Il rame potrebbe sovraperformare l’oro nel 2026Nel 2025 i metalli preziosi hanno nettamente dominato i mercati azionari e hanno registrato una performance significativamente superiore rispetto ai metalli industriali nel comparto delle materie prime. Tuttavia, questa dinamica potrebbe invertirsi nel 2026, alla luce delle condizioni di forte ipercomprato raggiunte da oro e argento all’inizio dell’anno.
Il modo più efficace per confrontare seriamente metalli preziosi e metalli industriali è analizzare i leader di ciascun segmento in termini di volumi e partecipazione istituzionale. Oro e rame emergono quindi come gli asset più rappresentativi. L’analisi tecnica del rapporto Rame/Oro consente di sviluppare una visione prospettica sulla performance relativa futura dei metalli industriali rispetto ai metalli preziosi.
In questa nuova analisi pubblicata su TradingView, evidenziamo:
• Il rapporto Rame/Oro si trova in una zona di minimo di lungo periodo, un’area di supporto chiave che rende più probabile uno scenario di rimbalzo nel 2026 e quindi una sovraperformance del rame rispetto all’oro.
• L’analisi tecnica del prezzo del rame mostra una tendenza rialzista ben strutturata, con un forte supporto nella zona 4,60–5,00 USD.
• Il report COT della CFTC segnala una posizione netta rialzista degli investitori istituzionali sul rame.
Il primo elemento centrale di questa analisi è il rapporto Rame/Oro, un indicatore particolarmente rilevante per misurare la propensione del mercato verso la crescita economica rispetto agli asset difensivi. Storicamente, quando questo rapporto si colloca su minimi di lungo periodo, ciò coincide spesso con fasi di stress macroeconomico o con una sopravvalutazione dell’oro. Il grafico settimanale mostra che il rapporto sta attualmente testando un supporto principale validato più volte negli ultimi vent’anni. Ogni contatto con quest’area è stato seguito da un rimbalzo significativo a favore del rame, suggerendo uno scenario analogo anche per il 2026.
Dal punto di vista puramente tecnico, il prezzo del rame presenta una struttura rialzista di lungo periodo particolarmente solida. Dopo aver consolidato in un ampio range per diversi anni, il mercato ha superato importanti resistenze intorno a 3,30 USD e successivamente 4,60 USD, livelli che sono diventati solide aree di supporto. Finché il rame si mantiene al di sopra della zona strategica 4,60–5,00 USD, il bias resta chiaramente rialzista. Le recenti rotture e la capacità del prezzo di stabilizzarsi sopra questi livelli rafforzano l’ipotesi di una prosecuzione del trend verso nuovi massimi.
Il grafico seguente mostra le candele giapponesi mensili del prezzo del rame (XCU/USD).
Infine, il report COT (Commitment of Traders) della CFTC fornisce un’importante conferma fondamentale. Le posizioni dei gestori istituzionali indicano un’esposizione netta lunga sul rame, riflettendo una convinzione rialzista da parte degli operatori più informati e con orizzonti di investimento più lunghi. Quando tale configurazione si inserisce in una tendenza tecnica già ben definita, tende a segnalare una continuazione del trend piuttosto che un’inversione.
In sintesi, la combinazione di un rapporto Rame/Oro su un supporto storico, di una chiara tendenza rialzista del rame e di un posizionamento istituzionale favorevole suggerisce una possibile sovraperformance del rame rispetto all’oro nel 2026. Pur senza escludere fasi di consolidamento nel breve termine, il contesto attuale appare sempre più favorevole a un ritorno in primo piano dei metalli industriali, in un ambiente in cui crescita, infrastrutture e transizione energetica potrebbero tornare a essere motori chiave dei mercati delle materie prime.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Analisi trend
Yen e tassi giapponesi: la BoJ interverrà?I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi hanno continuato la loro forte ascesa, mentre la politica fiscale del governo giapponese suscita preoccupazioni in un Paese in cui il debito pubblico supera il 250% del PIL. Parallelamente, lo yen giapponese (JPY) si mantiene su livelli molto bassi sul mercato dei cambi, livelli che in passato hanno già portato a interventi delle autorità giapponesi.
È importante tenere a mente due elementi fondamentali:
• È il governo giapponese a decidere un intervento sul mercato dei cambi, mentre la banca centrale (BoJ) ne cura l’esecuzione.
• Per quanto riguarda un’eventuale azione volta a contenere la salita dei tassi di interesse, la decisione e l’intervento spettano esclusivamente alla banca centrale, in quanto rientrano nella politica monetaria.
L’aumento dei tassi di interesse giapponesi è entrato in una fase quasi verticale, che potrebbe rappresentare un rischio significativo per la sostenibilità del debito pubblico. Allo stesso tempo, la debolezza dello yen (trend rialzista dell’USD/JPY) comporta un rischio elevato di inflazione importata e penalizza l’attrattività del Paese per gli investimenti internazionali.
Nel complesso, questi fattori fondamentali rendono sempre più probabile un intervento delle autorità giapponesi per rallentare la salita dei tassi e sostenere lo yen, soprattutto mentre l’USD/JPY si avvicina al livello di 162. Le precedenti operazioni della Bank of Japan hanno avuto un impatto ribassista significativo sull’USD/JPY.
Tuttavia, è essenziale distinguere tra la probabilità di un intervento e la sua reale efficacia. Sul mercato obbligazionario, la Bank of Japan si trova oggi in una posizione delicata. Dopo anni di controllo della curva dei rendimenti e acquisti massicci di titoli di Stato, il suo bilancio rimane estremamente elevato, limitando il margine di manovra senza compromettere la credibilità del processo di normalizzazione monetaria avviato. Un intervento troppo aggressivo per contenere i rendimenti a lungo termine potrebbe essere interpretato come un ritorno mascherato al controllo dei tassi, inviando segnali contraddittori ai mercati.
Anche sul mercato dei cambi la situazione è complessa. Un livello di USD/JPY vicino a 160–162 rappresenta chiaramente una zona di stress politico e sociale, poiché accentua l’aumento dei prezzi delle importazioni, in particolare di energia e alimentari. Tuttavia, finché la debolezza dello yen viene percepita come una conseguenza diretta dei differenziali di tasso con gli Stati Uniti e non come un movimento disordinato, le autorità esitano a intervenire ripetutamente. Le esperienze passate mostrano che tali interventi hanno avuto soprattutto effetti di breve periodo, senza modificare in modo duraturo il trend di fondo.
Un altro elemento chiave riguarda il carry trade in yen. La combinazione di tassi giapponesi in forte rialzo e di uno yen persistentemente debole aumenta il rischio di un rapido smantellamento di queste posizioni su scala globale. Uno scenario del genere potrebbe generare una forte volatilità sui mercati azionari, obbligazionari e valutari, ben oltre il Giappone. È proprio questo rischio sistemico che potrebbe spingere la BoJ a intervenire in modo mirato qualora i movimenti di mercato diventassero troppo rapidi o disordinati.
In sintesi, un intervento rimane possibile ma condizionato. Sui tassi, la BoJ interverrebbe solo per preservare la stabilità finanziaria, non per difendere un livello specifico. Sullo yen, il governo potrebbe agire se la soglia psicologica di 160–162 JPY venisse superata in modo caotico. In entrambi i casi, il messaggio sarebbe chiaro: contenere gli eccessi senza mettere in discussione la transizione verso un regime monetario più normalizzato.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Hassett vs. Warsh: chi è più favorevole agli asset rischiosi?Chi sarà il prossimo presidente della Federal Reserve e quale dei due principali candidati è più favorevole agli asset rischiosi sui mercati finanziari? Il presidente Trump dovrebbe nominare il prossimo presidente della Fed nel corso del mese di gennaio. Quest’ultimo agirà come “shadow Fed chair” fino alla fine del mandato di Jerome Powell a maggio.
Esaminiamo diversi fattori:
• Il loro posizionamento rispetto al rapporto inflazione/occupazione
• Il loro atteggiamento verso il mercato azionario
• Il loro atteggiamento verso il mercato delle criptovalute
• Il loro legame noto con il presidente Trump
Nel confronto tra Kevin Hassett e Kevin Warsh, una conclusione appare evidente dal punto di vista degli asset rischiosi (azioni, criptovalute, asset di crescita): Kevin Hassett è di gran lunga il profilo più favorevole. Le differenze tra i due non riguardano sfumature tecniche, ma filosofie economiche fondamentalmente opposte.
Kevin Hassett si presenta innanzitutto come un economista della crescita e dell’occupazione. La sua lettura della politica monetaria privilegia l’espansione economica, l’attività e il sostegno alla domanda, anche se ciò comporta una maggiore tolleranza all’inflazione. Questo approccio si traduce meccanicamente in una preferenza per tassi di interesse più bassi, una politica monetaria accomodante e un’abbondante liquidità nel sistema finanziario. Storicamente, sono proprio queste le condizioni che alimentano i mercati azionari, in particolare i titoli growth, così come gli asset alternativi e speculativi, comprese le criptovalute.
Al contrario, Kevin Warsh incarna una visione strettamente incentrata sulla stabilità dei prezzi. Il suo approccio enfatizza la disciplina monetaria, la lotta contro l’inflazione e la normalizzazione delle politiche non convenzionali. Un simile orientamento implica condizioni finanziarie più restrittive, meno favorevoli agli eccessi di valutazione e ai cicli speculativi. In questo contesto, gli asset rischiosi non beneficiano di un forte supporto strutturale e risultano più esposti a fasi di consolidamento o di correzione.
Il legame con il mercato azionario è quindi inequivocabile. Hassett sostiene un ambiente in cui i multipli possono espandersi e l’assunzione di rischio è incentivata da un basso costo del capitale. Warsh, invece, favorisce un quadro in cui i mercati devono adattarsi a fondamentali più rigorosi, limitando meccanicamente l’euforia borsistica.
