VIX: Definizione, utilizzo ed interpretazioneIl VIX è un indice sulla volatilità, creato dal Chicago Board Options Exchange (CBOE) nel 1993 ed utilizzato per quantificare le aspettative sulla volatilità del mercato.
Esso misura la volatilità implicita nelle opzioni, sia call che put, sull'indice S&P 500 ed è l’espressione della variabilità attesa dagli operatori circa questo ultimo indice.
Tanto più alto è il VIX, maggiore sarà la percezione del rischio presente sul mercato. E' per questo motivo che il benchmark si è guadagnato il l'appellativo di "indice della paura".
Gli operatori dei mercati finanziari monitorano il valore dell'indice facendo attenzione in particolare alla soglia dei 20-30 punti, poiché rappresenta tradizionalmente la soglia critica che demarca la condizione di bassa volatilità (ottimismo sui mercati) da quella di alta volatilità (tensione sui mercati), la quale è generalmente associata ad un ribasso dei mercati azionari.
Durante i periodi di grande incertezza, la paura di un forte calo nel livello dei prezzi stimola la domanda di opzioni put, utili al fine di coprirsi da eventuali ribassi bloccando il prezzo di vendita. Da qui consegue un aumento della loro volatilità implicita e dunque del valore dell’indice VIX.
Al contrario, durante i periodi di mercato rialzista c'è più fiducia tra gli operatori, i quali hanno meno necessità di coprirsi da un eventuale crollo delle Borse. In queste fasi il VIX generalmente tende a stazionare su livelli inferiori a 20.
Nell'ultima settimana si è assistito ad un progressivo aumento dell'indice che ha contribuito a destabilizzare i mercati finanziari e ad aumentarne la volatilità. Dal 3 dicembre la volatilità si è sgonfiata e si è assistito ad un recupero del mercato del 4%.
Il VIX è un indice che monitori? Dicci la tua con un commento.
VIX CBOE Volatility Index
Sell-off Azionario-Crypto. C'è realmente correlazione?Lo scorso venerdì è stato un venerdì nero per la quasi totalità dei mercati borsistici mondiali, criptovalute comprese. La notizia della nuova variante sudafricana " Omicron " ha causato un fortissimo panic selling sui mercati finanziari. Infatti, stando alle prime analisi sembrerebbe che l'attuale vaccino non sia in grado di garantire la copertura per questa nuova variante. Pfizer e Moderna tuttavia, hanno già dichiarato che il nuovo vaccino per coprire questa mutazione sarà disponibile a partire dalle prime settimane del 2022.
Tema caldo di questi giorni è la discussione animata dalle principali testate finanziarie mondiali sulla forte correlazione di mercato che lo scorso venerdì ha coinvolto sia mercati azionari che criptovalutari.
Infatti, i principali indici borsistici azionari sia in Europa che in America sono arrivati a perdere addirittura quattro punti percentuali all'interno della singola giornata. Nella stessa giornata Bitcoin è arrivato a perdere oltre otto punti percentuali , con le altcoin che hanno subito delle flessioni molto più accentuate.
Nel corso dell'ultimo anno e mezzo sui mercati azionari ci sono state spesso e volentieri giornate in cui notizie negative sul fronte vaccini hanno fatto ripiegare vertiginosamente le quotazioni. Tuttavia, non eravamo abituati a vedere un crollo del mercato criptovalutario per la stessa fattispecie di mercato.
Quello che è avvenuto lo scorso venerdì, secondo molti investitori, mette fortemente in discussione la qualità delle criptovalute come " asset alternativi ". Anche se in questo momento c'è un forte afflusso di investimenti nel mercato criptovalutario e vi sia ancora una gran confusione per quanto concerne il reale valore di questi asset, molti investitori usano questo mercato per decorrelare gli investimenti dai mercati tradizionali.
Vi è un importante fetta di mercato che anche se non ha ancora compreso le potenzialità della blockchain e di tutte le sue applicazioni, utilizza questo mercato come bilanciamento di portafoglio in termini di rendimento.
