EUR/USD: Rottura Range Imminente - Setup DirezionaleEUR/USD A BIVIO: DECISIONE IMMINENTE SU RETTANGOLO
Il cross euro-dollaro si trova in un momento decisivo dopo aver formato un pattern di consolidamento ben definito. La prossima mossa direzionale potrebbe generare interessanti opportunità operative.
📊 ANALISI TECNICA ATTUALE:
Range attuale: 1.1550 - 1.1592 (42 pips di compressione)
Tempo nel range: 5 sessioni consecutive
Volume: In contrazione, tipico pre-breakout
Momento decisionale: Rottura imminente
🎯 SCENARI OPERATIVI:
BULLISH BREAKOUT (Rottura 1.1592):
Target primario: 1.1599
Conferma: Volume sopra la media
Invalidazione: Ritorno sotto 1.1590
BEARISH BREAKOUT (Rottura 1.1550):
Target 1: 1.1554
Target 2: 1.1531
Target 3: 1.1513
Conferma: Chiusura sotto supporto
📚 SEZIONE DIDATTICA: I RETTANGOLI
I pattern di consolidamento come questo rettangolo rappresentano periodi di equilibrio tra domanda e offerta. Ecco come approcciarli professionalmente:
CONFERMA VOLUME: Aspettare sempre l'aumento di volume sulla rottura
FALSE BREAKOUT: Il 40% delle rotture iniziali fallisce - aspettare la chiusura
POSITION SIZING: Rischio massimo 1-2% del capitale
TIMEFRAME MULTIPLI: Confermare la rottura su H1 e H4
💡 IL MERO CONSIGLIO:
"Aspetto la chiusura fuori dal range con volume confirm. La pazienza premia sempre in questi setup."
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Oltre l'analisi tecnica
Mercati in rialzo tra pace e tagli FedPace Russia-Ucraina?
Seduta positiva per il listino USA, che ha mostrato un guadagno dell’1,16% sul Dow Jones, proseguendo la serie positiva iniziata venerdì scorso. Sulla stessa linea l’S&P 500 con un +0,41%. Il Nasdaq 100 è rimasto sui livelli della vigilia, con un +0,18%.
L’attenzione degli investitori è rivolta alla possibile pace tra Russia e Ucraina, che nelle ultime ore sembra ripresentarsi come evento centrale. Restano però sotto osservazione anche i dati macroeconomici, capaci di fornire indicazioni importanti sullo stato di salute dell’economia statunitense.
Sul fronte della politica monetaria, crescono le probabilità di un taglio dei tassi a dicembre da parte della Fed.
A livello settoriale, i servizi di comunicazione, l’assistenza sanitaria e i materiali hanno sovraperformato, mentre il comparto tecnologico è rimasto indietro. Nvidia ha perso il 4,8% dopo le notizie secondo cui Meta starebbe trattando con Google per investire miliardi di dollari nei chip di intelligenza artificiale. Oracle ha ceduto il 6,2% e AMD il 7,4%. In controtendenza, Alphabet ha guadagnato l’1,9% e Meta l’1,5%.
Gli operatori hanno osservato anche i dati economici, risultati contrastanti. Le vendite al dettaglio hanno deluso, segnalando un rallentamento della spesa al consumo più netto del previsto.
L’ultimo rapporto ADP ha mostrato che le aziende statunitensi hanno perso in media 13.500 posti di lavoro a settimana nelle quattro settimane terminate l’8 novembre. D’altro canto, l’inflazione alla produzione ha accelerato a settembre.
Nonostante i segnali misti, le aspettative per un taglio dei tassi di interesse della Fed di 25 punti base il mese prossimo restano elevate, attorno all’85%.
Valute, ancora movimenti limitati
Il mercato dei cambi mostra ancora poche oscillazioni. Il ritorno del “risk on” ha prodotto un leggero indebolimento del dollaro.
L’EUR/USD si muove a ridosso di 1,1600, mentre la sterlina si è portata vicino a 1,3200. Salgono invece le valute oceaniche, AUD e NZD, sostenute dall’aumento dell’inflazione in Australia e dagli effetti del taglio dei tassi da parte della RBNZ, già scontato.
Il cambio USD/JPY è sceso a 154,10 dopo aver toccato anche 155,65, livello chiave di supporto. Il franco svizzero è rimasto stabile e in leggero ribasso contro l’euro, mentre è risalito sul dollaro.
ADP in calo
Secondo ADP Research, il mercato del lavoro privato ha perso in media 13.500 posti a settimana nelle quattro settimane concluse l’8 novembre 2025. Si tratta di un netto aumento rispetto al calo di 2.500 posti settimanali registrato nel periodo precedente.
I dati indicano che le perdite di posti di lavoro hanno accelerato tra fine ottobre e inizio novembre, a seguito degli annunci di riduzioni di personale da parte di importanti aziende, tra cui Amazon e Target.
Il rapporto mensile ufficiale sull’occupazione di novembre è atteso per il 3 dicembre.
