Silver - FOMOImpossibile non parlarne ma a differenza di molti cerchiamo di capire cosa è successo sul Silver e quali sono stati i segnali di allarme che il grafico ci ha dato pre crollo.
Partiamo premettendo che seppur il forte e violento crollo in una singola seduta il grafico mensile è rimasto verde, quindi forse ancora nulla è successo nonostante il crollo record.
Personalmente avevo come target i 75usd/oz ma non mi aspettavo di raggiungerlo in un'unica seduta, non permettendo di massimizzare profitto.
Il crollo era prevedibile e se si come?
Come detto il crollo era nell'area ma il tempo assolutamente impossibile da prevedere, almeno per me.
Il segnale di allarme di perdita di forza è arrivata con la candela del 26 Gennaio, tale candela non segnala inversione ma perdita di forza, un campanello di allarme per le sedute successive.
Segnalava la possibilità di proseguire ancora a rialzo ma che da lì a poco saremmo iniziati a scendere nonostante i nuovi massimi nei giorni a seguire, e così è stato.
Tenere a mente questo tipo di candele perchè si verificano spesso nei momenti di esaurimento del trend che molti confondono con le shooting star, molto simili ma posizionate differentemente.
Vediamo adesso di attendere ulteriore ribasso, magari un retest dei massimi anni 80 e 2011
CFD Argento (US$/OZ)
Nessun attività
Cosa dicono i trader
Dump and pumpL’argento ha subito un flash crash il 31 gennaio con crolli del 30-37% da oltre 110-120 $/oz a circa 78-80 $, liquidando 70 milioni di dollari in posizioni long (99% dei contratti chiusi).
Liquidazioni e volatilità
Liquidazioni record hanno pulito la leva rialzista, con future marzo 2026 ora a 80-85 $ el
Altri rimbalzi violenti possibili, confermando questo setup con presa dí ulteriore liquidità sotto il golden pocket e una liquidazione per che è entrato long sul 0,618 daily.
Scorte fisiche
Scorte LBMA vicine a minimi storici (827M once), COMEX salite a 70M ma vincolate a ETF(prodotto non disponibile realmente);
domanda industriale (solare, batterie) supera produzione, rischiando squeeze.
Prospettive trading
Bullish lungo termine (prezzi medi 90 $, picchi 120-150 $), ma volatilità estrema nel breve
Argento: record storico da euforia e rischio correzione
Scenario Macro: Dollaro Debilitato, Incertezza Politica e Domanda Industriale Solida
L'argento ha raggiunto un nuovo massimo storico a 119,40 USD/oz il 28 gennaio, alimentato da una confluenza di fattori strutturali e congiunturali. In primo luogo, la riunione della Federal Reserve — pur mantenendo tassi invariati — ha segnalato una banca centrale paziente e non intenzionata a perseguire ulteriori irrigidimenti, un'asimmetria di rischi che favorisce la debolezza del dollaro USA. Il dollaro, infatti, ha mostrato una contrazione significativa durante la giornata di mercoledì, con l'indice DXY in calo di circa lo 0,8%, riflettendo le scommesse sul mercato di una Fed "trapped" tra pressioni politiche per tagli e dati economici ancora troppo robusti per giustificare un pivot verso l'allentamento monetario.
In secondo luogo, la narrativa di "bene rifugio" continua a sostenere i metalli preziosi nel contesto di incertezza geopolitica crescente (continui timori su conflitti regionali, questioni commerciali legate alle politiche Trump) e istituzionale (il tentativo della Casa Bianca di rimuovere Lisa Cook dal board della Fed ha sollevato preoccupazioni di mercato su pressioni politiche alla banca centrale). In terzo luogo, la robusta domanda industriale da parte del settore delle energie rinnovabili, dei semiconduttori e della fotovoltaica globale continua a stringere il mercato dell'offerta, rafforzando il floor dei prezzi anche nei scenari di pullback correttivo.
Tuttavia, è fondamentale notare che il sentiment di mercato su argento ha raggiunto il territorio dell'euforia pura: il mercato ha scontato nella giornata del 28 gennaio un ulteriore +6,48% in un contesto di volumi molto elevati e di una volatilità intraday estrema, con escursioni di 3-4 dollari al grammo nel corso della sola seduta. Questo livello di volatilità e di movimento direzionale in un'unica giornata è generalmente associato a fasi terminali di movimenti estensionali, dove l'assorbimento di nuova domanda avviene contro un background di prese di profitto aggressive da parte di posizioni lunghe aperte a prezzi inferiori.
