GOLD | Ci si prepara al movimento bearish?Salve traders, come state?
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
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Ci siamo quasi ragazzi, ci siamo avvicinati moltissimo al livello che attendevo per lo SHORT.
Parliamo dei 4360$ per oncia, zona dell'SPH H1, ovvero l'ultimo massimo relativo, potrebbe fare da contro zona per shortare considerando che ci troviamo pure sempre in un'area maggiore del massimo storico, e qui prendono piede i timeframe grandi, quindi non aspettatevi un semplice SHORT H1 se dovesse partire, potremmo vedere anche molto di più, anche movimenti giornalieri e settimanali, o addirittura mensili, perché no.
Teniamo sempre gli occhi aperti.
Io al tocco del livello andrò a valutare in questo tf (15 minuti) o a limite nei 5.
L'altra opzione che tengo di riserva è quella invece della ricerca di liquidità del massimo daily di Giovedì, anche da lì potrei valutare, una cosa è sicuro, finchè sono sotto il massimo storico valuterò posizioni bearish.
- Fulmine VERDE: Zona di valutazione LONG;
- Fulmine ROSSO: Zona di valutazione SHORT.
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.
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Operate sempre responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Questa è solo un'analisi che condivido con voi e da cui potete prendere spunto, non consideratelo un segnale.
Buona valutazione e buon trading.
Ciau.
Analisi fondamentale
LONG - GBPUSD AI Scanner I pattern di indecisione e consolidamento suggeriscono una potenziale rottura, mentre la struttura rialzista di ieri supporta la tesi rialzista.
La diminuzione della volatilità indica un possibile movimento dei prezzi.
Mi preoccupano due cose, le notizie delle 14:30 e delle 16:00.
Vi aggiorno se deciderò di entrare.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 19.12.2025La BCE lascia i tassi invariati, ma migliora le attese sul 2026.
Scende l’inflazione al consumo negli Usa a novembre: attendere conferme.
Non si placa la dimanda di metalli preziosi, sale quella sugli industriali.
Bank of Japan alza i tassi di 25 bps, come ampiamente atteso.
Le Borse europee hanno chiuso la seduta di ieri in territorio positivo, sostenute dalla decisione della BCE di lasciare invariati i tassi di interesse e, soprattutto, dal miglioramento delle stime di crescita dell’area euro fino al 2027.
Un segnale accolto con favore dai mercati, che hanno letto nelle nuove proiezioni di Francoforte una maggiore fiducia nella tenuta del ciclo economico, trainato in particolare dalla domanda interna.
Nel dettaglio, la Banca centrale europea ha rivisto al rialzo la crescita del PIL dell’Eurozona per il 2025 all’1,4%, dall’1,2% stimato tre mesi fa. Migliorano anche le prospettive per il 2026, ora viste all’1,2% dall’1%, e per il 2027, portate all’1,4% dall’1,3%.
Secondo la BCE, l’economia dovrebbe mostrare una dinamica più solida rispetto alle proiezioni di settembre, grazie al contributo della domanda interna.
La reazione dei listini è stata coerente: Parigi +0,80%, Francoforte +0,99%, Milano +0,83%, Madrid +1,13%, mentre Londra ha segnato un progresso più contenuto, +0,65%, penalizzata dalla decisione della Bank of England di tagliare i tassi di 25 punti base, portandoli dal 4% al 3,75%.
La mossa, ampiamente attesa, è stata motivata dal rallentamento dell’inflazione britannica al 3,2% a novembre, dato migliore delle attese e in linea con il recente orientamento più accomodante della Federal Reserve.
Politica monetaria invariata invece in Norvegia, dove la banca centrale ha lasciato i tassi fermi al 4%. Il governatore Ida Wolden Bache ha chiarito che le riduzioni arriveranno nel corso del prossimo anno, ma senza fretta, segnalando un approccio prudente.
Anche Wall Street ha chiuso in rialzo, beneficiando di un dato sull’inflazione americana inferiore alle stime. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,14%, l’S&P 500 lo 0,79%, mentre il Nasdaq ha messo a segno un robusto +1,38%.
L’inflazione annua negli Stati Uniti è scesa al 2,7% a novembre 2025, minimo da luglio, sotto il 3,1% atteso dal mercato e in calo rispetto al 3% di settembre. Ancora più rilevante il dato core, al 2,6%, contro il 3,0% previsto.
Gli economisti invitano tuttavia alla cautela, ricordando che i dati restano parzialmente influenzati dallo shutdown. Se il rallentamento dell’inflazione dovesse consolidarsi, si aprirebbe comunque lo spazio per ulteriori tagli dei tassi da parte della Fed.
Tra i singoli titoli, spicca il balzo di Trump Media & Technology Group, che ha guadagnato il +33% dopo l’annuncio dell’accordo con TAE Technologies, società attiva nella fusione nucleare e sostenuta da Alphabet, in un’operazione valutata oltre 6 miliardi di dollari.
La nuova entità, partecipata in modo pressoché paritario, punta a costruire grandi centrali elettriche per sostenere la crescente domanda energetica legata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’operazione, attesa in chiusura a metà 2026, valuta ogni azione TAE 53,89 dollari.
Il rimbalzo di Wall Street, con il Nasdaq a +1,4%, ha sostenuto questa mattina i mercati dell’Asia-Pacifico, tutti positivi.
In Giappone, il Nikkei sale dell’1,2%, trainato dal settore tecnologico, con Softbank a +6%. La Bank of Japan ha alzato i tassi allo 0,75%, proseguendo il percorso avviato nel marzo 2024 con l’uscita dai tassi negativi, sebbene la mossa rischi di frenare un’economia già fragile.
Positivi anche Hang Seng +0,7%, CSI 300 +0,5%, Taiex +0,7%. Resta sotto i riflettori TikTok, che ha firmato l’accordo per la vendita delle attività negli Stati Uniti: Oracle, Silver Lake e MGX deterranno complessivamente il 45%.
A Seoul, il Kospi +1%, mentre il deprezzamento del won ha spinto la banca centrale a convocare una riunione straordinaria. In India, il BSE Sensex +0,7%, con il terzo recupero consecutivo della rupia.
Sul fronte europeo, il 2025 si conferma un anno molto favorevole per Piazza Affari: il Ftse Mib +29,50%, cui si aggiunge un rendimento da dividendi di circa +4,0%, è il secondo miglior indice europeo dopo l’Ibex spagnolo +47%.
Il Dax tedesco viaggia intorno al +20%, mentre il Cac 40 resta più indietro, penalizzato dalla volatilità del settore lusso.