Petrolio
I future sul greggio WTI sono scesi di oltre il 2,5%, a 57,2 dollari al barile martedì, il livello più basso delle ultime cinque settimane. Alcune indiscrezioni suggeriscono che l’Ucraina abbia accettato i termini di un accordo di pace volto a porre fine alla guerra con la Russia.
Il presidente Zelensky ha affermato che i colloqui con gli Stati Uniti proseguono, mentre la posizione della Russia rimane incerta. I negoziati a Ginevra e i paralleli incontri tra Stati Uniti e Russia ad Abu Dhabi riflettono un’intensa attività diplomatica, nonostante i raid aerei notturni continuino a evidenziare le tensioni in corso.
Una potenziale fine del conflitto potrebbe avere un impatto significativo sui mercati petroliferi. La Russia, importante produttore, è sottoposta a pesanti sanzioni occidentali e i recenti attacchi ucraini con droni contro le raffinerie hanno interrotto le forniture di carburante raffinato.
Qualsiasi aumento della produzione russa si sommerebbe a un mercato già orientato verso un eccesso di offerta, poiché i produttori globali stanno aumentando la produzione più rapidamente della domanda. I prezzi del petrolio sono diminuiti quest’anno e si avviano a registrare il quarto calo mensile consecutivo.
RBNZ taglia i tassi
La Reserve Bank of New Zealand ha abbassato il tasso di interesse ufficiale di 25 punti base al 2,25% nella sua ultima riunione dell’anno. La mossa, ampiamente attesa, ha portato i costi di finanziamento al livello più basso da metà 2022.
I membri della banca centrale hanno affermato che la decisione riflette una significativa capacità produttiva inutilizzata nell’economia, in un contesto di stabilità delle pressioni inflazionistiche. L’indice dei prezzi al consumo annuo è salito al di sopra della fascia obiettivo dell’1-3% nel terzo trimestre, mentre l’inflazione core è rimasta stabile o in leggero calo.
Ciò supporta le aspettative di un ritorno dell’inflazione al 2% entro la metà del 2026. L’attività economica è rimasta debole fino alla metà del 2025, con il PIL in contrazione nel secondo trimestre, sebbene gli indicatori a breve termine suggeriscano una graduale ripresa.
La banca centrale ha rilevato rischi bilanciati, avvertendo che la debole fiducia di famiglie e imprese potrebbe frenare la ripresa, mentre una domanda immobiliare più forte o trainata dalle esportazioni potrebbe mantenere l’inflazione più persistente.
Il Comitato di Politica Monetaria ha affermato che le mosse future dipenderanno dalle prospettive economiche e dall’andamento dell’inflazione.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
Buon mercoledi, ultimo giorno di news. poi ci attende la festa usa.
noi ci vediamo in live sia ora che alle 14. a dopo.
📌 Bias ancora rialzista per me.
Punti chiave:
• I dati USA di ieri: vendite al dettaglio deboli, fiducia consumatori bassa, PPI in linea e ancora alto.
• Il mercato lo ha letto come segnale più “dovish” per la Fed: ora c’è circa 80–85% di probabilità di taglio a dicembre.
• Asset di rischio in salita, rendimenti in calo. Dollaro più debole. Oro sostenuto, ma senza esplosione.
Dati USA di ieri
• Retail Sales (Set): +0.2% m/m vs +0.4% attese, da +0.6% precedente — domanda in raffreddamento.
• PPI (Set): +0.3% m/m, 2.7% y/y — stabile, non accelera.
• Consumer Confidence (Nov): 88.7 da 95.5, molto sotto le attese (93.4) — uno dei peggiori dati degli ultimi anni, timori su prezzi e lavoro.
Scenario
Ambiente “risk-on”, rendimenti in discesa e dollaro più debole: condizioni che restano positive per l’oro, finché la narrativa del taglio resta forte.
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Bear Market del Bitcoin: cosa ne sappiamoSotto l’ipotesi credibile – e ormai ampiamente discussa – che l’ultimo ciclo rialzista del Bitcoin si sia concluso lunedì 6 ottobre, con un picco intorno ai 126.000 dollari, diventa logico considerare che il mercato abbia allora avviato il suo nuovo bear market ciclico. Questo bear market si inserisce, come sempre, nella dinamica del noto ciclo quadriennale, direttamente legato al meccanismo dell’halving, che dimezza il premio di mining e riduce meccanicamente la nuova offerta di BTC. In altre parole, il mercato segue una respirazione strutturale: quattro anni scanditi da uno shock dell’offerta, da un’accelerazione rialzista e infine da una fase di normalizzazione marcata da un mercato ribassista.
Registrando un massimo ciclico a inizio ottobre, Bitcoin ha quindi confermato, in modo quasi chirurgico, che la meccanica del ciclo quadriennale rimane pienamente attiva. Oggi disponiamo di sufficiente prospettiva statistica per capire non solo come si comporta la fase rialzista di un ciclo, ma anche come si sviluppa il bear market ciclico, con regolarità abbastanza solide da costituire un quadro analitico efficace.
Ecco ciò che sappiamo dei principali fattori tecnici di questo bear market:
• Durata media: un bear market ciclico del Bitcoin dura circa 12 mesi. È una costante sorprendentemente stabile da un ciclo all’altro.
