[CALCOLA IL POTENZIALE PROFITTO IN BASE ALL'RR] + Esempi praticiIn base all'R/R (Rapporto Rischio/Rendimento) e alla percentuale di rischio con la quale vuoi entrata in quella specifica operazione, il calcolo da fare è semplicissimo:
Esempio con un conto da 10k (ma va benissimo con qualsiasi tipo di conto) ↓
Rischio: 0,45% = 45€
Rischio: 0.50% = 50€
Rischio: 1% = 100€ (In questo caso è molto semplice, basta fare x1)
E così via..
Esempio 1 : (RR 1:4,65)
Calcolo : 465 x 0,45 = ~209,25€ Profitto
Esempio 2 : (RR 1:3,17)
Calcolo : 317 x 0,5 = ~158,5€ Profitto
Esempio 3 : (RR 1:7,57)
Calcolo : 757 x 1 = 757€ Profitto
✎ Il calcolo è valido sia per operazioni short che operazioni long
Oltre l'analisi tecnica
Adaptation to Larry Williams' volatility breakout conceptsDescription
This trading idea presents a mechanical momentum breakout setup tailored for the FTSE MIB index (Italy 40 cash or futures), inspired by classic volatility breakout concepts popularized by Larry Williams. It uses the previous daily range to define dynamic entry thresholds around the prior close, with a "cap" to avoid entering during extreme volatility spikes. Additional filters from Williams' own tools (like %R for momentum) and volume confirmation help reduce false signals in ranging or low-conviction markets.The core philosophy: Markets often continue directional moves after a volatility expansion, but only when supported by strong momentum and increasing participation (volume). This variation adds asymmetry and filters for higher-quality trades, making it suitable for intraday or short-swing trading on lower timeframes (e.g., 15-min to 2-hours charts).
Key Calculations (Based on Daily Data)
Previous Daily Range: High_prev - Low_prev
Upper Threshold: Close_prev + 1 × Range (signals potential bullish expansion)
Upper Limit (Cap): Close_prev + K × Range (default K = 1.8; acts as a filter to skip overextended moves)
Lower Threshold: Close_prev - 1 × Range
Lower Limit (Cap): Close_prev - K × Range
These levels are projected onto the current day's intraday chart.
Entry Rules
Long Entry: Price closes above the Upper Threshold but below the Upper Limit. This captures moderate breakouts while avoiding entries in wildly overextended conditions.
Additional Filters:Williams %R (14-period on daily): > -20 (indicating strong bullish momentum, not overbought exhaustion)
Volume Confirmation: Rate of Change (ROC) on volume positive (e.g., increasing market participation compared to levels of 10 days ago).
Short Entry: Price closes below the Lower Threshold but above the Lower Limit.
Filters:Williams %R < -80 (strong bearish momentum)
Same volume ROC filter
Trades are typically taken intraday after the daily data is available (post previous close). Only one position per direction per day to avoid overtrading.
Risk Management & ExitsStop Loss:
- Longs: Below the previous daily low
- Shorts: Above the previous daily high
This uses the prior extreme as a natural invalidation point.
Take Profit: Fixed R-multiple target (e.g., 2.2R), where Risk = distance from entry to stop.
Alternative: Volatility-based (e.g., multiple of ATR for dynamic scaling).
Position Sizing: Risk a fixed % of capital per trade (e.g., 1%), often scaled with ATR for volatility adjustment.
Why This Works on Stocks?
Stocks can be volatile due to political/economic news, making range expansion signals potent in trending phases.
Filters help sidestep choppy sessions or low-volume periods.
Best in directional markets; avoid during major holidays or low-volatility summers.
Advantages
Simple, rule-based, and mechanical.
High reward-to-risk potential with filtered entries.
Combines classic volatility concepts with momentum/volume for edge.
Risks & Notes
Performs poorly in ranging markets (whipsaws).
Backtest on historical data and test in demo.
No holy grail – always use proper risk management. This is educational; not financial advice.
Feel free to adapt parameters (K, %R thresholds, R-ratio) based on your backtesting.
Share your results or variations in the comments!
DJT | Massimi storici, nodo sistemicoIl Dow Jones Transportation è tornato sui massimi assoluti e questa area non è soltanto una resistenza tecnica: è un barometro della congiuntura industriale americana 🏭. I trasporti rappresentano l’ossatura operativa dell’economia reale; quando si espandono, significa che merci, beni intermedi e prodotti finiti circolano con continuità, riflettendo domanda, produzione e consumo.
Scenario 1 🚀
Una rottura strutturale sopra l’area attuale indicherebbe un miglioramento concreto delle catene logistiche. In passato movimenti simili hanno anticipato una fase di rafforzamento del DJI, sostenuta dalla “Dow Theory”: trasporti in trend rialzista che convalidano il momentum dell’indice industriale. Sarebbe un segnale che l’economia non solo tiene, ma accelera.
Scenario 2 ⚠️
Un fallimento netto sui massimi, seguito da inversione aggressiva, assumerebbe un significato opposto: pressione sui costi logistici, saturazione della domanda e rischio shock industriale. In configurazioni simili il DJT ha anticipato rallentamenti manifatturieri e stress sulle catene di approvvigionamento, con il DJI che ha poi riflesso il deterioramento in ritardo.
Conclusione 🎯
Il mercato si trova in un punto di verifica: conferma della resilienza ciclica o primo segnale di esaurimento. Finché il DJT resta su questi livelli, il rischio-reward macro resta delicato. L’esito di quest’area determinerà se l’industrial-cycle americano continuerà a espandersi oppure se stiamo osservando l’ultima spinta prima della curva discendente.
💬 Lascia un commento con la tua opinione e un 👍 se condividi l’analisi! Voglio sapere cosa pensi di questo momento chiave del DJT
Merry Christmas to all, gold Traders🌞 BUON GIORNO A TUTTI E BUON NATALE E FELICE FINE ANNO🌞
Noi riprenderemo con le analisi giornalieri da gli inizi di gennaio.
non perdetevi nulla!
faremo un anno intero piendo di idee e di live tutti i giorni.
non dimenticatevi di lasciare un like e un piccolo commento <3 grazie a tutti
Porta disciplina nel trading e il resto arriva.
La pazienza paga più dell’ego.
🔔 Attivate le notifiche per non
perdervi nulla!
📬 Per qualsiasi dubbio o domanda, scrivetemi: sarò felice di rispondervi.
vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
Ratio XAUUSD/XAGUSD🟡 XAUUSD/XAGUSD
Il ratio come bussola macro tra ciclo, rischio e preservazione del capitale
📊 Struttura del Ratio – Timeframe Settimanale
Il ratio Oro / Argento si muove da anni all’interno di un ampio range strutturale di lungo periodo, che riflette l’alternanza tra fasi difensive (oro dominante) e fasi cicliche/risk-on (argento dominante).
🔸 Area alta del range → stress macro, avversione al rischio
🔸 Area centrale → transizione di regime
🔸 Area bassa → espansione ciclica e crescita reale
Il recente movimento mostra rientro verso la parte medio-alta del range, segnale coerente con una perdita di momentum ciclico.
🪙 Argento forte? Sì, ma con un punto di domanda ❓
Negli ultimi trimestri l’argento ha mostrato forza relativa, ma il ratio evidenzia alcune criticità di fondo:
⚠️ La forza dell’argento è altamente dipendente dal ciclo industriale
⚠️ In contesti di rallentamento macro, tende a sottoperformare
⚠️ Il ratio segnala che il mercato non sta confermando pienamente uno scenario risk-on
👉 Più che una conferma di crescita, questa fase appare come un’anticipazione fragile.
🟡 Oro: asset monetario, non ciclico
Dal punto di vista macro, il ratio continua a supportare una lettura favorevole all’oro:
🏦 Politica monetaria vincolata da debito e instabilità finanziaria
🌍 Rischi geopolitici e frammentazione monetaria
🛡️ Domanda strutturale di riserva e funzione di hedging sistemico
📉 Minore esposizione al ciclo produttivo rispetto all’argento
➡️ Quando il ratio smette di scendere, l’oro smette di essere ignorato.
🌍 Lettura macro del regime attuale
📌 Non siamo in una fase di piena espansione ciclica
📌 Il mercato sta riducendo il rischio, non aumentandolo
📌 Il ratio segnala transizione, non euforia
In questi contesti storicamente:
🔸l’argento perde trazione
🔸l’oro recupera centralità
🔎 Conclusione
📊 Il ratio XAUUSD / XAGUSD resta uno degli strumenti più puliti per leggere il regime macro reale, al di là del rumore di breve.
