memo riunione obbligazionisti anonimi in settimanaNon per particolare patriottismo e nemmeno per un avido tornaconto ho sottoscritto una tranche discreta di BTP ITALIA 2028 di questa settimana, non sono riuscito a spuntare un prezzo meglio di 100, ma tant'è (?), alla riunione di questa settimana degli obbligazionisti anonimi parleremo della rischiosità dei mix di titoli contenenti i seguenti sottostanti:
btp italia marzo2028
cct 15ott30
btp1st43 4.45
btp feb37 4
rou 49nts 4.625
per tutti i nuovi arrivati c'è la possibilità anche di rimanere in Bot feb24 in modo da vedere come va il tutto e di riparlarne l'anno prossimo per decidere su guerra, inflazione, invasioni, disastri nucleari e varie ed eventuali.
Utile ancorarsi all'euribor, al foi senza tabagismo, all'obbligazionismo non c'è limitismo!!!
;-)
Analisi fondamentale
ingresso EDP ENERGIAS da 3,008 no stopingresso EDP ENERGIAS da 3,008 no stop, 200pezzi presi all' equiduct per risparmiare su comm. portoghesi più alte, scontatissima, rendimenti interessanti e consigliata anche da altri per portafoglio, prezzi di 7 anni fa con tassi in calo, dai, dai, dai!
Oltre l'analisi portugallografica!
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Buon martedi a tutti.
Ieri il daily ha rotto il livello dei 3012 con cambio struttura.
L’impostazione di fondo per me resta rialzista nel lungo periodo.
A livello intraday però, si può considerare un’operazione short per andare a prendere i livelli segnati in ottica di un possibile long swing.
L’unico dubbio rimane la chiusura dell’imbalance mensile che ha chiuso al tocco ed ha reagito di 600 pips e attualmente non mi convince del tutto.
Come sempre, aspettiamo il pomeriggio dalle 14:00 in poi per valutare ingressi, facendo attenzione alle news e all’apertura americana.
🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30. Questa strategia mi consente di agire in modo più efficace, sfruttando la maggiore volatilità e liquidità di tale sessione.
Continueremo a fornire analisi approfondite e live su TradingView per mantenervi aggiornati.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
Per domande, dubbi o richieste, commentate o scrivetemi!
Sarò felice di rispondervi.
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Dazi ancora protagonistiIn un mercato ancora carico di tensione a causa della questione dei dazi, i futures a Wall Street, partiti in gap ribassista all'apertura dei mercati europei, hanno reagito chiudendo in serata in territorio positivo. Il sentiment del mercato è leggermente migliorato grazie al fatto che più di 50 paesi avrebbero la volontà di negoziare con gli USA. Inoltre, le segnalazioni, poi rivelatesi non vere, secondo cui il presidente stesse considerando una pausa di 90 giorni nell'applicazione delle tariffe per tutti i paesi tranne la Cina, hanno contribuito al miglioramento.
In realtà, Trump ha minacciato una nuova tariffa del 50% alla Cina se Pechino non rimuoverà i dazi di ritorsione. Si comincia a parlare di "derivati dei dazi" in gergo finanziario, il che sarebbe comico se non ci fossero turbolenze significative a ogni livello, macro e non. In ogni caso, le price action sembrano cominciare a digerire anche le pessime notizie che arrivano d'oltreoceano, alimentando movimenti erratici ma almeno non in una sola direzione.
VALUTE
Rimane alta la volatilità anche nel nostro mercato. Le coppie più interessanti che coinvolgono il CHF e lo JPY sono sostenute vicino ai massimi, ma non riescono a sfondare, almeno per ora. Qualche spiraglio per una correzione c'è, ma finora si è rivelata assai ridotta. L'EUR/USD è sceso da 1.1040 a 1.0900, ritornando stanotte a 1.0970. La sterlina ha fatto di peggio, cedendo quasi 200 pips e correggendo questa notte.
La valuta britannica resta più debole della moneta unica, orientandosi verso target che, nel medio periodo, potrebbero riportare il Cable a 1.2550 e contro l'Euro a 0.8625, da dove ci aspetteremmo correzioni anche significative. Le valute oceaniche respirano dopo giorni di ribassi impulsivi, a causa del peggioramento dei rapporti tra USA e Cina. Per quanto riguarda il dollaro neozelandese, c'è attesa per la decisione sui tassi della RBNZ, domani, che potrebbe tagliare i tassi al 3.5%.
PETROLIO IN CALO
I future sul greggio WTI hanno invertito i guadagni precedenti e sono scesi a 61 dollari al barile, attestandosi al minimo da aprile 2021, dopo che le speculazioni su una pausa di 90 giorni della nuova politica tariffaria statunitense si sono rivelate false. Preoccupa soprattutto l’elevata volatilità, con timori che l'escalation della guerra commerciale possa frenare la crescita globale e indebolire la domanda di energia.
Ad aumentare l'incertezza, una nuova tariffa del 50% sulle importazioni cinesi se Pechino non riuscirà a revocare i suoi dazi di ritorsione. La scorsa settimana, il WTI ha registrato il suo calo settimanale più importante degli ultimi due anni, in seguito all’aumento del rischio di un rallentamento globale. Nel frattempo, i recenti tagli dei prezzi di Saudi Aramco e l'inaspettato aumento della produzione dell'OPEC+ continuano a pesare sulle prospettive.
TREASURY
Il rendimento del decennale USA è salito di quasi 20 punti base a circa il 4,2% lunedì, rimbalzando dal minimo di 6 mesi poiché i crescenti timori di recessione negli Stati Uniti potrebbero spingere gli investitori a mettere in dubbio la sicurezza dei titoli di Stato come asset rifugio. I dazi statunitensi hanno alimentato le preoccupazioni su una potenziale guerra commerciale globale, poiché altri paesi hanno risposto con misure di ritorsione contro gli Stati Uniti.
Venerdì, la Cina ha risposto con dazi del 34% sui beni americani, mentre l'Unione Europea si è impegnata a introdurre contromisure se i colloqui fallissero. L'aumento del rendimento avviene nonostante siano aumentate le probabilità di taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, spinti dalle aspettative di un indebolimento dell'economia.
I future sui fondi federali ora suggeriscono circa il 50% di probabilità di una riduzione del costo del denaro di un quarto di punto nella riunione di maggio e stanno scontando almeno cinque tagli dei tassi nel corso del 2025. Pensate che solo due settimane fa si pensava ad uno o forse due tagli nell’anno.
AUSTRALIA, CALA LA FIDUCIA
L'indice di fiducia dei consumatori del Westpac-Melbourne Institute australiano è sceso del 6,0% mese su mese, attestandosi al minimo di sei mesi di 90,1 ad aprile 2025, invertendo un aumento dello 0,4% nel mese precedente e segnando il primo calo da gennaio.
Le opinioni dei consumatori sulle condizioni economiche per i successivi 12 mesi sono crollate del 5,7% a 90,5 e la loro valutazione per i successivi 5 anni è scesa del 3,0% a 98,4. Le aspettative di disoccupazione sono aumentate del 5,1% a 122,9, al di sotto della media di lungo periodo di 129. I numeri confermano la presenza di un crescente disagio tra le famiglie riguardo alle questioni legate alle "tariffe reciproche" lanciate dal presidente degli Stati Uniti Trump.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
NOTIZIE DELLA SETTIMANAPrincipali notizie della settimana:
MARTEDI'
- Indice IVEY (16:00) (CAD)
MERCOLEDI'
- Tasso d'int. (04:00) (NZD)
GIOVEDI'
- Jobless claims (14:30) (USD)
- CPI USA (14:30) (USD)
VENERDI'
- PIL UK (08:00) (GBP)
- PPI USA (14:30) (USD)
- Michigan Index (14:30) (USD)
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che l'UE è disposta a negoziare con gli Stati Uniti sulle tariffe, ma ha anche affermato che il blocco si preparerà a reagire.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 07.04.2025Borse in caduta libera in tutto il Mondo: risk-off violento su tutte le asset class.