Cercando di analizzare il fenomeno nella maniera più oggettiva possibile, sentiamo di poter affermare con convinzione che non esistono stretti legami tra il mercato criptovalutario e il mercato azionario mondiale.
Un'osservazione che deve essere portata all'attenzione di tutti i lettori è il fatto che nell'ultimo anno il mercato delle criptovalute ha beneficiato di un importante iniezione di capitale , dal momento che molti attori anche istituzionali che prima lavoravano esclusivamente sui mercati tradizionali, hanno modificato parte della loro operatività apportando capitale in questo nuovo mercato.
Risulta evidente il fatto che costoro, essendo stati abituati per anni a ragionare secondo determinate logiche di mercato, si stiano portando dietro anche sul mercato delle criptovalute il medesimo modo di operare. Il crollo del mercato azionario seguito dal mercato crypto dello scorso venerdì ne è una prova evidente.
Naturalmente, una tale notizia giustifica un forte sell-off sui mercati azionari ma non vi è nessun reale motivo per cui sulla notizia di una nuova variante del covid-19 vi sia un crollo del mercato delle criptovalute.
La spiegazione più plausibile trova risposta nel fatto che molti operatori applichino le logiche dei mercati tradizionali sul mercato crypto.
Questo mercato però ha poco da condividere con quelli tradizionali. La struttura e l'impostazione di Bitcoin e compagni, segue logiche completamente diverse sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista del prezzo dell'asset. Come già ampiamente trattato in altre sedi, seppur da un paio d'anni si faccia un gran parlare di questo nuovo mercato, siamo ancora agli inizi. Diventerà sempre più importante informare la platea degli investitori sulle forti divergenze strutturali che vi sono tra questi mercati.
Infatti, tramite una maggior presa di consapevolezza i mercati crypto riusciranno ad esprimere e a far vedere anche a coloro che sono più scettici, la loro reale utilità sia in termini tecnologici che di decorrelazione in termini di rendimento.
A cura di:
Matteo Bernardi
Pannello volatilità - UpdateSettimana decisamente interessante, all’insegna della volatilità e dei posizionamenti tattici.
Vix su valori vicini a 20, nel pannello della volatilità il 22/11 ha intersecato la banda superiore del canale di bollinger, con candela del 24 novembre che è orientata decisamente al ribasso. Stesso discorso per il VVIX, che misura la stabilità della volatilità. Dopo un periodo di salita ha trovato un’ area di respiro in zona 110.
I movimenti dei giorni scorsi potrebbero essere stati determinati dal timore dei nuovi lockdown e dalle manovre delle banche centrali che si teme potranno essere più tempestive di quanto non ci si aspetti.
Tuttavia analizzando alcuni indicatori, come ATR e Volatilità Storica, notiamo come essi avessero nei giorni scorsi raggiunto valori minimi dove ciclicamente tendono a risalire.
Indicatore PUT /CALL in sostanziale risalita, con una maggior forza lato PUT, a testimonianza di una maggior propensione alla copertura e di un deterioramento delle aspettative rialziste nel breve (l’indicatore è tuttavia ancora sotto la parità).
Ragionando in termini di forza relativa tra mercato azionario e indice materie prime, notiamo ancora una curvatura della media a 200 periodi verso le materie prime.
Lo studio del sistema di medie mobili sull’SP500 infine ci permette di guardare la tendenza dei prezzi, eliminando il rumore di fondo. Resta sempre apprezzabile sia l’impostazione che l’inclinazione e la distanza delle medie.
Considerate anche le festività del ringraziamento, ne approfitterò per la gestione delle posizioni, per lo studio delle dinamiche intermarket e per l’idealizzazione di diversi scenari macro.
Pannello volatilità - Risk onSettimana particolarmente ricca dal punto di vista delle pubblicazioni macroeconomiche, almeno per quanto riguarda il contesto americano.