Analisi Tecnica: RSI in Ipercomprato Estremo, Estensioni Fibonacci Avanzate, Vulnerabilità Strutturale a Correzioni Profonde
Medie Mobili e Trend Primario
L'argento mantiene un posizionamento strutturalmente rialzista: il prezzo rimane ben al di sopra delle medie mobili a 20, 50 e 200 giorni, tutte orientate al rialzo con steep slope. Tuttavia, la distanza progressiva e in accelerazione dai principali livelli di equilibrio dinamico — particolarmente visibile nel divario dalla 50 giorni (estimato attorno a 108-110) e dalla 200 giorni (circa 95-98) — è sintomo di un movimento che ha raggiunto uno stato di over-extension radicale. In storici andamenti di metalli preziosi, quando la distanza dalla 50 giorni supera i 10-12 USD per oncia, la probabilità statistica di mean reversion significativa aumenta esponenzialmente.
Indicatori di Momentum: RSI in Zona Patologica
L'RSI a 14 periodi si posiziona attorno a 75-80, un territorio di ipercomprato estremo e non sostenibile a tempo indefinito senza una fase di consolidamento o di correzione. Negli ultimi tre mesi, ogni volta che l'RSI ha raggiunto il livello 75+, il mercato ha subito una correzione di breve (3-8 giorni) di almeno il 5-7% prima di riprendere il rialzo. La configurazione attuale, con RSI palesemente sopra 75 per tre sedute consecutive, è coerente con la formazione di un massimo locale o con l'inizio di una fase di "flushing" correttivo.
Analisi di Fibonacci e Proiezioni d'Onda
Le estensioni di Fibonacci applicate ai recenti swing rialzist mostrano che il movimento dai minimi di dicembre 2025 (attorno a 82-85 USD/oz) ai massimi attuali (120 USD/oz) ha già completamente esaurito le proiezioni di base 100%, 127% e 161,8%. In chiave di Elliott, la struttura è compatibile con un'onda 5 estesa di un bull market partito dai minimi di fine 2024 / inizio 2025, e la maturità di questa onda impulsiva suggerisce che una correzione di Fibonacci (rintracement al 38,2% o 50% dei precedenti guadagni) — che riporterebbe l'argento nella zona 110-115 USD/oz — sia il seguente movimento di mercato più probabile.
Regressione Lineare e Canale Ascendente
La regressione lineare calcolata su due mesi mostra uno slope fortemente positivo, con il prezzo stabilmente nella parte superiore del canale ascendente e, negli ultimi 5 giorni, in breakout ricorrente oltre la banda superiore. Questa configurazione classica — prezzi posizionati fuori dal canale superiore — è generalmente preludio a una fase di mean reversion verso la linea mediana del canale (stimata attorno a 110-112 USD/oz) o verso la banda inferiore del medesimo canale (supporto dinamico attorno a 100-105 USD/oz). La probabilità che il prezzo ritorni verso almeno la linea mediana nel corso della prossima settimana-10 giorni è elevata, particolarmente se l'RSI non mostrerà segnali di "reset" significativo nei prossimi giorni.
Price Action Giornaliera: Sequenza di Spike e Rifiuto
La price action osservata nella giornata del 28 gennaio — contraddistinta da uno spike esplosivo al rialzo fino a 119,40, seguito da una chiusura volatile e da un'evidente ondulazione intraday — è coerente con le dinamiche di una fase terminale di un movimento impulsivo. L'ampiezza del range intraday (3,5-4 USD circa) è sintomatica di un assorbimento di ordini sia da parte di compratori che di venditori, ma con prevalenza delle prese di profitto. Le candele del 29 gennaio, sebbene ancora supportive del movimento rialzista, mostrano dei segnali di minor convizione: corpi più piccoli rispetto alle sedute precedenti, shadow superiori più lunghe, e una tendenza a chiudere verso il basso dei range giornalieri.
Supporti e Resistenze Critiche
Il primo supporto decisivo rimane in area 110 USD/oz, coincidente con la resistenza psicologica del passato e con un livello di pivot giornaliero di elevata rilevanza. Un ritorno ordinato verso questa zona — accompagnato da un Reset dell'RSI verso 50-60 — rappresenterebbe un consolidamento fisiologico e non necessariamente un segnale di cambio trend. Tuttavia, un'erosione veloce di 110, seguita da un test rapido di 105-108, comporterebbe l'apertura di uno scenario di correzione più profonda, con target successivo la zona 100 USD/oz (ex resistenza psicologica e base del nuovo regime di prezzo post-breakout di dicembre 2025).
Al rialzo, le resistenze seguenti rimangono 115-117 (area di massimi recenti intra-movimenti di consolidamento), e 120+ (nuovo territorio psicologico).
