CAFFE (KC) - Può ancora salireAnalizzando il CAFFE' (KC) sul time frame settimanale è evidente che la struttura di fondo è rialzista con una fase di ritracciamento che si è avviata a partire da inizio Febbraio 2022.
La fase di ritracciamento è accompagnata dalla trend line dinamica blu di resistenza riportando i prezzi su un'area di domanda/supporto (rettangolo verde in figura). Su quest'area sono ritornati gli acquisti che hanno spinto nuovamente il mercato al rialzo accompagnato dalla trend line dinamica verde di supporto.
Le due trend line disegnate in figura hanno formato un triangolo di movimento che è stato rotto al rialzo il 22 Agosto 2022 con una forte candela di volatilità bullish.
Si prevede una possibile continuazione del rialzo nel breve almeno sino a ritestare i massimi precedenti di inizio Febbraio 2022.
Quanto sopra esposto non è un consiglio finanziario ma la nostra view basata sulla strategia PCTS.
Buon trading!
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“IL FOREX CREDE NEL RISK ON…DURERÀ?”ANALISI COT REPORT del 13.08.2022
-CONTESTO
Ferie terminate e siamo nuovamente qui con la consueta rubrica settimanale dedicata alla lettura dei dati offerti dal COT report.
I dati che ci fornisce questa settimana la CFCT (commodity futures trading commission) sono dati contrastati , special modo nel loro quadro iter market. Il mondo valutario sembra dirigersi con maggiore decisione verso un chiaro sentiment di risk on , con prese di profitto sul dollaro americano, e qulche nuovo ingresso long su euro e sterlina. Si ricoprono le posizioni yen , mentre il comparto equity on trova la necessaria fiducia nei big plaiers, che restano ancora netti corri su S&P. il mondo metalli cambia strada, e dopo i fortissimi rally discendenti visti nelle scorse settimane, sembrano accompagnare l’euforia del risk on, con buoni respiri e posizionamenti long da parte dei big plaiers. Perdono quoto invece gli energetici, con le mani forti che spingono a ribasso e incrementano le loro posizioni nette corte.
Ci lasciamo alle spalle 2 settimane contrastate sul fronte dati, special modo per gli USA, con i dati sul mercato del lavoro ottimi, NFP in grande tiro venerdi 5 agosto, con circa 528 mila nuovi posti di lavoro creati e un tasso di disoccupazione in calo al 3.5%. Un dato che lascia intendere forti redditi e forti consumi, non certo un contesto ottimo per il rientro della corsa a rialzo dei prezzi. I mercati hanno rapidamente immaginato una FED aggressiva nella prossima riunione di fine settembre 2022, generando ancora incertezza e frenando la corsa agli acquisti.
Lunga tuttavia la strada che ci porterà alla riunione della FED e ancora molti i market mover che potrebbero influenzare la scelta di JP e del board, cosi come il sentiment degli investitori, che hanno difatti trovato nuova linfa rialzista nel dato sull’inflazione pubblicato mercoledì scorso, che ha visto un’IPC in calo, dal +9.1% A/A al +8.5% A/A, mentre il dato mensile si è assestato allo 0% mostrano un’ottima frenata dei prezzi, specialmente del comparto energy , che da fine 2021 stava trainando a rialzo i prezzi al consumo mondiali.
Nuovo risk on, dunque, si spera che il peggio sia oramai alle spalle, già 4 delle 6 riunione annue della FED sono trascorse, e i maggiori rialzi tassi da 75BP sembrano ora difficili da concretizzarsi nei prossimi appuntamenti se si considera un’inflazione oramai al giro di boa, ma sarà davvero cosi?
Diverse le considerazioni che DOBBIAMO fare:
punto primo, non è sufficiente un solo dato per invertire una tendenza, e questo banale concetto è ancora più valido se rapportato alle decisioni di una banca centrale, che dovrà attendere ancora i dati di agosto e settembre prima della sua riunione. Difficile dunque pensare e credere che l’assetto hawkis sia già terminato, per quanto una serie consecutiva di dati positivi potrebbe favorire ammorbidimenti della FED per il Q4 o per il 2023.
Secondo punto, la tipologia del dato in questione: tutti sappiamo che la FED non osserva il dato generale IPC, ma valuta con maggiore attenzione il dato core, cioè epurato da energy e food ( che è uscito ugualmente in calo, questo è da dire) e ancora di più i prezzi per i beni di spesa personale, dato che sarà pubblicato la settimana prossima, e che determina con maggior influenza le decisioni della FED, quindi ancor presto per cantar vittoria.
Terzo ed ultimo punto di riflessione: il tempo!
Prima che le decisioni dalla FED che hanno portato il costo del denaro al 2.50% in cosi breve tempo, possano riversarsi nell’economia reale, in genere passano dai 3 ai 6 mesi almeno, pertanto il vero effetto su aziende , industrie famiglie ecce cc ancora non lo si può valutare, e sebbene le ultime trimestrali in America siano state positive nelle prospettive future, dobbiamo far i conti ancora con la possibilità che il rallentamento economico americano non si limiti al PIL ma entri nel tessuto sociale rallentando la capacità delle aziende di creare ricchezza.
Ma procediamo con il consueto ordine:
-FOREX:
EURUSD
Ancora netti corti i big plaiers sulla moneta unica con 34536 contratti short, tuttavia non possiamo non considerare che è la terza settimana consecutiva che le mani forti riducono la loro esposizione passando di fatto dai 42745 contratti corti agli attuali 34536. Presto per gridare all’inversione, ma certo è che il vento potrebbe girare.
Per ora la spinta rialzista di eurusd si è limitata al test delle resistenze poste a 1.0340-50 minimi di maggio-giugno 2022, senza per ora trovare la forza per ulteriori allunghi. Solo la rottura delle resistenze ora citate porterebbe a tentativi rialzisti fono le aree di 1.0650 prima e 1.0780-90 poi.
Il quadro resta per ora ribassista, nel medio e affondi sotto la mm21 periodi daily aprirebbero la strada verso i minimi di questo 2022 a 0.9950.
GBPUSD
Settimane di prese di profitto anche sulla sterlina, che vede i big plaiers ancora netti corti, con 34468 contratti, ma in drastica riduzione a fronte dei 57250 contratti short visti 4 settimane fa. Solo nell’ultima settimana le mani forti hanno ridotto di ben 21940 contratti la loro posizione, volumi settimanali che si sono visti solo 2 volte negli ultimi 3 anni.
Il quadro tecnico vede per ora un buon recupero dai minimi di 1.1758, ma ancora in questo caso non c’è spinta sufficiente a superare le prime resistenze poste a 1.2290-1.23 figura.
Se non dovesse riuscire a superare le resistenze ora richiamate, si confermerebbe il quadro ribassista che porta al test dei minimi di 1.20 prima e 1.1750 poi.
AUDUSD
Difficile situazione per le mani forti sul dollaro australiano, che riparte dai minimi 2022 e 2019 posti a 0.6675 con gran vigore, lasciando i big plaiers fermi su posizioni nette corte pari a 57588 contratti.
Alta probabilità che i non commercial possano rivedere la loro posizione e girarsi con forza, accelerando la spinta rialzista del dollaro australiano.
Dopo il break out dei massimi a 0.7050 siamo al test della mm200 periodi daily oltre la quale sembra plausibile cercare approdi a 0.7244-50 area di precedente massimo. La struttura resta su base daily chiaramente a massimi e minimi crescenti sostenuta da un sentiment di risk on anche sui mercati azionari e dalla ripresa dei metalli preziosi, con i quali le valute oceaniche vivono correlazioni posizitive di lunga durata.
USDJPY
Rientrano gli eccessi sul posizionamento dei big plaiers sullo yen giapponese, che ha toccato picchi di 110454 contratti corti in questo 2022, per portarsi ora a -25032 contratti. un graduale ma importante recupero di posizioni, che lasciano presagire una qualche inversione, ma attendiamo posizionamenti netti lunghi per decretare la fine di un sentiment.
Lo yen recupera punti percentuali un po’ su tutte le majors, seppur in maniera timida, mostrando per ora prese di profitto più che veri e propri indirizzi rialzisti. Usdjpy dopo aver toccato i suoi massimi a 139.40 ripiega a 131.50, ma l’influenza del dollaro americano rende la lettura dello yen poco chiara, bilanciandone la forza / debolezza.
Attendiamo eventuali break out dei supporti a 131.50-40 per sperare in allunghi ribassisti che portino il cambio ai successivi supporti posti a 125.90-126 figura.
-EQUITY:
S&p
Come detto in precedenza , il sentiment dei mercati sembra contrastato, e il posizionamento dei non commercial questa volta sembra essere tardivo nel girarsi a favore di trend. Le mani forti restano nette corte sull’indice con 244261 contratti, incrementando lungo la salita delle quotazioni le loro posizioni corte.
Se le mani forti sono in errore, sarà un duro colpo, ma se dovessero aver ragione e l’attuale salita dei prezzi è solo una correzione prima di ulteriori affondi, ci saranno molte difficoltà per il mondo retail.
Per il momento i prezzi spingono a rialzo, su base daily c’è un chiaro trend rialzista che ha rotto le resistenze poste a 4160-4200pnt, e si punta a 4300, con possibili proiezioni a 4490-4500pnt.
Solo un rientro sotto i livelli di 4200 potrebbe decretare la fine del mood rialzista, e riaprire la porta a scenari bearish
NASDAQ
Compansano il loro posizionamento su S&P short, con posizioni nette lunghe su nasdaq, dove le mani forti sono long con 21075 contratti, che pur non esendo molti, tengono la media dell’esposizione degli ultimi 2 anni.
Anche qui i prezzi continuano a salire in un mood di risk on che ha portato al break out delle resistenze poste a 12950-13000 pnt, per dirigersi ora a 13700pnt. Il break out di questa resistenza potrebbe aprire la strada ai 14382 pnt prima e 15000 pnt poi.