🟡 Meno growth, più protezione
🟡 Meno narrativa, più struttura
💬 Se questa lettura ti è utile, seguimi per altre analisi macro e intermarket, lascia un like 👍 e condividi il tuo punto di vista nei commenti.
Questa è un’idea di contesto macro e intermarket, non un trade operativo.
[Nuovo anno, nuovo grafico 2026] + Ringraziamenti Trading View
Ciao Trader, per molto tempo ho utilizzato un’impostazione grafica ben precisa su TradingView, con colori e layout ormai consolidati nelle mie analisi. Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, però, grazie a una condivisione trovata su Telegram, ho scoperto una nuova configurazione grafica che ha subito catturato la mia attenzione.
Sono ormai 2–3 mesi che utilizzo questo nuovo stile e posso dire con convinzione che mi sto trovando molto meglio: Addirittura la mia operatività è pure migliorata, la lettura del grafico è più fluida, visivamente più pulita e, soprattutto, più in linea con il mio modo attuale di analizzare il mercato.
Nuovo anno, nuovo grafico!
A volte cambiare prospettiva anche solo attraverso i colori aiuta a migliorare concentrazione, chiarezza e approccio operativo. Continuerò quindi a utilizzare questa configurazione, che reputo più efficace e funzionale per le mie analisi future.
Come sempre, TradingView si conferma uno strumento estremamente flessibile, capace di adattarsi perfettamente alle esigenze personali di ogni trader.
Manderò in privato a tutti quelli che lasceranno un boost, i colori rgb del mio nuovissimo grafico. Dalle candele al colore del grafico in sè (sfondo). Quindi se anche a te piace, fammelo capire con un boost e ci vedremo nella chat !
Con la chiusura di quest’anno desidero esprimere un sentito ringraziamento a tutto il team di TradingView per l’eccellenza, la professionalità e la costante dedizione che dimostrate ogni giorno. Il vostro impegno nel migliorare e perfezionare continuamente la piattaforma è evidente in ogni dettaglio: dall’innovazione tecnologica, alla cura dell’esperienza utente, fino all’attenzione verso una community globale sempre più ampia ed esigente.
TradingView non è solo uno strumento di lavoro, ma un vero e proprio punto di riferimento per chi opera nei mercati finanziari. La qualità dell’organizzazione, l’affidabilità dei servizi e la chiarezza delle soluzioni offerte vi rendono, senza esitazione, la piattaforma numero uno al mondo nel vostro settore.
In un panorama in continua evoluzione, riuscite a distinguervi per visione, competenza e capacità di anticipare le esigenze degli utenti, mantenendo standard di eccellenza altissimi. È grazie a questa filosofia che TradingView continua a ispirare fiducia, crescita e professionalità.
Concludo l’anno con gratitudine e grande stima, certo che il futuro riserverà traguardi ancora più importanti. Grazie per il valore che create, per la passione che mettete in ogni progetto e per essere, ogni giorno, un modello di qualità e innovazione.
Buon fine anno e auguri per un nuovo anno ricco di successi.
Grazie ancora, questo è solo l'inizio !
it.tradingview.com
AN030: Attentato a Sydney, Cile e valute rifugio
Questa settimana i mercati valutari sono stati influenzati da una combinazione di eventi geopolitici e politici globali che hanno generato volatilità nei principali cross del Forex. Approfondiamo le principali news e il relativo impatto sui movimenti di mercato.
Strage a Sydney – Shock geopolico e sentiment avverso per gli asset rischiosi
Nelle ultime ore un grave attacco di massa ha colpito Bondi Beach, Sydney, causando numerose vittime e suscitando shock nei mercati globali. La polizia ha indicato che l’atto è stato ispirato da gruppi estremisti, con conseguenti promesse politiche di inasprire le normative sulla sicurezza interna.
AP News
Impatto sui mercati e sul Forex:
Risk-off dominante: gli investitori tendono a ridurre l’esposizione a asset più rischiosi; flussi verso USD, JPY e CHF come rifugi sicuri potrebbero rafforzarsi.
Dollaro USA: aumento della domanda per il dollaro come valuta rifugio, soprattutto contro valute ad alto rendimento.
AUD – Nuova Zelanda: la volatilità sul mercato australiano e la percezione di rischio regionale possono indebolire AUD e NZD nel breve termine.
Il sentiment globale resta nervoso, e gli eventi di questo tipo – soprattutto quando colpiscono economie avanzate – possono amplificare i movimenti tipici da “flight to safety”.
Elezione presidenziale in Cile – Vittoria conservatrice e reazione del mercato
Il Cile ha eletto José Antonio Kast come nuovo Presidente con circa il 58% dei voti, annientando la sfidante di sinistra Jeannette Jara. Questo risultato segna la svolta più a destra nella politica cilena dal ritorno alla democrazia.
Cosa è cambiato nel mercato:
Peso cileno (CLP): ha registrato un’immediata forza nei confronti del dollaro USA, suggerendo che gli investitori vedono nella vittoria di Kast un potenziale beneficio economico e maggiore stabilità macro.
Yahoo Finanza
Valute emergenti latinoamericane: effetto contagio positivo su valute come il MXN e il BRL, dato il tono pro-mercato e orientato alla sicurezza giuridica degli investitori.
Commodity-linked FX: il Cile è uno dei maggiori esportatori di rame e litio; la politica più favorevole agli investimenti privati potrebbe supportare prezzi delle materie prime e, indirettamente, le valute dei paesi produttori.
Gli investitori percepiscono la vittoria di Kast come un segnale di potenziale riformismo economico e maggiore alleanza con Stati Uniti/mercati occidentali, riducendo il rischio politico percepito nella regione e sostenendo i flussi di capitale verso asset cileni e regionali.
Temi globali di rischio e reazioni incrociate nei mercati
Oltre agli eventi specifici:
Tensioni geopolitiche persistono in altre regioni (medio oriente, Ucraina/Russia) che continuano a influenzare i corsi valutari con movimenti di “risk-aversion”.
Dati macro in arrivo dagli USA e dall’Europa questa settimana saranno cruciali per confermare il recente rafforzamento del USD e per influenzare aspettative sui tassi.
Driver tecnici di breve termine:
Indicatore di volatilità (VIX) in leggero rialzo riflette maggiore incertezza.
Flussi su valute rifugio (USD/JPY, USD/CHF) mostrano breakout intraday nei momenti di stress geopolitico.
Correlazione tra prezzi del rame e valute emergenti rafforza la narrativa di carry trade positivo su MXN, CLP.
Perché I Trader Perdono Più Soldi Il Lunedì MattinaPerché I Trader Perdono Più Soldi Il Lunedì Mattina
Un trader apre una posizione alle 9:35 di lunedì. Un'ora dopo, chiude con stop loss. Stesso trader, stessa strategia, ma mercoledì pomeriggio. Risultato opposto.
Coincidenza? No.
Il mercato non cambia solo nel prezzo. Cambia nell'umore, velocità e aggressività dei partecipanti. E questo dipende dal tempo.
Lunedì Mattina: Quando Le Emozioni Comandano
Il fine settimana è finito. I trader hanno accumulato notizie, opinioni, paure. La prima ora di trading assomiglia a una folla durante i saldi. Tutti vogliono entrare per primi.
Il problema è che le decisioni vengono prese sulle emozioni, non sull'analisi. La volatilità esplode. Gli spread si allargano. Le false rotture accadono più spesso.
Le ricerche mostrano: il lunedì porta ai trader la più alta proporzione di operazioni in perdita della settimana. La psicologia gioca contro di te dall'inizio.
Sessione Asiatica Contro Americana
Alle 3 del mattino ora di Mosca, Tokyo apre. I movimenti sono fluidi, prevedibili. I range sono stretti.
Poi si unisce Londra. La velocità aumenta. I volumi triplicano.
New York aggiunge caos. Dalle 16:30 alle 18:00 MSK, il mercato diventa un campo di battaglia. Le notizie dagli USA si sovrappongono alle chiusure di posizioni europee.
Diverse sessioni richiedono diversa psicologia. L'Asia ama la pazienza. L'Europa richiede velocità. L'America mette alla prova i nervi.
Venerdì Pomeriggio: Trappola Per Gli Avidi
Al venerdì, i trader sono stanchi. Più decisioni prese che in tutta la settimana. Le riserve di forza di volontà sono esaurite.
Dopo pranzo, molti vogliono solo chiudere la settimana. Inizia la chiusura massiva di posizioni. I trend si rompono. I pattern smettono di funzionare.
