Prezzo del petrolio: attenzione al posizionamento istituzionaleNonostante gli eventi geopolitici all’inizio del 2026, il prezzo del petrolio si è mantenuto su livelli contenuti nei mercati finanziari. L’abbondanza dell’offerta globale (produzione record negli Stati Uniti e aumento della produzione dell’OPEC) continua a esercitare una pressione ribassista strutturale, con una tendenza tecnica negativa in atto dalla fine del 2023, favorendo al contempo la disinflazione. Un superamento della resistenza dei 65 dollari sul WTI rappresenterebbe un segnale di inversione rialzista di grande portata.
Fattori fondamentali dominanti:
• La tendenza di fondo del petrolio rimane ribassista al di sotto della resistenza dei 65 dollari
• Gli operatori istituzionali hanno aumentato l’esposizione short sul petrolio (rapporto COT della CFTC), ma la posizione netta è ora intorno allo zero, un’area di minimo storico osservata l’ultima volta nel 2008
• Il Venezuela rappresenta meno dell’1 % della produzione mondiale, ma possiede le maggiori riserve provate di petrolio. La geopolitica esercita una pressione rialzista generale, inferiore però all’attuale struttura domanda/offerta
1. La tendenza di fondo resta ribassista sotto i 65 dollari
Dal punto di vista tecnico, il petrolio segue una tendenza ribassista strutturale dalla metà del 2022. Il grafico mensile evidenzia una serie di massimi decrescenti e minimi più bassi, tipici di un mercato in fase negativa. Il livello dei 65 dollari è identificato come pivot chiave di tendenza e corrisponde (come mostrato nel grafico allegato) al massimo precedente allo scoppio della crisi sanitaria all’inizio del 2020. Solo una rottura netta sopra i 65 dollari interromperebbe questa struttura ribassista.
2. Attenzione: la posizione netta istituzionale è su un minimo storico
Secondo i dati del COT report della CFTC, i gestori istituzionali hanno ridotto le posizioni long e aumentato le posizioni short sui future del petrolio. Il grafico mostra una tendenza ribassista della posizione netta istituzionale, coerente con la pressione sui prezzi degli ultimi mesi. Tuttavia, la posizione netta si trova ora in una zona storicamente bassa, intorno allo zero, livello che nel 2008 segnò l’inizio di un forte rimbalzo. Resta comunque valido che, finché la resistenza dei 65 dollari non verrà superata, la tendenza di fondo del petrolio rimarrà ribassista.
3. L’offerta globale supera la domanda, origine della tendenza ribassista
Le proiezioni recenti dei principali enti (EIA, IEA, banche internazionali) indicano che la produzione mondiale di petrolio continua a superare la crescita della domanda, generando un surplus strutturale. La produzione record degli Stati Uniti, unita alla graduale ripresa della produzione dell’OPEC+ (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq), mantiene un eccesso di offerta che pesa sui prezzi. Secondo queste istituzioni, lo squilibrio domanda/offerta potrebbe persistere fino al 2026, con una sovrapproduzione globale compresa tra 2 e 4 milioni di barili al giorno.
Questo surplus è confermato dall’aumento delle scorte petrolifere nelle economie avanzate, segnale evidente che la domanda non assorbe l’intera produzione. In tale contesto, anche fattori geopolitici avversi (tensioni in Medio Oriente, sanzioni) faticano a invertire la tendenza ribassista.
4. Venezuela: bassa produzione, riserve enormi
Il Venezuela non rappresenta un fattore determinante nel breve termine per il prezzo del petrolio sui mercati finanziari. Pur disponendo delle maggiori riserve provate di petrolio al mondo (oltre 300 miliardi di barili, circa il 17 % del totale globale), davanti all’Arabia Saudita, la produzione rimane limitata a circa 0,8–1 milione di barili al giorno, meno dell’1 % della produzione mondiale.
L’incapacità di aumentare rapidamente l’offerta è dovuta a problemi strutturali: infrastrutture deteriorate, carenza di investimenti, sanzioni internazionali e difficoltà tecniche legate alla qualità del greggio pesante. Di conseguenza, nonostante l’importanza teorica delle sue riserve nel lungo periodo, l’impatto immediato del Venezuela sull’offerta globale resta limitato. Questa settimana, la situazione geopolitica in Iran merita un monitoraggio particolarmente attento.
