ORO RIALZISTA. TENSIONI GEOPOLITICHE E FATTORI TECNICI📈 Situazione Attuale
Il prezzo dell’oro ha testato con successo il supporto in zona 3355-3370 (resistenza convertita in supporto).Inoltre le attuali tensioni geopolitiche tra India e Pakistan potrebbero spingere l’oro verso nuovi massimi.
⚡ Configurazione Tecnica
Test della zona di supporto 3355-3370 (in precedenza testata più volte come resistenza)
Media veloce che ha incrociato al rialzo la media lenta sul Time Frame 4h
Trendline ascendente con minimi crescenti
🌍 Analisi Fondamentale
Attesa decisione FED oggi. Possibile tono moderato che indebolisce il USD (probabilità taglio tassi al 68% per luglio)6
Domanda sui beni di rifugio per l'aumento di tensioni geopolitiche tra India e Pakistan e dichiarazioni di Israele su invasione di Gaza
Dati USA deludenti. Calo PIL Q1 (-0.4%) e vendite al dettaglio in contrazione.
🎯 Obiettivi di Prezzo
Target: 3500 Nuovi massimi
⚠️ Gestione del Rischio
Stop Loss aggressivo: 3355 (rottura della resistenza)
Stop Loss conservativo: 3250 precedente minimo relativo
💡 Conclusione
La combinazione di un trend rialzista con solida resistenza in zona 3355-3370 e scenario macro favorevole al metallo prezioso ( possibile evento FED come catalizzatore immediato) crea un’opportunità interessante da valutare per il metallo prezioso per eccellenza.
Ricordate di fare sempre ulteriori analisi e di tradare responsabilmente gestendo in modo oculato il rischio.
Analisi fondamentale
Oggi la FedAl giorno cruciale della Fed ci arriviamo con un ritorno del risk on, dopo che ieri pareva il contrario, specialmente in assenza di dichiarazioni sui colloqui eventuali tra USA e Cina sui dazi, che erano stati categoricamente smentiti da Trump. Il Presidente, infatti, aveva dichiarato di non avere alcuna intenzione di incontrare a breve Xi Jinping. E invece poi saranno Bessent e il Vice Presidente Cinese a parlarne.
L'indice del dollaro, ieri sotto pressione per l’intera seduta, ha reagito tornando in area 99,5, interrompendo una serie di tre giorni di ribassi dopo le notizie secondo cui il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent e il rappresentante per il commercio Jamieson Greer avrebbero incontrato i loro omologhi cinesi questa settimana in Svizzera per discutere di questioni economiche e commerciali. Ciò ha accresciuto l'ottimismo riguardo a un possibile avvio di negoziati commerciali per ridurre gli ingenti dazi imposti da entrambi i paesi.
Gli investitori sono però in attesa della decisione di politica monetaria della Federal Reserve, prevista per questa sera, con ovvie previsioni di tassi fermi. Ma la chiave sarà Jerome Powell e le sue dichiarazioni, che saranno cruciali per avere informazioni sull'andamento futuro dei tassi, in un contesto di crescente pressione per un allentamento della politica monetaria. Tuttavia, i timori che i dazi di Trump possano ancora far salire l'inflazione, per ora hanno negato questo scenario.
WALL STREET
Gli azionari USA sono scesi ieri, estendendo le perdite della sessione precedente, con l'S&P 500 che ha chiuso con il segno negativo, a -0,77%, il Nasdaq in calo dello 0,87% e il Dow Jones in calo dello 0,95%. Il sentiment degli investitori, sempre ieri, sembrava pessimista a causa della persistente incertezza sui dazi e delle crescenti preoccupazioni per l'impatto delle tensioni commerciali sugli utili aziendali.
Nella notte, però, i mercati azionari asiatici sono saliti dopo che è arrivata la conferma che il vice premier cinese He Lifeng incontrerà il Segretario al Tesoro Scott Bessent questa settimana, per discutere di tariffe e questioni commerciali, alimentando speranze tra gli investitori. A rafforzare il sentiment positivo, il fatto che la Pboc avrebbe deciso di tagliare i tassi di interesse tra i 10 e i 50 punti base.
Il Presidente Trump, dal canto suo, incontrerà il Primo Ministro canadese Carney, mentre i negoziati tra gli Stati Uniti e diversi paesi proseguono, sebbene non siano stati raggiunti accordi formali. Nel frattempo, le importazioni statunitensi a marzo sono nuovamente aumentate in previsione di nuovi dazi ad aprile. Oggi inizia la riunione del FOMC, con la Fed che si prevede manterrà invariati i tassi di interesse. Il mercato prezza un nulla di fatto e bisogna aspettare prima che decida di tagliare il costo del denaro.
VALUTE
Sui cambi solito trading range, con EurUsd tra 1.1300 e 1.1380 e gli altri cambi contro dollaro in una perfetta correlazione dollaro-centrica. La chiave è altrove, ovvero è legata all’incontro USA-Cina sui dazi, nonostante nel mondo tornino le tensioni, di cui si faceva volentieri a meno, specie in un anno come questo, con uno scontro India-Pakistan, che per ora si è limitato a un raid mirato dell’India verso siti terroristici pachistani con conseguente rappresaglia di Islamabad, ma che speriamo non subisca una escalation militare generalizzata, il che, oltre a provocare vittime innocenti, potrebbe alimentare un ennesimo risk off sui mercati.
Il ritorno e la correzione del dollaro si è vista anche contro Jpy con UsdJpy tornato a 143.30 dai minimi di 142.30 di ieri pomeriggio. Bisogna capire se questo movimento del biglietto verde sia solo correttivo per poi riprendere la sua strada ribassista, oppure se sarà qualcosa di più. Anche il Chf ha perso quota con EurChf che da 0.9330 è risalito a 0.9365-70 area, così come UsdChf da 0.8210 a 0.8270. Il dilemma rimane il solito, ovvero molto, se non tutto, dipende dalle questioni commerciali. Se USA e Cina trovassero un accordo, il risk on tornerebbe prepotentemente sulla scena.
DEFICIT COMMERCIALE USA
Il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ampliato a 140,5 miliardi di dollari a marzo 2025, raggiungendo un nuovo massimo storico, rispetto alle previsioni di un deficit di 137 miliardi di dollari. Le importazioni sono balzate del 4,4%, raggiungendo il massimo storico di 419 miliardi di dollari, in previsione di ulteriori annunci di dazi ad aprile. Gli acquisti sono aumentati per prodotti farmaceutici, autovetture e accessori per computer, ma sono diminuiti per prodotti finiti in metallo e petrolio greggio.
Nel frattempo, le esportazioni sono aumentate di un misero 0,2%, ma hanno anche superato il record di 278,5 miliardi di dollari, trainate da autovetture, gas naturale, oro e accessori per computer. Il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ampliato notevolmente con l'UE e il Vietnam, ma si è ridotto con la Cina, la Svizzera e il Canada mentre è rimasto pressoché invariato con il Messico.
PETROLIO
Martedì, i future sul greggio WTI sono saliti del 4% a 59,4 dollari al barile, rimbalzando dal minimo di quattro anni, poiché gli indicatori tecnici segnalavano un mercato ipervenduto e divergenze interessanti. I prezzi sono stati sostenuti anche dal ritorno degli acquirenti cinesi dopo le festività. Inoltre, i segnali di un potenziale rallentamento della produzione di scisto statunitense hanno contribuito ad alleviare le preoccupazioni relative all'eccesso di offerta.
Diamondback Energy, un importante produttore, ha rivisto al ribasso le sue previsioni di produzione e ha avvertito di un imminente calo delle attività di perforazione onshore. Anche un altro importante operatore di gas scisto ha annunciato tagli, a indicare che i bassi prezzi stanno iniziando a influire sulla produzione. Nel frattempo, la modesta riduzione dei prezzi di vendita ufficiali da parte dell'Arabia Saudita ha segnalato un approccio cauto alla quota di mercato, attenuando il sentiment ribassista dopo l'accordo dell'OPEC+ per aumentare la produzione a giugno. Anche l’indice PMI dei servizi statunitense superiore alle attese ha contribuito al mantenimento della domanda.
Saverio Berlinzani
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GOLD | Tassi d'interesse ore 20!Buongiorno traders, come state?
Io per le mie analisi uso le Charts di Capital.com, mi ci trovo molto bene, il grafico è lineare e preciso, ve lo consiglio.
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
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Giornata potentissima oggi, e dato che le news le avremo in conclusione, vi consiglio di attendere il momento migliore per posizionarvi ovvero verso la conferenza stampa di questa sera ore 20:30, nel mentre cerchiamo di analizzare al meglio per prepararci a questo evento.
La situazione strutturale non cambia di una virgola, restiamo come ieri ancora a rialzo, il mercato è avanzato un po' senza darci le zone che attendavamo, ripropongo di conseguenza le zone di ieri con l'aggiunta di una fascia short molto interessante creata in notturna, non penso che il mercato avanzerà molto anticipando le News, penso che resterà sotto questa zona e sopra le fasce long segnate in basso.
Con cautela attendete una delle 2 fasi, e più vi avvicinate alle news e più vi sconsiglio di anticipare un posizionamento.
