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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
QUA SOTTO SPIEGATO passo per passo PPI e CPI come ci dobbiamo comportare e cosa mi aspetto in base alla uscita dei dati.
📉Fondamentale con possibili scenari di oggi:
-Perché l'oro è sceso nonostante un PPI più debole del previsto?
Ieri il PPI USA di agosto è uscito più debole del previsto:
Dato attuale: -0,1% 🔻
Atteso: +0,3%
Precedente: +0,7%
Ma nonostante il dato "soft", i mercati non hanno reagito come ci si aspettava. Perché?
➡️ La debolezza nel PPI è arrivata quasi esclusivamente dall’energia (benzina, diesel, jet fuel).
➡️ I prezzi energetici sono molto volatili e tendono a rimbalzare: quindi non vengono visti come un segnale di disinflazione strutturale.
➡️ Al contrario, i servizi – la parte "sticky" che guida l’inflazione core – non hanno mostrato segnali di raffreddamento.
🟡 E l’oro? Perché è sceso?
Nonostante il PPI debole, l’oro ha corretto leggermente. Ma non ha rotto al ribasso, nonostante 4 CPI consecutivi sopra le attese.
Perché?
📉 Il mercato sta scommettendo che la Fed ha finito con i rialzi.
👉 Questo è molto importante: il sentiment sta cambiando.
🧊 Cresce il rischio recessione → asset difensivi come l'oro diventano attraenti.
🌍 L’oro è usato come hedge contro dazi, instabilità fiscale e geopolitica.
🧨 Per questo il breakout sopra i $3.650 è stato violento:
Oggi l’inflazione non è più automaticamente ribassista per l’oro, perché il mix tra crescita, politica monetaria e geopolitica cambia completamente la narrativa.
📊 Oggi focus sul CPI
Possibili scenari:
CPI sotto le attese →
🔸 Rischio recessione + Fed dovish = l’oro potrebbe ripartire al rialzo, soprattutto se il dollaro corregge.
CPI in linea o leggermente sopra →
🔸 Possibile reazione “neutra” o leggero sell-off iniziale → seguito da acquisti su debolezza (“buy the dip”)
CPI ben sopra le attese →
🔸 Flash drop possibile , ma occhio: come successo nei CPI precedenti, l’oro potrebbe recuperare rapidamente.
🔸 Perché? Mercati iniziano a prezzare “stagflazione”, non solo inflazione → e lì l’oro storicamente performa bene.
✍️ Conclusione personale:
Il mio bias resta long su oro, ma preferisco entrare su debolezza. Il contesto macro non è chiaro, ma l’oro ha mostrato forza relativa anche con dati inflattivi alti.
Questo ci dice molto su come i grandi investitori stanno leggendo il quadro.
🌴 Attualmente sono in vacanza fino al 12 settembre, ma continuerò a pubblicare visioni e aggiornamenti.
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Oltre l'analisi tecnica
Oracle top a Wall Street: numeri e un futuro da mille miliardiOracle travolge Wall Street: numeri da rock star e un futuro da mille miliardi
L’intelligenza artificiale accelera, l’inflazione rallenta e arrivano nuove chiusure record
Le azioni hanno perso slancio ieri, nonostante il calo dei dati sull’inflazione e il rinnovato entusiasmo per l’IA. Due dei principali indici, tuttavia, hanno comunque archiviato la sessione con una nuova chiusura record.
L’S&P 500 è salito dello 0,30% a quota 6532,04, mentre il Nasdaq ha guadagnato un modesto 0,03% (circa sei punti) portandosi a 21.886,06. In controtendenza, il Dow Jones è scivolato dello 0,48% (circa 220 punti) fermandosi a 45.490,92. Per il Nasdaq si tratta della terza chiusura record consecutiva, mentre l’S&P 500 ha segnato nuovi massimi storici per due sedute di fila.
Con la probabilità di un taglio dei tassi nella prossima settimana fissata al 100% secondo il CME FedWatch Tool, non servivano ulteriori stimoli. Eppure sono arrivati dall’indice dei prezzi alla produzione (PPI). I prezzi all’ingrosso, infatti, sono diminuiti dello 0,1% nel mese, a fronte di un aumento previsto dello 0,3%. Anche la variazione annua, +2,6%, è risultata inferiore alle attese (+3,3%).
Molto più spettacolare è stata però la vicenda di Oracle (ORCL), che ieri ha messo a segno un balzo del 36% dopo quello che considero “il rapporto sugli utili dell’anno”. Nonostante dati inferiori alle stime per fatturato e utile, l’azienda ha comunicato che i suoi obblighi di performance rimanenti (RPO) per il primo trimestre sono cresciuti del 359%, raggiungendo i 455 miliardi di dollari. Inoltre ha annunciato quattro contratti multimiliardari e un incremento straordinario dei ricavi da database multi-cloud con Amazon (AMZN), Alphabet (GOOGL) e Microsoft (MSFT), cresciuti addirittura del 1529%.
Tutto ciò lascia intuire che il boom dell’intelligenza artificiale sia soltanto agli inizi.
Il rapporto Oracle ha acceso anche altri titoli del settore semiconduttori: Broadcom (+9,8%), NVIDIA (+3,9%), Taiwan Semiconductor (+3,8%) e AMD (+2,4%).
Oggi uscirà l’indice dei prezzi al consumo (CPI), che solitamente suscita maggiore attenzione del PPI. Nell’ultima rilevazione, l’inflazione mensile era cresciuta dello 0,2% (in linea con le attese), mentre quella annua si era attestata al 2,7%, leggermente sotto il previsto 2,8%. Pur non diminuendo più rapidamente come un tempo, l’inflazione continua comunque a non mostrare impennate dovute ai dazi.
Le stime per l’uscita odierna indicano un +0,3% mensile e un +2,9% annuo; anche il “core” dovrebbe crescere dello 0,3%. Se i dati saranno in linea, il mercato potrebbe reagire con entusiasmo; al contrario, un’inflazione più alta potrebbe riaccendere i timori di stagflazione.
Personalmente mi aspettavo forti movimenti anche dopo le precedenti pubblicazioni del CPI, ma la reazione era stata piuttosto contenuta. Vedremo cosa accadrà domani: l’adattamento resta la chiave.
In definitiva, le azioni avevano tutte le ragioni per salire ieri: il sorprendente outlook di Oracle ha trascinato il settore tecnologico e il PPI positivo ha dato nuovo slancio alla narrativa di un’inflazione sotto controllo. Eppure i listini hanno subito vendite sui massimi, colmando un gap, prima di rimbalzare in chiusura.
Non è il tipo di price action che tranquillizza, e la pubblicazione del CPI renderà ancora più interessante osservare la reazione del mercato.
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Oracle e il “cool PPI”
Oracle mercoledì sera ha mostrato i numeri di una vera “rock star”, con un balzo del titolo del 35%. Alcuni analisti iniziano a ipotizzare che possa diventare la prossima azienda da mille miliardi di dollari, data la solidità delle prospettive.
Il dato più sorprendente riguarda il cloud backlog (RPO), cresciuto del 359% su base annua fino a 455 miliardi di dollari. Il management prevede che possa presto superare i 500 miliardi. Inoltre stima che il fatturato OCI crescerà del 77% quest’anno, raggiungendo i 18 miliardi di dollari, per arrivare a 144 miliardi entro quattro anni.
Numeri impressionanti, che mutano profondamente la capitalizzazione di mercato e non invogliano certo a posizionarsi “short” sul Nasdaq.
