Idee della comunità
BTCUSDT – Aggiornamento grafico a 4 ore.BTCUSDT – Aggiornamento grafico a 4 ore.
Il prezzo si muove all'interno di un canale ascendente.
BTC sta attualmente testando il supporto della trendline inferiore.
Quest'area sembra una potenziale zona di rimbalzo.
Se il supporto regge, è possibile un movimento verso 92k → 96k → 98-100k.
Una netta rottura al di sotto di 86k può portare a un test del supporto 84k-82k.
Cautamente rialzista mentre si è al di sopra del supporto del canale.
XAUUSD – Elliott 1–5 completato + magnete per gap/fibonacciXAUUSD – Elliott 1–5 completato + magnete per gap/fibonacci
L'oro sembra aver completato un rialzo impulsivo di Elliott 1–5, con il prezzo ora in stallo vicino al massimo dopo l'onda (5). Dopo un forte impulso, una fase correttiva (ABC) diventa più probabile.
Confluenza per un pullback:
Esaurimento dell'onda (5) dopo una sequenza 1–5 pulita
RSI al massimo
Gap/squilibrio al di sotto, che funge da magnete per la mean reversion
Zone di ritracciamento di Fibonacci allineate con la domanda precedente (area chiave da tenere d'occhio per una reazione)
Finché il prezzo non riesce a recuperare/mantenere il massimo recente, le probabilità favoriscono un pullback nell'area di Fibonacci/gap prima del prossimo movimento importante.
Ottimo rapporto rischio/rendimento
Analisi dell’Oro & Strategia di Trading | 27–28 Gennaio🔥 Congratulazioni a tutti i membri che hanno seguito i nostri segnali di trading!
Le posizioni long aperte intorno a 5050 hanno generato con successo oltre 500+ pips di profitto! 👏👏👏
✅ Analisi del grafico a 4 ore (H4)
Dal timeframe a 4 ore, l’oro rimane all’interno di una struttura rialzista chiara e solida. Il prezzo continua a formare massimi e minimi crescenti, confermando che il trend rialzista di medio termine è ancora intatto.
Le medie mobili (MA5 / MA10 / MA20) sono allineate in modo chiaramente rialzista. In particolare, la MA20 continua a salire e funge da supporto dinamico. Il prezzo si mantiene stabilmente sopra queste medie chiave, indicando che i compratori restano in controllo del mercato.
Tuttavia, dopo aver testato il massimo recente vicino a 5110, lo slancio rialzista ha iniziato a rallentare. Le ultime candele mostrano corpi più piccoli e ombre superiori più lunghe. Inoltre, la banda superiore di Bollinger si sta appiattendo e la larghezza delle bande si sta restringendo, segnalando il passaggio da una forte tendenza a una fase di consolidamento ad alti livelli.
Questo comportamento è più probabilmente una correzione tecnica sana e una rotazione delle posizioni dopo il rally, piuttosto che un’inversione del trend.
Finché il prezzo rimane sopra la zona di supporto chiave 5020–5050, la struttura rialzista resta valida e i pullback devono essere considerati opportunità di acquisto.
✅ Analisi del grafico a 1 ora (H1)
Nel timeframe a 1 ora, l’azione dei prezzi è chiaramente entrata in una fase di consolidamento laterale. Il prezzo ha testato più volte la resistenza sopra 5110 senza riuscire a superarla in modo deciso, mentre i minimi continuano a salire gradualmente.
Nel complesso, l’oro si muove all’interno dell’intervallo 5070–5110, formando una tipica struttura laterale o di consolidamento a scatola su livelli elevati.
Le medie mobili stanno diventando piatte e intrecciate, con il prezzo che le attraversa frequentemente, indicando un indebolimento del momentum a breve termine e una fase correttiva.
Questo tipo di consolidamento stretto vicino ai massimi è solitamente un pattern di continuazione del trend. Suggerisce accumulazione e preparazione per il prossimo movimento rialzista, piuttosto che distribuzione.
Pertanto, finché i supporti chiave non vengono rotti, il bias di breve termine rimane leggermente rialzista.
Dal punto di vista operativo, è preferibile acquistare vicino ai supporti o seguire le rotture, piuttosto che inseguire il prezzo nel mezzo del range.
🔴 Livelli di Resistenza
• 5095–5110
• 5130–5150
🟢 Livelli di Supporto
• 5070–5080
• 5045–5050
• 5020–5010
✅ Strategia di Trading
🔰 Strategia 1: Comprare sui pullback (Piano principale ✅)
📍 Entrata 1: 5050–5045
📍 Entrata 2: 5020–5010
🎯 TP1: 5095
🎯 TP2: 5110
🎯 TP3: 5130+
🔰 Strategia 2: Acquisto su breakout (Strategia momentum)
📍 Entrata: rottura e mantenimento sopra 5110
🎯 TP1: 5130
🎯 TP2: 5150
⛔ Stop loss: sotto 5095
🔰 Strategia 3: Vendita (solo in caso di rottura della struttura ❌)
Le posizioni short devono essere considerate solo se:
• il prezzo rompe sotto 5020
• la struttura H4 si indebolisce
• le medie mobili diventano ribassiste
Altrimenti, evitare operazioni contro trend.
✅ Riassunto del Trend
L’oro rimane rialzista sul timeframe H4 e in consolidamento su H1.
Il movimento attuale rappresenta una correzione ad alti livelli, non un’inversione.
👉 Approccio preferito: comprare sui ribassi, evitare vendite contro trend e attendere ingressi su supporti o breakout.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 27.01.2026Borse incerte, ma non pessimistiche, nella settimana della FED.
Trimestrali USA: in arrivo gli attesissimi numeri delle «Magnifiche 7».
Dollaro sempre più depresso, metalli preziosi senza freni: nuovo paradigma?
Macro europea non brillante, ma resiliente, da tardo ciclo espansivo.
Le Borse europee hanno attraversato la seduta di venerdì 26 gennaio senza scosse, in una fase di attesa che dice molto del clima che domina i mercati globali. Gli investitori stanno metabolizzando l’idea che la Federal Reserve sia pronta ad annunciare una pausa nel ciclo di allentamento monetario, mentre l’attenzione si sposta progressivamente sulle trimestrali delle big tech statunitensi, chiamate a fornire nuova linfa alle valutazioni.
Sul Vecchio Continente i listini hanno chiuso vicino alla parità: Francoforte +0,32%, Parigi -0,15%, Londra +0,08%. Una fotografia di equilibrio precario, che riflette più l’assenza di catalizzatori immediati che una reale convinzione direzionale. Ben diverso il tono a Wall Street, dove gli indici hanno chiuso in territorio positivo: Dow Jones +0,64%, S&P 500 +0,50%, Nasdaq +0,43%. Il mercato guarda con crescente interesse alla stagione delle trimestrali delle cosiddette “Magnifiche 7” – Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla – vero baricentro delle aspettative di crescita e degli utili.
Sul fronte valutario, l’euro si è rafforzato, scambiando a 1,1885 dollari dopo la chiusura di Wall Street, in rialzo dello 0,11%. Un movimento che si inserisce in una dinamica più ampia di indebolimento del biglietto verde, mentre il mercato inizia a interrogarsi sulla sostenibilità del mix tra politica fiscale espansiva e incertezza istituzionale negli Stati Uniti.
In Europa, i segnali macro continuano a essere contrastanti. In Germania, il morale delle imprese resta fermo: l’indice Ifo sul clima economico è rimasto invariato a 87,6 a gennaio, lo stesso valore di dicembre, contro attese di 88,3. Secondo Commerzbank si tratta di un dato deludente, che non può essere spiegato dalle recenti minacce tariffarie di Donald Trump contro l’Unione Europea. Il problema, piuttosto, è strutturale: l’assenza di riforme diffuse e un pacchetto fiscale che non sta producendo lo stimolo atteso. L’indice, sottolineano gli analisti, non è più in trend positivo, a differenza della prima metà dello scorso anno.
A Est, la Polonia rivendica la propria autonomia monetaria. Il ministro delle Finanze Andrzej Domanski, in un’intervista al Financial Times, ha dichiarato che Varsavia non ha alcuna fretta di adottare l’euro, sostenendo che l’economia polacca sta performando meglio di molte di quelle che hanno già abbracciato la moneta unica. Un messaggio politico chiaro, rafforzato dalla buona tenuta dello zloty.