Ma la cosa più pericolosa: il desiderio di "recuperare per la settimana". Un trader vede l'ultima possibilità di correggere i risultati. Entra in operazioni rischiose. Aumenta la dimensione del lotto.
Le statistiche dei broker confermano: il venerdì dopo le 15:00 MSK raccoglie più stop loss di qualsiasi altro momento.
Ore Fantasma
Ci sono periodi in cui il mercato tecnicamente funziona, ma è meglio non fare trading.
Dalle 22:00 alle 2:00 MSK, l'America ha chiuso, l'Asia dorme ancora. La liquidità scende. Un ordine grande può muovere il prezzo di 20 pip.
L'ora di pranzo europea (13:00-14:00 MSK) è anche insidiosa. I volumi si congelano. Il prezzo segna il passo. Poi improvvisamente schizza in qualsiasi direzione senza motivo.
Fare trading in queste ore assomiglia a pescare in uno stagno vuoto. Puoi stare seduto a lungo e non pescare nulla.
Come Il Tempo Influenza Il Tuo Pensiero
La fatica si accumula. Al mattino analizzi ogni operazione. Alla sera clicchi semplicemente sul grafico.
I bioritmi dettano la concentrazione. Il picco di prestazioni per la maggior parte delle persone cade tra le 10:00 e le 12:00. Dopo pranzo arriva un calo. Alle 17:00, la capacità di valutare i rischi scende del 30%.
Aggiungi caffeina, privazione del sonno, problemi personali. Il tuo stato cambia la percezione della stessa situazione sul grafico.
Mercoledì: Il Punto Medio Dorato
Le statistiche dicono: il mercoledì dà i risultati più stabili.
Le emozioni del lunedì sono passate. La fatica del venerdì non è ancora arrivata. Il mercato funziona in modalità normale senza sorprese.
La maggior parte dei trader professionisti concentra l'attività proprio a metà settimana. Meno rumore, più pattern.
Trova Il Tuo Momento
Non esiste una ricetta universale. Alcuni fanno trading eccellentemente nella sessione asiatica. Altri catturano la volatilità di New York.
Tieni un diario non solo sulle operazioni, ma sul tempo. Segna quando prendi le decisioni migliori. Quando fai errori impulsivi.
Dopo un mese vedrai un pattern. Forse il tuo cervello funziona meglio la sera. O i lunedì portano davvero solo perdite.
Adatta il tuo programma alla biologia, non al desiderio di fare trading 24/7.
Il Tempo Come Filtro
I trader esperti usano il tempo come filtro di ingresso aggiuntivo.
Buon setup lunedì mattina? Saltalo. Stesso setup mercoledì? Prendilo.
Segnale di acquisto alle 23:00? Aspetta l'apertura di Tokyo. Non ha senso rischiare con bassa liquidità.
Il tempo non cancella la strategia. Ma aggiunge probabilità a tuo favore.
Cosa Dicono I Numeri
I dati di migliaia di conti mostrano pattern chiari:
Lunedì: meno 2-3% alla redditività media
Martedì-Giovedì: risultati stabili
Venerdì: meno 1-2% dopo le 15:00
Sessioni notturne: non redditizie per il 78% dei trader
Sovrapposizione Londra-New York: profitto massimo per gli scalper
I numeri non mentono. La psicologia è reale.
Parola Finale
Puoi avere la migliore strategia al mondo. Ma se fai trading al momento sbagliato, i risultati saranno nella media.
Il mercato non cambia. Cambiano le persone che ci fanno trading. La loro fatica, paura, avidità, disattenzione.
L'ora del giorno e il giorno della settimana determinano chi è nel mercato ora e in che stato. E questo determina come si muoverà il prezzo.
Scegli il momento del trading con la stessa cura con cui scegli il punto di ingresso. Molti trader aggiungono filtri temporali alle loro strategie o usano indicatori che aiutano a tracciare l'attività delle sessioni.
Senza QE della Fed, gli altcoin resteranno deboliLa Federal Reserve statunitense (FED) ha ridotto il tasso dei federal funds al 3,75% e ha annunciato l’inizio di una fase di Quantitative Easing tecnico (QE tecnico), cioè l’acquisto di obbligazioni a breve termine per garantire la liquidità del mercato monetario e del mercato interbancario.
Siamo ora in una situazione di equilibrio tra l’obiettivo di inflazione e quello relativo al mercato del lavoro. Va inoltre ricordato che il programma di Quantitative Tightening (QT) è in pausa da lunedì 1° dicembre. In altre parole, la FED è pronta a utilizzare il proprio bilancio per assorbire qualsiasi tensione nei mercati monetario e interbancario, e per evitare che i rendimenti obbligazionari diventino un freno per le finanze pubbliche e per le imprese.
In questo contesto, l’analisi del rapporto Altcoins/Bitcoin (vedi grafico allegato) assume pieno significato: le fasi di sovraperformance degli altcoin rispetto al Bitcoin sono strettamente correlate alla traiettoria del bilancio della FED. Ed è evidente che un semplice “QE tecnico” non è sufficiente: solo un vero programma di QE classico riaccende realmente il mercato degli altcoin.
È fondamentale distinguere i due strumenti. Un QE tecnico non rappresenta un ciclo sostenuto di creazione monetaria: il suo impatto sui tassi a lungo termine è limitato. Fornisce soprattutto liquidità temporanea per garantire la fluidità del mercato monetario —operazioni repo, aggiustamenti transitori del bilancio, interventi mirati in caso di tensioni. Ciò impedisce un improvviso rialzo dei tassi a breve, ma non costituisce una vera politica espansiva.
Al contrario, un QE classico ha effetti potenti: comprime l’intera curva dei rendimenti, stimola il credito e avvia un vero ciclo di appetito per il rischio. Il QE tecnico funge da ammortizzatore, non da motore. Previene crisi di liquidità, ma non crea l’impulso strutturale necessario affinché gli altcoin ritrovino una dinamica rialzista.
Ecco perché le indicazioni della FED sull’evoluzione futura del suo bilancio saranno decisive per la tendenza degli altcoin nel 2026.
Il grafico evidenzia un punto essenziale: dal 2022, il rapporto Altcoins/Bitcoin scende all’interno di un ampio cuneo discendente, quasi come riflesso della contrazione del bilancio della FED. La sincronizzazione è impressionante: ogni massimo del rapporto coincide con l’inizio di una fase di QT. Al contrario, la fine dei cicli di QT ha permesso una stabilizzazione del rapporto, ma è stato il QE del marzo 2020 a provocare l’esplosione rialzista degli altcoin.
Oggi, il rapporto sta nuovamente testando il limite inferiore di questo cuneo pluriennale —un livello di compressione estrema che spesso precede importanti inversioni… ma solo se la liquidità sistemica ritorna, cioè con un vero programma di QE e non con un semplice QE tecnico.
In sintesi: il grafico conferma ciò che la macroeconomia suggerisce da tempo: gli altcoin potranno davvero ripartire soltanto quando il QE tornerà a essere uno strumento pienamente attivo della politica monetaria statunitense.
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Rally di fine anno: effetto stagionale senza illusioniRally di fine anno: effetto stagionale senza illusioni
Il “rally di fine anno” sembra un regalo del mercato, ma non è un bonus garantito.
Si tratta di un effetto stagionale che a volte aiuta a migliorare le operazioni e a volte porta solo a forzare ingressi.
L’obiettivo è capire cosa si può davvero chiamare rally, quando tende a comparire e come inserirlo in un sistema di trading già esistente.
Che cosa si intende per rally di fine anno
In genere si parla di rally di fine anno quando, tra gli ultimi giorni di dicembre e i primi di gennaio, si vedono più sedute consecutive con chiara prevalenza dei compratori.
Segnali tipici:
varie chiusure vicino ai massimi giornalieri
superamento dei massimi locali su indici e titoli leader
maggiore appetito per il rischio
tentativi di inversione ribassista senza seguito reale
Nel mercato cripto il quadro è meno ordinato, ma la logica è simile: verso la fine dell’anno l’interesse per gli asset rischiosi tende ad aumentare.
Perché la fine dell’anno spinge al rialzo
Le ragioni sono molto concrete.
Fondi e bilancio annuale
I gestori vogliono mostrare un bilancio finale decente. Rinforzano le posizioni sui titoli forti e tagliano quelli chiaramente deboli.
Fisco e pulizia del portafoglio
Dove la tassazione è legata all’anno solare, alcuni chiudono le posizioni in perdita prima e rientrano vicino alle feste con portafogli aggiornati.
Clima di festa
Con un flusso di notizie neutro o leggermente positivo, le buone notizie su tassi, inflazione o utili vengono assorbite con più facilità.
