EURUSD- 1,15 e si chiude il ciclo Daily?Le proiezioni Hosoda mi indicano che Fiber vede ancora 1,15 (proiezione N). Attualmente si trova sotto la Kumo, del sistema Ichimoku, e nell'ultima seduta ha reagito a due angoli di Gann (quello rosso e l'altro nero). Per arrivare alla proiezione N (1,14917) dovrebbe superare un angolo di Gann e il minimo precedente, obiettivo arduo ma non impossibile. La negazione di tale, ipotetico, scenario si avrebbe con il superamento, confermato, del massimo della candela di venerdi, queso creerebbe un minimo superiore al precedente e la continuazione del trend al rialzo (che secondo le mie analisi è quello dominante sia nel settimanale che nel mensile) oppure darebbe il via ad una fase laterale.
Idee di trading
EURUSD può ancora scendere?EURUSD: settimana negativa con rifiuto di tornare sopra 1.16. In questi ultimi minuti della settimana tenta di avvicinarsi a 1.15.
Il mercato si è tranquillizzato dopo l'incontro di Trump con XI e sembra essersi dimenticato che la svalutazione del dollaro rimane cmq uno dei principali metodi con cui Trump proverà a incrementare le esportazioni dei prodotti americani.
Il minimo di Agosto a 1.14 potrebbe frenare questa fase. Studieremo la reazione a tempo debito.
Uso sempre le charts di Capital.com per le mie analisi. Sono intuitive, lineari e super precise. Se fate trading, ve le consiglio davvero!
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Risk Disclaimer
Le informazioni fornite hanno solo scopo informativo e non devono essere considerate come consulenza finanziaria. Si prega di fare le proprie ricerche prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 31.10-2025L’ECB, come previsto, lascia invariati i tassi, Borse europee senza reazioni.
Trump-Xi firmano, come annunciato, uno «storico» accordo sul «trade».
Trimestrali Usa confermano il boom dell’AI e dei relativi investimenti.
Si esauriscono le vendite su metalli preziosi: possibili nuovi rialzi.
Chiusura fiacca ieri, 30 ottobre, per le Borse europee, appesantite dall’esito della riunione della Banca Centrale Europea, che ha confermato il costo del denaro: 2,00% sui depositi, 2,15% sulle operazioni di rifinanziamento principali e 2,40% su quelle marginali, decisione in linea con le attese.
Durante la conferenza stampa, Christine Lagarde ha ribadito l’approccio “data dependent”, assicurando che la crescita non desta particolari preoccupazioni, con il Pil dell’Eurozona salito dello 0,2% nel terzo trimestre. I rischi sulla crescita, ha aggiunto, risultano ora più bilanciati grazie all’allentamento delle tensioni commerciali tra UE, Usa e Cina.
Tuttavia, nessuna indicazione è emersa sulle mosse future del board: con uno scenario d’inflazione «più incerto del solito», difficilmente si vedranno interventi sui tassi prima del primo trimestre 2026.
Anche Wall Street ha chiuso negativa: Dow Jones -0,23%, S&P 500 -0,99%, Nasdaq -1,57%. I riflettori restano sulle big tech: Meta Platforms e Microsoft in forte calo dopo i conti. Il titolo Meta crolla di oltre -12%, penalizzato dall’aumento della spesa in conto capitale a 70-72 miliardi di dollari (contro i precedenti 66-72 miliardi), cifra destinata a finanziare l’espansione nell’intelligenza artificiale. Dati trimestrali comunque solidi, con utili e ricavi superiori alle stime.
Anche Microsoft cede terreno, complice l’avvertimento della CFO Amy Hood su un’accelerazione della spesa in conto capitale nel nuovo esercizio. L’azienda ha comunque battuto le attese, con i ricavi della divisione Azure in crescita del +40%. In controtendenza Alphabet, sostenuta dagli ottimi risultati di Google Cloud e YouTube.
A livello globale, le Borse archiviano un ottobre brillante: l’indice MSCI World avanza del +1,7% nel mese e del +18,2% da inizio anno, mentre l’MSCI Emerging Markets, al decimo mese consecutivo di rialzo, segna +5% su base mensile e +31,2% da gennaio. I motori restano gli stessi: attenuazione delle tensioni geopolitiche, taglio dei tassi Usa e corsa dell’IA.
Il sentiment sembra trovare conferma nei future: quello sul Nasdaq 100 indica stamane, 31 ottobre, un’apertura in rialzo dell’1,2%, dopo la frenata di giovedì. A spingere sono i conti di Amazon e Apple, entrambi superiori alle attese. Nel post-market Amazon balza del +13% e Apple del +3%.
Amazon.com ha registrato un utile per azione di 1,95 dollari, con ricavi a 33 miliardi contro stime di 32,5. Per il trimestre in corso, il gruppo prevede ricavi tra 206 e 213 miliardi, in linea con le attese. Il CEO Andy Jassy ha sottolineato «la forte domanda nel settore dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture».
Apple ha superato le previsioni con un EPS di 1,85 dollari (atteso 1,78) e ricavi record per il trimestre, 102,5 miliardi di dollari, trainati da iPhone e servizi digitali.
Sul fronte valutario, giornata volatile per l’euro, che scivola sotto 1,16 contro dollaro, mentre gli investitori ricalibrano le aspettative sulla Fed in un contesto privo di dati macro per via dello shutdown statunitense. Secondo il FedWatch del CME Group, la probabilità di un ulteriore taglio dei tassi quest’anno è scesa al 70%, dal 90% di mercoledì.
Sul fronte delle materie prime, l’oro risale poco sotto i 4.000 dollari/oncia, nonostante deflussi dagli ETF per il sesto giorno consecutivo, segnale di un parziale rientro degli eccessi d’acquisto accumulati negli ultimi due mesi. Il petrolio Brent resta stabile a 65 dollari/barile, in attesa della riunione OPEC+ di domenica 2 novembre: il consenso è per un aumento di 137.000 barili/giorno a dicembre. Fonti interne indicano che i membri del gruppo hanno già incrementato la produzione di 2,7 milioni di barili/giorno, pari al 2,5% dell’offerta globale.
