WisdomTree - Tactical Daily Update - 26.01.2026Borse globali riflessive, dopo la Groenlandia torna tensione Usa-Iran.
Trimestrali USA: non piaciono numeri e cautela di Intel, ma il Nasdaq «tiene»
US$ debole, preziosi a nuovi massimi: mercati segnalano nervosismo
Occhi puntati sul Giappone: elezioni il 7 febbraio + Takaichi Trade.
La settimana del World Economic Forum di Davos, conclusasi venerdì 23 gennaio, si è chiusa con mercati apparentemente più distesi.
Dopo giorni di tensione legati alle minacce di Donald Trump sulla Groenlandia e su nuovi dazi, gli investitori hanno tirato il fiato, senza però archiviare i rischi di fondo.
Il quadro che emerge è quello di mercati che recuperano sul fronte azionario, ma continuano a prezzare in modo aggressivo incertezza geopolitica, instabilità politica e rischio istituzionale.
Wall Street è tornata in prossimità dei massimi storici, ma il segnale più eloquente arriva dagli asset rifugio: l’oro sfiora 5.000 dollari/oncia, l’argento sale fino a 99 mentre il dollaro si indebolisce.
Una combinazione che racconta come la fiducia nel rischio resti fragile e selettiva. La politica della Casa Bianca, percepita come imprevedibile, continua a pesare non solo sull’azionario, ma soprattutto sulle valute e sui flussi internazionali.
A complicare lo scenario, nei prossimi mesi gli Stati Uniti dovranno affrontare due passaggi giuridici chiave davanti alla Corte Suprema: il verdetto sul caso Lisa Cook, membro del board Fed che Trump vorrebbe rimuovere, e quello sulla legittimità dei dazi. In entrambi i casi, il mercato sconta una probabilità elevata di decisioni non allineate alla Casa Bianca, con potenziali ripercussioni sulla credibilità dell’azione esecutiva.
In Europa, le Borse hanno chiuso una seduta contrastata, dopo che nel pomeriggio si è esaurita la spinta iniziale. Milano ha ceduto -0,58%, Parigi e Londra -0,1%, Madrid -0,7%, Amsterdam ha chiuso sulla parità, rancoforte +0,1%.
Anche a Wall Street chiusure miste: Dow Jones -0,58%, S&P500 +0,03%, Nasdaq +0,28%.
Sotto i riflettori Intel, penalizzata dopo che ha chiuso il quarto trimestre con una perdita netta di Us$ 333 milioni, peggiore dei -294 attesi (fonte FactSet), e ricavi pari a 13,7 miliardi, in calo dai 14,3 dell’anno precedente. Per il primo trimestre 2026 Intel prevede una perdita di 21 centesimi/azione e un fatturato compreso tra Us$ 11,7 e 12,7 miliardi, riflettendo l’impatto degli ingenti investimenti sui nuovi chip e della carenza di scorte.
Sul fronte dei flussi, Bank of America stima che le minacce di nuovi dazi abbiano provocato us$ 17 miliardi di deflussi dalle azioni Usa. Nello stesso periodo, secondo i dati EPFR Global, i fondi azionari europei hanno registrato la migliore raccolta da un mese e mezzo, mentre quelli giapponesi la più elevata dallo scorso ottobre. Segnali di una rotazione geografica più che di un ritorno convinto al rischio globale.
A livello politico, da Bruxelles arriva un messaggio di prudente fermezza. Il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill, ha ribadito che “un accordo è un accordo” e che ora l’aspettativa è che il Parlamento europeo, dopo il “caso Groenlandia”, continui il proprio lavoro sull’accordo commerciale Ue-Usa.
Venerdì sono tornati a correre anche i prezzi del petrolio, in rialzo di circa +2%, dopo le rinnovate minacce di Trump all’Iran. Il presidente Usa ha parlato di un’“armata” diretta verso Teheran, pur auspicando di non doverla utilizzare.
Nei prossimi giorni, navi da guerra, inclusa una portaerei e cacciatorpediniere, arriveranno in Medio Oriente, alimentando i timori di ripercussioni dell’offerta.
La nuova settimana, oggi 26 gennaio, si apre con mercati Asia-Pacifico contrastati. Il Nikkei di Tokyo perde -2%, lo yen vale 154 contro Dollaro, massimo da novembre. Secondo Reuters, la Fed di New York avrebbe monitorato il cambio Us$/JPY, segnale che potrebbe anticipare un intervento.
Hang Seng sulla parità, CSI300 +0,3%, mentre a Seul il Kospi cede -0,7% dopo il forte rally di inizio anno. In Cina pesa anche la rimozione del generale Hang Youxia, accusato, secondo il Wall Street Journal, di aver divulgato informazioni sul programma nucleare e di aver accettato tangenti.
Il Giappone resta un punto di attenzione cruciale. Il cosiddetto “Takaichi Trade”, basato su aspettative di maggiore spesa pubblica e difesa, ha spinto azioni, indebolito yen e penalizzato i bond. Non a caso, il rendimento del bond 40 anni ha segnato un massimo storico proprio quando la premier ha annunciato la sospensione biennale della tassa sui consumi.
Con un debito pari al 250% del PIL, il terzo mercato obbligazionario al mondo resta potenzialmente in grado di muovere oceani di liquidità, come già accaduto nell’agosto 2024.
Sul fronte materie prime, il momentum è evidente. Il Bloomberg Commodity Index sale a 120,2 dollari, quinto rialzo consecutivo. Oro a 5.070 dollari/oncia e argento a 10,7, toccano nuovi record, reduci dalla loro migliore settimana di sempre.
Secondo l’Economic Times, da quattro anni la domanda globale di argento supera l’offerta, con una produzione rigida (il 70% è sottoprodotto di altri metalli) e una domanda industriale in forte crescita, trainata da rinnovabili e high-tech.
Nel valutario, euro/dollaro a 1,185, massimo da settembre. Pesano i timori di nuove paralisi al Congresso. Bitcoin, sotto 88.000 dollari, rimbalza lievemente dopo aver perso -8,5% nella settimana della corsa ai beni rifugio: un’ulteriore conferma di quanto l’asset resti sensibile al contesto macro.
Poche novità sui bond: Treasury decennale al 4,21%, BTP decennale 3,51%, con spread sul Bund tedesco a 60 bps, minimo dal 2007. Venerdì è atteso il giudizio di S&P sul rating italiano (BBB+, stabile), dopo il rialzo di aprile e la conferma di ottobre.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Idee della comunità
WisdomTree - Tactical Daily Update - 23.01.2026Buona intonazione delle borse globali, dopo i toni più concilianti di Trump.
Proseguono le trimestrali USA, e fino ad ora portano messaggi positivi.
Il comparto bond ritrova la calma: giù i rendimenti di quelli giapponesi.
Segnali misti dal PCE Usa di dicembre: inflazione ferma, ma sopra i target.
Le parole di Donald Trump, arrivate mercoledì 21 sera, hanno avuto l’effetto di un ansiolitico sui mercati. I “positivi colloqui in corso” sulla Groenlandia e l’apertura a una possibile tregua su dazi e contromisure hanno contribuito ad allentare, almeno temporaneamente, una tensione geopolitica che negli ultimi giorni aveva pesato sul sentiment globale.
L’Europa aveva già archiviato una seduta incerta, mentre Wall Street ha colto al volo la svolta, virando con decisione al rialzo.