Nell’ordine abbiamo visto l’indice ISM dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero, con valore pari a 60,8 superiore alle aspettative ed in territorio positivo, seguito a ruota dal Purchase Manager Index e dall’incremento degli ordinativi alle fabbriche nel mese di settembre dello 0.2%.
Il livello di occupazione non agricola ha letteralmente “sorpreso in positivo” le stime degli analisti, così come le richieste di sussidi di disoccupazione in decisa diminuzione.
In questo contesto, è stato semplice per la Fed annunciare l’avviamento del tapering, anche se per il momento in misura soft. Prima di passare per l’aumento dei tassi d’interesse, bisognerà attendere una sostanziosa riduzione del ritmo di acquisto dei titoli di stato, che potrebbe impiegare 4/6 mesi circa. Solo allora sarà possibile agire in maniera diretta sui tassi di riferimento. (Non ha senso alzare i tassi, durante una fase di impegno di acquisto di titoli di stato).
Queste notizie, probabilmente già scontate dagli operatori, hanno fatto vivere due settimane di mercati in decisa crescita, soprattutto in settori che durante un periodo inflazionistico non avrebbero dovuto performare.
Il pannello della volatilità è in linea con quanto sopra descritto, con il VIX su valori decisamente bassi, volatilità della volatilità particolarmente stabile (VVIX), rapporto tra opzioni put e call in favore di quest’ultime (visione non ribassista del mercato), forza relativa tra SPY e materie prime seppur ancora al di sotto della media a 200 periodi, in deciso recupero in favore del comparto azionario.
In questa settimana ho aperto alcune posizioni in settori che hanno dimostrato una forza relativa particolarmente elevata, come consumer cyclical e tecnologico, tuttavia senza abbandonare le posizioni già aperte nell’energetico e finanziario.
Seguirà una successiva analisi settoriale, dove noteremo l’interessante impostazione del Russel 2000
SP500 e Vix, attenzioneSP500 è andato a toccare i massimi a 4598 il 26 Ottobre, lo potete vedere dal grafico di DX, dove ho inserito anche il Vix in blue.
Su Grafico di SX sono sceso di time frame su un 1H, qui è abbastanza evidente come nell'ultima settimana il Vix è salito di più dell'indice.
La salita del Vix in concomitanza con la salita di Sp500 è un segnale che qualcosa non torna..
Analisi volatilità: 12.10.2021
Lo studio della volatilità è uno delle basi per definire l’attitudine al rischio delle mie strategie, nonché per definire le size delle operazioni.
• Negli ultimi giorni abbiamo visto un VIX (primo grafico) in fase discendente, tuttavia osservando la tendenza di fondo, da agosto 2021 i minimi continuano ad essere crescenti, facendo
configurare situazioni di maggior volatilità. Stamattina il VIX quota valore 20,00 in rialzo del 6,55% rispetto alla precedente chiusura.
• Il VVIX, ovvero la “stabilità della volatilità”(secondo grafico), sembra continuare a lateralizzare attorno a quota 110, livello che ci ha accompagnato da luglio 2020.
• La volatilità storica del Mini S&P (terzo grafico), sembra aver rotto al rialzo una trendline ribassista Segnale da tenere sotto controllo
• Il PUT/CALL ratio (quarto grafico) gravita attorno al livello 1, non prevale in maniera particolare un volume delle opzioni PUT o delle opzioni CALL. Tuttavia notiamo come da marzo 2021 i
minimi ed i massimi dell’indicatore siano andati a crescere. Questo significa che i traders con ogni probabilità abbiano protetto i loro profitti con strategie di protective put.
• La forza relativa tra SPY e Gold (quinto grafico), tarata su un periodo di 25 settimane di osservazione, con media di 10 settimane è discendente in favore del gold. Questo potrebbe significare
una maggior propensione d’investimento in asset legati all’inflazione ed ai finanziari.
