USD/JPY BULLISH NEL BREVE MEDIO TERMINE📈 Situazione attuale
Dopo la correzione di inizio mese, USD/JPY ha trovato un solido supporto nella zona 142 - 143, area già più volte testata come supporto. Il prezzo ha reagito con forza, rompendo la resistenza dinamica di breve periodo e tornando sopra le medie mobili sul 4H ed evitando un incrocio ribassista.
⚡ Analisi Tecnica
Il prezzo è rimbalzato in modo significativo dopo aver testato la zona di prezzo 142 - 143.
Questo movimento bullish ha portato il prezzo sopra le medie mobili ed evitando un incrocio ribassista sul time frame 4h
RSI vicino ad ipercomprato ma che non mostra segnali di inversione (RSI in trend rialzista con valore sopra la media)
Canale rialzista confermato che potrebbe fornire il binario di crescita per i prossimi giorni/settimane
🌍 Analisi Fondamentale
Dati USA solidi: L’inflazione PPI e i dati sul lavoro pubblicati venerdì sono risultati sopra le attese, rafforzando le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed.
BoJ ultra-accomodante: La Bank of Japan ha confermato che non ci sono piani imminenti per rialzi dei tassi, mantenendo lo yen debole.
Rischio geopolitico in calo: La diminuzione delle tensioni tra India e Pakistan riduce la domanda di yen come bene rifugio.
🎯 Obiettivi di prezzo
Target 1: 149
Target 2: 151
⚠️ Gestione del rischio
Stop loss aggressivo: 144,75 (minimo precedente e media mobile veloce)
Stop loss conservativo: 142,25 (minimo del 06 maggio e resistenza statica significativa)
💡 Conclusione
La permanenza nel canale rialzista con il prezzo stabilmente sopra le medie mobili e la divergenza tra le politiche monetarie di Fed e BoJ crea una interessante opportunità rialzista per la coppia USD/JPY.
Ricordate di fare sempre ulteriori analisi e di tradare responsabilmente gestendo in modo oculato il rischio.
Analisi fondamentale
Broadening concluso...e ora?L’S&P 500 ha mostrato un segnale di possibile ribasso temporaneo, formando una figura tecnica chiamata Broadening, caratterizzata da movimenti sempre più ampi.
Questa figura si completa quando vengono toccati otto punti chiave: il settimo inizia a perdere forza, mentre l’ottavo conferma il possibile cambiamento di direzione. Dopo aver raggiunto l’estensione massima del movimento, il prezzo ha invertito la rotta.
Le medie mobili a 60 e 240 periodi (SMA60 e SMA240) si sono incrociate: la linea blu (SMA60) è scesa sotto quella rosa (SMA240), e il prezzo ha reagito al ribasso ogni volta che ha toccato la SMA240.
Questo non significa necessariamente che il mercato continuerà a scendere, ma indica che una fase di correzione potrebbe essere in corso.
La situazione resta incerta a causa dei negoziati sui dazi, e la volatilità è molto alta. Finché non ci saranno accordi chiari, il mercato potrebbe continuare a muoversi in modo instabile.
Analisi DXY - la Cina come "Sputnik moment".Analisi settimane macroeconomica e prospettive future.
Il dollaro statunitense ha registrato il terzo guadagno settimanale consecutivo, proseguendo il suo recupero dai minimi pluriennali raggiunti a metà aprile. L’indice del dollaro (DXY) ha consolidato ulteriormente la propria posizione al di sopra della soglia chiave di 100,00, un livello psicologico rilevante che, tuttavia, non è stato ancora superato con decisione.
Dopo aver subito una flessione di quasi il 9% rispetto ai massimi di marzo, con un temporaneo calo sotto quota 98,00 il mese scorso, il biglietto verde ha messo a segno un progressivo rafforzamento nelle ultime settimane. Tale ripresa è stata agevolata dal miglioramento del clima nelle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, con sviluppi immediati attesi già nel fine settimana, in occasione di un incontro tra rappresentanti delle due nazioni in Svizzera.
L’apprezzamento della valuta statunitense è stato inoltre sostenuto dall’incremento dei rendimenti dei Treasury, che hanno raggiunto nuovi massimi su più scadenze nella seconda parte della settimana. Sebbene il movimento rialzista del dollaro sia rimasto contenuto, l’aumento dei rendimenti ha contribuito a consolidarne la forza, specie dopo che la Federal Reserve (Fed) ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse mercoledì, con il Presidente Jerome Powell che ha ribadito un approccio prudente e improntato alla stabilità monetaria.
Questa settimana, la Casa Bianca ha evitato l’introduzione di nuovi dazi, ma il contesto commerciale ha subito un'evoluzione significativa. L’attenzione si è concentrata sulle crescenti speculazioni riguardo a una possibile riduzione dell’imponente tariffa del 145% sulle importazioni statunitensi di prodotti cinesi, precedentemente annunciata dal presidente Donald Trump. Tale ipotesi rappresenterebbe un allentamento sostanziale rispetto alla sua precedente strategia protezionistica. In un intervento preliminare a un importante incontro di sabato, il presidente ha suggerito che un’aliquota più contenuta, intorno all’80%, potrebbe essere "adeguata", lasciando intravedere un potenziale cambio di rotta nella politica commerciale americana.
A rafforzare il sentiment positivo sul dollaro statunitense, Washington e Londra hanno svelato giovedì un nuovo quadro commerciale bilaterale. L’intesa prevede un miglioramento delle condizioni di accesso al mercato e una semplificazione delle procedure doganali per le esportazioni statunitensi destinate al Regno Unito, mentre la Gran Bretagna beneficerà di un’esenzione tariffaria limitata su specifici settori, tra cui automotive, acciaio e alluminio.
Tuttavia, la reazione dei mercati è rimasta relativamente contenuta. Molti analisti hanno giudicato l’accordo di portata ridotta, considerandolo più un insieme di concessioni reciproche che una revisione strutturale delle relazioni commerciali bilaterali. In effetti, gli Stati Uniti manterranno un dazio di base del 10% sulla maggior parte dei prodotti britannici, rafforzando l’idea che un ritorno ai livelli tariffari precedenti al cosiddetto "Giorno della Liberazione" sia improbabile, indipendentemente dagli accordi in corso.
L’apparente ammorbidimento della postura commerciale di Trump segnerebbe un ulteriore ripensamento rispetto alle posizioni precedentemente rigide, in risposta alla volatilità dei mercati finanziari. Nelle ultime settimane, il presidente ha ridimensionato le minacce di imposizione generalizzata di nuovi dazi a seguito di una forte correzione azionaria, ha moderato le critiche rivolte al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e ha esaltato i successi commerciali ottenuti con Canada e Messico—risultati che, tuttavia, si sono rivelati prevalentemente simbolici.
Gli economisti avvertono che, sebbene una revisione delle tariffe possa alleviare alcune pressioni sui prezzi, le persistenti barriere commerciali continuano a rappresentare un fattore di rischio per l’economia globale. I potenziali effetti inflazionistici derivanti da tali misure potrebbero infatti indebolire la domanda dei consumatori e rallentare la crescita economica. Qualora i rischi di ribasso si acuissero, la Federal Reserve potrebbe trovarsi nella posizione di dover riesaminare il proprio approccio monetario prudente e basato sui dati.
Mercoledì, la Federal Reserve ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, in linea con le aspettative del mercato, ma ha evidenziato l’emergere di rischi crescenti sia sul fronte inflazionistico che occupazionale nei prossimi mesi.
Nel comunicato diffuso al termine della riunione, la banca centrale ha sottolineato che l’economia statunitense continua a espandersi a un ritmo sostenuto. Tuttavia, la crescita più contenuta registrata nel primo trimestre è stata in larga parte attribuita all’incremento delle importazioni, poiché consumatori e imprese hanno cercato di anticipare l’impatto dei nuovi dazi imposti.
Durante la conferenza stampa successiva alla riunione, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha ribadito la solidità strutturale dell’economia statunitense, pur riconoscendo l’aumento dell’incertezza. Ha precisato che le future decisioni di politica monetaria saranno strettamente legate all’evoluzione dei dati macroeconomici e che il percorso della Fed potrebbe includere una riduzione dei tassi o un prolungato periodo di stabilità.
"La traiettoria futura potrebbe prevedere un allentamento monetario o il mantenimento dell’attuale livello dei tassi", ha dichiarato Powell, sottolineando l’adozione di un approccio più flessibile da parte della banca centrale, in un contesto caratterizzato da tensioni commerciali e da fattori di rischio globali che potrebbero influenzare le prospettive economiche.
Nelle ultime sedute, il dollaro statunitense ha mostrato segnali di stabilizzazione, attenuando le preoccupazioni legate alla stagflazione (una condizione economica caratterizzata da crescita debole e inflazione persistente) e fornendo un temporaneo impulso al sentiment degli investitori. Tuttavia, la valuta americana continua a essere soggetta a pressioni ribassiste, influenzata da un insieme di fattori avversi, tra cui l’impatto dei dazi, il rallentamento della crescita economica interna e il deterioramento della fiducia degli operatori di mercato.
L’inflazione rimane al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve, con gli ultimi dati relativi all’indice dei prezzi al consumo (IPC) e al PCE che confermano la persistenza delle pressioni inflazionistiche. A complicare ulteriormente il quadro di politica monetaria della Fed è la tenuta del mercato del lavoro, che continua a mostrare una resilienza superiore alle attese, riducendo le probabilità di imminenti interventi di allentamento sui tassi di interesse.
In aggiunta, le aspettative di inflazione al consumo hanno registrato un incremento. L’ultimo sondaggio condotto dalla Fed di New York indica che gli americani prevedono un aumento dei prezzi del 3,6% nel prossimo anno, in rialzo rispetto al 3,1% di febbraio, il livello più elevato da ottobre 2023. Tuttavia, le aspettative di lungo periodo restano ben ancorate, segnale di una persistente fiducia nella capacità della Fed di contenere le pressioni inflazionistiche.