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Idee della comunità
Comportamento NQAnche NQ ha rispettato in pieno l'analisi fatta. Il Long si sarebbe attivato sopra i 25.777, e avveo dato come target l'area compresa tra 25.942,50-26.005, dove c'era anche la 2° devizione standard positiva del Vwap. Di fatti, si è fermato proprio in quella zona. Avevo dato un livello intermedio da attenzionare, che qualora il mercato non fosse riuscito a romperlo con forza, avrebbe potuto far partire dei pullback ribasso. Dato che ci abbiamo chiuso con forza, quello scenario non si è verificato, e siamo arrivati dritti a target.
Comportamento ESIl mercato ha rimbalzato sul supporto primario, e sul Vwap in area 6.950, per poi salire verso la resistenza principale a 6.973,25. Il long si è attivato alla rottura di quel livello, come indicato in analisi. Il mercato ha accelerato a rialzo, e ogni rottura di resistenza, ha poi portato ad una salita verso livelli successivi.
Il massimo di sessione è stato fatto proprio sulla resistenza lato opzioni, a 7.025.
Il mercato ha rispettato anche la visione più ampia, tipica dei Mean Reverting, ovvero quella di reagire sul Vwap e poi cercare gli eccessi volumetrici intorno alle deviazioni standard.
Nuovo indebolimento dello YenDa tempo si parlava di una fantomatica “normalizzazione” della politica monetaria giapponese ma la Bank of Japan ha continuato a tenere i tassi a livelli estremamente contenuti a fronte di un’inflazione da tempo sopra il target del 2%.
L'ultimo dato sull'inflazione giapponese ha segnato un livello del 2.9% e del 3% su quella core (escluse le componenti più volatili quali cibo ed energia).
Nell'ultima riunione di dicembre, la BOJ ha alzato i tassi ufficiali di 25 punti base, portandoli allo 0.75%, il livello più alto da oltre 30 anni.
Nella conferenza stampa del Governatore Ueda, è stato confermato che sono possibili ulteriori rialzi in futuro ma la normalizzazione verrà attuata con grande gradualità.
La BOJ sta cercando un equilibrio delicato: normalizzare i tassi abbastanza da ancorare Yen e aspettative di inflazione senza però innescare uno shock dei rendimenti che metta in crisi la sostenibilità fiscale e la stabilità del mercato dei titoli di stato.
Ricordiamo che la Banca Giapponese detiene più della metà del debito pubblico giapponese ed ETF per un valore equivalente a più di 500 miliardi di dollari.
L'ultimo periodo è stato caratterizzato da un forte aumento dei rendimenti obbligazionari giapponesi che sono saliti soprattutto sulla parte a lunga della curva.
Un aumento dei rendimenti JGB è estremamente importante a livello globale perché
Attraverso lo Yen passano i carry trades. Molti fondi prendono a prestito denaro in valuta giapponese pagando un tasso molto basso e lo investono in titoli di stato americani, europei o inglesi, ricevendo un tasso di interesse più elevato. Se il costo del denaro in Giappone aumenta, il carry trade diventa meno conveniente e i fondi che mettono in pratica questa strategia devono vendere i titoli di stato detenuti.
Gli investitori istituzionali giapponesi hanno un grande peso sul mercato obbligazionario. Fino ad oggi gli investitori giapponesi investivano i loro capitali in obbligazioni globali perché i tassi erano più elevati di quelli domestici. Un aumento dei rendimenti dei JGB aumenta la convenienza relativa dei titoli di stato domestici e questo potrebbe causare vendite sugli altri mercati obbligazionari.
Questo ha quindi indebolito lo Yen portandolo nuovamente verso i livelli delicati di USDJPY in area 160 circa, livello verso il quale la BOJ e il governo giapponese potrebbe intervenire per sostenere la valuta.
Modeling Trading Expectancy with a Simple Binomial FrameworkOverview
Many traders focus only on win rate and average reward/risk, but real expectancy also depends on costs, position sizing, and the natural monthly variability of outcomes.
Let’s explore this with a transparent example: a strategy that averages 6 independent trades per month, with a 55% win rate.