Trump-onomics bocciata dai mkt, paura e scompiglio nel commercio mondiale.
Intanto, la “negoziazione paese per paese” è già partita.
Prezzi materie prime cancellano guadagni YtoD, si salva solo l’oro.
Venerdì 4 aprile 2025: un giorno da ricordare… ma per i motivi sbagliati! Le borse mondiali hanno vissuto un vero e proprio crollo verticale, con numeri da capogiro che sembrano usciti da un film catastrofico.
Giovedì, Wall Street aveva già bruciato 2.500 miliardi di dollari, dopo che Trump aveva annunciato i dazi sulle merci importate negli Usa. Ma in Europa la situazione non è stata da meno: le borse hanno perso ben 819 miliardi di euro tra gioveì e venerdì, portando a un totale di oltre 1.241 miliardi persi in soli due giorni, con Milano scivolata oltre -7% venerdì scorso.
Tragici crolli anche sulle altre Borse europoee: Francoforte -5,09%, Londra -4,94%, Parigi -4,26%, Amsterdam -4,12%, e Madrid -6,12%.
La Cina, ovviamente, risponde al fuoco, annunciando ricorso al WTO (World Trade Organization) e alzando le tariffe (i dazi) per "pareggiare" quelle degli Stati Uniti.
Nel frattempo, il Premier Italiano Meloni invita l'UE a sospendere le norme sul Green Deal, specialmente quelle relative all'automotive, per limitare i danni economici.
E Wall Street? Anche qui un tonfo clamoroso venerdì 4: Dow Jones -5,50%, Nasdaq -5,82% e S&P500 -5,97%.
In soli due giorni, i mercati azionari Usa hanno perso 5,4 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato, e lo S&P500 è arrivato al livello più basso in 11 mesi.
È stata la peggior settimana per Wall Street dal marzo 2020, quando soffrimmo dell’emergenza Covid-19.
Le previsioni di recessione Usa e globale volano alte, con JPMorgan che ora vede una probabilità del 60% di una recessione mondiale entro fine anno, in aumento rispetto al 40% di una settimana prima.
Gli economisti hanno cambiato direzione come barche in mezzo alla tempesta. Goldman Sachs, ad esempio, ha aumentato la probabilità di recessione Usa nel 2025 al 45%, mentre la piattaforma di scommesse Polymarket prevede una probabilità del 64% di una recessione negli Stati Uniti nel 2025.
Chi cerca ottimismo deve scendere fino al cerchio magico di Trump, dove il Segretario al Tesoro Scott Bessent cerca di minimizzare il caos, dichiarando che i dazi sono necessari e non porteranno a una recessione.
Nel frattempo, Donald Trump, sempre ottimista, ha affermato che il suo obiettivo è rendere gli Stati Uniti "più ricchi che mai" e ha esortato gli investitori a entrare nel mercato.
La piccola notizia positiva sul fronte economico è che l'economia americana ha creato 228.000 posti di lavoro a marzo, contro 140.000 attesi, e il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2% dal 4,3%.
Sul fronte europeo, Giorgia Meloni cerca di mantenere la calma, osservando che l’export italiano verso gli Stati Uniti rappresenta solo il 10% del totale, e ha sottolineato che il panico tra i consumatori potrebbe fare più danni degli stessi dazi.
Paolo Gentiloni, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha avvertito che gli interessi nazionali devono prevalere, anche se ci sono anche dei "bivi" ideologici da affrontare con il governo italiano, che ha una vicinanza con Trump.
Per Trump, sicuramente, c’è la bocciatura dei mercati finanziari: dal 17 gennaio, giorno dell'Inauguration Day, Wall Street ha bruciato quasi Us$ 10.000 miliardi, con 5.000 miliardi sole nelle ultime 2 sedute di Wall Street.
La Fed, col Presidente Jerome Powell, ha dichiarato che l’incertezza è alta, e la probabilità di un impatto economico significativo, tra cui inflazione e crescita più lenta, è ormai evidente. Consoliamoci col fatto che in Europa le aspettative per un taglio dei tassi da parte dell’ECB siano ormai al 100%, con i futures che lo scontano quasi con certezza già a giugno.
Nel frattempo, il prezzo del petrolio scende veloce, col WTI (greggio benchmark Usa) crollato -8,1%, a 61,5 dollari/barile. Più in generale, il mercato delle materie prime è stato travolto, con il Bloomberg Commodity Index che ha registrato la peggior settimana dal luglio scorso, con il petrolio che ha perso l'11% in cinque sedute.
Anche l'oro s’è indebolito, con un calo di -2,5% venerdì, la peggior seduta dell’anno, pur rimanendo comunque sopra 3.000 dollari/oncia.
Bitcoin ha retto relativamente bene, perdendo solo -2,5% e mostrando segnali di resistenza agli shock economici globali e di dissociazione dai mercati tradizionali.
Infine, stamani, come già venerdì, il crollo delle borse asiatiche non si è fatto attendere: l'indice Hang Seng di Hong Kong ha perso -10%, il Nikkei giapponese -6,8%, mentre il Sensex indiano ha ceduto -3,6%, mentre la Cina annuncia nuove tariffe sugli Stati Uniti e potrebbe svalutare lo yuan in risposta ai dazi.
Trump, intanto, ha minimizzato la situazione considerandola solo un "effetto collaterale" della sua strategia economica, e paragonando i suoi dazi a una "cura" necessaria per l'economia: certamente questo inizio di aprile 2025 sarà ricordato come il giorno in cui la guerra commerciale mondiale ha dato il via a un terremoto finanziario globale.
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GOLD | Settimana con Inflazione americana.Buongiorno Traders.
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
Fulmine VERDE: area di valutazione LONG.
Fulmine ROSSO: area di valutazione SHORT.
Operate responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Buona valutazione.
Buon Trading.
Ciau.
Analisi dell'oro 7 aprileLa candela D1 di venerdì ha chiaramente evidenziato una pressione di vendita e l'entità della FOMO ha spinto il prezzo a 2972.
La struttura H4 mostra ancora che la forza al ribasso continuerà a essere mantenuta nonostante il rifiuto degli acquirenti a 3054.
Torniamo al piano di trading. Le aree di confine 3018 e 3035 sono considerate confini di compressione laterale. Se il prezzo rompe 3018, attendi un nuovo test e vendi a 3003. Se la sessione statunitense rompe 3003, allora spingi a 2955.
Se il confine 3018 rimane forte, attendere una rottura di 3035 per ACQUISTARE nella zona dei prezzi di cambio di 3054. I segnali di ACQUISTO sono per la città a breve termine e sono considerati controtendenza al momento. Se la sessione statunitense non riesce a superare quota 3055, puoi vendere e mantenere una posizione lunga. Se si rompe quota 3055, aspettare quota 3080 per vendere sarà più sicuro che non acquistare contro il trend.
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Buon lunedì a tutti.
Mercati totalmente in rosso, con indici che segnano anche -10%.
Stanno arrivando i saldi.
Serve pazienza.
