più: la protezione va decisa prima che serva
• Rapporto rischio/rendimento: 1,13% verso il primo riferimento contro 5,86% di rischio sullo stop di sistema. Sotto uno a uno, ed è la ragione per cui aggiungere qui non paga
LONG — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• Il long parte dove muore lo short: il trigger è lo stesso Punto di Inversione settimanale a 715,11
• Gli obiettivi rialzisti dell'ultima analisi pubblicata stanno a 771,15 e 788,52, cioè oltre il record: sono livelli congelati e vanno riletti quando e se il segnale girerà
NO TRADE ZONE — 677,78 / 730,62
• Il prezzo è SOTTO la zona, di poco più di tre decimi. La zona è diventata un tetto, e finché il prezzo resta sotto il suo bordo basso il modello non propone ingressi rialzisti: servirebbe rientrarci sopra in chiusura
Ingresso ideale
• Al ribasso: chiusura sotto 667,88, che rompe il minimo a trenta sedute e apre lo spazio verso la media a 200 sedute. È l'unico livello che aggiunge qualcosa allo short esistente
• Al rialzo: chiusura sopra 690,66, il Punto di Inversione giornaliero, che gira il segnale di breve e mette in discussione il ribasso
• Nel mezzo — cioè adesso, con il prezzo appoggiato alla nuvola e sotto la banda di Bollinger — si sta fermi. Stasera decide la Federal Reserve e riportano Microsoft (BATS:MSFT) e Meta (BATS:META), che insieme pesano una fetta importante di questo paniere: è la sera che dice se la spesa per l'intelligenza artificiale continuerà a essere premiata o punita. Chi fa ai trading guarda spesso a questo solo paniere e ne ricava una fotografia distorta del mercato americano — il Dow che sale nella stessa seduta è lì a ricordarlo
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NOTA DI METODO
Su un indice lo scenario che il modello classifica non è una previsione: misura quanto la struttura sia matura ed estesa. La direzione operativa resta quella del segnale corrente, che qui è di vendita. E vale la pena ricordare che un segnale di vendita su un paniere non è una scommessa sul crollo del mercato: QQQ scende mentre il Dow sale, e le due cose convivono perché misurano panieri diversi.
Analisi a scopo informativo e formativo, frutto della mia lettura tecnica dei grafici. Non è consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento. Il trading comporta rischi elevati e possibili perdite significative del capitale: ognuno opera in autonomia e sotto la propria responsabilità.
Analisi tecnica SPY: Il prezzo esce dalla zona di congestioneANALISI TECNICA SPY: IL PREZZO ESCE DALLA ZONA DI CONGESTIONE IL GIORNO DELLA FED, CON I COMPRATORI TORNATI AL 72% DEL VOLUME
SPY, ETF sull'S&P 500 (BATS:SPY) — analisi tecnica del 29 luglio 2026
Ieri il prezzo ha chiuso a 740,86, appena sopra il bordo alto della zona di congestione che il mio modello calcola fra 738,91 e 740,57. Lunedì era dentro, incastrato fra otto livelli tecnici schiacciati in un punto percentuale e mezzo. Il dettaglio che rende la giornata interessante non è il progresso dello 0,24%, che è poca cosa: è il volume in acquisto, passato dal 33,3% di lunedì al 71,66% di ieri. Stessa direzione del prezzo, comportamento opposto di chi compra. E arriva il giorno della decisione della Federal Reserve.
Per ogni azienda, indicatore macro e settore che nomino riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo. Quanto sotto riportato è frutto del mio modello di trading sistematico che analizza circa 450 asset, basato su segnali settimanali, gestione attiva del trade su due assi tempo + valore e nessuna chiusura automatica. Il modello fornisce riferimenti, la scelta resta sempre del trader.
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COSA È SUCCESSO
• Il fatto. SPY ha chiuso a 740,86 con un progresso dello 0,24%, uscendo di 4 centesimi dal bordo alto della propria zona di congestione. Il percorso interno è stato ordinato — massimo a 742,79, minimo a 735,98, escursione di 6,81 punti contro un'oscillazione media giornaliera di 8,15 — e il volume in acquisto è risalito al 71,66%. Dopo tre sedute in cui i venditori avevano comandato senza spostare il risultato, ieri i compratori hanno ripreso il controllo del libro.
• Il seguito. La settimana è cominciata con l'indice ampio sulla parità e il Nasdaq in rosso, e il quadro non è cambiato: nelle ultime cinque sedute SPY si muove in una fascia di 15 punti, fra 735,21 e 750,02, cioè poco più del 2%. È compressione, e la compressione si scarica.
• Wall Street si è spaccata come raramente accade: il Dow Jones ha guadagnato l'1,03% chiudendo il terzo rialzo consecutivo, mentre il Nasdaq 100 ha ceduto l'1,8% avvicinandosi alla soglia di correzione. Da una parte le trimestrali — Coca-Cola (BATS:KO) più 5% con la previsione annuale alzata, PayPal (BATS:PYPL) più 4,5%, Visa (BATS:V) e Ford (BATS:F) sopra le attese, Boeing (BATS:BA) su di quasi il 4% nonostante i conti mancati. Dall'altra il quarto giorno di vendite sui semiconduttori, con AMD (BATS:AMD) e Micron (BATS:MU) giù dell'8%, SanDisk (BATS:SNDK) del 14% e Nvidia (BATS:NVDA) che limita a meno 2%. Un indice che tiene mentre metà del suo motore cede sta dicendo che il problema non è del mercato, è di un comparto.
• Dove sta il mio modello su quei nomi. Sono long su Coca-Cola da maggio, su PayPal da inizio luglio e su Visa da aprile: le tre trimestrali migliori della giornata sono cadute dalla parte giusta. Su Ford e Boeing sono short, e ieri il mercato mi ha dato torto su entrambe — Boeing è salita mancando i conti, il che misura quanta domanda ci sia oggi per i nomi difensivi. Sui semiconduttori sono short su Micron, SanDisk, Nvidia, ARM (BATS:ARM) e Qualcomm (BATS:QCOM) da metà giugno e la seduta mi ha dato ragione; su AMD sono invece long da aprile, con il trade in guadagno dell'85,5% dal segnale, e ieri ho restituito una parte di quel guadagno. Su SPY sono long dalla 16ª settimana.
• Macro e settore. Il petrolio (NYMEX:CL1!) ha lasciato un altro 4,1% e chiude il peggior arco di tre sedute in sei anni sulla distensione nello Stretto di Hormuz; sull'arco del mese resta comunque in progresso del 15%, quindi il numero mensile racconta una storia che non esiste più. Le due volatilità restano il freno di fondo — quella azionaria (CBOE:VIX) più 15% e quella obbligazionaria (TVC:MOVE) più 16% sulle quattro settimane — mentre si sono mossi poco nella singola seduta insieme a dollaro (TVC:DXY), oro (OANDA:XAUUSD) e rischio di coda (CBOE:SKEW). Sui settori la rotazione è netta: sanità (BATS:XLV) più 2,36%, consumo di base (BATS:XLP) più 1,99% e comunicazioni (BATS:XLC) più 1,87% contro tecnologia (BATS:XLK) meno 1,84% ed energia (BATS:XLE) meno 1,35%. Nel paniere di SPY la tecnologia pesa il 32,91% e i finanziari (BATS:XLF) il 12,59%: è quel cuscinetto che tiene in piedi l'indice.