• Struttura dei prezzi: il mercato ribassista è generalmente composto da tre grandi onde. Una prima onda impulsiva e fortemente negativa (quella in cui saremmo entrati dal 6 ottobre), seguita da una fase di rimbalzo tecnico, spesso definita dead cat bounce, e infine una terza e ultima gamba ribassista, che porta al vero minimo del ciclo.
• Ampiezza del drawdown: da un ciclo all’altro, la profondità massima della discesa tende a diminuire. Tuttavia, anche in calo, il drawdown rimane storicamente notevole e deve essere interpretato come una correzione importante, non come un semplice arretramento. (Per chi desidera approfondire, rimandiamo alla nostra analisi di lunedì 17 novembre 2025.)
Partendo quindi dall’ipotesi di lavoro secondo cui il bear market ciclico è effettivamente iniziato il 6 ottobre, la logica vorrebbe che esso prosegua fino a settembre o ottobre 2026. Dovrebbe articolarsi attorno alle tre sequenze tecniche citate, prima di registrare eventualmente un drawdown finale compreso tra il 50 % e il 70 % dal massimo di 126.000 dollari.
Naturalmente, questo scenario resta teorico. Si basa unicamente sulla presunta validità del ciclo quadriennale. Se quest’ultimo si rivelasse solo un’illusione statistica, un artefatto storico o un fenomeno ormai superato, allora anche questo intero quadro analitico cadrebbe. Ma finché i dati continuano ad allinearsi, questo scenario rimane oggettivamente il più coerente.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
Buon martedi! noi ci vediamo oggi in live ore 14:00 per ADP.
Oro è arrivato vicino alla mia zona dentro l’FVG daily.
Per ora cercherei nuovi rialzi solo in zone discount, ma oggi ci sono dati importanti. Aspetto la pubblicazione delle news e poi valuto l’ingresso.
La zona short sopra resta molto forte.
-Punti chiave
Oro stabile dopo il breakout rialzista di ieri.
alta volatilità oggi con i dati USA (PPI, Retail Sales, Industrial Production, Consumer Confidence).
Il mercato vede ancora un taglio Fed a dicembre con probabilità oltre 80,9%.
Scenario principale: spinta piu alta se i dati non mostrano nuova pressione inflazionistica.
Scenario ribassista poco probabile a meno che PPI + Retail Sales non superino di molto le attese.
L’oro ha continuato la salita di lunedì, Il contesto macro resta a favore dei compratori: aspettative di taglio tassi e rendimenti reali in calo.
strategia di oggi?:
-Dati morbidi (ADP debole, PPI basso, Retail moderato) = taglio tassi più probabile, tassi reali giù, oro su.
-Dati forti (PPI alto + Retail forti) = inflazione e domanda forti, Fed più aggressiva, oro giù.
L’unico punto da tenere d’occhio:
Se solo uno dei dati è forte e gli altri deboli, il movimento può essere sporco e laterale prima della direzione.
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Wall Street rialza la testa, oro in ripresaWall Street non molla la presa
L’azionario statunitense ha registrato una nuova reazione rialzista ieri, con i mercati che hanno dato il via alla settimana del Ringraziamento, accorciata per le festività.
L’S&P 500 è salito dell’1,5%, il Nasdaq del 2,7% e il Dow Jones dello 0,4%. Gli operatori scommettono sempre più su un taglio dei tassi della Fed nella prossima riunione di dicembre, soprattutto dopo i commenti di Christopher Waller, membro del FOMC, e del presidente della Fed di New York. Le probabilità di una riduzione di 25 punti base del tasso sui fondi federali si attestano intorno al 77%.
Gli investitori si preparano inoltre a una settimana intensa di dati economici, tra cui vendite al dettaglio, ordini di beni durevoli e indice dei prezzi alla produzione (PPI).
I servizi di comunicazione e i beni di consumo discrezionali hanno registrato le performance migliori, mentre il settore energetico è rimasto indietro. Broadcom è balzata del 10% grazie a un ordine da 10 miliardi di dollari di chip per l’intelligenza artificiale. Alphabet è salita del 4,8%, superando Microsoft e diventando la terza azienda statunitense per valore di mercato. Tesla ha guadagnato il 6,6% dopo che Elon Musk ha dichiarato che l’azienda ha già progettato diversi milioni di chip di intelligenza artificiale per veicoli e data center.
Al contrario, Exxon Mobil ha perso l’1% e Procter & Gamble è scesa del 2,6%.
Valute
Sul mercato dei cambi si ripete il solito scenario, soprattutto sulle majors. Euro, sterlina, dollaro, dollaro australiano e neozelandese si muovono in correlazione diretta, in un contesto dollarocentrico ma a bassa volatilità.
L’EUR/USD oscilla tra 1,1510 e 1,1550, incapace di superare supporti o resistenze e confinato in un trading range ristretto. Analoga la situazione per la sterlina, con resistenza a 1,3140 e supporto a 1,3040, in attesa della presentazione del Budget da parte del cancelliere dello Scacchiere Reeves.