L’obiettivo è comprare bassi, a prezzi davvero vantaggiosi.
La questione dazi pesa.
È il peggior lunedì dai tempi del 2008.
Su GOLD, questi movimenti short sul daily non mi spaventano.
Per pensare a short di lungo periodo, mi serve almeno una settimana fortemente ribassista + un cambio struttura chiaro sul weekly.
-Sul daily invece come sempre, ci sono opportunità sia long che short.
Gold si muove anche di 800 pips al giorno, quindi spazio per lavorare c’è.
Venerdì, ad esempio, abbiamo preso un bello short subito dopo le news, con i dati postati qui.
Ora tengo d’occhio due zone precise segnate in apertura newyork. NON IN LONDRA.
Riguardate le idee condivise nei giorni scorsi per vedere bene le zone che ho postato di reazione.
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Trump, è strategia o cos'altro?La settimana appena conclusa ha portato con sé grandi discussioni tra gli operatori dei mercati, analisti e commentatori, tutti impegnati a trovare le motivazioni che avrebbero spinto la nuova amministrazione USA ad applicare dazi apparentemente draconiani nei confronti di tutti o quasi i paesi del mondo.
Tutti a dire che il Presidente USA ha demolito la globalizzazione, riproponendo un isolazionismo ingiustificabile, alimentato da un fanatismo senza precedenti. Ma al di là delle opinioni, quel che conta è rilevare i fatti, che ad oggi vedono una tariffa generale del 10% nei confronti di ciascun paese del mondo, in aggiunta a una tariffa del 25% per i produttori di auto che esportano negli USA, più tutta una serie di tariffe reciproche al 50%.
Ciò significa che se un paese applica su un determinato bene un dazio del 20%, gli USA, su quel medesimo bene importato da quel paese, applicheranno un dazio del 10%. A prima vista, una dirompente applicazione di “sanzioni” verso chi in questi anni avrebbe approfittato del silenzio assenso degli USA, in assenza di qualsiasi protesta.
E così gli elettori USA hanno scelto un uomo di rottura, che ha promesso la riduzione del deficit commerciale e del debito pubblico, due spine nel fianco insostenibili nel medio termine, come peraltro hanno più volte ribadito i funzionari della Federal Reserve.
Il neo Presidente, che aveva promesso riforme basate sul rilancio degli USA come produttore (per ridurre il deficit commerciale) attraverso i dazi, e aveva richiesto il taglio dei tassi alla Fed per svalutare il debito pubblico, ha imposto le tariffe che, a prima vista, sono in piena contraddizione con la necessità di tagliare i tassi, in quanto producono un aumento dei prezzi importati che, in fase di resilienza come quella attuale, rischierebbero di portare a un rialzo del costo del denaro, anziché a un ribasso.
Ma non possiamo pensare che Trump non conosca queste dinamiche e chi lo sostiene, secondo noi, pecca di sottovalutazione. La ragione è legata al fatto che, dopo neppure due giorni dall’applicazione, tre paesi del sud-est asiatico, prettamente esportatori e mercantilisti, come Vietnam, Cambogia e Indonesia, hanno dichiarato di voler negoziare con gli USA per azzerare le tariffe all’export americano, cosicché da provocare l’azzeramento delle tariffe ai prodotti di questi tre paesi da parte dell’amministrazione USA, che peraltro ha ovviamente accolto con favore la proposta.
Ciò dovrebbe bastare per instillare qualche forma di dubbio a chi è ancora scettico e fortemente critico, perché gli effetti di questa azione sono probabilmente frutto di una strategia che mira solo a ottenere reciprocità. Si tratta di una strategia ben chiara e che non dovrebbe scandalizzare nessuno, visto che per anni Germania, Italia, Giappone, Cina (e non andiamo oltre), hanno approfittato di tariffe a zero per esportare negli USA, mantenendo tariffe importanti verso i prodotti americani, con conseguenze significative, come l’aver visto centinaia di aziende trasferirsi dagli Stati Uniti in questi paesi, impoverendo la manifattura a stelle e strisce.
Trump fa quello che abbiamo sempre fatto noi in Europa, o Giappone (vi ricordate il dumping giapponese degli anni '90?) e ancor più la Cina che dagli anni 2000 ha incrementato il surplus commerciale in modo abnorme. Da un punto di vista americano, è difficile dare torto a Trump, questo credo che debba essere riconosciuto.
Per contro, non dobbiamo dimenticare i modi da cowboy, ampiamente discutibili, così come una certa arroganza nel porsi di fronte agli interlocutori, che agli occhi di noi europei risuona come una mancanza di rispetto e attenzione. La strategia USA peraltro ha dei rischi che non si possono sottovalutare, in primis la congiuntura economica e la Fed.
Intervistato qualche settimana orsono sullo stato di salute futuro dell’economia, Trump ha dichiarato che ci aspetta un periodo di transizione, il che potrebbe voler dire anche recessione, ergo lo ha messo in conto e ciò (purché sia soft landing) potrebbe non essere malvisto dall’amministrazione USA, che deve svalutare il debito, quindi ha bisogno di tassi più bassi per pagare meno interessi sullo stesso.
Ma la Fed come reagirà? Soprattutto pensando che i cittadini USA sono in larghissima parte coinvolti negli investimenti azionari, molto più che in Europa (basti pensare ai fondi pensione USA), per cui nel caso di ribasso consistente di Wall Street che accadrà? Certamente la Fed taglierebbe il costo del denaro, ma potrebbero anche esserci una fuga di capitali dagli USA e dal dollaro, non possiamo escluderlo a priori.
Per ultimo, uno sguardo al vero obiettivo, secondo noi, di Trump, che vuole reciprocità e dollaro debole, per aggiustare un deficit commerciale fuori controllo. Ci riuscirà? Siamo qui, con i popcorn, sul divano e ci godiamo lo spettacolo.
Saverio Berlinzani
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Prosecuzione ribassista per NASDAQ ?📉 Cosa sta succedendo.
Il Nasdaq 100 ha chiuso il 4 aprile intorno a 17.350 (-6,07%), in un contesto tecnico fortemente ribassista. L'indice ha violato il supporto chiave a 18.020 punti, confermando una pressione al ribasso che potrebbe spingere i prezzi verso 16.700.
La situazione macroeconomica è fortemente incerto ed instabile a seguito dei dazi imposti da Trump durante il Liberation Day. Durante questa settimana potrebbero venir imposti, da altri paesi, dazi ulteriori che potrebbero generare ulteriori movimenti ribassisti. La Cina ha già comunicato venerdì che imporrà dazi del 34% sulle importazioni di prodotti americani.
⚡ Segnali di pressione ribassista (Time Frame 4h)
1️⃣ Incrocio ribassista SMA 25 e 50: Il prezzo ha chiuso sotto la media mobile a 50 giorni, segnando un chiaro segnale di debolezza.
2️⃣ Momentum negativo: Il RSI (14 periodi) è sceso a 10, in pieno territorio di ipervenduto.
3️⃣ Volatilità elevata: I recenti dazi statunitensi e le incertezze sui tassi d'interesse hanno amplificato gli impulsi ribassisti
📉 Cosa potrebbe succedere.
Un ritracciamento all’interno della fascia 17500 e 17250 potrebbe scatenare un ulteriore movimento ribassista che rompa i precedenti minimi.
🎯 Obiettivi di prezzo
Target primario: sotto i 16500 (supporto storico).
Scenario esteso: In caso di ulteriore pressione vendite, possibile estensione fino a 16.0007.
⚠️ Gestione del rischio
Stop loss: Sopra i 17750 punti.