Con lo scenario geopolitico momentaneamente meno teso, l’attenzione degli investitori si sposta ora su un’agenda fitta e potenzialmente decisiva.
La prossima settimana saranno sotto i riflettori le trimestrali dei big tech, in particolare Microsoft, Meta e Tesla, in concomitanza con la riunione della Federal Reserve, chiamata a ribadire, o meno, la propria linea in un contesto macro ancora robusto ma attraversato da crescenti incertezze politiche.
Le Borse europee hanno chiuso in netto rialzo, sostenute proprio dall’allentamento delle frizioni tra Stati Uniti ed Europa. Parigi ha guadagnato +0,99%, Francoforte +1,07%, Londra è rimasta più prudente a +0,07%. A distinguersi sono state Milano (+1,36%) e Madrid (+1,23%), confermando una dinamica che da inizio anno vede diversi listini europei fare meglio di Wall Street.
Oltreoceano, il quadro è stato altrettanto positivo: Dow Jones +0,63%, S&P 500 +0,55%, mentre il Nasdaq ha sovraperformato con un +0,91%.
Un segnale di forza che però non cancella una tendenza di fondo: il 2026 è iniziato in continuità con il 2025, con Wall Street relativamente più indietro rispetto ad altre grandi piazze globali. Da inizio anno l’S&P 500 segna +1,1%, contro il +2,8% dell’EuroStoxx 50, il +6,8% del Nikkei e il +4,7% dell’MSCI Asia.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio Brent ha vissuto giornate contrastate. Ieri ha chiuso in calo a 64,5 dollari al barile, complici le notizie sull’Ucraina e i toni concilianti di Trump dopo l’incontro con Volodymyr Zelenskij, definito “buono”.
Oggi, 23 gennaio, il prezzo torna invece a salire dopo nuove dichiarazioni del presidente Usa, che ha parlato di un’“armata” americana diretta verso l’Iran, pur auspicando di non doverla utilizzare. Secondo fonti statunitensi, navi da guerra, una portaerei e cacciatorpediniere lanciamissili arriveranno in Medio Oriente nei prossimi giorni.
Nel frattempo, negli Emirati Arabi Uniti prendono il via colloqui “trilaterali” tra Ucraina, Stati Uniti e Russia.
Sul piano politico, Trump ha inoltre ribadito al World Economic Forum di Davos, in un’intervista a Fox Business Network, che qualsiasi intesa sulla Groenlandia dovrebbe garantire agli Stati Uniti “accesso totale” all’isola, compreso l’uso militare, “senza alcun costo”. Dichiarazioni che hanno colto di sorpresa il premier groenlandese, il quale ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione né da Washington né da Copenaghen o dalla Nato.
A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce il fronte giuridico. In questa prima parte dell’anno sono attesi due verdetti della Corte Suprema: uno sul caso Lisa Cook, membro della Fed che Trump vorrebbe licenziare, e uno sulla legittimità dei dazi. In entrambi i casi, appaiono più probabili decisioni sfavorevoli alla Casa Bianca, con potenziali ripercussioni sui mercati.
Dal lato macroeconomico europeo, i dati ufficiali UE mostrano che alla fine del terzo trimestre 2025 il rapporto debito pubblico/Pil nell’area euro è salito all’88,5%, dall’88,2% del secondo trimestre. Nell’intera Unione europea l’indicatore è passato dall’81,9% all’82,1%. I livelli più elevati si registrano in Grecia (149,7%), Italia (137,8% dopo 138,3%), Francia (117,7%), Belgio (107,1%) e Spagna (103,2%). I più bassi in Estonia (22,9%), Lussemburgo (27,9%), Bulgaria (28,4%) e Danimarca (29,7%).
Negli Stati Uniti, il Pil del terzo trimestre è cresciuto del 4,4%, superando le attese di +4,3% e migliorando la stima preliminare diffusa a dicembre.
In Asia, oggi 23 gennaio, l’MSCI Asia Pacific guadagna +0,6%, tocca un massimo storico e si avvia a chiudere la settimana in positivo per l’ottava volta su nove. Seduta apatica per il Nikkei di Tokyo (+0,3%, -0,2% settimanale), mentre la Banca del Giappone mantiene i tassi allo 0,75%, ai massimi da 30 anni. Lo yen continua a indebolirsi a 158,7. Bene il Kospi coreano (+0,7%, +3% settimanale, +18% da inizio anno). Hang Seng +0,3%, CSI cinese -0,3%, Taiex +0,7%. Da segnalare la mossa della banca centrale cinese, che ha fissato il fixing dello yuan sopra quota 7 per dollaro per la prima volta in oltre due anni.
Infine, corsa senza sosta per i metalli preziosi. Oro a 4.953 dollari l’oncia e argento a 98,7 dollari segnano nuovi record. L’argento vola del 37% da inizio anno, sostenuto dal ruolo sempre più centrale nell’industria dei semiconduttori e dai vincoli alle esportazioni introdotti dalla Cina in ottobre.
Sul mercato obbligazionario Usa, il Treasury decennale rende il 4,25%. Trump ha avvertito che potrebbero esserci “ritorsioni” se l’Europa dovesse vendere asset statunitensi, inclusi i titoli di Stato. Un monito che non cancella un dato strutturale: l’Europa resta il principale creditore degli Stati Uniti, con 8.000 miliardi di dollari detenuti in azioni e obbligazioni Usa, quasi il doppio del resto del mondo messo insieme.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 22.01.2026Trump modera i toni sulla Groenlandia, le Borse si rasserenano.
La Borse Coreana esempio del «catch-up» di performance di tutta l’Asia.
Scende la tensione sulle scadenze lunghe di Treasury Usa e Japan.
Pausa salutare, di incerta durata, nella corsa di oro e altri metalli preziosi.
La seduta di ieri, 19 gennaio, ha messo in evidenza un netto scollamento tra le due sponde dell’Atlantico. Wall Street è rimasta chiusa per il Martin Luther King Day, lasciando campo libero alle tensioni geopolitiche che hanno invece pesato in modo deciso sulle Borse europee, tutte in territorio negativo.
A innescare le vendite sono state le nuove minacce di dazi avanzate da Donald Trump contro i Paesi contrari ai piani statunitensi sulla Groenlandia, tema destinato a dominare anche il World Economic Forum di Davos, apertosi ieri e che vedrà l’intervento dello stesso Trump domani, 21 gennaio.
Il bilancio della giornata è stato pesante ma ordinato. Milano ha chiuso a -1,3%, sebbene l’Italia non figuri nella nuova “lista nera” statunitense: perdite differenziate sulle altre piazze: Francoforte -1,2%, Parigi -1,8%, Londra -0,4%, Madrid -0,1% e Amsterdam -1,7%.
Nel fine settimana Trump aveva evocato tariffe doganali del 10%, potenzialmente in salita fino al 25%, contro gli otto Paesi europei che hanno inviato truppe nell’isola artica.
Dal punto di vista operativo, tuttavia, diversi analisti sottolineano le difficoltà tecniche di un’applicazione selettiva dei dazi: servirebbero certificati di origine estremamente dettagliati, con il rischio di rallentare le catene di approvvigionamento e di generare costi significativi soprattutto per gli stessi Stati Uniti.
Per questo, i mercati continuano a interpretare le dichiarazioni come una leva negoziale più che una minaccia immediatamente esecutiva.
A rendere il quadro ancora più teso, le parole pronunciate ieri da Trump: «non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace», aggiungendo di essere stato penalizzato con il mancato Premio Nobel “per aver fermato otto guerre..”.