- Fulmine VERDE: Zona di valutazione LONG;
- Fulmine ROSSO: Zona di valutazione SHORT.
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.
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Operate sempre responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Questa è solo un'analisi che condivido con voi e da cui potete prendere spunto, non consideratelo un segnale.
Buona valutazione e buon trading.
Ciau.
Il prezzo del petrolio (WTI) rimane ribassista sotto i 65 dollarIntroduzione: In un'analisi di mercato che vi abbiamo presentato a metà aprile, abbiamo spiegato che il prezzo del greggio statunitense sul mercato delle materie prime aveva rotto un livello tecnico cardine, il prezzo di 65 dollari al barile di greggio texano (WTI). Essendo il punto di riferimento per il prezzo dell'oro nero negli Stati Uniti, questo ulteriore calo del prezzo del petrolio è molto positivo per la disinflazione statunitense, con l'indice nominale dei prezzi PCE sceso al 2,3% nell'ultimo aggiornamento.
È necessario tenere a mente i due fattori seguenti: il petrolio rimane ribassista finché rimane al di sotto della nuova resistenza tecnica di 65 dollari. Per quanto riguarda i fondamentali ribassisti, essi sono molteplici e riguardano sia l'offerta che la domanda. Infine, ciò consente di essere ottimisti sul fatto che l'inflazione continuerà a scendere, nonostante la guerra commerciale.
1) Domanda e offerta di petrolio: i fondamentali sono ribassisti
I due principali fattori di ribasso del prezzo del petrolio nel segmento energetico del mercato delle materie prime sono i seguenti e riguardano l'offerta di petrolio.
- Nuovi massimi storici della produzione petrolifera statunitense, che potrebbe raggiungere i 28 milioni di barili al giorno entro il 2028 in base alla politica di trivellazione dell'amministrazione Trump. Entro il 2025, la produzione statunitense di petrolio dovrebbe superare i 22 milioni di barili al giorno, pari a oltre il 20% della produzione mondiale (si veda la tabella seguente, tratta dall'ultimo rapporto mensile dell'OPEC). Questa massiccia produzione di petrolio statunitense è la principale spiegazione della tendenza al ribasso del prezzo del petrolio sul mercato azionario.
- A ciò si aggiunge il nuovo aumento della produzione da parte dei Paesi membri dell'OPEC, che insieme rappresentano il 25% della produzione mondiale, e addirittura il 33% se si include la Russia nell'OPEC+. All'interno dei 12 Paesi membri è scoppiata una forte opposizione e il leader tra questi (l'Arabia Saudita, con 9 milioni di barili al giorno da sola) ha deciso di aumentare nuovamente la produzione per vendere di più, aumentare la propria quota di mercato ma anche far scendere i prezzi e quindi “punire” i Paesi membri che non hanno rispettato le quote di produzione negli ultimi mesi (in particolare Iraq e Kazakistan). Questo aumento combinato della produzione da parte di Stati Uniti, Arabia Saudita e Russia sta esercitando una pressione al ribasso sui prezzi.
2) L'analisi tecnica del prezzo del petrolio rivela un messaggio ribassista al di sotto della resistenza a 65 dollari
La rottura del supporto a 65 dollari questa primavera ha quindi forti giustificazioni fondamentali e, secondo la regola chartista del cambio di polarità, questo livello di prezzo costituisce ora un'importante resistenza tecnica.
Solo un ritorno a questo livello, ossia una violazione della resistenza su base di chiusura giornaliera, segnalerebbe un'inversione rialzista del prezzo del petrolio sul mercato azionario.
Conclusione: l'offerta di petrolio (cioè la produzione) continuerà ad avere un effetto ribassista sui prezzi quest'anno. Affinché il prezzo del petrolio possa rimbalzare in modo significativo, sarebbero necessari accordi commerciali tra Stati Uniti e Cina e tra Stati Uniti e Unione Europea per rilanciare le prospettive di aumento della domanda globale di petrolio. In assenza di ciò, il prezzo è tecnicamente ribassista al di sotto dei 65 dollari, con il prossimo supporto principale a 45/50 dollari.
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INDICE NMI EUROPEOINDICE NMI EUROPEO
Dopo un rialzo nei primi tre mesi dell’anno, la crescita economica dell’eurozona all’inizio del secondo trimestre è rallentata.
Il settore terziario, che detiene il ruolo maggiore, ad aprile è praticamente rimasto in stagnazione.
Anche se la produzione
manifatturiera ha indicato un inaspettato rialzo, questo non è stato sufficiente ad evitare il complessivo rallentamento della
crescita.
Nel settore terziario, la pressione dei costi è ancora piuttosto alta, nonostante abbia decelerato negli ultimi due mesi.
L’inflazione dei prezzi di vendita è scesa e ha continuato l’andamento al ribasso. Molti membri della Banca Centrale
Europea stanno suggerendo un nuovo taglio ai tassi di interesse nel mese di giugno, e gli ultimi dati sembrano
sostenere questa posizione.
L’occupazione dell’eurozona sembra in fase di lieve stabilizzazione.
Il calo dei posti di lavoro nel manifatturiero è stato più che compensato dall’aumento degli organici terziari.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 06.05.2025Borse europee in ripresa, mentre Wall Street prede fiato.
Settore servizi in buona salute ad Aprile negli Usa: una sorpresa!
Trump tassa i film prodotti all’estero: minacciano la salute di Holliwood...
Petrolio sempre più giù, mentre riparte la corsa dell’oro.
Mercati finanziari tra cautela e segnali di ripresa: l’Europa accelera, Wall Street rallenta. Dopo una settimana positiva che aveva riportato le Borse europee ai livelli precedenti all’imposizione dei nuovi dazi, l’apertura di questa settimana ha visto un atteggiamento più cauto da parte degli investitori.
Fa eccezione il Dax di Francoforte, che ha guadagnato l’1,1%, sostenuto dall’imminente insediamento del nuovo governo tedesco guidato dal conservatore Friedrich Merz (Cdu-Csu). La coalizione con la Spd prevede Lars Klingbeil come vicecancelliere e ministro delle Finanze, mentre Boris Pistorius è stato confermato alla Difesa, favorendo un rialzo dei titoli legati all’industria militare: Rheinmetall +3,1% e Renk +4,1%.
Nel resto d’Europa, Milano ha chiuso in leggero rialzo (+0,4%), con gli occhi puntati sul consolidamento del settore bancario. Madrid ha fatto anche meglio (+0,5%), mentre Parigi (-0,5%) e Amsterdam (-0,1%) hanno chiuso in calo. La Borsa di Londra è rimasta chiusa per festività.
Wall Street ha archiviato una seduta negativa, segnata dalla prudenza in attesa della riunione della Federal Reserve e della delusione per l’assenza di sviluppi concreti sugli accordi commerciali.
In particolare, il presidente Donald Trump ha imposto dazi del 100% sui film prodotti all’estero, sostenendo che i benefici fiscali offerti da altri Paesi al settore cinematografico rappresentino una "minaccia alla sicurezza nazionale".
Gli indici principali hanno chiuso in ribasso: Dow Jones -0,24% a 41.217 punti, S&P500 -0,64% a 5.650 punti, Nasdaq -0,74% a 17.844 punti.
Nei primi mesi del 2025, l’Europa si conferma l’area geografica preferita dagli investitori globali rispetto agli Stati Uniti. Dopo che negli ultimi cinque anni l’S&P500 abbia guadagnato complessivamente il +104% (inclusi i dividendi), contro il +88% dello Stoxx 600, da inizio anno il trend si è invertito: S&P500 -11,6%, Stoxx 600 +7,5%.
Questo cambiamento è stato favorito dalle tensioni commerciali e dall'incertezza sulle politiche americane, mentre in Europa, pur con lo spettro della guerra in Ucraina ancora presente, il contesto appare più stabile agli occhi degli investitori.
Dal punto di vista macroeconomico, il settore servizi negli Stati Uniti ha registrato segnali misti: il PMI (Purchasing managers Index) dei servizi (rilevato da S&P Global) è stato pari a 50,8 punti (sopra la soglia di crescita ma inferiore ai 51 previsti).
Invece l’ISM servizi (Institute for the supply management) è salito da 50,8 a 51,6 punti, oltre le attese (50,4), segnalando una ripresa nel terziario, che rappresenta oltre due terzi dell’economia americana
Tuttavia, il rincaro dei prezzi pagati dalle imprese per materiali e servizi – al massimo da oltre due anni – indica una crescita delle pressioni inflazionistiche legate proprio ai dazi.
Sul versante valutario, il dollaro statunitense è rimasto debole, cros euro/dollaro 1,133, euro/yen 162,90 e dollaro/yen 143,88.
Sul mercato delle materie prime, si segnalano dinamiche divergenti: gas naturale europe (TTF Amsterdam) stabile a 33 euro/MWh, mentre l’oro è in forte rialzo: +2,2% lunedì a 3.312 dollari l’oncia, in crescita dell’1,2% anche oggi, 6 maggio, con un guadagno del 28% da inizio anno (contro il +14% dell’argento).
Secondo Goldman Sachs, l’oro continuerà a sovraperformare l’argento. Gli acquisti da parte delle banche centrali, soprattutto dopo il congelamento delle riserve russe nel 2022, hanno spezzato la storica correlazione tra i due metalli. Il calo della produzione di pannelli solari in Cina, dovuto all’eccesso di offerta, penalizza la domanda di argento.