• Analizziamo infine nell’ultimo grafico il sistema di medie mobili sull’S&P500 che ha visto l’incrocio al ribasso tra Ema20 ed Ema50.
Quali conclusioni traggo da quest’analisi?
Sicuramente sui mercati vige indecisione. Da tempo ho liquidato asset di natura tecnologica ed aziende ad alto tasso di crescita, andando a preferire, studiando anche l’analisi intermarket, posizioni su energetici (in questo settore ad oggi non apro nuove operazioni, gestisco le esistenti) e finanziari. Personalmente le uniche posizioni che sto aprendo fanno proprio riferimento a breakout su titoli bancari o conglomerati finanziari (segnalati anche con idee precedenti). Tuttavia la massima esposizione settoriale prevista dalla mia strategia è pari al 20% ed attualmente il mio portafoglio è investito al 30% circa ripartito tra energetici, finanziari, ed in quota parte industriali ed healthcare. Per il resto sono flat, conservando liquidità per successive opportunità o per operazioni swing di breve termine.
Analisi della volatilità e del sentiment.
Condivido il mio layout per l’analisi della volatilità corrente sui mercati finanziari. Grazie a questo monitoraggio, decido la modalità Risk On/ Risk Off per l’apertura di operazioni long di breve/medio periodo sull’azionario. Gli strumenti utilizzati sono:
• VIX: Volatilità dell’S&P stimata sul prezzo delle opzioni, primo grafico;
• VVIX: Conosciuta come “volatilità della volatilità” ,secondo grafico a destra;
• PUT/CALL Ratio: Rapporto tra il volume delle opzioni Put e Call nel mercato, terzo grafico;
• Forza relativa tra SPY (ETF su S&P500) e GC1! (Future sull’oro), quarto grafico.
A questi strumenti applico degli indicatori statistici come le bande di bollinger e le medie mobili.
In generale il livello di allerta aumenta nel momento in cui sia il VIX che il VVIX incrociano al rialzo la banda superiore di bollinger. In questo caso si prospetta una fase di volatilità elevata ed instabile.
E’ facile notare come in corrispondenza di questi valori, il mercato tenda a “respirare” e ritracciare.
Da inizio settembre è possibile apprezzare la tendenza in crescita del VIX.
Il Put/Call ratio esprime il rapporto tra il volume delle opzioni Put e Call. Esso può assumere valori superiori o inferiori ad uno.
Livelli di quest’indicatore superiori ad 1 esprimono un maggior volume di opzioni PUT (Opzioni di vendita, visione “non rialzista” del mercato).
Valori inferiori ad 1 indicano un maggior volume di opzioni Call (Opzioni di acquisto, visione “non ribassista”). In condizioni di normalità e per operazioni long, preferisco l’indicatore su valori inferiori ad 1 o decrescenti. Possiamo notare come in corrispondenza dei recenti ribassi del mercato, il Put/Call ratio abbia raggiunto il valore di 1,12. In piena crisi Covid addirittura il rapporto 1,8.
Infine valuto la forza relativa tra lo SPY ed il gold. In uno scenario ottimale, preferisco vedere la forza relativa dell’azionario maggiore rispetto a quella dell’oro, con l’indicatore crescente o in recupero rispetto ad un precedente minimo. Le fasi nelle quali il gold è più forte dell’azionario, potrebbero essere indicative di un clima di maggior preoccupazione da parte degli operatori.
Situazioni nelle quali 3 o più indicatori si trovano nella condizione ottimale, determinano una valutazione di “Risk On”.
Qualora i criteri di cui sopra non dovessero essere rispettati, la modalità è Risk Off per operazioni long su azionario.
Ancora nervosismo sui mercatiGiornate di contrattazione interessanti, alla luce delle notizie che si rincorrono nel Regno Unito, circa la mancanza di autotrasportatori che metterebbe in crisi gran parte della supply chain, sotto pressione specialmente nel settore dei carburanti. I distributori sono in gran parte chiusi, fuori servizio o in razionamento, a causa degli acquisti di carburante dettati dal panico dei consumatori.