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ANALISI TECNICA
• Analisi tecnica settimanale. Il segnale di acquisto è attivo dalla 16ª settimana e ha portato il prezzo del 9,04% sopra l'ingresso a 679,46. La struttura di fondo regge: prezzo sopra la nuvola di Ichimoku e sopra la media a 200 settimane, RSI settimanale a 59. Il MACD però è in incrocio ribassista con istogramma a meno 0,92, e il flusso di denaro settimanale è passato a meno 0,008 mentre la sua media resta a più 0,139. La spinta c'è ancora, ma si sta consumando.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — l'IQS, l'indicatore con cui misuro quanto è ordinata la fase tecnica su una scala da 0 a 100 — sta a 30, in area compressa. La Forza del Segnale, che misura ampiezza e convinzione del movimento, è al 14%. Sono due numeri bassi e vanno letti per quello che dicono: la spinta si sta esaurendo. Il trade è in guadagno del 9,04% e il Punto di Inversione settimanale è nel frattempo salito a 733,63, cioè 54 punti sopra l'ingresso: protegge quasi per intero quello che c'è. Il modello classifica lo scenario primario come ribassista all'86%, che su un indice è una misura di estensione della struttura.
• La foto del giorno. RSI giornaliero a 47,1, sotto la propria media a 51,5. ADX a 20,1, quindi trend giornaliero appena accennato, con la pressione al ribasso a 24,8 contro un 15,1 di quella al rialzo. Il flusso di denaro giornaliero resta però positivo a più 0,101 e sopra la sua media, e il volume in acquisto è al 71,66%. Il prezzo scende negli indicatori direzionali e sale nel denaro: nella price action è la firma di una fase in cui la distribuzione si sta esaurendo senza che sia ancora partita l'accumulazione.
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SUPPORTI E RESISTENZE
Il prezzo è appena uscito sopra la zona di congestione 738,91-740,57. La mappa attorno resta densa, ma per la prima volta da giorni il primo ostacolo vero sta a mezzo punto di distanza.
Resistenze
• 744,22 (+0,45%) — media esponenziale a 20 sedute, con la linea di conversione Ichimoku a 744,89 subito sopra
• 746,65 (+0,78%) — banda centrale di Bollinger
• 747,62 (+0,91%) — Punto di Inversione giornaliero: sopra questo livello il segnale di breve torna in acquisto
• 750,02 (+1,24%) — massimo delle ultime sette sedute
• 756,62 (+2,13%) — banda superiore di Bollinger, col massimo a 30 sedute a 756,68 sovrapposto
• 760,40 (+2,57%) — il record storico
Supporti
• 740,57 (−0,04%) — la prima linea della nuvola di Ichimoku, che coincide col bordo alto della zona di congestione appena superato: è il livello che dice se l'uscita è vera
• 739,88 (−0,13%) — media ponderata per i volumi
• 738,99 (−0,25%) — media esponenziale a 50 sedute
• 736,69 (−0,56%) — banda inferiore di Bollinger, con la linea base Ichimoku a 736,08 subito sotto
• 735,21 (−0,76%) — minimo delle ultime sette sedute
• 733,63 (−0,98%) — il Punto di Inversione settimanale: è il giudice del trade
• 724,58 (−2,20%) — media esponenziale a 100 sedute
Sopra il prezzo ci sono tre livelli in un punto percentuale, sotto ce ne sono cinque in un punto. La geometria è ancora compressa da entrambi i lati, ma il prezzo sta ora appoggiato al bordo alto invece che a quello basso.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla 16ª settimana, ingresso area 679,46, +9,04% a oggi
• Obiettivo davanti: 779,67, il 5,24% sopra i corsi, con finestra aperta fino alla 17ª settimana — resta questa settimana e la prossima
• Obiettivi già raggiunti: 745,64 alla 6ª settimana e 728,99 alla 11ª, entrambi congelati
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 733,63: −0,98% dai corsi
• Stop al pareggio, in alternativa — area 679,46 (prezzo d'ingresso): −8,29% dai corsi. È l'opzione più larga, non la più sicura: il Punto di Inversione è già salito 54 punti sopra l'ingresso e protegge molto di più
• Trailing: pareggio a +4%, poi +2% a +10%, poi il Punto di Inversione che sale da solo. È qui che sta la gestione del rischio su un trade maturo: non nel decidere se il rialzo continua, ma nel sapere dove si esce
• Rapporto rischio/rendimento sul target rimasto: 5,24% di guadagno contro 0,98% di rischio, poco più di cinque a uno
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• Lo short parte dove muore il long: il trigger è lo stesso Punto di Inversione settimanale a 733,63
• Obiettivi dall'ultima analisi pubblicata: 705,91 e 698,78, il 4,7% e il 5,7% sotto i corsi
• I livelli di protezione dello short sono congelati all'ultima analisi e vanno riletti sul Punto di Inversione fresco
NO TRADE ZONE — 738,91 / 740,57
• Il prezzo è appena uscito SOPRA la zona, di 4 centesimi. Un'uscita di quella misura non è ancora un superamento: serve una seconda chiusura sopra 740,57 per considerarla valida. Finché il prezzo oscilla attorno al bordo, la zona lavora da cerniera e il modello non propone ingressi
Ingresso ideale
• Al rialzo: chiusura sopra 747,62, il Punto di Inversione giornaliero, che riporterebbe in acquisto anche il breve e aprirebbe lo spazio verso il record
• Al ribasso: chiusura settimanale sotto 733,63, che chiude il trade rialzista e apre l'altro lato
• Nel mezzo — cioè adesso — si sta fermi. Con la decisione sui tassi stasera, i conti di Microsoft (BATS:MSFT) e Meta (BATS:META) subito dopo e Apple (BATS:AAPL) domani, la differenza fra agire oggi e agire a eventi passati è trascurabile sull'orizzonte di settimane che è proprio dello swing trading. Il rischio no
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NOTA DI METODO
Su un indice lo scenario ribassista che il modello segnala non è una previsione di calo: misura quanto la struttura rialzista sia matura ed estesa. La direzione operativa resta quella del segnale corrente, che qui è di acquisto. Sono due cose diverse e vale la pena non confonderle.
Analisi a scopo informativo e formativo, frutto della mia lettura tecnica dei grafici. Non è consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento. Il trading comporta rischi elevati e possibili perdite significative del capitale: ognuno opera in autonomia e sotto la propria responsabilità.
Le onde di Elliott e l'URANIOVanEck Uranium & Nuclear Technologies EURONEXT:NUCL
Analizziamo il grafico dell'ETF VanEck Uranium & Nuclear Technologies (ticker: NUCL), uno strumento che seguo da tempo e sul quale avevo sviluppato un'ipotesi basata sulla Teoria delle Onde di Elliott.