Liquidità ridotta
Molti operatori sono in ferie. Il book è più sottile e basta meno volume per spostare i prezzi.
Quando ha senso cercarlo
Sui mercati azionari tradizionali il rally di fine anno viene osservato soprattutto:
negli ultimi 5 giorni di borsa di dicembre
nei primi 2–5 giorni di borsa di gennaio
Nel mondo cripto il calendario è meno rigido. Conviene seguire:
il comportamento degli asset principali
eventuali cambi di dominanza tra “asset guida” e resto del mercato
lo stato del trend: esausto oppure ancora in buona salute
Un esercizio utile è segnare sul grafico la zona dicembre–gennaio per diversi anni e vedere che cosa è successo davvero su quel mercato.
Come non trasformarlo in una lotteria
Prima di aprire un’operazione “per il rally di fine anno”, può aiutare una breve lista di controllo:
su timeframe alti esiste un trend rialzista o almeno una pausa chiara del precedente ribasso
indici principali e asset chiave si muovono in direzione coerente
sopra il prezzo non c’è una resistenza recente e forte
rischio per trade definito in anticipo: stop, dimensione, percentuale del conto
piano di uscita con livelli di presa di profitto e punto di invalidazione precisi
Se uno di questi elementi manca, il rally rimane solo contesto di mercato, non un segnale operativo.
Errori comuni sul rally di fine anno
entrare solo perché il calendario dice “fine dicembre”
aumentare troppo la size “per sfruttare il movimento prima delle feste”
comprare in cima all’impulso, quando la distribuzione è già iniziata
togliere lo stop pensando che “a Natale il mercato non crollerà”
Nessun effetto stagionale può sostituire la gestione del rischio. Una strategia fragile in marzo non diventa robusta a dicembre.
Una nota sugli indicatori
Molti trader non hanno voglia di ridisegnare a mano l’intero quadro ogni dicembre. Indicatori che mettono in evidenza trend, zone chiave e forza del movimento permettono di ridurre il lavoro ripetitivo e concentrarsi sulla decisione finale. In questo modo il rally di fine anno diventa solo uno dei tanti scenari all’interno di una struttura stabile, e non una storia isolata legata al calendario.
Metodo della Candela AncoraMetodo della Candela Ancora: Leggere Tutto il Movimento da una Sola Barra
Molti trader riempiono il grafico di linee e pattern. Lavorare attorno a una sola “candela ancora” rende la lettura più pulita.
L’idea è semplice: il mercato spesso costruisce un intero impulso intorno a una candela dominante. Se segni bene i suoi livelli, ottieni una struttura chiara per leggere trend, ritracciamenti e false rotture.
Cos’è una candela ancora
La candela ancora è una candela di ampio range che avvia o rinnova un movimento. Di solito fa almeno una di queste cose:
Rompe un massimo o un minimo importante
Avvia un movimento deciso dopo una fase di lateralità
Trasforma una struttura confusa in un impulso direzionale
Caratteristiche tipiche:
Range chiaramente più grande rispetto alle candele vicine
Chiusura vicina a un estremo del range (in alto in impulso rialzista, in basso in impulso ribassista)
Compare dopo compressione, range o avanzamento lento
Non serve una definizione rigida in punti o percentuale. La candela ancora è soprattutto uno strumento visivo. Lo scopo è individuare la candela attorno alla quale il resto del movimento “si organizza”.
Come trovarla sul grafico
Per un singolo strumento e timeframe:
Definisci il bias di breve su un timeframe superiore (per esempio H1 se operi su 5–15 minuti).
Passa al timeframe operativo.
Identifica l’ultimo impulso chiaro nella direzione di quel bias.
All’interno dell’impulso, cerca la candela con il range più evidente.
Verifica che abbia fatto qualcosa di “rilevante”: rottura di range, pulizia di un massimo/minimo locale o avvio della gamba.
Se nulla spicca davvero, lascia stare. Il metodo funziona meglio su impulsi puliti, non su fasi molto sovrapposte.
Livelli chiave dentro la candela ancora
Una volta scelta, traccia quattro livelli:
Massimo della candela
Minimo della candela
50 % del range (linea mediana)
Chiusura della candela
Ogni livello ha una funzione precisa.
Massimo
In una candela ancora rialzista, il massimo tende a essere la zona dove i compratori in ritardo restano bloccati. Se il prezzo supera il massimo e poi rientra velocemente nel range, spesso si tratta di falsa rottura o di raccolta di liquidità.
Minimo
In un’ancora rialzista, il minimo è l’area di invalidazione strutturale. Chiusure nette al di sotto indicano che l’impulso iniziale è stato assorbito.
Linea mediana (50 %)
La mediana divide il controllo. In contesto rialzista:
Prezzo sopra il 50 % mantiene il vantaggio ai compratori
Chiusure ripetute sotto il 50 % mostrano che i venditori prendono il comando
Chiusura
La chiusura mostra chi ha vinto il confronto all’interno della candela. Se il prezzo reagisce spesso vicino a quel livello, significa che il mercato “riconosce” quella ancora.
Scenari base attorno a un’ancora rialzista
Assumiamo trend rialzista e candela ancora rialzista.
1. Continuazione del trend dalla metà superiore
Schema tipico:
Dopo la candela ancora, il prezzo ritraccia nella metà superiore
Il ritracciamento resta sopra la mediana
Volatilità e volume calano sul ritracciamento, poi entra nuova domanda
Possibili ingressi:
Reazione chiara in acquisto sulla mediana
Break di un piccolo massimo locale dentro la metà superiore
Lo stop spesso va sotto il minimo della candela ancora o sotto l’ultimo minimo locale interno.
2. Falsa rottura e inversione dal massimo
Schema:
Il prezzo rompe il massimo dell’ancora
Rientra rapidamente nel range
Le candele successive chiudono dentro o sotto la mediana
Segnale ricorrente di compratori stanchi. Per chi cerca l’inversione:
Attendere una chiusura pulita di ritorno dentro la candela
Usare il massimo dell’ancora come livello di invalidazione dello short
3. Perdita completa dell’impulso sotto il minimo
Quando il prezzo entra nella metà inferiore, chiude sotto il minimo e ci rimane, l’impulso perde forza in modo evidente.
Uso pratico:
Chiudere i long che dipendevano da quell’impulso
Pianificare short sui retest del minimo dal basso, come nuova resistenza
Candela ancora ribassista: stessa logica al contrario
Per una candela ancora ribassista:
Il minimo diventa area di trappola per venditori in ritardo
Il massimo è il livello di invalidazione
La metà superiore della candela è zona privilegiata di vendita
Chiusura e mediana restano utili per valutare chi controlla la candela
La struttura speculare, la lettura non cambia.
Routine pratica ripetibile
Una checklist compatta:
Definisci il bias sul timeframe superiore
Sul timeframe operativo trova l’ultimo impulso chiaro in quella direzione
Scegli la candela ancora che rappresenta l’impulso
Traccia massimo, minimo, 50 % e chiusura
Osserva dove si trova ora il prezzo rispetto a questi livelli
Concludi: continuazione, falsa rottura o struttura compromessa
Il metodo non elimina il dubbio, riduce solo il rumore a pochi punti fissi.
Errori comuni con le candele ancora
Considerare ancora ogni candela un po’ più grande dentro un range caotico
Ignorare il bias del timeframe superiore e tradare ogni segnale in entrambe le direzioni
Trattare ogni tocco di livello come segnale, senza guardare il contesto
Restare legati alla stessa ancora quando il mercato ha già creato un nuovo impulso
Le candele ancora invecchiano. Gli impulsi più recenti di solito offrono informazioni migliori.
Nota sugli indicatori
Molti trader preferiscono segnare a mano queste candele e i relativi livelli, altri si affidano a indicatori che individuano automaticamente le candele a largo range e tracciano le zone. Il lavoro manuale allena l’occhio, mentre gli strumenti automatici fanno risparmiare tempo quando si seguono molti strumenti e diversi timeframe in parallelo.
Come scegliere in cosa investireCome scegliere in cosa investire: una check-list pratica per trader e investitori
Molti iniziano con “Che cosa compro oggi?” e dimenticano la domanda “Che ruolo ha questo denaro nei prossimi anni della mia vita?”.
Così il portafoglio diventa un insieme casuale di operazioni e screenshot.
Questo testo propone un filtro per scegliere gli strumenti. Non una lista magica di ticker, ma un modo per verificare se un’azione, un ETF o una crypto è davvero adatta al tuo orizzonte temporale, al tuo rischio e alla tua esperienza.