Il clima di incertezza geopolitica e commerciale continua intanto ad alimentare la corsa verso i beni rifugio. L’oro spot ha superato per la prima volta la soglia dei 5.100 dollari l’oncia, mentre l’argento ha oltrepassato i 100 dollari. Dopo le nuove minacce di Trump – dazi del 100% contro il Canada in caso di accordo commerciale con la Cina – l’oro è salito del 2,1% a 5.092 dollari/oncia (+1,95%), mentre l’argento ha messo a segno un balzo del 12,8% a 114,3 dollari. Movimenti che raccontano un mercato sempre più sensibile ai rischi sistemici.
Sul fronte obbligazionario europeo, lo spread BTp-Bund si è ulteriormente ristretto a 59 punti base, dai 60 della vigilia, restando in prossimità dei minimi dal 2009. Il rendimento del BTp decennale è sceso al 3,46% dal 3,50%, segnale di una fiducia che, almeno per ora, regge.
In Asia, la seduta di lunedì 27 gennaio si è aperta in tono positivo. L’MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,7% e tocca un nuovo massimo storico. In Giappone, Nikkei +0,7%, con lo yen che torna a indebolirsi a 154,5 contro dollaro. Bene Hong Kong (Hang Seng +1%), più contenuti Shanghai e Shenzhen (CSI300 +0,3%). Lo yuan si indebolisce dopo tre sedute di rialzo, nonostante un dato incoraggiante sugli utili industriali cinesi: nel 2025 crescono dello 0,6%, interrompendo tre anni consecutivi di cali (-2% nel 2022, -2,3% nel 2023, -3,3% nel 2024).
A Seoul, il Kospi rimbalza del 2,3% dopo un avvio debole, nonostante Trump abbia accusato il Parlamento sudcoreano di violare gli accordi commerciali, annunciando tariffe al 25% su auto e prodotti farmaceutici. In Giappone, secondo il consenso, lo stimolo fiscale potrebbe aumentare la crescita del PIL di 0,5 punti percentuali. La Cina, invece, si prepara a registrare un deficit di bilancio aggregato vicino al 9% del PIL per il secondo anno consecutivo, circa il doppio del tasso di crescita previsto. Per ora, però, i mercati sembrano concentrarsi sui benefici della crescita, senza segnali di ribellione dei bond vigilantes: il rigore fiscale, semplicemente, non è più di moda.
Sul fronte energetico, il Brent viaggia intorno ai 65 dollari al barile (ore 09.00 CET), dopo il forte rialzo di venerdì legato anche alle dichiarazioni di Trump sull’Iran. L’OPEC+ dovrebbe confermare i livelli produttivi attuali nella riunione di domenica, secondo fonti Bloomberg.
Infine, i tassi. Negli Stati Uniti, il Treasury decennale rende il 4,21%, nonostante gli avvertimenti di Citigroup e Natixis su possibili vendite sui titoli a lunga scadenza. In Eurozona, Bund al 2,86%, BTp al 3,46%, OAT francese al 3,43%. Lo spread Italia–Germania resta sui 60 punti base, minimo dal 2007, mentre quello Italia–Francia torna negativo. Venerdì è atteso il giudizio di S&P sul rating italiano (BBB+ stabile), senza particolari aspettative dopo il rialzo di aprile e la conferma di ottobre.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 26.01.2026Borse globali riflessive, dopo la Groenlandia torna tensione Usa-Iran.
Trimestrali USA: non piaciono numeri e cautela di Intel, ma il Nasdaq «tiene»
US$ debole, preziosi a nuovi massimi: mercati segnalano nervosismo
Occhi puntati sul Giappone: elezioni il 7 febbraio + Takaichi Trade.
La settimana del World Economic Forum di Davos, conclusasi venerdì 23 gennaio, si è chiusa con mercati apparentemente più distesi.
Dopo giorni di tensione legati alle minacce di Donald Trump sulla Groenlandia e su nuovi dazi, gli investitori hanno tirato il fiato, senza però archiviare i rischi di fondo.
Il quadro che emerge è quello di mercati che recuperano sul fronte azionario, ma continuano a prezzare in modo aggressivo incertezza geopolitica, instabilità politica e rischio istituzionale.
Wall Street è tornata in prossimità dei massimi storici, ma il segnale più eloquente arriva dagli asset rifugio: l’oro sfiora 5.000 dollari/oncia, l’argento sale fino a 99 mentre il dollaro si indebolisce.
Una combinazione che racconta come la fiducia nel rischio resti fragile e selettiva. La politica della Casa Bianca, percepita come imprevedibile, continua a pesare non solo sull’azionario, ma soprattutto sulle valute e sui flussi internazionali.
A complicare lo scenario, nei prossimi mesi gli Stati Uniti dovranno affrontare due passaggi giuridici chiave davanti alla Corte Suprema: il verdetto sul caso Lisa Cook, membro del board Fed che Trump vorrebbe rimuovere, e quello sulla legittimità dei dazi. In entrambi i casi, il mercato sconta una probabilità elevata di decisioni non allineate alla Casa Bianca, con potenziali ripercussioni sulla credibilità dell’azione esecutiva.
In Europa, le Borse hanno chiuso una seduta contrastata, dopo che nel pomeriggio si è esaurita la spinta iniziale. Milano ha ceduto -0,58%, Parigi e Londra -0,1%, Madrid -0,7%, Amsterdam ha chiuso sulla parità, rancoforte +0,1%.
Anche a Wall Street chiusure miste: Dow Jones -0,58%, S&P500 +0,03%, Nasdaq +0,28%.
Sotto i riflettori Intel, penalizzata dopo che ha chiuso il quarto trimestre con una perdita netta di Us$ 333 milioni, peggiore dei -294 attesi (fonte FactSet), e ricavi pari a 13,7 miliardi, in calo dai 14,3 dell’anno precedente. Per il primo trimestre 2026 Intel prevede una perdita di 21 centesimi/azione e un fatturato compreso tra Us$ 11,7 e 12,7 miliardi, riflettendo l’impatto degli ingenti investimenti sui nuovi chip e della carenza di scorte.
Sul fronte dei flussi, Bank of America stima che le minacce di nuovi dazi abbiano provocato us$ 17 miliardi di deflussi dalle azioni Usa. Nello stesso periodo, secondo i dati EPFR Global, i fondi azionari europei hanno registrato la migliore raccolta da un mese e mezzo, mentre quelli giapponesi la più elevata dallo scorso ottobre. Segnali di una rotazione geografica più che di un ritorno convinto al rischio globale.
A livello politico, da Bruxelles arriva un messaggio di prudente fermezza. Il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill, ha ribadito che “un accordo è un accordo” e che ora l’aspettativa è che il Parlamento europeo, dopo il “caso Groenlandia”, continui il proprio lavoro sull’accordo commerciale Ue-Usa.
Venerdì sono tornati a correre anche i prezzi del petrolio, in rialzo di circa +2%, dopo le rinnovate minacce di Trump all’Iran. Il presidente Usa ha parlato di un’“armata” diretta verso Teheran, pur auspicando di non doverla utilizzare.
Nei prossimi giorni, navi da guerra, inclusa una portaerei e cacciatorpediniere, arriveranno in Medio Oriente, alimentando i timori di ripercussioni dell’offerta.
La nuova settimana, oggi 26 gennaio, si apre con mercati Asia-Pacifico contrastati. Il Nikkei di Tokyo perde -2%, lo yen vale 154 contro Dollaro, massimo da novembre. Secondo Reuters, la Fed di New York avrebbe monitorato il cambio Us$/JPY, segnale che potrebbe anticipare un intervento.
Hang Seng sulla parità, CSI300 +0,3%, mentre a Seul il Kospi cede -0,7% dopo il forte rally di inizio anno. In Cina pesa anche la rimozione del generale Hang Youxia, accusato, secondo il Wall Street Journal, di aver divulgato informazioni sul programma nucleare e di aver accettato tangenti.
Il Giappone resta un punto di attenzione cruciale. Il cosiddetto “Takaichi Trade”, basato su aspettative di maggiore spesa pubblica e difesa, ha spinto azioni, indebolito yen e penalizzato i bond. Non a caso, il rendimento del bond 40 anni ha segnato un massimo storico proprio quando la premier ha annunciato la sospensione biennale della tassa sui consumi.
Con un debito pari al 250% del PIL, il terzo mercato obbligazionario al mondo resta potenzialmente in grado di muovere oceani di liquidità, come già accaduto nell’agosto 2024.
Sul fronte materie prime, il momentum è evidente. Il Bloomberg Commodity Index sale a 120,2 dollari, quinto rialzo consecutivo. Oro a 5.070 dollari/oncia e argento a 10,7, toccano nuovi record, reduci dalla loro migliore settimana di sempre.