Sul fronte occupazionale, il mercato del lavoro ha mantenuto una relativa stabilità ad aprile, con il numero di occupati non agricoli (NFP) rivisto a 177.000 e il tasso di disoccupazione fermo al 4,2%. Tuttavia, gli analisti avvertono che tali dati potrebbero non riflettere ancora pienamente l’impatto delle misure tariffarie introdotte dopo il "Giorno della Liberazione", un elemento che potrebbe emergere con maggiore evidenza nelle prossime rilevazioni.
Nel complesso, il dollaro statunitense continua a muoversi in un contesto di elevata volatilità, influenzato da un mix di inflazione persistente, incertezza sulle politiche commerciali e indebolimento dei fondamentali macroeconomici. Di conseguenza, i mercati si preparano a una fase di turbolenza prolungata, con un andamento prudente per la valuta americana.
Nella prossima settimana, l’attenzione dei mercati sarà focalizzata sui dati relativi all’inflazione, con la pubblicazione dei report di aprile sull’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) e sull’Indice dei Prezzi alla Produzione (IPP). Questi indicatori forniranno elementi chiave per valutare l’evoluzione delle pressioni inflazionistiche e il loro impatto sulle prospettive di politica monetaria della Federal Reserve. In un contesto caratterizzato da inflazione persistente e segnali economici contrastanti, tali dati potrebbero risultare determinanti per le aspettative sui futuri interventi della banca centrale in materia di tassi di interesse.
Contestualmente, un ampio gruppo di esponenti della Fed è atteso per una serie di interventi che manterranno alta l’attenzione degli investitori sulla comunicazione della banca centrale, in seguito all’ultima riunione del Federal Open Market Committee (FOMC). Le dichiarazioni dei funzionari potrebbero offrire ulteriori indicazioni sulla traiettoria della politica monetaria e sulla valutazione dei rischi macroeconomici.
Oltre alle dinamiche legate alla Fed, i mercati continueranno a monitorare con attenzione gli sviluppi sul fronte commerciale, con particolare riferimento ai negoziati tra Stati Uniti e Cina.
Nonostante le aspettative di progressi, le trattative hanno finora registrato risultati limitati, alimentando incertezza sulle prospettive delle relazioni economiche tra le due principali economie globali.
Analisi tecnica DXY
L' indice del dollaro statunitense ha continuato la sua ripresa costante, seppur lenta, chiudendo la terza settimana di rialzo registrando un +0,39% e un +0,78% da inizio mese.
Sul grafico giornaliero, una rottura sostenuta al di sopra del livello psicologico di 100,00, chiudendo la sessione giornaliera al di sopra delle Kijun Sen, potrebbe aprire la strada a un test della media mobile semplice (SMA) a 50 giorni a 102,60, seguita dalla più significativa SMA a 200 giorni a 104,30, appena al di sotto del massimo del 26 marzo di 104,6.
Tuttavia, i rischi al ribasso rimangono evidenti. Una nuova inversione ribassista potrebbe riportare in gioco il minimo del 2025 a 97,92, segnato il 21 aprile, con il minimo di marzo 2022 a 97,92.
Per ora, è probabile che la pressione al ribasso persista finché l'indice rimarrà al di sotto delle medie mobili.
Riflessioni finali.
La politica tariffaria adottata dall’amministrazione Trump non deve essere interpretata esclusivamente in chiave protezionistica, ma anche come uno strumento volto a fronteggiare criticità economiche di rilevante entità, che gli Stati Uniti potrebbero aver sottovalutato per troppo tempo. L’attuale governo si trova a dover affrontare una serie di sfide cruciali:
• Gestione del debito pubblico, con l’obiettivo di rifinanziare le scadenze dell’anno in corso a rendimenti più contenuti.
• Controllo dell’inflazione, cercando di mantenere la stabilità dei prezzi in un contesto di crescente pressione sui costi.
• Prevenzione della stagflazione, evitando una combinazione di crescita economica debole e inflazione elevata.
Tali obiettivi, senza un intervento diretto sul sistema fiscale—ipotesi considerata solo in ultima istanza dall’amministrazione Trump—appaiono perseguibili principalmente attraverso l’imposizione di dazi, misura che verrà comunque implementata. L’applicazione di tariffe doganali potrebbe rappresentare l’unico strumento efficace per mitigare gli effetti derivanti dall’elevata domanda interna e dal forte impulso ai consumi registrato negli ultimi anni.
Naturalmente, questa strategia ha un impatto significativo sulla politica monetaria della Federal Reserve, che si trova a dover bilanciare il difficile compito di contenere l’inflazione senza alimentare rischi di stagflazione. Inoltre, la banca centrale deve gestire le pressioni esercitate dal presidente Trump, il quale ha più volte sollecitato un orientamento più accomodante, con toni particolarmente incisivi. In questo contesto, la Fed dovrà mantenere un approccio prudente, basato sull’analisi dei dati economici e sulla valutazione delle implicazioni derivanti dalle misure tariffarie.
Il processo di de-dollarizzazione sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel panorama economico globale, con implicazioni significative per i mercati finanziari e valutari. Dall’inizio dell’anno, il dollaro statunitense ha registrato un progressivo indebolimento, accompagnato da una flessione dei mercati azionari americani. In contrasto, l’Europa ha mostrato una dinamica più favorevole, con la Germania che, nell’ultima settimana, ha raggiunto nuovi massimi storici.
Negli Stati Uniti, il mercato azionario è stato sostenuto principalmente dagli investitori retail, mentre gli investitori istituzionali di lungo termine hanno mantenuto un atteggiamento prudente, segnando l’undicesima settimana consecutiva di performance negativa. Tale scenario ha determinato una sovraperformance dell’Europa rispetto agli Stati Uniti, sia in termini di mercato azionario che di forza valutaria. Per la prima volta, l’euro mostra un vantaggio competitivo così marcato rispetto al dollaro e potrebbe riportare gli investimenti all’estero verso il Vecchio Continente.
A far leva su un ritorno in patria degli investimenti, da parte dell’investitore europeo, sul fronte delle valutazioni azionarie (multipli), i mercati europei risultano molto più convenienti rispetto a quelli americani, alimentando l’interesse degli investitori verso il Vecchio Continente. La de-dollarizzazione, dunque, appare come un fenomeno in evoluzione, con dinamiche che sembrano essere in parte influenzate dagli stessi Stati Uniti. L’obiettivo implicito dell’amministrazione americana è, infatti, quello di indebolire il dollaro per favorire la competitività delle esportazioni americane, mantenendo al contempo l’economia fortemente ancorata alla valuta statunitense.
Nel contesto delle tensioni commerciali, Scott Bessent sta assumendo un ruolo di mediazione nelle trattative sui dazi, mentre l’accordo commerciale raggiunto in settimana tra Stati Uniti e Regno Unito sembra, in fin dei conti, avere come obiettivo strategico la Cina. Tale intesa tra i due Pesi, infatti, se la si legge tra le righe, mira a incidere sulla supply chain cinese destinata al mercato britannico, con possibili ripercussioni sulle dinamiche commerciali globali.
Quindi verrebbe, infine, da definire la Cina stessa come un vero e proprio “Sputnik moment” nei confronti del mondo ma soprattutto verso gli USA, confermandosi sempre più attore centrale nello scenario economico internazionale. Dopo le restrizioni sui semiconduttori e le recenti misure riguardanti l’intelligenza artificiale, il Paese continua a essere al centro delle strategie economiche e geopolitiche globali, con implicazioni di vasta portata per il commercio e la tecnologia.
FEDERAL RESERVEIl 7 maggio 2025, la Federal Reserve ha deciso di mantenere il tasso di interesse di riferimento tra il 4,25% e il 4,50%, adottando un approccio di "attesa" in risposta all'incertezza economica crescente, influenzata dalle politiche tariffarie dell'amministrazione Trump.
Il presidente Jerome Powell ha sottolineato i rischi di stagflazione, con inflazione in aumento e crescita economica rallentata.
Nonostante la robustezza del mercato del lavoro, con 177.000 nuovi posti di lavoro creati ad aprile, e un'inflazione al 2,4%, la Fed ha scelto di non intervenire senza dati più chiari.
Le aspettative di mercato indicano una possibile riduzione dei tassi a partire da luglio.
RIASSUNTO DELLA SETTIMANA 5-9 maggioRiassunto della settimana 5-9 maggio:
- L'indice manifatturiero USA sale a 51.6 dal 50.8 precedente
- I prezzi alla produzione europei scendono all'1,9% YoY
- Aumenta il deficit commerciale americano
- La banca centrale americana mantiene i tassi al 4,5%
- La BOE taglia i tassi di 25 punti base
- Il tasso di disoccupazione canadese sale al 6,9%
Andamento delle valute:
- USD è stata la top perfomer della settimana
- CAD è stata la valuta più debole della settimana
Approfondimento:
PETROLIO:
L'utile netto del primo trimestre di Aramco, il gigante petrolifero saudita, è stato di 26 miliardi di dollari (-5%), in calo rispetto ai 27,3 miliardi di dollari dello stesso periodo dell'anno scorso.
I dati segnalano una continua tensione per il bilancio del gigante petrolifero statale saudita, poiché i prezzi del greggio non mostrano segni di ripresa e la domanda globale rallenta in linea con le pressioni sul commercio.
GBPCAD , un trend infinito!🔴 Macro contesto
Partendo come di consueto dall’analisi macro delle due economie, non possiamo non mettere subito in evidenza come le difficili condizioni della congiuntura macroeconomica canadese, colpite duramente anche dalle politiche doganali di Trump, abbiano costretto la BoC a ricorrere a maggiori tagli del tassi di interesse portando ora il costo del denaro al 2, 75% con una sequenza importante di riduzione del costo del denaro. Contesto differente quello del Regno Unito dove un’inflazione più vischiosa ha costretto la BoE a mantenere il costo del denaro alto ancora fino agli inizi di questo 2025.Il tasso di interesse per il Regno Unito si attesta ora al +4.5%, portando il differenziale tra i due tassi di poco sotto la soglia del 2%.