Analisi del Volume e Della Liquidità
I volumi registrati durante il breakout oltre 110-115 USD/oz sono stati sensibilmente elevati, coerenti con una fase di genuina rialloca di posizioni e non meramente speculativa. Tuttavia, l'aumento della volatilità intraday negli ultimi tre giorni — con oscillazioni di 2-3 USD in sessioni di poche ore — è suggestivo di una liquidità ancora ampia ma con una velocità di assorbimento degli ordini in calo. Questo pattern di volatilità in accelerazione accompagnato da range giornalieri in espansione è indicatore classico di una fase di distribuzione incipiente.
Scenario Geopolitico e Fondamentale: Domanda Solida ma Aspettative Scontate
La domanda globale da parte del comparto delle energie rinnovabili, della fotovoltaica e dei semiconduttori rimane robusta, con stime di crescita della domanda industriale di argento del 10-15% nel 2026 rispetto all'anno precedente. Tuttavia, il mercato ha già completamente scontato questa narrativa nei prezzi attuali. Le scorte fisiche rimangono ridotte (comex e London Bullion Market), ma i premi sul mercato fisico (over spot) si sono già espansi di circa il 30-40% rispetto ai livelli di novembre 2025, indicando che i fornitori stanno aggressivamente recuperando margini. Questo comportamento è tipico nei momenti in cui il prezzo ha raggiunto livelli terminali e i compratori fisici iniziano a valutare strategie alternative (hedging con opzioni, acquisti differiti).
Sintesi Tecnica: Trend Rialzista Esplosivo ma Estremamente Vulnerabile a Correzioni Profonde
L'argento mantiene un'impostazione strutturalmente rialzista, con medie mobili in uptrend e un trend di fondo intatto. Tuttavia, la maturità estrema della fase impulsiva — testimoniata da RSI patologico, estensioni Fibonacci avanzate, distanza radicale dalle medie, volatilità intraday in accelerazione — configura uno scenario ad alta probabilità di correzione ordinata nel corso della prossima settimana-10 giorni. Il target probabilistico di tale correzione rimane la zona 110-105 USD/oz, con possibili estensioni fino a 100 nel caso di una "flush" più violenta. La tenuta dei supporti in area 110 e 105 rimane elemento discriminante tra semplice consolidamento fisiologico di un bull market esplosivo e potenziale deterioramento strutturale del bias rialzista.
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Gestione long silverAggiornamento sull’operazione: l’idea iniziale si è confermata e il pattern di testa‑spalle rialzista Po prendere forma, con la probabile costruzione della spalla destra in area 75–77.
Il prezzo medio di carico era 67 con stop loss iniziale a 63,6; ora ho presa di profitto parziale a 85.2 sull’estensione del movimento, in attesa che la spalla destra si completi per riniettare la quota chiusa a 75
In pratica, trasformo il gain realizzato in “munizioni” da riutilizzare su un nuovo long, mantenendo sotto controllo il rischio complessivo sull’operazione.
Se il prezzo confermerà la struttura, mi aspetto nuove entrate retail long in area 85 ( punto di presa di profitto) con target principale in zona 92 e stop loss a 75 (nuovo punto di incremento)
In genere il mio incremento scatta negli stop loss altrui.
Wisdomtree - Tactical Daily Update - 02.02.2026Flash crash per l’argento, ma perdite a doppia cifra anche per l’oro.
Auspicata da molto, la correzione è stata velocissima: oggi prezzi stabili..
I mercati non credono molto ad un Kevin Warsh «colomba» alla FED.
Debito sovrano italiano: di nuovo promosso l’outlook italiano (S&P).
Chiusura di gennaio sotto pressione, con mercati che archiviano il mese in territorio fragile, disturbati da un violento sell-off sui metalli preziosi e da un ritorno deciso dell’avversione al rischio.
Venerdì 30 gennaio le Borse europee hanno mostrato un andamento incerto, mentre Wall Street si muoveva in netto calo, chiudendo un mese che, al netto dei record toccati in precedenza, lascia una sensazione di instabilità latente.
A pesare sull’Europa è stato soprattutto il crollo di SAP, che a Francoforte ha perso il 16,14%, trascinando il Dax a -2,0%. Il colosso tedesco del software ha deluso sul fronte del remote computing, in un contesto di crescente incertezza globale per il settore tecnologico.
Più difensive le altre piazze: Parigi +0,1%, Londra +0,2%, dopo aver segnato un nuovo record intraday, e Milano -0,1%.