L'idea iniziale prevedeva una complessa fase correttiva composta da una tripla combinazione W-X-Y-X-Z, interpretata come una grande onda 4 all'interno del trend rialzista di lungo periodo.
Al di là delle considerazioni fondamentali sul settore – che continua a beneficiare delle prospettive di sviluppo dell'energia nucleare, sempre più centrale nel soddisfare il crescente fabbisogno energetico dell'intelligenza artificiale e dei grandi data center – oggi voglio concentrarmi esclusivamente sull'aspetto tecnico.
Uno dei principi fondamentali di Elliott è che un conteggio rimane valido solo fino a quando il mercato non lo invalida.
Ed è esattamente ciò che è accaduto con la seduta del 17 luglio. La rottura dei minimi dell'onda W (ipotetica), accompagnata da una chiusura al di sotto di quel livello, rappresenta un'importante invalidazione dello scenario precedente e mi porta a rivedere completamente il conteggio.
A mio avviso, non ci troviamo più all'interno di una semplice onda 4, bensì in una fase correttiva più ampia, successiva al completamento di un ciclo impulsivo a 5 onde.
L'ipotesi che considero oggi più probabile è quella di un Flat (Regular o Expanded), con un potenziale obiettivo in area 36 $.
Questa zona presenta una forte convergenza tecnica:
- corrisponde al ritracciamento di Fibonacci del 61,8% dell'intero movimento rialzista;
- coincide con i massimi del 2024, destinati a trasformarsi in un'importante area di supporto.
Per quanto mi riguarda, preferisco attendere che i prezzi raggiungano quest'area prima di valutare un ingresso long di natura speculativa.
Come sempre, il mercato ha l'ultima parola: le onde di Elliott non servono a prevedere il futuro, ma a costruire scenari che devono essere costantemente aggiornati quando il prezzo fornisce nuove informazioni.
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Torna lo spettro della circolaritàNella giornata di ieri il mercato è tornato sotto pressione con i semiconduttori che hanno guidato al ribasso.
Il mood continua a cambiare ogni giorno.
Tutti guardavano con apprensione al prezzo del petrolio per ritornare ad acquistare il mercato azionario ma ad oggi non è lo scenario macro a guidare gli indici.
Ieri e oggi il petrolio TVC:USOIL è in caduta libera e gli indici scendono comunque.
Il vero punto è la dinamica del sentiment sul tema AI.
Ieri Nvidia ha comunicato che avrebbe fornito garanzie fino a 250 miliardi per il leasing di capacità di calcolo di OpenAI in un data center in Ohio e il finanziamento di 350 miliardi di acquisti di propri chip.
Questo ha alimentato nuove preoccupazioni riguardo alla circolarità degli investimenti.
C'è tuttavia un punto più sottile a cui fare attenzione.
Nvidia ha in questo momento ha le risorse e la solidità per sostenere parte dello sviluppo dell’ecosistema AI.
Il punto centrale è che effettivamente i benefici si distribuiscano a valle e che questa domanda alimentata circolarmente diventi domanda reale.
La debolezza, probabilmente, potrebbe avere la sua radice più profonda nel mercato del credito.
I CDS a cinque anni sul debito di Nvidia sono saliti fino a 14 bp, a 82 bp, il maggior rialzo intraday da quando lo strumento ha iniziato a trattare attivamente in novembre.
Anche gli spread delle altre emissioni IG legate al finanziamento dell'infrastruttura AI si sono allargati.
Gli investitori in corporate bonds sono più sensibili alla dinamica dei cash flow rispetto agli investitori in azioni.
ANALISI TECNICA SPY: OTTO LIVELLI SCHIACCIATI IN UN PUNTO %ANALISI TECNICA SPY: OTTO LIVELLI SCHIACCIATI IN UN PUNTO PERCENTUALE ALLA VIGILIA DELLA FED
SPY, ETF sull'S&P 500 (BATS:SPY) — analisi tecnica del 28 luglio 2026
Il prezzo ha chiuso a 739,09, dentro la zona di congestione che il mio modello calcola fra 738,91 e 740,57, e sopra di lui ci sono otto livelli tecnici distinti nello spazio di un punto percentuale e mezzo. Sotto, il Punto di Inversione settimanale — quello che decide se il trade rialzista in essere da 15 settimane resta vivo — sta a meno di un punto. È la geometria più compressa che l'indice mi mostri da settimane, e arriva il giorno prima della decisione della Federal Reserve.
Per ogni indicatore macro e settore riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
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COSA È SUCCESSO
• Seduta di lunedì spaccata: Dow in progresso di mezzo punto, S&P 500 fermo sulla parità, Nasdaq in rosso. SPY ha chiuso a 739,09 con una variazione dello 0,02%, ma il percorso interno è stato tutt'altro che piatto — massimo a 745,53, minimo a 735,87, quasi dieci punti riassorbiti in chiusura, con il volume in acquisto fermo al 33,3%. I venditori hanno comandato la giornata senza spostare il risultato.
• Macro: il fatto della settimana è il crollo del greggio (NYMEX:CL1!), giù del 7,5% in due sedute dopo la pausa delle ostilità fra Stati Uniti e Iran, con il decennale americano sceso di conseguenza. Le due volatilità restano il freno: quella azionaria (CBOE:VIX) e quella obbligazionaria (TVC:MOVE) salgono entrambe del 18% sull'arco di quattro settimane, e la seconda lo fa senza interruzioni. Fermi invece dollaro (TVC:DXY), rischio di coda (CBOE:SKEW) e noli marittimi (INDEX:BDI). Da segnalare la partecipazione del mercato (BPSPX), che ha guadagnato 4 punti in una seduta dopo tre settimane di scivolamento: il rialzo di lunedì è stato più largo di quanto l'indice mostri.
• Settori: energia ultima su entrambe le sponde dell'Atlantico, con lo stesso numero — meno 2,11% negli Stati Uniti (AMEX:XLE) e meno 2,12% in Europa (XETR:EXH1). In testa i difensivi, con il consumo di base (AMEX:XLP) a più 1,46% e le comunicazioni (AMEX:XLC) a più 1,28%. La tecnologia (AMEX:XLK) cede lo 0,90%, ma i finanziari (AMEX:XLF) guadagnano l'1,01% e nel paniere di SPY pesano il 12,59%: è questo cuscinetto che ha tenuto l'indice sulla parità mentre il Nasdaq scendeva.
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ANALISI TECNICA
• Analisi tecnica settimanale. Il segnale di acquisto è attivo da 15 settimane e ha portato il prezzo dell'8,78% sopra l'ingresso a 679,46. La struttura di fondo regge: prezzo sopra il cloud Ichimoku e sopra la media a 200 sedute, RSI settimanale a 58,5. Il MACD settimanale però è in incrocio ribassista, e il flusso di denaro è passato a meno 0,015 mentre la sua media resta a più 0,139. La spinta c'è ancora, ma sta rallentando da alcune settimane.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — l'IQS, l'indicatore con cui misuro quanto è ordinata la fase tecnica su una scala da 0 a 100 — sta a 30, in area compressa. La Forza del Segnale, che misura l'ampiezza e la convinzione del movimento, è ferma al 14%. Sono due numeri bassi, e insieme dicono la stessa cosa: questo rialzo è maturo, ha già dato quello che doveva dare, si muove per inerzia più che per spinta. Il modello classifica lo scenario primario come ribassista all'86%, e su un indice questo va letto per quello che è — una misura di estensione della struttura.