Sul fronte energetico, il petrolio resta debole: il WTI per consegna a giugno ha segnato ieri 56,7 dollari al barile (-2,6%), minimo da quattro anni, ed stamane accenna ad un rimbalzo, +1,5% a 57,6. Il calo è in parte dovuto alla decisione dell’Opec+ di aumentare la produzione di 411mila barili/giorno a giugno e ai timori per un indebolimento della domanda.
Nelle Borse asiatiche, Hong Kong è tornato positivo dopo la "Golden Week": Hang Seng +0,7%, sù anche il CSI300 (Shanghai e Shenzhen), +1%. Durante le festività, i viaggi in Cina hanno toccato quota 10,9 milioni, con 1,1 milioni di viaggi transfrontalieri di passeggeri stranieri, in aumento del 43,1% su base annua.
Nonostante ciò, l’attività dei servizi in Cina mostra un rallentamento ad aprile: l’indice Caixin è sceso a 50,7, il livello più basso da sette mesi (contro 51,8 atteso). Le tensioni con gli Stati Uniti stanno pesando....
L’India, nelle trattative commerciali con gli USA, ha proposto l’eliminazione dei dazi su acciaio, componenti auto e farmaci fino a determinate soglie quantitative.
Nel frattempo, anche il Messico pensa a mosse protezionsitiche, reagendo all’importazione massiccia di acciaio e tessuti a basso costo (dumping), sospendendo le attività di circa metà delle aziende importatrici autorizzate.
Infine le cripto: ieri piccolo passo indietro, parallelo alla frenata dell’azionario USA. Bitcoin si sta comunque avvicinando alla soglia critica dei 100.000 dollari. Donald Trump ha ribadito il proprio sostegno alle criptovalute durante un’intervista, dichiarando: «Se non lo facciamo noi, lo farà la Cina».
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Salve ragazzi, oggi siamo privi di NEWS perciò faremo attenzione solo all'apertura di Wall Street delle 15:30.
Come anticipato nell'analisi di ieri, nel caso in cui quella zona short avesse fallito e ceduto a rialzo sarebbe cambiata drasticamente l'analisi con le zone da rivalutare.
Considerato lo sviluppo eccessivo del LONG, possiamo dire di avere un sostanziale cambio strutturale, ci imposteremo di conseguenza a favore dei tori valutando principalmente posizionamenti rialzisti.
Ho segnato delle zone molto basse, la prima della Dominance LONG in H1 molto reattiva (con sopra un rettangolo che evidenzia un'altra zona potenziale LONG che però non valuterò, senza fulmine verde).
E sotto la zona bassa della vecchia fase laterale, che grazie al fakeout che abbiamo in basso potremmo vederlo anche come un testa e spalle rialzista e quindi questa farebbe da spalla destra per ripartire fortemente LONG.
Non valuto sotto l'H1/M15, considerata la volatilità del GOLD, non me la rischierò sullo scalping.
- Fulmine VERDE: Zona di valutazione LONG;
- Fulmine ROSSO: Zona di valutazione SHORT.
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.
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Buona valutazione e buon trading.
Ciau.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 05.05.2025Trump più conciliante: Borse tutte sù nell’ultima settimana.
Petrolio depresso, l’inflazione EU può scendere e la BCE tagliare i tassi.
L’FMI riduce ancora le attese di crescita globale: colpa dei dazi Usa.
Pronti per le trimestrali europee, quelle Usa, sino ad oggi, sono OK.
Settimana di mercati in ripresa, ma le ombre dei dazi si allungano sulla crecita dell’economia globale. La settimana conclusasi il 2 maggio ha comunque portato una ventata di ottimismo sui principali mercati finanziari mondiali.
Nonostante il persistente timore per l’impatto dei dazi statunitensi sull’economia globale, gli investitori hanno premiato segnali di apertura provenienti dalla Cina e dati macroeconomici positivi dagli Stati Uniti.
A fare da traino è stata Wall Street, con la nona seduta consecutiva al rialzo: Dow Jones +1,39%, Nasdaq +1,51% e S&P 500 +1,47%, spinti dalla solida occupazione americana e dalle dichiarazioni di Pechino sull’apertura al dialogo commerciale. Il ministero del commercio cinese ha confermato che sta valutando le recenti proposte statunitensi per un nuovo ciclo di negoziati.
L’onda positiva ha raggiunto anche l’Europa: la scorsa settimana Francoforte ha brillato, +2,5%, seguita da Parigi, +2,3%, e Amsterdam, +2,2%. Più moderate le performance di Madrid, +1,2%, e Londra, +1,1%. Milano ha segnato un robusto +2,5%, grazie al buon andamento di farmaceutici (+5%), difesa (+4%) e tecnologia (+4%).
Sui mercati globali, l’indice MSCI World è salito del +3% in cinque sedute, marcando la quarta settimana consecutiva positiva. Dopo il crollo di aprile (-15%), l’indice segna ora un modesto +0,5% da inizio anno.
Ancora meglio i mercati emergenti: MSCI Emerging Markets +3,3% settimanale, e +5,3% da gennaio, grazie a Hong Kong, Corea del Sud e Brasile.
Anche l’indice dei “Magnifici Sette” di Wall Street è cresciuto +3,5%, e il Nasdaq +3,4%, sebbene entrambi restino in territorio negativo nel 2025 con perdite intorno al -12% YtoD.
Nel frattempo, la Banca Centrale Europea continua a credere nel trend di politica monetaria accomodante. Il vicepresidente Luis de Guindos ha dichiarato che il rallentamento dell’inflazione in Europa giustifica ulteriori tagli dei tassi. Dopo il settimo taglio in 12 mesi, l’ECB prevede un’inflazione vicina al 2% entro fine 2025.
Oltreoceano, Donald Trump ha colto l’occasione per rinnovare la sua pressione sulla Federal Reserve, auspicando ulteriori tagli dei tassi: “La benzina è scesa sotto i 2 dollari/gallone, i prezzi degli alimentari e dell’energia sono calati, l’occupazione è forte”, ha scritto su Truth, e “Siamo solo all’inizio”.
Tuttavia, il giudizio dell’agenzia di rating S&P non è altrettanto entusiasta. In un’analisi recente, S&P parla di “shock al sistema” derivante dalla politica commerciale americana: i dazi hanno minato la fiducia e creato turbolenze sui mercati.
Inoltre, il piano di bilancio presentato da Trump prevede il taglio di US$ 163 miliardi alla spesa federale nel 2026, con colpi duri per le politiche green: la proposta prevede di cancellare oltre US$ 15 miliardi destinati alle energie rinnovabili e 6 per le stazioni di ricarica per veicoli elettrici, invertendo la rotta tracciata nel 2021 dall’Amministrazione Biden.
La previsione di crescita del PIL globale 2025 è stata rivista al +2,7% (dal precedente +3%), e quella 2026 al +2,6%. Gli Stati Uniti cresceranno +1,5% quest’anno (dal precedente +2%) e +1,7% nel 2026. Per ora, però, la recessione è scongiurata.
Per l’Italia, le previsioni caute: la crescita 2025 è stimata al +0,5%, in calo dal già ridimensionato +0,6% di due mesi fa. Nel 2026 si prevede +0,8%, seguito da due anni a +0,9%. Rispetto a marzo, la stima 2027 è stata abbassata di -0,1%.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio subisce un altro colpo: il prezzo del Brent è crollato -3,6%, toccando stamene 59 dollari/barile, minimo da oltre quattro anni.
La discesa è legata all’annuncio dell’OPEC+ di un aumento della produzione per giugno di 411.000 barili/giorno, quasi il triplo del previsto. Arabia Saudita e Russia guidano la nuova strategia di "prezzi bassi", mirata a disciplinare paesi come il Kazakistan, che ha superato le quote di produzione di +422.000 barili/giorno a marzo.
Il Bloomberg Commodities Index è in calo di -0,5%, zavorrato dalla caduta del greggio. In controtendenza, l’oro è salito +0,5%, dopo aver registrato la peggior settimana da due mesi (-2,4%).
Negli Stati Uniti, continua il braccio di ferro tra Trump e il presidente della FED Jerome Powell, con il primo che spinge per tassi più bassi e il secondo che mantiene una posizione attendista. La FED dovrebbe lasciare invariati i tassi alla prossima riunione di fine mese, attendendo di valutare gli effetti dei dazi sull’inflazione.
Sul fronte obbligazionario, la risalita dell’appetito per il rischio ha smorzato l’interesse per i “governativi”: Us-Treasury e German Bund decennali sono scesi -0,3%, i BTP -0,1%, con rendimenti rispettivamente a 4,30%, 2,53% e 3,63%: spread BTP/Bund a 110 bps.
In Asia-Pacifico, oggi (5 maggio) Tokyo, Shanghai, Hong Kong e Seul sono chiusi. Positiva l’India, coll BSE Sensex a +0,4%, alla dodicesima sessione consecutiva di prevalento acquisti di investitori esteri, record degli ultimi due anni. L’australiano ASX200 è in calo, -0,7%, nonostante i toni concilianti tra Trump e il premier australiano Albanese, fresco di vittoria elettorale.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
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💡🔍 Analisi Gold 🔍💡
Buongiorno a tutti
Gold continua la sua scalata, confermando ottimi ingressi dai livelli passati segnati.
sono sempre a favore rialzista fino all'uscita dei tassi di domani.