L’Europa intanto preparerebbe la risposta. Giovedì a Bruxelles è previsto un vertice straordinario dei leader europei e, secondo indiscrezioni, sono allo studio possibili ritorsioni fino a Us$ 93 miliardi nei confronti degli Stati Uniti.
In un contesto così perturbato, non sorprende che gli investitori stiano riducendo l’esposizione agli asset più rischiosi, rifugiandosi nei metalli preziosi, che continuano a segnare nuovi massimi.
Parallelamente, il mercato obbligazionario resta sotto osservazione. Negli Stati Uniti, il Treasury decennale rende il 4,26%, sui livelli più elevati da settembre.
Il rialzo dei rendimenti è legato anche all’eccezionale volume di emissioni corporate: le aziende statunitensi stanno accelerando le emissioni approfittando delle aspettative di ulteriori tagli Fed e di un quadro macro favorevole, con spread di credito ai minimi da 19 anni.
Nei primi 15 giorni di gennaio le emissioni hanno raggiunto un record storico di circa 435 miliardi di dollari, ritmo destinato a intensificarsi nella seconda metà del mese.
Nell’Eurozona, il BTP decennale resta intorno al 3,45%, con uno spread di circa 60 bps, sui minimi dal 2008.
Sul fronte ECB, i ministri delle Finanze hanno scelto Boris Vujčić, 61 anni, attuale governatore della banca centrale croata, come prossimo vicepresidente. Considerato un “falco moderato”, Vujčić sostiene un allentamento monetario graduale, mantenendo alta l’attenzione sui rischi inflattivi.
La settimana in corso sarà ricca di dati macro: giovedì è atteso il PCE di novembre USA, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed, mentre venerdì toccherà agli indici PMI “globali”.
Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha aggiornato le stime di crescita. Per l’Italia, il PIL 2026 è visto a +0,7%, con il 2027 ancora a +0,7%, rispetto allo 0,8% e 0,6% stimati a ottobre. La Germania dovrebbe cresce +1,1% nel 2026 (+0,2%) e dell’1,5% nel 2027; la Francia dell’1% (+0,1%) e 1,2%; la Spagna del 2,3% (+0,3%) e 1,9% (+0,2%).
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione globale è vista in calo dal 4,1% del 2025 al 3,8% nel 2026 (contro il 3,7% stimato in precedenza) e al 3,4% nel 2027. Nell’area euro, l’inflazione complessiva dovrebbe attestarsi intorno al 2% nel 2026-2027, con la componente core in convergenza verso quel livello nel 2027.
Questa mattina, 20 gennaio, i mercati asiatici si muovono prevalentemente in negativo: Nikkei -1,0%, Hang Seng -0,3%, Shanghai Composite invariato, Shenzhen -1%. Fa eccezione Taiwan (+0,4%), mentre la Corea aggiorna i record: Kospi +1,5% a 4.900 punti, tredicesima seduta consecutiva in rialzo, +17% da inizio anno e +92% su base annua, grazie alle aspettative legate all’intelligenza artificiale.
Sul fronte delle commodity, il petrolio arretra: WTI marzo a 59,4 dollari/barile e Brent. In calo anche il gas TTF, -3,5% a 35,5 euro/MWh, dopo il rally della settimana precedente. L’Indice Bloomberg Commodity sale a 115,30 dollari, +5% da inizio gennaio, trainato dai metalli preziosi. Oro a 4.710 dollari/oncia e argento a 94,50 dollari/oncia segnano nuovi record, mentre il rame (12.995 dollari) resta sotto i riflettori per le prospettive legate a elettrificazione, data center e AI.
In difficoltà infine le criptovalute: Bitcoin 91.670 dollari, in calo del -1,3% dopo il -2,6% di lunedì. Dal massimo di 126.000 dollari di ottobre, la perdita è circa -20%, a fronte di un +24% dell’oro, confermando come, nelle fasi di alta tensione geopolitica, gli investitori continuino a preferire le vecchie certezze ai nuovi asset alternativi.
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WisadomTree - Tactical Daily Update - 21.01.2026Borse EU e Usa in calo, a causa del tema «Groenlandia» e delle sue ricadute.
Oggi il Presidente Usa parlerà a Davos: si spera in toni più concilianti.
Trasury Bond giapponesi largamente venduti, contromisure in arrivo.
L’oro e gli altri preziosi a nuovi record, mentre il US$ si indebolisce.
La seduta borsistica di ieri, 20 gennaio, si inserisce nel solco di un mercato sempre più dominato dalle tensioni geopolitiche e commerciali, con un rinnovato afflusso di capitali verso i beni rifugio, nuovi massimi storici dell’oro e un deciso aumento della volatilità.
Dopo il tonfo di lunedì, le Borse europee hanno vissuto un’altra giornata difficile: a pesare è stata anche la decisione del Parlamento europeo di sospendere l’accordo sui dazi con gli Stati Uniti, annunciata in mattinata dal presidente del PPE, Manfred Weber.
Un segnale politico forte, che ha riacceso i timori di uno scontro commerciale aperto tra le due sponde dell’Atlantico.
Milano ha chiuso in calo dell’1,1%, in linea con Francoforte, mentre Parigi e Londra hanno contenuto le perdite rispettivamente a -0,6% e -0,7%. Ribassi che, per ora, rientrano ancora nella categoria delle correzioni dai massimi storici, ma che segnalano un crescente nervosismo degli investitori.
Al centro della scena resta, inevitabilmente, Donald Trump, che ha rilanciato la propria determinazione a prendere il controllo della Groenlandia, motivandola con preoccupazioni di sicurezza legate a Russia e Cina, e ha minacciato l’imposizione di dazi punitivi nei confronti dei Paesi che si opporranno, citando esplicitamente Francia, Germania e Regno Unito.
Proprio ieri cadeva l’anniversario del suo 2’ insediamento alla Casa Bianca, un passaggio simbolico che ricorda quanto la sua figura sia tornata a essere il vero baricentro dei mercati globali.
Le conseguenze non si sono fatte attendere sul Dollaro, che ha proseguito il suo indebolimento, con l’euro oltre 1,17, a 1,173 (+0,8%) e a 185,3 sullo yen (+0,6%), mentre il dollaro/yen è sceso a 157,9 (-0,1%). Un movimento che riflette la crescente sfiducia verso gli asset denominati in dollari nelle fasi di tensione politica.
Secondo lo Yale Budget Lab, oggi negli Stati Uniti i dazi reali effettivi hanno raggiunto il 16,8%, il livello più elevato da quasi cento anni. Le entrate generate dalle tariffe doganali sono quasi quadruplicate nel 2025, arrivando a US$ 27,9 miliardi.
Eppure, nonostante la svolta protezionistica, l’inflazione continua a raffreddarsi solo gradualmente e rimane ben lontana dall’obiettivo del 2% della Fed.
Wall Street mostra una sorprendente resilienza: l’S&P500 guadagna comunque il 12% nel periodo, alimentando l’idea che il primo anno del “Trump 2” possa chiudersi con un bilancio positivo, col Financial Times che ha coniato l’espressione “Trump Always Chickens Out”, a indicare una prassi fatta di minacce iniziali seguite, spesso, da compromessi.
Intanto, il clima di incertezza ha innescato una vendita massiccia di azioni e titoli di Stato statunitensi, mentre gli investitori si sono rifugiati nell’oro.