Oggi, 31 ottobre, i listini Asia-Pacifico si mostrano contrastati dopo l’incontro Trump–Xi e le decisioni della BCE. Goldman Sachs ha alzato la stima di crescita del PIL cinese 2025 al +5,0% dal +4,9%. Il Nikkei 225 segna un nuovo record storico con l’odierno +1,8% giornaliero e +13,5% mensile in euro. L’inflazione giapponese resta sopra il 2%, ma la BoJ potrebbe rinviare il rialzo dei tassi a gennaio (0,75%).
Hang Seng e CSI300 arretrano di circa -1%, con ottobre in calo dell’1,6% per il primo e in lieve rialzo (+1,9%) per il secondo. L’attività manifatturiera resta in contrazione per il settimo mese consecutivo. A Seoul, il Kospi guadagna +0,4%, vicino ai massimi storici (+20% mensile in euro). In India, il BSE Sensex flette leggermente ma chiude ottobre con un +5%.
Il Bloomberg Commodities Index (106,9 dollari) archivia il terzo mese consecutivo di rialzo (+3,7%), spinto da gas naturale Usa (+23%), oro (+3,7%), argento (+5%), rame e alluminio (+7%), soia (+11%). Proprio sulla soia si concentra l’accordo commerciale Usa–Cina: secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent, Pechino acquisterà 12 milioni di tonnellate entro gennaio e 25 milioni l’anno per i prossimi tre anni.
L’oro, pur sotto i massimi del 20 ottobre, segna il nono mese positivo su dieci, con un progresso del +52% da inizio anno. Nei bond, ottobre dovrebbe chiudersi come ottavo mese positivo su dieci per il Treasury decennale (+0,2%), con rendimento in calo dal 4,15% al 4,08%. In Europa, il BTP decennale guadagna +1,3%, miglior mese da aprile, favorito dall’upgrade delle agenzie di rating e dalle difficoltà francesi: lo spread a 75 pb è il più basso dal 2010.
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Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
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Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
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Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
EURUSD rompe il triangolo al ribasso.L’EURUSD ha appena rotto il triangolo al ribasso, segnalando una possibile continuazione della tendenza discendente 📉
Dopo una fase di compressione dei prezzi all’interno della figura, la rottura verso il basso indica che la pressione dei venditori è prevalente. Questo movimento potrebbe portare la coppia a cercare le zone di liquidità situate sotto i minimi precedenti, confermando un momentum ribassista più forte.
Tuttavia, un retest della base del triangolo non è da escludere: il prezzo potrebbe tornare brevemente su questa zona per confermare la rottura prima di proseguire verso livelli inferiori 🔁💰
In sintesi, la struttura tecnica suggerisce una perdita di forza rialzista e un possibile allargamento del movimento ribassista nei prossimi giorni 📊🔥
[QUANDO OPERARE SU LONDRA E/O NY] - Se sto a DubaiFUSI ORARI CHIAVE :
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Orario locale : 09:30-16:00
Ora a Dubai (estate) : 17:30-00:00
Ora a Dubai (inverno) 18:30-01:00
MOMENTI CHIAVE DI TRADING (ora di Dubai) :
Fascia oraria : 10:00-11:00
Sessione : Pre-Europa
Volatilità : Bassa
Focus operativo : Setup, analisi
Fascia oraria : 11:00-13:30
Sessione : Apertura Londra
Volatilità : Alta
Focus operativo : Forex EU, DAX, FTSE
Fascia oraria : 13:30–17:30
Sessione : Europa attiva
Volatilità : Media
Focus operativo : Trend su EUR/USD, Oro
Fascia oraria : 17:30–19:30
Sessione : Londra+NY overlap
Volatilità : Massima
Focus operativo : Indici globali, USD crosses
Fascia oraria : 19:30–00:00
Sessione : Sessione USA
Volatilità : Alta
Focus operativo : Nasdaq, S&P 500, Oil
Fascia oraria : 00:00–02:00
Sessione : After-market
Volatilità : Bassa
Focus operativo : Crypto o chiusura posizioni
SINTESI OPERATIVA
• Sessione Londra: 11:00 – 19:30 (Dubai)
• Sessione New York: 17:30 – 00:00 (Dubai)
• Picco di attività globale: 17:30 – 19:30
• Fuso spostato +3h rispetto all’Italia (in estate)
CONSIGLIO PRATICO
Imposta la tua routine di trading tra le 11:00 e 00:00 (Dubai): mattina per analisi, pomeriggio per Europa, sera per USA. Mantieni la stessa strategia dell’Italia, semplicemente spostata in avanti di circa 3 ore.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 29.10.2025Azionario in guardingo ottimismo, in attesa del taglio, certo dei tassi FED.
Molta attesa anche per i dettagli e la firma dell’accordo USA-Cina.
Borse asiatiche ancora in recupero: Tokio e Seoul a nuovi massimi storici.
Oro giù -11% dai massimi: analisti divisi, per molti già «cova» il rimbalzo.
I mercati azionari globali hanno chiuso la giornata di lunedì 28 ottobre con un nuovo slancio rialzista, alimentato dalla maggiore propensione al rischio e dalle attese per la decisione sui tassi della Federal Reserve, in calendario per mercoledì 29 ottobre. Gli operatori scommettono su un taglio di 25 punti base, mentre giovedì sarà la volta della Bce, da cui ci si attende un atteggiamento invariato.
L’ottimismo è stato rafforzato anche dal clima più disteso tra Washington e Pechino, alla vigilia del viaggio asiatico di Donald Trump, iniziato oggi con la tappa di Tokyo per incontrare l’imperatore e il neo premier Sanae Takaichi, prima del summit di giovedì in Corea del Sud con Xi Jinping.