Per quanto riguarda le criptovalute, la divergenza è ancora più marcata. Le cripto prosperano in cicli di abbondante liquidità e politiche monetarie accomodanti. La postura di Hassett, percepita come aperta a questo ecosistema e favorevole a condizioni finanziarie espansive, è chiaramente allineata a una dinamica rialzista degli asset digitali. Warsh, più diffidente verso le derive di politiche lassiste, rappresenta un ambiente decisamente meno favorevole per questo tipo di asset.
Infine, il legame stretto tra Hassett e Donald Trump, la cui dottrina economica si fonda sulla crescita, sulla stimolazione dei mercati e sulla performance degli asset finanziari, rafforza ulteriormente questa interpretazione. Hassett appare come la naturale estensione di una politica favorevole ai mercati e al rischio.
Conclusione: senza alcuna ambiguità, Kevin Hassett è il candidato più favorevole agli asset rischiosi, sia per la sua visione macroeconomica sia per le sue implicazioni dirette su azioni e criptovalute.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Prezzo del petrolio: attenzione al posizionamento istituzionaleNonostante gli eventi geopolitici all’inizio del 2026, il prezzo del petrolio si è mantenuto su livelli contenuti nei mercati finanziari. L’abbondanza dell’offerta globale (produzione record negli Stati Uniti e aumento della produzione dell’OPEC) continua a esercitare una pressione ribassista strutturale, con una tendenza tecnica negativa in atto dalla fine del 2023, favorendo al contempo la disinflazione. Un superamento della resistenza dei 65 dollari sul WTI rappresenterebbe un segnale di inversione rialzista di grande portata.
Fattori fondamentali dominanti:
• La tendenza di fondo del petrolio rimane ribassista al di sotto della resistenza dei 65 dollari
• Gli operatori istituzionali hanno aumentato l’esposizione short sul petrolio (rapporto COT della CFTC), ma la posizione netta è ora intorno allo zero, un’area di minimo storico osservata l’ultima volta nel 2008
• Il Venezuela rappresenta meno dell’1 % della produzione mondiale, ma possiede le maggiori riserve provate di petrolio. La geopolitica esercita una pressione rialzista generale, inferiore però all’attuale struttura domanda/offerta
1. La tendenza di fondo resta ribassista sotto i 65 dollari
Dal punto di vista tecnico, il petrolio segue una tendenza ribassista strutturale dalla metà del 2022. Il grafico mensile evidenzia una serie di massimi decrescenti e minimi più bassi, tipici di un mercato in fase negativa. Il livello dei 65 dollari è identificato come pivot chiave di tendenza e corrisponde (come mostrato nel grafico allegato) al massimo precedente allo scoppio della crisi sanitaria all’inizio del 2020. Solo una rottura netta sopra i 65 dollari interromperebbe questa struttura ribassista.
2. Attenzione: la posizione netta istituzionale è su un minimo storico
Secondo i dati del COT report della CFTC, i gestori istituzionali hanno ridotto le posizioni long e aumentato le posizioni short sui future del petrolio. Il grafico mostra una tendenza ribassista della posizione netta istituzionale, coerente con la pressione sui prezzi degli ultimi mesi. Tuttavia, la posizione netta si trova ora in una zona storicamente bassa, intorno allo zero, livello che nel 2008 segnò l’inizio di un forte rimbalzo. Resta comunque valido che, finché la resistenza dei 65 dollari non verrà superata, la tendenza di fondo del petrolio rimarrà ribassista.
3. L’offerta globale supera la domanda, origine della tendenza ribassista
Le proiezioni recenti dei principali enti (EIA, IEA, banche internazionali) indicano che la produzione mondiale di petrolio continua a superare la crescita della domanda, generando un surplus strutturale. La produzione record degli Stati Uniti, unita alla graduale ripresa della produzione dell’OPEC+ (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq), mantiene un eccesso di offerta che pesa sui prezzi. Secondo queste istituzioni, lo squilibrio domanda/offerta potrebbe persistere fino al 2026, con una sovrapproduzione globale compresa tra 2 e 4 milioni di barili al giorno.
Questo surplus è confermato dall’aumento delle scorte petrolifere nelle economie avanzate, segnale evidente che la domanda non assorbe l’intera produzione. In tale contesto, anche fattori geopolitici avversi (tensioni in Medio Oriente, sanzioni) faticano a invertire la tendenza ribassista.
4. Venezuela: bassa produzione, riserve enormi
Il Venezuela non rappresenta un fattore determinante nel breve termine per il prezzo del petrolio sui mercati finanziari. Pur disponendo delle maggiori riserve provate di petrolio al mondo (oltre 300 miliardi di barili, circa il 17 % del totale globale), davanti all’Arabia Saudita, la produzione rimane limitata a circa 0,8–1 milione di barili al giorno, meno dell’1 % della produzione mondiale.
L’incapacità di aumentare rapidamente l’offerta è dovuta a problemi strutturali: infrastrutture deteriorate, carenza di investimenti, sanzioni internazionali e difficoltà tecniche legate alla qualità del greggio pesante. Di conseguenza, nonostante l’importanza teorica delle sue riserve nel lungo periodo, l’impatto immediato del Venezuela sull’offerta globale resta limitato. Questa settimana, la situazione geopolitica in Iran merita un monitoraggio particolarmente attento.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Nuovo indebolimento dello YenDa tempo si parlava di una fantomatica “normalizzazione” della politica monetaria giapponese ma la Bank of Japan ha continuato a tenere i tassi a livelli estremamente contenuti a fronte di un’inflazione da tempo sopra il target del 2%.
L'ultimo dato sull'inflazione giapponese ha segnato un livello del 2.9% e del 3% su quella core (escluse le componenti più volatili quali cibo ed energia).
Nell'ultima riunione di dicembre, la BOJ ha alzato i tassi ufficiali di 25 punti base, portandoli allo 0.75%, il livello più alto da oltre 30 anni.
Nella conferenza stampa del Governatore Ueda, è stato confermato che sono possibili ulteriori rialzi in futuro ma la normalizzazione verrà attuata con grande gradualità.
La BOJ sta cercando un equilibrio delicato: normalizzare i tassi abbastanza da ancorare Yen e aspettative di inflazione senza però innescare uno shock dei rendimenti che metta in crisi la sostenibilità fiscale e la stabilità del mercato dei titoli di stato.
Ricordiamo che la Banca Giapponese detiene più della metà del debito pubblico giapponese ed ETF per un valore equivalente a più di 500 miliardi di dollari.
L'ultimo periodo è stato caratterizzato da un forte aumento dei rendimenti obbligazionari giapponesi che sono saliti soprattutto sulla parte a lunga della curva.
Un aumento dei rendimenti JGB è estremamente importante a livello globale perché
Attraverso lo Yen passano i carry trades. Molti fondi prendono a prestito denaro in valuta giapponese pagando un tasso molto basso e lo investono in titoli di stato americani, europei o inglesi, ricevendo un tasso di interesse più elevato. Se il costo del denaro in Giappone aumenta, il carry trade diventa meno conveniente e i fondi che mettono in pratica questa strategia devono vendere i titoli di stato detenuti.
Gli investitori istituzionali giapponesi hanno un grande peso sul mercato obbligazionario. Fino ad oggi gli investitori giapponesi investivano i loro capitali in obbligazioni globali perché i tassi erano più elevati di quelli domestici. Un aumento dei rendimenti dei JGB aumenta la convenienza relativa dei titoli di stato domestici e questo potrebbe causare vendite sugli altri mercati obbligazionari.
Questo ha quindi indebolito lo Yen portandolo nuovamente verso i livelli delicati di USDJPY in area 160 circa, livello verso il quale la BOJ e il governo giapponese potrebbe intervenire per sostenere la valuta.
La correlazione tra Bitcoin e Strategy Inc.Negli ultimi anni c’è stata una società che più di altre ha rappresentato il mercato delle crypto: NASDAQ:MSTR Strategy Inc (ex Microstrategy).
Attraverso la creazione di un ecosistema sulle criptovalute, Strategy Inc. ha smesso di essere percepita come azienda di software per trasformarsi nel veicolo finanziario attraverso cui migliaia di investitori retail hanno deciso di amplificare la loro esposizione al Bitcoin.
Nell'ultimo anno, mentre il Bitcoin scende del 4.30% circa, l’azienda scende di oltre -52%.
La correlazione tra Bitcoin e Strategy Inc. è diventata talmente stretta da generare una dinamica di mercato che vive e respira in funzione di un’unica variabile: l’andamento della crypto.
Tutto bene se Strategy continua ad accumulare Bitcoin e ad essere ritenuta un’azienda sana.
Ma cosa succede se l’azienda dovesse vendere parte delle sue riserve di Bitcoin?
Uno degli indicatori di bilancio più seguiti per Strategy è il rapporto tra il valore aziendale (enterprise value EV) e il valore delle riserve di Bitcoin (BTC).
Questo rapporto, EV/BTC, ha come soglia critica 1:
sopra tale livello, il mercato percepisce che Strategy mantiene un margine di sicurezza;
sotto tale livello emergono timori concreti di vendite forzate.
Secondo JP Morgan, il rapporto attualmente si colloca a 1.13, estremamente vicino ad un livello che mette in pericolo l’intero mercato delle crypto.
Se infatti questo rapporto dovesse scendere sotto 1, la società potrebbe essere costretta a vendere parte del suo stock di Bitcoin. Il movimento che ne risulterebbe non sarebbe lineare né contenuto. Il Bitcoin potrebbe scendere sotto quota 84500 punti che oggi rappresenta un livello fondamentale di stop loss. Questo farebbe scattare margin call su migliaia di investitori in un contesto di scarsa liquidità.