Sul mercato obbligazionario europeo, lo spread Btp-Bund a dieci anni si è attestato a 64 punti base, in lieve aumento dai 63 dell’avvio, con il rendimento del Btp decennale al 3,50%. Negli Stati Uniti, invece, quello del Treasury decennale è salito al 4,27%, sui massimi da settembre, rafforzando la percezione che il ruolo dei titoli Usa come “porto sicuro” non sia più scontato.
Emblematica, in questo senso, la decisione del fondo pensione danese AkademikerPension, che sta pianificando l’uscita dai Treasury Usa entro la fine del mese. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il CIO Anders Schelde ritiene che le politiche di Trump abbiano creato rischi di credito troppo elevati per essere ignorati: una mossa dall’impatto limitato, ma dal forte valore simbolico.
Dai dati macro emergono segnali contrastanti. Negli Usa, il rapporto ADP segnala un rallentamento delle assunzioni a dicembre, con 8.000 nuovi posti a settimana, in calo rispetto alla media di 11.250 del periodo precedente, pur segnando il sesto periodo consecutivo di crescita occupazionale.
In Europa, invece, la Germania sorprende in positivo: l’indice Zew di gennaio sale a 59,6 punti dai 45,8 di dicembre, sopra le attese di 50 punti.
Questa mattina, 21 gennaio, l’MSCI Asia Pacific cede -0,5%, ed i future di Wall Street tentano un rimbalzo dopo che Trump ha aperto a una possibile composizione della crisi sulla Groenlandia, dichiarando: “Troveremo qualcosa per cui la Nato sarà felice e gli Usa saranno felici”. L’S&P 500, tuttavia, ha chiuso la seduta di ieri a -2,1%, con il VIX salito sui massimi degli ultimi tre mesi.
In Asia, il Nikkei limita le perdite a -0,5%, mentre il rendimento del JGB decennale scende di 5 punti base a 2,29%. La Sumitomo Mitsui Financial Group ha annunciato l’intenzione di raddoppiare il proprio portafoglio di titoli di Stato giapponesi dagli attuali 10,6 trilioni di yen (67 miliardi di dollari).
Nella Greater China, Hong Kong è invariata, il CSI300 sale dello 0,3%, mentre il Taiex di Taiwan perde l’1,3%. Pechino ha varato nuovi stimoli, tra cui una linea di credito garantita da 500 miliardi di yuan (72 miliardi di dollari) per sostenere investimenti e consumi.
Prosegue infine la corsa dei metalli preziosi: oro a 4.870 dollari l’oncia, argento a 94,30 dollari, con quest’ultimo in rialzo del 32% da inizio anno, e nuovi massimi anche per il palladio. In un mondo sempre più instabile, il messaggio dei mercati appare chiaro: la ricerca di sicurezza passa sempre meno da Washington e sempre più dal metallo giallo.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - tactical daily Update - 20.01.2026Le mire di Trump sulla Groenlandia innescano il sell-off sulle Borse.
Le iniziative del Presidente Usa saranno tema centrale a Davos.
Non si ferma la corsa di oro, argento e altri metalli industriali.
Il FMI migliora le attese di crescita 2026 e 2027 per l’Europa.
La seduta di ieri, 19 gennaio, ha messo in evidenza un netto scollamento tra le due sponde dell’Atlantico. Wall Street è rimasta chiusa per il Martin Luther King Day, lasciando campo libero alle tensioni geopolitiche che hanno invece pesato in modo deciso sulle Borse europee, tutte in territorio negativo.
A innescare le vendite sono state le nuove minacce di dazi avanzate da Donald Trump contro i Paesi contrari ai piani statunitensi sulla Groenlandia, tema destinato a dominare anche il World Economic Forum di Davos, apertosi ieri e che vedrà l’intervento dello stesso Trump domani, 21 gennaio.
Il bilancio della giornata è stato pesante ma ordinato. Milano ha chiuso a -1,3%, sebbene l’Italia non figuri nella nuova “lista nera” statunitense: perdite differenziate sulle altre piazze: Francoforte -1,2%, Parigi -1,8%, Londra -0,4%, Madrid -0,1% e Amsterdam -1,7%.
Nel fine settimana Trump aveva evocato tariffe doganali del 10%, potenzialmente in salita fino al 25%, contro gli otto Paesi europei che hanno inviato truppe nell’isola artica.
Dal punto di vista operativo, tuttavia, diversi analisti sottolineano le difficoltà tecniche di un’applicazione selettiva dei dazi: servirebbero certificati di origine estremamente dettagliati, con il rischio di rallentare le catene di approvvigionamento e di generare costi significativi soprattutto per gli stessi Stati Uniti.
Per questo, i mercati continuano a interpretare le dichiarazioni come una leva negoziale più che una minaccia immediatamente esecutiva.
A rendere il quadro ancora più teso, le parole pronunciate ieri da Trump: «non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace», aggiungendo di essere stato penalizzato con il mancato Premio Nobel “per aver fermato otto guerre..”.
L’Europa intanto preparerebbe la risposta. Giovedì a Bruxelles è previsto un vertice straordinario dei leader europei e, secondo indiscrezioni, sono allo studio possibili ritorsioni fino a Us$ 93 miliardi nei confronti degli Stati Uniti.
In un contesto così perturbato, non sorprende che gli investitori stiano riducendo l’esposizione agli asset più rischiosi, rifugiandosi nei metalli preziosi, che continuano a segnare nuovi massimi.
Parallelamente, il mercato obbligazionario resta sotto osservazione. Negli Stati Uniti, il Treasury decennale rende il 4,26%, sui livelli più elevati da settembre.
Il rialzo dei rendimenti è legato anche all’eccezionale volume di emissioni corporate: le aziende statunitensi stanno accelerando le emissioni approfittando delle aspettative di ulteriori tagli Fed e di un quadro macro favorevole, con spread di credito ai minimi da 19 anni.
Nei primi 15 giorni di gennaio le emissioni hanno raggiunto un record storico di circa 435 miliardi di dollari, ritmo destinato a intensificarsi nella seconda metà del mese.
Nell’Eurozona, il BTP decennale resta intorno al 3,45%, con uno spread di circa 60 bps, sui minimi dal 2008.
Sul fronte ECB, i ministri delle Finanze hanno scelto Boris Vujčić, 61 anni, attuale governatore della banca centrale croata, come prossimo vicepresidente. Considerato un “falco moderato”, Vujčić sostiene un allentamento monetario graduale, mantenendo alta l’attenzione sui rischi inflattivi.
La settimana in corso sarà ricca di dati macro: giovedì è atteso il PCE di novembre USA, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed, mentre venerdì toccherà agli indici PMI “globali”.
Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha aggiornato le stime di crescita. Per l’Italia, il PIL 2026 è visto a +0,7%, con il 2027 ancora a +0,7%, rispetto allo 0,8% e 0,6% stimati a ottobre. La Germania dovrebbe cresce +1,1% nel 2026 (+0,2%) e dell’1,5% nel 2027; la Francia dell’1% (+0,1%) e 1,2%; la Spagna del 2,3% (+0,3%) e 1,9% (+0,2%).
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione globale è vista in calo dal 4,1% del 2025 al 3,8% nel 2026 (contro il 3,7% stimato in precedenza) e al 3,4% nel 2027. Nell’area euro, l’inflazione complessiva dovrebbe attestarsi intorno al 2% nel 2026-2027, con la componente core in convergenza verso quel livello nel 2027.