🔍 Fattori macro da monitorare
Comunicazioni Fed: Eventuali segnali su tagli/aumenti dei tassi potrebbero impattare i titoli tech.
Dazi USA-Mondo: Nuove tensioni commerciali potrebbero accelerare il trend ribassista
In conclusione ci aspettiamo una settimana ribassista per il Nasdaq con forte volatilità anche in acquisto.
L'oro continuerà a salire all'apertura!A giudicare dall'andamento del mercato a 4 ore, il supporto inferiore è intorno a 3012-17, mentre la soppressione superiore a breve termine è intorno a 3045-56. L'aspetto tecnico deve riprendersi e ripararsi, mantenendo l'idea di acquistare di più durante i ritiri. Allora girati e vendi al momento giusto! Vi fornirò delle strategie operative specifiche, vi prego di prestarci attenzione per tempo.
Strategia operativa dell'oro:
Acquista oro quando scende a 3.012-3.017, obiettivo 3.045-3.055;
L'inversione di tendenza dell'oro prende forma!I dati non agricoli statunitensi di marzo hanno superato le aspettative del mercato, ma il tasso di disoccupazione è aumentato. Indipendentemente dal fatto che fosse vero o no, alla fine ha sostenuto la ripresa del dollaro statunitense. In seguito Powell dichiarò che non avrebbe tagliato immediatamente i tassi di interesse e il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti affermò che gli Stati Uniti stavano perseguendo una politica del dollaro forte. L'insieme dei fattori sopra menzionati ha sostenuto la ripresa del dollaro, ma non si può concludere che abbia toccato il fondo. Nemmeno l'oro è stato risparmiato: ieri ha registrato un calo complessivo di oltre 120 punti, interrompendo quattro settimane di guadagni consecutivi; la tendenza generale è ancora al ribasso.
In combinazione con i modelli tecnici a lungo termine, il forte supporto sotto il prezzo dell'oro è vicino a 2950. Anche se il prezzo rimbalza la prossima settimana, se non è supportato da eventi forti, non si può escludere la possibilità di un ulteriore calo per trovare il fondo, e la possibilità di scendere sotto il segno dei 3000 è relativamente alta.
La media mobile oraria dell'oro ha formato una croce mortale al ribasso, quindi gli orsi dell'oro hanno ancora motivazione e l'oro a breve termine non può che rimbalzare. Dopo la ripresa, l'oro continuerà a essere in ribasso e poi entrerà in un periodo di volatilità. Dopo il brusco calo dell'oro da un livello elevato, gli orsi saranno più avvantaggiati nel breve termine. A meno che non ci siano grandi notizie positive, sarà difficile che l'oro salga direttamente. L'ultima scatola fisica di oro della linea K nell'ora formerà una soppressione a breve termine. La resistenza del rimbalzo dell'oro è 3070. Se è sotto pressione, il rimbalzo dell'oro continuerà a essere shortato ai massimi.
Strategia di investimento:
Acquisto oro a 3040, obiettivo 3050
L'oro è venduto a 3050, l'obiettivo è 3030-3020-3010-3000
RIASSUNTO DELLA SETTIMANA: 31- 4 aprileRiassunto della settimana 31-4 aprile:
- La Banca Centrale Australiana mantiene i tassi invariati al 4,10%
- Il tasso di disoccupazione USA sale al 4,2%
- I dati Non Farm Payroll battono le aspettative a rialzo
- Brusca frenata nel mese di marzo per il settore dei servizi USA
- L'inflazione Europea Core rallenta al 2,4%
Andamento delle valute:
- USD è stata la top perfomer della settimana
- AUD è stata la valuta più debole della settimana
Approfondimento:
BORSE EUROPEE:
I dazi imposti da Donald Trump fanno crollare le Borse europee, con Milano che è stata la peggiore d’Europa.
Per Piazza Affari quella di venerdì è stata una delle giornate peggiori negli ultimi 30 anni: l’indice Fitse Mib ha registrato un calo del 6,5%, con picchi negativi che sono andati oltre il 7%.
REPORT STRATEGIA DI TRADING – Q1 2025Obiettivo della Strategia
L’obiettivo principale di questa strategia è ottenere un’esposizione attiva su un asset — in questo caso, il titolo Solana ( BINANCE:SOLUSDC ) — attraverso operazioni mirate sul mercato. A differenza dell’approccio Buy & Hold, che considero valido principalmente in contesti teorici ideali, questa metodologia punta a ottimizzare l’allocazione del capitale ed evitare l’inerzia operativa. Sebbene le strategie Buy & Hold possano offrire buoni risultati nel lungo periodo, soprattutto durante fasi di crescita prolungata, presentano alcuni limiti rilevanti: non prevedono interventi durante correzioni o crolli di mercato, risultando meno efficienti nei momenti di alta volatilità. Inoltre, non forniscono indicazioni chiare sul punto di uscita dalla posizione, rendendo l’intera gestione passiva poco flessibile.
Al contrario, un approccio attivo consente di intervenire in modo strategico nelle fasi critiche, con la possibilità di rientrare a prezzi più vantaggiosi, migliorando così la performance complessiva. Questo tipo di gestione, inoltre, permette una riallocazione più dinamica del capitale verso altri asset o di effettuare prelievi in caso di necessità.
Finalità del report
Questo report ha esclusivamente scopo didattico e si concentra sull’operatività relativa al titolo SOL, per motivi pratici legati alla condivisione e documentazione su TradingView. Non verranno trattati i modelli tecnici delle operazioni né fornite indicazioni su altri possibili asset. I risultati verranno presentati in termini di rendimenti percentuali.
Mercato di Riferimento
Durante il primo trimestre del 2025, i mercati finanziari hanno attraversato una fase di forte incertezza, alimentata principalmente dal cambio di amministrazione negli Stati Uniti. Il mercato delle criptovalute, fortemente correlato a quello statunitense, ha seguito dinamiche simili a quelle degli indici di riferimento USA, come l’S&P 500 ( TVC:SPX ) e il NASDAQ ( NASDAQ:NDX ), senza mostrare deviazioni significative rispetto alla direzione generale del mercato.
In una prima fase, l’entusiasmo generato dalle dichiarazioni della nuova amministrazione Trump ha prodotto forti rialzi nel settore cripto. Solana, in particolare, ha beneficiato della visibilità derivante dal lancio di due memecoin — TRUMP e MELANIA — emesse sulla propria blockchain. Questi impulsi non si sono rivelati sufficienti a sostenere la performance del trimestre, soprattutto dopo il summit del 7 marzo, durante il quale sono state rese note le modalità di accumulazione della riserva nazionale di Bitcoin ( INDEX:BTCUSD ).
Parallelamente, l’annuncio di nuovi dazi verso Canada, Messico, Unione Europea ( INDEX:SX5E : +8,9%), Giappone ( TVC:NI225 : -9,10%) e Corea del Sud ( TVC:KOSPI : +3,79%) non ha favorito una ripresa del mercato statunitense, e alcuni mercati azionari globali sono stati penalizzati dallo stesso clima di pessimismo. Al contrario, tali dinamiche hanno probabilmente avvantaggiato strategie ribassiste ben posizionate. In Europa, il dibattito sull’ampliamento delle capacità difensive comuni — in previsione di un possibile disimpegno degli Stati Uniti dalla NATO — ha suscitato l’interesse degli investitori, ma la frammentazione del mercato europeo ha limitato l’impatto di queste dinamiche sul comparto cripto.