Sul fronte macro, i prezzi alla produzione USA sono diminuiti inaspettatamente in agosto: il PPI primario è sceso dello 0,1% rispetto al mese precedente, contro attese di +0,3%, segnando il primo calo mensile da aprile. Su base annua è cresciuto del 2,6% (attese: +3,3%). Anche il PPI “core” ha sorpreso al ribasso, attestandosi al 2,8%.
L’ex presidente Trump non ha perso l’occasione per commentare, scrivendo che “non c’è inflazione!!!” e sollecitando la Fed a tagliare aggressivamente i tassi, non senza definire nuovamente Powell un “disastro totale”.
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In attesa del CPI
Il mercato ora guarda al CPI: stime a +0,3% mensile e +2,9% annuo, con il “core” atteso anch’esso a +0,3%. Se il dato ricalcherà la sorpresa positiva del PPI, l’ottimismo potrebbe alimentare nuovi rialzi. In caso contrario, il timore di stagflazione tornerà a dominare.
Secondo il FedWatch, le probabilità attuali sono:
• Settembre – 100% di taglio da 25 bps la prossima settimana; 8% di possibilità per un taglio da 50 bps.
• Ottobre – 75% di probabilità di un allentamento complessivo di 50 bps; 6% per 75 bps.
• Dicembre – 62% di probabilità di essere 75 bps più in basso rispetto a oggi; 5% per un taglio complessivo da 100 bps.
Ora non resta che attendere la pubblicazione del CPI e verificare la reazione del mercato.
Marco Bernasconi Trading
Rally di S&P 500 e Nasdaq, focus sui CPI USAAttesa per i CPI USA
L'S&P 500 è salito dello 0,45% e il Nasdaq dello 0,32%, raggiungendo nuovi massimi storici nella sessione di ieri. Al contrario, il Dow Jones ha ceduto lo 0,38%.
Sul fronte macroeconomico, il rapporto sull'indice dei prezzi alla produzione (PPI) è risultato inferiore alle attese, rafforzando le speranze di una riduzione del costo del denaro da parte della Fed, sia nella prossima settimana che nel corso dell’anno.
I prezzi alla produzione sono scesi inaspettatamente dello 0,1% ad agosto, mentre l’aumento di luglio è stato rivisto al ribasso. Anche su base annua, il PPI ha mostrato un forte rallentamento, suggerendo che le pressioni sui prezzi legate ai dazi non si sono ancora pienamente concretizzate.
Questo scenario offre alla Fed ulteriore margine di manovra per allentare la politica monetaria, in un momento in cui il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento significativo.
Gli operatori attendono ora il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), previsto per oggi pomeriggio.
Tech in evidenza
Il settore tecnologico è stato il migliore in assoluto. Le azioni Oracle sono aumentate di quasi il 35%, toccando un massimo storico di 317,40 dollari, dopo la pubblicazione di previsioni aggressive per il business cloud.
Anche Nvidia (+3,7%) e Broadcom (+6%) hanno registrato forti rialzi. Al contrario, Apple ha perso l’1,6%, deludendo gli investitori con il lancio del nuovo iPhone 17.
Valute stabili
Sui mercati valutari, si è registrata una relativa stabilità, fatta eccezione per alcuni movimenti sui cross oceanici (NZD/CAD, AUD/CAD) e su quelli dell’euro (EUR/JPY, EUR/AUD, EUR/NZD).
C’è attesa per le decisioni della BCE, non tanto per l’esito – ritenuto scontato – quanto per le dichiarazioni di Christine Lagarde in conferenza stampa, in particolare su dazi e sul livello dell’euro.
Nelle ultime due sedute, l’euro ha ripiegato contro il dollaro, pur mantenendo un trend rialzista. EUR/USD è sceso sotto quota 1,1700, con obiettivi a 1,1650–1,1660 nel breve termine.
Il cable potrebbe testare i supporti in area 1,3415–1,3420. USD/JPY resta bloccato nel range 146,30–147,70, frenato da forze contrastanti: da un lato la necessità della BoJ di alzare i tassi, dall’altro la volontà di mantenere lo yen debole per contrastare gli effetti dei dazi USA, attualmente al 25% con il Giappone.
Le valute oceaniche si muovono meno dell’euro, in un trading range ridotto e ancora incapaci di superare le resistenze segnalate nei commenti precedenti.
Treasuries, rendimenti in calo
Il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni è sceso al 4,07% mercoledì, vicino al minimo di cinque mesi del 4,04% toccato nella sessione precedente, in seguito a segnali di rallentamento della crescita dei prezzi.
Sia i prezzi alla produzione principali che quelli core sono scesi inaspettatamente ad agosto, mentre i dati di luglio sono stati rivisti al ribasso, alimentando le speranze di disinflazione.
I timori di un’inflazione persistente hanno spinto il FOMC a mantenere i tassi invariati per tutto l’anno, nonostante i segnali di deterioramento del mercato del lavoro.
La Fed dovrebbe riprendere il ciclo di tagli la prossima settimana, con una riduzione di 25 punti base. Tuttavia, una parte del mercato ipotizza anche un taglio di 50 punti, alla luce dei dati macroeconomici.
La curva dei rendimenti continua a diventare più ripida, con i titoli trentennali che sottoperformano nettamente rispetto alle altre scadenze, complice l’elevata aspettativa di inflazione e le pressioni politiche provenienti dalla Casa Bianca.
Petrolio in rialzo
Mercoledì, i future sul greggio WTI sono saliti di oltre il 2%, sfiorando i 64 dollari al barile. È la terza seduta consecutiva di guadagni, in un contesto dominato da tensioni geopolitiche ed economiche.
I prezzi erano già in fase di accumulazione dopo il calo inatteso del PPI negli Stati Uniti, che ha alimentato le aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed, teoricamente favorevoli alla domanda.
Il rialzo è stato rafforzato dall’intervento del presidente Trump sui social media, in merito alle incursioni di droni russi nello spazio aereo polacco, che ha innescato chiusure di posizioni per timore di nuove sanzioni sull’energia russa.
Trump avrebbe inoltre esortato l’UE a unirsi a lui nell’imporre dazi su Cina e India, principali acquirenti di greggio russo, per fare pressione su Mosca.
L’attacco israeliano ai leader di Hamas in Qatar ha riacceso le tensioni in Medio Oriente, aggiungendo un premio al rischio geopolitico.
Tuttavia, i guadagni sono stati limitati dai dati del governo USA, che hanno mostrato un accumulo di scorte di greggio superiore alle attese (+3,9 milioni di barili), insieme a un aumento delle scorte di prodotti raffinati, segnalando un calo della domanda estiva e persistenti ostacoli dal lato dell’offerta.
Mercati asiatici in rialzo
Questa notte, i mercati asiatici hanno registrato un rialzo, in seguito al calo a sorpresa del PPI statunitense, che ha rafforzato le scommesse su tagli più consistenti dei tassi da parte della Fed.
Un forte rally di Oracle, alimentato dalla domanda di servizi cloud legati all’intelligenza artificiale, ha migliorato il sentiment sui titoli tecnologici globali.
Guadagni sono stati registrati in Giappone, Cina e Corea del Sud, mentre Australia e Hong Kong hanno sottoperformato.
Per l’Europa si prevedono aperture miste, secondo l’andamento dei futures.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
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"Mediobanca" corsa finita!!Già attivo pattern ribassista, come evidenziato da grafico, troppe incertezze , l'uscita di Mediolanum dall'azionariato, uscita fra l'altro a sconto 18.80, non promette niente di buono, il titolo fino al termine dell'OPS, seguirà Piu o meno andamento della banca Senese, alle prese fra l'altro con un aumento di capitale....