Prima la vita reale, poi il grafico
La scelta dello strumento nasce prima del grafico. Per prima cosa bisogna capire dove si colloca quel denaro nella tua vita.
Tre punti utili:
Quando potresti aver bisogno di quei soldi: fra un mese, un anno, cinque anni.
Quanto ti farebbe male un calo del 10, 30 o 50 % sul conto.
Quante ore alla settimana dedichi davvero al mercato.
Esempio. Fra sei mesi devi versare l’anticipo per una casa. Un drawdown del 15 % ti toglie il sonno. Due ore di grafici a settimana. In questo contesto, altcoin molto aggressive o leva alta sono più una fonte di stress che uno strumento d’investimento.
Altro caso. Orizzonte di dieci anni, versamenti regolari, reddito stabile, calo del 30 % sopportabile. In questo profilo entrano anche asset più volatili, sempre con limiti chiari.
Filtro 1: capire lo strumento
Primo filtro: devi essere in grado di spiegare lo strumento a una persona fuori dal mondo finanza in due frasi.
Che sia azione, ETF, token o future conta meno. Importa capire da dove arriva il rendimento. Crescita degli utili aziendali. Cedola di un’obbligazione. Premio per il rischio in un mercato volatile. Commissioni di rete e ricompense di staking.
Se l’unica spiegazione è “sale perché comprano tutti”, siamo più vicini alla magia che a un piano. In quel caso meglio togliere lo strumento dalla lista.
Filtro 2: rischio e volatilità
Il mercato non si adatta al tuo stato d’animo. Tu puoi adattare la scelta degli asset alla tua tolleranza allo stress.
Punti da guardare:
Escursione media giornaliera rispetto al prezzo. In molte crypto un 5–10 % al giorno è normale. Su molte large cap azionarie i movimenti sono più contenuti.
Drawdown storici durante crolli e fasi di panico.
Sensibilità alle notizie: trimestrali, regolatori, grandi player.
Più l’asset è nervoso, minore dovrebbe essere il peso nel portafoglio e più prudente la dimensione della posizione. Lo stesso titolo può andare bene per un profilo aggressivo ed essere ingestibile per uno prudente.
Filtro 3: liquidità
La liquidità appare davvero al momento dell’uscita.
Conviene verificare:
Volume medio giornaliero. Per un trading attivo è meglio lavorare con strumenti in cui il volume giornaliero è molte volte superiore alla tua size abituale.
Spread. Uno spread ampio mangia rendimento in entrata e in uscita.
Profondità del book. Un book sottile trasforma un ordine grande in una piccola valanga.
Filtro 4: numeri di base e storia
Anche con un approccio molto tecnico, pochi numeri aiutano a evitare gli estremi.
Per azioni ed ETF:
Settore e modello di business. L’azienda genera cassa con un’attività chiara, non solo con una parola alla moda nelle slide.
Debito e margini. Strutture molto indebitate e margini sottili soffrono nei periodi difficili.
Dividendi o buyback, se il tuo stile punta al ritorno di cassa verso l’azionista.
Per crypto e token:
Ruolo del token nell’ecosistema. Un token che serve solo a speculare tende a durare poco.
Emissione e calendari di unlock. Grandi unlock spesso pesano sul prezzo.
Uso reale della rete: transazioni, fee, progetti costruiti sopra il protocollo.
Costruisci la tua check-list personale
Con il tempo è comodo trasformare questi filtri in una check-list breve da passare prima di ogni operazione.
Esempio:
Orizzonte. So per quanto tempo posso restare dentro e come questo asset si inserisce nel mio piano complessivo.
Rischio. Il rischio per singola operazione non supera X % del capitale, e il drawdown massimo previsto sul portafoglio resta gestibile.
Comprensione. Mi è chiaro da dove viene il rendimento e cosa può annullare lo scenario.
Liquidità. Volume e spread permettono entrata e uscita senza slippage eccessivo.
Piano di uscita. Ho livelli per invalidare lo scenario e livelli per prendere profitto, anche a scaglioni.
Collegare la lista al grafico
Su TradingView hai grafici e informazioni di base nello stesso posto, il che rende più semplice applicare questa struttura.
Flusso tipico:
Usare uno screener per cercare strumenti allineati al tuo profilo per paese, settore, capitalizzazione, volatilità.
Aprire il grafico su timeframe alti e vedere come l’asset ha reagito nelle crisi passate.
Controllare la liquidità con volume e spread.
Solo dopo andare a caccia di un setup d’ingresso coerente con il tuo metodo: trend, livello, pullback, breakout, ecc.
Prima di inviare l’ordine, rileggere la check-list.
Errori frequenti nella scelta degli asset
Alcune abitudini che rovinano anche una buona gestione del rischio:
Entrare su un titolo solo perché qualcuno l’ha suggerito in chat, senza sapere realmente che cosa sia.
Concentrarsi su un unico settore o una sola moneta.
Usare leva elevata con poca esperienza e orizzonte molto corto.
Mediare al ribasso senza un piano scritto e senza limiti precisi.
Ignorare rischio cambio e imposte.
Questo testo ha solo scopo educativo e non è una raccomandazione di investimento. Ogni decisione sul tuo denaro resta sotto la tua responsabilità.
Leggere il regime di mercatoLeggere il regime di mercato: trend, laterale o caos su un unico grafico
Molti trader guardano ogni grafico allo stesso modo. Stesso pattern, stesso stop, stesse aspettative. Una settimana tutto funziona, la settimana dopo lo stesso pattern brucia il conto.
Spesso il problema non è il pattern. Il problema è che lo stesso pattern ha probabilità diverse a seconda del regime di mercato.
Prima si legge il regime. Poi ci si fida del pattern.
Questo testo propone un metodo semplice per classificare il grafico in tre regimi e adattare ingressi, stop e target all’ambiente.
Cosa significa “regime di mercato” nella pratica
Per un trader discrezionale, il regime di mercato è il modo in cui il prezzo tende a muoversi negli ultimi swing su quel grafico.
Tre categorie sono sufficienti:
Trend: massimi e minimi crescenti o decrescenti. I ritracciamenti rispettano la struttura precedente o una media mobile. I breakout hanno spesso continuazione.
Laterale (range): il prezzo oscilla tra una zona di supporto e una di resistenza ben definite. I falsi breakout sono frequenti. Le strategie di ritorno alla media funzionano meglio dei breakout.
Caos: candele con lunghe ombre, corpi sovrapposti, falsi segnali in entrambe le direzioni, struttura poco chiara. Liquidità discontinua e frequenti cacce agli stop.
L’obiettivo non è avere un’etichetta perfetta. L’obiettivo è evitare di usare un “piano da trend” in una fase caotica e un “piano da range” in pieno trend.
Tre controlli rapidi per ogni grafico
Prima di aprire un’operazione, esegui tre controlli sulle ultime 50–100 candele.
1. Direzione degli swing
Individua visivamente gli ultimi 3–5 massimi e minimi importanti.
Se massimi e minimi avanzano chiaramente in una direzione, il mercato è in trend.
Se si ripetono nelle stesse zone, il mercato è in laterale.
Se gli swing si sovrappongono, il contesto è più caotico.
2. Reazione del prezzo ai livelli
Seleziona zone evidenti testate più volte dal prezzo.
Test puliti con rifiuto chiaro e continuazione rafforzano l’idea di range.
Brevi pause e poi proseguimento della direzione iniziale rafforzano l’idea di trend.
Lunghe ombre che attraversano i livelli senza un vero seguito indicano caos.
3. Rumore dentro le candele
Osserva la dimensione di corpi e ombre.
Ombre moderate e corpi “regolari” compaiono spesso in trend stabili.
Molte doji e ombre lunghe da entrambi i lati segnalano un ambiente rumoroso.
Dopo questi tre controlli, etichetta il grafico nel diario: trend, laterale o caos. Niente complicazioni. Una sola etichetta per trade è sufficiente.
Adattare il trade al regime
Lo stesso segnale va eseguito in modo diverso a seconda del contesto.
Regime di trend
Direzione: operare solo a favore della direzione principale degli ultimi swing.
Ingresso: puntare sui ritracciamenti verso la struttura o verso zone dinamiche invece di inseguire il breakout.
Stop: oltre l’ultimo swing o oltre la struttura che invalida l’idea di trend.
Target: lasciare spazio almeno per 2R finché la struttura di trend rimane intatta.
Regime laterale
Direzione: comprare vicino al supporto, vendere vicino alla resistenza. Evitare il centro del range.
Ingresso: attendere un rifiuto chiaro al bordo del range, per esempio un falso breakout o una lunga ombra.