Le Borse europee hanno consolidato i record della scorsa settimana, sostenute dal sentiment positivo globale. Cac 40 (Parigi) +0,16%, Dax 30 (Francoforte) +0,31%, Ftse 100 (Londra) +0,06%, Ftse Mib (Milano) in evidenza con +0,5%, miglior piazza del continente.
Sul fronte macro, la fiducia dei consumatori tedeschi — misurata dall’indice GfK — è scesa a -24,1 punti (da -22,5 di ottobre), mentre l’indice Ifo sul clima aziendale è migliorato a 88,4 punti (da 87,7), segnalando un’economia in cerca di equilibrio.
A New York gli indici hanno proseguito la corsa. Il Nasdaq è salito dello 0,8%, lo S&P500 dello 0,2%, entrambi su nuovi massimi storici.Tra i protagonisti, Apple ha toccato una capitalizzazione di 4.000 miliardi di dollari, soglia ora condivisa anche da Microsoft, risalita grazie al rafforzamento della sua partecipazione in OpenAI.
Anche Nvidia si mantiene sopra i 4.000 miliardi, avvicinandosi rapidamente ai 5.000 miliardi, sostenuta dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale.
In Asia la seduta di oggi, mercoledì 29, si è aperta con nuovi record. Giappone: il Nikkei guadagna +2,2%, aggiornando i massimi. Il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha invitato Tokyo a rafforzare la lotta all’inflazione, con un occhio all’andamento dello yen.
Cina: mentre Hong Kong resta chiusa, l’indice CSI300 avanza dell’1%, ai top dal 2022. Trump ha anticipato l’intenzione di ridurre i dazi sui prodotti cinesi, legando il tema al contrasto della crisi del fentanyl e ai colloqui sul chip Blackwell di Nvidia.
Corea: l’indice Kospi guadagna +0,7%, nuovo record. SK Hynix vola di +5% dopo un utile trimestrale in crescita del 62% a/a.
Sul fronte delle commodities, il petrolio resta sotto pressione. Il Brent cede l’1,9% a 64,34 Dollari/barile, il WTI perde il 2% a 60,1, penalizzati dai timori di eccesso d’offerta nonostante le sanzioni USA alle compagnie russe.
Un possibile sostegno ai prezzi potrebbe fornirlo il calo delle scorte USA, diminuite di 4,02 milioni di barili nella settimana al 24 ottobre, secondo l’American Petroleum Institute.
Il prezzo dell’oro mostra segnali di stabilizzazione: il metallo giallo risale a 3.960 dollari l’oncia, dopo essere scivolato fino a 3.885 dollari, minimi da inizio ottobre. Dall’inizio del mese ha perso oltre l’11% rispetto al picco record di 4.381 dollari.
Nel terzo trimestre, gli ETF sull’oro fisico hanno registrato una raccolta record, mentre le banche centrali restano defilate: la pressione ribassista è stata generata soprattutto dagli investitori privati e dagli asset manager, più sensibili alle performance di breve periodo.
Un importante segnale distensivo arriva dal mercato agricolo: la cinese COFCO ha acquistato tre carichi di soia USA, per un totale di 180.000 tonnellate in consegna tra dicembre e gennaio dai porti del Pacifico nord-occidentale.
Si tratta dei primi acquisti della nuova stagione, e il mercato li legge come un gesto distensivo prima del vertice Trump–Xi.
I futures sulla soia di Chicago sono balzati ai massimi da 15 mesi, rimbalzando dai minimi quinquennali grazie alle speranze di un accordo commerciale USA–Cina.
Valute e obbligazioni: calma piatta in attesa delle banche centrali. Sul valutario, l’euro scambia a 1,1661 dollari (da 1,1654) e 177,43 yen (da 178,08). Il dollaro/yen arretra a 152,15 (da 153,05).
Sul mercato obbligazionario, poche variazioni: lo spread BTp–Bund resta stabile a 78 punti base.
Il BTp benchmark ottobre 2035 rende 3,4%, in linea con la vigilia; l’OAT francese novembre 2035 è al 3,42%.
Negli Stati Uniti, il Treasury decennale tratta al 3,98%, mentre il BTp decennale si attesta al 3,39%, con lo spread BTp/OAT in vantaggio di 2 punti base.
Bitcoin oscilla intorno a 113.600 dollari, dopo un calo dell’1,4% martedì. Da metà agosto il prezzo si muove attorno alla media mobile a 100 giorni, segnalando un raffreddamento del sentiment.
Secondo Glassnode, il recente rimbalzo è coinciso con il ritorno in positivo dei flussi netti negli ETF spot USA.
I dati di SoSoValue mostrano quattro giorni consecutivi di afflussi, sebbene ancora inferiori ai livelli osservati nei rally di inizio anno.
In sintesi, i mercati globali si muovono con prudente ottimismo: la Fed si prepara al possibile taglio dei tassi, la Bce resta attendista, e sullo sfondo si rafforza la prospettiva di un nuovo equilibrio tra Stati Uniti e Cina, che alimenta la corsa dei listini e sostiene i record storici su azioni e tecnologia.
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EURUSD H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
La Fed decide, mercati in attesa tra oro e petrolioIL GIORNO DELLA FED
Oggi è uno di quei giorni in cui potremmo finalmente avere maggiore chiarezza su ciò che potrebbe accadere nel prossimo futuro. Questo perché, nell’ultimo periodo, a causa dello shutdown negli Stati Uniti, non abbiamo avuto un quadro macroeconomico ben definito in vista della decisione della Federal Reserve, prevista per stasera alle ore 19:00 italiane.