Secondo l’Economic Times, da quattro anni la domanda globale di argento supera l’offerta, con una produzione rigida (il 70% è sottoprodotto di altri metalli) e una domanda industriale in forte crescita, trainata da rinnovabili e high-tech.
Nel valutario, euro/dollaro a 1,185, massimo da settembre. Pesano i timori di nuove paralisi al Congresso. Bitcoin, sotto 88.000 dollari, rimbalza lievemente dopo aver perso -8,5% nella settimana della corsa ai beni rifugio: un’ulteriore conferma di quanto l’asset resti sensibile al contesto macro.
Poche novità sui bond: Treasury decennale al 4,21%, BTP decennale 3,51%, con spread sul Bund tedesco a 60 bps, minimo dal 2007. Venerdì è atteso il giudizio di S&P sul rating italiano (BBB+, stabile), dopo il rialzo di aprile e la conferma di ottobre.
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Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 23.01.2026Buona intonazione delle borse globali, dopo i toni più concilianti di Trump.
Proseguono le trimestrali USA, e fino ad ora portano messaggi positivi.
Il comparto bond ritrova la calma: giù i rendimenti di quelli giapponesi.
Segnali misti dal PCE Usa di dicembre: inflazione ferma, ma sopra i target.
Le parole di Donald Trump, arrivate mercoledì 21 sera, hanno avuto l’effetto di un ansiolitico sui mercati. I “positivi colloqui in corso” sulla Groenlandia e l’apertura a una possibile tregua su dazi e contromisure hanno contribuito ad allentare, almeno temporaneamente, una tensione geopolitica che negli ultimi giorni aveva pesato sul sentiment globale.
L’Europa aveva già archiviato una seduta incerta, mentre Wall Street ha colto al volo la svolta, virando con decisione al rialzo.
Con lo scenario geopolitico momentaneamente meno teso, l’attenzione degli investitori si sposta ora su un’agenda fitta e potenzialmente decisiva.
La prossima settimana saranno sotto i riflettori le trimestrali dei big tech, in particolare Microsoft, Meta e Tesla, in concomitanza con la riunione della Federal Reserve, chiamata a ribadire, o meno, la propria linea in un contesto macro ancora robusto ma attraversato da crescenti incertezze politiche.
Le Borse europee hanno chiuso in netto rialzo, sostenute proprio dall’allentamento delle frizioni tra Stati Uniti ed Europa. Parigi ha guadagnato +0,99%, Francoforte +1,07%, Londra è rimasta più prudente a +0,07%. A distinguersi sono state Milano (+1,36%) e Madrid (+1,23%), confermando una dinamica che da inizio anno vede diversi listini europei fare meglio di Wall Street.
Oltreoceano, il quadro è stato altrettanto positivo: Dow Jones +0,63%, S&P 500 +0,55%, mentre il Nasdaq ha sovraperformato con un +0,91%.
Un segnale di forza che però non cancella una tendenza di fondo: il 2026 è iniziato in continuità con il 2025, con Wall Street relativamente più indietro rispetto ad altre grandi piazze globali. Da inizio anno l’S&P 500 segna +1,1%, contro il +2,8% dell’EuroStoxx 50, il +6,8% del Nikkei e il +4,7% dell’MSCI Asia.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio Brent ha vissuto giornate contrastate. Ieri ha chiuso in calo a 64,5 dollari al barile, complici le notizie sull’Ucraina e i toni concilianti di Trump dopo l’incontro con Volodymyr Zelenskij, definito “buono”.
Oggi, 23 gennaio, il prezzo torna invece a salire dopo nuove dichiarazioni del presidente Usa, che ha parlato di un’“armata” americana diretta verso l’Iran, pur auspicando di non doverla utilizzare. Secondo fonti statunitensi, navi da guerra, una portaerei e cacciatorpediniere lanciamissili arriveranno in Medio Oriente nei prossimi giorni.
Nel frattempo, negli Emirati Arabi Uniti prendono il via colloqui “trilaterali” tra Ucraina, Stati Uniti e Russia.
Sul piano politico, Trump ha inoltre ribadito al World Economic Forum di Davos, in un’intervista a Fox Business Network, che qualsiasi intesa sulla Groenlandia dovrebbe garantire agli Stati Uniti “accesso totale” all’isola, compreso l’uso militare, “senza alcun costo”. Dichiarazioni che hanno colto di sorpresa il premier groenlandese, il quale ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione né da Washington né da Copenaghen o dalla Nato.
A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce il fronte giuridico. In questa prima parte dell’anno sono attesi due verdetti della Corte Suprema: uno sul caso Lisa Cook, membro della Fed che Trump vorrebbe licenziare, e uno sulla legittimità dei dazi. In entrambi i casi, appaiono più probabili decisioni sfavorevoli alla Casa Bianca, con potenziali ripercussioni sui mercati.
Dal lato macroeconomico europeo, i dati ufficiali UE mostrano che alla fine del terzo trimestre 2025 il rapporto debito pubblico/Pil nell’area euro è salito all’88,5%, dall’88,2% del secondo trimestre. Nell’intera Unione europea l’indicatore è passato dall’81,9% all’82,1%. I livelli più elevati si registrano in Grecia (149,7%), Italia (137,8% dopo 138,3%), Francia (117,7%), Belgio (107,1%) e Spagna (103,2%). I più bassi in Estonia (22,9%), Lussemburgo (27,9%), Bulgaria (28,4%) e Danimarca (29,7%).
Negli Stati Uniti, il Pil del terzo trimestre è cresciuto del 4,4%, superando le attese di +4,3% e migliorando la stima preliminare diffusa a dicembre.
In Asia, oggi 23 gennaio, l’MSCI Asia Pacific guadagna +0,6%, tocca un massimo storico e si avvia a chiudere la settimana in positivo per l’ottava volta su nove. Seduta apatica per il Nikkei di Tokyo (+0,3%, -0,2% settimanale), mentre la Banca del Giappone mantiene i tassi allo 0,75%, ai massimi da 30 anni. Lo yen continua a indebolirsi a 158,7. Bene il Kospi coreano (+0,7%, +3% settimanale, +18% da inizio anno). Hang Seng +0,3%, CSI cinese -0,3%, Taiex +0,7%. Da segnalare la mossa della banca centrale cinese, che ha fissato il fixing dello yuan sopra quota 7 per dollaro per la prima volta in oltre due anni.
Infine, corsa senza sosta per i metalli preziosi. Oro a 4.953 dollari l’oncia e argento a 98,7 dollari segnano nuovi record. L’argento vola del 37% da inizio anno, sostenuto dal ruolo sempre più centrale nell’industria dei semiconduttori e dai vincoli alle esportazioni introdotti dalla Cina in ottobre.
Sul mercato obbligazionario Usa, il Treasury decennale rende il 4,25%. Trump ha avvertito che potrebbero esserci “ritorsioni” se l’Europa dovesse vendere asset statunitensi, inclusi i titoli di Stato. Un monito che non cancella un dato strutturale: l’Europa resta il principale creditore degli Stati Uniti, con 8.000 miliardi di dollari detenuti in azioni e obbligazioni Usa, quasi il doppio del resto del mondo messo insieme.
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Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Analisi Tecnica – Meta Platforms Inc (META)Meta Platforms non ha bisogno di particolari presentazioni. L’azienda continua a mostrare una solida crescita di lungo periodo ed è stata una delle migliori performance del mercato negli ultimi anni.
Il titolo proviene da una forte fase rialzista iniziata nel 2023, durante la quale ha registrato un rialzo superiore al +600%, intervallato da fisiologiche fasi di ritracciamento all’interno del trend principale.
Struttura di mercato e analisi volumetrica
Negli ultimi mesi il titolo è entrato in una fase di ritracciamento, che al momento risulta tecnicamente ben controllata.
Elementi chiave:
la correzione è stata contenuta sul primo Point of Control (POC_1), calcolato considerando i volumi dell’area di top
il prezzo ha reagito sia sul POC_1 sia sulla trendline weekly ascendente
in quest’area di confluenza si sono verificati due rimbalzi significativi (cerchi gialli), confermando la zona come supporto rilevante
Scenario Rialzista
Per uno scenario di continuazione rialzista, il prezzo deve:
superare la trendline weekly discendente, attualmente in fase di rottura
idealmente effettuare un pullback di conferma (retest) sulla trendline, trasformandola in supporto dinamico
Un retest riuscito aumenterebbe le probabilità di ripresa del trend primario.
⚠️ Trading Note
Finché il prezzo rimane sopra POC_1 e trendline weekly ascendente, il bias di fondo resta rialzista.
Un mancato breakout della trendline discendente manterrebbe il titolo in fase di consolidamento/correzione.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 22.01.2026Trump modera i toni sulla Groenlandia, le Borse si rasserenano.