Questa mattina, 20 gennaio, i mercati asiatici si muovono prevalentemente in negativo: Nikkei -1,0%, Hang Seng -0,3%, Shanghai Composite invariato, Shenzhen -1%. Fa eccezione Taiwan (+0,4%), mentre la Corea aggiorna i record: Kospi +1,5% a 4.900 punti, tredicesima seduta consecutiva in rialzo, +17% da inizio anno e +92% su base annua, grazie alle aspettative legate all’intelligenza artificiale.
Sul fronte delle commodity, il petrolio arretra: WTI marzo a 59,4 dollari/barile e Brent. In calo anche il gas TTF, -3,5% a 35,5 euro/MWh, dopo il rally della settimana precedente. L’Indice Bloomberg Commodity sale a 115,30 dollari, +5% da inizio gennaio, trainato dai metalli preziosi. Oro a 4.710 dollari/oncia e argento a 94,50 dollari/oncia segnano nuovi record, mentre il rame (12.995 dollari) resta sotto i riflettori per le prospettive legate a elettrificazione, data center e AI.
In difficoltà infine le criptovalute: Bitcoin 91.670 dollari, in calo del -1,3% dopo il -2,6% di lunedì. Dal massimo di 126.000 dollari di ottobre, la perdita è circa -20%, a fronte di un +24% dell’oro, confermando come, nelle fasi di alta tensione geopolitica, gli investitori continuino a preferire le vecchie certezze ai nuovi asset alternativi.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
CADCHF LONGUn'ipotetica entrata long su CAD/CHF in prossimità di 0.56 richiederebbe l'emergere di uno scenario macroeconomico asimmetrico tra Canada e Svizzera, dove fattori strutturali e ciclici convergano per invertire un rapporto di forza storicamente favorevole al franco svizzero. A quel livello, il cross si troverebbe in una zona di estremo stress valutario—non lontana dai minimi assoluti toccati durante le crisi acute del passato—dove il dollaro canadese apparirebbe scontare una combinazione di shock petroliferi prolungati, recessione domestica e fuga verso valute rifugio europee. Proprio questa condizione di sovravendita estrema aprirebbe tuttavia lo spazio per una correzione significativa qualora mutassero le premesse fondamentali che hanno generato tale squilibrio.
Il primo elemento di svolta risiederebbe nell'andamento dei prezzi energetici, dato che l'economia canadese mantiene una correlazione strutturale con il petrolio attraverso le sue esportazioni di greggio e gas. Un rimbalzo sostenuto del WTI oltre i 90-100 dollari al barile—innescato da restrizioni all'offerta OPEC+, tensioni geopolitiche nel Golfo o una ripresa inattesa della domanda cinese—rilancerebbe immediatamente i flussi commerciali canadesi e la pressione sui tassi della Banca Centrale del Canada. Parallelamente, la Svizzera si troverebbe esposta a una recessione prolungata nell'eurozona, suo principale partner commerciale, con la Banca Nazionale Svizzera costretta a tagliare i tassi in modo aggressivo per evitare un apprezzamento del franco che strangolerebbe ulteriormente l'export elvetico. Questo differenziale di politica monetaria—BoC in pausa o hawkish rispetto a una SNB decisamente accomodante—genererebbe un carry trade attrattivo verso il CAD, invertendo i flussi di capitale che per anni hanno privilegiato il franco come bene rifugio europeo.
Un secondo catalizzatore potrebbe emergere dalla ristrutturazione globale dei flussi safe-haven. In uno scenario di normalizzazione post-crisi, dove le tensioni geopolitiche si attenuano e i mercati azionari riacquistano stabilità, la domanda speculativa per il CHF come asset difensivo si indebolirebbe progressivamente. Al contempo, il Canada beneficerebbe di una rotazione verso asset commodity-linked in un contesto di reflazione globale, attratto da rendimenti reali positivi e da un settore bancario solido rispetto ai fragili bilanci di molte istituzioni europee. La stessa credibilità fiscale canadese—pur con debito pubblico superiore a quello svizzero—potrebbe essere rivalutata qualora la Svizzera affrontasse pressioni politiche interne legate all'eccessiva forza della valuta o a tensioni con l'Unione Europea sui flussi finanziari transfrontalieri.
Sul piano tecnico, l'area 0.56 rappresenterebbe una zona di supporto storico-psicologico dove osservare segnali di esaurimento della vendita. La formazione di un basamento laterale protratto su timeframe weekly, accompagnato da volumi decrescenti nelle discese e da divergenze negative negli oscillatori, suggerirebbe che la pressione ribassista si sta esaurendo. La rottura di una resistenza immediata—ad esempio 0.5850—con impulso sostenuto e chiusure daily consecutive al rialzo confermerebbe il cambio di regime, aprendo la strada verso obiettivi progressivi in area 0.63, 0.68 e infine 0.75, livello che rappresenterebbe un ritorno verso una parità più equilibrata tra le due economie.
La gestione del rischio resterebbe cruciale in un'operazione di questo tipo. Lo stop loss andrebbe collocato al di sotto del minimo storico recente, intorno a 0.5450, accettando una perdita limitata ma definita. I target andrebbero scalati per capitalizzare sia il rimbalzo tecnico iniziale sia la potenziale mean reversion pluriennale, con una riduzione progressiva dell'esposizione man mano che il cross recupera terreno. Il position sizing, data la natura asimmetrica dell'operazione—dove il potenziale upside supera il rischio definito—dovrebbe comunque rispettare il principio della conservazione del capitale, limitando l'esposizione all'1-2% del portafoglio.
Va tuttavia sottolineato che il franco svizzero mantiene un'ancora strutturale come valuta rifugio in Europa, sostenuta da un surplus commerciale cronico, da riserve auree significative e da un sistema finanziario stabile. Un long su CAD/CHF a livelli estremi richiede quindi non solo pazienza nell'attesa della convergenza dei fattori descritti, ma anche la consapevolezza che nuovi shock di risk-off—crisi bancarie, escalation geopolitiche—potrebbero rafforzare nuovamente il CHF contro ogni previsione fondamentale. L'operazione diventa giustificabile soltanto come scommessa mean-reversion su un'estremizzazione temporanea, non come previsione strutturale di indebolimento permanente del franco. Senza conferme multiple—tecnica, fondamentale e di price action—l'ingresso a 0.56 rischierebbe di trasformarsi in una trappola da value trap, dove un livello "basso" continua a scendere sotto la pressione di forze macroeconomiche non ancora esaurite.
XAUUSD – H1 Oro rimane strutturalmenteXAUUSD – H1 L'oro rimane strutturalmente rialzista vicino ai massimi storici| Lana ✨
L'oro sta estendendo il suo slancio rialzista per la seconda sessione consecutiva e continua a negoziare vicino ai massimi storici. L'azione dei prezzi rimane costruttiva, con il mercato che si mantiene al di sopra della struttura chiave mentre decide tra la continuazione o un ritracciamento più profondo verso il valore.
📈 Struttura di Mercato e Contesto di Trend
La struttura a breve e medio termine rimane rialzista, con il prezzo che rispetta il canale ascendente.
L'ultima spinta sopra i massimi precedenti conferma una forte domanda, ma l'azione attuale dei prezzi mostra anche segni di consolidamento vicino agli ATH.
Questo comportamento è tipico dopo un rally impulsivo, dove il mercato si ferma per costruire accettazione o riequilibrare la liquidità prima del prossimo movimento direzionale.
Finché il prezzo rimane al di sopra della struttura ascendente, la tesi rialzista rimane valida.