Sul fronte orientale, osserviamo il taglio delle stime di crescita della Cina da parte di Goldman Sachs, S&P e Nomura, sulla scorta degli effetti della crisi del debito di Evergrande (che per il momento sembrerebbe avere solo effetti “interni”) accompagnate dall’aumento del costo dell’energia e delle materie prime.
Le quotazioni del Crude Oil tornano sui massimi da luglio 2021 e ottobre 2018. Importante osservare cosa accadrà in corrispondenza del livello 77$; continueranno a salire le quotazioni o avremo una figura di doppio massimo, con i prezzi che cominceranno a rallentare?
Il Vix che sale dell’8% attestandosi sul valore 20,40 ed il future sull’S&P500 in flessione dello 0,60%, fanno presagire apertura in ribasso per le piazze americane. Il prezzo continua ad oscillare in prossimità della media esponenziale a 50 periodi.
Il cambio Eur/Usd si attesta in area 1.1676, in corrispondenza di un livello sensibile al mercato, dove sarà interessante analizzare le chances di un rimbalzo o di un break al ribasso del livello.
Market overview e operazione odiernaIn attesa del discorso della Fed in serata, nel quale potrebbero essere dettati la tempistica e l'entità del tapering e in seguito agli accordi anti default di Evergrande, i mercati sembrerebbero apparentemente aver in parte metabolizzato i timori destati dai rumors di questi giorni.
Analizzando il Vix, ovvero la stima della volatilità dell 'S&P500 calcolata sulla prezzatura delle opzioni, possiamo notare come negli ultimi due giorni, seppur con molta cautela e relativa indecisione, abbiamo assistito ad una sua discesa nell'ordine del 20%, successiva all'impennata del 20 settembre. Attualmente il Vix si attesta attorno al valore del 22 ed il future sul Mini S&P500 è in rialzo dello 0,50%, facendo configurare una probabile apertura rialzista, così come nelle principali piazze europee.
I rendimenti dei bond governativi americani sono in salita sia a 10 che 30 anni, neutro il gold.
Sui mercati sembrerebbe quindi dominare la cautela e sarà interessante osservare l'andamento delle quotazioni nei prossimi giorni.
Sul portafoglio di lungo termine, non segnalo nuove operazioni, limitandomi a gestire quelle in essere.
Per il breve termine, invece, un mio trading system segnala possibile ingresso su JNJ (Johnson & Johnson, terzo grafico).
Ingresso a 165, take profit a 175 e stoploss a 152,98.
La strategia cerca ingresso su un titolo con trend di fondo rialzista, ma con approccio contrarian, per godere di un breve movimento di recupero del prezzo. Da backtest condotto su JNJ, percentuale di operazioni chiuse in profitto di questa strategia pari al 70% circa.
TVC:VIX
TVC:US30Y
NYSE:JNJ
SPX: Impatto Evergrande sequenza temporaleBuongiorno a tutti,
di seguito riporto la sequenza temporale degli eventi Evergrande e l'impatto che hanno avuto sull'Indice americano.
0) 31 agosto - Evergrande mette in guardia gli investitori sul rischio di default;
1) 6 settembre - Sospese le negoziazioni delle obbligazioni di Evergrande a seguito di "fluttuazioni anomale";
2) 8 settembre - Il gruppo prevede di sospendere il pagamento degli interessi dovuti sui prestiti a due banche il 21 settembre;
3) 15 settembre - Le autorità cinesi hanno detto ai principali istituti di credito che Evergrande non pagherà il pagamento degli interessi in scadenza il 21 settembre sui suoi prestiti;
4) 16 settembre - L'unità onshore di Evergrande ha interrotto le negoziazioni di tutte le obbligazioni dopo un taglio del rating nazionale.
Da notare l'impatto che i suddetti eventi hanno avuto sul VIX, portandolo nuovamente all'interno della fascia d'incertezza.
