Powell FOMC? indecisione e confusioneho bisogno del tuo sostegno.
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ieri abbiamo seguito insieme la live del discorso dello zio powell.
ha tagliato i tassi di 25 punti in ottica 'gestione del rischio'.
Ha riconosciuto i progressi sull’inflazione, ma li ha definiti irregolari.
Il mercato del lavoro è più debole. Ora la politica monetaria sarà basata sui dati, senza un piano chiaro per ulteriori tagli.
Risultato: movimento classico in due tempi. Il dollaro è salito subito, pensando a un possibile “taglio unico”.
Poi è sceso di nuovo, perché nella sessione Q&A Powell è stato meno aggressivo sul futuro e più flessibile.
attualmente rimango a favore rialzista ma fino alla sessione di news 13.30 e americana 14.30 non andrò a fare nessun trade.
ci vediamo in live dopo
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Oltre l'analisi tecnica
La Fed taglia i tassi, ma Powell frena l’euforiaLA FED TAGLIA, MA POWELL FRENA
La Federal Reserve ha abbassato il tasso sui Fed Funds di 25 punti base, portandolo a un intervallo obiettivo del 3,75%-4,00% nella riunione di ottobre 2025, in linea con le aspettative del mercato. La mossa segue un taglio analogo effettuato a settembre, portando i costi di finanziamento al livello più basso dal 2022.
I membri del Board della Fed hanno espresso preoccupazione per il mercato del lavoro e i suoi potenziali rischi di peggioramento, mentre l'inflazione, salita dall'inizio dell'anno, resta elevata (+3%). Su 12 votanti, due hanno sostenuto un taglio di 50 punti base, mentre uno ha votato per mantenere i tassi invariati.
Successivamente, il presidente Jerome Powell ha messo in guardia i mercati dal dare per scontato un ulteriore taglio nella prossima riunione. Gli analisti, tuttavia, continuano a prevedere una riduzione di 25 punti base a dicembre. "Continuiamo ad affrontare rischi di natura bilaterale", ha dichiarato Powell durante la conferenza stampa a Washington. Ha aggiunto che "ci sono state opinioni fortemente divergenti su come procedere a dicembre" e ha ribadito che "una nuova riduzione del tasso di riferimento non è una conclusione scontata, tutt'altro".
WALL STREET MISTA
La Borsa statunitense ha registrato variazioni contenute dopo la decisione della Fed. Il Dow Jones ha perso lo 0,16%, dopo aver toccato un nuovo massimo a 48.041 punti. L’S&P 500 è rimasto invariato a 6.891 punti, sotto il massimo storico di 6.920, mentre il Nasdaq è salito dello 0,55% a 23.958 punti, con massimo a 24.020.
Il sentiment di mercato resta orientato al "risk on", con l’oro che continua a oscillare sotto quota 4.000 dollari l’oncia.
VALUTE
Sul mercato valutario, la prima reazione alle parole di Powell è stata un deciso rialzo del dollaro, interpretato come ritorno al "risk off" e acquisto di valuta statunitense come bene rifugio. Tuttavia, nella notte, il movimento si è invertito e il dollaro ha ripiegato.
L’EUR/USD è sceso a 1,1580 dopo la Fed, per poi risalire a 1,1630 nella sessione asiatica. Il trend di medio periodo resta rialzista, ma manca il momentum per una discesa decisa del dollaro. Il cambio rimane ancorato in un range tra 1,1550 e 1,1680.
Stessa dinamica per il Cable, mentre l’USD/JPY si avvicina al doppio massimo di periodo a 153,25: una sua violazione potrebbe aprire la strada verso quota 155,00. Reazione anche per le valute oceaniche, con AUD vicino a 0,6600 e NZD intorno a 0,5800.
RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO USA
Il rendimento dei Treasury a 10 anni è salito di 10 punti base, raggiungendo il 4,07%, dopo che Powell ha frenato le aspettative di ulteriori tagli dei tassi entro l’anno. La Fed ha annunciato la fine del suo programma di quantitative tightening.
Nonostante ciò, i rendimenti lungo la curva sono aumentati, poiché Powell ha chiarito che la Fed non darà priorità alla debolezza del mercato del lavoro rispetto all’inflazione. La banca centrale reinvestirà i titoli MBS in scadenza in buoni del Tesoro, per mitigare le tensioni sui mercati dei finanziamenti overnight.
I future sui tassi continuano a prezzare tre ulteriori tagli entro luglio 2026. Le preoccupazioni precedenti legate al rallentamento economico, alla chiusura del governo e alla stabilità del bilancio Fed avevano spinto il rendimento decennale al minimo annuale del 3,95% il 22 ottobre.
BOJ, TASSI FERMI
La Banca del Giappone ha mantenuto i tassi invariati allo 0,5% nella riunione di ottobre 2025, confermando il livello più alto dal 2008 e prolungando la pausa iniziata dopo l’ultimo rialzo di gennaio. La decisione, attesa dal mercato, è stata approvata con 7 voti favorevoli e 2 contrari. I consiglieri Naoki Tamura e Hajime Takata hanno nuovamente proposto un aumento allo 0,75%, come già fatto a settembre.
Nelle previsioni trimestrali, la BoJ ha mantenuto l’inflazione core al 2,7% per l’anno fiscale in corso, prevedendo un calo all’1,8% nel 2026 e una risalita al 2,0% nel 2027. La crescita del PIL per il 2025 è stata rivista al rialzo dallo 0,6% allo 0,7%, sostenuta da un accordo commerciale con Washington e dalla nuova leadership del Primo Ministro Sanae Takaichi. Le proiezioni per il PIL 2026 e 2027 restano rispettivamente allo 0,7% e all’1%.