We can model the possible monthly results using the binomial distribution — the same math behind coin flips, but applied to trading wins and losses.
Step 1: Understanding the Binomial Model
Imagine a biased coin where Heads = Win (55% probability), Tails = Loss (45%).
The probability of exactly k wins in 6 trades is:
P(k)=(6¦k)×(0.55)^k×(0.45)^(6-k)
P(k) = binom{6}{k} * (0.55)^k * (0.45)^{6-k}
The binomial coefficient
(6¦k) : binom{6}{k}
("6 choose k") counts how many ways you can get exactly k wins: (6¦k)=6!/(k!(6-k)!)
Examples:
k = 0 wins (probability ≈ 0.83%)
(6¦0)=1 {6!} / {0!(6-0)!}
k = 1 win (probability ≈ 6.09%)
(6¦1)=6 {6!} / {1!(6-1)!}
(The peak is at 3 wins with 30.3% probability.)
Step 2: Realistic Trade Parameters
Boundary conditions:
- Position size: 40% of capital per trade
- Win: Take Profit +4.5%
- Loss: Stop Loss -2%
- Costs (both wins and losses): Commissions (0.38% round-trip) + Tobin tax (0.2% at entry)
Net per trade (on the positioned capital):
• Win: +3.92% → +1.568% impact on total capital
• Loss: -2.58% → -1.032% impact on total capital
Step 3: Monthly Outcomes
Here are all possible results (without any stopping rule):
- 0 wins : probability 0.83% (return -6.19%)
- 1 win : probability 6.09% (return -3.59%)
- 2 wins : probability 18.61% (return -0.99%)
- 3 wins : probability 30.32% (return +1.61%)
- 4 wins : probability 27.80% (return +4.21%)
- 5 wins : probability 13.59% (return +6.81%)
- 6 wins : probability 2.77% (return +9.41%)
Weighting each outcome by its probability yields an average monthly return of +2.39%.
Adding a Drawdown Protection Rule: Stop Trading After 4 Losses
To reduce downside risk, add this rule: stop taking new trades for the month once 4 losses are reached (trades are sequential). This caps maximum losses at 4 per month.
We now need to recalculate probabilities and returns, because in bad sequences we stop early and avoid the 5th/6th loss.
How to calculate the new probabilities and expected return:
There are two mutually exclusive scenarios:
Never reach 4 losses → complete all 6 trades
This happens if losses ≤3 (i.e., wins ≥3).
Probability: ~74.47% (sum of original binomial probabilities for k=3 to 6 wins).
Returns remain the same as in the original table for these cases.
Reach exactly the 4th loss on trade t (t=4,5, or 6) → stop immediately after trade t
These use the negative binomial distribution: probability that the 4th loss occurs exactly on trial t.
Formula for each t:
P("stop at " t)=((t-1)¦3)×(0.45)^4×(0.55)^(t-4)
P({stop at } t) = binom{t-1}{3} * (0.45)^4 * (0.55)^{t-4}
(Choose 3 positions for the previous losses in the first t-1 trades, then loss on t.)
Detailed breakdown:
Stop after 4 trades (0 wins, 4 losses): Probability 4.10%, Return -4.13%
Stop after 5 trades (1 win, 4 losses): Probability 9.02%, Return -2.56%
Stop after 6 trades (2 wins, 4 losses; 4th loss exactly on the 6th): Probability 12.40%, Return -0.99%
Total probability of stopping: ~25.53% (equals the original cases with ≥4 losses).
To get the new expected return:
Weight the returns by these adjusted probabilities (full-6-trade cases + stopping cases).
Result:
expected monthly return ≈ +2.32% (slightly lower than the original +2.39%, because we sometimes miss potential recovering wins in bad months).
Key benefits:
- Maximum monthly loss capped at -4.13% (vs. -6.19% originally)
- Downside range significantly narrowed
- Small trade-off in average return for much better capital protection
Key Insight
Small, consistent edges can compound powerfully over time, but only if we:
- Account properly for all costs
- Size positions conservatively
- Prepare mentally for normal monthly swings
The binomial view helps us see both the average and the variability — essential for long-term survival and growth.
Adding simple rules like loss limits can further enhance the risk profile, often with minimal impact on expectancy.
What do you think — does your strategy show similar positive expectancy when modeled this way?