Nonostante alcuni eventi favorevoli nel breve periodo, il mercato delle criptovalute non ha ancora beneficiato di uno spostamento strutturale di capitali.
Caratteristiche operative
La strategia è pensata per non essere influenzata dalla FOMO, grazie alla presenza di operazioni regolari nel corso dei trimestri. Si concentra su movimenti di breve e medio periodo (da 1 a 14 giorni) su asset ad alta capitalizzazione, sfruttando segnali tecnici basati su rotture di livelli chiave e proiezioni su target derivanti da contesti ad alta volatilità. Gli stop loss vengono posizionati in corrispondenza di livelli critici, dove un eventuale raggiungimento potrebbe segnalare un’inversione del trend.
Gestione del rischio
La strategia è di tipo long only, con una gestione del rischio che prevede una perdita massima del 15% per singola operazione rispetto al capitale allocato, equivalente al 3% del capitale complessivo.
Performance Totale (Q1 2025)
Gennaio
Apertura | Chiusura | Esito
02/01/2025 | 06/01/2025 | 9,29%
11/01/2025 | 13/01/2025 | 0,93%
14/01/2025 | 19/01/2025 | 54,55%
21/01/2025 | 27/01/2025 | -7,18%
28/01/2025 | 01/02/2025 | -6,81%
Febbraio
Apertura | Chiusura | Esito
19/02/2025 | 24/02/2025 | -2,88%
27/02/2025 | 02/03/2025 | 25,20%
Marzo
Apertura | Chiusura | Esito
05/03/2025 | 10/03/2025 | -14,37%
11/03/2025 | 17/03/2025 | 1,10%
19/03/2025 | 24/03/2025 | 5,12%
Rendimento lordo: +64,95%
Rendimento netto: +63,18%
Operazioni totali: 10
Operazioni in profitto: 6 (+96,19%)
Operazioni in perdita: 4 (-31,24%)
Profitto medio per operazione: +6,32%
Drawdown massimo: -15,99%
Profit Factor: 3,08
Payoff medio: 2,05
Win/Loss ratio: 1,5
Analisi del Rischio
Esposizione media per operazione (% del capitale): 28,91%
Leva utilizzata: No
Dettagli Operativi
Strumenti utilizzati: Crypto
Frequenza delle operazioni: 3
Tempo medio di detenzione delle posizioni (giorni): 4,5
Durata massima operazione: 6
Durata minima: 2
Benchmark riferimento in strategia Buy and Hold
Solana ( BINANCE:SOLUSDC ) : -34%
Bitcoin ( INDEX:BTCUSD ): -12%
S&P 500 ( SP:SPX ): -6%
NASDAQ ( NASDAQ:NDX ): -9%
Visualizzazione Operativa Mensile
Di seguito vengono presentati i grafici relativi all’operatività mensile per il primo trimestre del 2025, suddivisi per i mesi di gennaio, febbraio e marzo. Ogni grafico mostra nel dettaglio le operazioni concluse all’interno del periodo di riferimento, evidenziando i punti di ingresso e uscita
Questa rappresentazione ha lo scopo di fornire una panoramica visiva chiara dell'applicazione pratica della strategia, evidenziando la coerenza operativa, la gestione del rischio e la reattività della strategia ai movimenti di mercato su base mensile.
Gennaio
Febbraio
Marzo
Analisi delle Operazioni
Migliori Operazioni
14/01/2025 - 19//01/2025: +54,55%
27/02/2025 - 02/03/2025: +25,20%
Peggiori Operazioni
05/03/2025 - 10/03/2025: -14,37%
21/01/2025 - 27/01/2025: -3,9%
Benchmark Comparativi
Il confronto per valutare l’efficacia della strategia è stato effettuato utilizzando come benchmark l’approccio Buy and Hold applicato a tre asset di riferimento: Solana (SOL), Bitcoin (BTC) e l’indice S&P 500.
Nel primo trimestre del 2025, la strategia ha registrato una performance superiore rispetto a tutti e tre i benchmark considerati, che hanno riportato i seguenti rendimenti in modalità Buy and Hold:
Adattamenti e Lezioni Apprese
La strategia tiene conto dei possibili cambi di tendenza e dimostra come, anche in condizioni di mercato incerte, sia possibile ottenere risultati positivi. Lo stop loss che ha registrato la perdita maggiore, pari al -14,37%, rappresenta un punto cruciale che porterà nel tempo a una rivalutazione del trailing stop loss e dei relativi criteri di attivazione. Tuttavia, sarà fondamentale mantenere adeguati gradi di libertà operativa, al fine di evitare fenomeni di overfitting dovuti a un’eccessivo adattamento al passato.
L'analisi trimestrale ha evidenziato come questa perdita massima rappresenti un segnale d’allerta per la gestione del rischio. Sebbene contenuta all’interno di un drawdown complessivo ancora accettabile (-15,99%), l’episodio suggerisce l’opportunità di introdurre meccanismi di protezione più sofisticati. Il contributo sproporzionato dell’operazione di gennaio (+54,55%), responsabile del 46% del profitto complessivo, solleva interrogativi sulla ripetibilità di tali performance e sulla distribuzione dei rendimenti.
Nel complesso, i risultati del trimestre confermano la solidità concettuale della strategia, ma sottolineano anche la necessità di un processo di perfezionamento continuo.
Obiettivi Q2 2025
L’obiettivo principale rimane quello di preservare la flessibilità operativa che ha reso possibile il raggiungimento dei risultati ottenuti, integrando al contempo meccanismi di protezione mirati per assicurarne la sostenibilità nel lungo periodo.
Per il secondo trimestre (Q2), il focus sarà orientato a consolidare e migliorare il rendimento ottenuto nel Q1, mantenendo invariata la metodologia operativa. Parallelamente, si lavorerà sull’ottimizzazione della gestione del rischio, con l’obiettivo specifico di ridurre la percentuale di operazioni chiuse in perdita, senza compromettere l’agilità della strategia.
Conclusioni
I risultati ottenuti nel primo trimestre del 2025 mostrano una performance significativamente superiore rispetto ai benchmark di riferimento (Solana, Bitcoin e S&P 500) adottando un approccio attivo e strutturato. Con un rendimento netto del +63,18%, la strategia ha dimostrato la capacità di intercettare movimenti favorevoli nel breve e medio periodo, evitando al contempo fasi di forte correzione che hanno colpito duramente gli asset analizzati in modalità Buy and Hold.
Il Profit Factor pari a 3,08 e un payoff medio di 2,05 indicano una buona efficienza operativa, mentre il drawdown massimo contenuto al -15,99% conferma una gestione del rischio disciplinata, in linea con i parametri prestabiliti. Il win/loss ratio di 1,5 rafforza ulteriormente l’idea di una strategia con un bilanciamento solido tra rischio e rendimento.
La scelta di evitare la leva finanziaria e di mantenere un’esposizione media del 28,91% per operazione ha contribuito a contenere la volatilità complessiva del portafoglio, rendendo il sistema replicabile anche da parte di trader con un profilo di rischio moderato.
Va sottolineato che i risultati si riferiscono a un contesto specifico (Q1 2025) e su un singolo asset (SOL). Pertanto, pur rappresentando un caso studio positivo, non possono essere generalizzati né considerati predittivi per periodi futuri. L’efficacia della strategia è strettamente legata alla capacità di adattarsi a scenari in evoluzione e alla corretta interpretazione dei segnali tecnici su cui si fonda.