Tuttavia, come già detto in precedenza, dobbiamo constatare che il mercato sta ora scontando un’euforia non del tutto giustificata dai dati, che portebbe rivelarsi falsa, nel qual caso un rientro dei prezzi sotto i 13000 pnt, potrebbe riaprire scenari bearish, che si proiettano ai minimi di 12000 pnt prima e11000 pnt poi.
-METALLI
GOLD
Riprendono gli acquisti di oro da parte dei big plaiers che dopo essere giunti alle minimi esposizioni long con 92690 contratti, si riportano a 142851 contratti netti lunghi.
Ancora sotto i valori medi, ma il segnale di voler tentare una ripartenza ci sono tutti, e si ritrovano chiaramente nei prezzi che dai minimi di 1679$ vedono un rally rialzista senza storni fino agli attuali 1800$.
Ancora lunga la strada prima di poter parlare di inversione, ma un approdo a 1867.50$ non ci sembra poi un cosi difficile traguardo.
Solo un ritorno sotto i 1786$ potrebbe decretare nuovamente un trend ribassista, che si proietta verso i minimi di 1722$ prima e 1679$ poi.
-ENERGY
WTI
Continuano a ridursi le posizioni sul petrolio, con i big plaiers che passano a 210651 contratti netti lunghi, proseguendo il trend di riduzione nella loro esposizione partita a metà 2021 con 429594 contratti long.
Anche i prezzi del wti iniziano a ripiegare e in un chiaro trend discendente passano da 123.80$ a 91.90$ passando dai minimi di 85.30$.
Al momento il trend discendente resta ben delineato e un ulteriore approdo a 85.30$ potrebbe quiesta volta decretarne la rottura, che porterebbe i prezzi a 77$.
Tuttavia la tenuta degli ultimi minimi non è da escludere, e fasi di congestione che vedano i prezzi ritestare le ultime resistenze a 104$ sono scenari plausibili a nostro avviso.
EVENTI DA CALENDARIO MACROECONOMICO
La settimana che ci attende vedrà la pubblicazione del PIL giapponese lunedi 15 insieme ai dati sulla produzione industriale cinese.
Ancora martedì attenzione ai dati sul mercato del lavoro in UK, mentre mercoledi ci sarà l’RBNZ chiamata alla decisione sui tassi di interesse. Ancora mercoledi dati sull’inflazione in UK… insomma una settimana ricca di dati che potrebbero aprire scenari di alta volatilità.
buon trading
Salvatore Bilotta
WisdomTree - Tactical Daily Update - 03.08.2022La tensione Cina – Usa riesplode dopo la visita di Nancy Pelosi a Taiwan.
Le Borse asiatiche non soffrono della nuova crisi diplomatica.
La ECB ha comprato govies della “periferia” a luglio.
Riunione di Opec+ di oggi potrebbe decidere stop ad incrementi produttivi.
La tensioni tra Cina e Stati Uniti, scatenate dalla visita della Speaker della Camera Usa Nancy Pelosi a Taiwan, hanno inciso sull’umore dei mercati azioanri europei, ma in una misura relativamente contenuta: impatto limitato anche del crollo dei dati dei sondaggi PMI (Purchasing managers Index) in Europa e Stati Uniti, su cui pesano inflazione troppo alta, crisi del gas e tassi di interesse in rialzo.
A fine seduta di ieri 2 agosto, tuttavia, grazie anche ad un discreto recupero nel finale, le perdite dei maggiori indici europee sono contenute: Milano -0,3%, Parigi
-0,4%, Francoforte -0,2% e Londra pressoche’ invariata.
A Wall Street si registra una tenuta relativamente migliore della tecnologia: il Nasdaq ha chiuso a -0,2% dopo essere stato lungamente positivo, lo S&P500 a -0,7%, ma il Dow Jones a -1,2%.
I prezzi delle materie prime energetiche sono in calo, fatta eccezione per il gas naturale europeo, che e’ alle stelle per problemi specifici di forniture dalla Russia.
Quello del petrolio e’ sceso ai minimi da marzo, col WTI (greggio di riferimento americano) attorno a 93,5 Dollari/barile, scontando dati deludenti sulla attivita’ manifatturiera globale, che prelude ad un calo della domanda di greggio. Intanto, col rialzo sopra il +1% di ieri, il prezzo del metano in Europa ha superati i 203 Euro/megawattora (fonte TTF Amsterdam).
Stamane peraltro, dopo due giorni di ribassi, sembrano stabilizzarsi i prezzi delle materie prime, con l’Indice Bloomberg Commodity a 117,9, -0,1%. (ore 12.30 CET).
E’ proprio sulla prospettiva dei consumi petroliferi globali che si focalizzera’ la riunione dell'Opec+ (cartello dei 13 principali esportatori di greggio + partners) di oggi, 3 agosto. L’aspettativa di consenso e’ che sara’ deciso di non aumentare la produzione/esportazione nel mese di settembre.
Ieri, 2 agosto, vanno registrate le dichiarazioni di alcuni membri del FOMC (Comitato di politica monetaria della Banca Centrale americana (Federal Reserve-FED) che hanno ribadito la necessita’ di proseguire la stretta monetaria nei prossimi mesi.
Mary Daly (FED di San Francisco) ha dichiarato che il lavoro sull'inflazione non è per nulla finito, ma anche Neel Kashkari, presidente della FED regionale di Minneapolis ha sottolineato la Federal Reserve è ben lontana dai suoi obiettivi d'inflazione. Insomma, il prossimo FOMC di settembre si avvia verso un aumento dei tassi di riferimento di almeno +50 bps, piu’ probabilmente di +75.
Tornando alla crisi diplomatica provocata dalla visita di Nancy Pelosi a Taiwan, sebbene non sembri dare il via ad un’immediata azione militare da parte della Cina,
ha comunque causato l’annuncio dell’avvio di manovre militari a breve distanza dalle coste dell’isola, come prova di “esercizio muscolare” da parte dell’esercito cinese.
Durante la sua breve visita a Taipei, prima di ripartire per la Malesia, la speaker democratica della Camera degli Stati Uniti ha incontrato la Presidente taiwanese Tsai Ing-wen, ribadendo che gli Stati Uniti “non abbandoneranno il proprio impegno nei confronti di Taiwan".
Tsai Ing-wen, a sua volta, ha affermato di ritenere gli Usa e la Signora Pelosi "autentici amici. Taiwan vuole essere un partner affidabile degli Usa". Di parere molto diverso il Ministro degli esteri cinesi che definisce gli Stati Uniti come «il più grande distruttore della pace odierna» ribadendo l’intoccabilita’ del principio di «Unica Cina» sul fronte degli scambi commerciali della Cina con altri paesi.
Sul mercato obbligazionario le tensioni internazionali fanno di nuovo sentire il loro peso: ieri, 2 agosto, il rendimento del Treasury Note a dieci anni e’ risalito di oltre +10 bps a +2,70%, risentendo delle dichiarazioni di vari esponenti della FED commentate poco sopra.
In Europa si registra un po’ di tensione sui Govies della “periferia”, col BTP italiano decennale che torna a rendere quasi +3,10% e lo spread con l’omologo Bund tedesco che supera di nuovo i 220 bps.
Sul tema, e’ interessante notare l’attivita’ svolta nel mese di luglio dalla banca centrale europea, dopo “l’allarme rendimenti” di giugno. Il controvalore detenuto dall’ECB (Banca Centrale Europea) in titoli di stato tedeschi, francesi, olandesi e’ sceso di 18.9 mld mentre quello in titoli di stato d’Italia , Spagna , Portogallo e Grecia e’ cresciuto di 17,3 mld di Euro
Stamattina, alla chiusura delle borse dell’Asia-Pacifico, constatiamo la reazione tutto sommato limitata alla crisi diplomatica tra Usa e Cina: il Nikkey giapponese e’ salito +0,53 %, il Kospi coreano +0,89 %, l’Hang Seng di Hong Kong +0,56 %, mentre il CSI300 di Shanghai&Shenzhen ha perso -0,37 %. Poco mosso, +0,25% il Taiex di Taipei.
Le Borse europee, dopo un avvio debole, si sono riportate attorno alla parita’ a fine mattinata, in scia al miglioramento dei futures su Wall Street che segnalano riaperture leggermente positive (ore 12.45 CET).
Dollaro stabile verso le principali controparti (1,018 vs Euro e 133,3 vs Yen), e cryptovalute in recupero, Bitcoin a 23.400 Dollari. Oro 1.777 Dollari/oncia, -0,6%.
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XAU/USD, semplice ritracciamento?Buongiorno,
Vi lascio una piccola analisi riguardo all'andamento dell'oro di queste settimane.
Oro che dal massimo annuale ha perso oltre il 18%.
Mi collego all'ultima analisi pubblicata diverse settimane fa.
Settimane caratterizzate da un oro molto forte e volatile, la scorsa settimana ha registrato un movimento di oltre 630 pips, da 1711 circa a 1768.
Mercati che hanno agevolato di un dollaro più debole dopo le dichiarazioni della FED.
La FED ha annunciato di abbandonare la forward guidance, linea guida che avrebbe portato la banca centrale ad essere più aggressiva con i rialzi dei tassi d'interesse, questo ha portato una liquidazione delle posizioni sull'indice Americano.
Questa settimana verranno rilasciati i dati del Non Farm Payroll, attenzione alle volatilità che si potrebbero generare.
Continua la correlazione inversa con il dollaro americano da Aprile 2022, grafico da utilizzare come possibile confluenza per analizzare i movimenti di questo trimestre del Gold .
Un altro grafico che dobbiamo monitorare per l'andamento di XAU è quello del DJP , bloomberg commodity index.
Questo grafico l'ho commentato diverse volte nelle live sui diversi social.
In 4 settimane il DJP ha registrato perdite oltre il 15%, ma nell'ultimo periodo abbiamo visto una fase di ritracciamento importante che ha risollevato anche l'oro.
Correlazione diretta da febbraio 2022, anche se in realtà seguiamo correlazioni che hanno un ritorno superiore allo 0,50, ovvero correlazioni molto forti.