La Borse Coreana esempio del «catch-up» di performance di tutta l’Asia.
Scende la tensione sulle scadenze lunghe di Treasury Usa e Japan.
Pausa salutare, di incerta durata, nella corsa di oro e altri metalli preziosi.
La seduta di ieri, 19 gennaio, ha messo in evidenza un netto scollamento tra le due sponde dell’Atlantico. Wall Street è rimasta chiusa per il Martin Luther King Day, lasciando campo libero alle tensioni geopolitiche che hanno invece pesato in modo deciso sulle Borse europee, tutte in territorio negativo.
A innescare le vendite sono state le nuove minacce di dazi avanzate da Donald Trump contro i Paesi contrari ai piani statunitensi sulla Groenlandia, tema destinato a dominare anche il World Economic Forum di Davos, apertosi ieri e che vedrà l’intervento dello stesso Trump domani, 21 gennaio.
Il bilancio della giornata è stato pesante ma ordinato. Milano ha chiuso a -1,3%, sebbene l’Italia non figuri nella nuova “lista nera” statunitense: perdite differenziate sulle altre piazze: Francoforte -1,2%, Parigi -1,8%, Londra -0,4%, Madrid -0,1% e Amsterdam -1,7%.
Nel fine settimana Trump aveva evocato tariffe doganali del 10%, potenzialmente in salita fino al 25%, contro gli otto Paesi europei che hanno inviato truppe nell’isola artica.
Dal punto di vista operativo, tuttavia, diversi analisti sottolineano le difficoltà tecniche di un’applicazione selettiva dei dazi: servirebbero certificati di origine estremamente dettagliati, con il rischio di rallentare le catene di approvvigionamento e di generare costi significativi soprattutto per gli stessi Stati Uniti.
Per questo, i mercati continuano a interpretare le dichiarazioni come una leva negoziale più che una minaccia immediatamente esecutiva.
A rendere il quadro ancora più teso, le parole pronunciate ieri da Trump: «non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace», aggiungendo di essere stato penalizzato con il mancato Premio Nobel “per aver fermato otto guerre..”.
L’Europa intanto preparerebbe la risposta. Giovedì a Bruxelles è previsto un vertice straordinario dei leader europei e, secondo indiscrezioni, sono allo studio possibili ritorsioni fino a Us$ 93 miliardi nei confronti degli Stati Uniti.
In un contesto così perturbato, non sorprende che gli investitori stiano riducendo l’esposizione agli asset più rischiosi, rifugiandosi nei metalli preziosi, che continuano a segnare nuovi massimi.
Parallelamente, il mercato obbligazionario resta sotto osservazione. Negli Stati Uniti, il Treasury decennale rende il 4,26%, sui livelli più elevati da settembre.
Il rialzo dei rendimenti è legato anche all’eccezionale volume di emissioni corporate: le aziende statunitensi stanno accelerando le emissioni approfittando delle aspettative di ulteriori tagli Fed e di un quadro macro favorevole, con spread di credito ai minimi da 19 anni.
Nei primi 15 giorni di gennaio le emissioni hanno raggiunto un record storico di circa 435 miliardi di dollari, ritmo destinato a intensificarsi nella seconda metà del mese.
Nell’Eurozona, il BTP decennale resta intorno al 3,45%, con uno spread di circa 60 bps, sui minimi dal 2008.
Sul fronte ECB, i ministri delle Finanze hanno scelto Boris Vujčić, 61 anni, attuale governatore della banca centrale croata, come prossimo vicepresidente. Considerato un “falco moderato”, Vujčić sostiene un allentamento monetario graduale, mantenendo alta l’attenzione sui rischi inflattivi.
La settimana in corso sarà ricca di dati macro: giovedì è atteso il PCE di novembre USA, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed, mentre venerdì toccherà agli indici PMI “globali”.
Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha aggiornato le stime di crescita. Per l’Italia, il PIL 2026 è visto a +0,7%, con il 2027 ancora a +0,7%, rispetto allo 0,8% e 0,6% stimati a ottobre. La Germania dovrebbe cresce +1,1% nel 2026 (+0,2%) e dell’1,5% nel 2027; la Francia dell’1% (+0,1%) e 1,2%; la Spagna del 2,3% (+0,3%) e 1,9% (+0,2%).
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione globale è vista in calo dal 4,1% del 2025 al 3,8% nel 2026 (contro il 3,7% stimato in precedenza) e al 3,4% nel 2027. Nell’area euro, l’inflazione complessiva dovrebbe attestarsi intorno al 2% nel 2026-2027, con la componente core in convergenza verso quel livello nel 2027.
Questa mattina, 20 gennaio, i mercati asiatici si muovono prevalentemente in negativo: Nikkei -1,0%, Hang Seng -0,3%, Shanghai Composite invariato, Shenzhen -1%. Fa eccezione Taiwan (+0,4%), mentre la Corea aggiorna i record: Kospi +1,5% a 4.900 punti, tredicesima seduta consecutiva in rialzo, +17% da inizio anno e +92% su base annua, grazie alle aspettative legate all’intelligenza artificiale.
Sul fronte delle commodity, il petrolio arretra: WTI marzo a 59,4 dollari/barile e Brent. In calo anche il gas TTF, -3,5% a 35,5 euro/MWh, dopo il rally della settimana precedente. L’Indice Bloomberg Commodity sale a 115,30 dollari, +5% da inizio gennaio, trainato dai metalli preziosi. Oro a 4.710 dollari/oncia e argento a 94,50 dollari/oncia segnano nuovi record, mentre il rame (12.995 dollari) resta sotto i riflettori per le prospettive legate a elettrificazione, data center e AI.
In difficoltà infine le criptovalute: Bitcoin 91.670 dollari, in calo del -1,3% dopo il -2,6% di lunedì. Dal massimo di 126.000 dollari di ottobre, la perdita è circa -20%, a fronte di un +24% dell’oro, confermando come, nelle fasi di alta tensione geopolitica, gli investitori continuino a preferire le vecchie certezze ai nuovi asset alternativi.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisadomTree - Tactical Daily Update - 21.01.2026Borse EU e Usa in calo, a causa del tema «Groenlandia» e delle sue ricadute.
Oggi il Presidente Usa parlerà a Davos: si spera in toni più concilianti.
Trasury Bond giapponesi largamente venduti, contromisure in arrivo.
L’oro e gli altri preziosi a nuovi record, mentre il US$ si indebolisce.
La seduta borsistica di ieri, 20 gennaio, si inserisce nel solco di un mercato sempre più dominato dalle tensioni geopolitiche e commerciali, con un rinnovato afflusso di capitali verso i beni rifugio, nuovi massimi storici dell’oro e un deciso aumento della volatilità.
Dopo il tonfo di lunedì, le Borse europee hanno vissuto un’altra giornata difficile: a pesare è stata anche la decisione del Parlamento europeo di sospendere l’accordo sui dazi con gli Stati Uniti, annunciata in mattinata dal presidente del PPE, Manfred Weber.
Un segnale politico forte, che ha riacceso i timori di uno scontro commerciale aperto tra le due sponde dell’Atlantico.
Milano ha chiuso in calo dell’1,1%, in linea con Francoforte, mentre Parigi e Londra hanno contenuto le perdite rispettivamente a -0,6% e -0,7%. Ribassi che, per ora, rientrano ancora nella categoria delle correzioni dai massimi storici, ma che segnalano un crescente nervosismo degli investitori.
Al centro della scena resta, inevitabilmente, Donald Trump, che ha rilanciato la propria determinazione a prendere il controllo della Groenlandia, motivandola con preoccupazioni di sicurezza legate a Russia e Cina, e ha minacciato l’imposizione di dazi punitivi nei confronti dei Paesi che si opporranno, citando esplicitamente Francia, Germania e Regno Unito.
Proprio ieri cadeva l’anniversario del suo 2’ insediamento alla Casa Bianca, un passaggio simbolico che ricorda quanto la sua figura sia tornata a essere il vero baricentro dei mercati globali.
Le conseguenze non si sono fatte attendere sul Dollaro, che ha proseguito il suo indebolimento, con l’euro oltre 1,17, a 1,173 (+0,8%) e a 185,3 sullo yen (+0,6%), mentre il dollaro/yen è sceso a 157,9 (-0,1%). Un movimento che riflette la crescente sfiducia verso gli asset denominati in dollari nelle fasi di tensione politica.
Secondo lo Yale Budget Lab, oggi negli Stati Uniti i dazi reali effettivi hanno raggiunto il 16,8%, il livello più elevato da quasi cento anni. Le entrate generate dalle tariffe doganali sono quasi quadruplicate nel 2025, arrivando a US$ 27,9 miliardi.