Gli ultimi dati sul mercato del lavoro risalgono a oltre un mese fa e, recentemente, non siamo riusciti a valutare la resilienza dell’economia statunitense al congelamento delle attività pubbliche. Queste sembrano avere un costo stimato di circa 15 miliardi di dollari a settimana. Dopo cinque settimane, si parla di 75 miliardi di dollari in meno nel sistema, un impatto che potrebbe pesare soprattutto sui consumi.
Sul fronte azionario, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,34%, chiudendo a 47.706 punti, dopo aver toccato un nuovo massimo a 47.943. L’S&P 500 è salito dello 0,23%, chiudendo a 6.891 punti, poco sotto il massimo storico di 6.911. Performance positiva anche per il Nasdaq, in rialzo dello 0,8% a 23.827 punti, con massimo a 23.901.
Al momento non sembrano esserci segnali di correzione, complice l’entusiasmo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, si sa, i mercati sono volubili e, dati gli eccessi, prima o poi potrebbero iniziare a correggere.
DOLLAR INDEX
L’indice del dollaro è salito verso quota 99, recuperando le perdite di inizio settimana. Gli investitori si preparano alla decisione della Federal Reserve, con un taglio dei tassi di un quarto di punto ormai dato per certo.
L’attenzione è rivolta anche alle parole del presidente Jerome Powell, da cui si attendono indicazioni sulla possibilità di un ulteriore taglio a dicembre. Con trepidazione, si attende anche l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente cinese Xi Jinping, che dovrebbe finalizzare un accordo per sospendere i dazi statunitensi e rivedere i controlli sulle esportazioni di terre rare da parte della Cina.
Sul fronte valutario, si segnala il movimento dello yen: USD/JPY è salito sopra quota 152,30. A livello politico, il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha incontrato il Ministro delle Finanze giapponese, Satsuki Katayama, per discutere della volatilità dei tassi di cambio, sollecitando una “politica monetaria solida”. L’incontro è stato interpretato come una sottile critica alla lenta normalizzazione dei tassi in Giappone.
Il timore, da parte americana, è che il Giappone possa svalutare lo yen. L’incontro mirava a preservare la stabilità valutaria. Intanto, la sterlina mostra debolezza, con il Cable a 1,3230, dopo segnali di rallentamento dell’inflazione.
GOLD
L’oro è stato l’asset più volatile tra i principali, inizialmente protagonista di un forte movimento rialzista, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali. Questi acquisti sono stati motivati sia da esigenze di copertura dei portafogli azionari, sia da strategie di diversificazione.
Va inoltre considerata la crescente dedollarizzazione del mercato, un fenomeno che non può essere sottovalutato. L’oro rappresenta un bene tangibile, contrapposto alle valute fiat che, secondo alcuni, hanno perso parte del loro status di asset affidabili.
Tuttavia, nelle ultime sedute, il metallo giallo ha subito un forte ripiegamento, perdendo oltre 400 dollari l’oncia e tornando sotto quota 4.000. Le cause sono da ricercare nelle prese di beneficio e nel fatto che i prezzi avevano raggiunto livelli impensabili solo poche settimane fa.
PETROLIO
I future sul greggio WTI si sono attestati intorno ai 60 dollari al barile, in calo da tre giorni. I mercati cercano di comprendere l’impatto delle sanzioni statunitensi sulla Russia e le persistenti preoccupazioni legate all’eccesso di offerta.
La scorsa settimana, Washington ha inserito Rosneft e Lukoil nella lista nera, colpendo i principali produttori di petrolio russi. Le raffinerie indiane hanno sospeso i nuovi ordini di greggio russo in attesa di nuove linee guida, sebbene la compagnia petrolifera statale IOC abbia dichiarato che continuerà gli acquisti nel rispetto delle sanzioni.
Permane lo scetticismo sull’efficacia delle sanzioni nel compensare l’eccesso di offerta, soprattutto considerando che l’OPEC+ starebbe valutando un ulteriore aumento della produzione nella prossima riunione.
Infine, le dinamiche del petrolio potrebbero essere influenzate anche dagli sviluppi commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Saverio Berlinzani
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Perché il dollaro non brilla di luce propria?In queste settimane di shutdown negli Stati Uniti, i mercati stanno vivendo una sorta di sospensione: i flussi macroeconomici si sono interrotti, le statistiche ufficiali mancano, eppure il dollaro continua a reggere.
Secondo Goldman Sachs, questa calma apparente nasconde un equilibrio fragile. Senza nuovi dati americani da interpretare, gli investitori hanno spostato lo sguardo all’estero, dove le tensioni politiche in Giappone, Francia e Regno Unito mantengono alta la volatilità e spingono molti operatori a rifugiarsi nel biglietto verde.
In altre parole, il dollaro non brilla di luce propria: semplicemente, gli altri sembrano messi peggio.
USD: L’assenza che fa bene
Nonostante la mancanza di numeri, il dollaro resta il punto di riferimento.
Il ragionamento dei mercati è semplice: se le acque si agitano altrove, conviene restare ancorati alla valuta più liquida e difensiva del mondo.
I rischi fiscali in Europa e in Asia, insieme all’incertezza politica, hanno riportato il flusso di capitali verso gli Stati Uniti, anche se la macchina federale è temporaneamente ferma.
Eppure, Goldman Sachs invita a non farsi illusioni: questo effetto “rifugio” potrebbe durare poco.
Lo shutdown non è solo un fastidio burocratico, rischia di frenare l’attività economica americana, mentre alcuni segnali di raffreddamento del mercato del lavoro cominciano già a emergere.
La banca prevede che, nel corso del 2026, il dollaro possa iniziare un lento indebolimento. A pesare saranno il ritorno delle tensioni commerciali globali, l’incertezza fiscale e una possibile normalizzazione dei differenziali di tasso.
Per ora, tuttavia, la forza del biglietto verde racconta un paradosso: nel silenzio dei dati, il mercato ascolta solo le paure degli altri.
JPY: Yen in difesa, ma pronto a sorprendere
In Asia, lo yen giapponese continua a muoversi in territorio fragile.