[Analisi Fondamentale vs Analisi Tecnica nel Forex]Analisi Fondamentale vs Analisi Tecnica nel Forex
Nel Forex trading, la scelta tra analisi fondamentale e analisi tecnica è una delle prime decisioni che ogni trader deve affrontare. Ma la verità è che non sono in conflitto: si completano a vicenda.
Analisi Fondamentale 🔍
L'analisi fondamentale nel mercato valutario
si basa sullo studio di:
• Dati macroeconomici (PIL, inflazione, tassi
d'interesse).
• Politiche monetarie delle banche centrali
(FED, BCE, BOE, ecc.).
• Eventi geopolitici e notizie economiche.
Vantaggi ✅
• Aiuta a comprendere la direzione di
lungo periodo di una coppia valutaria.
• Fondamentale per capire il contesto
macro dietro movimenti importanti.
• Utile per posizionarsi prima di decisioni
chiave (come i Non-Farm Payrolls o le
decisioni sui tassi).
Limiti ⚠️
• Meno efficace per il timing preciso.
• Richiede conoscenze economiche e
aggiornamenti costanti.
Analisi Tecnica 📈
L'analisi tecnica è lo strumento principale per la maggior parte dei trader
retail. Si basa su grafici, price action, pattern e indicatori tecnici come RSI,
MACD, medie mobili, ecc.
Vantaggi ✅
• Perfetta per trading intraday e swing.
• Offre segnali chiari di entrata e uscita.
• Si adatta a qualsiasi coppia valutaria
e timeframe.
Limiti ⚠️
• Non considera eventi economici
improvvisi (es. comunicati stampa).
• Rischio di falsi segnali in mercati
laterali o poco liquidi.
La chiave? L'equilibrio ⚖️
Nel Forex, l'approccio ibrido è spesso il più efficacie:
• Usa la fondamentale per capire dove si muove il mercato.
• Usa la tecnica per sapere quando entrare e uscire.
📌 Esempio :
Se la Fed annuncia un rialzo dei tassi, potresti aspettarti un USD più forte. Ma per entrare long su USD/JPY, aspetti un segnale tecnico chiaro (breakout, pullback, ecc.).
Wall Street riscrive la storia...Wall Street riscrive la storia: cosa c’è dietro i nuovi record degli indici
Tutti e tre i principali indici chiudono a livelli record
Nonostante una revisione negativa dei dati sull’occupazione e il nervosismo legato ai prossimi dati sull’inflazione, i principali indici sono riusciti non solo a progredire ieri, ma anche a chiudere su nuovi massimi storici.
Il NASDAQ è salito dello 0,37% (quasi 81 punti) a quota 21.879,49, segnando la sua seconda seduta consecutiva ai massimi di sempre. Questa volta anche gli altri indici si sono uniti al rialzo: l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,27% chiudendo a 6.512,61, mentre il Dow Jones è avanzato dello 0,43% (circa 196 punti) attestandosi a 45.711,34. Si tratta della prima chiusura record per l’S&P 500 dal giovedì precedente e per il Dow Jones dal 28 agosto.
Era prevedibile che le revisioni annuali del benchmark sul mercato del lavoro mostrassero un calo, ma l’entità della flessione ha comunque colto gli operatori di sorpresa: i dati sulle buste paga sono stati infatti rivisti al ribasso di ben 911.000 unità. I listini hanno inizialmente ceduto terreno in mattinata, per poi recuperare nel corso della seduta, poiché i dati – relativi al periodo marzo-marzo – sono ormai piuttosto datati. Inoltre, una revisione così debole potrebbe dare ulteriore slancio a un taglio dei tassi già la prossima settimana e forse a un altro paio entro la fine dell’anno.
Gli investitori guardano ora soprattutto ai prossimi appuntamenti macroeconomici: il rapporto sull’indice dei prezzi alla produzione (PPI), atteso questa mattina, e quello sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), previsto per giovedì. La Federal Reserve è attualmente più concentrata sul mercato del lavoro, ma non può trascurare l’altra metà del proprio mandato, ossia la stabilità dei prezzi. L’ultimo rapporto aveva mostrato un incremento dei prezzi all’ingrosso pari allo 0,9% a luglio e al 3,3% su base annua, valori ben superiori alle attese (0,2% e 2,5%). Anche il PPI “core” era risultato più forte del previsto. Gli investitori temono qualsiasi segnale che possa compromettere le prospettive di un ulteriore allentamento monetario entro la fine dell’anno. Il CME FedWatch Tool assegna al momento una probabilità del 100% a un taglio dei tassi nella prossima riunione, ma il mercato auspica almeno una stabilizzazione dei prezzi.
Sebbene il PPI eserciterà con ogni probabilità l’influenza maggiore sulla seduta odierna, va segnalato che le azioni di Oracle (ORCL) sono balzate di un sorprendente 26% nel dopo-borsa. I risultati del primo trimestre sono stati inferiori alle attese, ma le prospettive di crescita presentate dal gruppo hanno entusiasmato gli investitori. Forse, dunque, il NASDAQ potrebbe spingersi oggi a un nuovo record, il terzo consecutivo.
Marco Bernasconi Trading
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
📈 Price Action GOLD
Gold continua la sua spinta rialzista.
Resto concentrato sul monitoraggio delle aree chiave H4 e daily precedentemente segnate, seguendo l'evoluzione del prezzo giorno per giorno per capire come si comporta nelle prossime sessioni.
Oggi sono attesi i dati IPP, mentre domani usciranno gli IPC, entrambi fondamentali per il sentiment del mercato e la direzionalità dell’oro.
Per questo motivo, attendo dalle 14:00 in poi prima di prendere eventuali decisioni operative, in modo da posizionarmi con maggiore consapevolezza e in linea con la reazione del mercato ai dati macro.
🎯 Fondamentale e News
Nel breve termine, l’attenzione è rivolta ai prossimi dati macro:
📍PPI - OGGI 10 settembre
📍CPI - DOMANI 11 settembre
Previsioni PPI (oggi):
La lettura dell'inflazione dei prezzi alla produzione (PPI) di agosto è attesa in calo a +3,3% YoY, in linea col mese precedente
Dati deludenti potrebbero indebolire ulteriormente il dollaro e aumentare la pressione rialzista su Gold.
Aspettative CPI (domani):
Il report dell'inflazione al consumo (IPC) è molto atteso; le aspettative di un CPI "sticky" (riferendosi a un'inflazione persistente) potrebbero frenare i rialzi dell’oro, mentre letture più soffici potrebbero proiettarlo verso nuovi massimi
🎯-come possiamo muoverci?
-Se PPI deludente → Dollaro debole, aumento della propensione al long su Gold.
-Se CPI domani sarà contenuto → Potrebbe rafforzare l'oro, sostenendo possibili nuovi breakout verso l’alto.
In caso contrario (inflazione più alta del previsto), potremmo assistere a una correzione, soprattutto se accompagnata da un rimbalzo del USD o dei rendimenti obbligazionari.
📌 Bias operativo:
Resto compratore su debolezza, in attesa di pullback significativi verso le zone chiave H4, mantenendo una view rialzista finché il canale resta intatto e non iniziano importanti segnali ribassisti su TF DAILY
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Mercati globali tra recessione e inflazioneUSA IN RECESSIONE?
Martedì Wall Street ha vissuto una giornata interlocutoria, caratterizzata dall’attesa per i dati settimanali relativi a PPI e CPI. Il mercato è consapevole del fatto che il mercato del lavoro sta subendo una contrazione significativa, soprattutto dopo la revisione al ribasso dei dati sulle retribuzioni.