Il long da 3200 parla da solo.
Come detto ieri nell outlook di mercato, il lunedì non opero.
Aspetto sempre la chiusura daily per avere un quadro più chiaro.
Attualmente il daily chiude forte, e anche la candela di oggi è interessante, soprattutto in vista della FOMC di domani sera.
Al momento sto monitorando un livello H4 che deve rompere per confermare la continuazione verso i massimi storici.
Importante anche la zona daily con il cambio struttura h4, che si trova intorno ai 3424.
Come sempre, aspetto il pomeriggio dalle 14:00 in poi prima di prendere posizione.
ci vediamo oggi in newyork
🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30. Questa strategia mi consente di agire in modo più efficace, sfruttando la maggiore volatilità e liquidità di tale sessione.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
Per domande, dubbi o richieste, commentate o scrivetemi!
Sarò felice di rispondervi.
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Il mercato USA perde quotaIeri il mercato azionario USA ha perso quota con l'S&P 500 in calo dello 0,64%, dopo una serie positiva di 9 giorni, la più lunga da novembre 2004. Il Nasdaq ha perso lo 0,74% e il Dow Jones ha chiuso a -0,24%. Le prospettive di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina appaiono sempre più remote, oltre all'annuncio da parte del Presidente Trump di una nuova tariffa del 100% sui film di produzione estera.
Trump ha anche dichiarato di non avere intenzione di parlare con il Presidente cinese Xi Jinping questa settimana, sebbene abbia lasciato intendere che potrebbero essere imminenti accordi commerciali con altri Paesi. I mercati si stanno anche preparando per la decisione di politica monetaria della Fed di mercoledì.
Oggi, l'ISM Services PMI ha indicato un'inaspettata accelerazione nel settore dei servizi statunitense. Tutti i settori erano in rosso, ma energia, finanza e beni di consumo discrezionali hanno sottoperformato. Sul fronte societario, le megacap hanno registrato per lo più ribassi, tra cui Apple (-1,2%), Nvidia (-0,6%), Amazon (-1,5%), Meta (-1%) e Tesla (-1,9%). Microsoft è rimasta pressoché invariata, mentre Alphabet ha guadagnato lo 0,3%.
VALUTE
Ancora lateralità sui cambi, con pochi movimenti degni di nota. Siamo in attesa di qualcosa, anche se permane, a nostro avviso, la necessità di deprezzare il dollaro nel medio termine, per provare a ridurre un deficit commerciale inarrestabile.
Proprio questo pomeriggio è atteso il dato generale sulla bilancia commerciale, il cui consensus prevede un peggioramento a 137,1 miliardi di dollari nel solo mese di marzo, mentre il dato precedente è stato di 122,7 miliardi di dollari.
L'EurUsd continua a rimanere in questo trading range compreso tra 1,1290 e 1,1360, così come la sterlina che contro dollaro naviga in acque tranquille, tra 1,3280 e 1,3350. Lo Jpy rimane in forza dopo aver ceduto qualcosa nell'ultima settimana in relazione a una correzione dovuta tecnicamente, con il UsdJpy che dai minimi sotto 140,00 ha reagito fino a 145,75. Ora siamo tornati a 143,75 e potremmo ancora scendere verso i minimi.
Siamo comunque tornati in una fase di apparente risk on che sui cambi si traduce in un ribasso dei cross come EurAud, EurNzd, GbpAud e GbpNzd, mentre il UsdCad cerca faticosamente di risalire la corrente dai minimi di 1,3750.
ISM PMI SALE
L'indice PMI dei servizi ISM è balzato inaspettatamente a 51,6 ad aprile, dal minimo degli ultimi nove mesi di 50,8 registrato a marzo, e al di sopra delle previsioni di 50,6. I nuovi ordini (52,3 contro 50,4) e le scorte (53,4 contro 50,3) sono cresciuti a un ritmo più sostenuto e l'attività economica è rimasta in territorio di espansione (53,7 contro 55,9).
Nel frattempo, l'occupazione ha continuato a contrarsi, seppur a un ritmo più lento (49 contro 46,2). Per quanto riguarda i dazi, preoccupa l'impatto effettivo sui prezzi, più che l'incertezza e le pressioni future. Gli intervistati continuano a menzionare i tagli al bilancio delle agenzie federali come un freno per le imprese, ma nel complesso i risultati stanno migliorando.
RENDIMENTI IN SALITA
Il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni è balzato al 4,35% lunedì, estendendo il rialzo della scorsa settimana, poiché i mercati temono che l'inflazione rialzi la testa a fronte del pessimismo economico derivante dalla questione tariffe.
I dati ISM hanno riflesso una forte espansione dell'attività dei servizi negli Stati Uniti, oltre a un'impennata delle pressioni sui costi, in linea con il rapporto sull'occupazione e i dati più elevati sull'inflazione PCE pubblicati la scorsa settimana. Ciò in contrasto con i dati che sottolineavano un impatto negativo delle minacce tariffarie, tra cui la contrazione del PIL nel primo trimestre.
La mancanza di chiarezza sul fatto che il Presidente Trump manterrà i dazi per un periodo più lungo ha spinto i mercati a concordare sul fatto che la Federal Reserve manterrà i tassi invariati questa settimana. Mentre i timori di una contrazione economica hanno spinto i futures sui tassi a riflettere i molteplici tagli della Fed quest'anno, il sostegno ai titoli del Tesoro USA è stato compensato dai timori che l'incerta politica economica possa danneggiare il mercato dei capitali.
SVIZZERA, CPI IN CALO
I prezzi al consumo in Svizzera sono rimasti invariati su base annua ad aprile 2025, dopo un aumento dello 0,3% a marzo e contro le previsioni di un aumento dello 0,2%. Si tratta del livello più basso dal marzo 2021, trainato dai continui cali dei prezzi di generi alimentari e bevande analcoliche, beni e servizi per la casa e trasporti.
Questi cali sono stati compensati dagli aumenti dei costi di alloggio ed energia, comunicazioni, ristoranti e alberghi. Nel frattempo, l'inflazione core è scesa allo 0,6% dallo 0,9% di marzo. Su base mensile, anche l'indice dei prezzi al consumo è rimasto invariato, in linea con il periodo precedente e in linea con le previsioni di un aumento dello 0,2%.
Saverio Berlinzani
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Attenzione, il tasso USD/HKD sul PEG decisivo di 7,75Introduzione: Dall'inizio del 2025, il dollaro USA è stata l'unica valuta principale a scendere in modo significativo sul mercato Forex. Di fatto, è l'unica valuta principale ad essere scesa sul mercato forex quest'anno. Sullo sfondo della guerra commerciale di Donald Trump, l'immagine del biglietto verde come porto sicuro contro il rischio di una recessione economica globale è stata minata. Nelle ultime settimane gli investitori istituzionali hanno aumentato le loro posizioni corte sul dollaro USA, raggiungendo un'esposizione corta netta di 17 miliardi di dollari, secondo il rapporto COT della CFTC. Va notato che il rimbalzo del mercato azionario statunitense non ha portato a un forte rimbalzo del dollaro USA (DXY), anche se quest'ultimo si sta stabilizzando contro l'euro nel breve termine.
Il dollaro USA (DXY) ha perso oltre l'8% rispetto a un paniere di valute principali dall'inizio dell'anno e rimane sotto forte pressione rispetto alle valute asiatiche all'inizio della settimana, in particolare il dollaro di Hong Kong e Taiwan.
1) Il posizionamento ribassista istituzionale raggiunge una zona di eccesso
L'analisi dei dati dell'ultimo rapporto COT (Commitment Of Traders) della CFTC mostra che il posizionamento istituzionale sul dollaro USA sta raggiungendo livelli eccessivi: sia su EUR/USD che su JPY/USD, le posizioni ribassiste sul dollaro USA stanno raggiungendo livelli elevati che potrebbero essere vicini al parossismo. Il DXY (indice del dollaro USA contro un paniere di valute principali) mostra una chiusura mensile tecnicamente ribassista, ma ci sono sempre più segnali di ipervenduto sugli orizzonti settimanali e giornalieri. I venditori stanno iniziando a raggiungere le soglie tecniche viste nel 2023 e nel 2024, e il DXY sembra stabilizzarsi nel breve termine in attesa della prossima decisione di politica monetaria della FED, mercoledì 7 maggio. Anche il caso del dollaro rispetto alle valute asiatiche è rivelatore: la volatilità sta esplodendo, costringendo le autorità monetarie come quelle di Hong Kong e Taiwan a intervenire. Ciò conferma che la debolezza del dollaro sta iniziando a generare tensioni sui regimi di cambio fissi, in particolare sul PEG USD/HKD.
2) Il tasso di cambio USD/HKD sul decisivo PEG di 7,75; attenzione
Di fronte alle pressioni sulla propria valuta, l'Autorità Monetaria di Hong Kong è stata costretta a intervenire massicciamente sul mercato dei cambi riacquistando 6 miliardi di dollari USA in un solo giorno. L'intervento è volto a difendere il PEG, l'ancoraggio tra il dollaro di Hong Kong e il biglietto verde, che è minacciato dallo slancio al ribasso di quest'ultimo, dato che la coppia flirta con il limite inferiore del corridoio fissato tra 7,75 e 7,85.