La Bank of Japan ha abbassato le aspettative di un rialzo dei tassi a ottobre, raffreddando le speranze di chi sognava una svolta monetaria dopo anni di ultra-stimoli.
A complicare le cose, il nuovo ministro delle finanze ha evocato una sorta di “Abenomics 2.0”, una versione aggiornata delle politiche espansive che hanno segnato un’epoca.
Il messaggio è chiaro: niente fretta nel normalizzare i tassi, e più spazio alla spesa pubblica.
Per Goldman Sachs, un primo rialzo potrebbe arrivare potenzialmente solo tra dicembre e gennaio 2026, ma fino ad allora lo yen rimane una delle migliori coperture in caso di recessione globale.
Nonostante la debolezza nominale, molti gestori continuano a considerarlo un paracadute prezioso: quando il rischio aumenta, Tokyo diventa di nuovo una destinazione sicura.
GBP: Sterlina fragile e senza bussola
Nel Regno Unito, la sterlina sembra aver perso la bussola.
L’inflazione è finalmente in calo, ma questa buona notizia è anche un’arma a doppio taglio: più i prezzi rallentano, più cresce la probabilità che la Bank of England tagli i tassi.
Il risultato? Una valuta in affanno, scivolata ai minimi dell’anno contro euro e franco svizzero.
Anche il cosiddetto “premio fiscale” britannico, quel margine extra legato alle politiche di spesa pubblica, si è ridotto. E con i dati macroeconomici in continuo indebolimento, la sterlina appare sempre più vulnerabile.
Goldman Sachs mantiene una visione ribassista, ma prudente.
Preferisce scommettere su un calo del pound contro euro o valute scandinave, evitando il confronto diretto con il dollaro, che continua a godere della fiducia degli investitori globali.
In fondo, nel clima attuale, la fragilità della sterlina racconta un Regno Unito sospeso tra il desiderio di crescita e la paura di una stagnazione prolungata.
CAD: Debolezza strutturale, ma utile come funding
Anche il dollaro canadese non se la passa meglio.
La Bank of Canada sembra pronta a un nuovo taglio dei tassi di 25 punti base, segnale che l’economia domestica resta sotto pressione.
Con consumi in rallentamento, investimenti in calo e tensioni commerciali crescenti con gli Stati Uniti, il CAD si è trasformato da valuta “energetica” a moneta di funding: utile per finanziare posizioni più redditizie altrove, ma poco attraente di per sé.
Per ora, il destino del dollaro canadese sembra legato a doppio filo al prezzo del petrolio e all’andamento dell’economia americana. E finché Washington rimane in silenzio, anche Ottawa sembra condannata a seguire.
Vi ricordiamo che questa si tratta di un’analisi informativa in cui non viene fornito alcun consiglio finanziario.
In sintesi, il mercato FX sta vivendo una fase di equilibrio instabile.
Il dollaro resta forte, ma più per le debolezze altrui che per i propri meriti.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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EUR/USD: Target Raggiunto a 1.1665 – Strategia Vincente Il cambio Euro/Dollaro conferma la rottura rialzista con profitto di 590 $
Dopo aver aperto la posizione long dal livello 1.1606, il target fissato a 1.1665 è stato pienamente raggiunto, portando a casa un profitto di +59 pip (pari a 590$ su un lotto standard).
Il trend, come anticipato nell’analisi precedente, ha confermato il cambio di direzione dopo la rottura della trendline ribassista, spingendo i prezzi verso la fascia di resistenza chiave.
Attualmente, il cambio EUR/USD si trova in una fase di consolidamento sopra 1.1640, livello che potrebbe fungere da nuovo supporto dinamico. Un eventuale superamento di 1.1670/1.1690 aprirebbe spazio verso nuovi massimi settimanali.
🔹 Scenario tecnico attuale:
* Supporto chiave: 1.1640 – 1.1606
* Resistenza: 1.1665 – 1.1690
* Trend di breve: rialzista
* Prossimo obiettivo potenziale: 1.1730
Il risultato ottenuto non è solo una conferma operativa ma anche un segnale di crescita per il progetto editoriale. Ogni operazione documentata rappresenta un passo concreto nel percorso di trasparenza e strategia condivisa.
#EURUSD #ForexTrading #AnalisiTecnica #EuroDollar
Wall Street ai massimi, oro giù: focus su Fed e CinaNON C’È LIMITE AI RIALZI, PER ORA
Ancora una seduta positiva per gli indici USA, che hanno registrato nuovi massimi storici. L'S&P 500 è salito dell’1,23%, toccando il nuovo record di 6.877 punti. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,71%, mentre il Nasdaq è avanzato dell'1,86%, raggiungendo il massimo storico di 23.659 punti.
Sui mercati si respira un clima di rinnovato ottimismo, alimentato dalle prospettive di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha dichiarato che esistono le premesse per un’intesa significativa, che i presidenti potranno discutere giovedì. L’accordo potrebbe includere il rinvio delle restrizioni cinesi all’esportazione di terre rare, la cancellazione dei dazi del 100% sui prodotti cinesi previsti per il mese prossimo e la ripresa degli acquisti di soia da parte della Cina.
I titoli dei settori comunicazione e tecnologia hanno guidato i rialzi. Nvidia, Broadcom, Alphabet e Tesla hanno chiuso con guadagni superiori al 2%. Intanto, gli operatori si preparano a una settimana intensa sul fronte degli utili aziendali, con cinque dei cosiddetti "Magnifici Sette" pronti a pubblicare i risultati. Si prevede inoltre che la Federal Reserve possa procedere con un taglio dei tassi di 25 punti base nel corso della settimana.