Stop: oltre il bordo del range, dove l’idea di laterale viene chiaramente invalidata.
Target: il lato opposto del range oppure una zona centrale se la volatilità è bassa.
Regime di caos
Dimensione: ridurre il rischio per operazione o restare fuori.
Timeframe: salire di timeframe per filtrare il rumore o cambiare strumento.
Obiettivo: proteggere il capitale e limitare costi e slippage.
Usare il diario per scoprire il proprio regime migliore
Aggiungi una colonna “regime” al diario di trading. Per ogni operazione, scegli l’etichetta prima di entrare.
Dopo 30–50 trade, raggruppa i risultati per regime. Molti trader si accorgono che:
Gran parte del profitto arriva dai trend.
I laterali danno guadagni piccoli ma costanti.
Il caos erode lentamente la performance.
Quando questa relazione appare nei numeri, rispettare il regime smette di essere una teoria astratta e diventa un filtro operativo molto concreto.
Conclusione
Un pattern senza filtro di regime è mezza strategia.
Inizia ogni analisi classificando il grafico come trend, laterale o caos. Poi applica il piano più adatto a quell’ambiente, invece di pretendere che il mercato si comporti ogni giorno allo stesso modo.
Fine del QT della Fed: quale impatto sull’S&P 500?La Federal Reserve statunitense (Fed) dovrebbe porre fine al suo programma di quantitative tightening (QT) il 1° dicembre 2025. Questo passaggio segna l’interruzione della riduzione del suo bilancio, dopo anni dedicati a ritirare liquidità dal sistema finanziario per combattere l’inflazione post-COVID. Storicamente, la fine di un ciclo di QT ha spesso coinciso con un miglioramento della tendenza dell’S&P 500. Tuttavia, pur essendo un segnale piuttosto favorevole, merita un’analisi sfumata, in un contesto in cui l’indice si trova già a livelli di valutazione storicamente elevati.
1) Uno sguardo alla storia: un punto di svolta spesso favorevole
Nei precedenti episodi, in particolare nel 2012 e nel 2019, la fine del QT ha coinciso con una stabilizzazione e poi una progressiva accelerazione dei mercati azionari. La logica economica è abbastanza intuitiva: quando la Fed smette di ridurre la liquidità, la pressione sulle condizioni finanziarie diminuisce. Gli investitori anticipano quindi un ambiente monetario più prevedibile, talvolta preludio di un ciclo di allentamento. Questo miglioramento del sentiment ha spesso sostenuto gli indici statunitensi nei mesi successivi.
Non si tratta di un legame meccanico, ma di una tendenza osservata: la fine del QT funge da sollievo, eliminando un fattore di restrizione monetaria che pesava sui multipli di valutazione.
2) Perché restare prudenti nonostante questo segnale?
Il contesto attuale differisce per diversi aspetti. Innanzitutto, alla fine del 2025 l’S&P 500 mostra livelli di valutazione vicini ai suoi record, sostenuti da poche grandi capitalizzazioni tecnologiche. Questa concentrazione implica che una parte del potenziale rialzo futuro è già scontata nei prezzi. Inoltre, anche se la Fed pone fine al QT, ciò non garantisce né un rapido calo dei tassi né un immediato ritorno a una politica monetaria molto accomodante. La banca centrale potrebbe preferire mantenere una postura restrittiva finché l’inflazione non convergerà in modo duraturo verso il suo obiettivo.
Infine, gli investitori dovranno affrontare incertezze persistenti: rallentamento della crescita globale, margini sotto pressione in alcuni settori e tensioni geopolitiche che potrebbero generare volatilità.
3) Perché mantenere un orientamento ottimista?
Nonostante queste cautele, diversi elementi giustificano un cauto ottimismo. La fine del QT elimina un significativo vento contrario per le azioni. Se l’inflazione continua a normalizzarsi, la Fed disporrà di maggiore flessibilità, il che potrebbe migliorare le prospettive economiche e sostenere gli utili aziendali. In sintesi, la fine del QT non è una garanzia, ma rappresenta un catalizzatore positivo in un contesto in cui è presente il rischio di valutazioni di mercato eccessive.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Bear Market del Bitcoin: cosa ne sappiamoSotto l’ipotesi credibile – e ormai ampiamente discussa – che l’ultimo ciclo rialzista del Bitcoin si sia concluso lunedì 6 ottobre, con un picco intorno ai 126.000 dollari, diventa logico considerare che il mercato abbia allora avviato il suo nuovo bear market ciclico. Questo bear market si inserisce, come sempre, nella dinamica del noto ciclo quadriennale, direttamente legato al meccanismo dell’halving, che dimezza il premio di mining e riduce meccanicamente la nuova offerta di BTC. In altre parole, il mercato segue una respirazione strutturale: quattro anni scanditi da uno shock dell’offerta, da un’accelerazione rialzista e infine da una fase di normalizzazione marcata da un mercato ribassista.
Registrando un massimo ciclico a inizio ottobre, Bitcoin ha quindi confermato, in modo quasi chirurgico, che la meccanica del ciclo quadriennale rimane pienamente attiva. Oggi disponiamo di sufficiente prospettiva statistica per capire non solo come si comporta la fase rialzista di un ciclo, ma anche come si sviluppa il bear market ciclico, con regolarità abbastanza solide da costituire un quadro analitico efficace.
Ecco ciò che sappiamo dei principali fattori tecnici di questo bear market:
• Durata media: un bear market ciclico del Bitcoin dura circa 12 mesi. È una costante sorprendentemente stabile da un ciclo all’altro.
• Struttura dei prezzi: il mercato ribassista è generalmente composto da tre grandi onde. Una prima onda impulsiva e fortemente negativa (quella in cui saremmo entrati dal 6 ottobre), seguita da una fase di rimbalzo tecnico, spesso definita dead cat bounce, e infine una terza e ultima gamba ribassista, che porta al vero minimo del ciclo.
• Ampiezza del drawdown: da un ciclo all’altro, la profondità massima della discesa tende a diminuire. Tuttavia, anche in calo, il drawdown rimane storicamente notevole e deve essere interpretato come una correzione importante, non come un semplice arretramento. (Per chi desidera approfondire, rimandiamo alla nostra analisi di lunedì 17 novembre 2025.)
Partendo quindi dall’ipotesi di lavoro secondo cui il bear market ciclico è effettivamente iniziato il 6 ottobre, la logica vorrebbe che esso prosegua fino a settembre o ottobre 2026. Dovrebbe articolarsi attorno alle tre sequenze tecniche citate, prima di registrare eventualmente un drawdown finale compreso tra il 50 % e il 70 % dal massimo di 126.000 dollari.
Naturalmente, questo scenario resta teorico. Si basa unicamente sulla presunta validità del ciclo quadriennale. Se quest’ultimo si rivelasse solo un’illusione statistica, un artefatto storico o un fenomeno ormai superato, allora anche questo intero quadro analitico cadrebbe. Ma finché i dati continuano ad allinearsi, questo scenario rimane oggettivamente il più coerente.
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I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
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Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Perché guardare i grafici ogni 5min ti rovina sonno e salute...Buona serata a tutti,
Il primo dei tre video di questa sera lo voglio dedicare a un tema che mi è particolarmente a cuore e che probabilmente toccherà molti di voi, come ha toccato anche me ormai diversi anni fa: parliamo di ansia, di sonno che manca, di giornate cariche di stress. Parliamo di quella stramaledetta over-esposizione ai grafici che il più delle volte può portare a un disequilibrio nella nostra vita che è poi difficile scrollarsi di dosso.
In questo video c'è anche parte della mia storia passata, e del perché io abbia deciso di lasciare stare i timeframe bassi, quelle candele a 5, 15, 30min che nient'altro non fanno - per noi investitori - che tanto rumore.
Auguro a tutti un buon ascolto, con la speranza che il contenuto possa essere utile a tanti all'interno della Community.
AIUTATEMI A FAR CRESCERE LA MIA COMMUNITY! ISCRIVETEVI AL CANALE!
Qualora il contenuto fosse di vostro interesse vi inviterei a iscrivervi al canale, azione totalmente gratuita per voi, ma che mi permetterebbe di far crescere in maniera rilevante la community che mi segue, continuando a darmi una forte motivazione ad andare avanti nella creazione di questi contenuti gratuiti, e spero educativi.
Bitcoin: quale drawdown storico in un bear market?Dopo aver raggiunto il massimo di 126.000 USD il 6 ottobre, Bitcoin ha accumulato diverse sedute correttive. Questo ritracciamento solleva una domanda chiave: si tratta di una semplice fase di consolidamento in un mercato rialzista, oppure dell’inizio di un vero bear market?