Sebbene anche nel Regno Unito si manifestino i primi segnali di stanchezza dell’economia, il Canada ha vissuto molto prima un rallentamento del mercato del alvoro, delle esportazioni e di una più profonda crisi di fiducia da parte dei consumatori.
Le vendite copiose di dollari canadesi si sono riversati pesantemente sul mercato fx, mettendo in maggior luce la resilienza della sterlina.
🔴 Identificazione del Trend e struttura di mercato
Il trend rialzista per questo cross è oramai ben palese dal lontano 2023. La sequenza di massimi e minimi crescenti ha guidato il cross in maniera più palese dalla metà del 2024, più precisamente dal Maggio 2024 quando alla rottura delle resistenze di 1.73636 il trend ha preso maggior vigore. Il fascio di medie mobili continua a supportare la struttura rialzista e ancora in questi ultimi due mesi , il maggior delta tra la mm21 e 100, sostiene nuovamente spinte rialziste.
🔴 Posizionamenti & Sentiment
Il posizionamento dei non commercials sui relativi futures ( british pound e canadian dollar ) mette in luce ancora una volta la maggior propensione verso le posizioni nette long cable, dove i no commercials si trovano ora posizionati con 23959 contratti long, mentre per il canadese si continua a rimanere in posizioni nette short a -67205 contratti. Di contro ovviamente il sentiment del mondo retail continua ad alimentare la corsa rialzista con posizioni contrarian che tentano di cogliere i massimi di periodo. Al momento un 79% dei traders al dettaglio è in posizione contrarina corta, alimentando cosi il trend primario long.
🔴 Aree Volumetriche
Le aree di attenzione volumetrica al momento si identificano in 1.8990-1.84 , al di sotto di questa fascia si passerebbe a 1.8420-1.7360. Ancora al di sotto si rientrerebbe nell’area a massimi volumi di questi ultimi tre anni , area compresa tra 1.7360 e 1.6060
🔴 Strategie Operative
Ancora da favorire posizioni in trend. Quindi da prediligere il lato long del mercato.
Lo scenario bearish potrebbe prendere corpo solo in caso di violazione dei minimi di 1.8230-1.8225 in confluenza con la rottura della trend line supportiva di medio periodo.
buon trading
Salvatore Bilotta
La disciplina sotto un'altra lenteSappiamo tutti quanto la disciplina sia importante e vantaggiosa nel trading. Ogni singolo giorno di trading ci si trova di fronte a una miriade di decisioni, e può sembrare che ci venga costantemente richiesto di esercitare una quantità enorme di autocontrollo.
Oggi tuttavia guardiamo alla disciplina da una prospettiva diversa—attraverso gli occhi del rinomato psicologo comportamentale Chase Hughes. Il suo approccio non consiste nel costringerti a essere più severo o concentrato. Si tratta invece di rendere la disciplina più accessibile, e osiamo dire, persino piacevole.
Decodificare la disciplina
La disciplina viene spesso fraintesa. Vediamo qualcuno che si alza alle 5 del mattino, va in palestra, mangia sano e segue una routine con precisione assoluta e presumiamo che abbia una volontà ferrea. Ma come sottolinea Chase, non stiamo vedendo la disciplina quotidiana in azione, stiamo vedendo il risultato di abitudini consolidate.
Pensiamo al lavarsi i denti. Non richiede sforzo o motivazione, è automatico. Il punto è che, se pur un tempo richiesto un minimo di disciplina, con il tempo è semplicemente diventata un'abitudine.
Quindi, invece di svegliarti ogni giorno e cercare di avere la disciplina di eroe, prova ad invertire il processo, Inizia identificando un obiettivo che vorresti raggiungere, come ad esempio, attenerti al tuo piano di trading. Ora chiediti: “qual'è l'abitudine quotidiana che mi porterebbe in modo naturale a quel risultato?”
L'obiettivo non è quello di essere disciplinati, ma di costruire abitudini, e le abitudini necessitano solo di un briciolo di disciplina per iniziare.
La chiave: Ottenere dopamina dalla disciplina
Chase Hughes lo descrive così:
“La disciplina è la tua capacità di dare priorità ai bisogni del tuo io futuro rispetto a quelli del tuo io presente.”
Egli spiega che la maggior parte di noi guarda indietro con rimpianto “Non avrei dovuto prendere quel trade,” o “Perché sono rimasto sveglio così tardi?” Ma se inizi a guardare al passato con gratitudine, anche per i piccoli traguardi, la disciplina smette di essere un fardello e diventa una fonte di gratificazione
La gratitudine verso il tuo io passato, cambia tutto. Quando ti svegli e vedi che la tua preparazione al trading mattutino è già pronta, o che hai annotato correttamente le transazioni di ieri e creato degli appunti per oggi, proverai una ricompensa emotiva. Quella ricompensa emotiva diventa il pretesto per continuare.
Chase utilizza una metafora brillante: sii il tuo stesso maggiordomo. Organizza la tua vita la sera come se stessi preparando il giorno seguente per qualcuno a cui tieni molto. Prepara la tua postazione di lavoro. Prepara il tuo diario. Segna i tuoi livelli. quando ti sveglierai ti sentirai come se qualcuno si fosse già preso cura di te. Questa sensazione crea slancio, e lo slancio crea disciplina.
Tre trucchi di disciplina per il tuo trading
1. Iniziate in piccolo e consolidate le vostre abitudini
Non cercare di cambiare tutto in una volta. Scegli un'abitudine che supporterebbe il tuo trading, come ad esempio annotare immediatamente i trade appena li chiudi, e mantienila per 10 giorni. Quando diventa automatica, incomincia a introdurne una nuova, in questo modo, Non stai costruendo disciplina ma stai costruendo le fondamenta di una struttura che ti supporterà automaticamente.
2. Lascia delle ricompense per il tuo io futuro
Lascia un post-it di incoraggiamento dove lo vedrai domani. Lascia un premio sulla scrivania dopo aver completato la tua preparazione. Oppure fai come Chase, nascondi una sorpresa nella tasca del cappotto per la prossima settimana. Può sembrare sciocco, ma insegnerai al tuo cervello ad associare dei comportamenti proattivi con una ricompensa. Questa è la dopamina in azione.
3. Tenere traccia della gratitudine, non solo delle prestazioni
Annota ogni giorno, ciò che ha fatto il tuo io passato per supportare il tuo trading di cui sei grato. Potrebbe trattarsi di aver resistito a un cattivo trade, aver rispettato le regole, o semplicemente aver dormito bene. Questo piccolo atto di riconoscimento rafforza la cura, il controllo e la costanza, i veri pilastri della disciplina.
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BREVE PAUSA? 23.800-24.000 Dopo questo rimbalzo potente e sorprendentemente veloce di quasi +26% in poco più di due settimane, inizio sinceramente a chiedermi quanto sia sostenibile nel breve. È vero, i mercati stanno beneficiando delle speranze legate a un miglioramento nei rapporti tra Stati Uniti e Cina, e questo da solo basta spesso a riaccendere il sentiment. Ma al momento parliamo ancora di speranze, non di certezze. Nessun accordo è stato ufficializzato, e l’esperienza ci insegna che quando si tratta di negoziati tra potenze, la distanza tra ottimismo e realtà può essere enorme.
In un contesto così debole, dove la salita è stata così verticale e in parte guidata dall’entusiasmo più che dai fondamentali, non mi sorprenderei di vedere un bello storno. Anche solo per riequilibrare un po’ gli eccessi. Non lo vedrei come un segnale negativo in sé, ma più come un momento fisiologico in cui il mercato si ferma, rifiata e magari torna a guardare con più lucidità cosa sta realmente succedendo a livello geopolitico ed economico.
Personalmente, sto molto attento in queste fasi. Quando tutto sale troppo in fretta e si respira solo euforia, spesso è proprio lì che iniziano i primi scricchiolii. E a quel punto non è detto che basti una buona intenzione per evitare che il mercato inizi a fare pulizia.
Livelli chiave 23.800-24.000, rotture forti al dì sopra di queste soglie porteranno l'indice in area 24.500-25.000 in brevissimo termine.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 09.05.2025L’accord0 USA-Regno Unito sui dazi fa ben sperare: borse ancora sù!
Wall Street ha quasi azzerato le perdite da inizio anno.
Bene l’export cinese ad Aprile, ma non quello verso gli Stat iUniti.
Bitcoin sopra 100 mila US$, ma le altre crypto fanno più fatica.
Mercati in ripresa grazie a schiarite commerciali: Europa e Wall Street in rialzo. La giornata borsistica di ieri ha visto un forte rimbalzo dei mercati azionari sia in Europa che negli Stati Uniti, grazie a una ventata di ottimismo portata dall’accordo commerciale annunciato tra Usa e Regno Unito.
Gli investitori hanno reagito con entusiasmo: ha brillato Milano, +1,71%, seguita da Francoforte, +1,4%, e Parigi, +0,89%. Londra ha fatto eccezione con -0,33%. L’Italia si distingue anche per un FTSEMIB in crescita +1,7% da inizio settimana e +15% da gennaio, risultando tra i migliori indici globali.
Oltreoceano, Wall Street ha chiuso in rialzo: Dow Jones +0,63%, Nasdaq +1,06% e S&P500 +0,58%. Sebbene l’indice S&P 500 sia ancora in leggero calo da inizio anno (-0,4%), per gli investitori europei è ora in guadagno di circa +0,4% grazie al recupero recente del dollaro.
Tra i protagonisti del giorno, le azioni tech, in particolare Nvidia, tornate sotto i riflettori su voci di possibile allentamento delle restrizioni sulle esportazioni di chip AI da parte di Trump.
Accordo UK-USA: etanolo, carne e macchinari industriali protagonisti: il Presidente Donald Trump ha definito “enorme” l’accordo con il Regno Unito, pur senza entrare nei dettagli.
Il premier britannico Keir Starmer ha confermato che alcune clausole sono ancora in discussione, ma ha parlato di un’intesa promettente per un futuro patto di libero scambio.