Sul fronte valutario, il dollaro resta instabile, senza però ulteriori affondi. Gli investitori continuano a coprirsi dall’incertezza politica negli Stati Uniti e dalla dinamica del debito federale, mentre i segnali ufficiali offrono solo un sostegno marginale.
Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha ribadito la preferenza dell’amministrazione per una politica di “dollaro forte”, cercando di stemperare le preoccupazioni nate dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che in precedenza si era detto non particolarmente preoccupato di una valuta più debole.
Nel complesso, gennaio conferma le recenti tendenze di medio periodo: relativa debolezza di Wall Street, ottima dinamica dell’Asia-Pacifico e una Europa sorprendentemente solida.
Da inizio anno, l’ indice S&P500 segna +0,9%, un dato simile a quello del Nasdaq.
Meglio, almeno fino a pochi giorni fa, le società a media e piccola capitalizzazione: il Russell 2000 è a +5% YTD, pur avendo sofferto sensibilmente nell’ultima parte del mese.
In Europa, le performance restano più convincenti: EuroStoxx 50 +2,8% da inizio anno, Stoxx 600 +3,3%, che diventa oltre +4% in dollari. Gennaio segna inoltre il settimo mese consecutivo di rialzo per l’indice paneuropeo, un dato che rafforza la narrativa di resilienza del Vecchio Continente.
Sul mercato obbligazionario, notizia rilevante per l’Italia: S&P ha migliorato l’outlook da “stabile” a “positivo”, confermando il rating “BBB+” sul BTp, già promosso nell’aprile 2025.
Secondo l’agenzia, il miglioramento riflette la resilienza dell’economia italiana di fronte all’incertezza commerciale e tariffaria, sostenuta dai surplus delle partite correnti e dal miglioramento della posizione creditizia esterna netta.
A questo si aggiunge un consolidamento fiscale progressivo e una ricchezza privata che sostiene un PIL atteso in crescita dello 0,8% nel 2026. Per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la traiettoria di credibilità “non conosce pause” e “il lavoro paga”.
Poche ore prima, Istat aveva diffuso dati sul PIL del quarto trimestre migliori delle attese: +0,3% trimestrale, +0,8% su base annua, che porta il dato del 2025 a +0,7%. L’accelerazione finale lascia in eredità per il 2026 un +0,3% acquisito, pari a oltre il 40% dell’obiettivo di crescita annuale del +0,7% fissato dal governo.
Nel frattempo, il fine settimana è stato dominato dalle indiscrezioni su Kevin Warsh, indicato come possibile successore di Jerome Powell alla guida della Fed.
Il New York Times ha evidenziato le implicazioni politiche della mossa, ricordando come Trump guardi con attenzione alla possibilità di tagli dei tassi da maggio in avanti, quando Powell potrebbe lasciare l’incarico.
Warsh, ex governatore Fed dal 2006 al 2011, si è recentemente riposizionato su toni più accomodanti, ma diversi economisti, tra cui Neil Dutta di Renaissance Macro Research, mettono in dubbio la sincerità di questa svolta, temendo una replica del “caso Powell”, già fonte di frizioni politiche in passato.
Il nodo Fed ha pesato anche sui metalli preziosi, protagonisti di un cambio di regime violento.
Dopo aver sfiorato 5.600 dollari l’oncia, l’oro è sceso sotto quota 5.000, mentre l’argento ha registrato venerdì un crollo superiore al -30%, fino a 76 dollari/oncia, il peggior ribasso giornaliero dal 1980. Oggi, 2 febbraio, i prezzi sembrano volersi stabilizzare: oro a 4.700 dollari/oncia, -1%, argento a 79 dollari, +2% (ore 12.00 CET).
L’attenzione resta comunque sulla politica americana, con una votazione chiave al Congresso sulla riapertura delle attività federali: i Democratici chiedono modifiche sostanziali ai finanziamenti per il controllo dell’immigrazione, minacciando il voto contrario e un nuovo shutdown.
Il dollaro chiude gennaio con un bilancio pesante: indice -2,1%, minimo da febbraio 2022, e -10% circa nell’ultimo anno. Febbraio si apre così con elevata volatilità: Dow Jones Asia -2,2%, Kospi -4,5%, Hang Seng -2,8%, Nikkei -0,9%, con lo yen a 155,1 contro Dollaro. In controtendenza, tra i grandi listini azionari asiatici, solo il Sensex Mumbai (+0,3%).
Sul fronte delle materie prime, il greggio Brent a 66,4 dollari/barile perde il -4% dai massimi degli ultimi quattro anni.