I tre principali indici si sono mantenuti intorno allo zero. La revisione dei dati sull’occupazione ha evidenziato un calo di ben 911.000 posti di lavoro da marzo 2024 fino allo stesso mese del 2025, segnalando che il raffreddamento del mercato del lavoro è in corso da tempo.
Questi dati confermano le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed la prossima settimana, ma alimentano anche i timori di un deterioramento della congiuntura più profondo del previsto. Una recessione, insieme a un’inflazione persistente, potrebbe rappresentare una sfida importante per l’economia nel prossimo futuro.
I dati sull’inflazione rimarranno al centro dell’attenzione, con l’arrivo dei report sull’indice dei prezzi al consumo e sulla produzione (PPI).
Il settore energetico ha guidato i guadagni, mentre i materiali sono rimasti indietro. Tra le mega-cap, Meta (+1,3%) e Alphabet (+1,1%) sono salite, mentre Apple ha perso lo 0,7% in vista del lancio del suo prodotto di punta.
VALUTE
I principali rapporti di cambio si sono inizialmente mossi contro il dollaro, sfiorandone i supporti chiave. Successivamente, il mercato ha osservato prese di beneficio e il ritorno del biglietto verde, che ha recuperato circa lo 0,50% contro le principali valute concorrenti.
L’EUR/USD, dopo il test di 1,1780, ha ripiegato a 1,1700 e ora si trova a ridosso di 1,1615. Le questioni europee, a partire dalla crisi in Francia, sollevano dubbi sulla forza dell’euro, soprattutto considerando le difficoltà macroeconomiche anche in Germania.
Il cable ha seguito un andamento simile, con circa 60 pips di correzione dai massimi. Il USD/JPY, dopo la caduta di ieri a 146,20, ha recuperato 100 pips.
Le valute oceaniche restano più forti, con AUD/USD a ridosso di 0,6625 e NZD/USD non lontano da 0,6000. Interessanti i ribassi di EUR/AUD ed EUR/NZD, anche se per ora ancora correttivi.
GOLD
Martedì l’oro ha raggiunto il massimo storico di 3.674 dollari l’oncia, sostenuto dalle crescenti aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve entro fine anno, in un contesto di raffreddamento del mercato del lavoro statunitense.
Una serie di report deboli della scorsa settimana ha spinto i mercati a scontare tre tagli dei tassi nel 2025, incluso uno da 25 punti base alla riunione della Fed della prossima settimana.
Gli investitori attendono ora i dati sull’inflazione, previsti per la fine della settimana, per ulteriori indicazioni sulla politica monetaria.
Oltre alle aspettative monetarie, l’oro è sostenuto dalla domanda di beni rifugio, in un contesto di incertezza sui dazi statunitensi e sui rischi geopolitici.
Il metallo giallo ha guadagnato il 39% da inizio anno, trainato dalla debolezza del dollaro USA, dai forti acquisti delle banche centrali, dalle politiche accomodanti e dalle elevate tensioni globali.
PETROLIO
I future sul greggio WTI sono rimasti stabili in area 62,60 dollari, dopo un guadagno dello 0,6% rispetto alla sessione precedente.
L’aumento è seguito alle notizie di esplosioni a Doha, in Qatar, dove Israele ha affermato di aver colpito alti dirigenti di Hamas. Il Qatar, mediatore chiave nel conflitto Israele-Hamas, è anche rifugio per funzionari del gruppo, apparentemente raggiunti da un raid israeliano nel di
stretto di Katara.
Questo nuovo shock potrebbe causare ulteriori rialzi del prezzo del petrolio.
I prezzi erano già sostenuti dall’aumento della produzione dell’OPEC+, inferiore alle aspettative (solo 137.000 barili al giorno per ottobre), rispetto agli incrementi più consistenti dei mesi precedenti.
I mercati si aspettano anche che la Cina continui ad accumulare scorte di petrolio, riducendo ulteriormente l’offerta.
Nel frattempo, i timori di nuove sanzioni occidentali contro la Russia si sono intensificati dopo il suo più grande attacco aereo contro l’Ucraina degli ultimi mesi.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha segnalato la disponibilità a misure più severe, mentre l’UE ha discusso sanzioni congiunte con Washington.
CINA, CPI IN CALO
Ad agosto 2025, i prezzi al consumo in Cina sono scesi dello 0,4% su base annua, dopo essere rimasti invariati il mese precedente. Il dato ha deluso le aspettative di un calo dello 0,2% e rappresenta il quinto calo dei CPI quest’anno.
I prezzi dei prodotti alimentari sono crollati, registrando il calo più marcato in quasi quattro anni, con discese generalizzate in tutte le categorie.
Al contrario, l’inflazione non alimentare ha accelerato, sostenuta dai continui sussidi ai beni di consumo da parte di Pechino, con aumenti nei settori immobiliare, abbigliamento, assistenza sanitaria e istruzione.
I costi dei trasporti si sono ridotti, ma a un ritmo più lento.
L’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, è aumentata dello 0,9% su base annua, il livello più alto in 18 mesi, dopo un incremento dello 0,8% a luglio.
Su base mensile, l’indice dei prezzi al consumo è rimasto invariato, al di sotto delle previsioni dello 0,1%, dopo un aumento dello 0,4% a luglio.
Saverio Berlinzani
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Bitcoin: Qual è il timing per il top di ciclo?Bitcoin ha raggiunto il suo top di ciclo il 14 agosto scorso a 124.000 dollari USA? Alcuni analisti lo pensano. Ma questo scenario sembra ancora poco probabile se confrontato con la durata media dei tre cicli precedenti. La tabella proposta in questa analisi confronta la durata del ciclo attuale secondo diversi criteri e la paragona a quella dei due cicli precedenti, con il primo ciclo considerato un caso particolare.
L’analisi dei cicli passati del Bitcoin mette in evidenza alcune regolarità temporali, utili per tentare di anticipare la fine del ciclo in corso. L’osservazione si concentra intorno alle date degli halving, eventi chiave che dimezzano la ricompensa dei miner e che storicamente hanno influenzato la dinamica del mercato.
Nel 2012, il ciclo ha raggiunto il suo top 366 giorni dopo l’halving, ossia 902 giorni dopo il top del ciclo precedente e 775 giorni dall’inizio del ciclo.
Il ciclo successivo, quello del 2016, ha prolungato questa dinamica: 526 giorni post-halving, 1.472 giorni dopo il top precedente e 1.068 giorni dal lancio.
Infine, nel 2020, il picco di mercato è stato raggiunto 547 giorni dopo l’halving, 1.424 giorni dopo il ciclo precedente e 1.061 giorni dal suo avvio.
La media degli ultimi due cicli mette in evidenza uno schema ricorrente:
536 giorni dopo l’halving,
1.448 giorni dopo il top precedente,
1.064 giorni dall’inizio del ciclo.
Applicando questi dati comparativi al ciclo attuale, avviato con l’halving del 2024, osserviamo oggi una temporalità di 507 giorni post-halving, 1.401 giorni dopo il top del 2021 e 1.023 giorni dall’inizio del ciclo. In altre parole, il mercato si trova già molto vicino alle medie storiche, lasciando supporre che il top di questo ciclo potrebbe verificarsi in una finestra temporale relativamente ristretta, intorno alla metà di ottobre.