Il Regno Unito, secondo il segretario al Commercio Howard Lutnick, azzererà i dazi sull’etanolo americano e ridurrà le barriere su carne bovina e macchinari industriali: un vero sollievo per l’agricoltura USA.
Trump ha colto ieri l’occasione per punzecchiare la Federal Reserve, definendo il presidente Powell “foolish” per non aver tagliato i tassi come stanno facendo altre banche centrali.
In parallelo, ha lasciato intendere una disponibilità a incontrare il presidente cinese Xi Jinping, a patto che “Scott”, alias il segretario al Tesoro Scott Bessent, riferisca sviluppi positivi dai colloqui con Pechino, previsti in Svizzera il 10 maggio.
“Faremo un accordo anche con l’Europa”, ha aggiunto Trump, pur lamentando l’atteggiamento “estremamente ingiusto” dell’UE.
Nonostante le aperture, gli effetti delle tensioni commerciali si fanno sentire. Le prenotazioni di container verso gli Stati Uniti sono calate drasticamente: -22% annuo a metà aprile, secondo Vizion.
Ancora più marcato il crollo dei flussi dalla Cina, con un -44% e -49% rispettivamente in due settimane consecutive. Globalmente, le prenotazioni di container (TEU da 40 piedi) sono scese del -12,1% su base annua entro la fine di aprile.
Sul fronte macro europeo, segnali di miglioramento. La Banca d’Inghilterra ha rivisto al rialzo le stime di crescita 2025 per il Regno Unito, portandole a +1,0%, da +0,75%.
Sulle borse dell’Asia-Pacifico, stamene, 9 maggio, prevale l’ottimismo: Nikkei giapponese +1,5%, complice il calo dello yen. La crescita dei salari giapponesi si è intanto raffreddata a marzo, così come le esportazioni di aprile, il che potrebbe rallentare eventuali rialzi dei tassi da parte della Banca del Giappone.
Situazione più tesa in India: l’indice BSE-Sensex ha perso -1%, mentre la valuta (Rupia) si è indebolita per il quarto giorno consecutivo. La causa è nell’escalation militare con il Pakistan: un attacco missilistico notturno ha causato due vittime civili, e droni indiani hanno colpito sistemi di difesa aerea “nemici”. New Delhi ha parlato di “neutralizzazione” di minacce mirate a obiettivi militari.
Materie prime in movimento: l’allentamento delle tensioni commerciali ha sostenuto il petrolio, che chiude la settimana con +3% circa. I colloqui in Svizzera potrebbero favorire un ulteriore recupero, considerando l’effetto diretto sul consumo globale di greggio.
Il gas naturale americano è intanto sotto i riflettori: le aziende chiedono a Trump di esentare le navi GNL da nuove penalizzanti norme sulla cantieristica. Gli USA, primo esportatore al mondo, generano 34 miliardi di dollari l’anno in questo settore.
Oro: settimana è stata volatile ma positiva: +2,7%, con movimenti giornalieri anche sopra l’1,5%. Stamattina il prezzo è salito -0,7%, dopo il calo -1,7% di ieri.
Criptovalute: un momento magico? Bitcoin ha superato la soglia psicologica dei 100.000 dollari, registrando un +6% nella giornata di giovedì 8, la migliore da un mese. Si avvia così a conludersi la quinta settimana consecutiva positiva. Nel frattempo Coinbase ha annunciato l’acquisizione di Deribit, il principale exchange di opzioni crypto con US$ 30 miliardi di posizioni aperte.
Settimana decisamente tranquilla per il mercato obbligazionario. Il rendimento del Treasury USA 10 anni si attesta al 4,35%, quello del Bund tedesco decennale a 2,53%. Il BTP italiano, 3,55%, ha visto un lieve rialzo, ma lo spread è sceso a 104 punti base, il livello più basso dal 2021.
Se Moody’s seguirà l’esempio di S&P migliorando il rating sovrano italiano il 23 maggio, potremmo scendere sotto quota 100 – soglia psicologica inviolata da oltre quattro anni.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
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💡🔍 Analisi Gold 🔍💡
Buongiorno!
situazione gold :
attualmente siamo ritornati con il prezzo sotto al massimo weekly, personalmente oggi vorrei che mantenesse il ribasso fino al livello segnato (3270.3240) , senza oltrepassare la fascia di prezzo dei 3200 - 3230
vorrei vedere dopo le 14:00 se riesco a valutarmi un possibile short intraday intorno a zona 3350.3370 come segnato in rosso.
mi piacerebbe seguire le parole di powell , ma attenzione a trump che da un momento all'altro puo ribaltare tutto.
andate cauti.
ACCORDO USA - REGNO UNITO ; COSA CAMBIA?
Accordo USA-Regno Unito: cosa cambia
-USA e Regno Unito hanno firmato il primo accordo commerciale dopo l'inizio della guerra dei dazi voluta da Trump.
-L'accordo elimina i dazi su acciaio e alluminio britannici e riduce al 10% quelli su un massimo di 100.000 auto britanniche esportate ogni anno.
-In cambio, il Regno Unito concede agli agricoltori americani un accesso agevolato al mercato britannico tramite un sistema di quote a dazio ridotto, mantenendo però gli attuali standard alimentari.
-Il Regno Unito ha inoltre eliminato i dazi su 1,4 miliardi di litri di etanolo statunitense.
-La maggior parte delle esportazioni britanniche verso gli USA rimane soggetta a un dazio fisso del 10%.
-Le due nazioni hanno concordato di proseguire le trattative su altri settori, inclusi un accordo sul commercio digitale e i dazi sui prodotti farmaceutici
-Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha sottolineato che l'accordo protegge migliaia di posti di lavoro nel settore automobilistico e siderurgico.
Tuttavia, alcuni critici, tra cui esponenti del Partito Conservatore, ritengono l'accordo insufficiente.
Esperti legali hanno sollevato dubbi sulla conformità dell'accordo alle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), poiché le concessioni tariffarie offerte agli USA non sono estese ad altri paesi.
L'accordo potrebbe servire da modello per future negoziazioni commerciali degli USA con altri paesi come India e Giappone.
Impatto su Gold (XAU/USD):
-Nessun impatto diretto sull’oro.
Tuttavia, in contesto macro:
-Un clima commerciale più disteso può ridurre la domanda di beni rifugio come l’oro.
-Se il dollaro si rafforza per effetto di fiducia nei mercati, Gold può scendere.
-Ma se i mercati leggono l’accordo come segnale di politica pro-industria con possibile rialzo inflazione, l’oro può restare supportato.
🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30. Questa strategia mi consente di agire in modo più efficace, sfruttando la maggiore volatilità e liquidità di tale sessione.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
Per domande, dubbi o richieste, commentate o scrivetemi!
Sarò felice di rispondervi.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
GOLD | Oggi privi di NEWS.Buongiorno traders, come state?
Io per le mie analisi uso le Charts di Capital.com, mi ci trovo molto bene, il grafico è lineare e preciso, ve lo consiglio.
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
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Oggi privi di NEWS significative, quindi non faremo attenzione ad un orario in particolare se non l'apertura di Wall Street alle 15:30 e le ore 16:00 per il suo tipico aumento di volatilità
Venerdì tipico giorno rialzista per il l'oro ma osserviamo.
Ieri il mercato ha continuato molto forte a ribasso, come mi aspettavo.
L'unico problema è stato che ha anticipato la zona senza darmi la possibilità di entrare, un peccato ma a volte va così, comunque avevo l'idea giusta e questo è l'importante.
In notturna ha fatto nuovi minimi mancando per un soffio l'Imbalance Daily per ripartenza LONG, un vero peccato, ma sono lì ad aspettarlo per posizionarmi.
Potrei aspettarmi ancora un po' di fase rialzista fino alla zona segnata dei 3360$ per oncia e poi da lì tornare a ribasso per prendere il minimo giornaliero, solo dopo questa ricerca di liquidità inizierò a valutare qualcosa a favore dei tori.
Vediamo come chiuderà la giornata, se prenderà tutte le zone del caso o dovremo attendere la prossima settimana.
Non è escluso un grosso proseguimento a ribasso!
- Fulmine VERDE: Zona di valutazione LONG;
- Fulmine ROSSO: Zona di valutazione SHORT.
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.
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Operate sempre responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Questa è solo un'analisi che condivido con voi e da cui potete prendere spunto, non consideratelo un segnale.
Buona valutazione e buon trading.
Ciau.
Trump, su le borseGiovedì le azioni statunitensi hanno chiuso in rialzo: l’S&P 500 è salito dello 0,43%, il Nasdaq dell’1,07% e il Dow Jones dello 0,7%. Il rialzo è stato favorito dalla notizia del primo accordo commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito, considerato un passo fondamentale verso l’allentamento delle tensioni commerciali globali.
Il sentiment è stato ulteriormente rafforzato dalle indiscrezioni secondo cui l’amministrazione starebbe valutando la revoca di alcune restrizioni imposte durante l’era Biden ai produttori di chip.
I settori dei beni di consumo discrezionali, dell’energia e dei servizi di comunicazione hanno registrato le migliori performance. Le megacap hanno chiuso tutte in rialzo: Apple (+0,6%), Microsoft (+1,6%), Nvidia (+0,5%), Amazon (+1,2%), Meta (+2,2%), Alphabet (+1,2%) e Tesla (+3,2%).
Nel frattempo, Trump ha dichiarato che non ridurrà i dazi sulla Cina come condizione per l’avvio dei negoziati commerciali, previsti in Svizzera nel fine settimana.
Nonostante il rialzo dei listini, l’appetito per il rischio non sembra essere tornato con forza: l’indice VIX resta sopra quota 22 e i rendimenti dei Treasury decennali si attestano intorno al 4,36%, segnalando persistenti incertezze sulle prospettive economiche e una possibile crisi istituzionale tra Trump e Powell, sempre più ai ferri corti.