Il cambio USD/JPY si muove tra 156,20 e 157,20. Sulle valute oceaniche i movimenti sono minimi, in attesa della decisione della RBNZ di domani sul NZD/USD. Il consenso è per un ulteriore taglio dei tassi al 2,25%.
Indice Fed Dallas in calo
L’indice generale dell’attività economica della Fed di Dallas per il settore manifatturiero del Texas è sceso a -10,4 a novembre 2025, da -5 del mese precedente. Si tratta della quarta contrazione mensile consecutiva e della più forte da giugno.
Le prospettive delle aziende sono peggiorate, con l’indice in calo a -6,3, sebbene l’incertezza sia scesa a 15,7. L’indice dei nuovi ordini è salito a 4,8, mentre l’utilizzo della capacità produttiva è balzato a 19,4.
Le condizioni occupazionali sono rimaste sostanzialmente stabili, mentre le pressioni su prezzi e salari sono leggermente aumentate. Le aspettative a sei mesi restano positive, con una proiezione della produzione futura in crescita fino al 33,7% e un’attività commerciale generale futura all’11%.
Indice Ifo
L’indice Ifo sul clima imprenditoriale tedesco è sceso a 88,1 a novembre 2025, da 88,4 a ottobre, deludendo le attese di 88,5. Le aziende vedono scarse prospettive di una ripresa imminente.
Le aspettative si sono indebolite, mentre le valutazioni delle condizioni attuali sono leggermente migliorate. In tutti i settori il sentiment è peggiorato: i produttori sono più scettici sui mesi a venire e i commercianti, in particolare i rivenditori, sono delusi dal lento avvio della stagione natalizia.
La fiducia nel settore delle costruzioni è diminuita, con la debolezza della domanda che resta un fattore chiave. Al contrario, il sentiment nei servizi è migliorato, sostenuto da un forte aumento del turismo, sebbene trasporti e logistica abbiano registrato una battuta d’arresto.
Oro in rialzo
I prezzi dell’oro sono in ripresa dopo alcuni giorni di lateralità e movimenti poco significativi. Le quotazioni sono salite a circa 4.140 dollari l’oncia, consolidando i guadagni della sessione precedente.
Le aspettative di un taglio dei tassi statunitensi a dicembre si sono rafforzate grazie ai segnali accomodanti della Fed. Christopher Waller ha ribadito il suo sostegno a una riduzione, citando la persistente debolezza del mercato del lavoro. Venerdì anche John Williams, presidente della Fed di New York, aveva indicato che una riduzione a breve termine rimane possibile.
I mercati ora assegnano una probabilità del 77% a un taglio di 25 punti base a dicembre, in netto aumento rispetto al 40% circa di una settimana fa.
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buon inizio settimana,
gold rimane ancora molto in fase laterale e sto aspettando che mi vada a cercare i livelli esterni per poter puntare ad uno swing.Nonostante i minutes FED hawkish, i dati lavoro forti, e un dollaro resistente, l’oro ha tenuto bene.
I venditori non hanno mai avuto il pieno controllo. Questo mostra che ci sono ancora acquisti reali sui ribassi, anche se nessuno sta spingendo forte al rialzo.
⚠️Punti chiave⚠️
CME FedWatch indica 73,5% probabilità di taglio tassi a dicembre. Supporto importante per gold.
Il dollaro più debole e i rendimenti reali in calo favoriscono un movimento graduale verso l’alto.
Banche centrali continuano a comprare oro → supporto strutturale.
Psicologia mercato: più appetito per il rischio, ma scenario ancora positivo per oro se i rendimenti scendono.
Il dato NFP ritardato di giovedì ha mostrato 119.000 posti, contro attese 50.000.
Numeri forti che hanno dato più cautela alla FED.
Ecco perché l’oro non ha preso direzione chiara.
Questa settimana
tutti i dati concentrati martedi e mercoledì.
L’oro reagisce molto a:
lavoro debole e inflazione in calo → rialzo oro
consumi forti / lavoro forte → rischio ribasso
Non abbiamo vendite pesanti nonostante i dati hawkish → segnale bullish.
Però, essendo una mezza settimana, è possibile:
sell-off tecnico
chiusura posizioni
profit taking di fine mese
attendo chiari segnali
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long BORGOSESIA da 0,704 no stoplong BORGOSESIA da 0,704 no stop, messo cippino di 400pezzi perchè situazione strana notata spuntando una nius obbligazionaria, ampia sottovalutazione, ma due sussulti "voluminosi" e mezzo tra l'anno scorso e quest'anno su settimanale, non male, numeri non infami, rischio massimo anche di tutta la size, forse qualcuno sa qualcosa di proiezione di medio, copio messaggino dal loro sito:
"Borgosesia,
rigeneratori
di valore.
L’esperienza consolidata di una holding industriale al servizio di grandi e piccoli investitori"...
Se lo dite voi...;-)
Oltre l'analisi campodagolfosostenibilografica!
Non crederci uomo!!!