• La foto del giorno. RSI giornaliero a 45,4, sotto la propria media a 51,9. ADX a 19,8, quindi trend giornaliero assente. Il dettaglio che conta è nella direzionalità: l'indicatore di pressione al ribasso sta a 26,4 contro un 16,0 di quello al rialzo, ed è il rapporto più sbilanciato delle ultime sedute. Il flusso di denaro giornaliero resta però positivo a più 0,133, sopra la sua media: il prezzo scende, il denaro no. Prezzo dentro il cloud Ichimoku sul giornaliero e sopra sul settimanale — la classica situazione in cui il breve dubita e il lungo tiene.
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SUPPORTI E RESISTENZE
Il prezzo sta dentro la zona di congestione 738,91-740,57, appoggiato al suo bordo inferiore. Attorno, la mappa è di una densità inusuale.
Resistenze
• 740,57 (+0,20%) — la prima linea del cloud Ichimoku giornaliero, che coincide col bordo alto della zona di congestione
• 744,58 (+0,74%) — media esponenziale a 20 sedute, passata sopra il prezzo la settimana scorsa
• 745,39 (+0,85%) — linea di conversione Ichimoku
• 746,66 (+1,02%) — banda centrale di Bollinger giornaliera, con la media ponderata per i volumi a 746,29 praticamente sovrapposta
• 747,62 (+1,15%) — Punto di Inversione giornaliero: sopra questo livello il segnale di breve torna in acquisto
• 750,02 (+1,48%) — massimo delle ultime sette sedute
• 756,61 (+2,37%) — banda superiore di Bollinger, con il massimo a 30 sedute a 756,68 nello stesso punto
• 760,40 (+2,88%) — il record storico
Supporti
• 738,92 (−0,02%) — media esponenziale a 50 sedute, che il prezzo sta letteralmente toccando
• 736,71 (−0,32%) — banda inferiore di Bollinger giornaliera
• 736,08 (−0,41%) — linea base Ichimoku
• 735,21 (−0,52%) — minimo delle ultime sette sedute
• 733,63 (−0,74%) — il Punto di Inversione settimanale: è il giudice del trade
• 724,25 (−2,01%) — media esponenziale a 100 sedute
• 716,58 (−3,05%) — minimo a 30 sedute
Il prezzo è incastrato fra la media a 50 sedute e la prima linea del cloud, con meno di mezzo punto percentuale di respiro da entrambi i lati. Una compressione così si scarica, e di solito lo fa presto.
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STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla 15ª settimana, ingresso area 679,46, +8,78% a oggi
• Obiettivo davanti: 779,67, il 5,49% sopra i corsi, con finestra aperta fino alla 17ª settimana — restano due settimane
• Obiettivi già raggiunti: 745,64 alla 6ª settimana e 728,99 alla 11ª, entrambi congelati
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 733,63: −0,74% dai corsi
• Stop al pareggio, in alternativa — area 679,46 (prezzo d'ingresso): −8,07% dai corsi. È l'opzione più larga, non la più sicura: il Punto di Inversione è già salito ben sopra l'ingresso e protegge molto di più
• Trailing: pareggio a +4%, poi +2% a +10%, poi il Punto di Inversione che sale da solo
• Rapporto rischio/rendimento sul target rimasto: 5,49% di guadagno contro 0,74% di rischio, poco più di sette a uno
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• Lo short parte dove muore il long: il trigger è lo stesso Punto di Inversione settimanale a 733,63
• Obiettivi dall'ultima analisi pubblicata: 705,91 e 698,78, il 4,5% e il 5,5% sotto i corsi
• I livelli di protezione dello short sono congelati all'ultima analisi e vanno riletti sul Punto di Inversione fresco
NO TRADE ZONE — 738,91 / 740,57
• Il prezzo è dentro la zona, appoggiato al bordo basso. Dentro la zona di congestione il modello non propone ingressi: serve un superamento confermato di uno dei due bordi, in chiusura, non in intraday
Ingresso ideale
• Al rialzo: chiusura sopra 747,62, il Punto di Inversione giornaliero, che riporterebbe in acquisto anche il breve e libererebbe lo spazio verso i massimi
• Al ribasso: chiusura settimanale sotto 733,63, che chiude il trade rialzista e apre l'altro lato
• Nel mezzo — cioè oggi — si sta fermi. Con la decisione sui tassi domani e i conti delle quattro maggiori società americane in settimana, la differenza fra agire oggi e agire a evento passato è trascurabile sull'orizzonte di settimane. Il rischio no
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NOTA DI METODO
Su un indice lo scenario ribassista che il modello segnala non è una previsione di calo: misura quanto la struttura rialzista sia matura ed estesa. La direzione operativa resta quella del segnale corrente, che qui è di acquisto. Sono due cose diverse e vale la pena non confonderle.
Analisi a scopo informativo e formativo, frutto della mia lettura tecnica dei grafici. Non è consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento. Il trading comporta rischi elevati e possibili perdite significative del capitale: ognuno opera in autonomia e sotto la propria responsabilità.
ANALISI TECNICA QQQ: INCOLLATO ALLA BANDA INFERIORE DI BOLLINGERANALISI TECNICA QQQ: INCOLLATO ALLA BANDA INFERIORE DI BOLLINGER, NOVE PUNTI SOTTO IL RECORD
QQQ, ETF sul Nasdaq 100 (BATS:QQQ) — analisi tecnica del 28 luglio 2026
Il prezzo ha chiuso a 682,12, cioè lo 0,03% sopra la propria banda inferiore di Bollinger e lo 0,11% sotto la media a 100 sedute. Sta appoggiato a due livelli nello stesso identico punto, e lo fa dopo aver perso il 6,7% dal massimo di luglio. Il confronto con l'ETF sull'S&P 500 è la cosa più utile di questa analisi: SPY sta il 2,80% sotto il proprio record, QQQ l'8,89%. Sei punti percentuali di divario fra due indici che il mercato tratta spesso come sinonimi.
Per ogni indicatore macro e settore riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete caricarli sul vostro grafico e verificare quello che scrivo.
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COSA È SUCCESSO
• Seduta di lunedì in rosso dello 0,31%, con massimo a 692,30 e minimo a 675,945 e il volume in acquisto fermo al 37,8%. Il peso è tutto dei semiconduttori: Nvidia giù del 3,5% su un rapporto giornalistico che la vorrebbe garante di 250 miliardi di dollari di debito per un centro dati, AMD dell'8,3%, Sandisk dell'11% e Micron del 5% sulla concorrenza cinese nella memoria dopo la quotazione a Shanghai di un produttore locale.