Ovviamente, la storia non si ripete mai perfettamente. Le condizioni macroeconomiche, la regolamentazione o l’adozione istituzionale giocano un ruolo essenziale nell’ampiezza e nella durata dei cicli. Tuttavia, i riferimenti statistici derivanti dagli halving precedenti costituiscono uno strumento prezioso per individuare le zone di attenzione e comprendere meglio le fasi critiche del mercato.
Infine, esiste la possibilità di un ciclo temporalmente esteso, giustificato da un vero pivot monetario della Federal Reserve (FED) statunitense, che potrebbe allinearsi con la media temporale storica del BTC e indicare una fine del ciclo più verso la fine di novembre o dicembre.
Da seguire!
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ingresso TIP10D da 8,761 no stopingresso TIP10D da 8,761 no stop, 230pezzi for the long term, abbiamo rimodulato la posizione CI3/EMI e pastrocchi vari fatti nel tempo e adesso proviamo questo etf inflazionistico sperando sia più stabile e non sia delistato, fuso o quant'altro qua ormai è tutto un bisca-bisca.
Pare ci sia sottovalutazione, vedremo come si comporterà di div.
Oltre l'analisi aspettografica!
long Italgas da 5,94 no stoplong Italgas da 5,94 no stop per 120pezzi.
Della serie quando butti sul mucchio qualcosa poco convinto perchè le cedole comunque bisogna reinvestirle (mica sono dollari) e il tempo ti è contro.
La conosciamo e il gas è ancora di moda, non ci stupirà, ma nemmeno forse il contrario...chissà.
Forse scatola weekly in formazione, pare.
Gold in attesa dei prossimi datiho bisogno del tuo sostegno.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
📈 Price Action GOLD
Come già sapete e potete osservare, l’oro continua la sua corsa al rialzo senza registrare ritracciamenti profondi.
Al momento sto monitorando i livelli chiave sui time frame superiori per avere maggiore conferma sulle zone operative: non scendo sotto l’H4, in quanto non opero su time frame troppo bassi.
La mia view resta long, e attendo che il prezzo raggiunga le aree di interesse per valutare nuovi ingressi rialzisti. Nel frattempo, mantengo la mia operatività attiva sul mercato Forex, in attesa del setup giusto su XAU/USD.
🎯 Fondamentale e News
L’oro aggiorna i massimi all’interno di un canale rialzista ben definito, supportato dalle aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed a settembre, dalla stabilità dei tassi reali e da una domanda solida, sia ufficiale (banche centrali) che da parte degli investitori.
Nel breve termine, l’attenzione è rivolta ai prossimi dati macro:
📍PPI - Mercoledì 10 settembre
📍CPI - Giovedì 11 settembre
Entrambi verranno pubblicati nel periodo di blackout della Fed, in vista della riunione FOMC del 16–17 settembre, che potrebbe rivelarsi cruciale per le prospettive di medio periodo.
📌 Bias operativo:
Resto compratore su debolezza, in attesa di pullback significativi verso le zone chiave H4+, mantenendo una view rialzista finché il canale resta intatto e non iniziano importanti segnali ribassisti su TF DAILY
🌴 Attualmente sono in vacanza fino al 12 settembre, ma continuerò a pubblicare visioni e aggiornamenti.
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Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
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Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
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4 modi per concentrarsi meglio mentre si fa trading“Focus” è la parola chiave per ottenere risultati. Senza concentrazione, anche le strategie migliori falliscono.
I CFD/Spread Bets sono strumenti complessi e comportano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 82.78% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro nelle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD/Spread Bets e se puoi permetterti di correre l'elevato rischio di perdere il tuo denaro. Si prega di notare che gli Spread Bets sono disponibili solo per i residenti in UK.
“L'esecuzione è tutto.” Frase che si sente ripetere spesso nei circoli di trading, ed è comprensibile. Avere una strategia solida è importante, così come lo è rimanere concentrati per seguirla fino in fondo.
Basta un attimo di esitazione, un clic distratto, e il vantaggio che avete ottenuto con tanta fatica può sfumare in un istante.
In un mondo costantemente bombardato da grafici aggiornati in tempo reale, avvisi continui, social media e distrazioni di fondo, rimanere concentrati e mantenere il controllo non è mai stato così difficile.
Oggi vediamo insieme quattro modi per migliorare la concentrazione durante il trading;
2 concreti e pratici.
2 meno convenzionali.
1. Inizia con un piano di gioco scritto
Questa è la base. Ancor prima di aprire la piattaforma di trading, prendere nota delle proprie idee di trading, dei livelli chiave e di eventuali notizie o eventi che potrebbero influenzare il mercato. È sufficiente un semplice elenco di scenari del tipo “se accade X, allora succede Y”
Mettendo nero su bianco il vostro piano, liberate la mente e riducete le interferenze emotive. In questo modo, non reagirete più a ogni minimo movimento o candela. Rimarrete concentrati su pochi concetti chiari e attenderete che il prezzo confermi la vostra previsione. Già questo dovrebbe bastare a migliorare notevolmente la concentrazione. Se il cervello conosce il piano, non serve improvvisare.
Ma soprattutto, avere un piano scritto funge da ancora di salvezza quando la situazione si fa delicata. In caso di false breakout o tentazioni impreviste, potrete facilmente fare riferimento al vostro piano e tornare in carreggiata. I trader di maggior successo sono quelli che eseguono idee semplici con disciplina, non quelli che inseguono ogni segnale che lampeggia sullo schermo.
2. Eliminare i rumori di fondo
Il multitasking è il nemico del trading. Una scheda del browser per le notizie, un'altra per Twitter, cinque grafici aperti, notifiche che compaiono sul telefono all'improvviso: tutti questi elementi contribuiscono a creare confusione mentale. Iniziate mettendo in ordine il vostro spazio di lavoro digitale prima di iniziare a fare trading:
Chiudere tutte le schede che non sono pertinenti alla vostra sessione.
Mettere il telefono in modalità silenziosa a faccia in giù, o in un cassetto.
Mantenere lo schermo di trading il più pulito possibile.
Utilizzare uno o due grafici chiave e disattivare gli indicatori non necessari.
Se si fa trading in una casa rumorosa o in un ufficio condiviso, delle cuffie con cancellazione attiva del rumore possono fare la differenza. Alcuni trader utilizzano persino app di suoni ambientali come brain.fm o semplicemente dei rumori bianchi per coprire le distrazioni e rimanere concentrati. Una mente tranquilla è una mente concentrata.
3. Ascoltate il vostro corpo prima di effettuare un'operazione
ecco un consiglio poco ortodosso, ma sorprendentemente efficace. Prima di cliccare sul pulsante “Acquista” o “Vendi”, alzatevi fisicamente in piedi.
Questo piccolo gesto fisico crea un momento di separazione tra il proprio pensiero e la propria azione. Ci costringe a fermarci, respirare e fare il punto della situazione. state agendo secondo il vostro piano o vi state lasciando trasportare dalle emozioni? Questo trade è in linea con il vostro piano o lo state eseguendo spinti dalla noia?
A tutti è capitato di effettuare operazioni impulsive, salvo pentirsene qualche istante dopo. L'atto di alzarsi aggiunge un livello di intenzionalità. Spezza il ritmo dello sguardo incollato allo schermo e restituisce al cervello il controllo della situazione.
Ritenetelo come un interruttore personale. Offre l'opportunità di riflettere sulla propria logica e impedisce di entrare in modalità pilota automatico. Alcuni trader si spingono oltre facendo stretching e ruotando le spalle prima di rimettersi davanti allo schermo. Può sembrare banale, ma i benefici psicologici sono reali.