VALUTE
Il dollaro si rafforza dopo le dichiarazioni ottimistiche di Trump sugli accordi commerciali attuali e futuri. L’EUR/USD è tornato a ridosso di 1,1200, vicino ai supporti chiave di medio termine, testati anche ieri sera con un breve calo sotto tale soglia.
Cresce la sensazione che si possa entrare in una fase di “risk-on”, con l’equity vicino ai massimi e un dollaro in recupero dopo mesi di debolezza.
In caso di rottura del supporto a 1,1200, l’euro potrebbe scendere verso l’area 1,0960–1,0970, come correzione del movimento precedente. Tutti i principali cambi contro dollaro appaiono in difficoltà nel breve termine.
L’USD/JPY si avvicina alla resistenza chiave di 146,60, con possibili target a 148,00 e 149,50. Il Cable (GBP/USD) sembra orientato verso un test di 1,3100.
Il trend di fondo resta improntato a una possibile debolezza del dollaro, ma non in questa fase. Molto dipenderà dall’esito delle trattative sui dazi, le cui scadenze sono previste per luglio.
JOBLESS POSITIVI
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 13.000 unità, attestandosi a 228.000 nella settimana conclusasi il 3 maggio, leggermente al di sotto delle attese di mercato (230.000).
Le richieste continuative sono scese di 29.000 unità, a 1.879.000, in calo rispetto al massimo di oltre tre anni registrato a metà aprile.
SALE L’EXPORT TEDESCO
Le esportazioni tedesche sono aumentate dell’1,1% su base mensile a marzo 2025, raggiungendo 133,2 miliardi di euro, il livello più alto degli ultimi undici mesi. Il dato segue un +1,8% del mese precedente, trainato dalle maggiori spedizioni verso Cina e Stati Uniti.
Le esportazioni verso l’UE sono cresciute del 3,1%, con un +3,8% verso l’area euro e un +1,6% verso i paesi extra-euro. In particolare, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono aumentate del 2,4% in vista dell’introduzione di nuove misure tariffarie, mentre quelle verso la Cina sono salite del 10,2%.
Al contrario, le esportazioni verso i paesi extra-UE (esclusi i principali mercati) sono diminuite dell’1,1%, soprattutto a causa di un calo del 2,8% delle vendite verso il Regno Unito.
Nel primo trimestre del 2025, le esportazioni totali della Germania hanno raggiunto i 349,3 miliardi di euro, in aumento dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.
BOE RIDUCE IL COSTO DEL DENARO
La Banca d’Inghilterra ha tagliato i tassi di interesse al 4,25%, come previsto, ma con una decisione non unanime. Quattro membri del Consiglio direttivo hanno votato in modo diverso: due per un taglio di 50 punti base e due per mantenere i tassi invariati. Cinque membri hanno invece sostenuto il taglio di 25 punti base.
La decisione riflette i progressi nella riduzione dell’inflazione, grazie all’attenuarsi degli shock esterni e alla politica monetaria restrittiva che ha contribuito a stabilizzare le aspettative.
Il PIL del Regno Unito ha rallentato dalla metà del 2024 e il mercato del lavoro mostra segnali di allentamento.
L’inflazione CPI è scesa al 2,6% a marzo, ma si prevede un temporaneo aumento al 3,5% nel terzo trimestre, a causa dei precedenti picchi dei prezzi dell’energia. Successivamente, è attesa una nuova discesa. La crescita salariale resta elevata, ma dovrebbe rallentare nei prossimi mesi.
L’incertezza globale è aumentata a causa dei nuovi dazi statunitensi, che hanno indebolito la crescita globale e ridotto le aspettative sui tassi di interesse di mercato.
Il Comitato di Politica Monetaria (MPC) resta impegnato a riportare l’inflazione al 2% in modo sostenibile. Le future decisioni dipenderanno dall’evoluzione dei rischi e delle dinamiche inflazionistiche.
Un approccio cauto e basato sui dati rimane appropriato per la graduale rimozione della restrizione monetaria.
Saverio Berlinzani
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BITCOIN, un trend rialzista fino alla fine di luglio?Introduzione: Mentre i mercati finanziari, sia cripto che azionari, riprendono fiato dopo la brusca correzione di aprile, è il caso di rimanere in disparte all'inizio di maggio? La nota espressione “Sell in May and Go Away” (Vendi a maggio e vai via) invita alla cautela, ma a nostro avviso quest'anno non dovrebbe essere seguita alla lettera per quanto riguarda il prezzo del bitcoin.
1) Maggio è tutt'altro che un mese sfavorevole per il Bitcoin
L'adagio “Sell in May and Go Away” si basa su un'osservazione storica: le performance dei mercati azionari sono generalmente più forti tra novembre e aprile che nei mesi da maggio a ottobre. Tuttavia, questo non significa che i mercati scendano sistematicamente durante l'estate. Si tratta di una media statistica, non di una certezza.
In altre parole, se il periodo estivo è mediamente meno dinamico, può comunque avere una performance positiva. E questo vale sia per il mercato azionario che per quello delle criptovalute, a causa delle correlazioni. Contrariamente a quanto si crede, maggio non è uno dei mesi più deboli nel calendario delle criptovalute. Al contrario: dalla nascita del BTC, maggio è stato il quarto mese migliore in termini di performance, dopo ottobre, novembre e aprile.
2) Il periodo maggio-settembre può ancora avere un andamento positivo
Per quanto riguarda le azioni, i dati storici supportano in parte il ragionamento “Sell in May”. Dal 1945, l'indice S&P 500 ha reso in media il 6,7% tra novembre e aprile, contro il 2% tra maggio e ottobre. Questa differenza statistica rafforza la necessità di cautela durante il periodo estivo. Anche in questo caso, però, non si tratta di una regola assoluta: alcuni mesi estivi, come luglio, possono dare ottimi risultati.
Inoltre, la crescente correlazione tra gli asset tradizionali (come le azioni statunitensi) e il Bitcoin non deve far dimenticare che quest'ultimo ha dinamiche proprie. In particolare, il famoso ciclo quadriennale, strutturato intorno al dimezzamento, che termina sempre alla fine dell'anno successivo all'ultimo dimezzamento, ossia alla fine del 2025 per il nostro attuale ciclo toro.
3) La spinta al rialzo del Bitcoin potrebbe continuare fino a luglio
Dal minimo di aprile, il Bitcoin ha mostrato chiari segni di ripresa. Questo trend rialzista è quindi una continuazione del ciclo post-halving della primavera 2024, un motore potente visto in diverse occasioni nella storia del BTC.
Un altro fattore a sostegno di questo scenario è la correlazione tra il prezzo del Bitcoin e le variazioni della liquidità globale, misurata dalla somma degli aggregati monetari M2 delle principali economie. Storicamente, occorrono circa 12 settimane perché l'eccesso di liquidità globale si rifletta sui mercati finanziari. I recenti segnali di ripresa monetaria suggeriscono che il trend rialzista del BTC potrebbe continuare fino alla fine di luglio.
Conclusione: sebbene i dati storici suggeriscano una performance di mercato più modesta tra maggio e ottobre, non vi sono prove di una flessione sistematica, tanto meno nel mercato delle criptovalute. Le statistiche sono chiare: maggio è in genere un mese positivo per il Bitcoin e i fondamentali attuali depongono a favore di una continuazione del rialzo fino a metà estate, quando potrebbe essere registrato un nuovo massimo storico. Questa visione di mercato verrebbe invalidata in caso di rottura del principale supporto tecnico a 89/90K dollari.
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Bias di conferma: come riconoscerlo e come difendersiNel mondo del trading, uno degli errori psicologici più comuni e pericolosi è il bias di conferma. Questo fenomeno si verifica quando un trader, dopo aver preso una posizione o sviluppato una convinzione sul mercato, tende inconsciamente a cercare, interpretare e ricordare solo le informazioni che confermano la sua idea, ignorando o sminuendo tutto ciò che la mette in discussione.
Come si manifesta il bias di conferma nel trading
Immagina di essere convinto che il prezzo di Bitcoin salirà e di aver comprato a 90.000 dollari. Se il mercato inizia a scendere, invece di rivalutare la tua analisi, potresti cercare solo notizie e segnali che confermano la tua visione rialzista, ignorando i segnali di debolezza o le opinioni contrarie. Questo atteggiamento porta spesso a mantenere posizioni perdenti troppo a lungo, aumentando le perdite e compromettendo la gestione del rischio.
I sintomi più comuni del bias di conferma sono:
- Ignorare fatti oggettivi contrari alla propria posizione.
- Interpretare le informazioni in modo distorto per rafforzare la propria convinzione.
- Cercare solo analisi, notizie o opinioni che confermano la propria idea.
- Rifiutare di considerare scenari alternativi o segnali di inversione di trend.
Perché il bias di conferma è pericoloso per chi fa trading
- Cattiva gestione del rischio. Ignorare i segnali di stop o di inversione, lasciando correre le perdite.
- Overtrading. Entrare con posizioni troppo grandi.
- Mancata adattabilità. Resta ancorati a una convinzione anche quando il mercato cambia, perdendo opportunità o accumulando perdite.
Consigli pratici su come difendersi dal bias di conferma
- Analizza il mercato da entrambi i punti di vista. Prima di aprire o mantenere una posizione, chiediti: “Cosa vedrebbero i trader contrari alla mia idea?” Cerca segnali sia rialzisti che ribassisti e valuta quale scenario è più forte.
- Utilizza dati oggettivi e strumenti tecnici. Affidati a indicatori tecnici, dati macroeconomici e segnali di prezzo, non solo alle tue sensazioni. Strumenti come medie mobili, RSI o volumi possono aiutarti a vedere il mercato in modo più neutrale.
- Scrivi un piano di trading e attieniti ad esso. Definisci in anticipo i livelli di ingresso, uscita e stop loss. Segui il piano anche se il mercato va contro la tua idea, evitando di cambiare strategia in corsa per “aver ragione”.
- Confrontati con altri trader e cerca opinioni diverse. Partecipare a community o confrontarsi con altri trader aiuta a vedere prospettive alternative e a mettere in discussione le proprie convinzioni.