Tra le materie prime, il Brent a 59,60 dollari/barile torna vicino alla soglia dei 60 dollari, avviandosi a chiudere il 2025 con una perdita di circa -20% in dollari e -30% in euro, peggio solo nel 2014 (-41%) e nel 2008 (-49%).
Oro a 4.330 dollari/oncia e argento a 65,9 dollari/oncia restano vicini ai massimi. Goldman Sachs stima un oro a 4.900 dollari/oncia entro dicembre 2026 (+14%) e mantiene una raccomandazione long.
Infine, Bitcoin a 86.800 dollari rimbalza di circa +1,0%, ma resta sotto la soglia dei 90.000 dollari.
Sul mercato obbligazionario, il Treasury Usa decennale al 4,13% reagisce poco al dato sull’inflazione, mentre in Eurozona il Btp decennale è stabile al 3,53%, con spread a 69 pb, segno di una BCE percepita prudente e prevedibile.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
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Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
siamo arrivati alla fine, ultimo giorno della settimana, + i primi due della prossima, dopo di che chi salutiamo e ci rivediamo con l'anno nuovo dopo.
CPI molto interessante ieri, siamo riusciti a valutare un ottimo movimento rialzista, rimango ancora fuori dalla valutazione di posizioni ribassiste su gold fino a quando non invertirà la struttura principale.
(zona di massima attenzione)
oggi abbiamo gli ultimi dati quindi ci vediamo in live e li vediamo insieme.
mi piacerebbe vedere gold sotto i minimi asiatici, intorno all open week/daily. quello potrebbe aiutarmi a valutare un long.
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🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
FDJ: un supporto tecnico sostenuto da fondamentali solidiIl titolo FDJ (Française des Jeux) si avvicina attualmente a una zona storica di supporto tecnico rilevante, compresa tra 18 e 22 euro. Il prezzo non è ancora entrato in questa area di forte supporto, ma merita un’attenta sorveglianza, poiché esistono solidi argomenti fondamentali che ne rafforzano la validità e rendono probabile una reazione rialzista del titolo in questa zona. Se l’analisi tecnica individua un’area di prezzo storicamente difesa, la questione chiave per l’investitore resta la seguente: si tratta di un livello puramente tecnico o anche fondamentalmente giustificato? La risposta richiede cautela, ma diversi elementi depongono chiaramente a favore di un supporto “difendibile” sul piano economico per l’azione FDJ.
Il primo pilastro della tesi FDJ resta il suo monopolio legale in Francia. L’azienda beneficia di una concessione esclusiva per lotterie, giochi gratta e vinci e scommesse sportive nei punti vendita fisici, garantita fino al 2044. Questa situazione offre una visibilità rara sui flussi di ricavi futuri e crea barriere all’ingresso quasi insormontabili. Poche società quotate godono di un simile livello di protezione regolamentare, il che spiega storicamente il premio di valutazione attribuito al titolo.
A questa visibilità si aggiunge una capacità di generazione di cassa particolarmente robusta. FDJ presenta margini elevati, fabbisogni di investimento limitati e un free cash flow strutturalmente positivo. Anche in un contesto macroeconomico più restrittivo, il modello ha dimostrato la propria resilienza. Questa qualità del cash flow rappresenta un argomento chiave per gli investitori di lungo periodo quando il titolo torna su livelli di prezzo storicamente bassi.
La politica dei dividendi svolge anch’essa un ruolo stabilizzante. La distribuzione è regolare, sostenibile e sostenuta da un modello di business poco ciclico. Dopo la correzione del corso azionario, il rendimento torna ad essere interessante, rafforzando l’interesse dei fondi orientati al reddito e creando un pavimento psicologico intorno all’attuale area di supporto. Ciò non garantisce un rimbalzo immediato, ma limita il rischio di un disinteresse prolungato per il titolo a questi livelli.
Inoltre, la progressiva digitalizzazione dell’attività fornisce un motore di crescita moderato ma redditizio. FDJ è riuscita finora a sviluppare i propri canali digitali senza destabilizzare la rete fisica, migliorando al contempo il mix di margini e la conoscenza del cliente. Questa evoluzione contribuisce a modernizzare il modello senza aumentarne in modo significativo il profilo di rischio.
Resta comunque necessaria la prudenza. La pressione regolamentare, la fiscalità specifica del settore e una crescita strutturalmente moderata giustificano il fatto che il titolo non torni automaticamente ai massimi precedenti. Tuttavia, una reazione su questo forte supporto tecnico tra 18 e 22 euro appare plausibile. Il supporto attuale non è quindi una certezza di inversione, ma una zona in cui il rapporto rischio/rendimento torna ad essere coerente sia dal punto di vista tecnico sia fondamentale.
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GOLD | Inflazione molto sotto le attese.Salve traders, come state?
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Buonasera ragazzi, ecco finalmente la liquidità del massimo giornaliero presa, la famosa fase laterale che andava avanti da un po' è stata bucata a rialzo, e se notate è stato fatto con un forte momentum, ed è rientrato con altrettanta forza, per chi non ha valutato un'entry in ricerca di liquidità anticipando il movimento, sicuramente adesso ha ottenuto un'ottima conferma.
Io personalmente attenderò un ritracciamento per valutare un posizionamento SHORT, cercherò un trigger di entrata o sul massimo relativo H1 segnato con la linea ai 4360, in ricerca di liquidità del massimo giornaliero di oggi, sopra i 4375$ per oncia.
Alle 14:30 è uscita l'inflazione americana, molto sotto le attese di ben 0.4%, da 3.1% a 2.7%, e questo ha dato ovviamente un grosso sprint rialzista al nostro metallo giallo, ma non è bastato, comunque ha seguito l'analisi ed è successivamente crollato.
Il target per lo short sarà la successiva liquidità, quella del minimo segnata in basso dei 4257$ per oncia.
- Fulmine VERDE: Zona di valutazione LONG;
- Fulmine ROSSO: Zona di valutazione SHORT.
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Ciau.
LONG - Pattern in sincronia: trend rialzista confermatoTrend a breve termine: il prezzo ha chiuso tre volte consecutive su un intervallo di 15 min con chiusure più alte (ptn8). Questo è il classico segnale di una mini‑tendenza rialzista.
Rottura di resistenza: il massimo di oggi è stato più alto del massimo di ieri. Quando il prezzo supera una resistenza recente, di solito indica che la domanda sta prendendo il sopravvento sui venditori.
Conferma di forza interna
Espansione del corpo della candela mostra che la candela di oggi è notevolmente più ampia del giorno precedente. Un corpo più grande è interpretato come maggiore convinzione da parte dei partecipanti al mercato, cioè i compratori hanno spinto con più energia.
Presenza di un segnale di indecisione, ma non dominante
C’è una candela con corpo piccolo, che in genere indica incertezza.