Infatti possiamo notare che quando la correlazione si trova sopra 0,50 (linea rossa) il movimento dei due asset è pressochè simile.
Altro grafico da monitorare è quello dell'inflazione a 5 e 10 anni.
Correlazioni molto interessanti con i tassi di pareggio.
Il tasso di inflazione di pareggio rappresenta una misura dell'inflazione attesa derivata dai titoli a scadenza costante del Tesoro a 5 anni e 10.
L'ultimo valore implica ciò che i partecipanti al mercato si aspettano che l'inflazione sia nei prossimi 5-10 anni, in media.
Segnale anticipatorio rispetto all'andamento dell'oro, vediamo come i due grafici mostravano già evidence rialziste mentre l'oro segnava ulteriori minimi a ribasso.
Infine l'ultimo grafico che condivido in questa piccola analisi è il posizionamento dei money manager all'interno del COT REPORT.
Da diverse settimane i money manager stanno puntando a ribasso, ma abbiamo notato una divergenza con la price action.
All'interno dell'analisi del COT abbiamo visto una rottura a ribasso di un livello importante, mentre nell'oro non vi è stata nessuna rottura.
Cosa farà il GOLD nelle prossime settimane?
La recessione tecnica sembrerebbe raggiunta in America dopo le due letture consecutive negative del Prodotto interno Lordo, nonostante questo il mercato del lavoro sta segnalando ancora una certa forza.
Attenzione a tenere in considerazione che i dati del lavoro sono in ritardo con le condizioni economiche attuali.
Concludo analizzando la situazione del Natural gas Europeo, da seguire attentamente il futures TTF1 che dopo le ultime notizie riguardo la diminuzione del flusso di gas da parte della Russia ha registrato quotazioni ai massimi annuali.
L'Europa avrà problemi di approvvigionamento questo inverno?
WisdomTree - Tactical Daily Update - 02.08.2022Borse caute in Usa ed Europa dopo un luglio sin troppo brillante.
Scendono i prezzi delle commodities industriali&agricole: minor inflazione?
Nuove tensioni geopolitiche anche a Taiwan e Kosovo: non c’e’ pace…
Calano i rendimenti obbligazionari: fiutano la recessione?
L’attivita’ manifatturiera dell’Euro Zona e’ in netta frenata e ieri, 1’ agosto, i dati relativi a giugno hanno contribuito a chiusure frazionalmente negative per le principali borse europee, che pur erano partite in rialzo nella mattinata. I dati di PMI di luglio (Purchasing Managers Index), segnalano un calo a 48,2 in Italia, a 49,3 in Germania, e a 49,1 nell’Euro Zona.
Dopo l’avvio positivo, frutto dagli acquisti di azioni bancarie, le chiusure raccontano di un +0,12% per Milano, -0,18% per Parigi, -0,04% per Francoforte e -0,12% per Londra. Storia quasi identica per Wall Street: Dow Jones -0,14%, Nasdaq -0,18%, S&P 500 -0,28%.
Il primo giorno di agosto potrebbe essere ricordato per l’inaspettata scivolata dei prezzi del petrolio, che soffrono della prospettive di rallentamento della domanda globale, a fronte di un graduale ma stabile aumento dell'offerta.
I dati di prodotto interno lordo (GDP) americano della scorsa settimana hanno sancito la contrazione dell'economia statunitense per il secondo trimestre consecutivo (recessione tecnica), fenomeno che si combina con la persistente alta inflazione e la probabile prosecuzione della stretta monetaria della Banca Centrale Usa (Federal Reserve, o FED), favorendo la contrazione di consumi/incetimenti.
Ieri, 1’ agosto, negli Usa, due dati macroeconomici molto attesi: il primo, sul mercato immobiliare, e’ risultato debole, per la tendenza accelerata al calo dei prezzi, il secondo riguardava l'indice ISM (Institute for Supply Management) manifatturiero di luglio, molto migliore delle attese nella componente relativa ai prezzi, in deciso ridimensionamento: cio’ depone in favore di una discesa dell’inflazione.
In Asia, i piu’ recenti dati macroeconomici cinesi hanno rivelato che l’economia manifatturiera piu’ energivora del mondo ha inaspettatamente frenato a luglio, per la recrudescenza del Covid ed il contagio della debolezza congiunturale globale.
Ricordiamo che la Cina e’ il Paese maggior esportatore di greggio al Mondo. Oggi, 2 agosto, il WTI (greggio parametrico Usa) segna -0,3% a 93,7 Dollari/barile, ai minimi da fine febbraio.
Le tensioni geo-politiche si arricchiscono di nuovi fronti: nelle prossime ore Nancy Pelosi, speaker della Camera degli Usa, arrivera’ a Taiwan, creando apprensioni da parte di Pechino su un cambio di posizione degli Stati Uniti riguardo l’indipendenza del territorio rivendicato da sempre come parte integrale e irrinunciabile della Repubblica Popolare Cinese.
Inaspettatamente, si sta riaccendendo anche la tensione tra la comunità serba e la maggioranza albanese in Kosovo, dove i serbi rifiutano, tra le altre cose, di montare la targa kosovara sulle proprie automobili. Come noto, le frizioni tra le 2 comunita’ hanno riflesso sulle relazioni globali, giacche’ i serbi sono appoggiati dalla Russia, mentre il governo di Pristina dagli USA.
In tale contesto caratterizzato da rallentamento globale e crescente tensione politica internazionale, prosegue la discesa dei prezzi delle materie prime, anche “non energetiche”. L’Indice Bloomberg Commodity perde oggi, 2 agosto, un altro -0,6%, dopo il -1,8% di ieri.
A contribuire al calo dei prezzi delle commodities agricole ha contribuito anche la notizia che la prima nave rinfusiera carica di mais ucraino ha lasciato ieri il porto di Odessa, dopo il blocco che durava da marzo causato dall’aggressione russa all’Ucraina. La nave “Razoni”, battente bandiera Sierra Leone, e’ diretta al porto di Beirut e sara’ seguita da altri sedici navi cariche di cereali nei prossimi giorni.
Il clima di ritrovato ottimismo sui mercati azionari sta innescando acquisti massicci e poco selettivi sul mercato obbligazionario: come risultato, il rendimento del Treasury Note Usa decennale e’ sceso a nuovi minimi da marzo sino a +2,54% ed il differenziale di rendimento tra la scadenza 10 e 2 anni è pari a -30 bps, esprimendo una ripidita’ invertita dei rendimenti per scadenza che non si vedeva dal 2000.
Oltre a suggerire uno scenario recessivo, il recente calo dei rendimenti fa si’ che i tassi reali siano tornati quasi a zero, +5 bps nel caso del Note 10 anni: ne risulta relativamente avvantaggiata “l'area 5 anni” (cosiddetta “belly” o pancia della curva) mentre l’area “2 anni” e’ piu’ stabile e anche appetibile come alternativa a detenere Dollari “cash”.
Stamattina registriamo cali marcati per diverse borse asiatiche: Nikkei giapponese -1,5%, CSI300 di Shanghai e Shenzen -2,5%, Hang Seng di Hong Kong -2,7%, Taiex di Taiwan -2%.
Anche per i listini azionari europei archiviamo una mattinata debole, con cali medi del -0,7% (ore 13.30 CET). l futures su Wall Street anticipano riaperture leggermente negative, mentre il mercato valutario conferma la tendenza ad un lieve indebolimento del Dollaro Usa, sia verso Euro, in area 1,025, che contro Yen giapponese a 131,4: entrambi i “cross” sono ai massimi delle ultime 3 settimane.
Notiamo il recupero del prezzo dell’oro che torna a sfiorare i 1.800Dollari/oncia ed il quarto giorno di ribasso consecutivo del bitcoin, tornato sotto i 22.800 Dollari.
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Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
NATURAL GAS (NG) - Continua il trendAnalizzando il NATURAL GAS (NG) sul time frame mensile osserviamo una dinamica molto interessante in quanto:
- si nota la presenza di un trend rialzista
- il mese di Giugno è stato caratterizzato da un importante ritracciamento
- nel mese di Luglio, dopo aver effettuato una falsa rottura del minimo, il prezzo è salito recuperando l'intera discesa del mese precedente
- la chiusura di Luglio supera l'apertura di Giugno
Nella parte finale del mese di Luglio abbiamo assistito ad un breve ritracciamento dovuto soprattutto a prese di posizione ma l'impostazione rimane valida per una continuazione long.
Quanto sopra esposto non è un consiglio finanziario ma la nostra view basata sulla strategia PCTS/PFTS.
Buon trading!
SUGAR (SB) - Breve rialzoLo SUGAR (SB) sul time frame giornaliero ha presentato un trend ribassista partito a metà Maggio 2022 sino a raggiungere un'area di domanda/supporto (rettangolo verde in figura) che era stata raggiunto nel passato altre due volte e dove c'era sempre stata una reazione al rialzo del prezzo.
Anche in questa occasione e precisamente il 6 Luglio 2022 il mercato è ripartito al rialzo andando a rompere una trend line che fungeva da resistenza.
La settimana scorsa il mercato è riuscito a mostrare forza consolidando al di sopra della media istituzionale (SMA) a 200 periodi
Ci aspettiamo nelle prossime settimane la possibilità di una continuazione del trend in atto rialzista sino a raggiungere un'area di offerta/resistenza (rettangolo rosso in figura).
Quanto sopra esposto non è un consiglio finanziario ma la nostra view basata sulla strategia PCTS/PFTS.
Buon trading!
Recap Operazioni settimanali - Week 3E' terminata la terza settimana di questa piccola avventura da "day trader". Mi rendo conto di utilizzare un termine errato, un day trader avrà tutt'altro tipo di operatività e su una moltitudine di strumenti finanziari, tuttavia voglio provare a vedere se mantenendo costanza e regole per un certo periodo di tempo è possibile riuscire a creare un'infrastruttura sostenibile.
La terza settimana inizia con il 4 luglio, mercati americani chiusi, decido di restare flat, considerata l'assenza totale di volumi della giornata.