VALUTE
Poche novità sul fronte valutario, con dinamiche che si ripetono da settimane. L’EUR/USD si avvicina ai livelli chiave di 1,1680 e 1,1720, ma senza particolare slancio. Anche il Cable si muove verso l’area di 1,3380–1,3390, mentre l’USD/JPY è tornato sotto quota 152,00 dopo aver testato i massimi di periodo sopra 153,20. L’EUR/JPY ha toccato 178,20 per poi ritracciare di circa 100 pips, in seguito al rientro dell’USD/JPY.
Le valute oceaniche mostrano segnali di correzione, con la speranza che l’accordo USA-Cina possa ridare fiato ad AUD e NZD, particolarmente penalizzate nell’ultimo periodo. L’impressione è che il dollaro sia da vendere sulle indiscrezioni fino alla decisione della Fed, per poi tornare a rafforzarsi una volta ufficializzato il probabile taglio dei tassi.
GERMANIA, IFO IN RIPRESA
L’indice Ifo sul clima aziendale in Germania è salito a 88,4 nel mese di ottobre 2025, rispetto agli 87,7 di settembre, superando le previsioni fissate a 88. L’indice delle aspettative è aumentato a 91,6, il livello più alto da febbraio 2022, mentre le condizioni attuali sono leggermente peggiorate, scendendo a 85,3 da 85,7.
Secondo il presidente dell’Ifo, Clemens Fuest, le aziende continuano a sperare in una ripresa economica nel prossimo anno, anche se la valutazione della situazione attuale è leggermente più negativa. Nel settore manifatturiero le aspettative sono migliorate, mentre nei servizi si registra un miglioramento del sentiment, grazie a una valutazione più favorevole delle condizioni attuali e a un minore scetticismo sulle prospettive future.
MOODY’S
Venerdì, Moody’s ha confermato il rating sovrano a lungo termine della Francia in valuta estera ad Aa3, ma ha rivisto l’outlook da stabile a negativo. La decisione è motivata dai crescenti rischi legati alla frammentazione politica, che potrebbero compromettere la capacità del Paese di contenere il deficit.
Nei mesi precedenti, anche Fitch, DBRS e S&P Global avevano declassato il rating della Francia. Il Ministro delle Finanze, Roland Lescure, ha commentato che la decisione di Moody’s riflette l’assoluta necessità di costruire un percorso collettivo verso un compromesso di bilancio. Il governo, ha aggiunto, resta determinato a raggiungere l’obiettivo di un deficit pari al 5,4% del PIL nel 2025 e a proseguire su un ambizioso percorso di riduzione del disavanzo pubblico, con l’intento di riportarlo sotto il 3% del PIL entro il 2029, senza compromettere la crescita.
Attualmente, il rating di Standard & Poor’s per la Francia è pari ad A+ con outlook stabile, mentre DBRS lo riporta ad AA, anch’esso con outlook stabile. Il rating creditizio è uno strumento fondamentale per fondi sovrani, fondi pensione e altri investitori, influenzando direttamente i costi di indebitamento di un Paese.
GOLD
L’oro è in calo, tornato abbondantemente sotto la soglia dei 4.000 dollari l’oncia, con un test a 3.957 mentre scriviamo. Si tratta del livello più basso da oltre due settimane. Le prospettive di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina hanno ridotto la domanda di beni rifugio.
I funzionari di entrambi i Paesi hanno annunciato di aver raggiunto un accordo quadro sui dazi e su altre questioni chiave durante i colloqui del fine settimana in Malesia. Questo apre la strada alla finalizzazione dell’intesa da parte del Presidente Trump e del Presidente Xi, che si incontreranno in Corea del Sud nei prossimi giorni.
Tuttavia, il dollaro debole e le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve hanno contribuito al sell-off del metallo giallo
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
EUR/USD: trend rialzista in costruzione da 1,1606Dopo aver chiuso la precedente operazione short sul livello 1,1606, ho riaperto una nuova posizione long dallo stesso punto chiave.
Il target operativo è fissato a 1,1665, con un potenziale di 59 pip a un lotto — un movimento interessante che, se confermato, rappresenta un chiaro segnale di forza rialzista.
Sul grafico si nota come il trend ribassista precedente abbia trovato un’area di supporto dinamico proprio in corrispondenza della rottura della trendline. L’attuale fase, infatti, suggerisce un possibile riposizionamento del prezzo verso la linea di tendenza (zona 1,1620–1,1630) prima di un eventuale proseguimento verso l’alto.
Per confermare la validità del nuovo trend sarà fondamentale l’oltrepassamento dei livelli 1,1642 e 1,1652: una chiusura sopra queste aree potrebbe aprire la strada a una nuova gamba rialzista, con potenziale estensione fino a 1,1690.
L’impostazione grafica suggerisce quindi un momentaneo cambio di sentiment, con i compratori che tornano protagonisti. Continuerò a monitorare l’evoluzione per valutare un possibile incremento della posizione in caso di conferme strutturali.
Settimana fondamentale per Euro-DollaroCome anticipa il titolo, la prossima settimana sarà cruciale per l’Euro-Dollaro, con diversi eventi market driver destinati ad aumentare la volatilità del cambio.
Al di là dei dati macro in calendario, l’attenzione sarà tutta concentrata su due appuntamenti chiave: mercoledì la Federal Reserve, con la decisione sui tassi e la consueta conferenza di Powell, e giovedì la BCE, che seguirà con le proprie comunicazioni.
Come ci arriviamo?
Sul fronte europeo non si attendono sorprese: il mercato prezza una BCE ferma, almeno per ora. Diversa invece la situazione negli Stati Uniti, dove gli operatori stanno scontando un taglio dei tassi di 25 punti base.
Sul fronte tecnico, la settimana si è aperta con una fase di debolezza per l’Euro-Dollaro, sceso fino all’area di 1,158, dove i prezzi hanno trovato un primo supporto, innescando poi un timido rimbalzo nella seconda parte della settimana. Il cambio ha così chiuso intorno a 1,1625, in leggero recupero ma ancora all’interno di una struttura laterale di breve periodo.