Tuttavia, questo segnale è “solo” una piccola nota di cautela MA LO TENGO IN COSIDERAZIONE: il resto dei pattern più forti (trend, breakout, espansione) è più significativo, quindi l’indecisione non è sufficiente a invertire la direzione.
Sintesi concettuale
Il mercato di USD/CHF sta mostrando più pressione di acquisto (trend a breve termine, rottura di resistenza e corpo di candela espanso) rispetto a qualsiasi segnale di indecisione o di debolezza. Anche se c’è una piccola nota di incertezza, il bilancio dei segnali è chiaramente a favore di un movimento verso l’alto, perciò l’AI raccomanda di acquistare con un livello di stop‑loss e take‑profit che rispettino il rapporto rischio‑premio richiesto.
Apro il trade ma con la massima cautela! l'idea mi piace!! Trade ambizioso, 2 ore massimo se vai in profit metto a BE e porto a casa.
SELL su AUDUSD – spiegazione concettualeIl sistema ha individuato diversi pattern che, in termini di analisi tecnica, sono tutti associati a un “cambio verso il basso”: candele ribassiste, rottura di supporti, gap di apertura verso il basso, chiusure vicine al minimo del range, ecc.
Sono stati rilevati solo pochi pattern “bullish”, e tutti hanno una connotazione di debolezza (ad esempio un semplice “high più alto” senza un reale slancio di volume o un’espansione di range che non indica direzione).
In pratica il mercato ha mostrato qualche picco momentaneo, ma nulla che possa controbilanciare la pressione ribassista dominante.
In poche parole: il sistema “vede” un contesto di mercato dominato da segnali ribassisti, con pochi e deboli segnali al rialzo, e decide di aprire una posizione short perché la probabilità di profitto supera il rischio accettato.
Apriamo il TRADE, il 1° della giornata GO!!!!
CADJPY – Trend e momentum allineati al rialzo Secondo il report, su CADJPY si osserva un allineamento di segnali tecnici in direzione long: trend rialzista su 2 giorni, momentum in salita su M15 e volatilità in espansione.
È presente anche un breakout rialzista, a conferma della spinta direzionale. Il contesto macro risulta neutrale per entrambe le valute e non ci sono eventi bloccanti nel calendario della sessione corrente.
Quadro tecnico sintetico:
- Pattern: TREND_UP_2D | MOMENTUM_UP_M15 | VOL_ESPANSIONE | BREAKOUT_RIALZISTA
- Flag veri: trend_up_2d, momentum_up_m15, vol_expand, breakout_up
- Volatilità: in aumento
Come per l'idea precedente, osservo soltanto senza operare.
WT - Tactical Daily Update - 18.12.2025Negli Usa cresce l’attesa per il nuovo Chairman FED e le mosse sui tassi.
Oggi il verdetto sui tassi di BCE e BoE: probabile taglio da 25 bps in UK.
Metalli preziosi e industriali in ascesa: pronti a chiudere un 2025 da record.
Intelligenza artificiale: è il momento delle alleanze sugli investimenti.
La seduta del 17 dicembre si è chiusa con un andamento contrastato per le Borse europee, in un contesto dominato dai nuovi dati macroeconomici statunitensi, dal riemergere dei timori sulla tenuta dell’economia USA e, soprattutto, dall’attesa per le future scelte di politica monetaria, che potrebbero essere affidate a breve a un nuovo Chairman della Federal Reserve.
Sul fronte obbligazionario americano, i rendimenti dei Treasury hanno mostrato un lieve arretramento, con il decennale al 4,14% dal 4,16%.
A catalizzare l’attenzione dei mercati sono state le dichiarazioni notturne del presidente Donald Trump, secondo cui il prossimo presidente della Fed sarà una figura favorevole a un taglio “significativo” dei tassi. La decisione sul successore di Powell è attesa a breve e rappresenta un potenziale elemento di discontinuità per le aspettative di policy.
In questo quadro, Piazza Affari ha rallentato nel finale, chiudendo con un progresso contenuto del +0,25%. Segno meno invece per Parigi (-0,25%) e Francoforte (-0,5%), mentre Londra ha sovraperformato, con un rialzo vicino all’1%, beneficiando del rallentamento dell’inflazione che rafforza le attese di un taglio dei tassi nel meeting della Bank of England del 18 dicembre.
Negli Stati Uniti, la debolezza del mercato del lavoro, emersa dai dati più recenti, sta consolidando le argomentazioni a favore di un doppio taglio dei tassi nel 2026 da parte della Fed.
Una visione condivisa dal governatore Christopher Waller, che ha ribadito la necessità di ulteriori riduzioni, pur sottolineando che «non c’è fretta». Ulteriori indicazioni sono attese dal dato sull’inflazione USA di novembre, in pubblicazione nel pomeriggio del 18 dicembre.
Sul fronte europeo, l’attenzione resta puntata sulla BCE, da cui sono attesi tassi invariati. Il verdetto arriverà sempre il 18 dicembre, insieme all’aggiornamento delle previsioni di crescita dell’Eurozona, elemento chiave per calibrare le aspettative di politica monetaria nel 2025.
In parallelo, si sono intensificate le tensioni sul fronte delle alleanze e dei mega-investimenti nell’intelligenza artificiale.
Amazon sarebbe in trattativa con OpenAI per un investimento superiore ai 10 miliardi di dollari, mentre Oracle ha accusato un forte ribasso dopo la notizia che Blue Owl Capital non sosterrà più il finanziamento del data center da 10 miliardi di dollari in Michigan.
Sul mercato dei cambi, l’euro si muove sopra quota 1,17 dollari, mentre lo yen resta stabile in attesa delle decisioni della Banca centrale giapponese. Proprio le mosse delle banche centrali continuano a influenzare anche il comparto delle criptovalute, con il bitcoin oggi in rialzo.
I riflettori restano puntati anche sul petrolio, temporaneamente sotto pressione per le tensioni in Venezuela, dopo che l’amministrazione Trump ha introdotto un blocco «totale e completo» per tutte le petroliere sanzionate in entrata e uscita dal Paese. L’instabilità in Sud America e le tensioni in Europa alimentano al contempo gli acquisti su oro e argento.
Sul mercato dei titoli di Stato italiani, lo spread BTp-Bund si muove ancora vicino ai minimi dal 2009: il differenziale tra il BTp decennale (scadenza 1 ottobre 2035) e il Bund è stabile a 67 punti base, rispetto ai 66 della seduta precedente. Il rendimento del decennale ha chiuso al 3,54% dal 3,51%, dopo aver toccato nel 2025 un minimo a 3,34% in ottobre.