Per evitare di creare preoccupazioni sul mercato, Strategy ha annunciato una riserva per pagare dividendi e debito in modo da evitare vendite forzate di Bitcoin.
Non è ancora chiaro se questo annuncio potrà calmare il mercato delle crypto ma sicuramente è un tassello da seguire con molta attenzione perché potrebbe impattare su tutta la componente di mercato più speculativa.
Il Bitcoin ha infatti una buona correlazione con l’azionario americano ad alto beta. Se le crypto dovessero continuare a scendere, è difficile pensare che il settore tech continui a performare bene.
Bitcoin nel 2026: nuovo massimo storico o bear market?Il prezzo del bitcoin ha vissuto un anno 2025 deludente, nonostante il raggiungimento di un nuovo massimo storico a 126.000 dollari USA durante la sessione di borsa di lunedì 6 ottobre. La delusione deriva dall’assenza di un’accelerazione finale verticale, come avvenuto nei cicli precedenti nel quarto trimestre successivo all’halving.
In termini relativi, confrontando la performance del bitcoin con le altre classi di attivi (mercato azionario, obbligazionario, valutario, delle materie prime e delle criptovalute), il bitcoin chiude il 2025 in ultima posizione con una performance annuale negativa, mentre oro, argento e indici azionari registrano forti rialzi.
Possiamo ora attenderci un rimbalzo del prezzo del bitcoin nel 2026? Esistono diversi approcci analitici e ciascuno trasmette un messaggio molto diverso. Di seguito sono presentate le tre principali ipotesi per la tendenza di fondo del bitcoin nel 2026, con le relative illustrazioni. Naturalmente aggiornerò la mia analisi su Bitcoin durante l’anno tramite il profilo Swissquote su TradingView; non esitate quindi a seguire l’account Swissquote/TradingView per essere avvisati delle prossime analisi su BTC e altcoin.
1. La teoria del ciclo di 4 anni e del suo bear market ciclico intrappola il BTC in una traiettoria ribassista fino a settembre 2026
2. Al contrario, la correlazione tra il prezzo del bitcoin e il ciclo macroeconomico (strettamente legato alla politica monetaria della FED) supporta l’ipotesi di un nuovo massimo storico nel 2026 (rapporto rame/oro e PMI manifatturiero ISM per l’economia USA)
3. Anche la correlazione tra il BTC e la liquidità globale mondiale invia un segnale rialzista per i prossimi mesi
Iniziamo dalla prima ipotesi, quella del ciclo di 4 anni, storicamente scandito dagli halving del protocollo Bitcoin. Secondo questa lettura strettamente ciclica, ogni massimo importante è seguito da una fase di correzione prolungata, talvolta violenta, che sfocia in un vero e proprio bear market della durata media di circa 12 mesi. In questo scenario, il massimo di ottobre 2025 segnerebbe la fine del ciclo rialzista iniziato nel 2022 e aprirebbe la strada a una fase di ribasso che potrebbe estendersi fino alla fine dell’estate 2026, con un minimo teorico intorno a settembre. Questa visione è coerente dal punto di vista storico, ma presuppone che il mercato continui a funzionare in modo quasi meccanico, senza tenere conto dei cambiamenti strutturali degli ultimi anni.
La seconda ipotesi si basa su un approccio macroeconomico molto più ampio. Il prezzo del bitcoin mostra infatti una correlazione crescente con il ciclo economico globale, fortemente influenzato dalla politica monetaria della Federal Reserve. Due indicatori sono particolarmente rilevanti in questo contesto: il rapporto rame/oro, spesso considerato un indicatore anticipatore del ciclo economico globale, e il PMI manifatturiero ISM per l’economia statunitense. Storicamente, quando questi indicatori riprendono a salire dopo una fase di contrazione, il bitcoin tende a entrare in una fase rialzista, talvolta con alcuni mesi di ritardo. Se questa lettura macro dovesse confermarsi nel 2026, un nuovo massimo storico del BTC non sarebbe da escludere.
Infine, la terza ipotesi riguarda la liquidità globale mondiale, un fattore chiave per tutti gli asset cosiddetti “risk-on”. Il bitcoin, in quanto asset scarso ma altamente speculativo, è particolarmente sensibile alle variazioni di liquidità. L’espansione dei bilanci delle banche centrali, il calo dei tassi reali e l’aumento della massa monetaria hanno storicamente rappresentato un potente carburante per le fasi rialziste del BTC. Diversi segnali suggeriscono ora che la liquidità globale potrebbe tornare ad aumentare nei prossimi mesi. Se ciò dovesse verificarsi, questo rafforzerebbe l’ipotesi di una prosecuzione o ripresa della tendenza rialzista del bitcoin nel 2026, indipendentemente dallo schema ciclico classico.
In conclusione, lo scenario per il bitcoin nel 2026 rimane estremamente aperto. Tra l’eredità dei cicli passati, le nuove dinamiche macroeconomiche e il ruolo centrale della liquidità globale, il mercato si trova a un bivio. Più che mai, un approccio multidimensionale appare indispensabile per comprendere correttamente la futura traiettoria del BTC.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Nel 2026 vedremo sicuramente almeno una correzioneStatisticamente l'indice S&P 500 sale sempre ma nella sua salita andiamo regolarmente incontro a correzioni più o meno profonde.
A volte queste si trasformano in bear market (raramente) altre volte no.
Ma quanto di frequente?
Una correzione del 1-3% si verifica annualmente, anche più volte in un anno
Una correzione del 5% si verifica in media ogni 1.1 anni
Una correzione del 10% si verifica in media ogni 1.6 anni
Una correzione del 15% si verifica in media ogni 2.5 anni
Una correzione del 20% si verifica in media ogni 4 anni
Una correzione del 25% si verifica in media ogni 5 anni
Una correzione del 30% si verifica in media ogni 10 anni
Una correzione del 40% si verifica in media ogni 16 anni
Una correzione del 50% si verifica in media ogni 48 anni
Nel 2026 sappiamo quindi per certo che ci saranno correzioni lievi ma è meno probabile che queste si trasformino in bear market perché:
l'ultima correzione da 20% è stata ad aprile 2025, meno di 1 anno fa
l'ultima correzione da 25% circa è stata nel 2022, meno di 4 anni fa
l'ultima correzione da 30% circa è stata nel 2020, meno di 6 anni fa
Chiaramente si tratta solo di statiche che possono essere smentite dall'oggi al domani ma affrontare i mercati con numeri alla mano è meglio che affrontarli di pancia.
Settori e Groenlandia: i settori dell’S&P 500 da monitorareQuesta analisi non intende formulare anticipazioni prospettiche sulle relazioni tra Stati Uniti e Groenlandia, né tantomeno addentrarsi in considerazioni geopolitiche, istituzionali o diplomatiche. Le ipotesi di annessione, sovranità o modifica dello status del territorio esulano dall’ambito di questo studio. L’obiettivo è volutamente più limitato e pragmatico: interrogarsi sulle potenziali conseguenze economiche di un maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti in Groenlandia, qualunque ne sia la forma, e sui settori dell’S&P 500 che potrebbero esserne indirettamente influenzati.
Questa riflessione si basa dunque su un approccio economico e settoriale, senza presupporre né tempistiche, né fattibilità politica, né tantomeno la probabilità di tale scenario. Mira semplicemente a individuare aree di sensibilità all’interno del mercato azionario statunitense, nell’ipotesi in cui gli Stati Uniti rafforzassero la loro presenza economica, industriale o strategica in questa regione del mondo.
Di seguito, il grafico mostra le candele giapponesi settimanali dell’indice settoriale S&P 500 Materials.
Ricordiamo che le azioni che compongono l’S&P 500 sono suddivise in 11 grandi super-settori GICS, ciascuno dei quali raggruppa aziende con profili economici e motori di crescita distinti. In questo contesto, alcuni settori appaiono più esposti di altri a dinamiche legate all’accesso alle risorse naturali, allo sviluppo delle infrastrutture, alla sicurezza delle catene di approvvigionamento e alle sfide energetiche e industriali. Un coinvolgimento statunitense in Groenlandia, anche graduale e limitato, potrebbe quindi generare effetti differenziati a seconda dei settori interessati.
La Groenlandia è un territorio autonomo del Regno di Danimarca, situato tra l’Atlantico settentrionale e l’oceano Artico. La sua posizione geografica le conferisce una particolare importanza strategica, soprattutto nel contesto del cambiamento climatico, della progressiva apertura delle rotte marittime artiche e del crescente interesse per le risorse naturali della regione. Il sottosuolo groenlandese è noto per contenere risorse minerarie significative, tra cui terre rare, grafite, rame, nichel, nonché idrocarburi offshore ancora in gran parte inesplorati.
Queste risorse sono economicamente rilevanti non tanto per i volumi immediatamente disponibili, quanto per la loro natura strategica. Alcune sono considerate critiche per le tecnologie moderne, la transizione energetica, l’elettrificazione dei trasporti, la difesa e l’industria dei semiconduttori. In questo contesto, un accesso più diretto o sicuro a tali materie prime potrebbe, nel lungo periodo, influenzare determinate catene del valore dominate da società statunitensi quotate.
Va tuttavia ricordato che lo sfruttamento di queste risorse è soggetto a vincoli significativi: condizioni climatiche estreme, elevati costi di investimento, problematiche ambientali, accettabilità sociale locale e quadri normativi rigorosi. Di conseguenza, qualsiasi impatto economico potenziale sarebbe necessariamente graduale, indiretto e di lungo periodo. Non si tratta quindi di individuare catalizzatori di breve termine per i mercati, ma piuttosto di evidenziare settori dell’S&P 500 che potrebbero, su un orizzonte temporale più ampio, beneficiare o essere influenzati da un’evoluzione strutturale di questo tipo.