4. Focalizzate la vostra mente con uno “stimolo”
Il nostro cervello è predisposto per le routine. È possibile sfruttare questa caratteristica a proprio vantaggio creando un semplice rituale che segnali alla mente quando è il momento di fare trading.
Non è necessario che sia qualcosa di elaborato. Ad esempio, ascoltare una canzone dedicata esclusivamente all'attività di trading o svolgere un breve esercizio di respirazione. Alcuni trader usano persino l'atto di pulire la scrivania o prepararsi una tazza di caffè fresco quale stimolo psicologico per entrare in un stato di concentrazione.
Nel corso del tempo, queste piccole abitudini diventeranno sinonimo di prontezza mentale. Esse condizionano il cervello a passare dallo scorrimento passivo o dalla conversazione alla concentrazione attiva. Il loro effetto è notevolmente efficace, in particolare nei giorni in cui ci si sente un po' confusi o distratti.
L'obiettivo non è quello di creare una scaramanzia, bensì di costruire un punto di riferimento affidabile che conduca a uno stato mentale concentrato, qualcosa che aiuti a ritrovare il proprio equilibrio e a impostare il tono della sessione.
Disclaimer: La finalità del presente articolo è meramente informativa e didattica. Le informazioni qui riportate non costituiscono consulenza in materia di investimenti e non contemplano la situazione finanziaria o gli obiettivi individuali degli investitori. Le informazioni relative ai risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Per quanto permesso dalla legge, in nessun caso, Capital.com (o un suo affiliato o dipendente) assume responsabilità per qualsiasi perdita incorsa a causa dell’utilizzazione delle informazioni fornite. Chi agisce in base a tali informazioni lo fa a proprio rischio. Qualsiasi informazione che possa essere intesa come “ricerca di investimento” non è stata preparata in conformità ai requisiti legali stabiliti per promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e dunque deve essere considerata comunicazione di marketing.
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Wall Street ai massimi: la mossa che tutti aspettano dalla FedWall Street ai massimi: la mossa che tutti aspettano dalla Fed
Il NASDAQ chiude a un livello record in attesa dei dati sull'inflazione
La seduta di ieri si è aperta in modo positivo e ha perfino scritto una pagina di storia, pur svolgendosi complessivamente in maniera piuttosto lenta, con gli investitori concentrati nell’attesa di due importanti rapporti sull’inflazione che potrebbero influenzare la decisione della Federal Reserve prevista per la prossima settimana.
Il NASDAQ è salito dello 0,45% (pari a quasi 100 punti), chiudendo a un nuovo massimo di 21.798,70. Il colosso dei semiconduttori Broadcom (AVGO) ha guadagnato un ulteriore 3,2% dopo il solido report trimestrale diffuso giovedì sera. Nel frattempo, il Dow Jones è cresciuto dello 0,25% (circa 114 punti) fino a quota 45.514,95, mentre l’S&P 500 ha registrato un aumento dello 0,21%, attestandosi a 6.495,15.
I listini stanno così recuperando da una settimana contraddittoria: il NASDAQ aveva guadagnato oltre l’1%, l’S&P un modesto 0,3%, mentre il Dow Jones aveva perso lo 0,3%. Venerdì, tuttavia, tutti gli indici erano arretrati a seguito di un debole rapporto sulle buste paga non agricole, risultato ben al di sotto delle attese. Questo dato, se da un lato ha pesato sull’umore degli investitori, dall’altro ha alimentato le aspettative di un imminente taglio dei tassi da parte della Fed.
All’orizzonte si profilano ora altri dati economici cruciali: l’indice dei prezzi alla produzione (PPI), atteso per domani, e l’indice dei prezzi al consumo (CPI), in uscita giovedì. Lo scorso mese, i due indicatori avevano mostrato un andamento divergente: il PPI leggermente superiore a quanto auspicato dal mercato, il CPI sostanzialmente in linea con le attese. In ogni caso, i dati confermano che l’inflazione non sta accelerando in modo vertiginoso nel nuovo contesto tariffario, pur restando lontana dall’obiettivo del 2%.
Quella di questa settimana sarà l’ultima fotografia sull’andamento dei prezzi disponibile per la Fed prima della riunione di due giorni del FOMC, prevista per il 16 e 17 settembre. L’indice della spesa per consumi personali (PCE), considerato la misura preferita dalla Fed per monitorare l’inflazione, verrà infatti pubblicato soltanto il 26 settembre.
Ciononostante, l’attenzione della Fed negli ultimi mesi si è spostata soprattutto sul fronte occupazionale: la Banca centrale ha più volte segnalato un aumento dei rischi per il mercato del lavoro, ritenuti attualmente più rilevanti rispetto a quelli legati all’inflazione. In quest’ottica, la revisione dei dati occupazionali prevista per martedì dovrebbe assumere un peso decisivo, pur senza sminuire l’importanza degli altri indicatori, dato il duplice mandato della Fed di assicurare sia la stabilità dei prezzi (bassa inflazione) sia la massima occupazione.
Secondo lo strumento FedWatch del CME, le probabilità di un taglio dei tassi la prossima settimana sono ormai date al 100%, il che toglie ogni suspense all’evento. La vera questione riguarda ora l’entità del taglio: l’88,4% degli operatori si attende una riduzione “ordinaria” di 25 punti base, mentre l’11,6% prevede un intervento più deciso, pari a 50 punti base. Resta da vedere se questi rapporti si modificheranno una volta resi noti i nuovi dati macroeconomici.
Marco Bernasconi Trading
Wall Street cresce in attesa della FedLA FED SI AVVICINA
Ieri Wall Street ha registrato un andamento prevalentemente positivo, in un clima di attesa per la decisione della Federal Reserve, che presumibilmente abbasserà i tassi il prossimo 17 settembre.
Prima di allora, verranno pubblicati dati significativi, come l’inflazione negli Stati Uniti, prevista per fine settimana.
L'S&P 500 è salito dello 0,4%, il Nasdaq dello 0,8%, mentre il Dow Jones si è mantenuto stabile (+0,2%).
I dati sull'inflazione saranno al centro dell'attenzione, con i prossimi report su CPI e PPI che dovrebbero chiarire le pressioni sui prezzi.
I mercati hanno quasi completamente scontato un taglio dei tassi da parte della Fed, soprattutto dopo il debole report sull'occupazione della scorsa settimana.
A livello settoriale, tecnologia e beni di consumo discrezionali hanno guidato i guadagni, mentre il settore immobiliare è rimasto indietro.
Sul fronte societario, Broadcom (+3,7%) e Oracle (+2,2%) hanno registrato forti progressi. Anche Robinhood Markets (+11,5%) e AppLovin (+11,2%) hanno segnato un’impennata, pronte a entrare nell’indice S&P 500 il 22 settembre.
Al contrario, le azioni Apple sono scese dello 0,1%, Visa dello 0,4% e T-Mobile ha perso oltre il 5%.
VALUTE
Prosegue la discesa del dollaro, che sembra non aver ancora scontato il probabile taglio dei tassi della Fed, continuando a scendere senza interruzioni.
L’EUR/USD è ormai a ridosso di 1,1790, primo livello chiave, seguito da 1,1830. Una sua eventuale violazione potrebbe spingere i prezzi sopra 1,2000.
Sale il Cable, ormai vicino a 1,3600, mentre USD/JPY scende, non lontano dal 146,80 di venerdì scorso.
Anche le valute oceaniche tentano di ripartire al rialzo: AUD/USD si avvicina al livello chiave di 0,6620–0,6630, mentre NZD/USD si avvicina alla resistenza di 0,6000.