In Asia-Pacifico, la mattina del 18 dicembre vede mercati deboli dopo il quarto ribasso consecutivo dello S&P500. I future sul Nasdaq sono però in recupero (+0,3%) grazie alle indicazioni di Micron, il cui titolo è salito dell’8% nell’after hours dopo previsioni ottimistiche sul trimestre in corso.
Il Nikkei cede -0,8%, con il mercato che sconta un possibile aumento dei tassi allo 0,75%. Hang Seng e CSI300 perdono -0,4%, mentre il BSE Sensex indiano chiude stabile, con la rupia in rialzo dello 0,3% contro euro e dollaro. Il Kospi arretra -1,4%, con il won sui minimi degli ultimi otto mesi.
Infine, i metalli preziosi restano sotto i riflettori: oro a 4.330 USD/oncia e argento a 66,1 USD, entrambi vicinissimi ai massimi storici. Da inizio anno l’oro guadagna +65% e l’argento +130%, avviandosi a segnare il miglior anno dal 1979, sostenuti da incertezze macro, dollaro debole e tensioni geopolitiche.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
oggi abbiamo un dato molto importante il CPI e lo vediamo insieme alle 14 in live.
il gold va verso la sessione americana con CPI mantenendosi molto elevato e andando a crearci due sessioni sia asiatica che iniziale di londra a ribasso , ottimo segnale.
Dopo il movimento rialzista seguito agli NFP di martedì, il prezzo resta stabile.
Il mercato è long, ma prudente in attesa dei dati sull’inflazione.
📊Focus sul CPI📊
Il CPI di oggi è fondamentale perché influisce su:
-Rendimenti reali
-Aspettative sui tagli dei tassi Fed nel 2026
-Direzione del dollaro USA
⚠️piano di oggi:
🚀 CPI debole o sotto le attese narrativa disinflattiva confermata, rendimenti in calo, possibile long dell’oro.
📉CPI forte o sopra le attese,rendimenti in rialzo, USD più forte, ritracciamento dell’oro.
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Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
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Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
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Azioni ancora sotto pressione in attesa dell’IPCLe azioni non sono riuscite a scrollarsi di dosso la recente debolezza nella seduta odierna, con i principali indici che hanno chiuso in ribasso in vista della pubblicazione di domani dell’indice dei prezzi al consumo (IPC).
Si tratta di un dato piuttosto singolare, considerando che il rapporto di ottobre è stato saltato a causa del lockdown, ma almeno ora siamo tornati “in carreggiata”. Domani verrà pubblicato anche il rapporto settimanale sulle richieste di sussidio di disoccupazione, che fornirà un’ulteriore serie di dati cruciali su cui concentrarsi mentre ci avviciniamo alla chiusura di un 2026 complessivamente fantastico.
Alla chiusura, il Dow Jones ha registrato un calo dello 0,5%, il Nasdaq dell’1,8% e l’S&P 500 dell’1,2%. Anche le small cap sono tornate sotto pressione, con il massimo storico della scorsa settimana che sembra riflettere una pausa temporanea del sentiment positivo.
Nel frattempo, è proseguito lo scetticismo sul trading legato all’intelligenza artificiale, con molti dei principali protagonisti – NVDA, PLTR, AMD, VRT e persino CAT – che hanno continuato a subire pressioni negli ultimi giorni, dopo i forti rialzi precedenti.
A livello settoriale, pochi spunti positivi nella seduta odierna, con Energia e Beni di consumo di base in testa. Come prevedibile, il settore tecnologico ha guidato i ribassi, seguito da Servizi di comunicazione e Industria.
Sul fronte delle singole notizie, Tesla ha subito una seduta particolarmente debole, probabilmente a causa di prese di profitto dopo il recente raggiungimento di un nuovo massimo storico.
Aggiornamenti di portafoglio
Innovatori del settore sanitario
RXRX ha guidato le performance di giornata nel comparto sanitario, mettendo a segno un solido +11,4% grazie a un upgrade di JPMorgan.
Counterstrike
SSG è balzato del +7,6%, consolidando i già consistenti guadagni registrati dopo l’inserimento di inizio novembre.
Home Run
Il portafoglio Home Run ha attirato l’attenzione oggi, con AXGN in rialzo del 7% nella seduta. Con un progresso del 78% dall’ingresso di Brian, il titolo continua a muoversi con grande slancio.
Vendita allo scoperto
Anche il portafoglio Short Sell ha registrato una buona giornata, con la posizione corta su VSAT in rialzo del +6,5%.
Commodity Innovators
BOIL, nel portafoglio dedicato alle materie prime, è salito del +6,3%, mostrando segnali di recupero.
Conclusione
Un mercoledì relativamente tranquillo, ma il quadro potrebbe farsi più delicato domani con la pubblicazione dell’IPC e del rapporto settimanale sull’occupazione. Gli investitori continuano a guardare con cautela i titoli legati all’intelligenza artificiale dopo i forti guadagni del 2026, con evidenti prese di profitto in vista della fine dell’anno.
Prudenza: la quota di liquidità dei gestori ai minimi storiciSecondo l’ultima Global Fund Manager Survey di Bank of America, la percentuale di liquidità detenuta dai gestori è scesa al 3,3%, il livello più basso dal 1999. In termini di asset allocation, livelli storicamente molto bassi di liquidità tra i gestori hanno spesso coinciso con i massimi dei mercati azionari. Al contrario, i periodi in cui la liquidità raggiungeva livelli elevati erano spesso precursori di importanti minimi di mercato e della fine dei mercati ribassisti.
In un contesto in cui le valutazioni dell’S&P 500 si trovano in una zona di eccesso rialzista, questo nuovo minimo storico della liquidità tra i gestori rappresenta quindi un segnale di cautela. Prima o poi, la liquidità è destinata a risalire, traducendosi in pressioni ribassiste sui mercati azionari. Questo riflette il principio fondamentale dell’asset allocation tra liquidità, azioni e obbligazioni, con flussi di capitale che passano da un bacino all’altro. È il meccanismo di base dell’allocazione degli attivi.
Questo segnale è ancora più rilevante perché un livello di liquidità così basso indica che i gestori sono già fortemente investiti. In altre parole, la maggior parte del capitale disponibile è già stata allocata al mercato azionario. In questo contesto, il potenziale di nuovi acquirenti marginali si riduce drasticamente, rendendo il mercato più vulnerabile a qualsiasi shock negativo: delusioni macroeconomiche, rialzi dei tassi a lungo termine, tensioni geopolitiche o semplici prese di profitto.