BANCA DEL CANADA: TAGLIO E CAUTELA
La Banca del Canada ha ridotto il tasso overnight di riferimento di 25 punti base, portandolo al 2,25% nella riunione di ottobre 2025, come previsto dai mercati. L’istituto ha segnalato che potrebbe concludere il ciclo di tagli se le proiezioni economiche di base saranno confermate, in un contesto di forte incertezza.
Il taglio segue una precedente riduzione di 25 punti base nella riunione di settembre, la prima da marzo. L’inflazione complessiva si aggira intorno all’obiettivo del 2%, mentre i dazi statunitensi e il rallentamento del mercato del lavoro hanno spinto il Consiglio direttivo a optare per condizioni di finanziamento più accomodanti.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
Gold Will Dance Tonight 19:00ho bisogno del tuo sostegno.
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Gold sta recuperando dopo lo scossone fino a ieri.
Il prezzo è tornato su vecchie chiusure e aperture settimanali/mensili.
Queste zone contano parecchio e sono molto rilevanti!
La zona daily dei 3890 è stata toccata e L’imblance daily è stata chiusa. ottimo segnale.
il prezzo Sta rientrando anche sul livello daily precedente.
Altro punto a favore del probabile long nel pomeriggio.
pazienza e attenzione che stasera si balla!
FOMC ore 19:00 ci vediamo in live per assisterla insieme.
Oggi due fattori chiave: Fed + trimestrali big tech.
📈 Scenario rialzista
Se la Fed taglia i tassi e resta prudente, rendimenti e USD possono scendere. possiamo assistere ad un rialzo
📉 Scenario ribassista
Se la Fed parla di “taglio unico” o i tech spingono i rendimenti in alto.
possiamo assistere ad un ribasso
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IONQ – Il cavallo vincente (o perdente) della rivoluzione quant📊 Contesto generale
Il settore del calcolo quantistico rappresenta una delle frontiere più promettenti dell’informatica moderna. Nonostante sia ancora in una fase embrionale, le prospettive di crescita a lungo termine sono potenzialmente esponenziali.
Dopo un 2025 esplosivo, il comparto ha iniziato a raffreddarsi: molti titoli legati al quantum computing, incluso IonQ (IONQ), hanno perso terreno rispetto ai massimi di periodo, generando timori ma anche opportunità d’ingresso per chi guarda oltre la volatilità di breve.
🧩 Fondamentali e posizionamento competitivo
IonQ è stata la prima azienda di calcolo quantistico a quotarsi in borsa e si distingue per il suo approccio basato su ioni intrappolati.
A differenza dei sistemi superconduttivi (che richiedono temperature prossime allo zero assoluto), IonQ utilizza un metodo più efficiente, scalabile e preciso — un vantaggio competitivo significativo nel lungo periodo.
L’azienda detiene record mondiali di fedeltà nei test di gate quantistici e, se riuscirà a mantenere il vantaggio tecnologico, potrebbe diventare uno dei leader globali del settore.
📈 Proiezioni e potenziale
Secondo stime di settore, il mercato quantistico potrebbe raggiungere un valore compreso tra 15 e 30 miliardi di dollari annui entro il 2035-2040.
Se IonQ riuscisse a conquistare anche solo una quota del 50% e mantenere un margine operativo del 30%, potrebbe generare 4,5 miliardi di utili annui, con una valutazione teorica superiore a 130 miliardi di dollari.
Naturalmente, l’incertezza resta elevata: la concorrenza (Rigetti, D-Wave, IBM) è agguerrita e la tecnologia potrebbe evolversi in direzioni imprevedibili.
🔍 Analisi Tecnica
Sul grafico settimanale, IonQ ha completato un movimento impulsivo verso i massimi annuali e sta ora ritracciando.
Il Volume Profile evidenzia una forte area di accumulo tra 48,62 e 41 USD, coincidente con una zona di valore ad alto volume (HVN).
In quest’area, il titolo potrebbe trovare un pavimento tecnico e offrire un punto d’ingresso a rischio/rendimento favorevole per un investimento di lungo periodo.
💰 Strategia e piano d’investimento
Area di accumulo ideale: 48,6 – 41 USD
Target di lungo periodo: >120 USD (2027), >250 USD (2030), potenziale oltre 400 USD (2035)
Stop loss tecnico (invalidazione): chiusure settimanali sotto 38 USD
Orizzonte temporale: 5–10 anni
Profilo di rischio: Alto (speculativo, high beta)
⚠️ Conclusioni
IonQ rappresenta una scommessa tecnologica di lungo termine, paragonabile alle early stage di Nvidia o AMD nei primi anni 2000.
Un titolo ad alto rischio ma potenzialmente con rendimenti asimmetrici.
Per gli investitori pazienti e con visione decennale, l’area attuale potrebbe rivelarsi una zona di accumulo strategico in un settore destinato a trasformare il mondo dell’informatica.
La Fed decide, mercati in attesa tra oro e petrolioIL GIORNO DELLA FED
Oggi è uno di quei giorni in cui potremmo finalmente avere maggiore chiarezza su ciò che potrebbe accadere nel prossimo futuro. Questo perché, nell’ultimo periodo, a causa dello shutdown negli Stati Uniti, non abbiamo avuto un quadro macroeconomico ben definito in vista della decisione della Federal Reserve, prevista per stasera alle ore 19:00 italiane.
Gli ultimi dati sul mercato del lavoro risalgono a oltre un mese fa e, recentemente, non siamo riusciti a valutare la resilienza dell’economia statunitense al congelamento delle attività pubbliche. Queste sembrano avere un costo stimato di circa 15 miliardi di dollari a settimana. Dopo cinque settimane, si parla di 75 miliardi di dollari in meno nel sistema, un impatto che potrebbe pesare soprattutto sui consumi.