🔍 Zone Tecniche Chiave da Osservare
Zona di Reazione ATH: 5080 – 5110
Questa è un'area sensibile dove il prezzo può consolidare, spingersi oltre, o respingere brevemente prima di scegliere la direzione.
Zona di Ritracciamento Primaria / Zona di Acquisto: 5000 – 5020
Un livello strutturale chiave allineato con la precedente resistenza diventata supporto e la linea mediana del canale rialzista.
Supporto Secondario (Ritracciamento Più Profondo): 4920 – 4950
Un'area di valore più forte se la volatilità aumenta o la liquidità viene spazzata sotto il canale.
Zona di Espansione al Rialzo: 5180 – 5200+
Se il prezzo si accetta al di sopra degli ATH, questo diventa il prossimo obiettivo rialzista all'interno del canale.
🎯 Scenari di Trading (Basato sulla Struttura H1)
Scenario 1 – Continuazione Sopra ATH:
Se il prezzo si consolida sopra 5080–5110 e mostra accettazione, l'oro potrebbe estendersi verso 5180–5200. Questo scenario favorisce la pazienza e la conferma piuttosto che inseguire le rotture immediate.
Scenario 2 – Ritracciamento nella Struttura (Preferito):
Un ritracciamento verso 5000–5020 permetterebbe al mercato di riequilibrare la liquidità e offrire una configurazione di continuazione di qualità più elevata. Mantenere questa zona conserva intatta la struttura rialzista.
Scenario 3 – Correzione Più Profonda:
Se il prezzo perde il supporto primario, la zona 4920–4950 diventa la prossima area chiave da osservare per la risposta degli acquirenti e la difesa del trend.
🌍 Contesto Macro (Breve)
L'oro continua a beneficiare di rischi geopolitici aumentati e di incertezze commerciali in corso, rafforzando il suo ruolo come asset rifugio.
Allo stesso tempo, l'attenzione del mercato si sta spostando verso il risultato dell'incontro di politica della FOMC di due giorni mercoledì, che potrebbe introdurre volatilità e riprezzamento a breve termine.
Questo contesto supporta l'oro strutturalmente, aumentando anche la probabilità di forti oscillazioni intragiornalieri attorno a livelli chiave.
🧠 Punto di Vista di Lana
L'oro rimane rialzista, ma vicino ai livelli ATH, la disciplina conta più della convinzione.
Lana preferisce acquistare ritracciamenti nella struttura, lasciando confermare il prezzo e evitando operazioni emotive durante la volatilità guidata dalle notizie.
✨ Rispetta la struttura, rimani paziente vicino ai massimi e lascia che il mercato arrivi ai tuoi livelli.
NETLe ultime performance di Cloudflare confermano il suo radicale passaggio da fornitore di CDN a piattaforma aziendale fondamentale per la sicurezza, il networking e l'intelligenza artificiale.
Principali dati finanziari (T3 2025)
Fatturato: 562 milioni di dollari (+31% su base annua).
Svolta aziendale: 4.009 grandi clienti (>100.000 dollari/anno) contribuiscono ora al 73% del fatturato totale, in aumento rispetto al 67% dell'anno scorso.
Il flusso di cassa operativo (FCF) ha raggiunto i 75 milioni di dollari (margine del 13%), supportando il percorso verso l'obiettivo di 5 miliardi di dollari di fatturato annuo entro il 2028.
Trasformazione strategica:
🔎
WTI: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
EURUSD: H1!!! DISCLAIMER !!!
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NQ: AGGIORNAMENTO H1In allegato la scorsa idea.
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L'oro si avvicina alla soglia dei 5.000 dollari.
I. Performance recenti e analisi tecnica
L'oro ha recentemente mostrato un forte trend rialzista unilaterale, con fluttuazioni giornaliere superiori a 100 dollari. Le continue e forti candele rialziste hanno spinto i prezzi vicino alla soglia dei 5.000 dollari l'oncia. Il mercato mostra un pattern di "consolidamento seguito da movimenti esplosivi", con breakout che spesso portano a rapidi rally o ribassi, lasciando poche opportunità di conferme di pullback. La forte chiusura rialzista di venerdì al di sopra della media mobile a 5 giorni indica un momentum rialzista sostenuto.
Caratteristiche tecniche principali:
Struttura del trend: trend rialzista unilaterale, tutte le medie mobili allineate rialziste, con un solido pattern di fondo arrotondato.
Livelli chiave: la precedente resistenza a 4.900 dollari si è trasformata in supporto. Il prossimo livello psicologico critico è la zona tra 5.000 e 5.030 dollari.
Avviso di rischio: dopo i forti guadagni consecutivi, fate attenzione ai ritiri tecnici o alle pressioni per la presa di profitto. Tuttavia, si prevede che qualsiasi ritracciamento offra opportunità di acquisto per il trend rialzista. L'obiettivo a medio termine rimane $ 5.400.
II. Prospettive per la prossima settimana
Motivazione rialzista: il trend rialzista unilaterale rimane intatto. Qualsiasi ritiro dovrebbe essere visto come un'opportunità di acquisto. Concentratevi sui livelli di supporto chiave.
Resistenza chiave: $ 5.000–$ 5.030
Supporto chiave: $ 4.950–$ 4.930, $ 4.900 (forte supporto)
III. Strategia di trading per la prossima settimana
1. Strategia Long (Concentrarsi sull'acquisto sui pullback)
Zona di ingresso: $4.940–$4.950
Stop Loss: $4.930
Obiettivi: Primo obiettivo $4.990–$5.030, superamento per raggiungere l'obiettivo $5.050–$5.100
2. Strategia Short (Posizioni corte leggere in resistenza)
Zona di ingresso: $5.050–$5.060
Stop Loss: $5.070
Obiettivi: Primo obiettivo $5.000–$4.980, superamento per raggiungere l'obiettivo $4.950
IV. Gestione del rischio e promemoria di trading
Dimensionamento delle posizioni: Entrare con moderazione a lotti, con un'esposizione totale non superiore al 10%.
Disciplina degli stop loss: Rispettare rigorosamente gli stop loss, evitare di mantenere posizioni in perdita.
Considerazioni sulle tempistiche:
Per le posizioni lunghe: attendere pazientemente i pullback verso le zone di supporto, evitare di inseguire i massimi.
Per le posizioni corte: solo tentativi lievi ai livelli di resistenza chiave, ingresso e uscita rapidi.
Fattori chiave da monitorare:
Segnali di stagnazione dei prezzi o pattern di topping.
Aumento della volatilità in prossimità delle principali pubblicazioni di dati.
V. Riepilogo
L'oro rimane in un forte trend rialzista unilaterale. L'approccio di trading principale è "acquistare sui pullback". Le posizioni corte sono adatte solo per tentativi di controtendenza a breve termine. Concentrarsi sulla performance della zona di supporto tra $ 4.900 e $ 4.950; una stabilizzazione in questa zona rappresenterebbe un'opportunità ideale per un posizionamento rialzista.
Avvertenza: l'analisi di cui sopra rappresenta opinioni personali e non costituisce una consulenza di investimento. Il trading comporta dei rischi e gli investitori dovrebbero prestare attenzione. Allocare i fondi in base alla propria tolleranza al rischio.