• La contropartita è che il denaro non è uscito dal listino tecnologico, si è spostato dentro: il software è salito in blocco nella stessa seduta, con Salesforce a più 7%, ServiceNow a più 8%, Shopify a più 7,9% e Palantir a più 4,1%. È una rotazione interna, e spiega perché l'indice abbia perso solo tre decimi di punto in una giornata in cui i suoi nomi più pesanti hanno lasciato fra il 3% e l'11%.
• Macro e settori: greggio (NYMEX:CL1!) giù del 7,5% in due sedute sulla tregua fra Stati Uniti e Iran, con le due volatilità — azionaria (CBOE:VIX) e obbligazionaria (TVC:MOVE) — entrambe in aumento del 18% sul mese, mentre restano fermi dollaro (TVC:DXY) e rischio di coda (CBOE:SKEW). Sul fronte settoriale la tecnologia (AMEX:XLK) cede lo 0,90% e nel paniere di QQQ pesa il 50,54%; i finanziari (AMEX:XLF) guadagnano l'1,01% ma qui valgono lo 0,24%. Ecco il motivo strutturale del divario con SPY: dove l'indice ampio ha un cuscinetto da 12,59% di banche, il Nasdaq 100 non ha praticamente nulla che assorba il colpo quando il tech scivola.
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ANALISI TECNICA
• Analisi tecnica settimanale. Il quadro ha cambiato lato. Il Punto di Inversione settimanale è stato rotto al ribasso nella settimana del 20 luglio e da allora il mio modello è posizionato short, con un progresso dello 0,31% dall'ingresso a 684,23. Il MACD settimanale sta a 22,96 contro una linea di segnale a 27,62, quindi in incrocio ribassista aperto, e il flusso di denaro è passato a meno 0,076 mentre la sua media resta a più 0,155: è la firma del denaro che esce. La struttura di lunghissimo periodo regge ancora, con prezzo sopra il cloud Ichimoku settimanale.
• Le spie di maturità. La qualità del setup — l'IQS, l'indicatore con cui misuro quanto è ordinata la fase tecnica su una scala da 0 a 100 — sta a 51,2, quindi in area intermedia e sensibilmente più alta di quella di SPY. La Forza del Segnale, che misura ampiezza e convinzione del movimento, è al 16%. La lettura combinata è di un movimento ribassista ordinato ma senza grande convinzione: sta scendendo per mancanza di compratori più che per pressione di venditori.
• La foto del giorno. RSI giornaliero a 38,6, in avvicinamento all'area di ipervenduto senza esserci ancora. ADX a 22,5, quindi un trend che esiste davvero, con l'indicatore di pressione al ribasso a 35,9 contro un 14,8 di quello al rialzo: è uno sbilanciamento netto, molto più marcato di quello che si legge su SPY. Il MACD giornaliero sta a meno 7,30 sotto una linea di segnale a meno 3,64. La volatilità storica corta è al 21,97 contro una lunga al 30,29: il movimento recente è più ordinato di quanto la media del periodo suggerisca.
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SUPPORTI E RESISTENZE
Il prezzo sta dentro la zona di congestione 677,78-730,62, molto vicino al bordo inferiore. È una zona larga cinquanta punti, il che di per sé racconta quanto sia stato disordinato il movimento delle ultime settimane.
Resistenze
• 682,87 (+0,11%) — media esponenziale a 100 sedute, che il prezzo ha appena perso: da supporto è diventata il primo tetto
• 684,23 (+0,31%) — il livello d'ingresso del ribasso in corso, chiusura della settimana del 20 luglio
• 699,69 (+2,58%) — Punto di Inversione giornaliero, con la linea di conversione Ichimoku a 700,15 sovrapposta
• 703,74 (+3,17%) — media esponenziale a 50 sedute, con quella a 20 sedute poco sopra a 705,67: le due medie brevi sono passate sopra il prezzo e ora lavorano contro
• 710,05 (+4,09%) — massimo delle ultime sette sedute, con la banda centrale di Bollinger a 710,49 e la linea base Ichimoku a 710,70 nello stesso punto
• 718,07 (+5,27%) — il Punto di Inversione settimanale: è il livello che chiude il ribasso
• 739,07 (+8,35%) — banda superiore di Bollinger
• 748,65 (+9,75%) — il record storico
Supporti
• 681,92 (−0,03%) — banda inferiore di Bollinger giornaliera, praticamente sotto i piedi del prezzo
• 675,95 (−0,91%) — minimo delle ultime sette sedute, che coincide col minimo delle ultime trenta
• 648,49 (−4,93%) — media esponenziale a 200 sedute
Il quadro è l'opposto di quello di SPY. Lì il prezzo è incastrato fra livelli fittissimi; qui sopra la testa c'è un muro di medie e sotto i piedi il vuoto — fra il minimo a trenta sedute e la media a 200 sedute non c'è nulla per quattro punti percentuali. È la geometria che rende fragile un indice.
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STRATEGIA OPERATIVA
SHORT — attivo dalla settimana del 20 luglio, ingresso area 684,23, +0,31% a oggi
• Obiettivo intermedio: 675,95, lo 0,91% sotto i corsi, cioè il minimo delle ultime trenta sedute — è il livello da superare in chiusura perché il movimento prosegua
• Obiettivo di lungo respiro: l'area della media a 200 sedute, 648,49, il 4,93% sotto i corsi
• Stop — Punto di Inversione settimanale, area 718,07: +5,27% dai corsi. È il livello che chiude il ribasso e riporta il modello sull'altro lato
• Stop al pareggio, in alternativa — area 684,23 (prezzo d'ingresso): +0,31% dai corsi. Qui il trade è appena nato e ingresso e prezzo quasi coincidono, quindi il pareggio è una protezione strettissima e va usato sapendo che una giornata normale lo tocca
• Trailing: pareggio a +4%, poi +2% a +10%, poi il Punto di Inversione che scende da solo
• Rapporto rischio/rendimento sull'obiettivo di lungo respiro: 4,93% di guadagno contro 5,27% di rischio. È sotto uno a uno, ed è la ragione per cui questo ribasso va gestito con taglia prudente
LONG — non attivo, ma è il lato che torna in gioco per primo
• Il long rinasce dove muore lo short: il trigger è lo stesso Punto di Inversione settimanale a 718,07, in chiusura settimanale
• Obiettivi dall'ultima analisi pubblicata: 771,15 e 788,52. Sono livelli calcolati prima del cambio di lato e vanno riletti quando e se il segnale rialzista torna
NO TRADE ZONE — 677,78 / 730,62
• Il prezzo è dentro la zona, a ridosso del bordo basso. Dentro la congestione il modello non propone nuovi ingressi: quello short in corso è nato prima, sulla rottura del Punto di Inversione, e si gestisce. Per aggiungere servirebbe un superamento confermato di uno dei due bordi
Ingresso ideale
• Al ribasso: chiusura sotto 675,95, che rompe insieme il minimo a trenta sedute e il bordo basso della zona di congestione, aprendo lo spazio verso 648
• Al rialzo: chiusura sopra 699,69, il Punto di Inversione giornaliero, che sarebbe il primo segnale serio di inversione del breve; la conferma vera arriva solo sopra 718,07 in chiusura settimanale
• Nel mezzo si accompagna quello che c'è. Con la decisione della Federal Reserve domani e i conti delle quattro maggiori società americane in settimana — tre delle quali pesano dentro questo indice — aggiungere rischio oggi significa pagare l'evento invece di leggerlo
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NOTA DI METODO
Su un indice il modello segnala uno scenario, e lo scenario non è la direzione: misura quanto la struttura sia matura o estesa. La direzione operativa è quella del segnale corrente, che qui è di vendita dal 20 luglio. Vale la pena tenere le due letture separate.