Eppure, nonostante la svolta protezionistica, l’inflazione continua a raffreddarsi solo gradualmente e rimane ben lontana dall’obiettivo del 2% della Fed.
Wall Street mostra una sorprendente resilienza: l’S&P500 guadagna comunque il 12% nel periodo, alimentando l’idea che il primo anno del “Trump 2” possa chiudersi con un bilancio positivo, col Financial Times che ha coniato l’espressione “Trump Always Chickens Out”, a indicare una prassi fatta di minacce iniziali seguite, spesso, da compromessi.
Intanto, il clima di incertezza ha innescato una vendita massiccia di azioni e titoli di Stato statunitensi, mentre gli investitori si sono rifugiati nell’oro.
Sul mercato obbligazionario europeo, lo spread Btp-Bund a dieci anni si è attestato a 64 punti base, in lieve aumento dai 63 dell’avvio, con il rendimento del Btp decennale al 3,50%. Negli Stati Uniti, invece, quello del Treasury decennale è salito al 4,27%, sui massimi da settembre, rafforzando la percezione che il ruolo dei titoli Usa come “porto sicuro” non sia più scontato.
Emblematica, in questo senso, la decisione del fondo pensione danese AkademikerPension, che sta pianificando l’uscita dai Treasury Usa entro la fine del mese. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il CIO Anders Schelde ritiene che le politiche di Trump abbiano creato rischi di credito troppo elevati per essere ignorati: una mossa dall’impatto limitato, ma dal forte valore simbolico.
Dai dati macro emergono segnali contrastanti. Negli Usa, il rapporto ADP segnala un rallentamento delle assunzioni a dicembre, con 8.000 nuovi posti a settimana, in calo rispetto alla media di 11.250 del periodo precedente, pur segnando il sesto periodo consecutivo di crescita occupazionale.
In Europa, invece, la Germania sorprende in positivo: l’indice Zew di gennaio sale a 59,6 punti dai 45,8 di dicembre, sopra le attese di 50 punti.
Questa mattina, 21 gennaio, l’MSCI Asia Pacific cede -0,5%, ed i future di Wall Street tentano un rimbalzo dopo che Trump ha aperto a una possibile composizione della crisi sulla Groenlandia, dichiarando: “Troveremo qualcosa per cui la Nato sarà felice e gli Usa saranno felici”. L’S&P 500, tuttavia, ha chiuso la seduta di ieri a -2,1%, con il VIX salito sui massimi degli ultimi tre mesi.
In Asia, il Nikkei limita le perdite a -0,5%, mentre il rendimento del JGB decennale scende di 5 punti base a 2,29%. La Sumitomo Mitsui Financial Group ha annunciato l’intenzione di raddoppiare il proprio portafoglio di titoli di Stato giapponesi dagli attuali 10,6 trilioni di yen (67 miliardi di dollari).
Nella Greater China, Hong Kong è invariata, il CSI300 sale dello 0,3%, mentre il Taiex di Taiwan perde l’1,3%. Pechino ha varato nuovi stimoli, tra cui una linea di credito garantita da 500 miliardi di yuan (72 miliardi di dollari) per sostenere investimenti e consumi.
Prosegue infine la corsa dei metalli preziosi: oro a 4.870 dollari l’oncia, argento a 94,30 dollari, con quest’ultimo in rialzo del 32% da inizio anno, e nuovi massimi anche per il palladio. In un mondo sempre più instabile, il messaggio dei mercati appare chiaro: la ricerca di sicurezza passa sempre meno da Washington e sempre più dal metallo giallo.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Verso la lunaDopo aver completato la precedente idea che ha visto il prezzo passare dal breakout dei 6,60$ fino al target degli 11.85$ (e oltre) mi preparo ora a cogliere il nuovo movimento rialzista.
Alcuni approfondimenti su Redwire prima della analisi:
Redwire rappresenta nel 2026 una realtà particolarmente interessante perché opera nel cuore della nuova space economy, non come azienda di lancio ma come fornitore di infrastrutture critiche per le operazioni orbitali. Produce tecnologie fondamentali come pannelli solari, antenne e sistemi di attracco utilizzati in missioni spaziali commerciali e governative, un posizionamento che le consente di beneficiare della crescita del settore senza dipendere dai cicli dei lanci. La società mostra inoltre una notevole solidità prospettica grazie a un backlog di contratti di circa 355,6 milioni di dollari e a una crescita dei ricavi particolarmente marcata, con un aumento del 50,7% anno su anno nel terzo trimestre del 2025, indicatori che evidenziano una domanda strutturalmente elevata e una buona visibilità sui ricavi futuri.
A rafforzare ulteriormente l’attrattività di Redwire ci sono nuovi contratti strategici, tra cui un accordo a otto cifre con The Exploration Company per sistemi di attracco, che segnano anche un’espansione significativa nel mercato spaziale europeo. L’azienda beneficia inoltre del crescente coinvolgimento del governo statunitense in programmi militari e di sicurezza: iniziative come il sistema di difesa “Golden Dome”, i programmi di ricognizione dell’esercito USA e nuovi progetti NASA e DARPA rappresentano potenziali fonti di ordini ad alto valore. Questo contesto ha alimentato un forte momentum sul titolo, che ha guadagnato il 37,9% a dicembre 2025 e un ulteriore 44,5% a gennaio 2026, sostenuto anche dall’annuncio dell’IPO di SpaceX prevista per il 2026, che ha favorito il rialzo dell’intero comparto spaziale.
Alla crescita organica si aggiungono le acquisizioni strategiche, come quella di Edge Autonomy, che ha ampliato le capacità della società nei sistemi autonomi e nei droni avanzati, rafforzando la sua posizione nei settori difesa e intelligence. Nonostante chiuda ancora in perdita e presenti margini negativi, diversi analisti mantengono una visione positiva e prevedono un potenziale rialzo significativo, con target price fino a 22 dollari per azione, suggerendo margini di apprezzamento consistenti rispetto ai livelli attuali.
Nel complesso, Redwire appare come una società ben posizionata per capitalizzare l’espansione dell’economia spaziale e l’aumento della spesa per la sicurezza e la difesa, combinando forte crescita, pipeline robusta, contratti ad alto valore e un ruolo sempre più rilevante nelle infrastrutture spaziali globali.
--- Analisi ---
Il prezzo si è posizionato sopra la resistenza degli 11,85$
Gli 11,85$ non vanno più considerati come punto di arrivo ma piuttosto come un nuovo punto di partenza verso l'ambizioso target del ATH in zona 26$
Basta guardare l'ultima spaventosa candela dei volumi per capire che si sta per partire con forza devastante verso il breakout della resistenza rossa con primo target intermedio ai 22$
Molto probabile un retest degli 11,85$ prima del prossimo tentativo di breakout che potrebbe fornire una interessante occasione di accumulo o ingresso
Like e commenti sono sempre ben accetti
WisdomTree - tactical daily Update - 20.01.2026Le mire di Trump sulla Groenlandia innescano il sell-off sulle Borse.
Le iniziative del Presidente Usa saranno tema centrale a Davos.
Non si ferma la corsa di oro, argento e altri metalli industriali.
Il FMI migliora le attese di crescita 2026 e 2027 per l’Europa.
La seduta di ieri, 19 gennaio, ha messo in evidenza un netto scollamento tra le due sponde dell’Atlantico. Wall Street è rimasta chiusa per il Martin Luther King Day, lasciando campo libero alle tensioni geopolitiche che hanno invece pesato in modo deciso sulle Borse europee, tutte in territorio negativo.
A innescare le vendite sono state le nuove minacce di dazi avanzate da Donald Trump contro i Paesi contrari ai piani statunitensi sulla Groenlandia, tema destinato a dominare anche il World Economic Forum di Davos, apertosi ieri e che vedrà l’intervento dello stesso Trump domani, 21 gennaio.
Il bilancio della giornata è stato pesante ma ordinato. Milano ha chiuso a -1,3%, sebbene l’Italia non figuri nella nuova “lista nera” statunitense: perdite differenziate sulle altre piazze: Francoforte -1,2%, Parigi -1,8%, Londra -0,4%, Madrid -0,1% e Amsterdam -1,7%.
Nel fine settimana Trump aveva evocato tariffe doganali del 10%, potenzialmente in salita fino al 25%, contro gli otto Paesi europei che hanno inviato truppe nell’isola artica.