Spero di essere stato chiaro ma se avete altre idee vi prego di scriverle nei commenti qui sotto.
Queste sono solo idee di trading e non consigli per investire. Per quelle dovete rivolgervi a un professionista perche' io non lo sono. Sono un semplice appassionato.
Un abbraccio a tutti.
Be good!
Cozzamara
Inizia il contagio Evergrande sui mercati globaliBuongiorno a tutti,
il problema del rifinanziamento del debito da parte delle imprese costruttrici cinesi era iniziato ad emergere gia' a Maggio quando il CBOE China ETF Volatility Index (sopra) aveva iniziato a dare i primi segnali preoccupanti con repentine impennate provocate dall'intensificarsi dell'austerita' da parte del CCP nei confronti di questo settore esageratamente in espansione. La preoccupazione è rimasta circoscritta ai mercati cinesi per 4 mesi ma adesso che il rischio d'insolvenza sta esplodendo il contagio inizia a diffondersi rapidamente anche sui mercati globali con il VIX (sotto) che e' ritornato a dare segnali inequivocabili d'incertezza.
La situazione sta determinando un sentimento di risk-off sui mercati finanziari. Gli investitori si vedono costretti a ritirare i capitali dai mercati a rischio alla ricerca di safe havens anche se in questo momento l'unico bene rifugio disponibile sembra essere il dollaro americano in attesa del meeting della FED di mercoledi'. Il dollaro sembra infatti che stia beneficiando della svalutazione delle Yuan quale misura adottata per contrastare gli effetti della crisi finanziaria in Cina. Il Gold non si sta apprezzando come dovrebbe nonostante le dinamiche di risk-off mentre il Bitcoin sembra soffrire del fatto che alcune stablecoin possano essere esposte al default dei bonds Evergrande.
Spero di essere stato chiaro ma se avete altre idee vi prego di scriverle nei commenti qui sotto.
Queste sono solo idee di trading e non consigli per investire. Per quelle dovete rivolgervi a un professionista perche' io non lo sono. Sono un semplice appassionato.
Un abbraccio a tutti.
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Cozzamara
S&P500 - Si scatena la volatilitàLo scorso 17 Settembre lo Spy, in corrispondenza del “witching day”, ovvero giorno di scadenza dei più importanti strumenti derivati, si è riportato con una decisa black candle in prossimità della media esponenziale a 50 periodi, che come abbiamo visto anche in altre analisi, si è comportata egregiamente come livello di supporto dinamico, a seguire il rialzo dei prezzi.
Il Vix, ovvero la misura della volatilità implicita dell’S&P500 stimata sulla prezzatura delle opzioni, questa mattina fa registrare un’impennata di oltre il 20%, riportandosi su valori decisamente più sostenuti, facendo configurare giorni di maggior volatilità, da seguire attentamente, sia per la gestione delle posizioni aperte, sia per l’individuazione di nuove opportunità.
Il Future sull’S&P500 mentre scrivo, apre con un ribasso dell’1,13%, portando sullo Spy ulteriore debolezza e qualora la media a 50 periodi evidenziata sul grafico non dovesse tenere l’attacco dei prezzi, una possibile discesa in area 436.
VIX: sotto il livello di normalita'Buongiorno a tutti,
ho scritto molti posts sul VIX , cos'e', come funziona e come puo' essere utilizzato per valutare eventuali opportunita' sugli Indici ed in particolare sul SPX .
Finalmente sembra che il VIX abbia ritrovato la strada della normalita' ma le scosse continuano a non mancare ogni volta che si presentano elementi d'incertezza.
Capire quali possano essere questi elementi e come vengano affrontati dal mercato puo' essere una chiave fondamentale per poter sfruttare potenziali movimenti sui mercati.
In questo momento secondo me dobbiamo stare attenti nel valutare l'impatto Evergrande (in primis) e l'incombente crisi energetica in Europa mantenendo l'allerta sul fattore di rischio sempre latente rappresentato dal Covid-19.