Inoltre, una liquidità storicamente bassa riflette un consenso rialzista estremo. Tuttavia, i mercati finanziari tendono spesso a muoversi contro consensuses troppo consolidati. Quando tutti sono posizionati nella stessa direzione, il rapporto rischio/rendimento diventa sfavorevole. In tali condizioni, il mercato non ha necessariamente bisogno di una cattiva notizia importante per correggere: talvolta è sufficiente l’assenza di notizie positive per innescare una fase di consolidamento.
È inoltre importante ricordare che il rialzo dell’S&P 500 è stato accompagnato da una concentrazione estrema delle performance su un numero ristretto di titoli, principalmente legati alla tecnologia e all’intelligenza artificiale. In un simile contesto, un semplice ribilanciamento dei portafogli o una rotazione settoriale può amplificare i movimenti al ribasso.
Infine, il ritorno graduale della liquidità raramente avviene senza conseguenze per i mercati azionari. Spesso è accompagnato da una fase di maggiore volatilità o addirittura da una correzione, che consente di ristabilire un equilibrio più sano tra valutazioni, posizionamento e prospettive economiche.
In sintesi, questo livello storicamente basso di liquidità tra i gestori non segnala un crollo imminente, ma invita chiaramente alla prudenza, a una gestione del rischio più rigorosa e a una maggiore selettività sull’S&P 500, in un contesto in cui l’ottimismo sembra già ampiamente incorporato nei prezzi.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 17.12.2025 Azionario USA ancora incerto, ma indici comunque i vicino ai massimi.
Vigilia riunioni di ECB e BoE: taglio da 25 bps previsto solo nel Regno Unito.
Oro e soprattutto argento ancora in ascesa: rischio di bolla?
Unione Europea lavora verso revisione «ban» auto non elettriche dal 2025.
Dopo i rialzi della vigilia, le Borse europee aprono la seduta sottotono, con gli investitori che tornano a muoversi con prudenza in attesa del dato Usa sul mercato del lavoro di ottobre, pubblicato con forte ritardo a causa dello shutdown. A riaccendere le cautele contribuisce anche il rinnovato dibattito sulle valutazioni delle società legate all’intelligenza artificiale, tema sempre più sensibile per il mercato.
Sul fronte delle commodity, i timori sulla crescita globale continuano a pesare sul petrolio, che resta vicino ai minimi dal 2021, complice anche l’ipotesi di un possibile cessate il fuoco in Ucraina. L’oro, dopo cinque sedute consecutive di rialzi, corregge leggermente, mentre il Bitcoin rimane poco mosso, segnalando una fase di attesa.
Il mercato del lavoro Usa, apparso debole, non modifica in modo sostanziale le aspettative sui prossimi tagli dei tassi Fed, ma contribuisce a una giornata nervosa sui mercati azionari. Le Borse europee, già appesantite dalle vendite su petroliferi e difesa – penalizzati dall’eventualità di un accordo sull’Ucraina – chiudono tutte in rosso dopo una seduta volatile. Milano prova a lungo a restare sulla parità, ma cede nel finale seguendo Wall Street: Ftse Mib -0,3%, pur mantenendosi sopra i 44.000 punti (chiusura a -0,18%).
Da Bruxelles arriva intanto una novità rilevante per il settore auto. L’Unione Europea rivede il divieto totale dei motori a combustione interna: dal 2035 non sarà più richiesto l’azzeramento delle emissioni, ma una riduzione del 90%, lasciando spazio anche a ibridi plug-in, veicoli con range extender e tecnologie non full electric. Il restante 10% dovrà essere compensato attraverso acciaio a basse emissioni o carburanti sostenibili come e-fuel e biofuel avanzati.
Sul fronte macro Usa, segnali ancora deboli. L’indice dei servizi della Fed di New York sale a -20 a dicembre da -21,7 di novembre, confermando però una contrazione significativa dell’attività. Nel frattempo, l’oro supera i 4.325 dollari l’oncia, massimo da ottobre, sostenuto dalla domanda di beni rifugio. Il ritardo del report sull’occupazione rafforza i segnali di raffreddamento del mercato del lavoro: disoccupazione al 4,6%, livello più alto dal 2021, e crescita dei salari al ritmo più debole degli ultimi due anni, elementi che rafforzano l’approccio accomodante della Fed.
Oggi, 17 dicembre, i mercati dell’Asia-Pacifico sono in rialzo dopo la chiusura contrastata di Wall Street, mentre i future europei sono poco mossi. Hang Seng +1%, CSI 300 +2,2%, Taiwan invariata. Lo yuan tocca i massimi degli ultimi 18 mesi sul dollaro. Resta sotto osservazione il mattone cinese: China Vanke ha presentato una proposta rivista di proroga delle obbligazioni nel tentativo di evitare il default.
A Tokyo, Nikkei +0,3%. Alla vigilia della decisione della banca centrale, il rendimento del bond decennale giapponese sale al 1,97%, nuovo massimo di lungo periodo. Le esportazioni verso gli Usa tornano a crescere per la prima volta dall’annuncio dei dazi di Trump a inizio aprile. In Corea del Sud, Kospi +1,4%, con nuove regole anti-speculazione: per operare su prodotti ad alta leva servirà un video formativo di un’ora, che diventano tre ore per i derivati complessi. A Mumbai, Sensex -0,1%, mentre la rupia (+0,8%) segna il miglior rialzo degli ultimi sette mesi grazie agli interventi della banca centrale.
Sul fronte energetico, il Brent rimbalza di circa +1,2% dopo il -2,7% di martedì, che lo aveva spinto sui minimi da cinque anni. Da inizio anno il greggio perde -20%, peggio solo nel 2020. Il rimbalzo è legato al blocco deciso da Trump delle petroliere sanzionate verso il Venezuela, mentre il calo precedente era stato favorito dai progressi nei colloqui tra Russia e Ucraina.
Metalli preziosi ancora in evidenza: oro +0,7%, vicino al record di 4.381 dollari, e argento +4%, su un nuovo massimo storico a 66,50 dollari. Il rally è sostenuto da incertezze macro e geopolitiche, ma sull’argento emerge anche una forte componente speculativa dopo un anno a +129%. Attenzione al FOMO: in assenza di nuovi catalyst, resta sensato alleggerire l’oro nell’area 4.000–4.400 dollari.
Sul fronte obbligazionario Usa, Treasury in lieve calo: decennale al 4,16%, biennale al 3,48%. La Fed guarda con cautela ai dati distorti dallo shutdown; servirà attendere il nuovo report di inizio gennaio. Secondo il CME FedWatch Tool, la probabilità di un taglio a gennaio resta contenuta, intorno al 24%.
Infine, attesa per la BCE, che giovedì dovrebbe lasciare i tassi invariati al 2%. In arrivo le nuove proiezioni: possibile revisione al rialzo della crescita, inflazione vista stabile. Il messaggio atteso è di tassi fermi ancora a lungo, dopo il recente cambio di aspettative del mercato. In Italia, Btp decennale al 3,54%, spread a 69 punti base.