Mercati in rimbalzo ma fase distributiva vivaFase di distribuzione ancora viva
Venerdì le azioni statunitensi hanno registrato un netto rimbalzo, con il Dow Jones in rialzo dell’1,2%, l’S&P 500 dell’1,1% e il Nasdaq dello 0,8%. Il movimento è arrivato dopo che il presidente della Fed di New York, John Williams, ha suggerito che la politica monetaria potrebbe avere margini di manovra per tagliare i tassi, con le probabilità di una riduzione del costo del denaro salite al 70%.
I servizi di comunicazione hanno guidato i rialzi: Alphabet ha guadagnato il 3,3% grazie ai piani di investimento nei data center, mentre Meta si è rafforzata dello 0,9% e Intuit ha recuperato dopo i buoni risultati. Tuttavia, il settore tecnologico si è indebolito nel corso della sessione, con Nvidia in calo dell’1%, Microsoft dell’1,3%, Broadcom dell’1,9%, AMD dell’1,1% e Oracle del 5,7%.
Restano forti i dubbi sulle valutazioni elevate legate all’intelligenza artificiale.
Nonostante il rimbalzo di giornata, i principali indici hanno chiuso la settimana in perdita: l’S&P 500 ha ceduto il 2%, il Dow Jones l’1,9% e il Nasdaq il 3,2%. La fase distributiva appare dunque ancora viva.
Valute
Sul mercato dei cambi la situazione resta in range, soprattutto per euro e sterlina. Lo yen ha corretto di 150 pips, spingendo il cambio USD/JPY da 157,90 a 156,40, con un ribasso di circa l’1%.
Permane l’incertezza sui cross, anche se gli eccessi al ribasso di EUR/CHF e al rialzo di EUR/JPY ed EUR/NZD sembrano rientrare. I cambi vivono una fase interlocutoria, caratterizzata da correlazioni frammentate e prive di continuità.
La sensazione è che manchi un innesco, una notizia capace di imprimere una direzione chiara. In linea generale, il dollaro dovrebbe restare protagonista se l’amministrazione statunitense vuole evitare una dedollarizzazione, che rappresenterebbe un rischio importante. In passato era stata ribadita la necessità di deprezzare il biglietto verde per riequilibrare i conti esteri, ma ora questa strategia appare inopportuna di fronte al rischio di perdere lo status di valuta di riferimento globale.
Fiducia dei consumatori USA
L’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è salito a 51,0 a novembre, rispetto al 50,3 preliminare, dopo la fine dello shutdown federale. Nonostante il lieve aumento, il dato resta il secondo più basso mai registrato, appena sopra il minimo di giugno 2022, poiché i consumatori continuano a confrontarsi con prezzi elevati e redditi in calo.
L’indice delle condizioni economiche attuali è crollato del 12,8%, toccando il minimo storico di 51,1, riflettendo un calo di oltre il 10% nelle valutazioni delle finanze personali e delle condizioni di acquisto di beni durevoli. L’indice delle aspettative dei consumatori è invece salito dell’1,4%, attestandosi a 51,0.
Entro fine mese, il sentiment tra i consumatori con maggiori titoli azionari ha annullato i guadagni precedenti, scendendo di circa 2 punti rispetto a ottobre, probabilmente a causa dei recenti cali di mercato. Le aspettative di inflazione per l’anno successivo sono diminuite al 4,5% dal 4,6%, segnando il terzo calo consecutivo, ma restano ben sopra il 3,3% di gennaio. Al contrario, le aspettative di inflazione a lungo termine si sono attenuate al 3,4% dal 3,9%.
Petrolio
Venerdì i future sul greggio WTI sono scesi di oltre il 2%, a 57,5 dollari al barile, minimo dell’ultimo mese. Il calo è legato alle prospettive di pace nel conflitto tra Russia e Ucraina.
Il progetto, redatto da Stati Uniti e Russia, sarà discusso nei prossimi giorni, quando Zelensky incontrerà il presidente Donald Trump. Le proposte includerebbero concessioni territoriali da parte dell’Ucraina e la revoca delle sanzioni, aprendo la strada a maggiori esportazioni di petrolio russo. Tuttavia, la diplomazia resta scettica sulla possibilità di un accordo.
Nel frattempo, le sanzioni statunitensi contro Rosneft e Lukoil entrano in vigore oggi e potrebbero lasciare fino a 48 milioni di barili di greggio bloccati in mare. Le raffinerie indiane, storicamente dipendenti dalle forniture russe scontate, stanno ora cercando fonti alternative.
Nella settimana il WTI ha perso oltre il 4%. Dal punto di vista tecnico, i prezzi si avvicinano a supporti chiave in area 55,50–56,00.
Settimana entrante
Negli Stati Uniti la settimana sarà corta per la festività del Ringraziamento, giovedì 27 novembre. Le agenzie federali pubblicheranno i dati rimasti in sospeso durante lo shutdown, tra cui i prezzi alla produzione di settembre, le vendite al dettaglio e gli ordini di beni durevoli. Saranno diffusi anche i principali indicatori relativi al mercato immobiliare.