Il 5 di luglio inizia con lateralità durante la sessione asiatica. Viene a crearsi un livello rilevante intraday, che viene rotto al ribasso all'apertura europea. Decido di entrare short in area 3843, confidando in uno storno delle quotazioni fino al livello di supporto 3800, fissando uscita in area 3802. Porto a casa 41 punti d'indice, importante gain. Se avessi lasciato correre l'operazione, avrei potuto seguire lo short fino all'area 3750, ma è davvero difficile riuscire a far correre così tanto un'operazione, quando di mezzo ci sono livelli di supporto. A seguire lo screen dell'operazione.
Il 6 di luglio ho eseguito due operazioni, ambedue in gain piccolo, utilizzando strategia in reversion su un trading range creato dall'indice. Per filtrare gli ingressi durante operatività in trading range, mi aiuto con il commodity channel index.
La prima operazione verso le ore 10, durante la sessione europea, con un guadagno di 10 punti.
La seconda operazione verso le ore 18, sempre in reversion, con guadagno di 13 punti. A seguire gli screen.
I operazione
II operazione
Il 7 di luglio è stata la giornata più formativa della settimana, con due operazioni chiuse in perdita.
Galvanizzato dall'operatività in trading range del giorno precedente, ho "immaginato" che la giornata del 7 luglio avrebbe seguito gli stessi schemi. Come al solito, al mercato non importa nulla di ciò che noi pensiamo, e così ho chiuso due operazioni in perdita. In particolare, ho impostato operazioni d'inversione, quando in realtà il mercato cercava di trovare un trend rialzista. Il mio errore è stato quello di aver provato ad eseguire per due volte lo stesso tipo di operazione errata. L'unica nota positiva è stata la mia capacità di rispettare in maniera maniacale gli stop.
Sotto le operazioni. A riguardarle con calma, mi rendo conto di aver sbagliato totalmente l'interpretazione della fase di mercato.
L'8 luglio si è chiuso con un'operazione in profitto. In questo caso dopo il rialzo del 7 luglio, mi aspettavo una giornata più piatta, pertanto ho aperto uno short dinanzi ad un segnale d'inversione del mercato su un livello rilevante (massimo del giorno precedente).
Porto a casa in questa giornata 24 punti d'indice.
Ricapitolando la settimana, quindi registro 6 operazioni di cui 4 chiuse in profitto e 2 chiuse in perdita. Guadagno un totale di (41+23-19+24)=69 punti d'indice, corrispondenti in termini monetari a (69*5)= 345 $
Devo cercare di lavorare sulla mia capacità di essere più asettico nell'impostazione delle operazioni, pensando solo ed esclusivamente a fare trade che ritengo validi. Probabilmente in un paio di giornate, considerata la difficile impostazione del mercato, avrei dovuto evitare alcuni ordini, ma ad un certo punto sale quasi la frustrazione di voler trovare a tutti i costi un setup.
La prossima sarà l'ultima settimana di questa piccola sfida, al termine della quale tirerò qualche somma.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 08.07.2022L’inflazione ha gia’ toccata il picco: le Borse sembrano crederci.
Tragico assassinio dell’ex Premier giapponese Abe.
Banche Centrali Usa ed Europee accelerano la “stretta”.
Materie prime sull’altalena, non e’ piu’ solo salita dei prezzi!
Un’altra seduta di inattesi rialzi per le maggiori Borse europee ieri, 7 giugno, favorita dalla recente discesa di molte materie prime e dalla risolutezza della Banca Centrale Usa sull’obbiettivo di contrastare l’inflazione, emersa dalle minute dell’ultima riunione di giugno: possibili rialzi di +0,50% o +0,75% nel Comitato di politica monetaria (FOMC) di luglio.
Purtroppo i recenti dati macroeconomici indicano un rallentamento dell'economia Usa: cio’ lascia spazio a qualche revisione in senso meno “restrittivo” da parte della Federal Reserve, che non deve far mancare il sostegno al mercato del lavoro e, piu’ in generale, alla crescita economica.
Ieri tra le Borse europee ha primeggiato Milano, +2,99%: tutti i maggiori listini hanno segnato forti rialzi: Madrid +2,19%, Francoforte +1,97%, Parigi +1,60%, Londra +1,14%. L'indice Stoxx 600 Europa ha guadagnato +1,88%. A Wall Street ha brillato il Nasdaq, 2,3%, alla quarta seduta consecutiva di rialzo: bene anche Dow-Jones, +1,1% e S&P500, +1,50%.
I mercati attendono preoccupati l‘imminente avvio della stagione dei risultati trimestrali negli Stati Uniti, che inizia martedi’ 12 luglio. Sara’ un importante momento di verifica del potenziale effetto depressivo sugli utili dell’aumento dei prezzi alla produzione (PPI) subiti dalle aziende americane: cruciale anche la guidance che il management fornira’ sulla seconda parte dell’anno.
Anche i verbali dell’ultima riunione della Banca Centrale europea (ECB) confermano gli accresciuti rischi sulla crescita dovuti alla persistente guerra in Ucraina, con significativi rischi al ribasso legati in particolare alla difficolta’ negli approvvigionamenti energetici in diversi Paesi della “zona euro".
La guerra in Ucraina si trascina da oltre 4 mesi e mezzo ed incide sul “sentiment” di famiglie ed imprese: le prime colpite direttamente dal calo del potere di acquisto dei salari, le seconde prese tra la difficolta’ di reperimento e l’onerosita’ delle materie prime ed il rallentamento della domanda.
Nella stessa riunione, tra i membri del comitato di politica monetaria della ECB sono emerse visioni eterogenee sulla necessità e sull'interpretazione della gradualità nell’alzare i tassi, perché la politica monetaria deve adattarsi alla congiuntura economica del momento che e’ in palese rallentamento.
Intanto l’inflazione non da’ segni di raffreddamento e nella prossima riunione di luglio una buona dei membri sembra orientata alla scelta di operare il 1’ aumento dei tassi dopo 11 anni di immobilita’ di +0,50% e non +0,25%. Non resta che attendere.
In Germania la produzione industriale in maggio è cresciuta solo del +0,2%, contro stime di consenso di +0,4%, ed un rialzo di aprile rivisto all’insu’ a +1,3%
Ieri, 7 luglio, il premier britannico Boris Johnson ha rassegnato le dimissioni da Capo del partito conservatore e, implicitamente, ha rinunciato all’incarico di Primo Ministro, sebbene resti in carica sino alla nomina del nuovo leader dei Tories: ridotte le conseguenze sulla Borsa e sulla Sterlina, poiche’ i mercati se lo aspettavano.
I prezzi di molte materie prime, a cominciare dal petrolio, si sono mossi energicamente al rialzo, in media +4%, nella giornata di ieri, supportati dalle indiscrezioni su un nuovo piano di stimolo all’economia cinese.
Stamane, 8 luglio, l’indice Bloomberg Commodity è stabile, col prezzo del petrolio WTI (greggio di riferimento Usa) che si consolida attorno a 103 Dollari/barile. Ancora abulico l’andamento dell’oro, in area 1.740 Dollari/oncia, sui minimi del 2022.
Stamattina i mercati azionari dell’Asia-Pacifico sono saliti, risentendo solo transitoriamente della notizia dell’uccisione a colpi di pistola dell’ex premier giapponese Shinzo Abe nel corso di un comizio nella ctta’ di Nara. Il Nikkei giapponese ha chiuso a +0,1%, con +2,1% di bilancio settimanale.
In Cina il Governo prende l’iniziativa sul rilancio economico: il Ministero delle Finanze cinese (fonte Bloomberg), starebbe preparando un programma di finanziamento di nuove opere infrastrutturali, che consentira’ ai Governi locali di indebitarsi fino a 1.500 miliardi di yuan, circa 215 miliardi di Euro, con bond speciali che godrebbero di piena garanzie statale, da qui alla fine del 2022.
Le Borse della “greater China” non mostrano particolare slancio: l’Hang Seng di Hong Kong e’ rimasto stabile e ha chiuso a -1% la settimana. Il CSI300 di Shanghai &Shenzen, col +0,2% di oggi chiude la settimana in frazionale ribasso.
Il Kospi coreano ha guadagna +0,7% oggi, e chiude a +2% la settimana. Il Sensex indiano e’ avanzato del +0,3%, settimana a +1,3% (ore 13.30 CET).
Borse europee in moderata ascesa (+0,3% medio) a fine mattinata, mentre i future di Wall Street indicano riaperture in frazionale calo, in attesa del dato macro piu importante della giornata, cioe’ la pubblicazione dei dati sull’occupazione in Usa in giugno.
Sono attesi una creazione di 268 mila nuovi posti di lavoro (ex agricoltura), un tasso di disoccupazione stabile al 3,6% ed un tasso di crescita dei salari orari che su base annuale dovrebbe scendere leggermente a +5%, dal precedente +5,2%.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 07.07.2022Le materie prime incorporano scenari recessive e calano bruscamente.
Dati macro resistenti in Usa, piu’ deboli quelli sulla congiuntura europea!
Dalle minute dell’ultimo FOMC un chiaro messaggio: lotta all’inflazione!
Le Borse si sforzano di vedere positivo oltre la difficile fase economica estiva.
Le Borse europee tentano di recuperare la lunga serie di sedute negative di giugno ed anche ieri, 6 luglio, nonostante i persistenti timori di recessione, hanno messo a segno buoni progressi: Milano +1,1%, Francoforte +1,6%, Parigi +2,0%, Londra +1,3%.
Discreti rialzi anche a Wall Street che, dopo un avvio incerto, ha metabolizzato positivamente la diffusione dei verbali dell'ultima riunione del FOMC (Federal Open Market Committee della FED, Federal reserve) in cui e’ stata confermata la volonta’ di contrastare l’inflazione, prevenendo ulteriori rialzi: il Dow Jones ha guadagnato +0,4%, il Nasdaq +0,6%, lo S&P 500 +0,5%.