Sul fronte azionario, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,34%, chiudendo a 47.706 punti, dopo aver toccato un nuovo massimo a 47.943. L’S&P 500 è salito dello 0,23%, chiudendo a 6.891 punti, poco sotto il massimo storico di 6.911. Performance positiva anche per il Nasdaq, in rialzo dello 0,8% a 23.827 punti, con massimo a 23.901.
Al momento non sembrano esserci segnali di correzione, complice l’entusiasmo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, si sa, i mercati sono volubili e, dati gli eccessi, prima o poi potrebbero iniziare a correggere.
DOLLAR INDEX
L’indice del dollaro è salito verso quota 99, recuperando le perdite di inizio settimana. Gli investitori si preparano alla decisione della Federal Reserve, con un taglio dei tassi di un quarto di punto ormai dato per certo.
L’attenzione è rivolta anche alle parole del presidente Jerome Powell, da cui si attendono indicazioni sulla possibilità di un ulteriore taglio a dicembre. Con trepidazione, si attende anche l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente cinese Xi Jinping, che dovrebbe finalizzare un accordo per sospendere i dazi statunitensi e rivedere i controlli sulle esportazioni di terre rare da parte della Cina.
Sul fronte valutario, si segnala il movimento dello yen: USD/JPY è salito sopra quota 152,30. A livello politico, il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha incontrato il Ministro delle Finanze giapponese, Satsuki Katayama, per discutere della volatilità dei tassi di cambio, sollecitando una “politica monetaria solida”. L’incontro è stato interpretato come una sottile critica alla lenta normalizzazione dei tassi in Giappone.
Il timore, da parte americana, è che il Giappone possa svalutare lo yen. L’incontro mirava a preservare la stabilità valutaria. Intanto, la sterlina mostra debolezza, con il Cable a 1,3230, dopo segnali di rallentamento dell’inflazione.
GOLD
L’oro è stato l’asset più volatile tra i principali, inizialmente protagonista di un forte movimento rialzista, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali. Questi acquisti sono stati motivati sia da esigenze di copertura dei portafogli azionari, sia da strategie di diversificazione.
Va inoltre considerata la crescente dedollarizzazione del mercato, un fenomeno che non può essere sottovalutato. L’oro rappresenta un bene tangibile, contrapposto alle valute fiat che, secondo alcuni, hanno perso parte del loro status di asset affidabili.
Tuttavia, nelle ultime sedute, il metallo giallo ha subito un forte ripiegamento, perdendo oltre 400 dollari l’oncia e tornando sotto quota 4.000. Le cause sono da ricercare nelle prese di beneficio e nel fatto che i prezzi avevano raggiunto livelli impensabili solo poche settimane fa.
PETROLIO
I future sul greggio WTI si sono attestati intorno ai 60 dollari al barile, in calo da tre giorni. I mercati cercano di comprendere l’impatto delle sanzioni statunitensi sulla Russia e le persistenti preoccupazioni legate all’eccesso di offerta.
La scorsa settimana, Washington ha inserito Rosneft e Lukoil nella lista nera, colpendo i principali produttori di petrolio russi. Le raffinerie indiane hanno sospeso i nuovi ordini di greggio russo in attesa di nuove linee guida, sebbene la compagnia petrolifera statale IOC abbia dichiarato che continuerà gli acquisti nel rispetto delle sanzioni.
Permane lo scetticismo sull’efficacia delle sanzioni nel compensare l’eccesso di offerta, soprattutto considerando che l’OPEC+ starebbe valutando un ulteriore aumento della produzione nella prossima riunione.
Infine, le dinamiche del petrolio potrebbero essere influenzate anche dagli sviluppi commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Saverio Berlinzani
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EUR/USD: Target Raggiunto a 1.1665 – Strategia Vincente Il cambio Euro/Dollaro conferma la rottura rialzista con profitto di 590 $
Dopo aver aperto la posizione long dal livello 1.1606, il target fissato a 1.1665 è stato pienamente raggiunto, portando a casa un profitto di +59 pip (pari a 590$ su un lotto standard).
Il trend, come anticipato nell’analisi precedente, ha confermato il cambio di direzione dopo la rottura della trendline ribassista, spingendo i prezzi verso la fascia di resistenza chiave.
Attualmente, il cambio EUR/USD si trova in una fase di consolidamento sopra 1.1640, livello che potrebbe fungere da nuovo supporto dinamico. Un eventuale superamento di 1.1670/1.1690 aprirebbe spazio verso nuovi massimi settimanali.
🔹 Scenario tecnico attuale:
* Supporto chiave: 1.1640 – 1.1606
* Resistenza: 1.1665 – 1.1690
* Trend di breve: rialzista
* Prossimo obiettivo potenziale: 1.1730
Il risultato ottenuto non è solo una conferma operativa ma anche un segnale di crescita per il progetto editoriale. Ogni operazione documentata rappresenta un passo concreto nel percorso di trasparenza e strategia condivisa.
#EURUSD #ForexTrading #AnalisiTecnica #EuroDollar
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il supporto daily dei 4000,3960 non tiene nemmeno ni apertura di oggi.
attualmente è diretto verso l'open mensile.
personalmente sono out fino a mercoledi sera con la FOMC.
attendo con pazienza e quando mi tornerà in livelli buoni valuterò.
vi ricordfo che è iniziata la “whale season”, ovvero la fase della earning season in cui le più grandi aziende del mondo devono ancora pubblicare i loro risultati trimestrali.
Questa parte della stagione attira il maggior interesse e sposta l’attenzione sui mercati azionari, mettendo in ombra la performance dell’oro.
In più, siamo a fine mese — e questo non gioca a favore dell’oro.