USD/CHF è in calo a 0,7920, con possibilità di scendere fino a 0,7865, minimo dell’anno.
Resta da capire fino a quando sarà possibile assistere alla discesa del dollaro e quanto potranno reggere i Paesi le cui valute stanno salendo rapidamente, in un contesto di dazi crescenti e difficoltà nell’export.
Non è facile rispondere, ma non ci stupiremmo di sentire presto qualche banchiere centrale lamentarsi di euro, sterlina o yen eccessivamente forti.
GERMANIA: SURPLUS COMMERCIALE IN CALO
Il surplus commerciale della Germania si è ridotto a 14,9 miliardi di euro a luglio 2025, in calo rispetto ai 15,4 miliardi di giugno (dato rivisto al rialzo) e al di sotto delle attese.
È il livello più basso da ottobre 2024, a causa di un calo più marcato delle esportazioni rispetto alle importazioni.
Le esportazioni sono diminuite dello 0,6% su base mensile, attestandosi a 130,2 miliardi di euro, penalizzate da un calo del 4,5% verso i Paesi extra-UE, in particolare del 7,9% verso gli Stati Uniti, al minimo da dicembre 2021.
Al contrario, le spedizioni verso i Paesi UE sono aumentate del 2,5%, con un +2,5% verso l’area euro e +2,6% verso i Paesi extra-area euro.
Le importazioni sono diminuite dello 0,1%, attestandosi a 115,4 miliardi di euro, invertendo la tendenza rispetto al +4,1% di giugno (dato rivisto al ribasso).
Il calo è stato causato principalmente dalle minori importazioni dai Paesi extra-UE (-1,3%), mentre quelle dai Paesi UE sono aumentate dell’1,1%.
Da inizio anno, la Germania ha registrato un surplus commerciale di 119,5 miliardi di euro, con esportazioni in aumento dello 0,7% e importazioni del 4,9%.
PETROLIO
I future sul greggio WTI sono tornati a ridosso dei 63 dollari al barile, recuperando dopo tre giorni di calo.
La ripresa è stata favorita dall’annuncio dell’OPEC+ di un aumento della produzione inferiore alle attese e dalle preoccupazioni per nuove sanzioni statunitensi sul petrolio russo.
Il gruppo ha concordato un incremento di 137.000 barili al giorno da ottobre, ben al di sotto degli aumenti di 555.000 barili di agosto e settembre, e dei 411.000 di giugno e luglio.
Alcuni membri sono già in sovrapproduzione, il che potrebbe limitare l’impatto effettivo sul mercato.
L’aumento contenuto segnala cautela, in vista di un possibile eccesso di offerta nel mercato invernale.
Nel frattempo, i rischi geopolitici aumentano la pressione al rialzo. Domenica, la Russia ha lanciato il suo più grande attacco aereo della guerra in Ucraina, colpendo per la prima volta un edificio governativo a Kiev.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che alcuni leader europei si recheranno negli Stati Uniti oggi o martedì per discutere le modalità di risoluzione del conflitto russo-ucraino.
CINA: BILANCIA COMMERCIALE
Le esportazioni dalla Cina sono cresciute del 4,4% su base annua ad agosto 2025, raggiungendo i 321,8 miliardi di dollari.
Il dato è inferiore alle attese (+5%) e in rallentamento rispetto al +7,2% di luglio. Si tratta del rialzo meno significativo da febbraio.
Il rallentamento è dovuto a un temporaneo allentamento delle pressioni tariffarie e al calo della domanda da parte del principale mercato di consumo.
L’11 agosto, la Cina ha accettato di estendere la tregua tariffaria con gli Stati Uniti per 90 giorni, bloccando i dazi statunitensi del 30% sulle importazioni cinesi e quelli cinesi del 10% sulle merci statunitensi.
Per destinazione, le esportazioni sono aumentate verso Giappone (+6,7%), Taiwan (+17,5%), Australia (+10,1%), ASEAN (+22,5%) e UE (+10,4%).
Al contrario, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono crollate del 33,1%, mentre quelle verso la Corea del Sud sono diminuite dell’1,4%.
Nei primi otto mesi del 2025, le esportazioni cinesi sono aumentate del 5,9% su base annua, raggiungendo un totale di 2,45 trilioni di dollari.
Saverio Berlinzani
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Dollaro USA & Scelta Finale della FED: Tutti gli Scenari PossibiLa fine del 2025 si preannuncia decisiva per il dollaro USA. Dopo due anni segnati da un’inflazione persistente e da un rallentamento del mercato del lavoro, la Federal Reserve (Fed) si trova davanti a una scelta cruciale: mantenere l’attuale politica o avviare un pivot monetario. A seconda della traiettoria scelta, le conseguenze per il dollaro (misurato con l’indice DXY) potrebbero essere diametralmente opposte. Cinque scenari principali tracciano l’insieme degli esiti possibili.
Nessun Pivot: statu quo fino al 2026
In questo scenario, la Fed mantiene invariato il tasso di riferimento per tutto il 2025. Un’inflazione ferma intorno al 3 % impedisce qualsiasi allentamento. Le riunioni chiave di settembre, ottobre e dicembre porterebbero dunque a uno statu quo.
L’impatto sul mercato valutario sarebbe netto: un forte recupero rialzista del dollaro contro le principali valute. Dopo essere stata una delle valute più deboli, il biglietto verde ritroverebbe forza, sostenuto dal differenziale favorevole dei tassi. Tecnicamente, il superamento dei 100/101 punti confermerebbe questa ipotesi di inversione rialzista.
Pivot tecnico per aggiustare il mercato del lavoro
Qui la Fed procede a un unico taglio dei tassi a settembre o ottobre, motivata dall’indebolimento del mercato del lavoro. Tuttavia, non avvia un ciclo di riduzioni più ampio a causa di un’inflazione ancora troppo elevata.
Questo tipo di pivot, definito «hawkish», ancorerebbe il DXY intorno ai 100 punti, corrispondenti ai livelli osservati nella primavera e nell’estate del 2025. Il dollaro resterebbe dunque stabile, con forse una lieve inclinazione rialzista, ma senza una vera tendenza ribassista.
Pivot reale e sano: disinflazione confermata e mercato del lavoro sotto controllo
Uno scenario più equilibrato vedrebbe la Fed intraprendere un vero pivot, avviando una serie di tagli dei tassi dal 17 settembre. Condizioni necessarie: inflazione vicino al 2 % e mercato del lavoro stabilizzato.
In questo caso, l’impatto sarebbe ribassista per il dollaro. La tendenza discendente, avviata dall’inizio del 2025, proseguirebbe. Tuttavia, dato che questa dinamica è già avanzata, il potenziale di ribasso potrebbe limitarsi alla zona dei 94–95 punti sul DXY. Ossia, una pressione moderata ma contenuta.
Pivot reale ma malsano: inflazione rigida, occupazione in deterioramento
Questa ipotesi combina un’inflazione ancora vicina al 3 % (legata soprattutto ai dazi doganali) e un netto peggioramento del mercato del lavoro. La Fed sarebbe costretta ad avviare una serie di tagli dei tassi, non per comfort macroeconomico, ma per tentare di sostenere attività ed occupazione.
Il rischio di recessione USA si rafforzerebbe, costringendo la Fed ad agire rapidamente. L’effetto sul dollaro sarebbe marcato: discesa prolungata verso i minimi del 2021, conseguenza dei tassi in calo e della percezione crescente di debolezza economica.