Nonostante la notevole flessione del dollaro, sarebbe prematuro vederne una spirale fuori controllo e potrebbe stabilizzarsi questa settimana con la decisione di politica monetaria della FED di mercoledì 7 maggio. I fondamentali economici degli Stati Uniti rimangono abbastanza solidi, a partire dal mercato del lavoro, che continua a registrare buoni risultati secondo l'ultimo rapporto NFP. È improbabile che Jerome Powell si pieghi alle pressioni di Donald Trump mercoledì 7 maggio e la ripresa del taglio dei tassi dei fondi federali statunitensi non è prevista prima dell'estate.
Conclusione: in sintesi, sebbene la correzione del dollaro sembri far parte di una tendenza di fondo per il 2025, il dollaro inizia ad essere ipervenduto nel breve termine. Per quanto riguarda il tasso USD/HKD, la soglia di 7,75 dovrebbe essere tenuta sotto stretta osservazione questa settimana.
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EUR/JPY PROSECUZIONE SU CANALE RIALZISTA
📈 Situazione Attuale
La coppia EUR/JPY si sta muovendo all’interno di un canale rialzista. La prosecuzione di tale movimento è supportato da una combinazione di fattori tecnici e macroeconomici.
⚡ Configurazione Tecnica
Medie mobili con incrocio rialzista sia su time frame giornaliero che 4h
RSI in presenza di una divergenza nascosta rialzista
La divergenza nascosta rialzista si verifica quando la price action forma minimi crescenti mentre l’indicatore tecnico forma minimi decrescenti. Tale configurazione potrebbe indicare una prosecuzione del trend rialzista.
🌍 Analisi Fondamentale
Fattori a sostegno dell'EUR:
Inflazione Eurozona in rialzo (+3.2% YoY ad aprile), pressione per policy ECB meno accomodante
Dati PMI positivi: Ripresa manifatturiera a 49.8 vs 48.5 previsto
Fattori di debolezza JPY:
BOJ ultra-dovish: Tassi fermi allo 0.5% e taglio previsioni crescita 2026 (0.5% da 1.1%)
Rischio geopolitico: Tensioni USA-Cina favoriscono rotazione verso asset EUR
🎯 Obiettivi di Prezzo
Target 1: 163,75 rientro nella zona mediana del canale
Target 2: 164.75 nuovi massimi relativi
⚠️ Gestione del Rischio
Stop Loss aggressivo 161.75
Stop Loss conservativo 161
💡 Conclusione
La confluenza di fattori tecnici, come la divergenza nascosta rialzista, e di fattori macroeconomici offrono la possibilità di una prosecuzione all’interno del canale rialzista formato dalla coppia EUR/JPY
Ricordate di fare sempre ulteriori analisi e di tradare responsabilmente gestendo in modo oculato il rischio.
PETROLIO IN DISCESAIl petrolio apre le contrattazioni a ribasso di oltre il 3%, rimanendo vicino ai minimi di febbraio 2021 a 55 dollari al barile.
Gli otto produttori del gruppo, guidati dall'Arabia Saudita, hanno concordato di aumentare la produzione di altri 411.000 barili al giorno a giugno.
La decisione arriva un mese dopo che l'OPEC+ ha sorpreso il mercato accettando di aumentare la produzione a maggio dello stesso importo.
L'aumento della produzione di giugno è quasi il triplo dei 140.000 barili al giorno che Goldman Sachs aveva inizialmente previsto.
L'OPEC+ porterà sul mercato oltre 800.000 barili al giorno di offerta aggiuntiva nel corso di due mesi.
I prezzi del petrolio ad aprile hanno registrato la maggiore perdita mensile dal 2021(-18%), poiché i dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno sollevato timori di una recessione che rallenterà la domanda nello stesso momento in cui l'OPEC+ sta rapidamente aumentando l'offerta.
NOTIZIE DELLA SETTIMANAPrincipali notizie della settimana:
MARTEDI'
- FESTA GIAPPONE
- Indici servizi (ALL)
- Prezzi prod. (11:00) (EUR)
- Bilancia comm. (14:30) (USD)
- Bilancia comm. (14:30) (CAD)
MERCOLEDI'
- Vendite dett. (11:00) (EUR)
- Tasso d'int. (20:00) (USD)
GIOVEDI'
- Tasso d'int. (13:00) (GBP)
- Jobless claims (14:30) (USD)
VENERDI'
- Produz. indu. (08:00) (GBP)
- Tasso disoc. (14:30) (CAD)
Nel pomeriggio sono stati pubblicati i dati ISM non manifatturieri USA.
L'indice dei servizi sale a 51.6, dal 50.8 precedente.
COSA DICONO GLI INTERVISTATI:
"Le vendite e il traffico sono migliorati in linea con le tendenze stagionali anno su anno".
"Le tariffe stanno avendo un impatto negativo sui clienti delle piccole imprese.
Molti clienti di piccole imprese si riforniscono di prodotti dalla Cina.
Non possono permettersi di competere sul mercato rifornendosi da altri paesi".
Conviene Investire in Volvo nel 2025? Ecco i NumeriA causa dell’incertezza legata ai dazi introdotti dall’amministrazione Trump e alle conseguenze che ne derivano a livello globale, il produttore svedese di autocarri Volvo ha rivisto al ribasso le proprie previsioni di mercato per il Nord America. Questo scenario ha contribuito a un calo degli utili, inferiori alle stime degli analisti. Sebbene il mercato nordamericano degli autocarri abbia subito una contrazione, alcuni esperti intravedono segnali di ripresa negli ordini provenienti dall’Europa.
In risposta a queste difficoltà, OMXSTO:VOLV_B ha annunciato il licenziamento di circa 800 dipendenti in tre stabilimenti statunitensi nei prossimi tre mesi, citando le incertezze del mercato come causa principale. Ma cosa ci dice tutto questo sul titolo Volvo? Vale davvero la pena di investirci oggi? Analizziamo insieme i principali indicatori finanziari e fondamentali per capirlo meglio.
Valutazioni e Multipli
P/E (Prezzo/Utile): Il rapporto prezzo/utili è pari a 10,16 , nettamente inferiore sia alla media del settore (21,08) sia a quella dell’industria (22,40) . Questo suggerisce che il titolo potrebbe essere sottovalutato oppure che il mercato stia scontando rischi significativi.
P/S (Prezzo/Vendite): Volvo viene valutata 0,97 volte il proprio fatturato, contro 1,47 del settore e 1,79 dell’industria. Questo può indicare una percezione negativa sulla crescita o sui margini futuri da parte degli investitori.
Prezzo/Cassa: Il titolo mostra un rapporto di 6,00, contro una media settoriale di 12,55 e industriale di 14,92, il che può rappresentare una potenziale sottovalutazione in termini di liquidità disponibile per azione.
EV/Revenue TTM: L’Enterprise Value rapportato ai ricavi degli ultimi 12 mesi è di 1,31, inferiore alla media del settore (1,52) e dell’industria (1,86). Questo segnala che il mercato paga relativamente poco per ogni corona svedese di ricavo generato, rafforzando l’ipotesi di sottovalutazione.
EV/EBIT TTM: Il valore di 9,8 è ben al di sotto della media del settore (15,53) e dell’industria dei veicoli agricoli (19,84), indicando che gli utili operativi di Volvo potrebbero non essere pienamente riconosciuti dal mercato.
EV/EBITDA TTM: Anche questo indicatore risulta favorevole per Volvo, con un valore di 7,43 rispetto agli 11,43 del settore e 10,93 dell’industria. Un segnale che gli investitori stanno pagando relativamente poco per i profitti operativi rettificati dell’azienda.
Dividendi
Rendimento da dividendi: Il dividend yield stimato è del 5,88%, significativamente superiore rispetto alla media del settore (1,90%) e dell’industria (2,24%). Questo evidenzia una politica di distribuzione generosa, ma occorre verificarne la sostenibilità.
Crescita DPS YoY: Il dividendo per azione è cresciuto del 6,67% anno su anno, ben sopra il 4,86% del settore e il 5,47% dell’industria. Un dato incoraggiante, che riflette solidità finanziaria e attenzione al ritorno per gli azionisti.
Redditività
Margine lordo (TTM): Volvo mostra un margine del 27,34%, molto più elevato rispetto alla media settoriale (9,82%) e industriale (22,17%), segnalando efficienza produttiva e pricing power.
Margine operativo (TTM): Il margine operativo si attesta al 13,40%, nettamente superiore al settore (3,59%) e in linea con l’industria (13,38%), a conferma della buona gestione operativa.
Margine netto (TTM): Il margine netto di 9,56% supera di gran lunga il 2,01% del settore ed è allineato con l’industria, sottolineando la capacità dell’azienda di generare utili puliti per gli azionisti.
ROA (Return on Assets): Con un valore del 7,17%, Volvo risulta più efficiente rispetto alla media settoriale (1,63%) e industriale (4,45%) nell’impiego delle proprie risorse.