I prossimi giorni saranno guidati da tre eventi chiave:
- Decisione Fed (mercoledì)
- PIL USA Q3 (giovedì)
- Core PCE (venerdì)
📌Fattori chiave da monitorare📌
1. Politica monetaria e dati macro:
Il mercato sconta un taglio di 25 pb da parte della Fed il 29 ottobre. Powell dovrebbe mantenere un tono prudente dopo la revisione negativa dei dati occupazionali (≈ -900k) e il CPI più debole.
Il modo in cui descriverà il percorso futuro dei tassi determinerà la direzione dei rendimenti reali e del dollaro USA.
2. Shutdown e ritardi nei dati:
Con parte del governo ancora bloccata, diverse pubblicazioni restano rinviate.
Il CPI è stato diffuso, ma l’assenza del flusso normale di dati BLS mantiene alta la sensibilità del mercato alle prossime uscite Fed e BEA.
3. Geopolitica:
Nuove tensioni sui dazi USA–Cina e possibili sanzioni hanno sostenuto il dollaro e aumentato la volatilità.
Un’eventuale escalation aumenterebbe il “premio assicurativo” sull’oro, mentre una distensione avrebbe l’effetto opposto.
ci vediamo alle 13:00 in Live new york
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Wall Street ai massimi, oro giù: focus su Fed e CinaNON C’È LIMITE AI RIALZI, PER ORA
Ancora una seduta positiva per gli indici USA, che hanno registrato nuovi massimi storici. L'S&P 500 è salito dell’1,23%, toccando il nuovo record di 6.877 punti. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,71%, mentre il Nasdaq è avanzato dell'1,86%, raggiungendo il massimo storico di 23.659 punti.
Sui mercati si respira un clima di rinnovato ottimismo, alimentato dalle prospettive di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha dichiarato che esistono le premesse per un’intesa significativa, che i presidenti potranno discutere giovedì. L’accordo potrebbe includere il rinvio delle restrizioni cinesi all’esportazione di terre rare, la cancellazione dei dazi del 100% sui prodotti cinesi previsti per il mese prossimo e la ripresa degli acquisti di soia da parte della Cina.
I titoli dei settori comunicazione e tecnologia hanno guidato i rialzi. Nvidia, Broadcom, Alphabet e Tesla hanno chiuso con guadagni superiori al 2%. Intanto, gli operatori si preparano a una settimana intensa sul fronte degli utili aziendali, con cinque dei cosiddetti "Magnifici Sette" pronti a pubblicare i risultati. Si prevede inoltre che la Federal Reserve possa procedere con un taglio dei tassi di 25 punti base nel corso della settimana.
VALUTE
Poche novità sul fronte valutario, con dinamiche che si ripetono da settimane. L’EUR/USD si avvicina ai livelli chiave di 1,1680 e 1,1720, ma senza particolare slancio. Anche il Cable si muove verso l’area di 1,3380–1,3390, mentre l’USD/JPY è tornato sotto quota 152,00 dopo aver testato i massimi di periodo sopra 153,20. L’EUR/JPY ha toccato 178,20 per poi ritracciare di circa 100 pips, in seguito al rientro dell’USD/JPY.
Le valute oceaniche mostrano segnali di correzione, con la speranza che l’accordo USA-Cina possa ridare fiato ad AUD e NZD, particolarmente penalizzate nell’ultimo periodo. L’impressione è che il dollaro sia da vendere sulle indiscrezioni fino alla decisione della Fed, per poi tornare a rafforzarsi una volta ufficializzato il probabile taglio dei tassi.
GERMANIA, IFO IN RIPRESA
L’indice Ifo sul clima aziendale in Germania è salito a 88,4 nel mese di ottobre 2025, rispetto agli 87,7 di settembre, superando le previsioni fissate a 88. L’indice delle aspettative è aumentato a 91,6, il livello più alto da febbraio 2022, mentre le condizioni attuali sono leggermente peggiorate, scendendo a 85,3 da 85,7.
Secondo il presidente dell’Ifo, Clemens Fuest, le aziende continuano a sperare in una ripresa economica nel prossimo anno, anche se la valutazione della situazione attuale è leggermente più negativa. Nel settore manifatturiero le aspettative sono migliorate, mentre nei servizi si registra un miglioramento del sentiment, grazie a una valutazione più favorevole delle condizioni attuali e a un minore scetticismo sulle prospettive future.
MOODY’S
Venerdì, Moody’s ha confermato il rating sovrano a lungo termine della Francia in valuta estera ad Aa3, ma ha rivisto l’outlook da stabile a negativo. La decisione è motivata dai crescenti rischi legati alla frammentazione politica, che potrebbero compromettere la capacità del Paese di contenere il deficit.
Nei mesi precedenti, anche Fitch, DBRS e S&P Global avevano declassato il rating della Francia. Il Ministro delle Finanze, Roland Lescure, ha commentato che la decisione di Moody’s riflette l’assoluta necessità di costruire un percorso collettivo verso un compromesso di bilancio. Il governo, ha aggiunto, resta determinato a raggiungere l’obiettivo di un deficit pari al 5,4% del PIL nel 2025 e a proseguire su un ambizioso percorso di riduzione del disavanzo pubblico, con l’intento di riportarlo sotto il 3% del PIL entro il 2029, senza compromettere la crescita.
Attualmente, il rating di Standard & Poor’s per la Francia è pari ad A+ con outlook stabile, mentre DBRS lo riporta ad AA, anch’esso con outlook stabile. Il rating creditizio è uno strumento fondamentale per fondi sovrani, fondi pensione e altri investitori, influenzando direttamente i costi di indebitamento di un Paese.
GOLD
L’oro è in calo, tornato abbondantemente sotto la soglia dei 4.000 dollari l’oncia, con un test a 3.957 mentre scriviamo. Si tratta del livello più basso da oltre due settimane. Le prospettive di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina hanno ridotto la domanda di beni rifugio.