Difficile impostare una view direzionale netta in vista dei meeting Fed e BCE: da mercoledì in poi la volatilità sarà probabilmente dominata dalle reazioni macro, quindi meglio concentrarsi su alcuni livelli chiave da monitorare piuttosto che su previsioni rigide:
- Al ribasso i supporti principali restano in area 1,160/1,158, con un livello più strutturale a 1,154.
-Al rialzo invece prima resistenza in area 1,171, successiva invece a 1,174.
Il mio consiglio è arrivare alla serata di Mercoledì flat, per poi eventualmente prendere posizione dopo le conferenze delle due banche centrali.
EURUSD: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
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EURUSD, perché l'euro (per ora) ha smesso di salire Dopo aver provato diverse piattaforme, ho scelto le charts di Capital.com per le mie analisi: affidabilità, precisione e un’interfaccia davvero intuitiva.
Tanto per ricordare dove ci troviamo al cospetto del dollaro, diamo un'occhiata da una visuale più ampia
Questo è un timer frame trimestrale dove possiamo apprezzare il motivo per cui, almeno in parte, l'euro abbia deciso di fare un cooling break, visto che la pausa è iniziata quando eravamo in infradito
Con la chiusura trimestrale di giugno abbiamo un pattern di inversione, ancora non validato, presto all'apice di un trend definito e al cospetto di una resistenza dinamica importante. In teoria ci sono tutti gli ingredienti che l'analisi tecnica reclama per considerare attendibile un ragionamento contrarian come quello che ronza da un po’ nella testa di molti.
Certo che comunque il ragionamento resterebbe comunque incompleto perché mancante di importanti considerazioni macroeconomiche e geopolitiche che pure andrebbero tirate in ballo ma che noi, facendo affidamento su uno dei cardini irrinunciabili dell'analisi tecnica che vuole che i prezzi scontrino già tutte le informazioni disponibili, ce ne infischiamo
Sul più familiare time frame mensile il contesto non cambia ma cambia solo il pattern di inversione che, oltre a cambiare nome in shooting star, adesso risulta già validato in ottica short.
Dunque, pur in un contesto rialzista di medio periodo, diciamo che viviamo provvisoriamente in un habitat piuttosto ribassista sotto l'effetto di inerzia della shooting star da poco validata e dalla minaccia che, un pochino più giù, possa diventare operativo anche il pattern ribassista visto sul trimestrale.
Comunque, tirandoci giù da considerazioni un po troppo impegnative visto che siamo pur sempre alle otto di mattina di un venerdì e probabilmente preferiamo impegnare la nostra CPU piuttosto magari sul menù alimentare del fine settimana, ci limitiamo ad osservare come i prezzi intanto durano stato fermato da un bancale supporto statico in area 1,16
Anche qui, grafico settimanale, troviamo un pattern di inversione di shooting star a segnare l'inversione, momentanea quantomeno, del cambio.
Sul giornaliero, curiosamente ancora una volta sotto il regime di una shooting star, i prezzi stanno probabilmente confezionato il rimbalzo sul supporto con un pattern di sostanziale doppio minimo
Tutto ciò per dire che provavo i prezzi potrebbero continuare a salire per confezionare un fisiologico pullback alla fine del quale tirate le somme, nelle prossime settimane, per capire se il cambio avesse intenzione di abbandonare il canale parallelo di lunghissimo periodo (o quantomeno provare a farlo) segnando nuovi massimi relativi oppure tornare a scendere magari valutando l’hanging man del trimestrale.
Nel frattempo consoliamoci con un possibile long sul 4 ore
Wall Street cauta, petrolio e yen in rialzoTUTTO RIMANE APERTO
La seduta di ieri a Wall Street ha registrato guadagni contenuti per i principali indici, in un contesto segnato da una nuova ondata di utili societari. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,31%, l’S&P 500 dello 0,58% e il Nasdaq dello 0,89%.
Tra i singoli titoli, Tesla ha recuperato dopo un avvio incerto, chiudendo a +2,28%. I risultati trimestrali hanno deluso le aspettative, con profitti in calo di oltre un quarto, nonostante le consegne record di veicoli. IBM ha perso lo 0,87%, penalizzata da risultati poco convincenti, mentre T-Mobile ha ceduto il 2,2% a causa di performance inferiori alle attese. Union Pacific ha chiuso in calo dello 0,6% per via di un fatturato deludente, e Blackstone ha perso l’1,2%, nonostante abbia segnalato un aumento degli utili distribuibili.
In controtendenza, Honeywell ha guadagnato oltre il 5% grazie a vendite superiori alle stime. Intel, in lieve calo dello 0,6%, pubblicherà i risultati dopo la chiusura odierna.
Nel frattempo, si segnala la ripresa dei prezzi del greggio, innescata dalla decisione del presidente Trump di imporre sanzioni ai principali produttori petroliferi russi, Rosneft e Lukoil. Restano aperte le questioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, così come il mancato accordo sul bilancio federale e il rischio di shutdown.
VALUTE
I mercati valutari restano da settimane bloccati in un trading range, in assenza di fattori scatenanti che possano aumentare la volatilità. Le tensioni globali, i dazi, lo stallo sul bilancio USA e i rapporti con la Russia continuano a pesare sull’andamento dei cambi.
La decisione della Fed attesa per la prossima settimana potrebbe generare un aumento della volatilità nel breve termine. L’EUR/USD si mantiene nel range compreso tra 1,1660 e 1,1730, mentre il Cable oscilla tra 1,3250 e 1,3380. L’USD/JPY è l’unico a mostrare forza, salendo a 152,90, sostenuto dal piano fiscale della nuova politica economica del primo ministro giapponese Takaichi.
Sugli altri fronti, poche novità. Le valute oceaniche restano deboli, in attesa che la ripresa economica in Cina — principale partner commerciale di Australia e Nuova Zelanda — si consolidi.