Spese e Investimenti
Investimenti in R&D: L’azienda investe 5,88% dei ricavi in ricerca e sviluppo, a fronte del 3,37% medio del settore e 4,00% dell’industria. Ciò dimostra un forte orientamento all’innovazione e alla competitività futura.
Spese SG&A (TTM): Le spese generali e amministrative rappresentano l ’8,07% dei ricavi, ben al di sotto del 17,59% del settore e del 16,62% dell’industria. Questo evidenzia una struttura di costi molto efficiente.
Conclusioni
Volvo appare solida sotto numerosi profili: ha multipli valutativi bassi, redditività superiore alla media, una generosa politica di dividendi e un buon livello di investimenti in innovazione. Tuttavia, le incertezze macroeconomiche e le tensioni commerciali continuano a pesare sull’andamento del titolo nel breve termine.
Domanda per gli investitori:
Valutando i multipli attraenti e la solidità operativa, siete disposti ad accettare le attuali incertezze macroeconomiche per un potenziale rendimento interessante nel medio-lungo termine?
GOLD | Settimana di tassi d'interesse USA.Buongiorno traders, come state?
Io per le mie analisi uso le Charts di Capital.com, mi ci trovo molto bene, il grafico è lineare e preciso, ve lo consiglio.
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
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Buon inizio settimana a tutti.
Prepariamoci ad una settimana piuttosto reattiva, dovuta all'uscita dei tassi d'interesse che ci saranno Mercoledì alle ore 20:00 con successiva conferenza stampa alle 20:30.
Prima di ciò non consiglio di operare in TF alti, tipo sopra l'H4/Daily, non puntiamo a SWING, dato che i tassi potrebbero essere direzionali, specialmente su un asset come il GOLD.
Parlando invece di Outlook a livello giornaliero, Demand in 15minuti segnata l'altro giorno, ha reagito bene a rialzo portandoci direttamente alla zona SHORT, con una salita di ben 450 pips.
Ora a mio parere siamo in ricerca di liquidità del massimo di Venerdì scorso creato prima dell'NFP, a mio parere una zona molto buona per shortare, di conseguenza valuterei per bene un ribasso, considerando però di fare un'accurata valutazione prima di posizionarmi, è pur sempre Lunedì e non voglio rischiare più del dovuto.
Si può puntare tranquillamente ai minimi di settimana scorsa, quindi verso i 3200$ per oncia, e magari andare in ricerca di liquidità fino ai 3150$ anche.
N.B.: Fate molta attenzione nel caso in cui la zona short venisse violata aggressivamente a rialzo, perché in quel caso converrebbe aggiornare l'analisi per nuove zone short.
- Fulmine VERDE: Zona di valutazione LONG;
- Fulmine ROSSO: Zona di valutazione SHORT.
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.
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Operate sempre responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Questa è solo un'analisi che condivido con voi e da cui potete prendere spunto, non consideratelo un segnale.
Buona valutazione e buon trading.
Ciau.
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*Chart di Capital.com*
💡🔍 Analisi Gold 🔍💡
Oro Debole nel breve, ma i rialzi rimangono ancora forti
Punti chiave:
L’oro ritraccia dai massimi storici: l’ottimismo sui commerci e un dollaro più forte riducono la domanda di rifugio in vista della settimana della Fed.
Occhi puntati sulla Fed:
Powell parlerà mercoledì.
Il report sul lavoro di aprile ha allentato i timori di recessione, rendendo meno probabile un taglio dei tassi a breve.
Questo frena i rialzisti sull’oro.
Eventi chiave in calendario:
MERCOLEDI
⏰ 20:00 – Comunicato FOMC
⏰ 20:00 – Decisione tasso d’interesse
⏰ 20:30 – Conferenza stampa di Powell
Mercati in attesa: oro in pausa, rendimenti stabili, occhi sulla Fed
Cauta fiducia sui mercati: gli Stati Uniti proseguono i colloqui commerciali con Cina e Giappone, mentre la Fed dovrebbe confermare i tassi attuali.
I rendimenti restano elevati, segnalando pressioni inflazionistiche ancora presenti.
Le borse tengono, ma il sentiment resta misto.
Focus sulla Fed
Tutta l’attenzione è sulla riunione di mercoledì.
Nessun cambiamento atteso sui tassi, ma sarà il tono di Powell a fare la differenza.
Nel frattempo, la pressione politica aumenta:
Trump e il Bessent spingono per tagli preventivi.
Ma i dati sul lavoro non mostrano segnali di crisi, quindi è probabile che Powell mantenga un approccio cauto e confermi una linea “tassi alti più a lungo”, a meno di sorprese dai prossimi dati su inflazione o occupazione.
Settimana difficile per l’oro: pesa il dollaro forte, la domanda fisica debole e il calo delle aspettative su tagli imminenti della Fed.
Se mercoledì non arrivano segnali “dovish”, la pressione ribassista può continuare.
Nel lungo periodo, però, lo scenario resta favorevole: squilibri fiscali, incertezza geopolitica e acquisti delle banche centrali continuano a sostenere il metallo giallo.
Nel breve, però, servono nuovi stimoli per dare slancio ai compratori.
Attenzione alla volatilità in arrivo con la conferenza di Powell e la decisione FOMC.
🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30. Questa strategia mi consente di agire in modo più efficace, sfruttando la maggiore volatilità e liquidità di tale sessione.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
Per domande, dubbi o richieste, commentate o scrivetemi!
Sarò felice di rispondervi.
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-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
Mercoledì 7 maggio Jerome Powell cederà tagliando i tassi?Introduzione: Mentre la Federal Reserve (FED) statunitense si avvicina a una nuova decisione di politica monetaria, la domanda centrale è: Jerome Powell cederà alle pressioni politiche e inizierà a tagliare i tassi il 7 maggio? Per rispondere a questa domanda, è essenziale ripercorrere il quadro istituzionale della FED e i precedenti storici che fanno luce sulle questioni in gioco. Creata con il Federal Reserve Act del 1913, la FED si fonda su un principio fondamentale: l'indipendenza dal potere esecutivo. Questo principio garantisce che le sue decisioni monetarie, in particolare sui tassi di interesse, non siano dettate da considerazioni politiche ma da fattori macroeconomici.
1) L'indipendenza della FED è sancita dalla legge
L'indipendenza della FED è sancita dalla legge. Il suo presidente, nominato per un mandato di quattro anni, può essere rimosso dal Presidente degli Stati Uniti solo per "giusta causa", ovvero per grave cattiva condotta. Questa disposizione è stata pensata per impedire qualsiasi tentativo di interferenza politica diretta. Questo baluardo istituzionale fu messo alla prova negli anni '70, quando un episodio emblematico mise Richard Nixon contro Arthur Burns, allora presidente della FED. Nel tentativo di stimolare l'economia prima delle elezioni presidenziali del 1972, Nixon esercitò forti pressioni su Burns affinché tagliasse i tassi di interesse, nonostante i segnali di inflazione. Burns alla fine cedette. Sebbene questa politica monetaria accomodante abbia inizialmente dato i suoi frutti nelle elezioni, ha anche innescato un lungo periodo di inflazione e una grave crisi economica. Oggi questo episodio rimane una lezione storica sulle conseguenze di una FED soggetta alla volontà politica.
2) Sul fronte macroeconomico, Powell dovrebbe aspettare fino a dopo il 7 maggio
Nel 2025 la FED è di nuovo sotto pressione, questa volta da parte di Donald Trump, ma le attuali condizioni economiche non giustificano un'azione affrettata. Sebbene l'inflazione stia rallentando, con l'indice PCE vicino all'obiettivo del 2% in termini nominali, diversi fattori depongono a favore dello status quo. In primo luogo, le aspettative di inflazione delle famiglie statunitensi, misurate dall'indice dell'Università del Michigan, rimangono elevate. In secondo luogo, le imprese statunitensi si trovano di fronte all'incertezza su come affrontare i dazi: devono trasferire i costi sui consumatori o tagliare i margini? Infine, nonostante il margine di manovra economico esistente, i segnali macroeconomici non sono abbastanza chiari da giustificare un taglio immediato dei tassi.
Conclusione: la storia dimostra che cedere alle pressioni politiche può costare caro all'economia statunitense. Jerome Powell sembra consapevole di questa responsabilità e dovrebbe adottare una strategia di attesa misurata. Il 7 maggio non sarà probabilmente il giorno della tanto attesa svolta monetaria, ma più probabilmente le decisioni di politica monetaria di giugno o luglio, se la disinflazione sarà confermata e se verrà raggiunto un accordo commerciale tra Stati Uniti, Cina e UE.
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DAX PROSECUZIONE TREND RIALZISTAIl DAX presenta un'opportunità rialzista nel breve-medio termine, supportato da una combinazione di fattori tecnici e fondamentali. Analisi su Time frame giornaliero e 4h.
📈 Situazione Attuale
L'indice tedesco ha superato il livello chiave 22.405 con un incremento dei volumi in acquisto, confermando il trend rialzista.
Media mobile 20 periodi su time frame 4h che offre un supporto dinamico
Media mobile veloce sopra la media mobile lenta su time frame 4h
RSI su time frame giornaliero non entrato ancora in zona di ipercomprato.