I funzionari di entrambi i Paesi hanno annunciato di aver raggiunto un accordo quadro sui dazi e su altre questioni chiave durante i colloqui del fine settimana in Malesia. Questo apre la strada alla finalizzazione dell’intesa da parte del Presidente Trump e del Presidente Xi, che si incontreranno in Corea del Sud nei prossimi giorni.
Tuttavia, il dollaro debole e le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve hanno contribuito al sell-off del metallo giallo
Saverio Berlinzani
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EUR/USD: trend rialzista in costruzione da 1,1606Dopo aver chiuso la precedente operazione short sul livello 1,1606, ho riaperto una nuova posizione long dallo stesso punto chiave.
Il target operativo è fissato a 1,1665, con un potenziale di 59 pip a un lotto — un movimento interessante che, se confermato, rappresenta un chiaro segnale di forza rialzista.
Sul grafico si nota come il trend ribassista precedente abbia trovato un’area di supporto dinamico proprio in corrispondenza della rottura della trendline. L’attuale fase, infatti, suggerisce un possibile riposizionamento del prezzo verso la linea di tendenza (zona 1,1620–1,1630) prima di un eventuale proseguimento verso l’alto.
Per confermare la validità del nuovo trend sarà fondamentale l’oltrepassamento dei livelli 1,1642 e 1,1652: una chiusura sopra queste aree potrebbe aprire la strada a una nuova gamba rialzista, con potenziale estensione fino a 1,1690.
L’impostazione grafica suggerisce quindi un momentaneo cambio di sentiment, con i compratori che tornano protagonisti. Continuerò a monitorare l’evoluzione per valutare un possibile incremento della posizione in caso di conferme strutturali.
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la chiusura settimanale piu il cpi a favore di venerdi ci hanno dato un ottima reazione long ma poi in serata close market e open di oggi lo ha rimandato a ribasso.
il trend long è ancora indebolito nel breve periodo, ma lo scenario di medio termine resta ancora solido: perche?
perchè inflazione contenuta, una Fed più attenta all’occupazione, forte domanda dalle banche centrali e rischio politico/geopolitico ancora elevato.
I prossimi giorni saranno guidati da tre eventi chiave:
- Decisione Fed (mercoledì)
- PIL USA Q3 (giovedì)
- Core PCE (venerdì)
📌Fattori chiave da monitorare📌
1. Politica monetaria e dati macro:
Il mercato sconta un taglio di 25 pb da parte della Fed il 29 ottobre. Powell dovrebbe mantenere un tono prudente dopo la revisione negativa dei dati occupazionali (≈ -900k) e il CPI più debole.
Il modo in cui descriverà il percorso futuro dei tassi determinerà la direzione dei rendimenti reali e del dollaro USA.
2. Shutdown e ritardi nei dati:
Con parte del governo ancora bloccata, diverse pubblicazioni restano rinviate.
Il CPI è stato diffuso, ma l’assenza del flusso normale di dati BLS mantiene alta la sensibilità del mercato alle prossime uscite Fed e BEA.
3. Geopolitica:
Nuove tensioni sui dazi USA–Cina e possibili sanzioni hanno sostenuto il dollaro e aumentato la volatilità.
Un’eventuale escalation aumenterebbe il “premio assicurativo” sull’oro, mentre una distensione avrebbe l’effetto opposto.
🔍Bias operativo🔍
Il trend di fondo rimane rialzista, ma le prossime 72 ore saranno dominate dagli eventi.
una chiusura molto forte a rialzo sopra livelli importanti di prezzo confermerebbe la ripresa dei compratori.
Finché resta sotto, il prezzo tende a muoversi nella zona intorno ai 4000, i livelli chiave rilevanti sono quelli segnati che vanno dai 4000 ai 3950 che rotti potrebbero dare spazio a una correzione più profonda.
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Come sopravvivere ai megafoni e agli exchangeDue zone: 115k usd rimane la resistenza dove sono nascosti i margini di chi è short su breve e anche medio periodo, mentre dopo il massacro del 10 Ottobre i long di medio periodo o quel che ne rimane, sta poco sotto i 104k usd. Adesso il vero supporto quello importante dove risiedono i margini di chi è andato long su intermedio sta a 95k usd o comunque in quella zona, da 95k a 93k usd. Mentre gli short dello stesso periodo possono arrivare a tenere fino all'ath.
Perché vi do questi numeri? Perché è facile capire dove i brokers che fanno da market maker, puntano ad andare per prendere margini. Ricordate che i market maker quando voi fate soldi loro perdono, perciò non cantate vittoria troppo presto se adesso siete in gain, CZ e compari sanno dove avete lo stop e la chiamata a margine.
Sul breve il prezzo ha disegnato alcune zone cuscinetto, dove prendere leve superiori al x7, cioè i polli(noi siamo tacchini perché usiamo massimo leva 3 o 5), infatti dopo aver toccato i 114k usd, il prezzo è andato subito a vedere cosa facevano le leve dei polli verso i 108/106k usd e guarda caso, nessun canale con grande seguito ha segnalato le chiamate a margine dei long. Meno male che si sono io a salvaguardare i ludopatici.
il primo tassello del portafoglio aggressivoOggi segna l’inizio di una nuova fase del mio percorso di analisi e costruzione del portafoglio: la sezione dedicata alle Penny Stock.
Un comparto che molti investitori tendono a sottovalutare, ma che può rivelarsi straordinariamente interessante se affrontato con metodo, selezione accurata e gestione del rischio.
In questa fase, le Penny Stock rappresentano il 20% del mio portafoglio complessivo, un’area ad alto potenziale ma anche ad alta volatilità — perfetta per chi vuole capire come nascono i grandi movimenti di mercato partendo dalle realtà più piccole.