Dal punto di vista operativo, tuttavia, diversi analisti sottolineano le difficoltà tecniche di un’applicazione selettiva dei dazi: servirebbero certificati di origine estremamente dettagliati, con il rischio di rallentare le catene di approvvigionamento e di generare costi significativi soprattutto per gli stessi Stati Uniti.
Per questo, i mercati continuano a interpretare le dichiarazioni come una leva negoziale più che una minaccia immediatamente esecutiva.
A rendere il quadro ancora più teso, le parole pronunciate ieri da Trump: «non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace», aggiungendo di essere stato penalizzato con il mancato Premio Nobel “per aver fermato otto guerre..”.
L’Europa intanto preparerebbe la risposta. Giovedì a Bruxelles è previsto un vertice straordinario dei leader europei e, secondo indiscrezioni, sono allo studio possibili ritorsioni fino a Us$ 93 miliardi nei confronti degli Stati Uniti.
In un contesto così perturbato, non sorprende che gli investitori stiano riducendo l’esposizione agli asset più rischiosi, rifugiandosi nei metalli preziosi, che continuano a segnare nuovi massimi.
Parallelamente, il mercato obbligazionario resta sotto osservazione. Negli Stati Uniti, il Treasury decennale rende il 4,26%, sui livelli più elevati da settembre.
Il rialzo dei rendimenti è legato anche all’eccezionale volume di emissioni corporate: le aziende statunitensi stanno accelerando le emissioni approfittando delle aspettative di ulteriori tagli Fed e di un quadro macro favorevole, con spread di credito ai minimi da 19 anni.
Nei primi 15 giorni di gennaio le emissioni hanno raggiunto un record storico di circa 435 miliardi di dollari, ritmo destinato a intensificarsi nella seconda metà del mese.
Nell’Eurozona, il BTP decennale resta intorno al 3,45%, con uno spread di circa 60 bps, sui minimi dal 2008.
Sul fronte ECB, i ministri delle Finanze hanno scelto Boris Vujčić, 61 anni, attuale governatore della banca centrale croata, come prossimo vicepresidente. Considerato un “falco moderato”, Vujčić sostiene un allentamento monetario graduale, mantenendo alta l’attenzione sui rischi inflattivi.
La settimana in corso sarà ricca di dati macro: giovedì è atteso il PCE di novembre USA, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed, mentre venerdì toccherà agli indici PMI “globali”.
Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha aggiornato le stime di crescita. Per l’Italia, il PIL 2026 è visto a +0,7%, con il 2027 ancora a +0,7%, rispetto allo 0,8% e 0,6% stimati a ottobre. La Germania dovrebbe cresce +1,1% nel 2026 (+0,2%) e dell’1,5% nel 2027; la Francia dell’1% (+0,1%) e 1,2%; la Spagna del 2,3% (+0,3%) e 1,9% (+0,2%).
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione globale è vista in calo dal 4,1% del 2025 al 3,8% nel 2026 (contro il 3,7% stimato in precedenza) e al 3,4% nel 2027. Nell’area euro, l’inflazione complessiva dovrebbe attestarsi intorno al 2% nel 2026-2027, con la componente core in convergenza verso quel livello nel 2027.
Questa mattina, 20 gennaio, i mercati asiatici si muovono prevalentemente in negativo: Nikkei -1,0%, Hang Seng -0,3%, Shanghai Composite invariato, Shenzhen -1%. Fa eccezione Taiwan (+0,4%), mentre la Corea aggiorna i record: Kospi +1,5% a 4.900 punti, tredicesima seduta consecutiva in rialzo, +17% da inizio anno e +92% su base annua, grazie alle aspettative legate all’intelligenza artificiale.
Sul fronte delle commodity, il petrolio arretra: WTI marzo a 59,4 dollari/barile e Brent. In calo anche il gas TTF, -3,5% a 35,5 euro/MWh, dopo il rally della settimana precedente. L’Indice Bloomberg Commodity sale a 115,30 dollari, +5% da inizio gennaio, trainato dai metalli preziosi. Oro a 4.710 dollari/oncia e argento a 94,50 dollari/oncia segnano nuovi record, mentre il rame (12.995 dollari) resta sotto i riflettori per le prospettive legate a elettrificazione, data center e AI.
In difficoltà infine le criptovalute: Bitcoin 91.670 dollari, in calo del -1,3% dopo il -2,6% di lunedì. Dal massimo di 126.000 dollari di ottobre, la perdita è circa -20%, a fronte di un +24% dell’oro, confermando come, nelle fasi di alta tensione geopolitica, gli investitori continuino a preferire le vecchie certezze ai nuovi asset alternativi.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
L'oro supera i 5.000 dollari! Come interpretare questo momento sL'oro supera i 5.000 dollari! Come interpretare questo momento storico?
Cari investitori in oro, il momento emozionante è arrivato! Questa mattina, i prezzi spot dell'oro hanno superato per la prima volta nella storia la soglia dei 5.000 dollari l'oncia! 🚀 Sono passati poco più di 100 giorni da quando ha raggiunto i 4.000 dollari lo scorso ottobre: un aumento così rapido è sorprendente, anche per un trader come me che ha vissuto diversi mercati rialzisti: la potenza esplosiva dell'oro è davvero sbalorditiva!
🔍 Analisi dei fattori di mercato
La recente impennata dei prezzi dell'oro è supportata da diversi fattori chiave:
Continui acquisti di oro da parte delle banche centrali globali: nel contesto della tendenza alla de-dollarizzazione, i paesi stanno silenziosamente aumentando le loro riserve auree.
Tensioni geopolitiche: la domanda di beni rifugio è il carburante più diretto per l'aumento dell'oro.
Incertezza economica: nella nebbia della situazione economica globale, l'oro rimane il faro più luminoso.
La scorsa settimana, i prezzi dell'oro hanno chiuso con una forte candela rialzista, a dimostrazione di un forte slancio rialzista. Rapidi rally di decine di dollari sono stati frequenti durante la giornata, trainati non solo dal capitale, ma anche da una diffusione collettiva del sentiment di mercato! 😤
📈 Analisi tecnica approfondita
Grafico giornaliero:
La golden cross del MACD continua, con le barre rosse in costante espansione, a indicare un forte slancio rialzista.
Le bande di Bollinger si stanno allargando verso l'alto e il prezzo sta salendo costantemente lungo la banda superiore.
La tendenza generale è chiara: i rialzisti dominano completamente il mercato!
Grafico a 4 ore: Consolidamento di alto livello, con bande di Bollinger in ampliamento.
Permane un forte slancio rialzista nel breve termine.
Livello di resistenza chiave: $5100 (alta probabilità di superamento 🔥)
Zona di supporto importante: $5000-$5010 (la linea di salvataggio per i rialzisti!)
💡 Consigli per la strategia di trading
L'idea di base è semplice: seguire il trend e acquistare sui ribassi!
Con i prezzi dell'oro che hanno raggiunto nuovi massimi, non c'è una resistenza significativa al di sopra. Ogni pullback è un'opportunità. Il mio consiglio personale:
Valuta l'acquisto di oro intorno a $5010, con uno stop-loss a $4990 e un target intorno a $5100.
Ricorda, in un mercato in chiaro trend, non cercare di indovinare il massimo: lascia correre i tuoi profitti! 💰
🤝 Tempo di discussione: l'oro ha superato i $5000. Pensi che questo sia solo l'inizio o un picco a breve termine?
Sentiti libero di condividere le tue opinioni nei commenti! Metti "Mi piace" e seguici per rimanere aggiornato, cogliamo insieme questa storica opportunità di mercato! 👇
Distribuzione da manualeGrafico USA
Il prezzo sta seguendo alla perfezione lo schema di distribuzione di Wickoff, tutte le fasi sono state commentate sul grafico
Rimane soltanto da completare l'ultimo "rimbalzo" seguito dalla definitiva correzione con target previsto sui 300$
In Italia i 300$ corrispondono a circa 250€, valore che porterebbe il prezzo ad incontrare il supporto di lungo termine oltre che un importante cluster volumetrico visibile nella mia idea precedente
Seguiranno aggiornamenti
Sempre graditi like e commenti anche se in contrasto con la mia visione
BTC fa lo sweep dei HIGH e sta per scendereIl prezzo del BTC, durante questa giornata, ha effettuato lo sweep del HIGH di cui avevo parlato nella mia analisi precedente, per poi rimbalzare al ribasso al di sotto dello 0,5 di FIBO . Tutti i movimenti finora sono stati previsti nelle analisi precedenti, che potete consultare.
Ora che il prezzo ha sweepato l’ultimo HIGH che poteva creare problemi, dovrebbe scendere al ribasso e non dovrebbe avere difficoltà a rompere lo 0,25 di FIBO . Se questo livello dovesse essere rotto, il prezzo dovrebbe crollare con forza al ribasso.