Prosegue il momento negativo per le cripto valute: sotto pressione Bitcoin a 75.000 dollari, in calo di circa -30% negli ultimi tre mesi, vicino al supporto di 73.000, segnale di un sentiment profondamente cambiato. Giù pesanti e molto volatili anche Solana e Ethereum.
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Argento in difesa del trend — decisione imminenteL’argento sta difendendo il trend la struttura deciderà il prossimo movimento
L’argento sta scambiando intorno a $117.10, mantenendosi all’interno di un canale ascendente ben definito dopo un forte impulso rialzista. La struttura generale resta bullish, con il prezzo che continua a rispettare la trendline crescente.
Il ritracciamento attuale è ordinato e correttivo, con supporto nell’area $115.00–$116.00, una zona chiave di confluenza tra supporto del canale e trendline. Questo è un punto decisionale, non un segnale di rottura. I venditori stanno reagendo, ma non controllano il mercato.
Finché il prezzo rimane sopra $115.00, il bias rialzista resta valido. Una fase di consolidamento qui sarebbe sana e potrebbe preparare una continuazione verso la parte alta del canale in area $125.00–$128.00.
L’invalidazione è chiara: una rottura decisa con accettazione sotto $114.50–$115.00 indicherebbe perdita di struttura e aumenterebbe la probabilità di una correzione più profonda.
Per ora, l’argento non sta rifiutando prezzi più alti sta testando il supporto del trend.
Lasciamo che sia il prezzo a confermare il prossimo movimento.
SilverSiamo tornati, dopo la chiusura del gap nella serata di ieri a testare i massimi di periodo. Il forte rialzo di oggi se non buca i massimi potrebbe generare la fine del momentum rialzista . Attendiamo domani per vedere la reazione del mercato. Se ci fosse una candela di indecisione si potrebbe pensare ad uno short con uno stop basso e un primo target intorno ad 84 $.
Argento (XAG): obiettivo tecnico principale raggiuntoL’argento (XAG/USD) è stato l’asset leader nei mercati finanziari nel 2025, con una performance nettamente superiore a quella degli indici azionari e una sovraperformance significativa rispetto all’oro nel comparto dei metalli preziosi.
Il rialzo dell’argento è stato sostenuto da una combinazione di fattori fondamentali particolarmente favorevoli, tra cui la debolezza del dollaro USA sul mercato dei cambi, la discesa dei tassi di interesse, una forte crescita della domanda industriale che l’offerta fatica a soddisfare e un contesto geopolitico estremamente teso su più fronti contemporaneamente.
Nessuno può seriamente mettere in discussione questa convergenza di fattori fondamentali.
Tuttavia, è fondamentale ricordare una realtà di mercato altrettanto concreta: una salita verticale non è sostenibile nel lungo periodo. Prima o poi si instaura una fase di ritracciamento, e l’argento non farà eccezione.
Senza anticipare il timing di tale fase correttiva, è possibile formulare alcune osservazioni tecniche:
• Raggiungendo l’area dei 95/100 dollari, XAG/USD ha centrato un obiettivo tecnico di lungo termine basato sull’ampiezza del vecchio range compreso tra 5 e 50 dollari, costruito nel corso di diversi decenni
• I dati sul posizionamento istituzionale mostrano che gli operatori stanno gradualmente iniziando a prendere profitto
Da un punto di vista grafico di lunghissimo periodo, il movimento in atto presenta tutte le caratteristiche di una fase di euforia di mercato. La dinamica mensile risulta estremamente estesa, con un RSI vicino a livelli storicamente associati a massimi significativi sul mercato dell’argento. Questo tipo di configurazione non implica necessariamente un’inversione immediata o violenta, ma segnala chiaramente uno squilibrio tra il prezzo e la tendenza di fondo.
Inoltre, l’ex resistenza principale situata nell’area dei 48/50 dollari è stata ampiamente superata, trasformandosi ora in un supporto strategico di lungo termine. Finché i prezzi rimarranno al di sopra di questo livello, la struttura rialzista primaria resterà intatta.
È inoltre interessante notare come la velocità del recente rialzo riduca la probabilità di una lunga fase di consolidamento laterale. Storicamente, sull’argento, questo tipo di accelerazioni verticali è spesso seguito da rapidi ritracciamenti o da correzioni temporali, caratterizzate da diversi mesi di maggiore volatilità e movimenti erratici.
Infine, il contesto macroeconomico dovrà essere monitorato con attenzione. Un’inversione del dollaro USA, una risalita inattesa dei tassi reali o un rallentamento della domanda industriale potrebbero fungere da catalizzatori per una fase correttiva. Al contrario, una prosecuzione della dedollarizzazione e tensioni geopolitiche persistenti potrebbero ritardare questa fase senza però annullarla.