GIAPPONE, SALE L’INFLAZIONE
A settembre 2025, l’inflazione annuale in Giappone è salita al 2,9%, rispetto al 2,7% registrato ad agosto. L’aumento è stato trainato dal primo rialzo dei prezzi dell’elettricità in tre mesi e dalla ripresa dei costi del gas, dopo la scadenza delle misure governative temporanee varate per compensare il caldo estivo.
La crescita dei prezzi ha interessato la maggior parte delle categorie. I prodotti alimentari hanno registrato un aumento del 6,7% su base annua, in rallentamento rispetto al +7,2% di agosto, segnando il rialzo più debole degli ultimi quattro mesi. L’inflazione core si è attestata al 2,9%, in linea con le attese e in aumento rispetto al precedente 2,7%.
PETROLIO
I prezzi del petrolio sono aumentati del 5% giovedì, dopo che l’amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni a Rosneft e Lukoil, citando lo stallo nei colloqui di pace con l’Ucraina. Gli Stati Uniti hanno inserito le due compagnie nella lista nera, esortando India e Cina a ridurre gli acquisti di greggio russo.
Venerdì, i future sul WTI hanno superato i 61 dollari al barile, toccando il massimo delle ultime due settimane e avviandosi verso il miglior guadagno settimanale da giugno. Rosneft e Lukoil rappresentano quasi metà delle esportazioni russe e sono cruciali per il bilancio del Cremlino. Alcuni rapporti indicano che le compagnie petrolifere statali cinesi hanno interrotto gli acquisti via mare, mentre le raffinerie indiane pianificano tagli drastici alle importazioni.
TURCHIA, SCENDONO I TASSI
La Banca Centrale di Turchia ha tagliato il tasso repo a una settimana di 100 punti base, portandolo al 39,5% nell’ottobre 2025. Sono stati ridotti anche i tassi sui prestiti overnight, al 42,5%, e sui prestiti ordinari, al 38%.
Sebbene la domanda suggerisca pressioni disinflazionistiche, i dati recenti indicano un rallentamento del processo e crescenti rischi legati ai prezzi alimentari. La banca ha ribadito l’impegno a mantenere una politica monetaria restrittiva fino al raggiungimento della stabilità dei prezzi.
Nel comunicato, il Comitato ha dichiarato che adeguerà i tassi con cautela, valutando ogni passaggio in base alle dinamiche dell’inflazione, ed è pronto a inasprire ulteriormente la politica se necessario. Il cambio EUR/TRY resta vicino ai massimi storici, in area 49,20.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
EURUSD pronto a rimbalzare al ribasso.L’EURUSD mostra segnali di possibile movimento rialzista a breve termine, con l’obiettivo di spazzare l’ultimo massimo (sweep del last high) prima di invertire la direzione.
Questa dinamica potrebbe portare la coppia a entrare nella zona dell’FVG (Fair Value Gap), che funge da area di interesse istituzionale. Una volta raggiunta questa zona, è probabile che il prezzo trovi una forte resistenza, favorendo un rimbalzo al ribasso.
In sintesi, la struttura suggerisce un potenziale movimento manipolatorio verso l’alto per catturare la liquidità sopra l’ultimo massimo, seguito da una fase correttiva ribassista verso livelli di prezzo inferiori.
EURUSD ritesta per un futuro rimbalzo ribassistaEURUSD ritesta per un futuro rimbalzo ribassista
Il corso dell’EURUSD sta attualmente ritestando una zona chiave di resistenza dopo un léger mouvement di rialzo tecnico. Questa fase di ritesto potrebbe preludere a un nuovo movimento ribassista, soprattutto considerando la pressione discendente presente sul timeframe superiore.
Si nota che il prezzo si trova ancora all’interno di una struttura di mercato dominata dai venditori: la volatilità rimane contenuta e ogni tentativo di recupero viene rapidamente respinto. Se il corso non riuscirà a superare con forza la zona del ritesto, è probabile che torni a scendere per cercare la liquidità situata nei minimi precedenti.
EUR/USD – +87 Pip di ProfittoStrategia confermata: chiuso lo short da 1,1693 a 1,1606 con profitto netto. Aggiornamento sulle mie operazioni e visione sul trend in corso.
Continua la mia serie di aggiornamenti sul percorso operativo EUR/USD, focalizzato su risultati concreti e progressi reali.
Dopo la chiusura del long a 1,1693, ho aperto una nuova posizione short proprio da quel livello, portando a casa +87 pip di profitto con un lotto.
La dinamica di prezzo ha confermato l’impostazione ribassista che avevo anticipato, con il target raggiunto perfettamente su 1,1606.
Un’ulteriore conferma che la gestione dei livelli chiave – unita alla disciplina operativa – fa sempre la differenza.
Sto costruendo un percorso trasparente e misurabile, dove ogni operazione viene documentata per mostrare quanto realmente si può ottenere con un approccio tecnico e consapevole.
📊 Resto in attesa del prossimo segnale operativo, mantenendo un occhio sui livelli di 1,1550 – 1,1537 come possibili nuovi obiettivi in caso di prosecuzione del trend.
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EURUSD cadeIl corso dell’EURUSD continua a muoversi come previsto nell’analisi di ieri 📉
Dopo la forte rejection nella supply zone, il prezzo prosegue la sua discesa, consolidando la tendance ribassista di medio termine.
Attualmente, il corso si trova sotto il livello dei 0,5 di FIBO, mostrando che la pressione dei venditori rimane dominante. È probabile che il prezzo cerchi ancora più liquidità sotto i lows recenti, in corrispondenza del FVG segnalato nel grafico.
Finché il corso rimarrà sotto la zona di resistenza principale, la probabile continuazione è verso il basso, con come obiettivo il recupero delle liquidità lasciate nella discesa precedente.






