Attenzione a una correzione del prezzo dell'oro
Trend attuale: il trend rialzista mostra segni di affaticamento
I. Visione di base
Supportato da molteplici fattori come i rischi geopolitici, le aspettative di un allentamento monetario da parte della Federal Reserve e gli acquisti sostenuti da parte delle banche centrali, l'oro continua il suo forte trend rialzista, mantenendo un chiaro pattern tecnico rialzista. La strategia si concentra sull'acquisto durante i cali nella direzione del trend, con particolare attenzione ai livelli di supporto durante le fasi di flessione.
II. Fattori fondamentali
Domanda persistente di beni rifugio: le incertezze geopolitiche e di politica commerciale continuano a spingere i capitali verso l'oro.
Contesto macroeconomico favorevole: le aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, gli acquisti sostenuti di oro da parte delle banche centrali e gli afflussi record negli ETF forniscono una base a medio-lungo termine per l'aumento dell'oro.
Debolezza del dollaro statunitense: l'indice del dollaro statunitense è sceso al minimo degli ultimi quattro mesi (96,94), sostenendo ulteriormente i prezzi dell'oro.
III. Analisi Tecnica
Struttura del Trend:
Grafico giornaliero: Continua a salire lungo le medie mobili di breve termine, senza ancora segnali di un massimo, mantenendo una forza complessiva.
Grafico a 4 ore: Ha rotto il precedente intervallo di consolidamento massimo, con medie mobili allineate rialziste, sostenendo lo slancio rialzista.
Grafico a 1 ora: Dopo un'apertura con gap-up e un rally nella sessione mattutina, è entrato in una fase di consolidamento a livelli elevati, con medie mobili di breve termine divergenti al rialzo e livelli di supporto in graduale rialzo.
Livelli chiave:
Resistenza: 5110–5130 (zona di estensione del massimo storico)
Supporto: 5020–5000 (banda di supporto principale)
IV. Strategia di trading
Direzione primaria: Acquista sui ribassi
Impostazione della posizione lunga:
Zona di ingresso: Ingresso scaglionato in caso di stabilizzazione nel range 5000-5020
Stop Loss: Sotto 4990
Obiettivi: 5110-5130, con potenziale estensione a 5150-5180 in caso di breakout
Posizione corta (ausiliaria):
Condizione: Primo tocco di 5110-5130 con segnali di rigetto
Stop Loss: Sopra 5140
Obiettivi: 5080-5060 (azione di correzione a breve termine)
V. Promemoria sulla gestione del rischio
I prezzi dell'oro sono ai massimi storici con significativi guadagni a breve termine, il che giustifica cautela contro le correzioni tecniche.
L'elevata sensibilità alle notizie fondamentali richiede un rigoroso dimensionamento delle posizioni e una rigorosa disciplina degli stop-loss.
I fattori chiave da tenere d'occhio includono i movimenti del dollaro statunitense, gli sviluppi geopolitici e le aspettative di politica monetaria della Federal Reserve.
VI. Osservazioni critiche sul timing
Sessioni europee e statunitensi: se i prezzi si stabilizzano dopo un pullback, il trend rialzista potrebbe riprendere. Un consolidamento persistente ad alto livello potrebbe indicare la formazione di un massimo di breve termine.
Livelli chiave: una rottura al di sotto dei 5000 potrebbe innescare una correzione più profonda, mentre una rottura sopra i 5130 potrebbe aprire un ulteriore rialzo.
Nota: la volatilità del mercato è elevata. Si consiglia di operare con posizioni leggere ed evitare di inseguire il mercato. Adattare le strategie in tempo reale in base alle condizioni di mercato.
L'oro è pronto a superare quota 5.000 dollari.
Indice del dollaro USA:
Questa settimana si è chiusa con un calo significativo e sono previsti ulteriori minimi la prossima settimana. Il supporto iniziale è intorno a 96,6, con un forte supporto al minimo precedente di 95,8. Il grafico giornaliero mostra una grande candela ribassista venerdì; lunedì l'attenzione è rivolta all'intervallo di negoziazione 97,7-96,6.
Oro:
Il grafico settimanale mostra una grande candela rialzista, con un guadagno settimanale di oltre 360 dollari, che prosegue il suo forte trend. Lunedì è previsto un momentum rialzista, con un'attenzione particolare agli acquisti sui ribassi. Tuttavia, si consiglia cautela per quanto riguarda la resistenza vicino al livello di 5.000 dollari; inseguire il prezzo al rialzo dovrebbe essere fatto con cautela. Il livello di resistenza chiave è intorno a 5.050. Se non riesce a superarlo, si può tentare una piccola posizione corta. Se si mantiene al di sopra di questo livello, si prevede che continuerà a salire di oltre 50 dollari, puntando all'area 5.100-5.200 o addirittura 5.300. Il primo livello di supporto da tenere d'occhio è 4900, con un solido supporto a 4808. Entrambi sono buoni punti di riferimento per andare long.
Il grafico giornaliero mostra un trend rialzista generale venerdì, che ha superato e raggiunto un nuovo massimo a 4990, chiudendo infine con una lunga candela rialzista lower shadow. Il livello di supporto giornaliero si è spostato verso l'alto fino a circa 4936, mentre il livello di supporto orario si trova al minimo di pullback di 4958. Questo livello può essere utilizzato come linea di demarcazione intraday tra trend rialzisti e ribassisti; un movimento verso questo livello potrebbe indicare un'opportunità di acquisto. Un tocco di questo livello potrebbe rappresentare un'opportunità di acquisto. Se il mercato si comporta bene, si prevede che si muoverà sopra 4970-4980, con l'obiettivo di superare 5000 e testare l'area 5020-5050. I prezzi dell'oro subiranno una profonda correzione solo se scendono sotto 4900; in caso contrario, continueranno il loro forte trend rialzista.
Strategia di trading:
Lunedì, considerate di piazzare ordini long intorno a 4945-4955, con uno stop-loss a 4935. Se il trend è forte, considerate di andare long nell'area 4970-4980, puntando a una rottura sopra il livello 5000. Una piccola posizione short può essere presa in considerazione vicino a 5050.
L'oro è pronto a superare quota 5.000 dollari.
Indice del dollaro USA:
Questa settimana si è chiusa con un calo significativo e sono previsti ulteriori minimi la prossima settimana. Il supporto iniziale è intorno a 96,6, con un forte supporto al minimo precedente di 95,8. Il grafico giornaliero mostra una grande candela ribassista venerdì; lunedì l'attenzione è rivolta all'intervallo di negoziazione 97,7-96,6.
Oro:
Il grafico settimanale mostra una grande candela rialzista, con un guadagno settimanale di oltre 360 dollari, che prosegue il suo forte trend. Lunedì è previsto un momentum rialzista, con un'attenzione particolare agli acquisti sui ribassi. Tuttavia, si consiglia cautela per quanto riguarda la resistenza vicino al livello di 5.000 dollari; inseguire il prezzo al rialzo dovrebbe essere fatto con cautela. Il livello di resistenza chiave è intorno a 5.050. Se non riesce a superarlo, si può tentare una piccola posizione corta. Se si mantiene al di sopra di questo livello, si prevede che continuerà a salire di oltre 50 dollari, puntando all'area 5.100-5.200 o addirittura 5.300. Il primo livello di supporto da tenere d'occhio è 4900, con un solido supporto a 4808. Entrambi sono buoni punti di riferimento per andare long.