In quest’ottica, l’analisi che segue mira a offrire una panoramica dei settori potenzialmente interessati, senza bias direzionale e in una logica di monitoraggio macro-settoriale piuttosto che di immediata convinzione d’investimento.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Gennaio 2026: i fattori chiave per l’S&P 500Il 2025 è stato un anno molto favorevole per gli asset rischiosi e l’indice S&P 500 inizia l’anno in prossimità dei suoi massimi storici, in un contesto di valutazioni azionarie molto elevate e di aspettative ancora ottimistiche sulla crescita degli utili societari, in particolare nel settore tecnologico statunitense.
L’S&P 500 proseguirà la sua inerzia rialzista o entrerà in una fase di prese di profitto nel mese di gennaio? La risposta dipenderà da una serie di fattori fondamentali chiave, per i quali emergeranno indicazioni decisive proprio nel corso di gennaio.
Le domande fondamentali centrali:
• L’inflazione negli Stati Uniti è davvero sotto controllo?
(CPI il 13 gennaio e PCE il 29 gennaio)
• Game changer: la FED modificherà il suo obiettivo di inflazione nel 2026?
• Il tasso di disoccupazione USA è fuori controllo?
(Rapporto NFP venerdì 9 gennaio)
• La FED ridurrà i tassi nel primo trimestre?
(FED il 28 gennaio)
• La crescita degli utili sarà confermata?
• Chi sarà il nuovo Shadow FED Chair?
• Il QE tecnico si trasformerà in un QE classico?
L’avvio dei mercati nel gennaio 2026 avviene in un contesto ricco di interrogativi fondamentali. Dopo diversi anni caratterizzati da un’inflazione ben superiore all’obiettivo del 2 % della FED, da una politica monetaria molto restrittiva e da una forte concentrazione delle performance sulle mega-cap tecnologiche, questi squilibri devono ridursi per evitare una correzione significativa del mercato nella prima metà del 2026.
Inflazione: il primo pilastro
La questione centrale resta l’inflazione statunitense. Non si tratta più solo di capire se l’inflazione rallenta, ma se è controllata in modo duraturo e realmente vicina all’obiettivo della FED. Le pubblicazioni di gennaio — CPI il 13 gennaio e PCE il 29 gennaio — saranno quindi attentamente monitorate.
Una disinflazione credibile è la condizione necessaria per una distensione monetaria sostenibile. In questo contesto, l’ipotesi di una modifica del target di inflazione della FED nel 2026 rappresenta un potenziale game changer. Questa possibilità è stata evidenziata dal Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent. L’abbandono di un obiettivo rigido del 2 % a favore di una fascia più ampia (ad esempio 1,5 %–2,5 %) consentirebbe maggiore flessibilità monetaria, a condizione che la credibilità della FED sia preservata da un ritorno iniziale dell’inflazione al 2 %.
Un simile dibattito potrebbe modificare profondamente la lettura dei tassi reali e delle valutazioni azionarie. Va inoltre ricordato che alcune grandi banche centrali adottano già un obiettivo di inflazione a intervallo.
Per preservare la tendenza di fondo del mercato azionario statunitense, è necessario che l’inflazione confermi il suo percorso verso il 2 %, come suggeriscono gli indicatori di inflazione in tempo reale, in particolare la versione del PCE proposta da Truflation.
Mercato del lavoro: il secondo pilastro
Il mercato del lavoro statunitense rappresenta il secondo pilastro fondamentale. Il tasso di disoccupazione e la creazione di posti di lavoro saranno analizzati attraverso il rapporto NFP e la regola di Sahm, spesso utilizzata come indicatore anticipatore di recessione.
Un rallentamento troppo brusco dell’occupazione metterebbe in discussione lo scenario di soft landing e riaccenderebbe i timori di una contrazione economica, con effetti negativi sugli utili e sulla fiducia degli investitori. Ricordiamo che il tasso di disoccupazione USA è già superiore al livello implicitamente previsto dalla FED per il 2026, rendendo il rapporto NFP di venerdì 9 gennaio particolarmente decisivo.
Politica monetaria: il terzo pilastro
La terza grande questione riguarda la politica monetaria della FED nella prima parte del 2026, in particolare l’evoluzione del tasso dei federal funds.
I mercati si interrogano sulla possibilità di un primo taglio dei tassi già nel primo trimestre del 2026. La riunione del 28 gennaio rappresenta un primo appuntamento chiave, anche se una riduzione immediata appare poco probabile. Le aspettative sui tassi evolveranno sensibilmente in funzione del rapporto NFP del 9 gennaio e dei dati sull’inflazione CPI (13 gennaio) e PCE (29 gennaio).
Utili: il cuore della valutazione azionaria
La crescita degli utili è il fulcro del ragionamento azionario per il 2026. La stagione delle trimestrali del quarto trimestre 2025, da metà gennaio a metà febbraio, sarà determinante per confermare o smentire un consenso estremamente ottimista.
Le aspettative di crescita dei ricavi e degli utili per azione restano elevate in quasi tutti i settori, con un ruolo centrale della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, tali prospettive devono giustificare valutazioni storicamente tirate. La minima delusione sui risultati o sulle guidance potrebbe innescare una fase di prese di profitto di circa il 10 % sull’S&P 500.
Liquidità: un fattore determinante
Parallelamente, il tema della liquidità torna al centro del dibattito. L’evoluzione del bilancio della FED, la liquidità netta negli Stati Uniti e la possibilità di un passaggio da un “QE tecnico” a un QE classico rappresentano elementi cruciali per gli asset rischiosi.
I mercati restano estremamente sensibili a qualsiasi cambiamento nella politica di liquidità globale. La FED ha posto fine al QT il 1° dicembre e ha avviato un programma di acquisto di titoli a breve termine (QE tecnico). Tuttavia, sarebbe un QE classico a risultare davvero decisivo per ridurre la pressione derivante da tassi obbligazionari a lungo termine troppo elevati.
L’evoluzione del bilancio della FED e della liquidità netta statunitense avrà quindi un impatto significativo sul mercato azionario USA nella prima parte dell’anno.
Conclusione
Infine, diversi fattori di rischio trasversali completano il quadro: il contesto geopolitico, particolarmente rilevante nel gennaio 2026; la situazione tecnica del settore tecnologico statunitense; la resilienza dell’S&P 500 nonostante l’assenza di una correzione significativa; e l’andamento dei tassi di interesse, in particolare dei tassi lunghi statunitensi e giapponesi, la cui stabilità resta fortemente dipendente dall’azione delle banche centrali.
In sintesi, l’inizio del 2026 si profila come un momento cruciale in cui inflazione, politica monetaria, utili, liquidità e geopolitica dovranno allinearsi per prolungare la dinamica rialzista dei mercati. Gennaio potrebbe quindi dare il tono all’intero primo trimestre, tra uno scenario di prese di profitto dell’S&P 500 verso il supporto dei 6.200 punti (media mobile a 200 giorni) o la prosecuzione dell’inerzia rialzista degli ultimi mesi.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Resistance Breakouts with Volatility and Volume ConfirmationDescription
This trading setup focuses on intraday charts (from 15-min up to 4-hour timeframes) for stocks or other liquid assets. The core idea is to identify high-probability long entries when price breaks above a key resistance level, but only when supported by increasing volatility and rising volume.
Breakouts often fail without strong participation from buyers. By requiring confirmation from both volatility expansion (signaling a potential sustained move) and volume momentum (indicating genuine buying interest), this approach filters out many false breakouts and improves the reliability of upward moves.
Key Components
Daily Support and Resistance Levels on Intraday Charts
Plot major support/resistance zones identified from the daily timeframe (e.g., previous day's high/low, pivot points, or swing highs/lows).
These act as psychological and technical barriers on lower timeframes.
Focus on two raising support levels and resistance breakout.
Bollinger Bands Width (BBW) – For Volatility
BBW measures the distance between the upper and lower Bollinger Bands (typically 20-period SMA with 2 standard deviations).
A rising BBW indicates expanding volatility, often preceding strong directional moves after periods of contraction (the "Bollinger Squeeze").
Look for BBW trending upward or pushing the dynamic expansion line – this shows the market is "waking up" and ready for expansion.
Volume Oscillator – For Volume Momentum
Use Volume Oscillator (fast MA minus slow MA of volume; defaults 10 and 25 days, but adjustable).
The key signal: The oscillator line above its signal line (or simply above the zero line in many configurations).
This confirms increasing volume momentum, meaning short-term volume is outpacing longer-term averages – a sign of growing buyer conviction.
Entry Rules (Long Setup)
- Price structure: at least two raising suport levels on the intraday chart (maroon lines).
- Volatility confirmation: Bollinger Bands Width is rising (upward slope / pushing dynamic expansion line).
- Volume confirmation: Volume Oscillator is positive (line above signal/zero line), showing rising participation.
- Breakout trigger: Price closes above resistance.
Enter long on the breakout candle and place the stop-loss slightly below the last support level, target price should be calculated as to guarantee at least a 2:1 risk-reward ratio (ideal level is 3:1).
Additional Filters for Higher Probability
Prefer setups in the direction of the broader trend (refer to "Selection of stock at primary trend reversion").
Avoid entries near major news events that could cause whipsaws.
Risk Management
Stop Loss: Place below a recent swing low – account for intraday volatility.
Take Profit: Target next daily resistance or scale out at 1:2 or 1:3 risk-reward ratios.
Position size: Risk no more than 1-2% of account per trade.
Why This Works
Many breakouts fail due to low conviction (trapped buyers selling into strength).