Nelle minute del FOMC di giugno non c’e’ nessuna novita’ significativa sulla prospettiva economica, anche perche’ le stime a cui si riferiscono sono ormai vecchie di un mese, ma un chiaro messaggio sulle intenzioni della FED nel breve termine: la politica monetaria sara’ debitamente restrittiva, poiche’ incentrata sulla lotta all'inflazione, anche se cio’ potra’ avere ricadute negative sulla crescita.
Il prossimo FOMC basera’ le proprie scelte sulla base dati macroeconomici, come la fiducia di famiglie ed imprese, i prezzi alla produzione, la produzione industriale e l’export manifatturiero, ma soprattutto quelli del mercato del lavoro in uscita domani, 8 luglio, e dell’inflazione di giugno, in diffusione mercoledi’ il 13 luglio.
L’economia Usa si rivela comunque piu’ resistente di quella europea al peggioramento delle variabili di contesto: ieri l'Indice ISM (Institute for Supply management) dei servizi di giugno ha sorpreso positivamente, scendendo solo marginalmente, a 55,3 da 55,9 di maggio, quando le previsioni lo davano in calo considerevole.
Qualche segnale di debolezza viene invece dal settore immobiliare Usa, che ha fatto segnare il secondo calo settimanale consecutivo delle richieste di mutui, nonostante il leggero calo dei tassi d'interesse: il problema e’ nei prezzi delle case, troppo alti, e nella rigidita’ dell'offerta, almeno per ora.
Il rendimento del Treasury Note decennale e’ sceso in area +2,9%, ben al di sotto del +3,30% di 4 settimane fa, mentre risalgono i rendimenti dei Governativi europei, con quello del BTP decennale italiano a +3,28%: lo spread tra BTP italiano e Bund tedesco resta stabile, sotto 200 bps.
Non conosce sosta il rafforzamento del Dollaro, scambiato attorno a 1,02 contro Euro, ai massimi da 20 anni. Storia simile se si guarda al cross Dollaro/Yen a 135 e a quello contro Sterlina UK a 1,193.
La Sterlina ha reagito composta alle dimissioni di oggi, 7 luglio, del Premier Boris Johnson da leader del Partito Conservatore (Tories), dopo che buona parte dei Ministri del suo Governo lo aveva contestato e, di fatto, sfiduciato.
Oggi rimbalza fortemente il prezzo del petrolio, reduce da un crollo di oltre 10 punti percentuali nelle ultime 2 sedute: col +5% di oggi torna vicino a 104 Dollari/barile ed il tempo di festeggiare il suo ritorno sotto “100” e’ durato poche ore..
Mattinata erratica con recupero pomeridiano per il prezzo del gas naturale europeo sulla trading venue TTF di Amsterdam: 183 Eur/megawattora e’ il livello piu’ alto da 4 mesi. (ore 14.00 CET).
In Germania, il Paese piu’ impattato dalle sanzioni e dal calo delle forniture energetiche russe, hanno sorpreso positivamente ieri, 6 luglio, gli ordini all'industria di maggio, che hanno battuto le stime con una crescita del +0,1% contro stime di -0,6% ed il calo del -1,6% di aprile. Giugno potrebbe essere molto peggio, tuttavia.
In Francia, il Governo pensa di nazionalizzare il 100% del leader energetico EDF, alle prese con una crisi finanziaria e di redditivita’ tanto grave quanto inaspettata. La rete di protezione riguarderebbe principalmente gli obbligazionisti, ma potrebbe in parte proteggere anche gli azionisti privati, che sono il 16% del capitale.
I prezzi delle materie prime sembrano comunque incorporare aspettative di recessione in corso o imminente: in un solo un mese l’indice Bloomberg Broad Commodities e’ sceso di oltre il -16% dal record storico del 7 giugno, spinto al ribasso dai timori di una pesante contrazione della domanda.
L’Indice Bloomberg Commodity Spot Index, che misura la performance di un paniere di materie prime energetiche, minerarie, agricole e metalli preziosi e’ a un passo da un calo del -20%.
Stamane, 7 luglio, quaso tutti i mercto azionari dell’Area Asia-Pacifico hanno chiuso in rialzo, supportati dai titoli “tech” in piena ripresa, dopo che Samsung ha riportato risultati del 2’ trimestre superiori alle attese.
Il Nikkei giapponese ha segnato +1,3%, il CSI 300 di Shanghai&Shenzen +0,6%, il Kospi coreano +2,0%, l’Hang Seng di Hong Kong -0,5% ed il Sensex indiano +0,7%.
Le Borse europee archiviano la mattinata con ottimi progressi, in media +1,7%, ed anche i futures su Wall Street anticiapano ri-aperture in rialzo medio del +0,8%.
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Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
ORO, primi segnali di debolezza? C'è lo zampino della FED?Buonasera,
Vi lascio una piccola analisi riguardo all'andamento dell'oro di queste settimane.
Oro che dal massimo annuale ha perso oltre il 15%.
Inizio settimana partito con forti volumi ribassisti.
In realtà i primi volumi interessanti visti a mercato sono stati martedì, dovuti dalla chiusura delle Borse Americane lunedì 4 luglio, per la festa dell'indipendenza.
Mercati che hanno subito delle forti perdite da inizio settimana, XAU/USD -3,9%, EUR/USD -2,3%, GBP/USD -1-4%.
Il forte apprezzamento del dollaro sta mettendo sotto pressione i diversi asset.
Movimenti che si possono ricollegare nel "scontare" i prossimi rialzi dei tassi d'interesse Americani da parte della FED.
Sappiamo come i mercati finanziari sono soggetti a muoversi prima dell'effettiva uscita dei dati macroeconomici.
Dal grafico mostrato nell'immagine precedente notiamo come da Aprile 2022 è tornata la correlazione inversa con il dollaro Americano, altro grafico da utilizzare come possibile confluenza per analizzare i movimenti di questo trimestre del gold.
Un altro grafico che dobbiamo monitorare per l'andamento di XAU è quello del DJP, bloomberg commodity index.
Questo grafico l'ho commentato diverse volte nelle live all'interno del canale telegram.
In 4 settimane il DJP ha registrato perdite oltre il 15%, spingendo a ribasso anche l'oro.
Correlazione diretta da febbraio 2022, anche se in realtà seguiamo correlazioni che hanno un ritorno superiore allo 0,50, ovvero correlazioni molto forti.
Infatti possiamo notare che quando la correlazione si trova sopra 0,50 (linea rossa) il movimento dei due asset è pressochè simile.
Altro grafico da monitorare è quello dell'inflazione a 5 e 10 anni.
Correlazioni molto interessanti con i tassi reali.
Infine l'ultimo grafico che condivido in questa piccola analisi è il posizionamento dei money manager all'interno del COT REPORT.
Da diverse settimane i money manager stanno puntando a ribasso, portando i volumi del gold in territorio ribassista.
Sempre di più i mercati si stanno rendendo conto che ci stiamo spostando in un territorio non tanto comodo per le banche centrali, la recessione.
Settimana dopo settimana i dati macroeconomici stanno confermando il deterioramento delle economie mondiali.
Siamo sicuri che abbiamo toccato il fondo?
📉 Argento: breakout, segnale e short!Dopo l'evidente movimento discendente che ha caratterizzato l'Argento dalla metà di aprile fino alla metà di maggio (in correlazione con il rialzo del Dollar Index), la quotazione di questo metallo prezioso, così come quella dell'oro, è entrata in una fase di pausa/accumulazione che ha dapprima mostrato un ritorno/pullback verso la resistenza $22,40 e successivamente una graduale discesa verso il minimo biennale in area $20,70. Stavo attendendo una "mini lateralità" o un leggero ritorno verso la media mobile ma, proprio nella giornata di ieri, è venuto fuori un movimento netto di breakout ribassista che potrebbe favorire una pressione in vendita tale da poter spingere la quotazione anche in zona target $19. Per una possibile entrata "sell" attenderei un pullback verso il livello appena violato, con un nuovo segnale di Price Action short in area $20,70 / $21 nei prossimi giorni.
Maurizio
WisdomTree - Tactical Daily Update - 23.06.2022Powell (Fed) promette un’azione rapida contro l’inflazione troppo alta.
Secondo la FED l’economia Usa e’ forte e reggera’ la stretta monetaria .
Scendono i rendimenti dei Governativi, assieme all’inflazione attesa.
Petrolio in calo: WTI sotto 104 Dollari, per attese prudenti sulla domanda.
Ieri, il Chairman della Banca Centrale Americana (Federal Reserve, FED) Jerome Powell ha riferito al Congresso che "l'economia americana è molto forte e ben posizionata per fronteggiare una politica monetaria più restrittiva". “L'inflazione ha chiaramente sorpreso al rialzo nell'ultimo anno e potrebbe crescere ancora”.
La FED dovra’ essere agile nel reagire ai prossimi dati in arrivo e resta determinata a riportare l'inflazione all’obbiettivo del +2%, potendo disporre di "tutti gli strumenti necessari e della determinazione per farlo". La possibilità di una recessione, pur con un grado di probabilita’ non particolarmente alto, non e’ piu’ da escludere.
L’Amministrazione Usa da’ una mano agli automobilisti traumatizzati dal prezzo piu’ che raddoppiato della benzina: il Presidente Joe Biden potrebbe annunciare oggi, 23 giugno, la sospensione temporanea, per 3 mesi, della tassa federale di 18,4 centesimi/gallone se, come sembra, il Congresso dara’ un approvazione bipartizan.
Ieri, 22 giugno, i mercati azionari hanno reagito con cautela ai toni “hawkish” (da falco) di Jerome Powell. L’Europa ha chiuso nagativa, ma sopra ai minimi di seduta, con Milano -1,4%, Parigi -0,8%, Francoforte -1,1% e Londra -0,9%.
Quasi invariati, invece, i maggiori indici di Wall Street: Dow Jones -0,16%, Nasdaq
-0,15% e S&P500 -0,13%.
I prezzi delle materie prime stanno risentendo della prospettiva di un rallentamento della crescita e della domanda finale di beni: l’indice Bloomberg Commodity ha annullato i progressi dei primi 20 giorni di giugno, tornando al livello di fine maggio.