- Rivedi periodicamente le tue decisioni. Tieni un diario di trading dove annoti le ragioni delle tue scelte e, a distanza di tempo, valuta se sei stato obiettivo o hai ignorato segnali contrari.
Conclusione
Il bias di conferma è una trappola mentale che può compromettere le performance nel trading. Solo sviluppando un approccio critico, disciplinato e aperto al cambiamento potrai ridurre il suo impatto e prendere decisioni più oggettive e profittevoli. Ricorda: il mercato cambia continuamente, e la capacità di adattarsi è la vera chiave del successo.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 08.05.2025La FED non taglia e si prepara a stabilità dei tassi sino all’estate.
Trump promette rimozione di restrizioni sui “semiconductors”.
Borse e valute dei mercati emergenti sorprendenti da inizio anno.
Usa e Regno Unito pronti ad annunciare l’accordo sui dazi.
Martedì 7 maggio si è chiuso con un tono sommesso per le Borse europee, tutte in lieve calo. Parigi ha ceduto -0,91%, Francoforte -0,58%, Milano -0,6% e Londra -0,44%. Gli investitori hanno preferito restare cauti in attesa della decisione della Federal Reserve, che è arrivata più tardi nella giornata: nessun taglio ai tassi, che restano fermi nel range tra 4,25% e 4,50%.
Il presidente Jerome Powell ha evidenziato l’incertezza legata alle politiche commerciali dell’amministrazione USA, descrivendole come “molto, molto incerte”, e ha ammesso che in questo scenario “non è affatto chiaro cosa dovremmo fare”.
Questa prudenza ha avuto effetti immediati sulle aspettative dei mercati. Le probabilità di un taglio dei tassi a giugno sono scese al 20%, rispetto al 30% del giorno prima, mentre quelle per luglio sono calate al 70%, contro il quasi 100% di appena una settimana fa.
Nel frattempo, Wall Street ha reagito con maggiore ottimismo: il Dow Jones ha guadagnato +0,70%, lo S&P500 +0,43%, il Nasdaq +0,27%. Anche se non abbastanza da spingere al rialzo i mercati europei, si è respirato un clima di cauto sollievo.
A tenere banco restano comunque le tensioni geopolitiche. Mentre da un lato si è riaccesa la speranza di una tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina, con l’annuncio dell’incontro in Svizzera tra i rappresentanti del Tesoro USA Scott Bessent e del Commercio Jamieson Greer con le controparti cinesi, dall’altro la situazione tra India e Pakistan è degenerata, con 13 vittime al confine del Kashmir.
I dati macroeconomici europei non hanno aiutato. Eurostat ha comunicato che a marzo le vendite al dettaglio sono diminuite -0,1% su base mensile sia nell’area euro che nell’intera UE, pur registrando su base annua rispettivamente +1,5% e +1,4%.
Nel comparto tecnologico, l’amministrazione Trump ha fatto notizia annunciando, secondo Bloomberg, l’intenzione di rimuovere alcune restrizioni all’export di chip introdotte sotto Biden. La notizia ha galvanizzato il settore dei semiconduttori: l’indice SOX di Filadelfia è salito +1,7%, e Nvidia +3,1%.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha continuato il recupero dopo il crollo del 5 maggio, ma il greggio WTI (riferimento Usa) resta sotto 59 dollari/barile. Il prezzo del gas naturale europeo ad Amsterdam è rimasto stabile a 34,4 euro7megawattora, mentre l’oro, sceso il giorno prima a 3.385 dollari/oncia (-1,3%), ha mostrato un modesto recupero ieri, +0,5%.
Il mercato obbligazionario europeo mostra segni di stabilizzazione. Lo spread tra BTP e Bund si è ridotto a 107 punti base (- 2bps dalla vigilia), col rendimento del BTP decennale benchmark sceso dal 3,62% al 3,55%.
Oggi, 8 maggio, le Borse asiatiche hanno reagito positivamente alle ultime novità commerciali. L'indice MSCI Asia-Pacifico è salito +0,3%, segnando la quattordicesima seduta positiva nelle ultime sedici, con un guadagno di +5% da inizio anno, contro il -0,3% dell'MSCI World, dominato, per un 70% circa, da Wall Street.
A trainare la regione sono i big tech cinesi come Tencent, Alibaba e Meituan, in attesa dei dati trimestrali. L’Hang Seng (Hong Kong) ha guadagnato +0,8%, il Taiex (Taipei) +0,7% e il CSI300 cinese +0,6%.
Anche Nikkei giapponese (+0,4%), Kospi coreano (+0,5%) e Sensex indiano (invariato) si sono mossi con cautela, mentre il conflitto in Kashmir tiene alta la tensione.
Da Washington, Donald Trump ha annunciato un importante accordo commerciale con il Regno Unito, che sarà presentato ufficialmente in conferenza stampa. Lo ha definito “il primo di molti”, lasciando intendere che l’intenzione è di aprire una nuova stagione di intese bilaterali. Questo ha rafforzato la fiducia in un possibile miglioramento anche nei rapporti con Pechino.
Gli investimenti esteri hanno continuato a riversarsi nei mercati emergenti asiatici. Escludendo Cina e Giappone, gli afflussi in azioni asiatiche hanno raggiunto quasi 3 miliardi di dollari in una settimana, spinti anche dal rafforzamento delle valute locali. L’indice MSCI Emerging Market Currency ha toccato nuovi massimi storici.
Sul fronte delle commodity, il Bloomberg Commodity Index è salito +0,6% dopo un calo di -0,8% il giorno precedente. Il rame si conferma tra i migliori performer dell’anno con un +7,5%. Goldman Sachs ha rivisto al rialzo la sua previsione per il secondo trimestre a 9.330 dollari/tonnellata, rispetto agli 8.620 precedenti, citando la resilienza della domanda cinese e la distensione nei rapporti commerciali.
Infine, il Bitcoin continua la sua corsa: stamattina ha guadagnato oltre +2%, sfiorando 100.000 dollari. A spingere il rally è stato anche la notizia che l’ETF spot di BlackRock (IBIT), ha segnato 16 giorni consecutivi di afflussi. Solo il 6 maggio sono affluiti nel fondo bicoin per un valore di circa US$ 36 milioni di dollari.
Alle ore 13:00 CET dell’8 maggio, le principali Borse europee mostrano un rialzo medio dell’1,2%, in linea con l’andamento positivo dei future di Wall Street.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
GOLD | Che crollo dopo i tassi.Buongiorno traders, come state?
Io per le mie analisi uso le Charts di Capital.com, mi ci trovo molto bene, il grafico è lineare e preciso, ve lo consiglio.
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
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Sviluppi davvero interessanti dopo le news di tassi d'interesse e successiva conferenza stampa.
La mia analisi era impostate su zone più grossi e di conseguenza bisogna attendere dei bei crolli per poter valutare, ciò non è avvenuto fino ad oggi.
Poi l'analisi è cambiata da quando prima delle NEWS ha iniziato a creare una fase laterale in 15minuti/1ora e cercato di tradare un po' all'interno.
La fascia short che mi ero segnato invece ha funzionato benissimo anche se è stata leggermente anticipata di 50 PIPS, dai 3420$ ai 3415$ per oncia.
Per oggi invece ho evidenziato la vecchia fase laterale in cui siamo rientrati e mi viene da pensare che tornerà nella parte bassa, quindi finché non prenderà le mie 2 zone long segnate (dominance e imbalance daily) non valuterò LONG.
Nel mentre si potrà magari valutare un proseguimento SHORT dalla zona più alta.
Mi aspetterei un proseguimento orso per la giornata, magari fino a tardo pomeriggio quando i day trader inizieranno ad uscire e creare quindi delle correzioni rialziste, sempre le mie zone verranno prese.
Osserviamo.
- Fulmine VERDE: Zona di valutazione LONG;
- Fulmine ROSSO: Zona di valutazione SHORT.
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.
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Operate sempre responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Questa è solo un'analisi che condivido con voi e da cui potete prendere spunto, non consideratelo un segnale.
Buona valutazione e buon trading.
Ciau.
KEEP CALM Per continuare a offrirti valore gratuitamente, ho bisogno del tuo sostegno.
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Per le mie analisi utilizzo:
*Chart di Capital.com*
💡🔍 Analisi Gold 🔍💡
Buongiorno!
Chi ha seguito le dinamiche live durante il FOMC di ieri sera e gli outlook di lunedì e martedì, ha avuto buone occasioni da sfruttare.
Bene così, continuiamo!
Al momento sto valutando opzioni alternative di long, dopo lo short preso ieri, ma dopo le parole di powell bisogna stare molto attenti.
quindi salvo conferme a tf grandi con evidence non farò posizionamenti.
I livelli segnati restano zone interessanti, soprattutto il primo dove il prezzo si trova ora che coincide con un massimo weekly.
a livello daily sarebbe piu appetibile la zona sotto ai 3270.
ma cmq questo dei 3320 essendo un livello intrastrutturale potrebbe regalare emozioni forti. (forse)
attendo come sempre dopo le ore 14:00 prima di valutare qualcosa
Ora sarà importante capire se:
– romperà quel livello e farà un rientro
oppure
– terrà la rottura, aprendo la strada a nuovi long settimanali.
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💡GBPUSD Accordo Commerciale
UK–USA:
🔹Annuncio Atteso Giovedì
Trump si prepara ad annunciare un nuovo accordo commerciale con il Regno Unito. Sarebbe il primo paese a ridurre le tensioni sui dazi con gli Stati Uniti dopo l’introduzione dei dazi "Liberation Day" ad aprile.
🔹Parte di una Strategia Più Ampia
L'accordo UK è uno dei 17 accordi mirati che l’amministrazione Trump sta cercando di chiudere per dimostrare progressi nel ridurre l’instabilità commerciale globale.
🔹Pressione da Parte degli Investitori
Trump è sotto pressione per portare risultati concreti dopo che la sua politica dei dazi ha causato forti turbolenze sui mercati e vendite massicce di azioni.