Rising volatility (BBW expansion) often marks the end of consolidation and start of trending moves.
Increasing volume provides "fuel" – high participation on upside breaks suggests institutional or crowd buying, making the move more sustainable.
Combining these reduces false signals and aligns with classic principles: breakouts with volume and volatility confirmation tend to have higher follow-through.
This is a discretionary setup best used with practice on historical charts. Backtest on your preferred assets and adjust parameters (e.g., BBW length, Volume Oscillator periods) to fit market conditions.
Feel free to share examples or variations in the comments!
Selection of stock at primary trend reversionDescription
The stock selection setup is a multi-layered technical approach to identify strong individual stocks likely to outperform the broader market. It combines trend-following, relative strength (RS), and momentum analysis using Know Sure Thing (KST) indicator.
Key Components
Price and Simple Moving Average (SMA):
The foundation is the stock's price action relative to a long-term SMA (a 40-weeks or a 200-day period). The stock should be in a clear uptrend, trading above its SMA. This confirms the primary bullish trend and filters out weak or declining stocks.
Relative Strength (RS) of the Stock vs. a Reference Index:
RS is calculated as the stock's price divided by a benchmark index (e.g., FTSE MIB, DAX, S&P 500, etc.). A rising RS line indicates the stock is outperforming the market and confirmation of the RS line above the long-term SMA emphasizes that the stocks is in an uptrend or making new highs, showing leadership compared to the reference index.
KST of the Price:
The KST (Know Sure Thing) is a momentum oscillator, a weighted sum of smoothed rates-of-change (ROC) over multiple timeframes: Typically: (10-weeks SMA of 10-weeks ROC × 1) + (13-weeks SMA of 13-weeks ROC × 2) + (15-weeks SMA of 15-weeks ROC × 3) + (20-weeks SMA of 20-weeks ROC × 4).
A signal line (e.g., 10-weeks SMA of KST) is often added.
Applied directly to the stock's price, a KST above the zero line confirms building momentum; a bullish crossover above its signal line can signalize potential entry points.
RS of the long-term KST:
This is a key refinement: Compare the KST of the raw price to the KST of the referenc index (subtraction method) allows to identify if the stock's outperformance is accelerating (momentum in relative strength), which is a stronger signal of leadership than RS alone.
Hence, the RS of the long-term KST above the zero line confirms leadership momentum.
How the Setup Works for Stock Selection
The method aims to pick stocks with both absolute strength (good price trend and momentum) and relative strength (beating the market with accelerating outperformance). The ideal "buy" setup requires alignment across these layers:
- Price > SMA (bullish trend).
- RS > SMA (in an uptrend - outperforming the index).
- KST (price) bullish (positive and rising).
- RS of KST bullish (showing momentum in outperformance — this filters for true leaders).
This multi-confirmation reduces false signals and focuses on stocks in strong, sustained uptrends. Apply this in the context of market cycles, industry rotation, and broader trends, but the core stock-picking filter is this combination.
Merry Christmas to all, gold Traders🌞 BUON GIORNO A TUTTI E BUON NATALE E FELICE FINE ANNO🌞
Noi riprenderemo con le analisi giornalieri da gli inizi di gennaio.
non perdetevi nulla!
faremo un anno intero piendo di idee e di live tutti i giorni.
non dimenticatevi di lasciare un like e un piccolo commento <3 grazie a tutti
Porta disciplina nel trading e il resto arriva.
La pazienza paga più dell’ego.
🔔 Attivate le notifiche per non
perdervi nulla!
📬 Per qualsiasi dubbio o domanda, scrivetemi: sarò felice di rispondervi.
vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
Kevin Warsh vs. Kevin Hassett: chi è più accomodante?Mentre la Federal Reserve ha ridotto il tasso dei federal funds al 3,75% e ha avviato un QE tecnico dopo aver posto fine al programma di QT, il mese di gennaio 2026 sarà direttamente influenzato dalla scelta monetaria di Donald Trump riguardo al successore di Jerome Powell, che entrerà in carica a partire da maggio 2026.
Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe annunciare la sua decisione all’inizio del prossimo anno e, secondo gli ultimi dati di consenso disponibili, la scelta dovrebbe ricadere tra Kevin Hassett e Kevin Warsh. La FED ha adottato una traiettoria più accomodante riavviando in modo molto moderato l’espansione del proprio bilancio (attraverso acquisti di obbligazioni a breve termine per garantire il corretto funzionamento del mercato monetario e interbancario), ma il prossimo ciclo dei tassi dei federal funds resta incerto e dipenderà dai dati sul mercato del lavoro statunitense (rapporti NFP) e dall’inflazione (PCE e CPI) pubblicati a gennaio e febbraio.
È tuttavia fondamentale ricordare che i mercati saranno anche fortemente influenzati dallo “Shadow Fed Chair” che verrà nominato a gennaio e assumerà ufficialmente l’incarico in primavera.
Chi tra Kevin Hassett e Kevin Warsh può essere considerato il più accomodante in termini di prospettive di politica monetaria?
Kevin Hassett appare oggi come il candidato più chiaramente “dovish” dal punto di vista dei mercati. Il suo profilo è quello di un economista orientato alla crescita, molto sensibile agli effetti delle condizioni finanziarie sugli investimenti, sul mercato del lavoro e sulle valutazioni degli asset. Storicamente, Hassett ha sempre sostenuto che la politica monetaria debba rimanere flessibile e pragmatica, anche a costo di tollerare periodi di inflazione leggermente superiori all’obiettivo, per evitare un eccessivo irrigidimento delle condizioni finanziarie. Nel contesto attuale, caratterizzato da un elevato debito pubblico e da una crescente dipendenza dei mercati dalla liquidità globale, il suo approccio è percepito come favorevole al mantenimento di un orientamento accomodante o a una normalizzazione molto graduale dei tassi reali.
Kevin Warsh incarna invece una linea monetaria molto più ortodossa e disciplinata. Ex governatore della FED, ha spesso espresso riserve nei confronti di politiche non convenzionali prolungate, ritenendo che il QE massiccio abbia contribuito a distorsioni significative nei mercati finanziari e a una cattiva allocazione del capitale. Pur essendo consapevole delle attuali limitazioni sistemiche, Warsh sarebbe più propenso a limitare l’espansione del bilancio della FED e a privilegiare la credibilità anti-inflazionistica, anche a costo di una maggiore volatilità sui mercati azionari.
La differenza tra questi due profili è quindi centrale per la traiettoria futura degli asset rischiosi. Una scelta a favore di Kevin Hassett rafforzerebbe lo scenario di una FED “market-friendly”, in grado di mantenere condizioni di liquidità favorevoli e di sostenere implicitamente i multipli di valutazione, in particolare sull’S&P 500. Al contrario, la nomina di Kevin Warsh introdurrebbe un orientamento più restrittivo nel medio termine, con il rischio di una revisione delle aspettative sui tassi e di un rallentamento della dinamica rialzista dei mercati azionari.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Prudenza: la quota di liquidità dei gestori ai minimi storiciSecondo l’ultima Global Fund Manager Survey di Bank of America, la percentuale di liquidità detenuta dai gestori è scesa al 3,3%, il livello più basso dal 1999. In termini di asset allocation, livelli storicamente molto bassi di liquidità tra i gestori hanno spesso coinciso con i massimi dei mercati azionari. Al contrario, i periodi in cui la liquidità raggiungeva livelli elevati erano spesso precursori di importanti minimi di mercato e della fine dei mercati ribassisti.
In un contesto in cui le valutazioni dell’S&P 500 si trovano in una zona di eccesso rialzista, questo nuovo minimo storico della liquidità tra i gestori rappresenta quindi un segnale di cautela. Prima o poi, la liquidità è destinata a risalire, traducendosi in pressioni ribassiste sui mercati azionari. Questo riflette il principio fondamentale dell’asset allocation tra liquidità, azioni e obbligazioni, con flussi di capitale che passano da un bacino all’altro. È il meccanismo di base dell’allocazione degli attivi.
Questo segnale è ancora più rilevante perché un livello di liquidità così basso indica che i gestori sono già fortemente investiti. In altre parole, la maggior parte del capitale disponibile è già stata allocata al mercato azionario. In questo contesto, il potenziale di nuovi acquirenti marginali si riduce drasticamente, rendendo il mercato più vulnerabile a qualsiasi shock negativo: delusioni macroeconomiche, rialzi dei tassi a lungo termine, tensioni geopolitiche o semplici prese di profitto.
Inoltre, una liquidità storicamente bassa riflette un consenso rialzista estremo. Tuttavia, i mercati finanziari tendono spesso a muoversi contro consensuses troppo consolidati. Quando tutti sono posizionati nella stessa direzione, il rapporto rischio/rendimento diventa sfavorevole. In tali condizioni, il mercato non ha necessariamente bisogno di una cattiva notizia importante per correggere: talvolta è sufficiente l’assenza di notizie positive per innescare una fase di consolidamento.
È inoltre importante ricordare che il rialzo dell’S&P 500 è stato accompagnato da una concentrazione estrema delle performance su un numero ristretto di titoli, principalmente legati alla tecnologia e all’intelligenza artificiale. In un simile contesto, un semplice ribilanciamento dei portafogli o una rotazione settoriale può amplificare i movimenti al ribasso.
Infine, il ritorno graduale della liquidità raramente avviene senza conseguenze per i mercati azionari. Spesso è accompagnato da una fase di maggiore volatilità o addirittura da una correzione, che consente di ristabilire un equilibrio più sano tra valutazioni, posizionamento e prospettive economiche.