Nel corso dei prossimi giorni, esplorerò 10 titoli micro-cap scelti per il loro potenziale di crescita, il settore di appartenenza e la dinamica dei volumi di mercato.
Ognuno di essi racconterà una storia diversa: innovazione, speculazione, ma anche disciplina e visione a medio termine.
L’obiettivo non è solo mostrare risultati, ma costruire un percorso di consapevolezza, dove chi mi segue potrà osservare — passo dopo passo — come nasce, evolve e si struttura un portafoglio aggressivo e bilanciato.
🔹 Nei prossimi giorni: approfondiremo il primo titolo della lista e il criterio di selezione utilizzato.
🔹 Obiettivo a lungo termine: creare un flusso continuo tra analisi tecnica, gestione del rischio e storytelling finanziario.
#PennyStock #Investimenti #PortafoglioAggressivo #MicroCap
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
🟡 GOLD – Aggiornamento pre CPI
Ieri l’oro ha mostrato segnali di ripresa, ma tra fine giornata e nottata è tornato a scendere.
Casuale? Difficile dirlo, ma con il CPI di oggi alle porte, molti stanno ricalibrando le posizioni.
La chiusura settimanale e mensile sarà cruciale per capire fin dove possiamo spingerci a ribasso.
Ma prima di tutto contano i dati CPI di oggi (14:30), dopo settimane di shutdown ancora in corso.
Il contesto resta complesso:
l’oro fa movimenti imprevedibili e la Fed è sotto pressione per tagliare i tassi, mentre i rendimenti sembrano aver toccato il picco.
Ora il mercato guarda più alle aspettative di politica monetaria che ai dati d’inflazione.
⚠️ Oggi massima cautela.
Gestione del rischio e money management rigido.
Niente trading impulsivo, niente stop stretti.
La volatilità sarà altissima.
Se non siete sicuri, meglio restare fuori — è venerdì.
📊 Scenario CPI (Settembre) —
Oro sempre più sganciato dalle sorprese d’inflazione.
La Fed è sotto pressione per tagliare i tassi a causa dell’indebolimento del mercato del lavoro.
I rendimenti sembrano aver toccato il picco, e ora le aspettative di politica monetaria contano più dei dati d’inflazione.
🔥 CPI “caldo ma non troppo”
(Headline ≥ 0.4% / Core ≥ 0.3%)
• Inflazione ancora alta, ma il mercato non la vede più come motivo per mantenere tassi “più alti più a lungo”, visto il rallentamento occupazionale.
• Scenario di “stagflazione leggera”, non abbastanza per spingere la Fed a irrigidire.
→ Rendimenti in lieve rialzo iniziale, poi ritracciano.
Gold (XAUUSD) up⬆️ → possibili acquisti
USD (DXY) ➡️ → rimbalzo temporaneo poi nuovo indebolimento
US30 ⬆️ → trend rialzista sostenuto dal contesto pro-Fed
❄️ CPI debole (Soft)
(Headline ≤ 0.2% / Core ≤ 0.1%)
• Conferma la disinflazione e aumenta i rischi di recessione → mercato prezza pienamente il pivot della Fed.
• Rendimenti in calo deciso, dollaro in indebolimento.
Gold (XAUUSD) up🚀 → rally
USD (DXY) 🔻 → scende
US30 ⬆️ → forte impulso “risk-on”, rotazione verso titoli ciclici
Ma attenzione:
anche se i dati sono “caldi”, il mercato ormai non crede più al “higher for longer”, perché il lavoro rallenta e la Fed è sotto pressione per tagliare.
Quindi, il ribasso dell’oro potrebbe esserci solo nella reazione iniziale, poi magari viene riassorbito.
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Lottomatica - vuoto volumetrico chiama possibile short?🏛️ Introduzione
Lottomatica Group S.p.A., principale operatore italiano nel settore del gaming, è entrata da poco nel listino principale del FTSE MIB 40, evento che di norma attira l’interesse di fondi istituzionali e investitori passivi. Tuttavia, dopo una forte fase rialzista nel 2024, il titolo mostra segnali di debolezza tecnica e possibili prese di profitto.
📉 Analisi Tecnica
Sul grafico giornaliero, si evidenziano diversi elementi di debolezza:
La trendline discendente delimita massimi decrescenti, confermando un trend ribassista in atto.
Il Volume Profile mostra un vuoto volumetrico nell’area attuale, che potrebbe facilitare un’accelerazione verso il basso in assenza di forti supporti intermedi.
L’RSI (14) si trova in area ipervenduto, ma senza ancora segnali di divergenza positiva o inversione, indicando che la pressione dei venditori persiste.
🧭 Scenario operativo (Short)
Entrata: su retest dell’area 21,12 – 21,82 €
Stop Loss: sopra 24 € (oltre la trendline discendente e l’area volumetrica principale)
Target 1: 18,99 €
Target 2: 18,34 €
Rapporto rischio/rendimento: ≈ 1:2,5 – 1:3
⚠️ Conferme da attendere
Reazione ribassista sull’area di retest 21,12–21,82 € con candele di inversione.
RSI che rimane sotto 45 e volumi in aumento sul ribasso.
Eventuale perdita dei minimi recenti per confermare la continuazione verso i target inferiori.
💬 Sintesi
Nonostante la recente inclusione nel FTSE MIB 40 possa rappresentare un fattore positivo di lungo periodo, il contesto tecnico attuale mostra un chiaro deterioramento del momentum.
La combinazione di trend discendente, vuoto volumetrico e debolezza RSI favorisce uno scenario di prosecuzione ribassista verso area 18,50 €.