Ricordiamo innanzitutto che, se il ciclo si fosse davvero concluso lunedì 6 ottobre, ciò sarebbe coerente con il classico ciclo temporale quadriennale, con una durata che rientra nella media multicriterio dei cicli precedenti (vedi la mia tabella sotto).
A questo stadio, il trend ribassista non è confermato, poiché i supporti chiave — in particolare la nuvola Ichimoku nel settimanale — non sono stati rotti. Questo livello rappresenta la frontiera decisiva tra una correzione ciclica normale e un’inversione profonda.
Finché il prezzo rimane sopra il Kumo, il ciclo rialzista iniziato nel 2022 resta strutturalmente valido. Storicamente, Bitcoin entra in bear market solo quando le candele settimanali chiudono sotto la nuvola e la chikou passa anch’essa sotto il prezzo. Una configurazione simile segnerebbe un deterioramento duraturo della dinamica per i mesi successivi.
Se tuttavia questa zona dovesse cedere, sarebbe opportuno passare a una lettura di mercato ribassista. Per stimare un eventuale punto minimo, lo strumento più utile resta l’indicatore di drawdown dai precedenti massimi storici, che misura la percentuale di discesa rispetto al precedente ATH. Il grafico mostra chiaramente una tendenza di lungo periodo: i minimi di drawdown seguono una diagonale crescente dal 2011, mentre l’intensità delle discese diminuisce progressivamente ciclo dopo ciclo.
I dati storici lo confermano:
• 2011: –93 %
• 2015: –86 %
• 2018: –84 %
• 2022: –77 %
Questa attenuazione riflette la maturazione del mercato e una capitalizzazione crescente. Proiettando questa tendenza, la zona teorica del prossimo minimo si colloca tra –70 % e –76 %.
Applicando questi rapporti al massimo di 126.000 USD, si ottiene:
• –50 % → 63.000 USD
• –65 % → 45.000 USD
• –70 % → 37.800 USD
• –73 % → 34.000 USD
• –76 % → 30.200 USD
Questi livelli rappresentano dunque una probabile fascia di minimo nello scenario — ancora non confermato — di un bear market. Corrispondono inoltre a importanti zone tecniche spesso osservate nelle fasi di transizione dei cicli.
Infine, la durata media dei bear market di Bitcoin — tradizionalmente circa 12 mesi — suggerisce che il minimo teorico potrebbe verificarsi verso la fine del 2026, qualora il massimo di ottobre 2025 fosse effettivamente un picco ciclico.
In sintesi:
Non siamo in un bear market finché i supporti tecnici principali resistono. Il mercato si trova chiaramente a un bivio tecnico. Ma se avvenisse una rottura, la storia dei drawdown permette di stimare un minimo statistico tra 40.000 e 60.000 USD in un orizzonte temporale di circa un anno.
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La mappa segreta dei Mercati: il misterioso ciclo di BennerDa oltre un secolo, nella finanza compaiono grafici che sembrano più strumenti divinatori che vere analisi economiche. Tra i più noti c’è la “stampa di Benner”, una tabella che pretendeva di indicare con largo anticipo gli anni di boom e quelli destinati ai ribassi più violenti.
Ciclo di Benner: cos’è e cosa significa per il mercato oggi
Il Ciclo di Benner (Samuel T. Benner, 1875) è una griglia storica che individua anni di panic, good times e hard times sulla base di ripetizioni temporali (es. 16–18–20 anni per il grande panico; 8–9–10 anni per i picchi).
A prima vista la tabella di Benner può sembrare un cimelio d’altri tempi. Eppure, nei suoi primi decenni, stupì per la capacità di anticipare molte delle principali turbolenze americane.
Diversi anni indicati come “panic years” coincisero infatti con crisi reali:
• 1873, il Panic of 1873 vissuto direttamente da Benner.
• 1884, la crisi bancaria di New York.
• 1893, una delle recessioni più profonde del XIX secolo.
• 1907, il celebre Panic of 1907 che aprì la strada alla nascita della Federal Reserve.
• 1930 e 1937, due momenti chiave della Grande Depressione.
• 1973, lo shock petrolifero che travolse l’economia globale.
• 1987, il crollo del Black Monday.
Per anni la stampa apparve quasi una bussola misteriosa, così affidabile da finire appesa alle pareti di molti operatori finanziari dell’epoca.
I limiti della previsione
Il quadro però cambiò con la globalizzazione, il ruolo crescente delle banche centrali e la trasformazione tecnologica dell’economia. I cicli legati a ferro, agricoltura e prezzi delle materie prime persero centralità, e l’accuratezza del modello iniziò a ridursi:
• Il 1995, indicato come anno critico, fu invece un periodo di pieno boom tecnologico.
• La crisi del 2008, la più grave dagli anni ’30, non rientrava affatto nelle sue previsioni.
Oggi la tabella è più un documento storico che un vero strumento operativo (ammesso che lo sia mai stato). Rimane però affascinante: rappresenta uno dei primi tentativi di leggere i mercati attraverso cicli ricorrenti.
Perché è utile ma non magico
Benner fornisce contesto di rischio strutturale — non un calendario di crash. Può aiutare a tarare l’asset allocation e il position sizing: nei periodi identificati come più rischiosi conviene ridurre la leva e preferire la liquidità; nei periodi favorevoli si può avere maggiore esposizione azionaria, ma sempre con gestione attiva del rischio.
Secondo le ricostruzioni contemporanee del ciclo di Benner, il 2026 rientra in una fase di transizione: il ciclo segnala una maggiore probabilità di terminare una finestra favorevole entro il periodo 2024–2026 e di avvicinarsi a una fase meno espansiva nei successivi anni. Questo non è un’oracolo di fine bull-market, ma un segnale di “maggiore prudenza” statistica: aspettatiamoci una probabilità aumentata di maggiore volatilità e di rendimenti mediamente inferiori rispetto ai migliori anni del ciclo, senza però escludere picchi locali o continuazioni del trend rialzista guidate da fattori fondamentali.
Pertanto:
1) non usare Benner come trigger operativo
2) considerare opportunità di accumulo disciplinato se i fondamentali locali lo supportano
3) Attenzione alle elezioni americane di mid-term nel novembre 2026
#AN029: USA, Shutdown Terminato, Trump Firma il Deal.
Dopo 43 giorni di blocco totale dell’amministrazione federale, il più lungo shutdown nella storia degli Stati Uniti, il governo è ufficialmente tornato operativo. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader nonchè autore di "The Institutional Code of Forex, 14 Steps to Read the Markets Like a Bank", con oltre 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Donald Trump ha firmato il funding bill approvato dal Congresso, ripristinando il finanziamento temporaneo delle agenzie federali e garantendo gli stipendi arretrati ai dipendenti federali.
Ma il mercato lo sa: questa non è una soluzione, è una tregua.
🔍 Cosa è stato approvato davvero
Il pacchetto firmato da Trump è un continuing resolution che finanzia il governo solo fino alla fine di gennaio.
Nessuna soluzione sul nodo centrale — le sovvenzioni dell’Affordable Care Act — solo la promessa di un voto futuro.
In altre parole: il shutdown è finito, l’incertezza no.
📉 Impatto economico a breve termine
Le prime stime parlano di un costo tra 10 e 15 miliardi di dollari in produttività persa, minori consumi e appalti congelati.
Nel breve periodo assisteremo a:
- Rimbalzo tecnico dei consumi: ripartono stipendi, arretrati e contratti federali.
- Ripresa dei servizi pubblici: TSA, USDA, CDC, NIH tornano pienamente operativi.
- Dati macro distorti: molte pubblicazioni economiche sono state rinviate e ora usciranno concentrate, rendendo difficile una lettura pulita del momentum economico reale.
Il rischio?
Un altro shutdown fra poche settimane, se il Congresso non trova un compromesso vero.
#AN028: Londres défie l’Union européenne et suspend sa contribu
L’annonce du refus du Royaume-Uni de verser les 6,75 milliards d’euros alloués au nouveau Fonds européen de défense envoie un signal politique et économique clair à Bruxelles. Bonjour, je suis Andrea Russo, trader indépendant sur le marché des changes et trader pour compte propre, avec un capital de 200 000 $ sous gestion. Merci d’avance pour votre temps.
Cette décision ne se résume pas à une simple question d’argent ; elle s’inscrit dans une stratégie précise d’indépendance industrielle et militaire visant à réaffirmer la souveraineté britannique après le Brexit.