Analisi a scopo informativo e formativo, frutto della mia lettura tecnica dei grafici. Non è consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento. Il trading comporta rischi elevati e possibili perdite significative del capitale: ognuno opera in autonomia e sotto la propria responsabilità.
Nasdaq - ancora spazio per la discesaAncora margine per scendere sul Nasdaq verso i 670 usd.
La debolezza potrebbe non essere terminata sul tecnologico, da questo livello probabile vedere un rimbalzo del mercato e fondamentale sarà valutare se poi ci sarà la possibilità di proseguire e scongiurare ulteriore ribasso verso la media mobile bianca e contestuale retest dei massimi precedenti.
Banche al comando, frenano AI e semiconduttoriprimi sei mesi del 2026 sono stati dominati dal rally dell'intelligenza artificiale e del comparto dei semiconduttori. A luglio, però, questo trend ha subito una brusca frenata, contribuendo a portare il Nasdaq a un calo mensile del -7,29%, pur mantenendo un rialzo del +11% da inizio anno. In questo contesto, il settore bancario è quello che sta offrendo le migliori performance.
Nel grafico di destra, l'ETF statunitense KBWB, che replica le principali banche americane, risulta il migliore da inizio anno con un +12,66%. Il sorpasso sta avvenendo in questa settimana sul QQQ che rappresenta il Nasdaq.
Sul grafico di sinistra sono invece riportati gli ETF SMH, dedicato ai semiconduttori, e AIQ, focalizzato sull'intelligenza artificiale. Entrambi sono in fase discendente da metà giugno e, pur restando in territorio positivo, il comparto dei semiconduttori ha perso circa il 30% nell'arco di quaranta giorni.
Nasdaq - scenario si complicaSi complica lo scenario e la struttura bullish del'indice tecnologico dopo la perdita del livello chiave in gioco da Maggio26.
I livelli statici al momento reggono ma per evitare ulteriori affondi verso il basso bisogna recuperare i 700 usd.
Nella seconda parte della sessione di venerdì è iniziata una fase di recupero dettata dagli eccessi tecnici di ipervenduto, ora bisogna proseguire con questa tendenza oppure i mesi di Luglio e Agosto potrebbero registrare performance negative.
Sia appesi su un supporto cruciale e il corpo esteso delle candele rosse in prossimità dei massimi non sono di buono auspicio.
QQQ: LA SETTIMANA CHIUDE IL 7% SOTTO IL RECORDQQQ: LA SETTIMANA CHIUDE SOTTO IL PUNTO DI INVERSIONE SETTIMANALE, IL 7% SOTTO IL RECORD
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Analisi tecnica QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 — 18 luglio 2026 (chiusura del 17)
Il QQQ ha perso l'1,5% venerdì e il 4,2% sulla settimana, e ha chiuso a 695,33 — sotto il Punto di Inversione settimanale di 701,13, cioè sotto il livello che regge il trade da tredici settimane. È la prima chiusura settimanale sotto quel livello da mesi. Il sistema non ha ancora registrato l'evento di vendita, e c'è un precedente recente che invita alla calma. Di seguito cosa è successo, il piano operativo e i livelli di guardia.
Per ogni indicatore macro e settore riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete cercarlo e aprirne il grafico in un clic.
COSA È SUCCESSO
• La seduta — il Nasdaq ha chiuso a −1,40% e il QQQ a −1,5%, con il rinvio di alcuni mesi del modello di punta di Alphabet a fare da innesco. Il colpo si è propagato all'intera filiera: AMD −5%, Intel −4%, Nvidia −3%, e in Europa STMicroelectronics −4% e Infineon fra i peggiori del DAX. Da fine giugno il comparto dei chip ha bruciato una capitalizzazione dell'ordine di 3.300 miliardi di dollari. Netflix ha perso oltre il 7% sulla guidance, Apple ha ripreso il primo posto mondiale per capitalizzazione
• Macro — tre spie di stress salgono insieme: volatilità azionaria (CBOE:VIX) su di quasi il 25% in cinque sedute, volatilità obbligazionaria (TVC:MOVE) in aumento da due settimane, spread BTP-Bund (TVC:BTPBUND) oltre il 15% sul mese. Il petrolio (NYMEX:CL1!) guadagna quasi l'11% dopo l'attacco a un impianto energetico in Kuwait, l'oro (OANDA:XAUUSD) è tornato rifugio nell'ultima seduta; fermi dollaro (TVC:DXY) e rischio di coda (CBOE:SKEW). Tiene solo la partecipazione (BPSPX), oltre il 15% sul mese: il mercato largo non sta scappando, si sta spostando
• Settori — qui sta la differenza che conta. La tecnologia (AMEX:XLK) perde l'1,1% sul giorno e il 5,5% sulla settimana, le comunicazioni (AMEX:XLC) l'1,8%, il consumo discrezionale (AMEX:XLY) l'1,6%: sono i primi tre pesi del QQQ e valgono insieme quasi l'80% del paniere. L'energia (AMEX:XLE), unico comparto in progresso a +1,2%, nel QQQ pesa lo 0,7%, e i finanziari (AMEX:XLF) lo 0,2%. Dove lo SPY ha un cuscinetto, il QQQ ha il vuoto
• Il quadro operativo è passato da favorevole ad attento: la struttura tiene, ma lo stress sale su tre fronti
IL CONFRONTO CON LO SPY
È l'informazione più utile della giornata, e si legge in tre numeri. Lo SPY sta il 2,3% sotto il proprio record, il QQQ il 7,1%. Sulla settimana lo SPY ha perso l'1,5%, il QQQ il 4,2%. E soprattutto: il Punto di Inversione settimanale dello SPY sta l'1,6% sotto i corsi e fa da cuscinetto, quello del QQQ sta lo 0,8% sopra i corsi ed è già stato superato in chiusura.
La ragione è la composizione. Il QQQ ha metà del paniere in tecnologia (50,5% contro il 33% dello SPY) e praticamente nessuna esposizione ai finanziari (0,2% contro 12,6%). Quando il denaro esce dai chip e va in banche, energia e difensivi, lo SPY riceve una parte di quel denaro e il QQQ no. In questa rotazione il QQQ è il lato che paga per intero.
ANALISI TECNICA
Segnale di acquisto in area 649, attivo da 13 settimane, +7,2% a oggi.