In sintesi, questo livello storicamente basso di liquidità tra i gestori non segnala un crollo imminente, ma invita chiaramente alla prudenza, a una gestione del rischio più rigorosa e a una maggiore selettività sull’S&P 500, in un contesto in cui l’ottimismo sembra già ampiamente incorporato nei prezzi.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Liquidità monetaria: il Russell 2000 in prima lineaIl Russell 2000 è un indice azionario statunitense che raggruppa circa 2.000 società a piccola capitalizzazione quotate negli Stati Uniti. A differenza dell’S&P 500 o del Nasdaq, ampiamente dominati da grandi multinazionali con forte esposizione internazionale, il Russell 2000 riflette principalmente la dinamica economica domestica delle piccole e medie imprese statunitensi.
Le aziende che lo compongono sono generalmente più giovani, più indebitate e più dipendenti dalle condizioni di finanziamento rispetto alle grandi capitalizzazioni. Ricavano la maggior parte dei loro ricavi dal mercato interno e sono quindi particolarmente sensibili all’evoluzione della crescita, dei consumi e del costo del credito negli Stati Uniti. Per questo motivo, il Russell 2000 è spesso considerato un barometro anticipatore del ciclo economico americano e dell’appetito per il rischio nei mercati finanziari.
Questo indice è anche uno dei più sensibili alle condizioni di liquidità monetaria, sia attuali sia attese. Le fasi di riduzione dei tassi di interesse e di politiche monetarie accomodanti, in particolare i programmi di quantitative easing (QE), gli sono state storicamente favorevoli. Quando la Federal Reserve allenta la propria politica, il costo del capitale diminuisce, le condizioni di rifinanziamento migliorano e l’accesso al credito diventa più fluido per le piccole e medie imprese. In questo contesto, la recente decisione della FED di portare il tasso dei federal funds al 3,75%, combinata con l’annuncio di un QE definito “tecnico”, rappresenta un segnale forte per gli asset maggiormente dipendenti dalla liquidità. Per sua stessa struttura, il Russell 2000 funge da amplificatore di questi cambiamenti di regime monetario: quando la liquidità torna o quando i mercati la anticipano, tende a sovraperformare gli indici delle grandi capitalizzazioni.
Dal punto di vista tecnico, è appena stato generato un segnale di continuazione rialzista sul timeframe settimanale. L’indice ha superato al rialzo il suo precedente massimo storico, stabilito alla fine del 2021, un livello che aveva agito come una resistenza importante per oltre quattro anni. Questa rottura si inserisce in una struttura di trend rialzista di lungo periodo chiaramente identificabile, caratterizzata da una successione di minimi e massimi crescenti.
Il superamento di questa area chiave conferma l’uscita al rialzo da un’ampia fase di consolidamento e trasforma il vecchio massimo in un potenziale nuovo supporto. Dal punto di vista dell’analisi tecnica, una rottura al di sopra di un massimo storico rappresenta un classico segnale di continuazione del trend, tanto più rilevante in un contesto monetario tornato più accomodante. Finché l’indice rimane al di sopra di questo livello, la dinamica di fondo resta rialzista, con un potenziale di ulteriore estensione sostenuto sia dalla tecnica sia dalla liquidità globale. Resta comunque necessario considerare possibili fasi correttive nel breve periodo.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Perché I Trader Perdono Più Soldi Il Lunedì MattinaPerché I Trader Perdono Più Soldi Il Lunedì Mattina
Un trader apre una posizione alle 9:35 di lunedì. Un'ora dopo, chiude con stop loss. Stesso trader, stessa strategia, ma mercoledì pomeriggio. Risultato opposto.
Coincidenza? No.
Il mercato non cambia solo nel prezzo. Cambia nell'umore, velocità e aggressività dei partecipanti. E questo dipende dal tempo.
Lunedì Mattina: Quando Le Emozioni Comandano
Il fine settimana è finito. I trader hanno accumulato notizie, opinioni, paure. La prima ora di trading assomiglia a una folla durante i saldi. Tutti vogliono entrare per primi.
Il problema è che le decisioni vengono prese sulle emozioni, non sull'analisi. La volatilità esplode. Gli spread si allargano. Le false rotture accadono più spesso.
Le ricerche mostrano: il lunedì porta ai trader la più alta proporzione di operazioni in perdita della settimana. La psicologia gioca contro di te dall'inizio.
Sessione Asiatica Contro Americana
Alle 3 del mattino ora di Mosca, Tokyo apre. I movimenti sono fluidi, prevedibili. I range sono stretti.
Poi si unisce Londra. La velocità aumenta. I volumi triplicano.
New York aggiunge caos. Dalle 16:30 alle 18:00 MSK, il mercato diventa un campo di battaglia. Le notizie dagli USA si sovrappongono alle chiusure di posizioni europee.
Diverse sessioni richiedono diversa psicologia. L'Asia ama la pazienza. L'Europa richiede velocità. L'America mette alla prova i nervi.
Venerdì Pomeriggio: Trappola Per Gli Avidi
Al venerdì, i trader sono stanchi. Più decisioni prese che in tutta la settimana. Le riserve di forza di volontà sono esaurite.
Dopo pranzo, molti vogliono solo chiudere la settimana. Inizia la chiusura massiva di posizioni. I trend si rompono. I pattern smettono di funzionare.
Ma la cosa più pericolosa: il desiderio di "recuperare per la settimana". Un trader vede l'ultima possibilità di correggere i risultati. Entra in operazioni rischiose. Aumenta la dimensione del lotto.
Le statistiche dei broker confermano: il venerdì dopo le 15:00 MSK raccoglie più stop loss di qualsiasi altro momento.
Ore Fantasma
Ci sono periodi in cui il mercato tecnicamente funziona, ma è meglio non fare trading.
Dalle 22:00 alle 2:00 MSK, l'America ha chiuso, l'Asia dorme ancora. La liquidità scende. Un ordine grande può muovere il prezzo di 20 pip.
L'ora di pranzo europea (13:00-14:00 MSK) è anche insidiosa. I volumi si congelano. Il prezzo segna il passo. Poi improvvisamente schizza in qualsiasi direzione senza motivo.
Fare trading in queste ore assomiglia a pescare in uno stagno vuoto. Puoi stare seduto a lungo e non pescare nulla.
Come Il Tempo Influenza Il Tuo Pensiero
La fatica si accumula. Al mattino analizzi ogni operazione. Alla sera clicchi semplicemente sul grafico.
I bioritmi dettano la concentrazione. Il picco di prestazioni per la maggior parte delle persone cade tra le 10:00 e le 12:00. Dopo pranzo arriva un calo. Alle 17:00, la capacità di valutare i rischi scende del 30%.
Aggiungi caffeina, privazione del sonno, problemi personali. Il tuo stato cambia la percezione della stessa situazione sul grafico.
Mercoledì: Il Punto Medio Dorato
Le statistiche dicono: il mercoledì dà i risultati più stabili.
Le emozioni del lunedì sono passate. La fatica del venerdì non è ancora arrivata. Il mercato funziona in modalità normale senza sorprese.
La maggior parte dei trader professionisti concentra l'attività proprio a metà settimana. Meno rumore, più pattern.
Trova Il Tuo Momento
Non esiste una ricetta universale. Alcuni fanno trading eccellentemente nella sessione asiatica. Altri catturano la volatilità di New York.
Tieni un diario non solo sulle operazioni, ma sul tempo. Segna quando prendi le decisioni migliori. Quando fai errori impulsivi.
Dopo un mese vedrai un pattern. Forse il tuo cervello funziona meglio la sera. O i lunedì portano davvero solo perdite.
Adatta il tuo programma alla biologia, non al desiderio di fare trading 24/7.
Il Tempo Come Filtro
I trader esperti usano il tempo come filtro di ingresso aggiuntivo.
Buon setup lunedì mattina? Saltalo. Stesso setup mercoledì? Prendilo.
Segnale di acquisto alle 23:00? Aspetta l'apertura di Tokyo. Non ha senso rischiare con bassa liquidità.
Il tempo non cancella la strategia. Ma aggiunge probabilità a tuo favore.
Cosa Dicono I Numeri
I dati di migliaia di conti mostrano pattern chiari:
Lunedì: meno 2-3% alla redditività media
Martedì-Giovedì: risultati stabili
Venerdì: meno 1-2% dopo le 15:00
Sessioni notturne: non redditizie per il 78% dei trader
Sovrapposizione Londra-New York: profitto massimo per gli scalper
I numeri non mentono. La psicologia è reale.
Parola Finale
Puoi avere la migliore strategia al mondo. Ma se fai trading al momento sbagliato, i risultati saranno nella media.
Il mercato non cambia. Cambiano le persone che ci fanno trading. La loro fatica, paura, avidità, disattenzione.
L'ora del giorno e il giorno della settimana determinano chi è nel mercato ora e in che stato. E questo determina come si muoverà il prezzo.
Scegli il momento del trading con la stessa cura con cui scegli il punto di ingresso. Molti trader aggiungono filtri temporali alle loro strategie o usano indicatori che aiutano a tracciare l'attività delle sessioni.
Leggere le intenzioni istituzionali attraverso il Volume ProfileLeggere le intenzioni istituzionali attraverso il Volume Profile
Il prezzo si muove dove fluisce il denaro. Verità semplice che la maggior parte dei trader trascura la fonte più ovvia di informazioni sul denaro: il volume.
Il Volume Profile mostra dove è avvenuto il trading. Non quando, ma dove. L'istogramma laterale rivela quali livelli hanno attratto acquirenti e venditori. Mentre i principianti disegnano linee di supporto dalle ombre delle candele, il denaro fluisce altrove.
Zone di valore contro zone di rumore
Il Point of Control (POC) segna il livello di prezzo con volume di trading massimo per il periodo. Il prezzo ha trascorso più tempo qui. Acquirenti e venditori hanno concordato su questo prezzo. Valore equo in questo momento.