Il prezzo del petrolio WTI, greggio di riferimento americano, e’ sceso stamane, 23 giugno, del -2,3% a 103,7 Dollari/barile, portando a -14% il calo dal picco di marzo (ore 11.30 CET).
Negli Stati Uniti, il livello inedito del prezzo dei carburanti sta incidendo sui consumi della “driving season”: secondo la EIA (Energy Information Administration) la scorsa settimana la domanda di “gasoline” (benzina) ha sofferto un calo di -0,3 milioni di barili a 9,1 milioni/barili, cioe’ -8% circa inferiore alla stessa settimana 2021.
Il rallentamento economoco, se non addirittura la recessione, prefigurata dal Chairman della FED, spingono al ribasso i rendimenti dei Treasury Note Usa: la scadenza 10 anni stamattina, 23 giugno, rende +3,14%, da +3,25% di ieri, in parallelo alle aspettative sull’inflazione a 10 anni, calata similmente a +2,54%: invariati i tassi reali, attorno a +0,60%.
Anche in Europa i rendimenti si stanno ridimensionando un po’ , dopo la galoppata degli ultimi 4 mesi: quello dei BTP decennali oscillo attorno a +3,5%, lontano dal picco di +4,2% di 2 settimane fa. Il Bund 10 anni tedesco rende +1,6%, per uno
spread Btp-Bund decennali che si riduce a circa 190 bps, ben sotto i 260 bps di lunedi’ 13.
Si e’ intanto conclusa la porzione “retail” (maggioritaria) del collocamento Btp Italia da parte del Tesoro italiano: i risparmiatori privati hanno fatto richieste per 7,27 miliardi di Euro, di cui 1,4 nella giornata di ieri. Oggi e’ stata la volta dell’offerta agli operatori istituzionali.
Anche fuori dagli “States” la congiuntura economica e’ in indebolimento: in Europa si registra un nuovo forte calo della fiducia dei consumatori che a giugno, secondo la Commissione Europea, ha perso -2,4 punti toccando -23,6 punti. Si aggrava in tal modo il dato gia’ negativo di maggio, ben al di sotto della media di lungo termine di -11,0 punti, e al minimo da aprile 2020, in piena pandemia Covid-19".
La stima preliminare dell’indice PMI (Purchasing Managers index) di giugno, pubblicata stamana, 23 giugno, e’ pesante: il PMI Manifatturiero cala a 52 punti, sotto le stime degli analisti, 53,8 punti, ed ai 54,6 di maggio.
Il PMI dei Servizi e’ sceso a 52,8 punti, sotto ai 56,1 punti di maggio e alle attese che stimavano 55,5. L'indice composito e’ calato a 51,9 punti, sotto il consensus di 54 e ai 54,8 di maggio. “Mala tempora currunt”.
Un po’ di ottimismo e’ venuto, alla prime ore dell’alba, da Pechino: il Presidente Xi-Jinping, partecipando ad un Congresso sulle Economie emergenti, ha confermato che saranno raggiunti gli obiettivi di crescita 2022 e anche quelli di medio/lungo periodo, ed ha promesso nuove misure di sostegno a famiglie ed imprese.
Ha prevalso il segno positivo stamane, 23 giugno, nell’area Asia-Pacifico. Alla stabilita’ del Nikkei giapponese, +0,1%, si contrappone il -1,2% del Kospi coreano. Meglio intonate la borsa indiana, Nifty a +0,9%, e cinese, China A50 a +1,6%: bene anche l’Hang Seng di Hong Kong, +1,3%.
A fine mattinata, dopo un avvio indebolito dalle aspettative di frenata economica, i mercati azionari europei hanno recuperato le perdite e si collocano in media attorno ai livelli di chiusura di ieri. Hanno dato una mano al recupero anche il ritorno in territorio positivo dei futures sui maggiori listini di Wall Street (ore 12.30 CET).
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
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Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
long WEAT.MI da 0,6154 long 1k-pezzi WEAT.MI da 0,6154, stop psicologico (non inserito) attorno a 0,44 ca, rischio circa 190 eur, da seguire darvas style sul daily.
sembra in attesa di rompere massimi biennali potendo interpretare lo zigzag 2018-2020 come una lenta base accumulativa, stop non messo per precedenti di "dita grosse" intraday su commodity che sciacquano stop come se non ci fosse un domani.
WisdomTree Tactical Daily Update - 20.06.2022Prevale la cautela sui mercati azionari: recessione piu’ probabile in Europa.
La crescita rallenta ed i prezzi delle materie prime sembrano soffrirne.
Petrolio WTI sotto 108 Dollari, ma la discesa attende conferme.
La Russia taglia forniture all’Europa. Preoccupazione per l’autunno.
Le maggiori Borse europee, venerdi’ 17 giugno, hanno chiuso una settimana difficile, conservando solo una parte dei progressi della mattinata: Milano +0,3%, Francoforte +0,6%, Parigi +0,1%, Londra -0,3%. Ricordiamo tuttavia che l’Eurostoxx ha perso -4,5 % la scorsa settimana.
Dopo gli sconquassi sul mercato obbligazionario dovuti al sonoro +0,75% di rialzo dei tassi ufficiali americani, la corsa all’insu’ dei rendimenti, soprattutto dei Governativi europei, ha preso una pausa, consentendo allo spread BTP/Bund di scendere sotto i 200 punti base ed al rendimento del BTP decennale benchmark di riportarsi in area +3,6%, dopo il picco a +4,2% di giovedi’ 16.
Mentre nella mattinata di venerdi’ scorso la Banca Centrale Giapponese (Bank of Japan) annunciava di non voler mutare la propria politica monetaria espansiva nonostante l'inedita (per il Giappone) inflazione, il Chairman della Banca Centrale Usa (Federal Reserve) Jerome Powell ribadiva che la FED, è "totalmente concentrata" sul riportare l'inflazione al consumo (CPI) al +2%.
L’attenzione sulle comunicazioni delle Banche Centrali resta alta, anche perche’ già oggi, 20 giugno, e’ previsto un intervento di Christine Lagarde alla Commissione Economica del Parlamento Europeo, insieme al capo economista della BCE, Philip Lane.
Negli Stati Uniti in serata parlera’ il Governatore della FED (Federal Reserve) di Saint Louis, James Bullard, mentre Jerome Powell riferira’ al Congresso mercoledì 22 e giovedì 23.
E’ abbastanza naturale che sul comparto valutario il Dollaro Usa si sia rafforzato, sino a 1,046 sull’Euro e oltre 135,5 contro Yen, schiacciando la moneta giapponese al minimo da 24 anni contro il biglietto verde, attorno a quota 135,40.
Oggi, 20 giugno, Wall Street è chiusa per celebrare Juneteenth, un giorno di festa federale istituito l'anno scorso per commemorare la liberazione dalla schiavitu’ degli immigrati di pelle nera africani, a lungo discriminati negli Stati Uniti. Si puo’ immaginare volumi piu’ scarsi del solito nel pomeriggio.
I dati macroeconomici europei piu’ importanti della settimana saranno pubblicati giovedì, quando saranno diffuse le rilevazioni preliminari degli indici PMI (Purchasing managers Index), ritenuti tra i piu’ attendibili anticipatori dell’attività economica. Si teme che, dopo la relativa tenuta di aprile e maggio, gli indici possano essere peggiorati sensibilmente in giugno, soprattutto nell’attivita’ manifatturiera.
Venerdì 1’ luglio sara’ cruciale valutare l’indice IFO che misura l’ottimismo e le aspettative degli imprenditori tedeschi, a cui viene attribuita una notevole capacita’ predittiva sulla crescita economica della maggior economia europea.
Nel mondo delle materie prime l’allarme “recessione” comincia a mordere: il prezzo del petrolio e’ crollato del -6% a fine giornata di venerdi’, sino a 108 Dollari/barile, dove lo ritroviamo anche stamane, 20 giugno (ore 12.15 CET).
Sul tema del petrolio russo e delle sanzioni europee che ne hanno disallocato i flussi, vale la pena di segnalare che nello scorso mese di maggio la Cina ha incrementato i suoi acquisti di commodities energetiche russe, tra le quali spiccano i volumi record di greggio, saliti ad un controvalore di 7,47 miliardi di Dollari, 1 miliardo circa maggiori rispetto ad aprile e oltre il doppio rispetto a maggio 2021.
Tuttavia il trend di ridimensionamento e’ generale: il Bloomberg Commodity Index, venerdì 17, ha chiuso in calo del -3% circa e stamattina la borsa australiana e’ arrivata a perdere quasi il -4%, trascinata all’ingiu’ dalla marcata correzione dei prezzi di tutte le materie prime, a sua volta indotta da scenari di rallentamento globale.
Il comparto delle criptovalute resta perturbato, ma almeno il collasso osservato nelle passate settimane sembra essersi fermato. Nell’universo “crypto” sembra essersi affermata una forte differenziazione tra quelle forti di una tecnologia solida e verificata, che qualche livello di rimbalzo lo “trovano” (i.e Bitcoin attorno a 20 mila Dollari, o Ethereum a 1000 Dollari), e quelle minori, quasi azzerate.
La settimana delle Borse europee parte relativamente poco impattata dagli esiti delle Elezioni parlamentari francesi, dove il Presidente Emmanuel Macron ha perso la maggioranza assoluta in Parlamento francese a causa del successo dell'estrema destra di Marine Le Pen.
Il Partito del Presidente (En Marche) ed i suoi alleati di Governo hanno conquistato 245 seggi su 577, mentre la coalizione di sinistra Nupes, creata da Jean Luc Melenchon, ne ha ottenuti 131 seggi, ed il “National Rally” della Le Pen 89.
Stamane, 20 giugno, situazione molto mista per le maggiori Borse: il Nikkei giapponese e’ sceso -0,7%, il Kospi coreano -2,0%, il CSI300 di Shanghai&Shenzen ha guadagnato +0,5%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong +0,4% (ore 12.30 CET).
A fine mattinata le Borse europee, povere di volumi per la chiusura di Wall Street, riescono a mettere a segno progressi medi attorno a +0,5% (ore 13.30 CET).