In sintesi, l’obiettivo tecnico principale è stato raggiunto, la tendenza di fondo rimane rialzista, ma il rapporto rischio/rendimento diventa nettamente meno favorevole nel breve e medio termine. Prudenza e gestione attiva del rischio diventano ora imprescindibili sul mercato dell’argento.
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L'argento potrebbe essere diretto verso nuovi massimi!
L'argento sta mostrando rari estremi storici, situazioni che in precedenza avevano preannunciato importanti punti di svolta. I parametri di valutazione a lungo termine e gli indici azionari suggeriscono che il metallo potrebbe avvicinarsi a una fase decisiva che ne rimodellerà la traiettoria dei prezzi fino al 2026.
L'argento raggiungerà i 100 dollari e continuerà a crescere nel prossimo anno o due.
Credo che l'argento possa essere definito un asset che si avvicina a una fase potenzialmente cruciale entro il prossimo anno o due.
Puntiamo ai 100$Come possiamo osservare dal grafico, al momento il prezzo si muove all’interno di un canale, con un tocco sulla parte bassa dello stesso. Inoltre, siamo in concomitanza con diversi livelli di Fibonacci rilevanti: 38,2%, 61,8% e 78,6%.
Questa convergenza rende l’area una zona particolarmente interessante per valutare un possibile ingresso long. A rafforzare ulteriormente la validità del livello, troviamo anche la presenza del numero tondo 87, che spesso agisce come supporto o resistenza psicologica.
La domanda geopolitica e industriale sta trainando il mercato!
Il mercato dell'argento ha recentemente registrato una significativa volatilità, con prezzi che hanno subito forti oscillazioni dopo aver raggiunto massimi storici.
La situazione in Venezuela ha riacceso la domanda di beni rifugio, a vantaggio sia dell'oro che dell'argento, poiché gli investitori cercano di proteggersi dai rischi geopolitici. Ciò dimostra che le tensioni geopolitiche sono un fattore chiave per gli acquisti di metalli preziosi come beni rifugio.
Nel complesso, l'affermazione secondo cui i rischi geopolitici stanno facendo impennare i prezzi dell'argento si riflette direttamente nei dati sui prezzi.
Questa impennata è il risultato di molteplici fattori, tra cui la domanda di beni rifugio, la scarsità dell'offerta e l'aumento dell'uso industriale, che nel loro insieme modellano l'attuale volatilità del mercato dell'argento.
Superare i 100 dollari per l'argento è solo questione di tempo!
WisdomTree - Tactical Daily Update - 15.01.2026Le trimestrali delle big bank Usa sono buone, ma non creano entusiasmo.
Le Borse sono vicini ai massimi, ma pese lo scenario geopolitico.
L’export cinese riflette la forza dell’Asia: premiate le Borse dell’area.
Giappone in auge: la Premier spinge su spesa e altri stimoli pubblici.
Le Borse europee hanno archiviato la seduta di ieri, martedì 14 gennaio, in ordine sparso e senza una direzione chiara, risentendo del clima più fragile proveniente da Wall Street e di un contesto geopolitico tornato improvvisamente ad alta tensione.
A pesare sull’umore degli investitori è stata soprattutto la debolezza del mercato americano, alle prese con le trimestrali delle grandi banche Usa, ma anche un insieme di fattori politici e macroeconomici che continuano a creare frizioni sui mercati globali.
Al centro dell’attenzione resta in particolare il fronte iraniano, tornato a generare forte nervosismo dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha esortato gli iraniani a proseguire le proteste promettendo “aiuti in arrivo”, senza però chiarirne la natura.
Il mercato non esclude l’ipotesi di un intervento militare, uno scenario che rischierebbe di far deflagrare ulteriormente l’equilibrio già precario del Medio Oriente. Trump ha inoltre minacciato dazi del 25% contro i Paesi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran, invitando i manifestanti a intensificare la pressione sulla leadership di Teheran.
In secondo piano, ma non meno rilevanti, restano le tensioni tra la Fed e la Casa Bianca, alimentate dall’indagine penale in corso sul presidente della Federal Reserve, Jerome Powell.
Un tema che continua a sollevare interrogativi sull’indipendenza della banca centrale americana, nonostante il sostegno pubblico arrivato da diversi vertici di banche centrali internazionali, che hanno ribadito l’importanza di preservarne l’autonomia.
Sullo sfondo, l’Europa ha riaffermato il proprio sostegno all’autonomia della Groenlandia, mentre la Danimarca ha annunciato un incremento delle risorse militari nell’area.