🌍 Analisi Fondamentale
Afflusso di capitali USA. Rotazione verso asset europei a causa di tensioni commerciali e valutazioni più attraenti.
Dati PMI Eurozona. Dato in netto miglioramento a 49.8 (vs 48.5 previsto), segnale di ripresa della filiera manifatturiera.
Politiche BCE. Attese di ulteriori stimoli monetari per sostenere la crescita.
🎯 Obiettivi di Prezzo
Target : 23.500 ovvero nuovi massimi
⚠️ Gestione del Rischio
Stop Loss aggressivo a 22.630
Stop Loss conservativo a 22.225
💡 Conclusione
La confluenza di un forte trend rialzista sostenuto dalla media mobile veloce sul time frame 4h e dei dati di natura fondamentale (afflusso istituzionale da USA e miglioramento dei dati macroeconomici europei crea un setup da valutare con attenzione.
Ricordate di fare sempre ulteriori analisi e di tradare responsabilmente gestendo in modo oculato il rischio.
EUR\USD:Test Cruciale sul Pullback a 1.1270Ragazzi, focus su EUR/USD perché siamo in un momento tecnico potenzialmente decisivo. Il prezzo sta cercando di fare perno proprio sul livello di pullback che avevamo individuato intorno a quota 1.1270, la nostra linea azzurra. È un tentativo di rimbalzo dopo la discesa recente, e la reazione qui ci dirà molto sulla forza residua dei compratori.
Il Test sul Pullback:
Questa zona di 1.1270 non è un livello casuale. Rappresenta un test di un'area significativa e vedere se tiene è il primo passo. Se i compratori riescono a difendere questo livello, potremmo assistere a un recupero.
La Condizione Chiave: NON Superare la Freccia Rossa!
Ora, ecco il punto cruciale, la condizione sine qua non affinché questo rimbalzo mantenga un sapore di debolezza relativa: il prezzo NON DEVE assolutamente superare il massimo relativo precedente
Jobs Report USA: Lavori Forti, Salari Deboliragazzi, sono appena usciti i dati sul mercato del lavoro americano, e come spesso accade, non è una lettura semplice e univoca. Abbiamo un mix di segnali che, a prima vista, potrebbero sembrare contraddittori, ma che ci danno indicazioni importanti su dove sta andando l'economia e, soprattutto, su cosa potrebbe fare la Fed. Analizziamoli punto per punto.
1. Salari (Average Hourly Earnings): Crescono Meno del Previsto
Questo è forse il dato più interessante per chi guarda all'inflazione. I salari orari medi sono cresciuti meno delle attese. Cosa significa? In parole povere, è un segnale disinflazionistico. Meno pressione sui salari significa meno pressione sui costi per le aziende e, potenzialmente, meno spinta sui prezzi al consumo. Questo, in teoria, è musica per le orecchie della Fed che cerca segnali di raffreddamento dell'inflazione per poter giustificare i futuri tagli dei tassi.
2. Occupazione (Non-Farm Payrolls): Forte, Molto Forte
Qui arriva l'altro lato della medaglia. Il numero di nuovi posti di lavoro creati è risultato robusto, superando le attese. Questo ci dice che l'economia americana, almeno sul fronte occupazionale, continua a tirare. È una buona notizia per la crescita economica generale, meno aziende licenziano, più persone hanno un reddito. Però, attenzione: un mercato del lavoro così forte potrebbe far rallentare la corsa ai tagli dei tassi da parte della Fed. Perché tagliare aggressivamente se l'economia sembra reggere bene?
3. Tasso di Disoccupazione: Stabile
Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile, confermando l'immagine di un mercato del lavoro ancora solido e robusto. Non ci sono segnali di deterioramento significativo su questo fronte.
Quindi, Qual è il Messaggio Complessivo?
Abbiamo un quadro un po' intricato:
Da un lato, la pressione inflazionistica dai salari sembra attenuarsi (buono per tagli futuri).
Dall'altro, la forza generale dell'occupazione suggerisce che l'economia è resiliente (meno urgenza di tagliare subito).
Il Declino del Dollaro. Analisi macroeconomica e tecnica EUR/USDIl ruolo del disavanzo commerciale e il debito pubblico nella svalutazione del DXY (dollaro americano).
Il disavanzo commerciale degli Stati Uniti non è una novità, tuttavia, durante la seconda amministrazione Trump, questo fenomeno non è stato compensato dai flussi finanziari a favore dei titoli di Stato americani, come accadeva abitualmente. I titoli di Stato sono sotto pressione: nonostante il sell-off delle azioni, non si è verificato un acquisto massivo, bensì una vendita che ha portato a un rialzo dei rendimenti.
I flussi finanziari non compensano il disavanzo commerciale, causando la perdita di valore del dollaro sul mercato Forex. Comprendere se questo processo proseguirà è essenziale per interpretare gli eventi futuri. Il dollaro sta perdendo il suo status di bene rifugio nei periodi di stress finanziario, pur mantenendo la caratteristica di valuta di riserva globale.
Trump desidera un dollaro più debole per riequilibrare la bilancia commerciale. L'elevato rendimento dei titoli di Stato a 10 anni ha spinto Trump a ridurre la sua pressione sui dazi. I mercati hanno colto il punto debole di Trump: quest'anno gli Stati Uniti dovranno rifinanziare 9 miliardi di debito pubblico, e Trump non può permettersi un'ulteriore svalutazione dei titoli di Stato, poiché rifinanziare il debito con rendimenti troppo alti sarebbe insostenibile.
In questo contesto sicuramente gioca un gioco fondamentale la Cina, detentrice storica del di debito pubblico americano, che nell’ultimo periodo ha disinvestito in riserve di Treasury americani reinvestendo in oro. L'oro, insieme al franco svizzero, rappresenta, quindi, il bene rifugio del momento. L'oro ha ancora ampio margine di crescita se lo scenario attuale (rallentamento della globalizzazione, aumento dell'inflazione, Paesi che si allontanano dal dollaro per altri investimenti) continuerà. Il prossimo decennio potrebbe essere diverso, con una maggiore influenza della geopolitica sui mercati finanziari rispetto alle tradizionali politiche monetarie.
Il rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro è vantaggioso o svantaggioso? Questo rende più probabile un ulteriore taglio dei tassi, consentendo di pagare meno le materie prime e di importare meno inflazione o addirittura disinflazione.
ANALISI MACRO SETTIMANALE - EUR/USD.
La coppia EUR/USD ha registrato una lieve pressione di vendita per la seconda settimana consecutiva, ma venerdì si è attestata intorno a 1,1350, invariata rispetto all'apertura. Gli investitori rimangono cauti nei confronti del dollaro statunitense (USD), data la politica tariffaria della Casa Bianca sull'economia locale.
I dati degli Stati Uniti pubblicati recentemente hanno mostrato un rallentamento dell'economia nel primo trimestre dell'anno, anche a causa delle preoccupazioni legate alla guerra commerciale. Al contrario, i dati macroeconomici dell'Unione Europea (UE) sono stati moderatamente positivi.
Con l'avvicinarsi della fine della settimana, l'attenzione degli investitori si sposta sugli sviluppi del commercio globale e sul prossimo annuncio di politica monetaria della Federal Reserve (Fed).
Dati europei e Banca centrale europea
L'Unione Europea ha pubblicato l'indicatore del sentiment economico di aprile, che è sceso a 93,6 rispetto al 95,00 di marzo. Inoltre, l'Unione ha pubblicato la stima preliminare del Prodotto Interno Lordo (PIL) del primo trimestre, indicando una crescita economica dell'1,2% su base annua e dello 0,4% nel trimestre, superando le aspettative dell'1,0% e dello 0,2%. Infine, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) è aumentato più del previsto ad aprile, secondo le stime preliminari, del 2,2% su base annua rispetto al 2,1% previsto.
Nel frattempo, la Germania ha pubblicato i dati sulle vendite al dettaglio di marzo, registrando un calo su base mensile dello 0,2%, migliore rispetto al -0,4% previsto dagli operatori di mercato. Il PIL tedesco del primo trimestre ha mostrato una crescita economica dello 0,2% nel trimestre, in linea con le stime preliminari. Questo dato ha rispecchiato le aspettative, migliorando rispetto al -0,2% registrato nel quarto trimestre del 2024. L'inflazione nel Paese, misurata dall'indice IAPC, è aumentata del 2,2% su base annua, in calo rispetto al precedente 2,3% ma superiore al 2,1% previsto.
I dati dell'Unione Europea hanno lasciato aperta la possibilità di ulteriori tagli dei tassi di interesse. I funzionari della Banca Centrale Europea (BCE) hanno comunicato messaggi accomodanti, sostenendo la possibilità di un ulteriore taglio dei tassi di 25 punti base (bps) in occasione della riunione di giugno.
Tra gli altri, il responsabile delle politiche della BCE, Olli Rehn, ha dichiarato lunedì che la banca centrale potrebbe abbassare i tassi di interesse al di sotto del livello neutrale per sostenere l'economia, alla luce dei rischi al ribasso presenti. Ha auspicato anche tagli più ampi dei tassi di interesse. Philip Lane, membro della BCE, ha affermato che non si impegnerà in alcun modo in anticipo e che le previsioni di crescita subiranno solo una moderata riduzione.