Wall Street cauta, petrolio e yen in rialzoTUTTO RIMANE APERTO
La seduta di ieri a Wall Street ha registrato guadagni contenuti per i principali indici, in un contesto segnato da una nuova ondata di utili societari. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,31%, l’S&P 500 dello 0,58% e il Nasdaq dello 0,89%.
Tra i singoli titoli, Tesla ha recuperato dopo un avvio incerto, chiudendo a +2,28%. I risultati trimestrali hanno deluso le aspettative, con profitti in calo di oltre un quarto, nonostante le consegne record di veicoli. IBM ha perso lo 0,87%, penalizzata da risultati poco convincenti, mentre T-Mobile ha ceduto il 2,2% a causa di performance inferiori alle attese. Union Pacific ha chiuso in calo dello 0,6% per via di un fatturato deludente, e Blackstone ha perso l’1,2%, nonostante abbia segnalato un aumento degli utili distribuibili.
In controtendenza, Honeywell ha guadagnato oltre il 5% grazie a vendite superiori alle stime. Intel, in lieve calo dello 0,6%, pubblicherà i risultati dopo la chiusura odierna.
Nel frattempo, si segnala la ripresa dei prezzi del greggio, innescata dalla decisione del presidente Trump di imporre sanzioni ai principali produttori petroliferi russi, Rosneft e Lukoil. Restano aperte le questioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, così come il mancato accordo sul bilancio federale e il rischio di shutdown.
VALUTE
I mercati valutari restano da settimane bloccati in un trading range, in assenza di fattori scatenanti che possano aumentare la volatilità. Le tensioni globali, i dazi, lo stallo sul bilancio USA e i rapporti con la Russia continuano a pesare sull’andamento dei cambi.
La decisione della Fed attesa per la prossima settimana potrebbe generare un aumento della volatilità nel breve termine. L’EUR/USD si mantiene nel range compreso tra 1,1660 e 1,1730, mentre il Cable oscilla tra 1,3250 e 1,3380. L’USD/JPY è l’unico a mostrare forza, salendo a 152,90, sostenuto dal piano fiscale della nuova politica economica del primo ministro giapponese Takaichi.
Sugli altri fronti, poche novità. Le valute oceaniche restano deboli, in attesa che la ripresa economica in Cina — principale partner commerciale di Australia e Nuova Zelanda — si consolidi.
GIAPPONE, SALE L’INFLAZIONE
A settembre 2025, l’inflazione annuale in Giappone è salita al 2,9%, rispetto al 2,7% registrato ad agosto. L’aumento è stato trainato dal primo rialzo dei prezzi dell’elettricità in tre mesi e dalla ripresa dei costi del gas, dopo la scadenza delle misure governative temporanee varate per compensare il caldo estivo.
La crescita dei prezzi ha interessato la maggior parte delle categorie. I prodotti alimentari hanno registrato un aumento del 6,7% su base annua, in rallentamento rispetto al +7,2% di agosto, segnando il rialzo più debole degli ultimi quattro mesi. L’inflazione core si è attestata al 2,9%, in linea con le attese e in aumento rispetto al precedente 2,7%.
PETROLIO
I prezzi del petrolio sono aumentati del 5% giovedì, dopo che l’amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni a Rosneft e Lukoil, citando lo stallo nei colloqui di pace con l’Ucraina. Gli Stati Uniti hanno inserito le due compagnie nella lista nera, esortando India e Cina a ridurre gli acquisti di greggio russo.
Venerdì, i future sul WTI hanno superato i 61 dollari al barile, toccando il massimo delle ultime due settimane e avviandosi verso il miglior guadagno settimanale da giugno. Rosneft e Lukoil rappresentano quasi metà delle esportazioni russe e sono cruciali per il bilancio del Cremlino. Alcuni rapporti indicano che le compagnie petrolifere statali cinesi hanno interrotto gli acquisti via mare, mentre le raffinerie indiane pianificano tagli drastici alle importazioni.
TURCHIA, SCENDONO I TASSI
La Banca Centrale di Turchia ha tagliato il tasso repo a una settimana di 100 punti base, portandolo al 39,5% nell’ottobre 2025. Sono stati ridotti anche i tassi sui prestiti overnight, al 42,5%, e sui prestiti ordinari, al 38%.
Sebbene la domanda suggerisca pressioni disinflazionistiche, i dati recenti indicano un rallentamento del processo e crescenti rischi legati ai prezzi alimentari. La banca ha ribadito l’impegno a mantenere una politica monetaria restrittiva fino al raggiungimento della stabilità dei prezzi.
Nel comunicato, il Comitato ha dichiarato che adeguerà i tassi con cautela, valutando ogni passaggio in base alle dinamiche dell’inflazione, ed è pronto a inasprire ulteriormente la politica se necessario. Il cambio EUR/TRY resta vicino ai massimi storici, in area 49,20.
Saverio Berlinzani
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Serie di stop lossNel trading, una delle sfide più difficili da affrontare non è tanto l’analisi tecnica o fondamentale, quanto la gestione delle emozioni e della psicologia personale durante una serie di perdite consecutive, nota come “serie di stop loss”. Molti trader, specialmente i meno esperti, cadono in trappole mentali che compromettono la loro capacità di reagire in modo razionale e costruttivo.