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Tesla regge il NasdaqIl rapporto sulle buste paga non agricole pubblicato ieri prima dell’apertura delle borse ha fornito segnali contrastanti: elementi positivi per i rialzisti e, allo stesso tempo, spunti favorevoli agli orsi. Non sorprende quindi che i principali indici abbiano chiuso la seduta di ieri con andamenti divergenti.
L’economia statunitense ha creato 64.000 posti di lavoro a novembre, superando nettamente le attese, che si aggiravano intorno alle 45.000 unità. Tuttavia, il tasso di disoccupazione è salito al 4,6%, oltre le previsioni del 4,5% e al livello più alto degli ultimi quattro anni.
Inoltre, la revisione dei dati ha mostrato una perdita di 105.000 posti di lavoro a ottobre. Nel complesso, questi numeri confermano quanto già emerso nelle ultime settimane: il mercato del lavoro sta progressivamente perdendo slancio.
Il Dow Jones ha chiuso la sessione in calo dello 0,62% (oltre 300 punti) a 48.114,26, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,24% a 6.800,26. Entrambi gli indici registrano ora tre sedute consecutive di ribasso. Il Nasdaq, invece, è riuscito a interrompere la sua fase negativa, avanzando dello 0,23% (circa 54 punti) a 23.114,46, sostenuto in larga parte dalla forte performance di Tesla (TSLA), salita di oltre il 3% e capace di segnare un nuovo massimo storico.
Le azioni Tesla hanno recentemente raggiunto un nuovo record in chiusura, nonostante le aspettative di vendita più contenute e un contesto di mercato instabile. In altre parole, l’andamento del prezzo – spesso paragonato a una “palla da spiaggia tenuta sott’acqua” – suggerisce che il rallentamento delle vendite sia già ampiamente scontato nelle quotazioni e che gli investitori stiano guardando oltre, proiettandosi sul futuro.
A rafforzare il sentiment positivo ha contribuito anche la notizia dell’avvistamento ad Austin, in Texas, del primo robotaxi Tesla senza safety rider. Dal punto di vista tecnico, l’uscita del titolo da una bandiera rialzista settimanale, accompagnata da volumi elevati, lascia ipotizzare come prossimo obiettivo l’area intermedia della fascia dei 500 dollari.
Con l’ingresso nell’ultima settimana completa del 2025, gli investitori si interrogano ora sulla possibilità di un rally di Babbo Natale. Maggiore chiarezza potrebbe arrivare dal rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) di giovedì, che aiuterà a valutare l’altro lato del mandato della Fed e a colmare le lacune informative lasciate dal recente shutdown.
La volatilità dei prezzi rimane elevata, ma il mercato sta mostrando una buona capacità di tenuta. Una rottura dei minimi di ieri potrebbe mettere seriamente in discussione l’ipotesi di un rally di fine anno; tuttavia, la reazione difensiva vista ieri suggerisce che, per il momento, i rialzisti restano ancora in controllo.
Darling Ingredients (DAR):fase di accumulo o semplice lateralitaDarling Ingredients è un player globale nel settore degli ingredienti sostenibili e del riciclo di sottoprodotti animali, con esposizione a:
Feed e pet food
Ingredienti per il food
Bioenergie e renewable diesel (collaborazioni strategiche come Valero / Diamond Green Diesel)
Il business è ciclico e fortemente legato a:
Prezzi delle commodity
Margini nel settore dei biocarburanti
Domanda globale di proteine e feed
Negli ultimi anni l’azienda ha beneficiato del tema ESG e transizione energetica, ma nel breve–medio periodo il mercato ha scontato:
Pressione sui margini
Normalizzazione dei profitti post-picco
Maggiore incertezza sulle bioenergie
👉 Fondamentalmente DAR resta solida, ma in una fase di riassorbimento delle aspettative, tipica dopo un ciclo espansivo.
📊 Analisi Tecnica – Time Frame Settimanale
🔹 Struttura del trend
Forte trend rialzista 2020–2022
Dal 2023 inversione in fase laterale/ribassista
Attualmente in ampia congestione di lungo periodo
Il prezzo si muove in una range strutturale ben definito.
🔹 Livelli chiave (Price Action + Volume Profile)
Resistenza principale
60–62 $ → ex supporto rotto + alta concentrazione volumetrica
Livello chiave che separa mercato rialzista da neutro
Area di equilibrio
36–37 $ (POC a 36.45)
→ prezzo magnete, zona di scambi massimi
Supporti
30–32 $ → base del range
27–28 $ → ultimo supporto strutturale di lungo periodo
🔹 Medie mobili
Prezzo sotto la SMA 50 weekly
SMA 50 in pendenza negativa
👉 conferma di trend debole / laterale-ribassista
🔹 Volume e flussi
OBV
Lateralità prolungata
Nessuna vera distribuzione aggressiva
👉 probabile fase di accumulazione lenta
🔹 DMI / ADX
ADX basso → assenza di trend
+DI e -DI intrecciati → mercato dominato da range trading
🎯 Scenari Operativi
🟢 Scenario Costruttivo (medio periodo)
Tenuta dell’area 30–32 $
Recupero e consolidamento sopra 37 $
Target:
45 $
52–55 $
Estensione solo con rottura 60 $
👉 Scenario di costruzione base, non di breakout immediato
🔴 Scenario Negativo
Perdita dei 30 $
Target:
27–28 $
Rischio ritorno su minimi ciclici
🧠 Conclusione
Fondamentali solidi ma ciclici
Prezzo in zona di equilibrio volumetrico
Nessun trend forte in atto
Titolo interessante per:
Accumulo graduale
Range trading
Attendere conferme sopra 37–40 $ per una vera inversione
👉 DAR oggi è più una scommessa di pazienza che un titolo momentum.
Vertiv: pausa tecnica in trend rialzista – livelli da monitorareVertiv Holdings è un’azienda leader nelle infrastrutture digitali critiche, specializzata in soluzioni per data center, cloud, telecomunicazioni e sistemi di raffreddamento ed energia.
Il contesto macro di riferimento resta favorevole grazie a:
Crescente domanda di data center (AI, cloud, edge computing)
Investimenti strutturali in intelligenza artificiale e high-performance computing
Miglioramento dei margini operativi rispetto al periodo post-pandemia
Negli ultimi trimestri Vertiv ha mostrato:
Crescita dei ricavi solida
Riduzione del debito
Guidance generalmente ben accolta dal mercato
👉 Dal punto di vista fondamentale il titolo resta strutturalmente forte, ma dopo il rally degli ultimi mesi il mercato sta valutando una fase di consolidamento.