Questa strategia si configura come un’alternativa valida all’approccio Buy and Hold in contesti ad alta volatilità, con l’obiettivo di ottimizzare l’allocazione e contenere i drawdown. Resta però fondamentale un approccio prudente, basato su una costante validazione dei segnali e su una gestione del rischio rigorosa.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 04.04.2025Dazi Usa più alti del previsto: effetti negativi certi, e le Borse crollano.
Rischi di minor crescita globale 2025, di alta inflazione e di squilibri commerciali.
Prezzi delle commodities in rialzo, specie quelli dei metalli industriali.
Scendono Dollaro e rendimenti obbligazionari. Resistono oro e crypto.
Il 2 aprile, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi su tutte le importazioni negli Usa, innescando una reazione violenta sui mercati azionari globali.
Le decisioni hanno suscitato una forte preoccupazione tra gli analisti, che si aspettavano un approccio meno aggressivo da parte dell'amministrazione Trump.
Tra l’altro, dal 5 aprile, è entrata in vigore, senza ripensamenti, una nuova tariffa del 25% sulle auto straniere, che ha scatenato ulteriori vendite sui mercati azionari.
Trump ha definito questo giorno come un "Giorno della Liberazione" per l'industria americana, dichiarando che le nuove tariffe avrebbero portato migliaia di miliardi di dollari nelle casse degli Stati Uniti.
In un intervento con toni minacciosi, Trump ha annunciato una serie di dazi su vari paesi, tra cui il 20% sull'Unione Europea, il 34% sulla Cina (aggiungendo il 20% già introdotto), il 24% sul Giappone, e del 10% su Regno Unito, Brasile e Argentina. Altri paesi, circa 60, saranno colpiti da tariffe ancora più alte a partire dal 9 aprile 2025.
Queste misure hanno spinto le borse globali a registrare perdite notevoli. Il 3 aprile, le Borse europee hanno visto cali tra il -1,1% di Madrid e il -3,6% di Milano, mentre Wall Street ha registrato un crollo: Dow Jones -4%, S&P500 -4,8% e Nasdaq -6%.
Gli esperti sono preoccupati che i dazi aggressivi possano rallentare la crescita economica, aumentare l'inflazione e danneggiare gli utili aziendali.
Le nuove tariffe sono state più alte e più ampie di quanto gli analisti si aspettassero, innescando una serie di reazioni sui mercati. L'euro ha guadagnato +1,2% sul dollaro, che scambia attorno a 1,097, mentre il prezzo del petrolio è sceso -3,5%, a 69,16 dollari/ barile.
Il rendimento del BTP decennale italiano è sceso a 3,70% (-11bps), portando il differenziale con il Bund tedesco a 108 bps.
Le previsioni di JPMorgan e Capital Economics suggeriscono che queste misure potrebbero avere un impatto più ampio di quanto inizialmente previsto. Capital Economics ha stimato che l'aliquota effettiva sulle importazioni statunitensi potrebbe salire al 26%, il livello più alto degli ultimi 131 anni.
Cina e paesi asiatici sono tra i più colpiti dalle tariffe, mentre Giappone e Unione Europea sono nella parte centrale della classifica.
Nonostante i benefici fiscali promessi da Trump, non è chiaro quale sarà l'impatto reale sull'economia Usa. Se i maggiori ricavi provenienti dai dazi venissero utilizzati per ridurre il deficit fiscale, potrebbero esserci effetti negativi sulla crescita economica.
Se, invece, venissero utilizzati per alleggerire il carico fiscale sui consumatori, la recessione potrebbe essere evitata. Wells Fargo ha ipotizzato che la Federal Reserve possa ridurre i tassi in modo più consistente del previsto nel biennio 2025-2026, per contrastare l’effetto negativo dei dazi.
Gli esperti di Barclays sono preoccupati che i dazi possano causare recessione in vari Paesi, in particolare nel Regno Unito e nell’Unione Europea, prevedendo un impatto sul PIL di circa l’1,1% per UK e UE, che potrebbe aumentare (worst case) rispettivamente -1,5% e -1,9%.
I timori principali riguardano l'impatto delle tariffe sull'economia, con il rischio di una recessione globale. Oggi, venerdì 4 aprile, le borse asiatiche hanno chiuso con pesanti perdite, mentre le borse europee hanno segnato un calo medio del -3%, con il Nasdaq che ha ceduto un -3,3%.
A Tokio, il Nikkei225 ha perso -3%, scendendo ai minimi degli ultimi mesi. Pechino ha reagito duramente, dichiarando di essere pronta a rispondere con misure analoghe per proteggere i propri interessi.
Il mercato petrolifero ha risentito delle incertezze globali legate ai dazi, con una riduzione del prezzo del greggio di circa -4% ieri, nonostante le scorte di petrolio negli Usa siano aumentate di 6,2 milioni-barili, oltre le stime che prevedevano 2,1 milioni.
L’OPEC+, cartello dei maggiori esportatori di greggio, sta intanto valutando l'idea di aumentare la produzione per rispondere alle richieste di Trump di abbassare i prezzi del petrolio.
Nel mercato valutario, il dollaro ha subito un indebolimento, scivolando ai minimi delle ultime due settimane. UBS ha sottolineato che, storicamente, il dollaro non ha sempre avuto un comportamento anticiclico, con Wall Street e il biglietto verde che si sono mossi nella stessa direzione nel 32% dei casi negli ultimi 25 anni.
Nel mercato obbligazionario statunitense, il rendimento dei Treasury decennali è sceso al 4,04%, il livello più basso degli ultimi sei mesi, in previsione di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed.
La Banca Centrale Europea (BCE) ha confermato che, nonostante l’aumento dei dazi, la discesa dell’inflazione dovrebbe continuare, e si rafforza l’ipotesi di un ulteriore taglio dei tassi.
In sintesi, l’introduzione dei dazi da parte di Trump sta scatenando una serie di effetti negativi sull’economia globale, in particolare sui mercati azionari e sulle prospettive di crescita economica.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
TESLA, può perdere un altro 60% e restare rialzista Chart di Capital.Com
Il settore automotive è probabilmente tra i più complessi da maneggiare in questo periodo.
Si intrecciano aspetti macroeconomici, geopolitici legati all'adozione di dazi commerciali e anche puramente politici nel caso specifico di Tesla.
Il settore automobilistico sarà duramente colpito dai dazi fissati a livello del 25%.
Ricordo che la punizione tocca tutte le automobili e componentistica importate in America, quindi non prodotta internamente salvo qualche eccezione.
Morningstar stima che, ad esempio, i produttori di componentistica originale subiranno un impatto sul loro fair value tra il 20% ed il 30%.
Riguardo invece i produttori mondiali di automobili, sembra che l'impatto non sarà drammatico per il fatto che già le quotazioni risultano parecchio sacrificate, sempre rispetto al fair value.
Anche Tesla, ovviamente, è toccata dai dazi sebbene in modo comparativamente minore rispetto ai competitors.
Questo è possibile perché in relazione alle auto vendute in America, Tesla produce in loco gran parte delle componenti.
Resta invece esposta per quel che riguarda le materie prime, acciaio ed alluminio, che comunque è costretta ad importare.
Dunque, assodato che c'è un aumento dei costi di produzione, ciò che fa la differenza a valle è la capacità dei singoli produttori di trasferirli al cliente finale.
Quindi i bilanci risultano impattati nella misura in cui si deficita in pricing power.
Ad esempio Ferrari, notoriamente dotato di questo potere, ha già annunciato che aumenterà i prezzi di listino per il mercato americano nella stessa misura dei dazi.