Saranno sufficenti questi fattori a far ritornare l'incertezza?
Spero di essere stato chiaro ma se avete altre idee vi prego di scriverle nei commenti qui sotto.
Queste sono solo idee di trading e non consigli per investire. Per quelle dovete rivolgervi a un professionista perche' io non lo sono. Sono un semplice appassionato.
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Cozzamara
NAS ci siamo quasi, 14500 il targetNon manca la forza al NASDAQ e potrebbe allungare ancora in area 14500 - 14700.
Si attende il meet della FED per avere il quadro più chiaro.
VIX torna a livello pre-CovidI listini americani non sembrano preoccupati dall'aumento dei prezzi e aprono gli ultimi scambi settimanali in positivo, con sguardo tutto rivolto alla riunione Fed del prossimo 16 giugno.
L'indice "della paura", il Volatility Index (VIX) segna un calo del 3,2% intorno al livello pre-pandemico di gennaio 2020 (15,50), mentre sul lato obbligazionario il Treasury a 10 anni segna un calo dello 0,8% ad un rendimento dell'1,454%.
Gli investitori continuano a sostenere gli strumenti di rischio nonostante l'inflazione "core", o "di fondo", sia schizzata ad un tasso annuo del 3,8% (record in quasi 30 anni).
L'inflazione degli Stati Uniti ha raggiunto i massimi dal 2008 nel mese di maggio.
L'indice IPC è balzato al +5% su base annua dal +4,2% di aprile che già aveva segnato i nuovi massimi dal 2008, la componente "core" (che non tiene conto dei beni 'volatili' come energia ed alimentari), è schizzata ad un tasso annuo del 3,8% (record in quasi 30 anni) mettendo ulteriore pressione sulla riunione Fed del prossimo 16 giugno.
La Fed continua a parlare di inflazione temporanea, con i dubbi che iniziano tuttavia a serpeggiare tra i suoi stessi funzionari.
Con l’economia che torna a ruggire, il ritorno dell’occupazione e l’inflazione che rimarrà probabilmente più elevata per un periodo di tempo più lungo, continuiamo a ritenere che i rischi siano di un rialzo dei tassi di interesse prima del previsto.
Il VIX ha chiuso il gap del Febbraio 2020Il VIx dopo 400 giorni è andato a chiudere il gap lasciato aperto il 21 Febbraio’20.
La questione da capire cosa è la coda e cosa è il cane.
Se il Vix è la coda allora può diventare irrilevante come modello, mentre se il Vix è il cane ed il mercato è la coda, il modello si fa interessante.
Le metriche del credito e della liquidità sono solide, la velocità della M2 sta leggermente aumentando ed il mercato azionario resta sui massimi.
Un pull back del Vix va osato, ma per il momento senza aspettative eccesive, manca un trigger che metta in moto una correzione decisa.
Allego grafico M2 e velocità di circolazione della moneta.
VIX in rientro basso, da valutare per acquisti.Attenzione al Vix. Graficamente non da nessun segno di tensione ed è in evidente rientro a chiusura del gap aperto a Marzo ’20.
Potete notare come da Dicembre’20 ha toccato 3 volte queste aree per poi rimbalzare.
L’attenzione per me è data dal fatto che siamo arrivati in una possibile area di acquisto.
Sapete tutti che il Vix è antagonista del SP500, chi considera l'azionario eccessivamente valutato sa cosa fare..
VIX +20% il warning lampeggia Il VIX sta segnando un +20%, con i mercati americani sui massimi. Ieri SP500 ha perso un misero 0,16%.
Vi allego il grafico pubblicato il 5 Gennaio dove facevo lo stesso ragionamento che non è cambiato. Ho solo aggiornato le trend su Spx e segnalato un triangolo sul VIX, ma ha solo un valore grafico non da trading.
Attenzione al superamento di area 31/32 di VIX potrebbe segnare movimenti tellurici di un certo livello su SP500.