L'aumento dei prezzi dell'oro ha iniziato a rallentare.
Analisi di mercato
L'oro spot ha continuato il suo forte slancio rialzista il 26 gennaio, registrando un aumento costante durante la sessione asiatica e raggiungendo un nuovo massimo storico di 5.110 dollari. Il grafico giornaliero mostra guadagni consecutivi, riflettendo l'acquisto attivo del mercato e un forte sentiment rialzista. La strategia di acquisto pubblicamente condivisa tra 5.070 e 5.075 dollari ha raggiunto i suoi obiettivi di 5.090 e 5.100 dollari, generando un profitto minimo di circa 300 pip.
Fattori chiave influenti
Tensioni geopolitiche: le incertezze nel panorama globale continuano a sostenere la domanda di beni rifugio.
Aspettative di politica macroeconomica: le dichiarazioni di politica commerciale aggressiva degli Stati Uniti hanno aumentato la volatilità del mercato.
Andamento del dollaro USA: un dollaro USA più debole ha fornito un ulteriore slancio rialzista ai prezzi dell'oro.
Sentiment tecnico: il forte rally nella sessione asiatica è stato seguito da un consolidamento durante la sessione europea, indicando un graduale spostamento verso un sentiment di mercato più razionale.
Analisi tecnica
Trend: il grafico giornaliero rimane a massimi estremi, con un supporto fondamentale che dovrebbe mantenere un consolidamento elevato.
Resistenza: $5.120 - $5.130
Supporto: $5.060 (breve termine), $5.000 (supporto gap e livello psicologico)
Strategia di trading
Direzione: Tendenza rialzista
Zona di ingresso: $5.065 - $5.060
Stop loss: $5.050
Obiettivi: $5.110 - $5.120, con ulteriore potenziale verso $5.150 in caso di rottura della resistenza
Avvertenza sui rischi
I prezzi dell'oro sono attualmente ai massimi storici, con guadagni significativi accumulati nel breve termine. I trader dovrebbero rimanere cauti riguardo a potenziali correzioni tecniche. Data l'imprevedibilità degli sviluppi fondamentali, il dimensionamento delle posizioni e una rigorosa disciplina degli stop-loss sono essenziali.
Suggerimento di esecuzione
Se i prezzi tornano nella zona $5.065-5.060 e si stabilizzano, valuta l'apertura di posizioni lunghe in lotti. Imposta gli stop loss sotto i $5.050, con obiettivi iniziali tra $5.110 e $5.120. Se i prezzi superano questo intervallo, valuta l'idea di mantenere le posizioni verso $5.150.
Grazie alla community di TradingView. In qualità di analista senior degli investimenti, questo consente a più trader e investitori di vedere l'analisi della mia strategia di trading. Attualmente mi concentro sul trading dell'oro. Se apprezzi la mia analisi, per favore mettimi un pollice in su e condividila con altri trader che potrebbero averne bisogno. Ci impegniamo per un trading preciso, analizzando approfonditamente grafici, driver macroeconomici e sentiment di mercato per costruire strategie di trading ad alta probabilità. Qui troverai piani di trading strutturati, framework di gestione del rischio e analisi in tempo reale.
CADCHF LONGUn'ipotetica entrata long su CAD/CHF in prossimità di 0.56 richiederebbe l'emergere di uno scenario macroeconomico asimmetrico tra Canada e Svizzera, dove fattori strutturali e ciclici convergano per invertire un rapporto di forza storicamente favorevole al franco svizzero. A quel livello, il cross si troverebbe in una zona di estremo stress valutario—non lontana dai minimi assoluti toccati durante le crisi acute del passato—dove il dollaro canadese apparirebbe scontare una combinazione di shock petroliferi prolungati, recessione domestica e fuga verso valute rifugio europee. Proprio questa condizione di sovravendita estrema aprirebbe tuttavia lo spazio per una correzione significativa qualora mutassero le premesse fondamentali che hanno generato tale squilibrio.
Il primo elemento di svolta risiederebbe nell'andamento dei prezzi energetici, dato che l'economia canadese mantiene una correlazione strutturale con il petrolio attraverso le sue esportazioni di greggio e gas. Un rimbalzo sostenuto del WTI oltre i 90-100 dollari al barile—innescato da restrizioni all'offerta OPEC+, tensioni geopolitiche nel Golfo o una ripresa inattesa della domanda cinese—rilancerebbe immediatamente i flussi commerciali canadesi e la pressione sui tassi della Banca Centrale del Canada. Parallelamente, la Svizzera si troverebbe esposta a una recessione prolungata nell'eurozona, suo principale partner commerciale, con la Banca Nazionale Svizzera costretta a tagliare i tassi in modo aggressivo per evitare un apprezzamento del franco che strangolerebbe ulteriormente l'export elvetico. Questo differenziale di politica monetaria—BoC in pausa o hawkish rispetto a una SNB decisamente accomodante—genererebbe un carry trade attrattivo verso il CAD, invertendo i flussi di capitale che per anni hanno privilegiato il franco come bene rifugio europeo.
Un secondo catalizzatore potrebbe emergere dalla ristrutturazione globale dei flussi safe-haven. In uno scenario di normalizzazione post-crisi, dove le tensioni geopolitiche si attenuano e i mercati azionari riacquistano stabilità, la domanda speculativa per il CHF come asset difensivo si indebolirebbe progressivamente. Al contempo, il Canada beneficerebbe di una rotazione verso asset commodity-linked in un contesto di reflazione globale, attratto da rendimenti reali positivi e da un settore bancario solido rispetto ai fragili bilanci di molte istituzioni europee. La stessa credibilità fiscale canadese—pur con debito pubblico superiore a quello svizzero—potrebbe essere rivalutata qualora la Svizzera affrontasse pressioni politiche interne legate all'eccessiva forza della valuta o a tensioni con l'Unione Europea sui flussi finanziari transfrontalieri.
Sul piano tecnico, l'area 0.56 rappresenterebbe una zona di supporto storico-psicologico dove osservare segnali di esaurimento della vendita. La formazione di un basamento laterale protratto su timeframe weekly, accompagnato da volumi decrescenti nelle discese e da divergenze negative negli oscillatori, suggerirebbe che la pressione ribassista si sta esaurendo. La rottura di una resistenza immediata—ad esempio 0.5850—con impulso sostenuto e chiusure daily consecutive al rialzo confermerebbe il cambio di regime, aprendo la strada verso obiettivi progressivi in area 0.63, 0.68 e infine 0.75, livello che rappresenterebbe un ritorno verso una parità più equilibrata tra le due economie.
La gestione del rischio resterebbe cruciale in un'operazione di questo tipo. Lo stop loss andrebbe collocato al di sotto del minimo storico recente, intorno a 0.5450, accettando una perdita limitata ma definita. I target andrebbero scalati per capitalizzare sia il rimbalzo tecnico iniziale sia la potenziale mean reversion pluriennale, con una riduzione progressiva dell'esposizione man mano che il cross recupera terreno. Il position sizing, data la natura asimmetrica dell'operazione—dove il potenziale upside supera il rischio definito—dovrebbe comunque rispettare il principio della conservazione del capitale, limitando l'esposizione all'1-2% del portafoglio.
Va tuttavia sottolineato che il franco svizzero mantiene un'ancora strutturale come valuta rifugio in Europa, sostenuta da un surplus commerciale cronico, da riserve auree significative e da un sistema finanziario stabile. Un long su CAD/CHF a livelli estremi richiede quindi non solo pazienza nell'attesa della convergenza dei fattori descritti, ma anche la consapevolezza che nuovi shock di risk-off—crisi bancarie, escalation geopolitiche—potrebbero rafforzare nuovamente il CHF contro ogni previsione fondamentale. L'operazione diventa giustificabile soltanto come scommessa mean-reversion su un'estremizzazione temporanea, non come previsione strutturale di indebolimento permanente del franco. Senza conferme multiple—tecnica, fondamentale e di price action—l'ingresso a 0.56 rischierebbe di trasformarsi in una trappola da value trap, dove un livello "basso" continua a scendere sotto la pressione di forze macroeconomiche non ancora esaurite.