Addirittura, questo sì che è pricing power, sulle auto già commissionate ma ancora non consegnate.
Se Tesla risulta meno esposta ai dazi rispetto ai competitors, restano comunque delle difficoltà specifiche.
La spina nel fianco attualmente è nella difficoltà a consegnare i veicoli.
È un problema che si trascina dal 2024 anno in cui già non era riuscita a rispettare le promesse.
Quest'anno sembra non sarà diverso, nonostante i proclami di Musk.
Il primo trimestre si è chiuso ancora in difficoltà e, anche nell'ipotesi non suffragata dagli esperti che tutto filerà liscio in termini di capacità produttiva, ciò non salverà l'azienda dal chiudere l'anno ancora una volta con minori consegne rispetto a quanto preventivato.
A onor del vero, una delle motivazioni della sotto performance del Q1 2025 è nell'attesa del nuovo modello low cost di uno dei modelli più attesi.
La Model Y subirà una modifica negli allestimenti che se gli utenti percepiranno come non sostanziali potrà essere un boomerang per i conti dell'azienda.
Inoltre citiamo il calo di immagine accusato dal brand in relazione sia alle posizioni assunte dal fondatore Elon Musk come responsabile dell'efficienza nella componente governativa del presidente Trump che per l'appoggio politico offerto alle forze di estrema destra in Europa.
Nonostante tutto la quotazione del titolo sembra essere mediamente in linea con il suo fair value in relazione al quale ci ha abituato a mostrare scostamenti notevoli, sia in giù che in su.
Il mercato ha inizialmente premiato il titolo, in considerazione delle aspettative legate all'appoggio dato da Musk a Trump durante la campagna elettorale, producendo uno scollamento delle quotazioni rispetto al fair value (all'epoca mediamente tra gli analisti 210$) di circa 130%
Peccato che poi il mercato ci ha ripensato riprendendosi tutto e producendo un calo di oltre il 50% fino alle quotazioni attuali.
Comunque, a dispetto del severo calo di inizio 2025 il titolo rimane saldamente in trend rialzista di lungo periodo
Questo possiamo desumerlo dall'analisi delle onde, facendo riferimento alla teoria di Dow, visto che i prezzi sono ancora molto distanti dal precedente minimo relativo di lungo periodo in area $100 da cui dista un clamoroso 60% dai prezzi attuali.
Intanto i prezzi hanno arrestato il calo recente esattamente al contatto con la trendline rialzista di lungo periodo fornendo, per adesso, un importante segnale tecnico da cui ragionare
Il movimento ribassista è da leggersi anche come pullback su un ampio testa e spalle che ha prodotto l'allungo “politico” del titolo.
Il contatto sulla trendline ha prodotto sul settimanale due hammer appaiati.
Sul grafico giornaliero invece il movimento è avvenuto con un pattern di doppio minimo che, dopo il suo breakout, ha prodotto un allungo dei prezzi canonico
Adesso i prezzi hanno formato un canale rialzista che potrà essere utilmente monitorato per essere guidati nel breve termine.
Si potrà tollerare anche l'abbandono dal basso di questo canale ma sarà fondamentale monitorare la tenuta della trendline di lungo periodo.
Con un occhio vigile alle false rotture.
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💡🔍 Analisi Gold 🔍💡
⚠️ NON cerco posizionamenti short su GOLD ⚠️
📊 NFP day– giornata calda dopo i dazi.
Storicamente il venerdì su Gold è spesso rialzista… sarà così anche oggi?
Attualmente sto cercando livelli in area discount su zone chiave, per valutare possibili ingressi long.
Resto in attesa dei dati prima di prendere posizione.
🔹 Se i dati NFP dovessero uscire sotto le attese (quindi < 137k), valuterò ingressi long su Gold.
(perche??
perche Potrebbero rafforzare le aspettative di un taglio tassi da parte della Fed.
Questo favorirebbe l’oro al rialzo, perché rendimenti più bassi rendono l’oro più interessante rispetto ad altri investimenti
🔹 Se invece dovessero uscire sopra le attese (> 137k), valuterò ingressi short.
(perche?? perche Potrebbero spingere il dollaro in su e rafforzare l’idea che la Fed manterrà i tassi alti più a lungo. In questo caso, è possibile una correzione ribassista di Gold
🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30. Questa strategia mi consente di agire in modo più efficace, sfruttando la maggiore volatilità e liquidità di tale sessione.
Continueremo a fornire analisi approfondite e live su TradingView per mantenervi aggiornati.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
Per domande, dubbi o richieste, commentate o scrivetemi!
Sarò felice di rispondervi.
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-BE PATIENCE
GOLD | NFP DAY.Buongiorno Traders.
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
NEWS americane: NFP ore 14:30! Discorso di Powell 17:25.
Oggi è l'NFP DAY e sarà tosta operare, fatelo solo con il set up perfetto o tanto vale stare fermi a guardare.
Fulmine VERDE: area di valutazione LONG.
Fulmine ROSSO: area di valutazione SHORT.
Operate responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Buona valutazione.
Buon Trading.
Ciau.
Crollo dell'equity e panico sui mercatiI mercati europei, insieme agli altri indici globali nella regione Asia-Pacifico e ai futures statunitensi, sono crollati giovedì dopo che il presidente Trump ha annunciato tariffe più alte del previsto. Questo ha alimentato i timori di un conflitto commerciale prolungato e di un rallentamento economico globale.
Trump ha deciso di applicare una tariffa globale del 10% e, in aggiunta, i dazi reciproci. Questo significa che se un paese adotta una tariffa nei confronti degli USA del 20%, l’America ne applicherà una della metà, ovvero il 10%. Le tariffe totali sulla Cina ora si attestano al 54%, mentre l'UE e il Giappone devono affrontare imposte elevate rispettivamente del 20% e del 24%. A ciò si deve aggiungere una tariffa del 25% nei confronti di tutte le importazioni di auto dall’estero.
USDINDEX A PICCO
L'indice del dollaro è sceso sotto quota 101 giovedì, raggiungendo il livello più basso in quasi sei mesi, mentre il mercato è entrato in tensione in seguito alle radicali misure tariffarie del presidente Donald Trump. Mercoledì sera, Trump ha annunciato un pacchetto tariffario completo volto a rimodellare le relazioni commerciali degli Stati Uniti.
Le misure includono una tariffa di base del 10% su tutte le importazioni, con aliquote più elevate per i principali partner commerciali, come la Cina (34%), l'Unione Europea (20%) e il Giappone (24%). Inoltre, una tariffa del 25% su tutte le automobili prodotte all'estero è entrata in vigore immediatamente.
Nel frattempo, i nuovi dati economici hanno dipinto un quadro misto. Il rapporto ADP ha mostrato un aumento di 155.000 posti di lavoro nel settore privato più forte del previsto per marzo, superando le previsioni. Tuttavia, il rapporto JOLTS ha rivelato che le posizioni vacanti sono scese a 7,57 milioni, segnalando un potenziale rallentamento del mercato del lavoro. Gli investitori stanno ora rivolgendo la loro attenzione al rapporto sulle buste paga non agricole di venerdì, che potrebbe fornire ulteriori informazioni sulla prossima mossa politica della Federal Reserve.
ISM PMI USA IN NETTO CALO
L'ISM Services PMI è sceso bruscamente a 50,8 a marzo 2025 da 53,5 a febbraio, ben al di sotto delle previsioni di 53. Si è trattato dell'espansione più debole nel settore dei servizi dal giugno dell'anno scorso. I nuovi ordini e le scorte si sono contratti così come l'occupazione.