📊 Analisi Tecnica – Time Frame Giornaliero
🔹 Trend primario
Il trend di fondo resta rialzista
Massimi e minimi crescenti da aprile in avanti
La correzione attuale appare tecnica, non di inversione
🔹 Livelli chiave (Price Action + Volume Profile)
Resistenze
170–172 $ → area di volume e precedente supporto rotto
185–190 $ → area di massimi relativi
200 $ → resistenza psicologica e massimi storici
Supporti
160–158 $ → area di equilibrio attuale (prezzo sta reagendo qui)
150 $ → supporto dinamico importante
124–125 $ (POC) → Point of Control principale del Volume Profile
👉 livello molto forte, da considerare solo in caso di forte storno
🔹 Volume Profile
Prezzo attualmente sopra il POC principale
Accumulazione evidente tra 120–130 $
La zona 160–170 $ è un’area di accettazione: possibile congestione prima del prossimo movimento direzionale
🔹 Indicatori
OBV
Rimane strutturalmente alto
Nessuna distribuzione evidente → segnale positivo
DMI / ADX
ADX in calo → trend in fase di pausa
+DI e -DI vicini → mercato in consolidamento
👉 coerente con una fase laterale correttiva dopo un forte impulso rialzista.
👉 Area 125–130 $ ideale per ricostruzione di posizioni long di medio periodo
🧠 Conclusione
Fondamentali solidi
Trend primario rialzista
Fase attuale di consolidamento sano
Meglio evitare inseguimenti sui massimi, preferendo:
Buy su supporti
Breakout confermati sopra 170 $
GOLD | Domani inflazione americana.Salve traders, come state?
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
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Oggi giornata priva di news rilevanti, mentre domani avremo l'inflazione americana, quindi cerchiamo di seguire il piano.
Non cambia nulla dall'analisi di ieri, cerco solo di analizzare la situazione in timeframe più basso lasciando sempre gli stessi obiettivi.
Attualmente ho segnato una zona m15 e h1 che sta tenendo il trend long notturno, parliamo dei 4330$ per oncia, per ora ha resistito molto bene, ma stiamo a vedere se continuerà a reggere.
Il target per il long resta ovviamente la liquidità dei massimi giornalieri, tra i 4350$ e i 4360$, successivamente c'è solo l'area del massimo storico da tenere d'occhio, i 4380$ per oncia.
Vi porterò, se necessario, qualche aggiornamento nel pomeriggio con l'apertura di wall street alle 15:30 ora italiana, a dopo.
- Fulmine VERDE: Zona di valutazione LONG;
- Fulmine ROSSO: Zona di valutazione SHORT.
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.
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Operate sempre responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Questa è solo un'analisi che condivido con voi e da cui potete prendere spunto, non consideratelo un segnale.
Buona valutazione e buon trading.
Ciau.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
gli nfp di ieri ci hanno dato l'inizio del movimento rialzista.
il dato è uscito piu debole ed ha confermato il raffreddamento del mercato del lavoro.
i compratori dalla reazione del prezzo si vede che sono ancora sotto controllo.
bias princiale bullish fino a quando non verranno rotti livelli di inversione e non inizia a prepararmi una struttura di distribuzione con forti candele di volume short su tf elevati.
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Liquidità monetaria: il Russell 2000 in prima lineaIl Russell 2000 è un indice azionario statunitense che raggruppa circa 2.000 società a piccola capitalizzazione quotate negli Stati Uniti. A differenza dell’S&P 500 o del Nasdaq, ampiamente dominati da grandi multinazionali con forte esposizione internazionale, il Russell 2000 riflette principalmente la dinamica economica domestica delle piccole e medie imprese statunitensi.
Le aziende che lo compongono sono generalmente più giovani, più indebitate e più dipendenti dalle condizioni di finanziamento rispetto alle grandi capitalizzazioni. Ricavano la maggior parte dei loro ricavi dal mercato interno e sono quindi particolarmente sensibili all’evoluzione della crescita, dei consumi e del costo del credito negli Stati Uniti. Per questo motivo, il Russell 2000 è spesso considerato un barometro anticipatore del ciclo economico americano e dell’appetito per il rischio nei mercati finanziari.
Questo indice è anche uno dei più sensibili alle condizioni di liquidità monetaria, sia attuali sia attese. Le fasi di riduzione dei tassi di interesse e di politiche monetarie accomodanti, in particolare i programmi di quantitative easing (QE), gli sono state storicamente favorevoli. Quando la Federal Reserve allenta la propria politica, il costo del capitale diminuisce, le condizioni di rifinanziamento migliorano e l’accesso al credito diventa più fluido per le piccole e medie imprese. In questo contesto, la recente decisione della FED di portare il tasso dei federal funds al 3,75%, combinata con l’annuncio di un QE definito “tecnico”, rappresenta un segnale forte per gli asset maggiormente dipendenti dalla liquidità. Per sua stessa struttura, il Russell 2000 funge da amplificatore di questi cambiamenti di regime monetario: quando la liquidità torna o quando i mercati la anticipano, tende a sovraperformare gli indici delle grandi capitalizzazioni.
Dal punto di vista tecnico, è appena stato generato un segnale di continuazione rialzista sul timeframe settimanale. L’indice ha superato al rialzo il suo precedente massimo storico, stabilito alla fine del 2021, un livello che aveva agito come una resistenza importante per oltre quattro anni. Questa rottura si inserisce in una struttura di trend rialzista di lungo periodo chiaramente identificabile, caratterizzata da una successione di minimi e massimi crescenti.
Il superamento di questa area chiave conferma l’uscita al rialzo da un’ampia fase di consolidamento e trasforma il vecchio massimo in un potenziale nuovo supporto. Dal punto di vista dell’analisi tecnica, una rottura al di sopra di un massimo storico rappresenta un classico segnale di continuazione del trend, tanto più rilevante in un contesto monetario tornato più accomodante. Finché l’indice rimane al di sopra di questo livello, la dinamica di fondo resta rialzista, con un potenziale di ulteriore estensione sostenuto sia dalla tecnica sia dalla liquidità globale. Resta comunque necessario considerare possibili fasi correttive nel breve periodo.
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GOLD | NFP uscito positivo ma ancora stallo.Salve traders, come state?
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
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NFP e tasso di disoccupazione USA usciti, disoccupazione in aumento e non è positivo per il dollaro americano, al contrario l'NFP è uscito, se pur di poco, positivo.
I dati hanno comunque dato un effetto positivo al gold per poi invertire leggermente.