USDCHF LONG Un'entrata long su USD/CHF in area 0.77 richiederebbe una convergenza eccezionale di fattori tecnici, fondamentali e strutturali, considerando che un livello del genere rappresenterebbe un'estremizzazione storica della forza del franco svizzero contro il dollaro—un territorio toccato soltanto in fasi di crisi acuta come quella del 2011-2012, quando il cross scese fino a 0.7065. In un simile contesto, il CHF si troverebbe a scontare un sovrapprezzo strutturale derivante da un mix di flussi safe-haven intensi, un differenziale tassi Fed-SNB marcatamente negativo e una domanda rifugio tale da aver neutralizzato persino gli interventi della Banca Nazionale Svizzera. Proprio questa estremizzazione aprirebbe però lo spazio per una mean reversion pluriennale, soprattutto qualora emergessero catalizzatori fondamentali capaci di invertire il paradigma valutario consolidato.
Il primo driver potenziale risiederebbe in un'inversione del differenziale dei tassi d'interesse, con la Federal Reserve che mantiene una politica monetaria restrittiva—ad esempio con i tassi fermi in area 3-4%—mentre la SNB, costretta dalla forza eccessiva della propria valuta, avvia un ciclo di tagli per preservare la competitività dell'economia svizzera. Questo scenario renderebbe il carry trade USD/CHF nuovamente attrattivo per i flussi istituzionali globali, innescando una rotazione strutturale verso il dollaro. Parallelamente, una crisi fiscale o bancaria nell'eurozona potrebbe alterare la gerarchia dei beni rifugio europei: anziché rifugiarsi nel franco come tradizionalmente accade, gli investitori potrebbero privilegiare la liquidità e la profondità dei mercati statunitensi, spostando i flussi verso il USD in un contesto di risk-off globale. A ciò si aggiungerebbe un cambio di rotta esplicito della SNB, con interventi massicci e coordinati—acquisti illimitati di valuta estera e comunicazione chiara contro l'apprezzamento—volto a indebolire deliberatamente il franco, rompendo quella percezione di invincibilità che ne ha sostenuto la forza negli anni.
Sul piano tecnico, tuttavia, nessun livello psicologico da solo giustificherebbe l'ingresso. Occorrerebbe osservare una stabilizzazione organizzata del prezzo: la formazione di un doppio o triplo minimo in area 0.77 con volumi decrescenti nelle ultime discese, a suggerire esaurimento della pressione venditrice; la rottura di una trendline ribassista pluriennale su timeframe weekly; e segnali di divergenza tra prezzo e indicatori come RSI o MACD, dove i minimi non vengono confermati dagli oscillatori. A questi elementi si aggiungerebbero pattern candlestick di inversione—hammer o engulfing rialzisti—su grafici daily a confermare il cambio di sentiment.
La gestione del rischio resterebbe tuttavia l'elemento non negoziabile di un'operazione del genere. Lo stop loss andrebbe posizionato al di sotto del minimo storico del 2011, intorno a 0.7550, accettando una perdita limitata ma definita. I target profit, invece, andrebbero scalati: un primo obiettivo a 0.82 per cogliere il rimbalzo verso la resistenza psicologica, un secondo a 0.88 in area della media mobile quinquennale, e un terzo ambizioso a 0.95, livello che rappresenterebbe un ritorno verso una parità più neutrale dal punto di vista storico. Il position sizing, data l'asimmetria intrinseca dell'operazione, non dovrebbe mai superare l'1-2% del capitale totale.
In sintesi, un long a 0.77 non sarebbe una semplice scommessa sul fatto che "il prezzo è basso", ma una strategia articolata fondata sulla convergenza di tre elementi: un'estremizzazione valutaria statisticamente insostenibile nel lungo termine, un catalizzatore fondamentale capace di ribaltare i flussi strutturali tra le due valute, e una conferma tecnica che trasformi l'ipotesi statistica in setup operativo concreto. Senza questa triade, l'operazione si ridurrebbe a speculation non strutturata, esposta al rischio che il franco continui a rafforzarsi in nuove fasi di turbolenza globale—ricordando che il safe-haven status del CHF non è mai stato completamente eroso, neppure nei momenti di maggiore interventismo della SNB. Un approccio analitico rigoroso, coerente con una visione strategica dei mercati, richiede dunque pazienza nell'attesa di questa convergenza prima di trasformare un'ipotesi teorica in posizione reale.
L'oro si sta consolidando a livelli elevati! Vendete! Vendete!
In un contesto di crescente incertezza politica globale, l'oro sta riconquistando il suo ruolo di asset rifugio fondamentale. Le preoccupazioni commerciali, l'incertezza sulla direzione politica degli Stati Uniti e le discussioni sull'indipendenza della politica monetaria costituiscono collettivamente la logica chiave a sostegno dei prezzi dell'oro. Da un punto di vista tecnico, i prezzi dell'oro non hanno ancora mostrato chiari segnali di raggiungimento del picco massimo, ed eventuali ribassi sono più probabilmente visti come opportunità di consolidamento all'interno del trend. Finché persisterà l'incertezza macroeconomica, il valore allocativo dell'oro rimarrà favorito dal mercato. Nel breve termine, l'attenzione si concentrerà sull'impatto delle dichiarazioni della Fed sul ritmo della volatilità, mentre il trend a medio termine rimane orientato verso un movimento volatile al rialzo. Questa dichiarazione è vista come un segnale che potrebbe rimodellare il panorama delle relazioni economiche e commerciali internazionali, aumentando direttamente l'attrattiva degli asset rifugio. Inoltre, le discussioni sull'indipendenza della politica monetaria della Fed forniscono ulteriore supporto ai prezzi dell'oro. Il mercato sta osservando attentamente l'imminente annuncio di Trump sulla sua candidatura per il prossimo presidente della Fed. In precedenza, Trump aveva dichiarato di aver completato i colloqui con i candidati. Se la futura politica monetaria dovesse orientarsi verso un approccio accomodante, ciò potrebbe rafforzare le aspettative del mercato per ulteriori tagli dei tassi di interesse quest'anno, riducendo così il costo opportunità di detenere oro e favorendo questo asset non fruttifero. Sul fronte dei dati macroeconomici, gli investitori si concentreranno sui dati ADP sull'occupazione e sull'indice di fiducia dei consumatori di martedì per valutare la resilienza dell'economia statunitense e le prospettive di politica monetaria. L'attenzione del mercato si concentrerà ulteriormente sulla decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve di mercoledì. Attualmente, il mercato si aspetta ampiamente che la Fed mantenga l'intervallo di tassi di interesse tra il 3,50% e il 3,75%. Tuttavia, le dichiarazioni del presidente della Fed Powell alla conferenza stampa post-riunione saranno un fattore chiave per determinare le tendenze del mercato a breve termine. Un tono aggressivo potrebbe sostenere il dollaro nel breve termine, esercitando pressione sull'oro denominato in dollari; al contrario, qualsiasi segnale accomodante potrebbe continuare a spingere al rialzo i prezzi dell'oro.
Credo che il mercato a breve termine abbia iniziato a raggiungere il picco, ma sia i rialzisti che gli ribassisti saranno molto attivi, rendendo la gestione del rischio particolarmente importante.
Come accennato ieri, il rapido rialzo dovuto alle notizie sarà inevitabilmente seguito da un calo significativo, e un calo di un solo giorno potrebbe molto probabilmente superare nuovamente il record di 300 dollari dell'anno scorso; pertanto, tutti dovrebbero prestare molta attenzione al punto di svolta chiave tra trend rialzisti e ribassisti.
Lo slancio rialzista non può fermarsi; una volta fermato, gli ribassisti contrattaccheranno.
Attualmente, i rialzisti hanno una certa opportunità di realizzare profitti. Il MACD a 4 ore ha mostrato una mancanza di volume e una divergenza iniziale dal massimo, con il grafico a 1 ora di ieri che ha completato una correzione al ribasso. Il grafico a 4 ore mostra attualmente un rimbalzo dopo un calo; una volta interrotto il calo, potrebbe verificarsi un calo significativo, potenzialmente anche superando i 4990 dollari. Considerando il livello di supporto ribassista intraday, il livello chiave è intorno a 5110. Una rottura sotto i 4990 probabilmente innescherebbe un'ulteriore accelerazione. Mantenersi sopra i 4990 potrebbe consentire un temporaneo periodo di ampliamento. Nel complesso, le prospettive per oggi sono ribassiste, a meno che la sessione europea non superi i 5110 dollari. Tuttavia, un movimento rialzista significativo è improbabile; un trend ad ampio raggio è più probabile, quindi fate attenzione a un potenziale attacco ribassista.
In sintesi, la strategia di trading a breve termine consigliata per l'oro oggi è principalmente quella di vendere allo scoperto. I livelli di resistenza chiave da tenere d'occhio sono 5100-5110, mentre i livelli di supporto chiave sono 4990-5000. Si prega di seguire attentamente i segnali di trading.






