La Value Area copre il 70% del volume scambiato. I confini di questa zona mostrano dove il mercato considera l'asset sottovalutato o sopravvalutato. Il prezzo gravita verso la Value Area come una calamita.
Guardiamo la pratica. Il prezzo ha rotto il massimo, tutti si aspettano crescita. Controlla il Volume Profile: il volume sulla rottura è minuscolo. I grandi giocatori non hanno partecipato. Rottura falsa. Il prezzo tornerà.
High Volume Node e Low Volume Node
L'HVN appare come sezioni spesse sul profilo. Molte transazioni, molta liquidità. Il prezzo rallenta all'HVN, inverte, consolida. Questi sono ancoraggi di mercato.
L'LVN appare come sezioni sottili. Poche transazioni, poca liquidità. Il prezzo vola attraverso l'LVN come coltello caldo nel burro. Niente a cui aggrapparsi lì.
I trader spesso piazzano stop dietro l'HVN. I grandi giocatori lo sanno. A volte il prezzo colpisce deliberatamente quegli stop per accumulare posizioni. Si chiama caccia agli stop .
Tipi di profilo e loro significato
Profilo a forma di P: un POC ampio al centro, volume distribuito uniformemente. Mercato in equilibrio. Rompere i confini di tale profilo produce movimenti forti.
Profilo a forma di b: volume spostato verso il basso. Acquirenti attivi a livelli bassi. Accumulo prima della crescita.
Profilo-D: volume in alto. Distribuzione prima del declino. I grandi giocatori escono dalle posizioni.
Usare il profilo nel trading
Trova aree con basso volume tra zone di alto volume. Un LVN tra due HVN crea un corridoio per movimento rapido del prezzo. Entra al confine dell'HVN, punta al prossimo HVN.
Quando il prezzo si muove fuori dai confini della Value Area e appare volume lì: il trend guadagna forza. Si forma nuova zona di valore. I vecchi livelli smettono di funzionare.
Se il prezzo torna alla vecchia Value Area dopo movimento forte: cerca inversione. Il mercato rifiuta i nuovi prezzi.
Profili di sessione contro profili settimanali
Il profilo giornaliero mostra dove è avvenuto il trading oggi. Il settimanale mostra dove le posizioni si sono accumulate tutta la settimana. Il mensile dà l'immagine della distribuzione del grande denaro.
Profili di periodi diversi si sovrappongono. Il POC del profilo giornaliero può coincidere con il confine della Value Area settimanale. Zona forte. Il prezzo reagirà qui.
Sui futures, considera gli orari delle sessioni:
La sessione asiatica forma il suo profilo
L'europea forma il suo
L'americana forma il suo, con volume più pesante
Rotazione del profilo
Il prezzo migra tra zone di valore. La vecchia Value Area diventa supporto o resistenza per la nuova. Il POC della settimana scorsa funziona come calamita sulla settimana corrente.
Quando i profili si connettono, il mercato consolida. Quando si separano, inizia il trend.
Volume e volatilità
Basso volume a qualche livello significa che il prezzo non si è soffermato lì. È passato velocemente. Al ritorno a questo livello, la reazione sarà debole.
Il volume cresce ai confini del range. La battaglia di acquirenti e venditori avviene lì. Il vincitore determina la direzione della rottura.
Profilo composito
Costruito da diversi giorni di trading. Mostra dove è avvenuta la battaglia principale nel periodo. Rimuove il rumore dei giorni individuali. L'immagine diventa più chiara.
Il profilo composito aiuta a trovare zone di supporto e resistenza a lungo termine. Il composito mensile mostra i livelli da cui i trader istituzionali lavoreranno tutto il prossimo mese.
Molti trader costruiscono il Volume Profile direttamente sui grafici Trading View. Regolano il periodo, osservano la distribuzione del volume, pianificano i trade.
Senza QE della Fed, gli altcoin resteranno deboliLa Federal Reserve statunitense (FED) ha ridotto il tasso dei federal funds al 3,75% e ha annunciato l’inizio di una fase di Quantitative Easing tecnico (QE tecnico), cioè l’acquisto di obbligazioni a breve termine per garantire la liquidità del mercato monetario e del mercato interbancario.
Siamo ora in una situazione di equilibrio tra l’obiettivo di inflazione e quello relativo al mercato del lavoro. Va inoltre ricordato che il programma di Quantitative Tightening (QT) è in pausa da lunedì 1° dicembre. In altre parole, la FED è pronta a utilizzare il proprio bilancio per assorbire qualsiasi tensione nei mercati monetario e interbancario, e per evitare che i rendimenti obbligazionari diventino un freno per le finanze pubbliche e per le imprese.
In questo contesto, l’analisi del rapporto Altcoins/Bitcoin (vedi grafico allegato) assume pieno significato: le fasi di sovraperformance degli altcoin rispetto al Bitcoin sono strettamente correlate alla traiettoria del bilancio della FED. Ed è evidente che un semplice “QE tecnico” non è sufficiente: solo un vero programma di QE classico riaccende realmente il mercato degli altcoin.
È fondamentale distinguere i due strumenti. Un QE tecnico non rappresenta un ciclo sostenuto di creazione monetaria: il suo impatto sui tassi a lungo termine è limitato. Fornisce soprattutto liquidità temporanea per garantire la fluidità del mercato monetario —operazioni repo, aggiustamenti transitori del bilancio, interventi mirati in caso di tensioni. Ciò impedisce un improvviso rialzo dei tassi a breve, ma non costituisce una vera politica espansiva.
Al contrario, un QE classico ha effetti potenti: comprime l’intera curva dei rendimenti, stimola il credito e avvia un vero ciclo di appetito per il rischio. Il QE tecnico funge da ammortizzatore, non da motore. Previene crisi di liquidità, ma non crea l’impulso strutturale necessario affinché gli altcoin ritrovino una dinamica rialzista.
Ecco perché le indicazioni della FED sull’evoluzione futura del suo bilancio saranno decisive per la tendenza degli altcoin nel 2026.
Il grafico evidenzia un punto essenziale: dal 2022, il rapporto Altcoins/Bitcoin scende all’interno di un ampio cuneo discendente, quasi come riflesso della contrazione del bilancio della FED. La sincronizzazione è impressionante: ogni massimo del rapporto coincide con l’inizio di una fase di QT. Al contrario, la fine dei cicli di QT ha permesso una stabilizzazione del rapporto, ma è stato il QE del marzo 2020 a provocare l’esplosione rialzista degli altcoin.
Oggi, il rapporto sta nuovamente testando il limite inferiore di questo cuneo pluriennale —un livello di compressione estrema che spesso precede importanti inversioni… ma solo se la liquidità sistemica ritorna, cioè con un vero programma di QE e non con un semplice QE tecnico.
In sintesi: il grafico conferma ciò che la macroeconomia suggerisce da tempo: gli altcoin potranno davvero ripartire soltanto quando il QE tornerà a essere uno strumento pienamente attivo della politica monetaria statunitense.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
S&P 500 — QE tecnico vs. QE classicoLa Federal Reserve degli Stati Uniti (FED) ha annunciato ieri la sua ultima decisione di politica monetaria dell’anno, con un taglio del tasso dei federal funds al 3,75%. Jerome Powell ha tenuto una conferenza stampa e la FED ha aggiornato le sue proiezioni macroeconomiche per il 2026.
C’è ormai un equilibrio totale tra l’obiettivo sul tasso di disoccupazione e quello sull’inflazione. Ricordiamo anche che il programma di Quantitative Tightening (QT) è sospeso dal lunedì 1° dicembre e che la FED è pronta a utilizzare lo strumento del proprio bilancio per ridurre ogni tensione emergente nel mercato interbancario e monetario e per garantire che i rendimenti obbligazionari non mettano sotto pressione lo Stato o le imprese.
Mentre l’indice S&P 500 si muove sui suoi massimi storici e occorre giustificare un livello di valutazione senza precedenti, un “QE tecnico” della FED nel 2026 sarebbe sufficiente per contenere i tassi d’interesse a lungo termine e sostenere il mercato azionario?
È fondamentale comprendere che un “QE tecnico” non è un programma classico di Quantitative Easing (QE) e che il suo impatto sui tassi a lungo termine resta limitato. In questo senso, un QE tecnico apporta liquidità a breve termine, ma non rappresenta un sostegno strutturale.
Concretamente, un QE tecnico consiste soprattutto nel stabilizzare il funzionamento del mercato monetario: operazioni di repo, aggiustamenti temporanei del bilancio, interventi mirati in caso di tensioni. Ciò impedisce che i tassi a breve schizzino all’improvviso, ma non implica che la FED entri in un ciclo massiccio di allentamento. Gli investitori devono quindi evitare di sovrainterpretare il termine “QE”: qui l’obiettivo è operativo, non macroeconomico.
Mentre un QE classico comprime l’intera curva dei rendimenti, stimola il credito e alimenta un vero ciclo di appetito per il rischio, un QE tecnico funge da “ammortizzatore” più che da motore. Previene una crisi di liquidità, ma non crea un nuovo slancio strutturale. Per un mercato azionario già sui suoi massimi storici, la sfumatura è fondamentale.
Va quindi minimizzato? Non proprio. In un contesto in cui le valutazioni sul mercato USA sono molto elevate e in cui il minimo stress sui tassi può innescare prese di profitto violente, la semplice capacità della FED di intervenire in modo chirurgico per calmare i mercati può bastare a mantenere un clima di fiducia. Un QE tecnico non è carburante per una nuova gamba rialzista, ma può impedire turbolenze che indebolirebbero gli indici americani.