Analizzando il grafico, la situazione resta ancora molto simile agli ultimi giorni, abbiamo ancora una fase laterale, delimitata dal supporto dei 4270$ e dalla resistenza dei 4350$ per oncia, la cui ricerca di liquidità ancora manca.
Infatti attendo ancora questa, ci sono gli ultimi 3 massimi giornalieri da liquidare, solo dopo quest'ultimo movimento potrò tentare per davvero un posizionamento SHORT.
Vediamo come si comporta nella sessione asiatica, potremmo ritentare i massimi di ieri, liquidare i 4350$ per oncia e poi scendere, ci aggiorniamo domani, buoan serata a tutti.
- Fulmine VERDE: Zona di valutazione LONG;
- Fulmine ROSSO: Zona di valutazione SHORT.
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.
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Operate sempre responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Questa è solo un'analisi che condivido con voi e da cui potete prendere spunto, non consideratelo un segnale.
Buona valutazione e buon trading.
Ciau.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 16.12.2025Azionario USA incerto, ma attorno ai massimi storici. Meglio l’Europa.
La BCE non taglierà i tassi, lo farà probabilmente la Bank of England.
Tregua più vicina tra Russia e Ucraina, dice Trump: il Mondo spera.
Petrolio in crisi infinita. Ai minimi da 4 anni. Bene i metalli industriali.
La prima seduta della settimana, lunedì 15, ha posto le basi per la volata finale di un 2025 che continua a sorridere ai mercati azionari europei. Da inizio anno al 15 dicembre, Piazza Affari segna un progresso del +29%, fotografia di un contesto che, almeno sul fronte continentale, resta favorevole al rischio.
I listini del Vecchio Continente hanno archiviato la giornata quasi tutti in deciso rialzo, riuscendo a dribblare sia i segnali di rallentamento dell’economia cinese sia i dubbi sulla tenuta del tema dell’Intelligenza Artificiale. Al centro degli acquisti, in modo trasversale, le azioni bancarie, sostenuti dalle scommesse su un prossimo allentamento della politica monetaria statunitense.
Sul fronte geopolitico, il mercato guarda con attenzione ai possibili segnali di distensione tra Russia e Ucraina. Dopo due giorni di intensi colloqui a Berlino, l’iniziativa politica europea ha favorito un riavvicinamento tra Stati Uniti e Ucraina. La possibilità di una tregua viene ora definita “reale” e, secondo Friedrich Merz, “non è mai stata così grande come adesso”, con l’auspicio di un cessate il fuoco prima di Natale.
Anche Volodymyr Zelensky ha parlato di incontri “molto produttivi”, riconoscendo progressi sulle garanzie di sicurezza per Kiev, mentre resta apertissima la questione territoriale, in particolare il nodo del Donbass.
In serata è arrivato anche il commento di Donald Trump, secondo cui un accordo per porre fine al conflitto sarebbe più vicino che mai, dopo i colloqui tenuti a Berlino dagli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner.
Passando al fronte macroeconomico, l’attenzione si sposta a oggi pomeriggio, per la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense relativi a ottobre e novembre, ritardati dallo shutdown amministrativo.
Il report del Dipartimento del Lavoro unirà in un’unica uscita i dati delle nuove buste paga di due mesi: il mercato attende circa 35 mila nuovi posti a novembre e un tasso di disoccupazione stabile al 4,4%.
Tra mercoledì e giovedì sono attesi anche i dati sull’inflazione di novembre e sulle vendite al dettaglio di ottobre. I prezzi al consumo sono stimati in crescita +3,2% sia nella componente headline sia in quella core, mentre le vendite al dettaglio dovrebbero salire +0,2%, lo stesso ritmo di settembre e il più lento da maggio.
Peraltro, i dati in arrivo non dovrebbe fornire un vantaggio decisivo né ai falchi né alle colombe all’interno della Federal Reserve. Chi sostiene lo status-quo continua a puntare sull’insufficienza e sulla disomogeneità degli ultimi indicatori, mentre chi spinge per ulteriori allentamenti richiama l’indebolimento del mercato del lavoro.
Bloomberg Intelligence ritiene che questi dati “ridurranno la resistenza dei falchi al taglio dei tassi”, con un’inflazione attesa in calo e salari deboli nella prima metà del 2026. La previsione è che la Fed possa tagliare i tassi di soli 25 punti base nel prossimo anno.
Il recente taglio dei tassi ha messo in evidenza profonde divisioni all’interno della banca centrale, tra chi privilegia il rallentamento del mercato del lavoro e chi resta concentrato su un’inflazione ancora ostinata
L’attenzione resta alta anche sul cosiddetto “toto-Fed”, con il mandato di Jerome Powell in scadenza a maggio. Sul fronte delle altre banche centrali, giovedì 18 sono attese le decisioni di BCE e BoE: per Francoforte il consenso è su tassi invariati, mentre Londra potrebbe procedere a un taglio.
Nel frattempo, Wall Street ha chiuso in lieve calo: Dow Jones -0,09%, Nasdaq -0,59%, S&P500 -0,16%.
Sul mercato obbligazionario europeo, lo spread BTp-Bund si è leggermente ridotto a 68 punti base, dai 69 della seduta precedente, con il rendimento del BTp decennale in calo al 3,53%.
In Asia, la seduta di oggi, martedì 16 dicembre chiude in calo. L’indice MSCI Asia Pacific cede -1,3%, l’Hang Seng di Hong Kong scende quasi -2%, avvicinandosi alla correzione tecnica dopo una perdita di oltre -10% dai massimi recenti.
Debole anche il CSI300 (-1,4%) e il Nikkei giapponese (-1,2%), penalizzato dai titoli tech.
In Corea, Kospi -1,6%, con il fondo pensione nazionale pronto a rafforzare il proprio ruolo nella stabilizzazione dello won, estendendo fino a fine 2026 lo swap in valuta estera da 65 miliardi di dollari con la banca centrale.
Tra le commodity, il petrolio WTI scivola ancora verso 56 dollari/barile, minimo degli ultimi quattro anni, trascinando al ribasso l’Indice Bloomberg Commodity, a 108,2 USD, per la terza seduta consecutiva. Al contrario, resta forte il comparto dei preziosi: oro a 4.288 USD/oncia e argento a 62,5 USD/oncia, sostenuti da flussi positivi per i relativi ETF, acquisti delle banche centrali e timori sulla futura “indipendenza” della Fed.
Il dollaro resta debole per la terza settimana consecutiva, con euro/dollaro intorno a 1,175.
Si rafforza lo yen in vista di un probabile rialzo dei tassi di 25 bps da parte della BoJ: 182,5 yen per euro e 155,26 per dollaro.mentre Bitcoin staziona sui 85.600 USD, oltre il 30% sotto i massimi di metà ottobre.
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