Fed PUT d’emergenza: disoccupazione esplosiva e recessione confermata
Infine, nello scenario più estremo, l’economia USA entrerebbe in recessione conclamata con un forte aumento della disoccupazione. La Fed interverrebbe bruscamente con un massiccio e rapido taglio dei tassi, confermando la gravità della situazione.
Il dollaro reagirebbe con un crollo vertiginoso, fino ai minimi del 2018. Questa evoluzione rifletterebbe la perdita di fiducia degli investitori nella resilienza dell’economia americana.
Il grafico sottostante mostra le candele settimanali del dollaro USA (DXY).
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Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
[Come fare trading senza indicatori, durante la volatilità]🔍 Hai mai guardato un grafico del Forex e
pensato: "Troppi indicatori, troppa confusione"?
Durante le fasi di alta volatilità, molti strumenti
tecnici iniziano a dare segnali contrastanti o in ritardo.
👉🏻 E' qui che entra in gioco la Prica Action - l'analisi "pulita", basata
solo sul prezzo nudo e crudo, senza indicatori.
✅ Cos'è la Price Action?
La Price Action è l'osservazione del comportamento
del prezzo nel tempo, attraverso:
• Le candele (patter).
• I livelli chiave (supporti e resistenze).
• La struttura del mercato (massimi/minimi, break e retest).
Nessun oscillatore, nessuna media mobile, solo il linguaggio
puro del mercato.
⚡Perché è efficace durante la volatilità (es. NFP, tassi d'interesse)?
Durante eventi ad alto impatto, il prezzo può muoversi violentemente.
• Gli indicatori laggano.
• Il volume non è affidabile nel Forex.
• Il prezzo è l'unico strumento che reagisce in tempo reale.
🧠 3 Concetti fondamentali della price action (con esempi pratici)
1. Supporti e resistenze (Zone, non linee)
Il prezzo tende a reagire su aree chiave già testate in passato.
✔️Es: Euro/Dollaro reagisce 3 volte su un'area tra 1.0850 - 1.0870 = zona chiave!
2. Pattern di candela (Pin Bar, Engulfing)
Le Pin Bar mostrano il rifiuto del prezzo.
✔️Es: Sterlina/Dollaro forma una Pin Bar ribassista su resistenza → possibile short.
3. Breakout e Fakeout
Non tutti i breakout sono reali.
✔️Es: Dollaro/Yen Giapponese rome una resistenza, ma poi chiude sotto → fakeout = setup short.
Mini Strategia di Price Action (Semplice e Replicabile)
1. Individua una zona chiave (supporto o resistenza)
2. Aspetta una candela di conferma (Pin Bar, Engulfing)
3. Entra al retest della zona, con stop loss SOTTO la candela di setup (in caso di Buy).
Entra al retest della zona, con stop loss SOPRA la candela di setup (in caso di Sell).
4. Rapporto Rischio/Rendimento minimo: 1:2.
✔️ Funziona bene su H1 o H4, soprattutto su coppie volatili come:
Sterlina/Yen Giapponese (GBP/JPY), o Euro/Dollaro (EUR/USD).
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
📈A livello di price action e fondamentali, la spinta rialzista sull’oro rimane solida.
Ogni correzione può offrire un'opportunità d'ingresso, purché accompagnata da una gestione del rischio adeguata e uno stop ben posizionato.
Tuttavia, il prezzo è attualmente in forte espansione e non è facile trovare punti d’entrata ottimali.
Per ora resto in attesa e, come di consueto, mi concentro sul mercato forex: sto preparando alcuni setup che vi condividerò a breve
🎯Mercato del lavoro USA (NFP di venerdì scorso)
Il dato sull’occupazione di agosto ha mostrato appena 22.000 nuovi posti di lavoro, molto al di sotto delle 75.000 attese, ma in linea con i risultati deboli dei mesi precedenti.
Gran parte del rallentamento sembra provenire dalla contrazione nell’occupazione pubblica, connessa all’incertezza generata dalle iniziative politiche di Trump (Liberation Day), e dall’offerta di lavoro in calo, che potrebbe aver aggravato la debolezza nella creazione di posti.
Il tasso di disoccupazione è rimasto basso su base storica, ma solitamente, un rallentamento della crescita occupazionale è seguito da un aumento della disoccupazione.
Conclusione: Per ora, i mercati sembrano interpretare i dati deboli sull’occupazione come un segnale in favore di imminenti tagli dei tassi, riducendo il tasso di sconto e sostenendo i prezzi degli asset rischiosi
🔑Fattori chiave che stanno influenzando i prezzi dell’oro🔑
Driver strutturali: il calo del dollaro e l’inclinazione verso una curva dei rendimenti più ripida abbassano il costo opportunità di detenere oro, mentre i timori inflazionistici mantengono viva la domanda di lungo periodo.
Cambio nella base degli acquirenti: la domanda al dettaglio sensibile al prezzo, soprattutto in Asia, è diminuita; oggi predominano i flussi attraverso ETF e diversificazione da parte delle banche centrali (soprattutto nei mercati emergenti).
Premio per il rischio: l’oro si muove in modo positivo in relazione alla volatilità azionaria (VIX), riflettendo rischi fiscali e monetari che altri asset sembrano ignorare.
Catalizzatore politico: gli attacchi di Trump alla Federal Reserve e i dubbi sull’indipendenza delle istituzioni statunitensi hanno accelerato la spinta verso una diversificazione dalle riserve in dollari verso l’oro.
Conferma dalle azioni minerarie: l’aumento delle valutazioni delle compagnie minerarie è sintomatico delle aspettative di prezzi elevati non solo temporanei.
📍Contesto di mercato e prospettive📍
L’oro si trova vicinissimo al massimo storico di $3.600 l’oncia, favorito dalle aspettative di taglio dei tassi da parte della Fed, innescate dai dati deboli sull’occupazione. Il dollaro debole rende l’oro ancora più appetibile per gli investitori internazionali
È stato registrato un balzo del +37 % da inizio anno 2025, precedente +27 % nel 2024. Un rally trainato dalla domanda delle banche centrali, in particolare cinese, e dall’incertezza economica globale
Goldman Sachs ha suggerito che il prezzo dell’oro potrebbe salire fino a $5.000 l’oncia, se dovessero intensificarsi i timori sulla compromissione dell’indipendenza della Fed. Il calo della fiducia nelle istituzioni monetarie statunitensi alimenta la fuga verso asset rifugio independenti, come l’oro
In India, l’oro si mantiene vicino ai massimi: nonostante un lieve ritracciamento per presa di profitto
A Dubai, il prezzo del 24‑carati è rimasto stabile vicino al massimo storico, con il contesto dei tagli dei tassi statunitensi che mantiene elevata la domanda globale
🌴 Attualmente sono in vacanza fino al 12 settembre, ma continuerò a pubblicare visioni e aggiornamenti.
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📬 Per qualsiasi dubbio o domanda, scrivetemi: sarò felice di rispondervi.
🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
Analisi EUR/USD – Timeframe 15m (08/09/2025)Questa mattina ho impostato un **ordine pendente long con ingresso da valutare tra a 1,1753 e 1,1733.
Il piano operativo prevede:
🔹 Apertura posizione: 1,1753
🎯 Primo target: 1,1691
🎯 Secondo target: 1,1662
📈 Il setup si basa sulla reazione tecnica sui livelli di resistenza e sulla possibile inversione dopo l’estensione rialzista di ieri.
La gestione del rischio rimane prioritaria: monitoraggio stretto e stop adeguato alla volatilità.
💡 Come sempre, non si tratta di un consiglio finanziario ma di un’analisi personale a fini didattici.






