Nel Regno Unito il Cancelliere dello Scacchiere Reeves presenterà il Bilancio d’Autunno. In Germania, Francia e Italia usciranno i dati preliminari sull’inflazione di novembre e gli indicatori anticipatori sulla fiducia di imprese e consumatori.
Canada e India aggiorneranno i loro PIL, mentre la Reserve Bank of New Zealand deciderà il tasso di riferimento.
Saverio Berlinzani
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TRNR: Analisi Tecnica e 6 Target Iper-RialzistiAnalisi
TRNR mostra un solido pattern di accumulazione post-riorganizzazione. Il settore fitness tech è in ripresa e il lancio del nuovo CLMBR è un key catalyst. Volume in crescita conferma l'interesse.
Target
$5.73
$7.59
$13.06
$15.79
$17.70
$18.35
Trading
Long su supporto $3.50-$3.80. SL sotto $2.90. Take profit scalari.
Vedi il report completo al link di Substack riportato nell'immagine
#TRNR #Trading #FitnessTech #Stocks #Investing
GOLD: 3.761$ è il Confine tra Correzione e Quadriennale Inverso⚠️ Il Gold è a un punto cruciale: il livello 3.761$ può decidere se è solo un ritracciamento… o l’inizio di un ciclo inverso superiore.
In questo video analizziamo i segnali chiave da monitorare nei prossimi giorni.
Il famigerato 3.761,547$, lo 0.5 della grande imbalance sull’otto giorni.
Questo livello è una vera e propria calamita di prezzo… e nei prossimi giorni cambierà completamente la struttura ciclica dell’Oro.
📉 Scenario 1 – Discesa tecnica prima della ripartenza (setup rialzista)
La chiusura dell’imbalance sull’8 giorni sarebbe coerente con la ciclicità indice:
✔️ colmare lo 0.5 → genera un T+2 ribassista → condizione perfetta per aprire un nuovo T+5 indice.
👉 Se il prezzo tiene il 3.761 e rimbalza: probabile ripartenza del ciclo superiore.
⚠️ Scenario 2 – Rottura dello 0.5 + retest + rejection (scenario grave)
Se l’Oro scende sotto 3.761, poi ritesta quel livello e viene respinto in modo netto:
→ attivazione dell’FVG inverso
→ target naturale sotto i 3.500$
→ e soprattutto: conferma che nel massimo del 20 ottobre 2025 è partito un quadriennale inverso.
📌 Questo scenario invaliderebbe completamente l’ipotesi che nel 22 aprile fosse nato minimo un annuale inverso.
📊 Short term (42 minuti)
A 4.123$ passa l’Eclipse T+2:
• siamo in ritardo sulle sequenze inverse
• è possibile che early-week (lun–mer) il prezzo faccia una spinta sopra il massimo del 13 novembre per prendere liquidità
• e da lì parta l’inverso che guiderà la discesa verso i livelli critici.
⏳ In sintesi:
Il Gold è in una fase di decisione storica.
Il livello 3.761$ è il confine tra una semplice correzione ciclica… e l’inizio di un ciclo inverso superiore.
Ricordati di guardare la mia BIO.
📅 Data di pubblicazione: 23/11/2025
⚠️ Contenuti a solo scopo informativo/educativo. Non sono consulenza finanziaria né sollecitazione all’acquisto o alla vendita. Performance passate non garantiscono risultati futuri. Rischio di perdita totale del capitale.
Market SymphonyMarket Simphony in chiave di Dollaro.
È la lettura di tutto il resto.
L’80% del commercio globale è regolato in dollari.
Se il dollaro sale, tutto ciò che è prezzato in dollari diventa più caro per chi non usa il dollaro e questo raffredda domanda, importazioni, produzione e investimenti.
Quando il DXY si impenna:
- l’Europa rallenta
- i mercati emergenti soffocano
- le merci diventano più care
- i flussi si spostano verso USA
Il dollaro è un misuratore del risk-off
Se gli investitori hanno paura, dove scappano? Sul dollaro.
È la valuta rifugio per eccellenza, più dell’oro.
Quindi:
DXY in salita = mercato che si copre
DXY in discesa = mercato che rischia
Tutto il risk-on mondiale vive e muore sulla direzione del dollaro. È un misuratore del risk-off.
Il dollaro è l’antagonista naturale di stock, commodities e bond
Non perché è cattivo, ma perché funziona così:
- Se DXY sale, le aziende USA fanno meno margine all’estero.
- Se DXY sale, petrolio e metalli tendono a scendere (sono quotati in USD).
- Se DXY sale, i bond globali devono offrire più rendimento per competere.
Il dollaro forte è come mettere un freno a mano sull’economia globale.
Il dollaro controlla i flussi di capitale.
I grandi fondi, quando il dollaro parte, non si mettono a filosofeggiare:
trasferiscono capitali negli USA perché vogliono proteggere il valore del portafoglio.