💼 Implications économiques et géopolitiques
Le Fonds européen était destiné à financer des projets communs de défense et de technologie, à réduire la dépendance vis-à-vis des États-Unis et à renforcer les capacités militaires autonomes de l’UE.
En refusant d’y participer, Londres envoie un double message :
Sur le plan économique : la priorité est donnée à son propre budget et à son industrie de défense nationale, qui a connu une forte reprise ces deux dernières années grâce aux commandes de l’Ukraine, du Moyen-Orient et des pays de l’OTAN.
Stratégique : Le Royaume-Uni n'entend pas s'engager dans des plans de défense européens susceptibles de concurrencer l'OTAN, dont il demeure un membre clé.
📉 Impact sur les marchés
Sur les marchés des changes, cette annonce tend à renforcer temporairement la livre sterling (GBP), car elle est perçue comme un geste d'autonomie et de stabilité budgétaire – une réduction des dépenses publiques dans un contexte de tensions liées aux budgets de l'UE.
Cependant, cet effet pourrait être de courte durée : la décision creuse le fossé avec Bruxelles, alimentant les risques politiques et les frictions commerciales potentielles, notamment si l'UE réagit par des mesures restrictives sur les contrats militaires conjoints ou les exportations.
Du côté des actions, les valeurs britanniques de défense (BAE Systems, Rolls-Royce Defence) pourraient bénéficier d'un sentiment patriotique et d'une hausse des commandes intérieures.
Sur le marché obligataire, en revanche, l'effet est neutre : cette mesure ne modifie pas la notation souveraine, mais renforce l'idée que la livre sterling est une valeur refuge régionale dans une Europe tiraillée entre austérité et dépenses de défense.
🌍 Risques pour l'UE
Pour Bruxelles, le manque d'implication de Londres complique l'élaboration d'une politique de défense commune :
diminution des financements pour les programmes industriels partagés,
dépendance accrue vis-à-vis de l'Allemagne et de la France,
et perception d'une instabilité institutionnelle européenne, facteur qui tend à affaiblir l'euro (EUR).
#AN028: Londra sfida Unione Europea, stop fondi Difesa
La notizia che il Regno Unito ha deciso di non versare i 6,75 miliardi di euro previsti per il nuovo Fondo Europeo della Difesa rappresenta un chiaro segnale politico ed economico verso Bruxelles. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Dietro questa scelta non c’è solo la questione del denaro, ma una precisa strategia di indipendenza industriale e militare che mira a riaffermare la sovranità britannica post-Brexit.
💼 Implicazioni economiche e geopolitiche
Il fondo europeo era pensato per finanziare progetti comuni in ambito difensivo e tecnologico, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti e rafforzando la capacità militare autonoma dell’UE.
Londra, rifiutando di partecipare, lancia un messaggio duplice:
Economico: priorità ai propri bilanci e all’industria bellica nazionale, che negli ultimi due anni ha visto un forte rilancio con commesse verso l’Ucraina, Medio Oriente e paesi NATO.
Strategico: il Regno Unito non intende vincolarsi a piani di difesa europea che potrebbero competere con la NATO, di cui resta membro cardine.
📉 Impatto sui mercati
Nei mercati valutari, la notizia tende a rafforzare momentaneamente la sterlina (GBP), poiché viene percepita come un atto di autonomia e stabilità fiscale — meno spesa pubblica in un contesto di tensioni sui bilanci UE.
Tuttavia, l’effetto potrebbe essere di breve durata: la decisione accentua la frattura con Bruxelles, alimentando rischi politici e potenziali frizioni commerciali, soprattutto se l’UE reagirà con misure restrittive sui contratti o sulle esportazioni militari comuni.
Sul fronte azionario, i titoli della difesa britannici (BAE Systems, Rolls-Royce Defence) potrebbero beneficiare del sentiment “patriottico” e dell’aumento delle commesse domestiche.
Invece, sul mercato obbligazionario, l’effetto è neutro: la mossa non cambia il rating sovrano ma rafforza l’idea di una sterlina come valuta rifugio regionale in un’Europa divisa tra austerità e spese belliche.
🌍 Rischi per l’UE
Per Bruxelles, il mancato contributo di Londra complica la costruzione di una politica di difesa comune:
meno fondi per i programmi industriali condivisi,
maggiore dipendenza dalla Germania e dalla Francia,
e una percezione di instabilità istituzionale europea, fattore che tende a indebolire l’euro (EUR).
#AN027: USA, accordo sullo shutdown, effetti sul dollaro e forex
Lo storico impasse politico negli Stati Uniti – con il 2025 United States federal government shutdown sembra avviarsi verso una risoluzione. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Un’intesa al Senato prevede la riapertura del governo federale attraverso una continuing resolution, con il reintegro degli arretrati per i dipendenti pubblici.
Nel contesto FX, questo evento ha implicazioni immediate e di medio termine per il dollaro USA (USD) e le principali valute globali. In questo articolo analizziamo le dinamiche e forniamo una guida per chi opera su TradingView.
Cosa è successo
Il Senato ha ottenuto un primo sì procedurale alla risoluzione per riaprire il governo.
I mercati mostrano un sollievo iniziale: il dollaro USA ha interrotto la sua recente spinta rialzista, in attesa di conferme operative.
Il blocco statale aveva già causato ritardi nei dati economici e un clima di incertezza politica che penalizza la definizione chiara delle strategie monetarie della Federal Reserve.
Impatto sul Forex: fattori chiave
1. Effetto rischio politico e sentiment
Con la prospettiva di fine shutdown, diminuisce il premio di rischio associato al governo USA e alla governance fiscale. Questo tende a favorire il dollaro nel breve termine, specialmente contro valute rifugio. Tuttavia, il sentiment rimane “cauto”, data l’incertezza residua.
2. Ritardo dati macro e volatilità
La mancanza o il ritardo nella pubblicazione dei dati economici (es. occupazione, inflazione) complica la previsione delle mosse Fed e riduce la capacità dei trader di posizionarsi con sicurezza sul USD.
3. Rendimenti e carry trade
Se l’accordo alimenta un miglioramento del profilo economico USA, i rendimenti obbligazionari americani potrebbero risalire, attirando flussi verso il dollaro. D’altro canto, se l’economia mostra segni di debolezza post‐shutdown, l’effetto potrebbe invertire.
4. Scenari tecnici nelle coppie FX principali
EUR/USD: Possibile rimbalzo del dollaro → pressione verso il basso su EUR/USD. Ma se i dati USA peggiorano, potrebbe innescarsi un forte USD‐weak trend.
USD/JPY: Il dollaro potrebbe beneficiare di rendimenti in aumento + carry trade; ma una svolta safe-haven sullo yen se emergono rischi globali.
GBP/USD / AUD/USD: Valute commodity o legate al rischio potrebbero beneficiare di “risk‐on”, ma un dollaro forte limiterà i rimbalzi.
Step 5 - Il Mindset nel TradingBuona domenica a tutti, in questo video tutorial andremo a vedere il mindset nel trading (o mentalità del trader) è un concetto fondamentale che va oltre la semplice conoscenza delle strategie tecniche.
In sintesi, il mindset rappresenta:
L'Assetto Mentale e Psicologico: È l'insieme di convinzioni, atteggiamenti, emozioni e capacità di autocontrollo che un trader sviluppa per affrontare le sfide, l'imprevedibilità e le fluttuazioni emotive del mercato finanziario.
La Gestione delle Emozioni: Nel trading, è cruciale saper gestire emozioni come la paura (di perdere o di sbagliare), l'avidità (il desiderio di guadagnare troppo e subito), l'eccessiva sicurezza (overconfidence) e l'ansia. Queste emozioni, se non controllate, portano a decisioni impulsive e sbagliate, come il revenge trading (tentare di recuperare subito una perdita) o l'overtrading (fare troppe operazioni).
Disciplina e Coerenza: Un mindset vincente si basa sulla disciplina di attenersi rigidamente al proprio piano di trading e alle regole di gestione del rischio (come lo stop-loss), anche quando il mercato non sembra andare nella direzione sperata. La coerenza nell'applicazione della strategia è ciò che porta a risultati duraturi.
Accettazione del Rischio e della Perdita: Un trader con un buon mindset accetta che le perdite sono una parte inevitabile e naturale del gioco. Non le vive come fallimenti personali, ma come costi operativi o opportunità per migliorare il proprio "edge" (il vantaggio statistico della propria strategia).
Come sempre un saluto con un grande abbraccio.
Grazie ciao Mauro
Vi cito le mie tre regole che coltivo costantemente:
Pazienza, disciplina ed avere sempre un piano.






