I futures sui maggiori indici di Wall Street scambiano regolarmente e, pur con minore significativita’, indicherebbero riaperture in rialzo attorno a +0,6%.
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Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
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Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
PETROLIO (CL) - Quasi a targetIl PETROLIO (CL) sul time frame giornaliero si sta muovendo all'interno del canale rialzista rappresentato in figura. Durante il percorso il 2 Giugno c'è stato il break out al rialzo di un'area di offerta/resistenza (rettangolo rosso più in basso in figura) che ha aumentato la pressione rialzista nell'ultima settimana
Il target che ci siamo prefissati per questo mercato è tra i 125$ ed i 130$ ovvero il raggiungimento dell'area di offerta/resistenza rappresentata dal rettangolo rosso più elevato in figura che coincide con i livelli massimi raggiunti ad inizio Marzo 2022
Quanto sopra esposto non è un consiglio finanziario ma la nostra view basata sulla strategia PCTS/PFTS.
Buon trading!
COTONE (CT) - Incomincia a scendereIl Cotone (CT) sul time frame settimanale ha raggiunto un picco massimo nella settimana del 2 Maggio formando una candela che mostra la volontà di avviare almeno una fase di ritracciamento dopo un sostenuto trend rialzista dei periodi precedenti.
Anche la settimana del 16 Maggio, seppur iniziata al rialzo, ha chiuso rafforzando la volontà di proseguire nella discesa portando avanti un ritracciamento più profondo.
Ci stiamo avvicinando ad un livello di ritracciamento significativo 38,2% di Fibonacci in prossimità della trend line dinamica di supporto indicata in figura. Se tale livello di attenzione dovesse essere rotto al ribasso e dunque presentare una candela settimanale con chiusura al di sotto di esso allora ci possiamo aspettare una continuazione short sino ad arrivare al successivo livello 61/8% di ritracciamento di Fibonacci.
Tale successivo livello è rappresentato in figura dal rettangolo verde dove notiamo il passaggio anche della media esponenziale (EMA) a 21 periodi e la presenza di un massimo di swing di fine Gennaio 2022 che potrebbero arrestare la discesa e fare da area di domanda/supporto.
Quanto sopra esposto non è un consiglio finanziario ma la nostra view basata sulla strategia PCTS/PFTS.
Buon trading!
LA MIA VISIONE RIBASSISTA DEI MERCATI AZIONARI AMERICANI Salve lettori.
Mirko, uno dei primi ad aver sostenuto il mio lavoro all’interno del blog, mi ha contattato qualche giorno fa ponendomi una domanda riguardante il mercato azionario americano, nutrendo alcuni dubbi riguardo i suoi ritracciamenti, ma soprattutto sulle possibili risalite.
Ho deciso dunque di scrivere due analisi in maniera tale da fornirgli spunti di riflessione, e come a lui spero anche a voi; in questa che leggerete oggi spiegherò la mia visione ribassista basandomi sullo studio della curva dei rendimenti e sull’analisi del ciclo economico in cui ci troviamo, mentre in quella che pubblicherò tra qualche giorno andrò ad utilizzare determinati indici di forza che vado a creare per capire quale sia il sentiment del mercato.
Buona lettura.
ANALISI DEL CICLO ECONOMICO
Il 9 dicembre, all’interno di tradingview, pubblicavo un’analisi dal titolo “L’inversione dei mercati azionari giungerà nel 2022”?
All’interno di essa avevo argomentato temi inerenti ai diversi cicli economici e il loro susseguirsi, sottolineando come nel biennio 2020-2021 avessimo assistito ad un susseguirsi molto rapido di tre diversi cicli: una fase di recessione, una di ripresa e la successiva espansione. Ipotizzavo infine che la probabilità che arrivassimo ad un rallentamento economico fosse alta, non basandomi soltanto sullo studio dei diversi scenari economico finanziari, bensì concentrandomi anche su un tema che io reputo abbastanza importante: lo studio della curva dei rendimenti dei titoli di Stato del tesoro americano.
LA CURVA DEI RENDIMENTI E LE SUE VARIE INCLINAZIONI
Riprendendo questo tema, essa può avere tre forme caratteristiche diverse:
• Inclinata positivamente o “steepening”, quando il rendimento di ciascuna obbligazione aumenta all’aumentare delle relative scadenze
• Piatta o “flattening”, quando i rendimenti tra le diverse obbligazioni a diversa scadenza sono tutti simili (o uguali) tra loro
• Invertita, quando le obbligazioni con scadenze più brevi presentano rendimenti più alti rispetto a quelle con scadenze più lunghe
Possiamo riassumere brevemente con la grafica:
CURVA DEI RENDIMENTI INCLINATA POSITIVAMENTE
Una curva dei rendimenti “inclinata positivamente” si forma quando il mercato ha aspettative di crescita economica; viene considerata la “curva normale” in quanto è quella in cui i rendimenti aumentano all’aumentare delle scadenze stesse (per il rapporto RISCHIO = RENDIMENTO di cui parlo sempre, acquistare obbligazioni a lunga scadenza espone un investitore ad un rischio più alto, che quindi vorrà essere più remunerato dal punto di vista economico).
Il fatto che la curva assuma questo tipo di inclinazione in periodo di crescita economica è dettata dal fatto che gli investitori tendano ad acquistare più titoli di stato a breve scadenza (in quanto sanno che appunto, nel breve, le prospettive economiche saranno positive) che a lunga scadenza (in quanto per loro è più difficile prevedere gli scenari economici futuri).
Arriva successivamente un punto in cui le aspettative di inflazione iniziano ad aumentare: durante una crescita economica aumentano i consumi e la domanda, che sono alcuni dei diversi fattori per i quali l’indice dei prezzi al consumo cresce; lo stesso dato macroeconomico erode il potere di acquisto e i guadagni futuri, motivo per il quale gli investitori tendono a scaricare più obbligazioni a lunga durata (facendo gonfiare i rendimenti) in quanto il rendimento percepito sarebbe poi eroso dal consumer price index stesso. Per dire: che senso avrebbe per loro acquistare un’obbligazione a 10 anni con rendimento al 3% se le prospettive di inflazione a 10 anni si attestassero al 4%? Non avrebbe senso. Per tutti questi motivi, preferiscono più le obbligazioni a breve termine che a lungo termine; è così che tale preferenza va a far “impennare” ancora di più la curva sulle lunghe scadenze.
Per cui, ricapitolando, possiamo avere due curve inclinate positivamente:
• Una in cui le aspettative di inflazione alte non si sono ancora palesate
• Una in cui le stesse aspettative iniziano a creare problemi tra gli operatori a mercato
Esse sono rappresentate nella grafica che segue:
Importante considerare anche il fatto che ad una crescita economica appartiene un risk on del mercato azionario, clima in cui l’obbligazionario non performa bene (per la loro correlazione inversa).
CURVA DEI RENDIMENTI PIATTA
Una curva dei rendimenti piatta si forma tipicamente in fasi economiche di rallentamento o di transizione; si palesa tipicamente in prossimità della fine di una crescita economia. Per quale motivo? Vi spiegherò il tutto con due grafiche:
Nell’appiattimento della fase 1, i rendimenti sulle brevi scadenze vanno a gonfiarsi per due motivi:
1. Deterioramento dei dati macroeconomici
2. Alta inflazione
Gli investitori vanno così a posizionarsi sulle scadenze più lunghe, scontando dati macroeconomici futuri migliori e un’inflazione più bassa (che non eroderebbe il valore delle cedole).
Nell’appiattimento della fase 2, l’intervento delle banche centrali va ad influenzare la parte breve della curva attraverso l’innalzamento dei tassi di interesse, gonfiando ancora di più i rendimenti; il verificarsi di ciò è anche causato da un pessimismo sulle prospettive economiche a breve termine: gli operatori preferiscono così posizionarsi sulle lunghe scadenze.
Per il rapporto RISCHIO = RENDIMENTO, possiamo affermare ciò: sia che ci si posizioni su obbligazioni a breve che a lunga durata, il rischio è lo stesso; ciò non è strano? Assolutamente si, e ciò rappresenta l’incertezza degli operatori.
La curva piatta si osserva tipicamente in periodi di transizione tra una curva normale, inclinata positivamente, ed una curva invertita.
CURVA DEI RENDIMENTI INVERTITA
Si viene a creare quando le scadenze brevi hanno un rendimento più alto rispetto alle scadenze lunghe. Si palesa tipicamente dai 10 a 17 mesi prima di una recessione.
Il rapporto RISCHIO = RENDIMENTO ci aiuta a capire il senso di questa curva e il motivo per il quale essa si forma prima di una recessione: notiamo come sia più rischioso investire sul breve termine (a 6 mesi o 1,2,3 anni) che sul lungo termine (10,20 o 30 anni). Perché?
Gli investitori vendono quantità massicce di titoli di stato sul breve in quanto si aspettano in un arco di tempo relativamente breve pessime condizioni economiche, riconducibili a una possibile/probabile recessione; proprio per questo si aspettano un interesse più alto qualora investissero nello stesso arco temporale.
Ricordate: maggiore è il rischio al quale ci si espone, maggiore sarà l’interesse richiesto.
Per quanto riguarda le scadenze lunghe, ritroviamo dei rendimenti inferiori in quanto il rischio a cui ci si espone viene considerato più basso; è chiaro quindi che questa curva non rappresenta buone prospettive economiche.
UNO SGUARDO AI GIORNI NOSTRI
Ho reperito sul sito di Investing.com la curva dei rendimenti appartenente ad oggi, ad un mese fa e ad un anno fa:
Ora le commenterò.