Tra i listini europe, solo Piazza Affari è riuscita a chiudere sopra la parità, con il Ftse Mib a +0,27%, mentre Wall Street ha terminato la seduta in calo: Dow Jones -0,09%, S&P500 -0,53% e Nasdaq -1%.
Tra i titoli bancari, Wells Fargo & Co ha ceduto fino a -3% a causa di ricavi inferiori alle attese; Bank of America ha deluso nonostante risultati trimestrali superiori alle stime, mentre Citigroup è salita grazie a conti in miglioramento, pur rimanendo sotto le aspettative.
Dai dati macro Usa sono arrivati segnali contrastanti: a novembre l’indice dei prezzi alla produzione è cresciuto dello 0,2%, meno dello 0,3% atteso, mentre le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,6%, superando le previsioni del 0,4%.
Numeri che confermano un’inflazione in rallentamento, ma una domanda di materie prime e semilavorati ancora resiliente.
Permane il buon momento dei mercati azionari asiatici, dove anche nella seduta di oggi, 15 gennaio, hanno visto nuovi record diffusi. L’indice MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,7%, trainato dal Giappone.
A Tokyo il Nikkei avanza dell’1,2% e supera per la prima volta quota 54.000 punti, mentre lo yen si indebolisce per il settimo giorno consecutivo contro il dollaro, toccando i livelli più bassi da luglio 2024.
La stampa nipponica parla di uno scioglimento imminente del Parlamento e di elezioni anticipate all’inizio del prossimo mese, che potrebbero rafforzare il mandato della premier Sanae Takaichi, oggi in testa ai sondaggi.
Nel resto dell’area: Hang Seng +0,2%, CSI 300 -0,1%, Taiex di Taiwan +0,8%, su nuovi massimi storici. La Cina chiude il 2025 con un surplus commerciale record di 1.189 miliardi di dollari, esportazioni in crescita del +5,5% annuo e importazioni stabili, nonostante le tensioni con gli Stati Uniti, verso cui l’export è sceso a doppia cifra per gran parte dell’anno.
Le esportazioni cinesi di terre rare nel 2025 hanno raggiunto 62.585 tonnellate, in aumento del 12,9% annuo; a dicembre le spedizioni sono scese del 20% su mese a 4.392 tonnellate, ma risultano superiori del 32% rispetto alle 3.326 tonnellate di dicembre 2024.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio si stabilizza dopo quattro sedute di forti rialzi: il Brent tratta a 65,30 dollari al barile, sui massimi da ottobre. Negli Usa, le scorte di greggio sono aumentate di 5,23 milioni di barili nella settimana chiusa il 9 gennaio, quelle di benzina di 8,23 milioni e i distillati di 4,34 milioni.
L’indice Bloomberg Commodity sale a 114,80 dollari, nuovi massimi da oltre tre anni.
I metalli preziosi e qualli industriali restano protagonisti: oro e argento aggiornano i record, con guadagni da inizio anno del +7% e +26%.
Segnali di risveglio e ritorno di interesse sul mercato delle crypto currencies: Bitcoin estende il rally: +3,4% nella seduta di martedì, +8% in due settimane, recuperando interamente il -6,5% accumulato nel 2025, sostenuto anche dall’acquisto record di 1,3 miliardi di dollari da parte di Strategy e dall’attesa per il Clarity Act, la cui revisione è stata rinviata all’ultima settimana di gennaio.
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Argento (XAG), il leader del 2025: può salire ancora?All’interno del comparto dei metalli preziosi nel mercato delle materie prime, l’argento è stato il leader nel 2025, con una performance superiore al 150 %, pari al doppio di quella dell’oro. L’argento è stato sostenuto da una combinazione di fattori fondamentali e tecnici:
• Una forte correlazione positiva con il prezzo dell’oro
• Una fase di sovraperformance tecnica (segnali rialzisti del rapporto Argento/Oro nel 2025) rispetto all’oro
• Una forte domanda industriale (IA, energia solare, veicoli elettrici)
• Negli Stati Uniti, l’argento è stato inserito nella lista dei minerali critici dal governo USA
• Una forte domanda finanziaria tramite gli ETF sull’argento negli Stati Uniti, favorita dalla debolezza del dollaro nel 2025 e dal calo dei tassi nominali e reali
• Naturalmente, il persistente contesto geopolitico e il ruolo di bene rifugio dei metalli preziosi
Con l’argento (XAG) divenuto la terza maggiore capitalizzazione di mercato a livello globale, dietro all’oro e al titolo Nvidia, anche l’analisi tecnica fornisce un segnale rialzista per la tendenza di fondo, a condizione che il prezzo rimanga al di sopra del supporto chiave a 49 dollari.