• Settimanale — la struttura di fondo regge ancora: medie a 20, 50, 100 e 200 periodi tutte sotto il prezzo, prezzo sopra la nuvola di Ichimoku, forza relativa (RSI) a 56, convergenza delle medie (MACD) ancora sopra la sua linea di segnale ma con l'istogramma ormai schiacciato a +0,23, cioè a un passo dall'incrocio negativo. Il denaro si è raffreddato in fretta: flusso di Chaikin (CMF) a +0,07 contro una media a +0,22. La forza di tendenza (ADX) è a 22 con il direzionale negativo (24,9) più che doppio rispetto a quello positivo (10,3)
• Le spie di maturità — l'IQS, che misura la qualità e la fase del setup, è a 45 su 100; la Forza del Segnale, che misura l'ampiezza e la convinzione del movimento, è a 62 su 100, quindi decisamente più alta di quella dello SPY. Convinzione alta e volatilità alta viaggiano insieme, e la volatilità settimanale qui è al 4,1% contro il 2,8% dello SPY: movimento più ampio, rischio di percorso maggiore
• La foto del giorno — venerdì −1,5%, forza relativa a 42, convergenza delle medie negativa e sotto la sua linea di segnale, direzionale negativo a 34 contro 17,6. Il prezzo è sceso dentro la nuvola di Ichimoku giornaliera, ha perso le medie a 20 e a 50 giorni e ha chiuso appena sotto la propria banda inferiore di Bollinger. Quest'ultima è una condizione di allungamento: da lì un rimbalzo tecnico è normale e non dimostra nulla
SUPPORTI E RESISTENZE
No Trade Zone — 694,80 / 715,29: il prezzo è dentro la zona (695,33) ma incollato al pavimento. Un cedimento sotto 694,80 la trasforma in tetto, ed è la soglia da guardare per prima lunedì.
Resistenze — i vecchi supporti sono passati sopra il prezzo
• 696,00 (+0,1%) — banda inferiore di Bollinger giornaliera: il prezzo ha chiuso appena sotto
• 701,13 (+0,8%) — Punto di Inversione settimanale: il livello che regge il trade, ora sopra i corsi
• 706,31 e 706,58 (+1,6%) — media a 50 giorni e Conversion Line di Ichimoku
• 712,82 (+2,5%) — Punto di Inversione giornaliero
• 715,29 e 715,75 (+2,9%) — bordo della nuvola di Ichimoku, tetto della No Trade Zone e media a 20 giorni: un muro triplo
• 726,39 (+4,5%) — massimo degli ultimi 7 giorni · 748,65 (+7,7%) — record storico
Supporti — pochi e distanti
• 694,80 (−0,1%) — pavimento della No Trade Zone
• 686,76 (−1,2%) — minimo degli ultimi 7 giorni: il primo appoggio vero
• 681,38 (−2,0%) — media a 100 giorni
• 652,12 (−6,2%) — bordo inferiore della nuvola di Ichimoku settimanale · 645,63 (−7,1%) — media a 200 giorni
Sotto la media a 100 giorni si apre un vuoto di oltre quattro punti percentuali. È la mappa che spiega perché qui la disciplina conta più che sullo SPY.
STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla 13ª settimana, ingresso area 649, +7,2% a oggi, con lo stop già superato in chiusura
• Target 1 e 2 — incassati in settimana 6 (area 738) e in settimana 11 (area 713)
• Target 3 — banda 782–839, ultima finestra, scade in settimana 17: +16,6% dai corsi, +24,9% dall'ingresso. È l'obiettivo di lungo respiro, e oggi è molto lontano
• SL1 — area 701 (Punto di Inversione settimanale): sta lo 0,8% SOPRA i corsi, quindi la settimana ha chiuso oltre il livello di guardia. Precedente utile: lo SPY ha chiuso sotto il proprio il 22 giugno e ha recuperato la settimana dopo, senza che il segnale di vendita scattasse. Una chiusura sotto è un avvertimento, la conferma è un'altra cosa — ma è l'avvertimento che comanda il piano
• Stop al pareggio, in alternativa — area 649 (prezzo d'ingresso): −6,7% dai corsi. Dà molto più respiro del Punto di Inversione, che ha già trascinato l'8,1% sopra l'ingresso, e protegge molto meno
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• L'ingresso coincide col Punto di Inversione settimanale di area 701: lo short parte dove muore il long. Il prezzo è già sotto quel livello, quindi il trigger è alle spalle — ma l'evento di vendita non è registrato, e senza conferma il box resta informativo
• Target — area 665 (−4,3% dai corsi) e area 655 (−5,8%) · SL1 area 736 · SL2 area 741
Ingresso ideale
• Non si aggiunge esposizione su un trade in essere da tredici settimane che ha appena chiuso sotto il proprio livello di guardia
• Per rientrare in sicurezza — recupero confermato sopra area 701, meglio se accompagnato dal ritorno sopra la media a 20 giorni e dentro la No Trade Zone, cioè sopra 715
• Per chi è dentro — la settimana che comincia decide: chiusura di venerdì prossimo sopra 701 e l'avvertimento rientra; sotto 695 e la zona diventa un tetto, con il primo appoggio vero solo a 687
• Fermi in ogni caso finché il prezzo lavora sul pavimento della zona
Nota di metodo. Il mio modello dà lo scenario primario ancora rialzista al 62%, e va letto per quello che è: una misura di struttura e maturità, non una previsione di direzione. Per un indice, lo scenario non è la direzione. La direzione operativa resta l'acquisto, ma è la prima volta in tredici settimane che il livello che la sostiene è sotto discussione.
Analisi a scopo informativo ed educativo, non un consiglio finanziario personalizzato. I dati del passato non garantiscono i risultati futuri.
rientriamo long su SGBS senza stoprientriamo long su SGBS senza stop, 6pezzi a 171,85 no stop, non sembra nè troppo caro, nè troppo economico e nemmeno troppo giustamente prezzato, per cui in un sussulto delle materie prime che sembrano non mollare lo rimettiamo in saccoccia per "the long run".
Il terzo attacco potrebbe essere quello buono, il mensile pare tenere bene, grossi problemi solo con close sotto 1870-1850 usd/oncia, ma adesso che siamo dentro lo molleremo "solo quando lo diro io!".
Oltre l'analisi casellografica!
SLong
Analisi tecnica QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100QQQ (NASDAQ 100): IL PREZZO È ENTRATO NELLA NUVOLA E LO STOP SETTIMANALE È A MENO DI UN PUNTO
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Analisi tecnica QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 — 17 luglio 2026
Il Nasdaq ha perso l'1,64% contro lo 0,54% dell'S&P: tre volte tanto, e la ragione sta nel paniere. Il prezzo è entrato nella nuvola di Ichimoku, ha restituito anche la seconda presa di beneficio e adesso lavora a meno di un punto percentuale dal suo Punto di Inversione settimanale, cioè dal livello che decide il trade. Di seguito cosa è successo, i livelli di guardia e il piano operativo.
Per ogni indicatore macro e settore riporto tra parentesi il simbolo esatto di TradingView, così potete cercarlo e aprirne il grafico in un clic.