La dinamica tipica della serie di stop loss
La situazione tipo inizia con l’individuazione di un setup che, secondo l’analisi del trader, appare perfetto. Con grande fiducia e convinzione, si apre una posizione sperando in un esito positivo. Quando però il trade va contro, si incassa uno stop loss. Invece di accettare l’errore e rivalutare l’analisi, il trader tende a razionalizzare la sconfitta attribuendola a fattori esterni come manipolazioni di mercato, stop hunting o eventi imprevisti. Questa negazione dell’errore spinge spesso a forzare la propria previsione originaria aprendo una nuova posizione nella stessa direzione, nella speranza di recuperare rapidamente la perdita. Purtroppo, frequentemente questa operazione fallisce nuovamente e il ciclo si ripete, aumentando frustrazione e confusione. Nei casi peggiori, si tenta una “ultima chance” aprendo un’ulteriore posizione con convinzione, ma senza una chiara analisi aggiornata. Oppure si inverte la posizione nella direzione opposta, ma a questo punto spesso è troppo tardi e il mercato ha già completato il movimento iniziale. Questo genera ulteriori perdite e senso di impotenza.
Perché accade questo comportamento
Questo fenomeno psicologico è radicato nella difficoltà umana di ammettere di aver sbagliato. Il riconoscimento di un errore significa dover accettare una perdita reale, e questo può ferire l’ego e la fiducia personale. Inoltre, il desiderio di “recuperare subito” induce a scelte impulsive e irrazionali, anziché analisi metodiche.
Da qui nascono i bias cognitivi che allontanano il trader dalla disciplina necessaria.
Come superare la barriera psicologica della perdita
Accettare che perdere è parte del gioco. Il trading non è una scienza esatta e anche i migliori professionisti subiscono perdite. Accettare la possibilità di errore libera la mente e riduce l’ansia.
Impostare uno stop loss disciplinato e rispettarlo. Inserire sempre ordini di stop loss e rispettarli senza cambiare o spostare in modo emotivo è una delle chiavi per controllare le perdite.
Fare una revisione obiettiva e razionale dell’analisi dopo ogni perdita, senza cercare scuse. Capire perché la posizione ha perso permette di migliorare il processo decisionale.
Evitare di inseguire perdite con nuove posizioni aggressive. Il cosiddetto revenge trading aumenta solo il rischio di perdere ancora più denaro.
Mantenere un diario di trading emotivo e operativo. Annotare non solo le proprie operazioni ma anche gli stati d’animo aiuta a riconoscere schemi di comportamento disfunzionali.
Considerare sempre che “è umano sbagliare, ma è imperdonabile perseverare nell’errore”. Questo mantra stimola a correggere prontamente gli errori senza lasciarsi trascinare dal sentimento di frustrazione.
Conclusioni
La capacità di accettare le perdite e rivedere sistematicamente le proprie decisioni è una competenza fondamentale per qualsiasi trader che voglia raggiungere la consistenza e la redditività nel tempo. Ignorare questo aspetto e lasciarsi guidare dall’orgoglio o dalla rabbia conduce inevitabilmente a peggiorare la situazione. Il mercato non ha alcuna colpa delle nostre perdite. Spetta al trader sviluppare autocontrollo, disciplina e un approccio pragmatico per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita. Nessuno è infallibile e ogni errore è un’occasione per imparare è la chiave per uscire dal circolo vizioso della serie di stop loss.
xau..Confermato Domani CPI a quanto pareho bisogno del tuo sostegno.
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🟡 Analisi – Oro 🟡
Oro in fase di ricostruzione dopo una correzione di due giorni.
Il contesto macro rimane favorevole: la Fed mantiene un approccio “data-dependent”, la domanda ufficiale resta solida e il rischio politico aumenta dopo le nuove sanzioni USA contro le major energetiche russe e il ritorno delle tensioni tariffarie USA–Cina.
Le misure su Mosca hanno fatto salire il premio di rischio sul petrolio.
📈 Bias: moderatamente rialzista.
Scenario base: range con bias daily rialzista sui 4.000, finché i rendimenti reali restano limitati e le trattative sui dazi non trovano soluzione.
⚠️ Calcola sempre il tuo rischio personale (SL/TP) in base alla tua esposizione.
il money management deve essere la cosa piu importante del tuo piano.
‼️ Il Bureau of Labor Statistics ha confermato la pubblicazione del CPI di settembre per venerdì 24 ottobre .
Domani si balla
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ingresso kering da 541,90 no stopingresso kering da 541,90 no stop, 2pezzi, oltre alla conformazione grafica di reazione settimanale questo trade è fatto per creare una riserva di liquidità futura in quanto titolo molto solido che eventualmente smobilizzeremo in periodi di carenza di cassa, numeri di assoluto rispetto, marchi forti e sempre quel pizzico di occhialeria che non guasta mai, in più presente in tutti i portafogli titoli che contano, per cui nel nostro piccolo ci accodiamo.
L'augurio è che il lusso ci tratti di lusso.
Oltre l'analisi sibariticografica!
EUR/USD – +87 Pip di ProfittoStrategia confermata: chiuso lo short da 1,1693 a 1,1606 con profitto netto. Aggiornamento sulle mie operazioni e visione sul trend in corso.
Continua la mia serie di aggiornamenti sul percorso operativo EUR/USD, focalizzato su risultati concreti e progressi reali.
Dopo la chiusura del long a 1,1693, ho aperto una nuova posizione short proprio da quel livello, portando a casa +87 pip di profitto con un lotto.
La dinamica di prezzo ha confermato l’impostazione ribassista che avevo anticipato, con il target raggiunto perfettamente su 1,1606.
Un’ulteriore conferma che la gestione dei livelli chiave – unita alla disciplina operativa – fa sempre la differenza.
Sto costruendo un percorso trasparente e misurabile, dove ogni operazione viene documentata per mostrare quanto realmente si può ottenere con un approccio tecnico e consapevole.
📊 Resto in attesa del prossimo segnale operativo, mantenendo un occhio sui livelli di 1,1550 – 1,1537 come possibili nuovi obiettivi in caso di prosecuzione del trend.
#EURUSD #ForexTrading #TradingView #PipGain






