Dollaro forte =
- flussi in entrata su treasury
- flussi in entrata su mega-cap USA
- fuga di capitali dagli emergenti
- stress su commodity e carry trade
Il DXY anticipa tutto
L'indice del dollaro è lo strumento più veloce del mercato. Prima si muove lui, poi reagiscono:
- equity
- materie prime
- bond
- volatilità
Petrolio (CL)
È il termometro dell'economia globale. La produzione di beni è fortemente energivora. Una discesa del prezzo indica minore domanda = minore produzione = calo del fatturato. L'equity ne risente. Il petrolio anticipa gli indice azionari, anche quando questi salgono in divergenza grazie alla tenuta dei settori difensivi (Servizi, Lusso, ecc.)
Metalli (DBB)
ETF basato sui futures di rame, zinco e nichel.
Le prospettive di medio-lungo termine della produzione si riflettono sulla domanda di questi metalli, che ne sono il cuore. Se i grandi produttori di beni sono ottimisti, la domanda cresce; se sono pessimisti, la domanda ristagna o cala.
! Non è l’inflazione a far salire i prezzi dei metalli, sono i metalli che la generano quando la domanda aumenta (vedi 2020/2021).
Equity
Ovviamente qui dominano S&P 500 e Nasdaq. Dove vanno loro, prima o poi anche gli altri si adeguano. Tuttavia, non si tratta solo di investimento: si cerca di anticipare le svolte dell’economia reale o reagire, più o meno rapidamente, agli altri driver. C’è molta speculazione pura e semplice che influenza i prezzi. Prima o poi, però, anche l’equity dovrà adeguarsi agli altri indicatori.
Rendimenti obbligazionari (TNX)
Il TNX misura il rendimento del Treasury USA a 10 anni, uno dei pilastri del sistema finanziario globale. Il suo andamento è influenzato da inflazione, aspettative sulla FED e condizioni macro.
Spesso si muove in sintonia con il dollaro perché rendimenti più alti attirano capitali verso i Treasury, sostenendo il DXY.
Non è però una correlazione meccanica: nei periodi di stress può capitare che il dollaro salga mentre i rendimenti scendono per effetto dei flussi di fuga verso i bond.
Volatilità
È il Gran Finale della sinfonia. Il VIX misura la volatilità a 30 giorni basandosi sulle opzioni At The Money (sul prezzo attuale). In pratica, indica la paura in tempo reale su un orizzonte di circa un mese.
Lo SKEW calcola la volatilità sulle opzioni out Of The Money (prezzi futuri), usate soprattutto dallo smart money per copertura contro rischi imprevedibili. Se sale, non solo segnala timori di eventi negativi, ma indica anche che ci sono titoli da coprire. Se scende, significa che c’è poco da coprire: le mani forti hanno già ridotto le posizioni.
La divergenza con l’S&P 500 anticipa la discesa dell’equity (vedi il periodo pre-Covid). In un mercato sereno, dovrebbe muoversi in sintonia con l’S&P 500 (rumore a parte).
E veniamo finalmente all'analisi intermarket.
Ho considerato le probabilità assegnando ad ognuno dei quattro principali driver un punto sulla base dell'analisi: +1 se probabile rialzo / 0 se neutro / -1 se probabile discesa. Il tutto su un orizzonte di 3-4 mesi.
DXY:
Graficamente è intenzionato a proseguire il recupero dopo il minimo di luglio, Ciclicamente dovrebbe salire a chiudere il ciclo inverso annuale in circa 12-14 settimane, un trimestre per l'appunto. Punteggio: +1
Petrolio:
In netto calo da circa 2 anni, la sequenza ribassista è inequivocabile; i tempi per trovare il minimo di chiusura ciclica sono simili al DXY (Correlazione congrua) Punteggio:-1
DBB
È il barometro anticipatore del manifatturiero. Graficamente indica una domanda stagnante con probabile discesa a livelli più bassi. Punteggio: 0
SPX
Struttura ciclica in raffreddamento e probabile chiusura del ciclo annuale inverso (la partenza di un nuovo ciclo inverso quindi procura la discesa) Al momento la correlazione con il DXY è consona. Punteggio: -1
Il punteggio finale è quindi -1 leggibile come una discesa controllata dell'equity, anche se parecchio dipenderà dalla volatilità, ora in aumento, che potrebbe imprimere maggior velocità alla discesa.
N.B
Le correlazioni intermarket, per quanto diffuse e utili, non sono leggi fisiche. Sono relazioni probabilistiche osservate sul comportamento storico dei mercati, non formule matematiche certe. Usarle è razionale e perfettamente sensato, a patto di ricordare che funzionano in media, non sempre.
Per questo motivo un’analisi basata sulle probabilità diventa realmente efficace solo se accompagnata da un risk-management coerente.
La presente è la mia visione e non rappresenta un incentivo ad operare, investire o disimvestire.
Analisi Zinco (LME)Trend primario rialzista per lo Zinco LME:ZS3M . L’attuale movimento al ribasso cominciato il 4 novembre (ad oggi -4%) si inquadra ancora come semplice reazione secondaria , in linea con i ritracciamenti precedenti. Tuttavia la rottura della trend line partita ad aprile offre una prima indicazione di debolezza, a cui si aggiunge la possibilità che il momentum ribassista acceleri ulteriormente.
