Il “bottom” sull’obbligazionario è stato tra i temi più trattati degli ultimi mesi dal momento in cui esso, come insegna la storia, è un indicatore anticipatore (leading indicator) del bottom sul mercato azionario (si, proprio quello che permette di fare i “”soldoni””).
Parliamo di Stati Uniti ed Europa: il famoso “minimo” è stato raggiunto? Osserviamo la figura successiva:
L’immagine mostra due ETF obbligazionari: • TLT, USA, replica il movimento di titoli di stato governativi europei con scadenze superiori a 20 anni; duration pari a 17.48 anni • IBGL, Europa, può essere considerato l’omonimo europeo di TLT; nel suo paniere contiene obbligazioni con scadenza compresa tra 15 e 30 anni di Germania, Francia, Italia, Spagna e Olanda; duration pari a 16.07 anni
È possibile osservare come il bottom sull’obbligazionario USA sembra sia stato raggiunto il 24 ottobre, mentre in Europa è stato appena aggiornato due sedute fa, il 2 marzo; perché? Qual è la differenza tra la differenza tra la prima e la terza economia mondiale? Le aspettative di inflazione del mercato! Come possono essere esplicitate a livello grafico le stesse statunitensi ed europee? Attraverso due indici di forza: • USA
L’indice di forza “TIP/IEF” è costruito attraverso un etf indicizzato all’inflazione (TIP, il dividendo) e uno non indicizzato a simile duration (IEF, il divisore); entrambi gli ETF contengono nel loro paniere obbligazioni del tesoro. • Un indice di forza in territorio rialzista indica un aumento delle aspettative di inflazione; al contrario, un decremento delle stesse Esso, come mostra l’immagine, è un ottimo leading indicator per il tasso di inflazione USA a/a, infatti: • I minimi 1 e 5 dell’indice di forza hanno anticipato quelli 2 e 6 del tasso di inflazione • I massimi 3 e 7 quelli 4 e 8
• EUROPA E’ possibile applicare lo stesso processo per l’Europa con un indice di forza omonimo, quello “IBCI/SEGA”:
• Se l’ETF indicizzato all’inflazione (IBCI, il dividendo) sovraperforma quello non indicizzato (SEGA, il divisore) il mercato si aspetterà un aumento dell’inflazione; al contrario, con SEGA a sovraperformare IBCI (con l’indice di forza in territorio ribassista), lo stesso prezzerà un inflazione in diminuzione (ergo: disinflazione) Anche in questo caso interessante osservare la funzione “leading” dell’indice di sentiment sul tasso di inflazione europeo a/a.
Ora: qual è la differenza che si sta palesando tra i due indici di forza? Osserviamo l’immagine successiva:
Le aspettative di inflazione statunitensi hanno raggiunto un top il 21 aprile 2022 (un mese dopo l’inizio dell’aumento dei tassi di interesse da parte della FED), mentre quelle europee nelle ultime settimane, dopo aver formato un triangolo ascendente, continuano ad aggiornare i massimi. Che importanza ricoprono queste informazioni? Sappiamo come ogni asset class presenta i suoi rischi; ebbene:
• Due dei diversi che presentano le obbligazioni sono il rischio “inflazione” e il rischio “tassi di interesse”; il primo erode il valore cedolare dei bond (o, se preferite, il valore nominale delle cedole stesse), mentre il secondo tende a svalutarle (chiaramente nel caso in cui i tassi vengano innalzati); entrambi i rischi sono legati tra loro: all’aumentare dell’inflazione, aumenterà la probabilità di una politica monetaria più aggressiva di quella prevista; ergo: prezzi delle obbligazioni al ribasso Per gli amanti del calcio, è come se fosse un “uno contro due”, con la palla in controllo del player “inflazione”:
Ebbene, fintanto che i “reds” non si ridimensioneranno, il difensore “black” avrà ben poco da fare; è come se il difensore, in questo caso particolare, esclamasse le stesse parole di Giorgio Chiellini nel 2016: “Con Messi bisogna farsi il segno della croce”
CONCLUSIONI Perché, al momento, l’obbligazionario USA sembra (e dico sembra perché nei mercati finanziari non si hanno certezze) aver raggiunto il bottom mentre quello europeo no? Perché in USA le aspettative del processo di disinflazione, che hanno avuto inizio ad aprile 2022, sono ben più forti rispetto a quelle che si hanno sull’Europa, che si ritrova, al contrario, sui massimi. Questi due contrasti trovano il loro perché nelle azioni della FED e della BCE, in particolare: • Tassi di interesse FED: 4.75% • Tassi di interesse BCE: 3% Ricordate: • Quanto più sarà aggressiva una politica monetaria, tanto più sarà plausibile un processo di disinflazione • Quanto meno sarà aggressiva la stessa, tanto meno plausibile sarà un processo di disinflazione Buona giornata
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