Il grafico giornaliero mostra un trend rialzista generale venerdì, che ha superato e raggiunto un nuovo massimo a 4990, chiudendo infine con una lunga candela rialzista lower shadow. Il livello di supporto giornaliero si è spostato verso l'alto fino a circa 4936, mentre il livello di supporto orario si trova al minimo di pullback di 4958. Questo livello può essere utilizzato come linea di demarcazione intraday tra trend rialzisti e ribassisti; un movimento verso questo livello potrebbe indicare un'opportunità di acquisto. Un tocco di questo livello potrebbe rappresentare un'opportunità di acquisto. Se il mercato si comporta bene, si prevede che si muoverà sopra 4970-4980, con l'obiettivo di superare 5000 e testare l'area 5020-5050. I prezzi dell'oro subiranno una profonda correzione solo se scendono sotto 4900; in caso contrario, continueranno il loro forte trend rialzista.
Strategia di trading:
Lunedì, considerate di piazzare ordini long intorno a 4945-4955, con uno stop-loss a 4935. Se il trend è forte, considerate di andare long nell'area 4970-4980, puntando a una rottura sopra il livello 5000. Una piccola posizione short può essere presa in considerazione vicino a 5050.
Grazie alla community di TradingView. In qualità di analista senior degli investimenti, questo permette a più trader e investitori di vedere l'analisi della mia strategia di trading. Attualmente mi concentro sul trading dell'oro. Se apprezzate la mia analisi, per favore, lasciatemi un pollice in su e condividetela con altri trader che potrebbero averne bisogno. Ci impegniamo per un trading preciso, analizzando approfonditamente grafici, driver macroeconomici e sentiment di mercato per costruire strategie di trading ad alta probabilità. Qui troverete piani di trading strutturati, framework di gestione del rischio e analisi in tempo reale.
L'oro infrange i tre pilastri della logica tradizionaleL'oro infrange i tre pilastri della logica tradizionale
L'attuale forte performance dei prezzi dell'oro ha trasceso la logica tradizionale del rifugio sicuro o della copertura dall'inflazione, evolvendosi in un "riprezzo" del sistema monetario e creditizio globale.
Di seguito la mia analisi macroeconomica dei recenti movimenti del prezzo dell'oro, che rappresenta solo la mia opinione personale.
Le nostre posizioni attuali sono di circa $5080.
Lo stop-loss è fissato a circa $5050.
Il nostro target price intraday a breve termine: intervallo $5150-$5200.
Strategia di trading intraday principale: finché il prezzo dell'oro rimarrà sopra $5050-$5060, adotteremo una strategia di acquisto sui ribassi, con periodi di detenzione che potrebbero essere indefiniti o di breve termine. Adatteremo la strategia complessiva in base al ritmo di trading.
Come sempre, le nostre strategie di trading saranno pubblicate in tempo reale sul nostro canale. Continueremo a fornire un canale di segnali avanzato gratuito, offrendo costantemente segnali di trading ad alta probabilità. Grazie per l'attenzione e la partecipazione. Per qualsiasi domanda, lasciate un messaggio e vi risponderò una per una.
Analisi macroeconomica:
1. Dedollarizzazione strutturale e ristrutturazione del credito
Molte banche centrali continuano ad acquistare grandi quantità di oro per diversificare i rischi di riserva. Questa domanda insensibile al prezzo fornisce un solido supporto ai prezzi dell'oro. Le preoccupazioni del mercato sulla credibilità del dollaro statunitense e sulla politica fiscale statunitense hanno trasformato l'oro da "bene rifugio" a "bene creditizio non sovrano".
2. Incertezza geopolitica e politica monetaria. La volatilità delle politiche monetarie durante l'anno elettorale statunitense, le politiche tariffarie dell'amministrazione Trump e le posizioni geopolitiche (come le azioni contro Venezuela e Groenlandia) hanno esacerbato l'incertezza globale. Anche le recenti tensioni geopolitiche, in particolare con l'Iran, hanno stimolato la domanda di beni rifugio.
3. "Commercio affollato" da parte di banche centrali e capitali.
Le principali banche centrali a livello globale sono state acquirenti nette di oro per diversi mesi consecutivi (circa 60 tonnellate al mese). Contemporaneamente, anche gli investitori privati (come ETF e investitori istituzionali) hanno aumentato significativamente le loro riserve auree. Questi fattori si combinano per creare un circolo virtuoso, spingendo al rialzo i prezzi dell'oro. L'aumento dei prezzi dell'oro attrae a sua volta più fondi che seguono il trend, creando così un ciclo rialzista che si autoalimenta.
Come mostrato nel grafico: Analisi tecnica
Analisi dei principali livelli di resistenza e supporto
Zona di resistenza principale: $ 5.400 - $ 6.000
Molti istituti ritengono che $ 5.400 sia il prossimo obiettivo importante.
Previsioni più ottimistiche (come quelle di Bank of America e Jefferies) suggeriscono che, se un ciclo rialzista storico dovesse ripetersi, i prezzi dell'oro potrebbero sfidare i 6.000 o addirittura i 6.600 dollari entro il 2026.
Zona di supporto principale: 5.000 - 4.850 dollari
Il livello psicologico recentemente superato tra 5.000 e 5.100 dollari è diventato una zona di supporto chiave sia per i rialzisti che per gli ribassisti.
Se i prezzi dell'oro subissero una profonda correzione, credo che 4.850 dollari (il massimo precedente) rappresenterebbe un livello di supporto più solido.
Oltre alle correzioni tecniche, dobbiamo anche diffidare di eventi a bassa probabilità e ad alto impatto.
Potenziali eventi "Cigno Nero":
1: Uno shock petrolifero su larga scala innescato dalla crisi iraniana.
Un'impennata dei prezzi del petrolio potrebbe innescare il panico da stagflazione (alta inflazione + recessione economica), rendendo l'oro, in quanto bene rifugio e copertura contro l'inflazione per eccellenza, una commodity molto richiesta.
Se ciò dovesse accadere, dovrebbe essere vista come una significativa opportunità di acquisto, ma è importante notare che il calo iniziale diffuso su vari asset potrebbe portare a uno shock di liquidità.
2: Inasprimento del conflitto tra Russia e NATO.
Ciò sconvolgerebbe il panorama geopolitico globale e un'estrema avversione al rischio farebbe rapidamente salire i prezzi dell'oro. Anche questa è una significativa opportunità di acquisto, ma la volatilità del mercato diventerà estrema e imprevedibile, richiedendo una gestione delle posizioni estremamente rigorosa e strategie di stop-loss.
3: Un'importante svolta nel settore tecnologico cinese.
Ciò potrebbe innescare un crollo dei titoli tecnologici statunitensi, con conseguenti turbolenze sul mercato globale. Nel breve termine, la carenza di liquidità (gli investitori che vendono tutti gli asset per incassare) potrebbe esercitare pressione sui prezzi dell'oro; tuttavia, nel medio-lungo termine, ciò rafforzerà la logica della de-dollarizzazione e della diversificazione degli asset, che è vantaggiosa per l'oro.
Comportamento ESAnche Sp ha rispettato la visione. Il supporto madre ha tenuto, da li sono partiti forti ribalzi fino ai massimi. In prima battuta non sono riusciti a chiudere del tutto il GAP. Una volta rotto il supporto, c'è stata la discesa fino alle Put Wall, come da analisi. Proprio in quel livello, il mercato ha registrato un minimo e ha invertito la sua corsa.
L'ulteriore rialzo si è riattivato col superamento del supporto madre, che ha portato l'SP a chiudere il Gap, andando a registrare dei massimi proprio nella zona di vendita segnalata in analisi.






