Il primo supporto si trova a 2.965 ; qualora questo venisse rotto con decisione il successivo supporto si situerebbe sulla trend line più bassa, che attualmente passa a 2.870.
Bitcoin: Rischio FVG Inverso e Target 74.000 $? Bitcoin ha perso i 90.000 $: ora il rischio di FVG inverso è reale.
Il Metodo Ciclico 3.0 rivela se il mercato sta puntando allo swing del T+7 inverso.
Bitcoin ha rotto il supporto dei 90.000 $, aprendo uno scenario pericoloso: ora il rischio più concreto è il re-test fallito che trasformerebbe l’FVG in un FVG inverso, proiettando il prezzo verso lo swing del T+7 inverso intorno ai 74.400 – 75.000 $.
In questa analisi vediamo:
📉 1. Rottura dei 90.000 $
Era lo 0.5 dell’FVG: ora quel livello rischia di diventare resistenza se ritestato.
📉 2. Obiettivo in caso di prosecuzione ribassista
Lo swing del T+7 inverso passa a 74.400 $ (confluente con un’importante FDG).
Prima di quel livello: nessun supporto rilevante.
📈 3. Lato indice: situazione delicatissima
– Nel minimo del 21 novembre: probabile partenza di un nuovo T-1 (che potrebbe anche essere un T+2 corto, ma al momento NON ci sono conferme).
– Dubbi anche sul massimo del 20 novembre come partenza di un nuovo settimanale inverso: ci sono sia i criteri di apertura che quelli di chiusura.
⚠️ 4. Setup da monitorare nei prossimi giorni
– Massimo 85.600 $ → è qui che si è formato un nuovo T-3i.
👉 Se vincoliamo al ribasso → conferma chiusura settimanale inversa → re-test a 90.000 $.
– Se NON regge l’ultimo minimo (già oltre 24 barre) → rischio vincolo al ribasso → prosecuzione diretta verso target 74–75k.
👉 Ricordati di leggere la mia BIO
#Bitcoin #BTC #Crypto #Ciclica #metodociclico3_0 #Analisi #tradingview
📅 Data di pubblicazione: 22/11/2025
⚠️ Contenuti a solo scopo informativo/educativo. Non sono consulenza finanziaria né sollecitazione all’acquisto o alla vendita. Performance passate non garantiscono risultati futuri. Rischio di perdita totale del capitale.
ETHEREUM È A RISCHIO?Ethereum è sceso fin sotto i 2.800$ e ora rischia di attivare un ciclo annuale o addirittura un quadriennale inverso. Ecco cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni secondo il Metodo Ciclico 3.0.
Ethereum continua ad aggiornare minimi da agosto 2025 e il quadro ciclico si sta facendo sempre più delicato.
Con il Metodo Ciclico 3.0 analizziamo perché questa discesa non è un semplice ritracciamento, ma potrebbe nascondere la partenza di un ciclo annuale inverso, o peggio ancora, di un quadriennale inverso.
📉 Cosa abbiamo individuato:
Il livello Eclipse del T+3/T+4 a 4.029$ è stato perso: primo campanello d’allarme già segnalato mesi fa.
Ethereum oggi quota 2.756$, ma ha ancora uno swing critico da prendere:
👉 T+5 inverso → minimo a 2.113$
Sul timeframe corretto è presente un pattern Genesis proprio sul massimo del 24 agosto → forte probabilità che siamo sotto un annuale inverso.
Bitcoin ha già preso lo swing di un biennale inverso → Ethereum potrebbe “allinearsi” andando verso lo swing del T+5 inverso.
Problema maggiore:
👉 A 2.496$ passa il livello Eclipse del T+7.
Se Ethereum rompe e consolida sotto anche questo… rischio concreto di ciclo quadriennale indice in chiusura.
⏳ Situazione lato indice:
Siamo a 228 barre su 232 di un T+4 → massima estensione.
C’è un “teorico” miracolo possibile: partire con un nuovo semestrale…
…ma il minimo del 10 ottobre sembra già un T+3 vincolato al ribasso → scenario molto più debole.
⚠️ Questa è una fase storica: ciò che farà Ethereum ora determinerà l'intero 2026.
Non dimenticare di leggere la BIO...
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📅 Data di pubblicazione: 22/11/2025
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Perché guardare i grafici ogni 5min ti rovina sonno e salute...Buona serata a tutti,
Il primo dei tre video di questa sera lo voglio dedicare a un tema che mi è particolarmente a cuore e che probabilmente toccherà molti di voi, come ha toccato anche me ormai diversi anni fa: parliamo di ansia, di sonno che manca, di giornate cariche di stress. Parliamo di quella stramaledetta over-esposizione ai grafici che il più delle volte può portare a un disequilibrio nella nostra vita che è poi difficile scrollarsi di dosso.
In questo video c'è anche parte della mia storia passata, e del perché io abbia deciso di lasciare stare i timeframe bassi, quelle candele a 5, 15, 30min che nient'altro non fanno - per noi investitori - che tanto rumore.
Auguro a tutti un buon ascolto, con la speranza che il contenuto possa essere utile a tanti all'interno della Community.
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