COSA È SUCCESSO
• La seduta — Nasdaq Composite a −1,47%, S&P 500 a −0,51%: la frattura si è allargata. L'innesco è una buona notizia letta al contrario — il grande produttore taiwanese di semiconduttori ha battuto le attese sugli utili ma alzato la spesa per investimenti 2026 a 60-64 miliardi di dollari, e il mercato ha deciso che è troppa. Da lì la valanga sul cuore del paniere: Marvell (−8,7%), ARM (−7,3%), Oracle (−6,2%), Intel (−5,8%), Micron (−5,7%), Broadcom (−3,4%). Netflix ha aggiunto un calo fra l'8 e il 9,7% fuori orario sui conti. In controtendenza Apple, sul nuovo massimo storico: il suo accordo cinese le porta un motore di intelligenza artificiale senza costruirlo, cioè senza la spesa che ieri il mercato ha punito in tutti gli altri
• Settori — qui il conto è impietoso. I tre settori che ieri hanno guidato — consumo difensivo (AMEX:XLP) +2,8%, sanità (AMEX:XLV) +2,2%, immobiliare (AMEX:XLRE) +2% — pesano nel Nasdaq 100 rispettivamente l'8,6%, il 5,1% e lo 0,1%; l'immobiliare, in pratica, non c'è. L'ultimo della classifica, la tecnologia (AMEX:XLK) a −2,2%, pesa il 50,5%, e le comunicazioni (AMEX:XLC) un altro 16%. I finanziari (AMEX:XLF), primi sul mese, valgono qui lo 0,24% contro il 12,6% dell'S&P: il cuscinetto che ha protetto l'indice largo, qui non esiste
ANALISI TECNICA
Segnale di acquisto in area 649, attivo dalla 13ª settimana, +8,8% a oggi.
• Settimanale — la struttura regge ma si sta incrinando: medie mobili a 20, 50, 100 e 200 periodi ancora tutte sotto il prezzo, forza relativa (RSI) scesa a 58, convergenza delle medie (MACD) ancora positiva. Volatilità (ATR) intorno al 4%, ben più alta dell'indice largo: è la natura del Nasdaq. Il segnale che mi interessa di più è il denaro: il flusso di Chaikin (CMF) settimanale è a +0,07 con la sua media a +0,22 — il grezzo è crollato ben sotto la media, l'accumulo si sta svuotando in fretta
• Le spie di maturità — l'IQS, la qualità e la fase del setup, è a 51 su 100. La Forza del Segnale, che misura l'ampiezza e la convinzione del movimento, è a 38 su 100: più sostenuta di quella dell'S&P, che sta a 7, e questo è l'unico punto dove il Nasdaq oggi vince. La forza di tendenza (ADX) settimanale in area 22 ha i direzionali a favore del ribasso
• La foto del giorno — qui la musica è cambiata sul serio. La convergenza delle medie giornaliera è passata in territorio negativo, la forza relativa è scivolata in area 46, il flusso di denaro giornaliero è negativo e il volume in acquisto si è fermato al 30%: tre venditori ogni acquirente. Il prezzo è rientrato dentro la nuvola di Ichimoku, che nelle ultime settimane aveva sempre lavorato sotto di lui
SUPPORTI E RESISTENZE
No Trade Zone — 725,08 / 731,92: il prezzo le sta ben sotto (705,94), a quasi il 3% dal bordo inferiore. La zona è diventata un tetto lontano: per riaprire il discorso servirebbe prima recuperarla.
Resistenze — i vecchi supporti, ora tutti sopra la testa
• 706,76 (+0,1%) — media a 50 giorni: il prezzo ci è caduto sotto ieri, ed è a filo
• 707,38 (+0,2%) — VWAP giornaliero
• 713,14 (+1%) — bordo della nuvola di Ichimoku: il prezzo è rientrato dentro
• 713,65 e 715,91 (+1,1% / +1,4%) — Conversion Line e Base Line di Ichimoku
• 717,90 (+1,7%) — media a 20 giorni · 724,16 (+2,6%) — Punto di Inversione giornaliero: da qui in giù il segnale di giornata resta in vendita
• 726,39 (+2,9%) — massimo degli ultimi 7 giorni · 748,65 (+6,1%) — record storico
Supporti — sotto il prezzo è rimasto poco
• 700,91 (−0,7%) — minimo degli ultimi 7 giorni
• 701,13 (−0,7%) — Punto di Inversione settimanale: il giudice del trade, ed è lì sotto
• 699,97 (−0,8%) — banda inferiore di Bollinger giornaliera
• 652,13 (−7,6%) — bordo inferiore della nuvola di Ichimoku: il vuoto sotto i primi tre livelli è ampio
STRATEGIA OPERATIVA
LONG — in essere dalla 13ª settimana, ingresso area 649, +8,8% a oggi
• Target 1 e 2 — incassati in settimana 6 in area 738 e in settimana 11 in area 713: il prezzo è ora sotto entrambi. Il Nasdaq ha restituito il terreno di tutte e due le prese di beneficio, l'S&P di nessuna
• Target 3 — banda 839–895, ultima finestra, scade in settimana 17: restano 4 settimane, e valgono +22,8% dai corsi. Il prezzo se ne sta allontanando invece di avvicinarsi: è un obiettivo che oggi non ha più molto senso come guida
• SL1 — area 701 (Punto di Inversione settimanale): −0,7% dai corsi, e sta l'8,1% sopra l'ingresso. È il numero della giornata: lo stop è a meno di un punto, quindi il trade si decide qui, adesso
• Stop al pareggio, in alternativa — area 649 (prezzo d'ingresso): −8,1% dai corsi. Dà molto più respiro, ma su un trade in guadagno da 13 settimane significherebbe restituire tutto: il Punto di Inversione, che è già salito sopra l'ingresso, protegge assai meglio
• Rapporto in essere: l'obiettivo è lontano e lo stop è addosso — l'asimmetria oggi lavora contro
SHORT — alternativo, non attivo (informazione di servizio, non uno scenario operativo)
• Si attiva solo sotto area 701: lo short parte dove muore il long, l'ingresso coincide col Punto di Inversione. Oggi quella soglia dista meno di un punto, quindi è l'unico dei due indici dove lo scenario alternativo è a portata di una seduta
• Target — area 666 (−5,7% dai corsi) e area 656 (−7,1%) · SL1 area 735 · SL2 area 741
Ingresso ideale
• Nessuna nuova esposizione: il segnale giornaliero è in vendita, il prezzo lavora sotto i suoi primi cinque ostacoli e dentro la nuvola
• Il primo passo per rientrare in gioco è il recupero sopra area 724, poi il rientro nella No Trade Zone
• Il long settimanale resta valido finché il prezzo lavora sopra area 701. Sotto quella soglia il quadro cambia, e cambia in fretta
Nota di metodo. Lo "scenario di pressione ribassista" che il mio modello segnala al 62% misura la maturità ed estensione della struttura, non un calo imminente: per un indice, lo scenario non è la direzione. La direzione operativa settimanale resta l'acquisto, appoggiata però a un livello molto vicino.
Analisi a scopo informativo ed educativo, non un consiglio finanziario personalizzato. I dati del passato non garantiscono i risultati futuri.






