In sintesi, mentre un QE classico crea un ambiente espansivo, un QE tecnico crea soprattutto un ambiente stabile. E per un S&P 500 sui massimi, la stabilità potrebbe già essere un sostegno non trascurabile.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Rally di fine anno: effetto stagionale senza illusioniRally di fine anno: effetto stagionale senza illusioni
Il “rally di fine anno” sembra un regalo del mercato, ma non è un bonus garantito.
Si tratta di un effetto stagionale che a volte aiuta a migliorare le operazioni e a volte porta solo a forzare ingressi.
L’obiettivo è capire cosa si può davvero chiamare rally, quando tende a comparire e come inserirlo in un sistema di trading già esistente.
Che cosa si intende per rally di fine anno
In genere si parla di rally di fine anno quando, tra gli ultimi giorni di dicembre e i primi di gennaio, si vedono più sedute consecutive con chiara prevalenza dei compratori.
Segnali tipici:
varie chiusure vicino ai massimi giornalieri
superamento dei massimi locali su indici e titoli leader
maggiore appetito per il rischio
tentativi di inversione ribassista senza seguito reale
Nel mercato cripto il quadro è meno ordinato, ma la logica è simile: verso la fine dell’anno l’interesse per gli asset rischiosi tende ad aumentare.
Perché la fine dell’anno spinge al rialzo
Le ragioni sono molto concrete.
Fondi e bilancio annuale
I gestori vogliono mostrare un bilancio finale decente. Rinforzano le posizioni sui titoli forti e tagliano quelli chiaramente deboli.
Fisco e pulizia del portafoglio
Dove la tassazione è legata all’anno solare, alcuni chiudono le posizioni in perdita prima e rientrano vicino alle feste con portafogli aggiornati.
Clima di festa
Con un flusso di notizie neutro o leggermente positivo, le buone notizie su tassi, inflazione o utili vengono assorbite con più facilità.
Liquidità ridotta
Molti operatori sono in ferie. Il book è più sottile e basta meno volume per spostare i prezzi.
Quando ha senso cercarlo
Sui mercati azionari tradizionali il rally di fine anno viene osservato soprattutto:
negli ultimi 5 giorni di borsa di dicembre
nei primi 2–5 giorni di borsa di gennaio
Nel mondo cripto il calendario è meno rigido. Conviene seguire:
il comportamento degli asset principali
eventuali cambi di dominanza tra “asset guida” e resto del mercato
lo stato del trend: esausto oppure ancora in buona salute
Un esercizio utile è segnare sul grafico la zona dicembre–gennaio per diversi anni e vedere che cosa è successo davvero su quel mercato.
Come non trasformarlo in una lotteria
Prima di aprire un’operazione “per il rally di fine anno”, può aiutare una breve lista di controllo:
su timeframe alti esiste un trend rialzista o almeno una pausa chiara del precedente ribasso
indici principali e asset chiave si muovono in direzione coerente
sopra il prezzo non c’è una resistenza recente e forte
rischio per trade definito in anticipo: stop, dimensione, percentuale del conto
piano di uscita con livelli di presa di profitto e punto di invalidazione precisi
Se uno di questi elementi manca, il rally rimane solo contesto di mercato, non un segnale operativo.
Errori comuni sul rally di fine anno
entrare solo perché il calendario dice “fine dicembre”
aumentare troppo la size “per sfruttare il movimento prima delle feste”
comprare in cima all’impulso, quando la distribuzione è già iniziata
togliere lo stop pensando che “a Natale il mercato non crollerà”
Nessun effetto stagionale può sostituire la gestione del rischio. Una strategia fragile in marzo non diventa robusta a dicembre.
Una nota sugli indicatori
Molti trader non hanno voglia di ridisegnare a mano l’intero quadro ogni dicembre. Indicatori che mettono in evidenza trend, zone chiave e forza del movimento permettono di ridurre il lavoro ripetitivo e concentrarsi sulla decisione finale. In questo modo il rally di fine anno diventa solo uno dei tanti scenari all’interno di una struttura stabile, e non una storia isolata legata al calendario.
Metodo della Candela AncoraMetodo della Candela Ancora: Leggere Tutto il Movimento da una Sola Barra
Molti trader riempiono il grafico di linee e pattern. Lavorare attorno a una sola “candela ancora” rende la lettura più pulita.
L’idea è semplice: il mercato spesso costruisce un intero impulso intorno a una candela dominante. Se segni bene i suoi livelli, ottieni una struttura chiara per leggere trend, ritracciamenti e false rotture.
Cos’è una candela ancora
La candela ancora è una candela di ampio range che avvia o rinnova un movimento. Di solito fa almeno una di queste cose:
Rompe un massimo o un minimo importante
Avvia un movimento deciso dopo una fase di lateralità
Trasforma una struttura confusa in un impulso direzionale
Caratteristiche tipiche:
Range chiaramente più grande rispetto alle candele vicine
Chiusura vicina a un estremo del range (in alto in impulso rialzista, in basso in impulso ribassista)
Compare dopo compressione, range o avanzamento lento
Non serve una definizione rigida in punti o percentuale. La candela ancora è soprattutto uno strumento visivo. Lo scopo è individuare la candela attorno alla quale il resto del movimento “si organizza”.
Come trovarla sul grafico
Per un singolo strumento e timeframe:
Definisci il bias di breve su un timeframe superiore (per esempio H1 se operi su 5–15 minuti).
Passa al timeframe operativo.
Identifica l’ultimo impulso chiaro nella direzione di quel bias.
All’interno dell’impulso, cerca la candela con il range più evidente.
Verifica che abbia fatto qualcosa di “rilevante”: rottura di range, pulizia di un massimo/minimo locale o avvio della gamba.
Se nulla spicca davvero, lascia stare. Il metodo funziona meglio su impulsi puliti, non su fasi molto sovrapposte.
Livelli chiave dentro la candela ancora
Una volta scelta, traccia quattro livelli:
Massimo della candela
Minimo della candela
50 % del range (linea mediana)
Chiusura della candela
Ogni livello ha una funzione precisa.
Massimo
In una candela ancora rialzista, il massimo tende a essere la zona dove i compratori in ritardo restano bloccati. Se il prezzo supera il massimo e poi rientra velocemente nel range, spesso si tratta di falsa rottura o di raccolta di liquidità.
Minimo
In un’ancora rialzista, il minimo è l’area di invalidazione strutturale. Chiusure nette al di sotto indicano che l’impulso iniziale è stato assorbito.
Linea mediana (50 %)
La mediana divide il controllo. In contesto rialzista:
Prezzo sopra il 50 % mantiene il vantaggio ai compratori
Chiusure ripetute sotto il 50 % mostrano che i venditori prendono il comando
Chiusura
La chiusura mostra chi ha vinto il confronto all’interno della candela. Se il prezzo reagisce spesso vicino a quel livello, significa che il mercato “riconosce” quella ancora.
Scenari base attorno a un’ancora rialzista
Assumiamo trend rialzista e candela ancora rialzista.
1. Continuazione del trend dalla metà superiore
Schema tipico:
Dopo la candela ancora, il prezzo ritraccia nella metà superiore
Il ritracciamento resta sopra la mediana
Volatilità e volume calano sul ritracciamento, poi entra nuova domanda
Possibili ingressi:
Reazione chiara in acquisto sulla mediana
Break di un piccolo massimo locale dentro la metà superiore
Lo stop spesso va sotto il minimo della candela ancora o sotto l’ultimo minimo locale interno.
2. Falsa rottura e inversione dal massimo
Schema:
Il prezzo rompe il massimo dell’ancora
Rientra rapidamente nel range
Le candele successive chiudono dentro o sotto la mediana
Segnale ricorrente di compratori stanchi. Per chi cerca l’inversione:
Attendere una chiusura pulita di ritorno dentro la candela
Usare il massimo dell’ancora come livello di invalidazione dello short
3. Perdita completa dell’impulso sotto il minimo
Quando il prezzo entra nella metà inferiore, chiude sotto il minimo e ci rimane, l’impulso perde forza in modo evidente.
Uso pratico:
Chiudere i long che dipendevano da quell’impulso
Pianificare short sui retest del minimo dal basso, come nuova resistenza
Candela ancora ribassista: stessa logica al contrario
Per una candela ancora ribassista:
Il minimo diventa area di trappola per venditori in ritardo
Il massimo è il livello di invalidazione
La metà superiore della candela è zona privilegiata di vendita
Chiusura e mediana restano utili per valutare chi controlla la candela
La struttura speculare, la lettura non cambia.
Routine pratica ripetibile
Una checklist compatta:
Definisci il bias sul timeframe superiore
Sul timeframe operativo trova l’ultimo impulso chiaro in quella direzione
Scegli la candela ancora che rappresenta l’impulso
Traccia massimo, minimo, 50 % e chiusura
Osserva dove si trova ora il prezzo rispetto a questi livelli
Concludi: continuazione, falsa rottura o struttura compromessa
Il metodo non elimina il dubbio, riduce solo il rumore a pochi punti fissi.
Errori comuni con le candele ancora
Considerare ancora ogni candela un po’ più grande dentro un range caotico
Ignorare il bias del timeframe superiore e tradare ogni segnale in entrambe le direzioni
Trattare ogni tocco di livello come segnale, senza guardare il contesto
Restare legati alla stessa ancora quando il mercato ha già creato un nuovo impulso
Le candele ancora invecchiano. Gli impulsi più recenti di solito offrono informazioni migliori.
Nota sugli indicatori
Molti trader preferiscono segnare a mano queste candele e i relativi livelli, altri si affidano a indicatori che individuano automaticamente le candele a largo range e tracciano le zone. Il lavoro manuale allena l’occhio, mentre gli strumenti automatici fanno risparmiare tempo quando si seguono molti strumenti e diversi timeframe in parallelo.






