La situazione economica attuale e le tensioni commerciali fanno prevedere ulteriori tagli.
L'economia statunitense si contrae, l'occupazione crolla prima del meeting della Fed
I recenti dati economici degli Stati Uniti hanno limitato i progressi del dollaro nonostante una diminuzione delle tensioni commerciali globali. La fiducia dei consumatori, misurata dalla Banca Centrale, è scesa a 86 ad aprile, il livello più basso da ottobre 2021. La stima preliminare del Prodotto Interno Lordo (PIL) statunitense per il primo trimestre ha inoltre deluso le aspettative, poiché l'economia si è contratta a un ritmo annualizzato dello 0,3%, rispetto all'espansione prevista dello 0,4%, in netto calo rispetto al precedente 2,4%.
L'indice ISM dei responsabili degli acquisti (PMI) del settore manifatturiero di aprile ha registrato 48,7, in calo rispetto al 49 di marzo, ma migliore del previsto 48. L'inflazione negli Stati Uniti, misurata dalla variazione dell'indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE), è scesa leggermente al 2,3% su base annua a marzo, dal 2,5% di febbraio, deludendo le aspettative del 2,2%. L'indice dei prezzi PCE core su base annua è aumentato del 2,6%, in calo rispetto al 3% di febbraio, in linea con le stime degli analisti.
I dati relativi all'occupazione sono stati modesti, nonostante il rapporto di aprile sulle buste paga non agricole (NFP) abbia portato una sorpresa positiva prima della chiusura settimanale. All'inizio della settimana, gli Stati Uniti hanno pubblicato il rapporto ADP Employment Change di aprile, che ha mostrato che il settore privato ha creato solo 62.000 nuovi posti di lavoro, un dato significativamente inferiore alle 108.000 previste e alle precedenti 147.000. Il numero di posti vacanti nel Paese nell'ultimo giorno lavorativo di marzo si è attestato a 7,19 milioni, come riportato dal Job Openings and Labor Turnover Survey (JOLTS), in calo rispetto ai precedenti 7,48 milioni di febbraio e al di sotto delle aspettative di mercato di 7,5 milioni.
Infine, le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione per la settimana conclusasi il 26 aprile sono aumentate di 241.000, un dato peggiore delle 224.000 previste e del dato settimanale precedente di 223.000. Venerdì, il dato NFP ha evidenziato che il Paese ha creato 177.000 nuovi posti di lavoro ad aprile, superando le 130.000 previste, ma non distanti dalle 185.000 di marzo. Il tasso di disoccupazione si è mantenuto stabile al 4,2%, come previsto, mentre l'inflazione salariale annua, misurata dalla variazione della retribuzione oraria media, si è attestata al 3,8%, leggermente al di sotto del 3,9% previsto.
Sviluppi della bagarre commerciale tra Trump e la Cina .
Le tensioni commerciali globali persistono, influenzando l'umore del mercato. I titoli dei giornali sono stati per lo più scoraggianti per tutta la prima metà della settimana, poiché le notizie provenienti dalla Cina indicavano che non erano in corso negoziati. Con il passare dei giorni, il tira e molla tra Washington e Pechino è continuato, con entrambe le parti in attesa che la controparte facesse il primo passo, cosa che non è ancora avvenuta.
Tuttavia, i commenti del presidente Trump riguardanti i negoziati in corso con altre importanti controparti commerciali hanno portato un certo sollievo ai mercati finanziari. Giovedì, il presidente degli Stati Uniti Trump ha evidenziato progressi nei colloqui con alcuni paesi asiatici, tra cui India e Giappone. Per quanto concerne la Cina, Trump ha affermato che ci sono "ottime" possibilità di raggiungere un accordo, aggiungendo tuttavia che qualsiasi accordo con Pechino deve essere alle condizioni statunitensi. Nel frattempo, un'agenzia di stampa sostenuta da Pechino ha riferito che i funzionari statunitensi hanno contattato le loro controparti cinesi per avviare colloqui.
Infine, il consigliere commerciale della Casa Bianca, Peter Navarro, ha minimizzato i dati, affermando: "Devo dire solo una cosa sulle notizie di oggi: è la migliore stampa negativa che abbia mai visto in vita mia", aggiungendo al contempo di apprezzare "la situazione attuale".
L'umore è migliorato in vista della chiusura settimanale grazie all'ottimismo legato ad una possibilità di accordo tra America e Cina.
ANALISI TECNICA
Weekly chart – trend neutrale rialzista
L’indicatore RSI si trova in una zona di ipercomprato al livello 66,91 e il prezzo rimane molto distante dalla Kumo che comunque assume una posizione neutrale, ad indicare il movimento laterale sul medio termine. Nonostante questo, il prezzo si tiene a debita distanza sia dalla Kijun che dalla Tenkan Sen con la Chikou Span che si trova sopra la linea di prezzo e non sembra aver alcun ostacolo al rialzo. A supporto del trend al rialzo ci sono anche i volumi che nell’ultima settimana si sono ridotti rispetto alla settimana precedente ad indicare che le due settimane al ribasso non hanno molta spinta sul piano volumetrico. Se osserviamo la price action vediamo come l’ultimo movimento al rialzo è stato seguito da una correzione tecnica rimbalzata sul livello 0,38 di Fibonacci. Nel caso dovesse proseguire un movimento analogo, attualmente ci troviamo allo stesso livello della successiva gamba rialzista costituita dai movimenti al rialzo che vanno dalla settimana del 24 marzo fino a quella del 14 aprile.
Daily chart – trend rialzista
Il trend in questo caso è decisamente rialzista con una price action molto distante dalla Kumo ma che in questo caso assume un assetto rialzista con la Chikou Span che anche in questo caso, così come nel grafico settimanale si pone sopra la linea di prezzo senza ostacolo. Ovviamente ci troviamo attualmente in una fase di ritracciamento tecnico che ha portato il prezzo, a partire dalla giornata del 23 aprile sotto la Tenkan Sen, attualmente equidistante da quest’ultima e le Kijun Sen. Sicuramente non è da escludere che il prezzo, prima di continuare la sua ascesa, possa utilizzare la Kijun Sen come supporto. Attualmente è una posizione di attesa, nella zona di ritracciamento di Fibonacci poco sotto il livello 0,38 e non troppo distante dal Pivot Point al livello 1.123.
OPEC+, petrolio e mercati emergentiNegli ultimi giorni, il mercato energetico globale ha affrontato momenti carichi di sviluppi futuri cruciali. Le decisioni dell' OPEC+, le tensioni geopolitiche e le mosse dei grandi fondi sovrani stanno ridefinendo gli equilibri di prezzo e le opportunità di trading. Ecco una panoramica chiara e pratica su cosa è successo e come è possibile sfruttare queste informazioni.
1. OPEC+ aumenta la produzione di petrolio
Dopo anni di politiche restrittive per sostenere i prezzi, OPEC+ ha deciso un aumento della produzione più consistente del previsto. 411.000 barili al giorno per giugno 2025, quasi il triplo rispetto alle attese degli analisti. Questa decisione è arrivata in risposta a una domanda globale in crescita, specialmente in Asia, e a scorte internazionali sotto la media quinquennale. Il Brent è sceso di circa il 3,5% dopo l’annuncio, riflettendo l’aspettativa di maggiore offerta. I volumi di trading sono raddoppiati nelle ore successive, con forti movimenti su tutte le commodity energetiche.
In questi scenari, valutare posizioni short su petrolio e long su settori che beneficiano di prezzi energetici più bassi (trasporti, compagnie aeree, industrie energivore). Attenzione ai rimbalzi. Un improvviso taglio della produzione o tensioni geopolitiche possono invertire il trend velocemente.
2. Pressioni su Iran
Il clima geopolitico resta teso. Gli Stati Uniti hanno minacciato nuove sanzioni contro chi acquista petrolio iraniano, mentre i colloqui sul nucleare sono stati rinviati. Queste tensioni possono generare improvvisi spike di volatilità, soprattutto se la situazione dovesse peggiorare.
Questi eventi geopolitici possono causare movimenti improvvisi su petrolio, oro e valute rifugio.
3. Debito sovrano e fondi sovrani.
L’Arabia Saudita ha emesso 1,25 miliardi di dollari di debito islamico, portando il totale delle nuove emissioni a 28 miliardi nel 2025. Anche il Bahrain cerca 2,5 miliardi per far fronte a scadenze imminenti, con un debito già al 134% del PIL con previsioni di crescita fino al 160% entro il 2030. I bond dei paesi del Golfo possono offrire rendimenti elevati, ma il rischio di sostenibilità del debito è in aumento.
5. Asia come motore della crescita globale
Secondo OPEC, la domanda globale di petrolio continuerà a crescere nel 2025, trainata da Cina, India e Medio Oriente. Questo sostiene una visione di fondo positiva per il settore energetico, ma la crescita fuori dall’OCSE rende il mercato più sensibile a shock regionali.
Conclusione
Le recenti mosse di OPEC+, le tensioni geopolitiche e l’aumento del debito nei paesi produttori stanno generando nuove opportunità ma anche rischi elevati per chi fa trading. Resta aggiornato, adatta la tua strategia e ricorda che la disciplina nella gestione del rischio è la tua migliore alleata in mercati così dinamici.