🔹Possibili Tagli ai Dazi su Auto e Acciaio
Secondo le anticipazioni, l’accordo potrebbe sospendere o ridurre i dazi su esportazioni britanniche di auto e acciaio, compresi i dazi del 25% su alcuni prodotti industriali.
🔹Dettagli Ancora Incerti
Non è chiaro se sarà un accordo completo o solo un’intesa preliminare. Mancano info su quote e tempi di attuazione.
🔹Contesto di Mercato
Dopo aver innescato vendite globali con dazi fino al 50%, Trump ha ridotto la maggior parte delle tariffe a un livello base del 10% per 90 giorni, favorendo un leggero rimbalzo dei mercati.
🔹Implicazioni Geopolitiche
L’accordo con il Regno Unito manda un segnale: Washington vuole concludere accordi “a effetto annuncio” prima di affrontare trattative più difficili con Cina, India, Giappone ed UE.
🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30. Questa strategia mi consente di agire in modo più efficace, sfruttando la maggiore volatilità e liquidità di tale sessione.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
Per domande, dubbi o richieste, commentate o scrivetemi!
Sarò felice di rispondervi.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
La Fed lascia i tassi invariatiLa Federal Reserve ha mantenuto il tasso sui fondi federali al 4,25%-4,50% per la terza riunione consecutiva a maggio 2025, in linea con le aspettative. Questo avviene in un contesto di attesa da parte dei funzionari e in un clima di preoccupazione per il fatto che i dazi del Presidente Trump possano far salire l'inflazione e rallentare la crescita economica.
I responsabili di politica monetaria hanno osservato che l'incertezza sulle prospettive economiche è ulteriormente aumentata e che i rischi di una maggiore disoccupazione e di un'inflazione più elevata sono anch’essi cresciuti. La Fed ha inoltre affermato che, sebbene le oscillazioni delle esportazioni nette abbiano influenzato i dati, gli ultimi dati suggeriscono che l'attività economica ha continuato a espandersi a un ritmo sostenuto. Il tasso di disoccupazione si è stabilizzato a un livello tendenzialmente basso negli ultimi mesi e le condizioni del mercato del lavoro rimangono solide. L'inflazione rimane però piuttosto elevata.
JEROME POWELL
Nella conferenza stampa, Powell ha confermato che l'inflazione è diminuita notevolmente, anche se rimane leggermente al di sopra dell'obiettivo del 2%. Tuttavia, sono aumentati i rischi di una maggiore disoccupazione e di una maggiore inflazione.
Il calo del PIL del primo trimestre riflette un'insolita oscillazione negli scambi commerciali. Il mercato del lavoro è comunque sostanzialmente in equilibrio, con la crescita salariale che si è confermata, anche se in leggero calo, evidenziando che consumatori e imprese segnalano anch’essi un calo del sentiment. Gli intervistati indicano i dazi come fattore determinante nelle aspettative di inflazione e fino ad ora sono stati notevolmente più elevati del previsto.
Se i consistenti aumenti dei dazi doganali annunciati dovessero essere mantenuti, ciò causerebbe un'inflazione più elevata e una riduzione dell'occupazione. Powell ha quindi evidenziato una certa irritazione verso le politiche del Presidente.
WALL STREET
Le azioni statunitensi hanno registrato una leggera ripresa in seguito alla decisione della Federal Reserve, nonostante l’avvertimento sui rischi di stagflazione e le preoccupazioni relative a dazi prolungati da parte degli Stati Uniti. L'S&P 500 ha chiuso a +0,43%, il Nasdaq 100 a +0,27%, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0,7%.
La Fed ha mantenuto invariati i tassi di interesse, come previsto, tuttavia, la banca centrale ha sottolineato che l'incertezza sul contesto economico è aumentata, poiché le barriere commerciali rischiano di causare inflazione e aumento della disoccupazione, sebbene gli ultimi dati indichino ancora un contesto solido. Nel frattempo, il presidente Trump ha dichiarato che non allenterà i dazi in vista dei prossimi incontri con la delegazione cinese per discutere di commercio.
Alphabet è scesa di oltre l'8% dopo che Apple (-2%) ha dichiarato di essere alla ricerca di motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale nel suo browser Safari, suggerendo che la partnership con Google potrebbe giungere al termine. AMD ha registrato un leggero calo dopo la pubblicazione dei suoi risultati.
VALUTE
I principali rapporti valutari non si schiodano dal trading range, sebbene ancora in presenza di tante dichiarazioni di Trump, Bessent e dei rappresentanti cinesi, in un quadro di persistente incertezza e incognite per il futuro, a cui ora si aggiunge anche la questione India-Pakistan. Per ora i mercati reggono bene l’urto, ma quanto durerà?
Siamo in un periodo di relativa tranquillità delle principali price action, con EurUsd tra 1.1300 e 1.1380, Cable tra 1.3280 e 1.3380, UsdJpy tra 142.00 e 145.50. I livelli potrebbero anche essere violati, ma per il momento non succede e fino a quando non vi sono chiari breakout, il trading laterale porta chiari benefici.
Nelle ultime ore il risk on prevale con il Vix in area 23.5, ancora al di sopra di 20 ma in persistente calo, con i rendimenti dei treasuries sul decennale Usa sotto il 4.3%. Tuttavia, il mercato sembra pronto a tornare in risk off non appena vengono rilasciate dichiarazioni bellicose sul fronte commerciale. Specie il Chf, che è ancora forte con UsdChf sceso per un momento sotto quota 0.8200, poi risalito a 0.8250 durante la seduta di ieri.
USA, AUMENTANO LE RICHIESTE DI MUTUI
Negli Stati Uniti, il volume delle richieste di mutui è aumentato dell'11% rispetto alla settimana precedente, nel periodo conclusosi il 2 maggio, attenuando i tre crolli consecutivi registrati all'inizio del mese. La ripresa è stata in linea con un ulteriore calo dei tassi di riferimento, poiché la momentanea stabilizzazione dei mercati ha riproposto un aumento della domanda.
Le richieste di mutuo per l'acquisto di una nuova casa sono aumentate dell'11%. A loro volta, le richieste di rifinanziamento di un mutuo, più sensibili alle variazioni a breve termine dei costi di finanziamento, sono aumentate anch'esse dell'11%, trainate da un aumento del 26% dei prestiti del Dipartimento per gli Affari dei Veterani.
EUROPA, VENDITE AL DETTAGLIO
Le vendite al dettaglio nell'area euro sono diminuite dello 0,10% a marzo 2025 rispetto al mese precedente. Le vendite al dettaglio su base mensile nell'area euro sono state in media dello 0,10% dal 1995 al 2025, raggiungendo un massimo storico del 19,30% a maggio 2020 e un minimo storico del -11,30% ad aprile 2020.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
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ARGENTO POSSIBILE MOVIMENTO BULLISH📈 Situazione Attuale
Il prezzo dell’argento ha testato, giorno 1/05, il supporto chiave a 31,65$, zona critica che coincide con il livello di ritracciamento Fibonacci 0,34 dell’ultimo impulso rialzista.
⚡ Configurazione Tecnica
Media veloce che ha incrociato al rialzo la media lenta sul Time Frame 4h
RSI in zona neutrale con trend rialzista
🌍 Analisi Fondamentale
Domanda industriale record: +12% YoY nel fotovoltaico.
Politica monetaria della FED con una probabilità del 68% di tagli tassi a luglio
Acquisti delle banche centrali della russia e della cina (+535M$ previsti)
🎯 Obiettivi di Prezzo
Target 1 sopra 33.65$ (nuovi massimi relativi)
Target 2 35$ (nuovi massimi assoluti)
⚠️ Gestione del Rischio
Stop Loss aggressivo: 32,25 (precedente minimo relativo)
Stop Loss conservativo: 31,65 (supporto della zona di accumulo)
💡 Conclusione
La combinazione di fattori tecnici (incrocio rialzista delle medie mobili e RSI con trend rialzista) e fattori di natura fondamentale (taglio tassi FED a luglio e possibili acquisti delle banche centrali offrono un’opportunità interessante da valutare per l’argento.
Ricordate di fare sempre ulteriori analisi e di tradare responsabilmente gestendo in modo oculato il rischio.
Sintesi operativa su 4 assetTVC:SPX FX:EURUSD OANDA:XAUUSD NYMEX:CL1!
Sintesi operativa breve termine:
EUR/USD: Long su rottura 1.1400, short sotto 1.1280
Oro: Long difensivo su 3.320, stop sotto 3.250
WTI: Attendere conferma sopra 60 per long; short aggressivo sotto 56
SPX500: Long sopra 5.650 solo con volumi; eventuali short di breve sotto 5.520
Analisi giornaliera su XAUUSD Scenario macro e geopolitico
Il prezzo dell’oro ha registrato un significativo calo nella sessione odierna, con una contrazione dell’1,30% rispetto al dollaro statunitense, correggendo dai recenti massimi settimanali di 3.435. Tale movimento è riconducibile sia alle prese di profitto degli investitori, in vista degli annunci di politica monetaria della Federal Reserve previsti alle 20:00 ora italiana, sia al crescente ottimismo riguardo ai prossimi colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Martedì sera, la Casa Bianca ha comunicato che il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, e il Rappresentante per il Commercio, Jamieson Greer, si recheranno a Ginevra per partecipare alle trattative con il Vice Premier cinese He Lifeng. I negoziati, previsti dal 9 al 12 maggio, mirano a favorire un allentamento delle tensioni commerciali tra le due principali economie globali.
In risposta alla notizia, i mercati asiatici hanno ridotto l’esposizione verso asset rifugio, incidendo sulla domanda di oro come strumento di protezione patrimoniale. Nella sessione europea, il prezzo del metallo prezioso ha parzialmente recuperato, registrando un incremento dello 0,7% e stabilizzandosi intorno a 3.338.