Dal punto di vista grafico, la rottura dei massimi storici ha convalidato un’accelerazione rialzista di lungo periodo, tipica di un mercato che entra in una fase di “price discovery”. I volumi scambiati confermano questo movimento, evidenziando una crescente partecipazione degli investitori istituzionali e una netta espansione della liquidità. La struttura di mercato resta per ora solida, con fasi di consolidamento brevi e poco profonde, segno di una pressione d’acquisto persistente, in particolare attraverso gli ETF sull’argento statunitensi.
Sul piano macroeconomico, l’ambiente rimane favorevole agli asset reali. La graduale normalizzazione della politica monetaria statunitense, unita a un rallentamento della disinflazione, mantiene una pressione al ribasso sui tassi reali, un fattore storicamente molto favorevole per l’argento. A ciò si aggiunge un deficit strutturale dell’offerta, poiché gli investimenti minerari non sono aumentati a sufficienza negli ultimi anni per soddisfare la crescita della domanda industriale.
Tuttavia, dopo una salita così spettacolare, il rischio di correzioni tecniche non può essere escluso. Sono probabili prese di profitto di breve periodo, soprattutto considerando che l’argento ha nettamente sovraperformato l’oro negli ultimi otto mesi.
In termini di prospettive di lungo periodo, la tendenza resta rialzista finché l’ex massimo storico, ovvero 49 dollari, funge da supporto. È importante tenere presente che, prima o poi, il mercato tornerà a testare questo livello di prezzo.
In conclusione, l’argento mantiene un profilo fondamentale e tecnico molto attraente anche nel 2026. Occorre però prestare attenzione a una fase di ritracciamento verso il supporto, che probabilmente si manifesterà nel primo trimestre del 2026. Finché la tendenza di fondo rimane intatta, XAG resta un asset strategico all’interno di un’allocazione orientata alla protezione dall’erosione monetaria e alla diversificazione di fronte alle incertezze economiche e geopolitiche.
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XAGUSD SHORT Dopo la salita che dicevo l altro giorno ho continuato a monitorare il grafico e l'oscillazione giornaliera e avendo continuato la salita in modo ripido e facendo sempre massimi più alti, ho valutato di aprire una posizione sull'argento con una size ridotta essendo che operando dal punto C dal mio punto di vista si è esposti a più rischi e avendo un asset molto direzionale non voglio espormi in modo troppo aggressivo e mettere a rischio il mio capitale.
La strategia che ho applicato punta ad arrivare nella zona dell RT ed avendo notato un buon RR ho pensato di aprire una posizione short.
RSI è in ipercomprato e in divergenza da parecchi giorni quasi un mese e penso che le commodities stiano e sono entrate in una sorta di bolla che le porterà nel 2026 a parere mio ad un ritraccio ed a una valutazione più bassa e salutare per il mercato, basti pensare che l'argento è salito di un +120% circa da inizio anno
XAGUSD SHORT SETUPOsservando il grafico dell argento in dollari noto che stiamo continuando a fare massimi storici dopo massimi storici. E' un grafico che ultimamente ha più forza dell'oro e sviluppa sequenze come in questo caso impulsive avendo molte banche e investitori che lo comprano sempre di più come asset di diversificazione.
Ha sviluppato questa sequenza rialzista che è arrivata al termine nell'area C e mi aspetto dopo una rapida salita III (seq. più debole) una discesa nel box dai 54.559 a 51.468.
Inoltre RSI sta registrando una divergenza molto importante e il prezzo si trova attualmente in un area dove i compratori incominciano a prendere profitti e uscire dalle posizioni e i venditori a trovare rischi rendimenti e operatività Sell molto interessanti.
La mia visione è short anche per una questione statistica che dopo un rialzo di 12 candele su 14 rialziste nel timeframe daily gli operatori a mercato tendono a vendere.
SILVER LONG 📉 Analisi XAG/USD – Struttura correttiva e possibile ripartenza long
Sul timeframe 4H l’argento sta completando una chiara struttura correttiva ABC all’interno di un trend rialzista dominante.
Dopo il massimo nell’area 53.5–54, il prezzo ha sviluppato un movimento discendente in tre onde (A-B-C), trovando reazione nella zona di domanda evidenziata in basso, in confluenza con:
Ritracciamento profondo della gamba impulsiva precedente
Media dinamica (MA 200) che ha agito come supporto
Zona di liquidità inferiore (box viola + box bianco)
In questa area il prezzo ha mostrato assorbimento e una prima candela di inversione, confermando potenziale esaurimento dell’onda C.






