• In color celeste ritroviamo la curva di un anno fa. Essa possiamo definirla come inclinata positivamente. Come ho spiegato nel paragrafo precedente, essa si forma quando ci sono aspettative di crescita economica; non è un caso che in Q2 2021 gli Stati Uniti si trovassero in uno scenario economico di prosperità. Da notare anche il fatto che il rendimento del decennale non superasse i 2 punti percentuali. Ciò significa che le aspettative di inflazione di un anno fa non si dimostravano alte come ora. Questo può essere dimostrabile condividendo il grafico sui tassi di inflazione a breakeven a 10 e 5 anni, che danno una misura sulle aspettative di inflazione a 10 e, appunto, a 5 anni:
• Ritroviamo ancora la curva di color rosso (calcolata un mese fa) e blu (calcolata ad oggi). Le differenze tra quest’ultime due rispetto a quella calcolata un anno fa sono lampanti: l’intervento della Federal Reserve con il rialzo dei tassi di interesse ha innanzitutto influenzato le scadenze tra i 6 mesi e i 3 anni che, ad oggi e ad un mese fa, rendono quasi il triplo rispetto a maggio 2021; nelle due curve più recenti troviamo oltretutto un appiattimento tra le scadenze a 2 anni e quelle a 10; non è un caso dal momento che ora i dati macroeconomici sono in rallentamento, al contrario di un anno fa. Come ho già specificato, l’appiattimento della curva si verifica in periodi di rallentamenti economici!
Da non trascurare un’ulteriore considerazione: il titolo di stato a 20 anni ha un rendimento maggiore rispetto a quello a 30 anni; per il rapporto RISCHIO = RENDIMENTO significa che gli investitori reputano più “pericoloso” prestare dei soldi al governo americano per 20 anni che non per 30; ciò non vi appare piuttosto strano? Questo fatto non rappresenta una condizione economica stabile, dal momento che le scadenze lunghe della curva rispondono a dinamiche inflazionistiche e alle leggi di domanda e offerta!
• Da ricordare anche che la curva, il primo aprile, ha invertito: questo è dimostrato tra lo spread tra i rendimenti dei titoli di stato americani a 10 e 2 anni:
Questo significa che per qualche giorno gli investitori hanno reputato più rischioso investire nel breve termine (a 2 anni) rispetto al lungo (a 10 anni); questo è il motivo per il quale l’inversione della curva ha sempre anticipato una recessione.
IL CICLO ECONOMICO E’ CAMBIATO
Il recente “crollo” dei mercati finanziari non è stato solo dettato dal mondo obbligazionario e dalle molteplici informazioni che esso fornisce, ma anche da un ulteriore aspetto: il ciclo economico è cambiato.
Esso può essere diviso in 6 fasi, e in ognuna di esse le diverse asset classes registrano performance diverse.
Per essere più chiaro fornirò una grafica reperita su Google Image:
Osservandola, posso affermare il fatto che, da marzo 2020, abbiamo vissuto le fasi 1,2,3,4 e 5.
• FASE 1
La Fase 1 è quel particolare ciclo economico nel quale un Paese entra in recessione; le performance delle maggiori asset classes sono:
1. Mercato azionario: ribassista
2. Materie prime: ribassiste
3. Obbligazioni: rialzista
I motivi di tali performance sono i seguenti:
1. I mercati entrano in clima di risk off: si registra una fuga di capitali dagli asset considerati rischiosi, come appunto le azioni, e vanno ad apprezzarsi i cosidetti “safe assets”, ossia i beni rifugio
2. La domanda dei consumatori e delle industrie verso le materie prime diminuisce. Esse quindi, essendo dipendenti dalle leggi di domanda e offerta, registrano delle performance negative
3. Le obbligazioni sono viste come un bene rifugio e vengono acquistate
Come potete osservare nella grafica, come “obbligazionario” ho utilizzato il titolo di stato a 10 anni, essendo esso anche un bene rifugio, come indice di materie prime il “bloomberg commodity index” e come indice azionario l’S&P500.
• FASE 2
La fase 2 è quel particolare ciclo economico in cui la recessione tocca il suo minimo; da questo punto in poi, come vedremo tra poco, si avrà la successiva ripresa.
Le performance delle asset classes sono:
1. Mercato obbligazionario: rialzista
2. Mercato azionario: rialzista
3. Mercato delle materie prime: ribassista
I motivi di tali performance sono i seguenti:
1. Il mercato obbligazionario continua il suo trend rialzista in quanto il clima di risk-off non è scomparso
2. Il mercato azionario inverte la sua tendenza in quanto gli investitori iniziano a scontare dati macroeconomici migliori (ricordate: il mercato anticipa sempre tutto)
3. Il mercato delle materie prime non cambia ancora il suo trend in quanto la domanda ed esse legata rimane ancora a livelli bassissimi, soprattutto da parte del settore industriale
• FASE 3
La fase 3 è quel particolare ciclo economico di ripresa; essa, dopo aver toccato il “bottom” della recessione, riparte.
Le performance delle asset classes sono:
1. Mercato obbligazionario: rialzista
2. Mercato azionario: rialzista
3. Mercato delle materie prime: rialzista
I motivi di tali performance sono i seguenti:
1. Il mercato obbligazionario continua il suo trend rialzista in quanto le prospettive di inflazione, che non si sono ancora palesate in maniera forte, non erodono le cedole; è quindi ancora conveniente detenerle (riferendomi, in particolare, sul decennale)
2. L’azionario sale, spinto dall’ottimismo degli investitori tipico del clima risk-on
3. In ripresa economica la domanda di materie prime riprende da parte di industrie, privati e individui: per la legge della domanda e dell’offerta, esse incrementano il loro valore
La Fase 3 è l’unica parte del ciclo economico in cui tutti e 3 le asset classes si trovano in trend rialzista.
• FASE 4
Arriviamo al ciclo di espansione economica.
Le performance delle asset classes sono:
1. Mercato obbligazionario: ribassista
2. Mercato azionario: rialzista
3. Mercato delle materie prime: rialzista
I motivi di tali performance sono:
1. Il mercato obbligazionario, in particolare il decennale americano, diventa poco attraente dal momento che l’inflazione inizia ad essere di ostacolo, in quanto eroderebbe le cedole. Come ho spiegato all’inizio dell’analisi, quando le aspettative di inflazione aumentano, la curva dei rendimenti registra un’ulteriore cambio di pendenza positivo, che, tradotto, significa maggior vendita di obbligazioni alla stessa scadenza
2. Il mercato azionario mantiene la rotta rialzista in quanto lo scenario risk on non è cambiato
3. Stesso discorso per le materie prime: la domanda continua ad essere robusta, motivo per il quale il trend rimane costantemente rialzista
• FASE 5
Il ciclo economico ha raggiunto la sua massima espansione ed ora inizia a rallentare.
Le performance che in questo ciclo economico caratterizzano le asset classes sono:
1. Mercato obbligazionario: ribassista
2. Mercato azionario: ribassista
3. Materie prime: rialzista
I motivi di tale performance sono:
1. Il decennale americano si mantiene ribassista in quanto l’inflazione è diventata tanto alta da essere poco attraente da tenere nei portafogli
2. Il mercato azionario inverte la tendenza in quanto si inizia a respirare un clima di risk off dovuto all’intervento della Federal Reserve che da “accomodante” diventa “aggressiva” con il rialzo dei tassi di interesse. Tutti i settori che avevano spinto al rialzo l’azionario nei cicli precedenti iniziano ad essere ribassisti, mentre vengono preferiti quelli definiti “difensivi”
3. La domanda al quale le materie prime sono correlate positivamente persiste; questo è il motivo per il quale esse mantengono la tendenza rialzista
CONCLUSIONI SU CURVA DEI RENDIMENTI E CICLI ECONOMICI E POSSIBILE IMPATTO DELL’AUMENTO DEI TASSI DI INTERESSE SULL’ECONOMIA AMERICANA
L’analisi che vi ho fornito mette alla luce un fatto ineccepibile: l’economia si trova in una fase di rallentamento. Il primo campanello d’allarme è giunto dapprima con l’appiattimento (Q4 2021) e successiva inversione (Q2 2022) della curva della curva dei rendimenti. E’ in quel momento che ho iniziato ad essere più cauto nel fare determinati investimenti, specie nel mercato azionario; il motivo è uno ed uno solo: in determinati scenari, esso non tende a performare bene.
La conferma schiacciante l’abbiamo avuta dal cambio di ciclo economico che vi ho mostrato. Ci troviamo ora nella fase 5 nella quale, come da manuale, il mercato azionario tende a performare male.
Questo è il motivo per il quale la mia visione è ribassista.
La possibilità che possa esserci una recessione è reale, per 5 motivi:
• L’appiattimento della curva dei rendimenti che stiamo osservando si forma tipicamente dopo una curva inclinata positivamente e prima di una invertita
• L’inversione della stessa l’abbiamo osservata ad aprile
• Siamo ora alla fase 5 del ciclo economico, avvicinandoci sempre più alla recessione
• I dati macroeconomici si stanno deteriorando
• Il rialzo dei tassi di interesse ha sempre portato l’economica in recessione
Riferendomi all’ultimo punto, vi rilascio una grafica:
Essa mostra il legame esistente tra ogni ciclo di rialzo dei tassi di interesse e la successiva recessione; osservate: ogni aumento di essi è sempre stato anticipatore.
Per il 2022 è previsto un aumento per così dire “aggressivo” di essi: anche stavolta il passato si ripeterà?
Spero l’analisi sia stata di vostro interesse, a breve pubblicherò la seconda parte.
Buona giornata, Matteo Farci
Per l'Oro da monitorare il supporto a 1780Il supporto a 1780 è decisivo per i prezzi dell'Oro che però ricordiamo, in questo momento è anche vittima di un Dollaro molto forte!
Buon trading!!!
Oro tra i 1917 ed i 1877!!!L'area di supporto a quota 1917 è stata violata e adesso i prezzi si trovano compressi tra due importanti riferimenti grafici.
Buon trading!!!
Gold verso i 1917... sollevate gli scudi!L'area supportiva a 1917 è stata di notevole importanza per i prezzi dell'Oro nell'ultimo periodo.
In caso di foratura ribassista l'attenzione dev'essere massima perchè nei passati tentativi di violazione sono subentrati violenti acquisti a certificare una notevole sensibilità degli operatori verso tali quote.
Buon trading!!!