Gli investitori stanno progressivamente monetizzando i guadagni ottenuti dal recente rally dell’oro, ribilanciando le posizioni in attesa delle comunicazioni del FOMC e della conferenza stampa del presidente Jerome Powell. Considerando che il mantenimento dei tassi di interesse è ampiamente previsto, l’attenzione dei mercati si focalizzerà sul tono di Powell, che potrebbe influenzare le aspettative riguardanti eventuali tagli dei tassi nel corso dell’anno.
L'ottimismo sui tagli dei tassi è stato recentemente ridimensionato a seguito di solidi dati sul mercato del lavoro statunitense e degli indici PMI aziendali, con istituzioni come Goldman Sachs e Barclays che hanno posticipato le loro previsioni da giugno a luglio. Powell potrebbe quindi mantenere una retorica prudente, suggerendo un atteggiamento attendista da parte della Fed, a causa dell’incertezza legata agli impatti delle politiche tariffarie statunitensi. Un riconoscimento della resilienza economica potrebbe essere percepito come un’indicazione di un possibile inasprimento monetario, rafforzando il dollaro e, di conseguenza, esercitando ulteriore pressione ribassista sull’oro.
Al contrario, un annuncio di un taglio dei tassi già a giugno, motivato da timori di recessione, potrebbe sostenere una ripresa significativa del prezzo dell’oro. Nel breve termine, le tensioni geopolitiche a livello globale potrebbero fungere da fattore di stabilizzazione per il prezzo del metallo prezioso. La recente approvazione da parte del Gabinetto di Sicurezza israeliano di un piano per l’ampliamento dell’offensiva militare a Gaza, insieme alle dichiarazioni del Cremlino riguardo alla cessazione unilaterale delle ostilità tra l’8 e l’11 maggio, contribuiscono ad alimentare incertezze sui mercati. Inoltre, le operazioni militari condotte dall’India in risposta agli attacchi terroristici in Jammu e Kashmir intensificano il quadro di tensioni internazionali, potenzialmente favorendo la domanda di beni rifugio, come l’oro.
Profilo tecnico (XAUUSD)
Weekly chart
Sul grafico settimanale il movimento della price action continua in forza ascesa registrando nuovi massimi usando come supporto la Tenkan Sen. Testimoniano la forza rialzista la posizione delle medie mobile e la distanza della Chikou Span e della Kumo (fortemente rialziste) dal prezzo.
Daily chart
Sul grafico giornaliero il prezzo, dopo i massimi del 22 aprile, ha subito una fisiologica correzione tecnica che lo ha visto rimbalzare in maniera quasi chirurgica sulla Kijun Sen per poi registrare un nuovo massimo rispetto alla settimana precedente. Oggi corregge per i motivi anzidetti e potrebbe, salvo stravolgimenti nelle dichiarazioni nella conferenza di Powell, toccare al ribasso il supporto dato dalla Tenkan Sen o la media mobila a 21 giorni.
WisdomTree - Tactical daily Update - 07.05.2025Trattative sui dazi Usa-Cina in Svizzera nei prossimi giorni: good news!
La Federal Reserve confermerà oggi la sua “stance attendista”.
Grande attenzione alle parole di Powell sull’effetto dei dazi.
Tensione tra India e Pakistan: per ora nessuna ricaduta sulle Borse.
Ieri, martedì 6 maggio, i mercati finanziari europei hanno vissuto una giornata all’insegna dell’incertezza. Dopo un avvio timido, le piazze europee hanno poi chiuso attorno alla parità: Francoforte -0,35%, Parigi -0,40%, Amsterdam -0,10%, Londra +0,03% Milano +0,22%, Madrid +0,10%.
Oltreoceano, Wall Street ha virato in negativo: Dow Jones -0,95%, Nasdaq -0,87% e S&P500 -0,77%. A pesare è soprattutto l’attesa per le prossime mosse della Federal Reserve, che sinora si è mostrata cauta: nessun taglio dei tassi all’orizzonte, almeno per ora. Il meeting della Fed è in corso e l’annuncio è previsto per stasera alle 20.00 CET circa.
Secondo gli analisti di ING, il presidente della Fed Jerome Powell continuerà a ignorare le pressioni della Casa Bianca per un taglio immediato dei tassi. Le previsioni parlano di una possibile riduzione a settembre. Intanto i mercati prezzano 23 punti base di taglio già a luglio. Ma Powell resta cauto, in piena "modalità attesa".
Sul fronte dei dazi, il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha parlato di “ottime proposte” in arrivo da vari Paesi. Il presidente Trump, in un incontro con il premier canadese Mark Carney, ha ribadito la volontà di trovare un nuovo accordo commerciale con Ottawa. "Mi piacerebbe molto", ha detto ai giornalisti.
Anche con il Regno Unito qualcosa si muove: secondo il Financial Times, Washington e Londra sarebbero vicini a un accordo che ridurrebbe i dazi sull’acciaio e le auto britanniche, in cambio di concessioni britanniche su servizi digitali e prodotti agricoli statunitensi. Londra, però, dice “no” agli standard alimentari USA.
Trump intanto rilancia: “Potremmo firmare 25 accordi ora, ma devono volerli loro. Noi siamo come un super store di lusso: chi vuole vendere negli USA dovrà pagare il giusto prezzo.”
Dal versante orientale arriva una ventata d’ottimismo: si è parlato di un incontro “sul campo neutro” in Svizzera tra delegazioni di Stati Uniti e Cina. Il vicepremier cinese He Lifeng sarà lì dal 9 al 12 maggio per colloqui con funzionari americani. Il solo annuncio ha migliorato il sentiment sui mercati: oggi, 7 maggio, i future su Wall Street segnano +0,6%.
Nel frattempo, la Banca centrale cinese ha annunciato nuove misure per stabilizzare le aspettative dei mercati. Sui listini asiatici: CSI300 (Shanghai e Shenzhen) +0,5%, Hong Kong +0,1%, Tokyo stabile, Kospi (Seul) +0,4%, Taipei invariato.
Sul fronte energetico, l’Unione Europea accelera la disconnessione dalla Russia. Secondo una “roadmap” della Commissione Ue, entro fine 2027 sarà vietato importare gas russo anche con contratti a lungo termine, mentre dal 2025 scatterà il blocco per i contratti spot.
Nel 2024 l’Ue ha importato 52 miliardi di metri cubi di gas russo: 32 via gasdotto e 20 sotto forma di GNL. Per sostituire queste forniture, sono previsti piani nazionali e normative più stringenti.
Se i negoziati con gli Stati Uniti non daranno risultati, Bruxelles è pronta a colpire con dazi su merci americane per Eur 100 miliardi: il piano potrebbe essere presentato già oggi, ma sarà preceduto da un mese di consultazioni.
Intanto a marzo gli Stati Uniti hanno registrato un deficit commerciale di US$ 140,5 miliardi, battendo il record di febbraio, 123,2. L’impennata è dovuta a importazioni in crescita, +4,4% (419 miliardi), ed esportazioni salite solo +0,2% (278,5 miliardi).
Energia e materie prime: il greggio Brent (riferimento europeo) ha esteso il rialzo del 2,8% di martedì con un altro +1% stamane: in due giorni, il greggio ha recuperato circa 4 dollari/ barile, complice l’ottimismo sui colloqui Usa-Cina. Anche altre materie prime sono trend positivo: il rame guadagna +1,8% (quinto rialzo in sei sedute), mentre il gas naturale USA sale del 3%. L’indice Bloomberg Commodity (102,60 USD) è al 2’ giorno consecutivo di crescita.
In Europa, il prezzo del gas sul TTF Amsterdam è salito +5,5% a 34,7 €/MWh, ma da inizio anno è in calo del -22%.
L’oro, dopo aver guadagnato quasi 200 dollari/oncia in due sedute, stamattina perde -1,5%, scivolando a 3.380 US$/oncia, frutto d’una probabile una presa di profitto prima dei colloqui tra Pechino e Washington.
Bitcoin guadagna +2%, spinto dal rinnovato appetito per il rischio, a 96.500 dollari e rappresenta il 65% della capitalizzazione totale delle criptovalute, un netto salto rispetto al 45% del 2022.
I titoli di Stato restano calmi in attesa delle decisioni della Fed. Il decennale USA rende 4,30%, il Bund tedesco 2,54%, mentre il BTP italiano 3,62%. Lo spread BTP-Bund è stabile a 108 bps, al minimo da metà febbraio.
Infine, sul fronte geopolitico, cresce la tensione tra India e Pakistan: New Delhi ha lanciato raid mirati, mentre Islamabad afferma di aver abbattuto cinque jet indiani. L’India assicura che l’azione è stata “precisa e contenuta”, ma il Pakistan contesta la versione. Nonostante ciò, come spesso accade, le Borse dei 2 paesi restano stabili.
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Buongiorno a tutti
Punti chiave:
Focus sulla Fed:
tassi fermi, ma occhi sui tagli.
-La Fed dovrebbe mantenere i tassi invariati, ma i mercati cercano segnali di possibili tagli nel corso del 2025.
-Torna la domanda di beni rifugio a causa delle tensioni sui dazi USA e della cautela degli investitori in attesa della decisione della Fed.
-Il dollaro debole sostiene l’oro.
Il DXY scende per il calo dell’ottimismo su un accordo commerciale a breve.
Si parla di un possibile patto UK-USA, ma nulla è ancora certo.
L’oro rimbalza con forza sul livello visto in live ieri, chiudendo una striscia negativa di sette giorni.
In vista della decisione della Fed, si nota un ritorno di interesse all’acquisto.
Il metallo ha toccato i massimi delle ultime due settimane, con l’attenzione tutta puntata sulle parole di Jerome Powell.
Le tensioni commerciali alimentano la domanda di oro come bene rifugio.
Il mercato guarda oltre: i future scontano 75 punti base di tagli entro fine anno, forse già da luglio.
I rendimenti restano stabili: il decennale USA al 4,353% e il biennale al 3,822%.
Un tono più morbido di Powell potrebbe dare ulteriore slancio all’oro, visto che tassi più bassi rendono il metallo (che non offre rendimento) più interessante.
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