"Questo mese si è registrato un aumento significativo nel numero di intervistati che hanno segnalato aumenti dei costi dovuti all'attività tariffaria. Nonostante un aumento nei commenti sugli impatti tariffari e le preoccupazioni continue sui dazi e sul calo della spesa governativa, si è registrato un equilibrio ravvicinato nel sentiment a breve termine", ha affermato Steve Miller, presidente dell'ISM Services Business Survey Committee.
USA DEFICIT COMMERCIALE ANCORA SUI MASSIMI
Il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ridotto a 122,7 miliardi di dollari a febbraio 2025 da un massimo record di 130,7 miliardi a gennaio e rispetto alle previsioni di un deficit di 123,5 miliardi. Il deficit dei beni è sceso di 8,8 miliardi a 147 miliardi mentre il surplus di servizi si è ridotto di 0,8 miliardi a 24,3 miliardi.
Le esportazioni sono aumentate del 2,9% a 278,5 miliardi di dollari, principalmente a causa di oro non monetario, autovetture, accessori per computer, camion, autobus e aerei civili. D'altro canto, le vendite di olio combustibile, trasporti e beni e servizi governativi sono diminuite.
Nel frattempo, le importazioni sono rimaste pressoché invariate, vicine ai livelli record di 401,1 miliardi dopo l'impennata del mese scorso guidata dall'anticipazione di imminenti tariffe. Le importazioni sono diminuite per oro non monetario e aerei civili, compensando i maggiori acquisti di telefoni cellulari e altri beni per la casa, preparati farmaceutici e computer. Il disavanzo commerciale degli Stati Uniti si è ridotto con Cina, Svizzera e Canada, ma è aumentato con UE, Messico e Vietnam.
RENDIMENTI IN DISCESA
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è sceso al 2,65%, il livello più basso in circa un mese, poiché l’annuncio relativo all’applicazione dei dazi ha innescato un'ampia fuga dagli asset di rischio verso gli asset rifugio e ha aumentato le preoccupazioni per il suo impatto sull'economia globale.
L'Unione europea dovrà affrontare tariffe totali fino al 20%, spingendo la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ad avvertire che le misure avrebbero inferto "un duro colpo" all'economia globale. Ha anche confermato che l'UE starebbe preparando delle contromisure. Oltre il 20% delle esportazioni dell'Unione europea vanno negli Stati Uniti e la Germania sarà uno dei paesi più colpiti.
I trader stanno ora scontando una probabilità di quasi il 90% di un taglio del tasso di 25 punti base da parte della BCE ad aprile, con aspettative per il tasso di deposito che scenderà all'1,82% entro dicembre, in calo rispetto alle precedenti stime dell'1,9% e all'attuale 2,5%. Anche i rendimenti obbligazionari in Francia e Italia sono scesi rispettivamente al 3,4% e al 3,8%.
PREZZI ALLA PRODUZIONE IN CRESCITA
I prezzi alla produzione industriale nell'area dell'euro sono aumentati dello 0,2% su base mensile a febbraio 2025, dopo un aumento rivisto al ribasso dello 0,7% e superando le previsioni di mercato dello 0,1%. Le pressioni sui prezzi si sono allentate in diverse categorie, tra cui energia, beni strumentali, beni di consumo durevoli e beni di consumo non durevoli.
Tuttavia, i prezzi dei beni intermedi sono aumentati a un ritmo leggermente più rapido dello 0,4%, rispetto allo 0,3% del mese precedente. Su base annua, l'inflazione dei prezzi alla produzione è salita al 3,0% a febbraio, il livello più alto da marzo 2023.
Buona giornata!
Saverio Berlinzani
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Liberation Day e la politica dei dazi degli USADurante la sua seconda presidenza, Donald Trump ha implementato una serie di politiche commerciali aggressive, caratterizzate dall'imposizione di dazi su beni importati da diversi paesi, tra cui Cina, Europa e Canada. L'obiettivo dichiarato era proteggere l'industria americana e ridurre il deficit commerciale. Queste politiche hanno generato tensioni commerciali e ritorsioni da parte dei paesi colpiti, creando un clima di incertezza sui mercati globali. In aggiunta, i dazi hanno aumentato i costi per le imprese e i consumatori, riducendo la competitività e rallentando la crescita economica.
Impatto sui mercati finanziari
Le politiche sui dazi di Trump hanno avuto un impatto significativo sui mercati finanziari. L'incertezza generata dalle tensioni commerciali ha aumentato la volatilità dei mercati, creando nuove opportunità per i trader esperti, capaci di sfruttare i movimenti rapidi dei prezzi. Le conseguenze del "Liberation Day" per il mercato azionario sono state significative e hanno generato un impatto immediato e a lungo termine. Difatti l'annuncio dei nuovi dazi ha causato un calo immediato nei mercati azionari, con l'indice S&P 500 che è sceso notevolmente. Questo calo è stato accompagnato da un indebolimento del dollaro rispetto all'euro e allo yen.
Ulteriori conseguenze
]I settori esportatori, come l'automotive e l'hardware tecnologico, sono stati particolarmente colpiti dai dazi reciproci. Ciò ha portato a una riconfigurazione del commercio globale e a una riduzione della competitività di queste industrie.
L'aumento dei dazi ha generato pressioni inflazionistiche, con un impatto significativo sui prezzi dei beni importati. Questo potrebbe limitare i consumi e gli investimenti, influenzando negativamente la crescita economica.
La Federal Reserve potrebbe mantenere i tassi d'interesse invariati o procedere a tagli in risposta alla debolezza economica generata dai dazi. Tuttavia, l'incertezza sulle politiche monetarie future rimane alta.
Le banche centrali e i governi potrebbero adottare misure fiscali e monetarie per mitigare gli effetti negativi dei dazi, ma l'efficacia di tali interventi è ancora incerta.
Le nuove tariffe hanno portato a una revisione al ribasso delle previsioni di crescita del PIL americano e globale. Ciò potrebbe avere un impatto significativo sulla fiducia dei consumatori e sugli investimenti.
I dazi potrebbero aumentare i costi per le famiglie americane, con stime che indicano un aumento delle spese fino a 4.200 dollari all'anno per una famiglia media
In conclusione la politica dei dazi ha generato un quadro di incertezza e potenziali conseguenze negative per l'economia globale, con impatti significativi sui mercati finanziari, sui settori industriali e sui consumatori.
TRUMPIl presidente Donald Trump ha firmato una politica aggressiva e di vasta portata.
il suo piano fisserà una tariffa di base del 10% su tutta la linea.
Il piano impone aliquote tariffarie elevate a molti paesi, tra cui il 34% alla Cina, il 20% all'Unione Europea, il 46% al Vietnam e il 32% a Taiwan.
Le probabilità di una recessione negli Stati Uniti sono appena salite al 50% secondo le principali agenzie statistiche.
Perchè?
La politica attuale rallenterà con molta probabilità la crescita e aumenterà l'inflazione, soprattutto negli Stati Uniti.
Mi ha sorpreso una mossa in particolare:
Trump ha imposto una tariffa del 10% sulle isole Heard e McDonald, disabitate ad eccezione dei pinguini....MAH.
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Belli sti dazi è trump?
Inflazione in aumento.
ottimo anno, partito bene xd
il nostro amato gold vola , le azioni scendono e la curva dei rendimenti usa si sta appiattendo, molto presto vedremo un bel taglio da parte della fed sui tassi e quando questo accadra le condizioni saranno critiche.
un altra recessione alle porte?
chi vivrà vedrà
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