Divergenza Epocale: USA vs EU, La fine del parallelismo?📉 Divergenza Epocale: USA vs EU. La fine del parallelismo? 🇺🇸🇪🇺
Il grafico parla chiaro: siamo di fronte a uno "scisma" economico senza precedenti. Mentre fino al 2018 le due sponde dell'Atlantico procedevano quasi a braccetto, oggi la produttività americana corre in Ferrari mentre l'Europa sembra rimasta senza carburante. 🏎️💨
Perché gli USA stanno dominando? 🚀
⚡ Il fattore Energia: Dopo il sabotaggio del Nord Stream e l'addio al gas russo, l'Europa ha perso il suo vantaggio competitivo basato sull'energia a basso costo. Gli USA, grazie allo Shale Gas e al GNL, non solo sono diventati energeticamente indipendenti, ma vendono il loro gas all'Europa a prezzi decisamente superiori, drenando capitali dal settore manifatturiero UE. ⛽💰
🏗️ Deindustrializzazione Europea: L'instabilità geopolitica post-conflitto ha reso l'Europa un terreno difficile per l'industria pesante. Il risultato? Molte aziende europee stanno delocalizzando negli Stati Uniti, attratte dai costi energetici più bassi e dai massicci sussidi dell'Inflation Reduction Act (IRA). Gli USA stanno letteralmente "importando" la capacità produttiva europea. 🏗️🇺🇸
🤖 Il Boost Tecnologico: Mentre l'Europa si concentra sulla regolamentazione, gli USA dominano nell'Intelligenza Artificiale e nel software. Questo crea un moltiplicatore di produttività che nel vecchio continente manca totalmente. 🤖💻
Cosa monitorare per il Trading? 📈
1️⃣ EUR/USD: Questa divergenza mette una pressione strutturale ribassista sull'Euro nel lungo periodo. 2️⃣ Indici Azionari: Il gap spiega perché l'S&P 500 continua a sovraperformare gli indici europei (DAX, CAC). 3️⃣ Settore Energetico: La dipendenza europea dal GNL americano è ormai un trend strutturale.
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La correlazione tra Bitcoin e Strategy Inc.Negli ultimi anni c’è stata una società che più di altre ha rappresentato il mercato delle crypto: NASDAQ:MSTR Strategy Inc (ex Microstrategy).
Attraverso la creazione di un ecosistema sulle criptovalute, Strategy Inc. ha smesso di essere percepita come azienda di software per trasformarsi nel veicolo finanziario attraverso cui migliaia di investitori retail hanno deciso di amplificare la loro esposizione al Bitcoin.
Nell'ultimo anno, mentre il Bitcoin scende del 4.30% circa, l’azienda scende di oltre -52%.
La correlazione tra Bitcoin e Strategy Inc. è diventata talmente stretta da generare una dinamica di mercato che vive e respira in funzione di un’unica variabile: l’andamento della crypto.
Tutto bene se Strategy continua ad accumulare Bitcoin e ad essere ritenuta un’azienda sana.
Ma cosa succede se l’azienda dovesse vendere parte delle sue riserve di Bitcoin?
Uno degli indicatori di bilancio più seguiti per Strategy è il rapporto tra il valore aziendale (enterprise value EV) e il valore delle riserve di Bitcoin (BTC).
Questo rapporto, EV/BTC, ha come soglia critica 1:
sopra tale livello, il mercato percepisce che Strategy mantiene un margine di sicurezza;
sotto tale livello emergono timori concreti di vendite forzate.
Secondo JP Morgan, il rapporto attualmente si colloca a 1.13, estremamente vicino ad un livello che mette in pericolo l’intero mercato delle crypto.
Se infatti questo rapporto dovesse scendere sotto 1, la società potrebbe essere costretta a vendere parte del suo stock di Bitcoin. Il movimento che ne risulterebbe non sarebbe lineare né contenuto. Il Bitcoin potrebbe scendere sotto quota 84500 punti che oggi rappresenta un livello fondamentale di stop loss. Questo farebbe scattare margin call su migliaia di investitori in un contesto di scarsa liquidità.
Per evitare di creare preoccupazioni sul mercato, Strategy ha annunciato una riserva per pagare dividendi e debito in modo da evitare vendite forzate di Bitcoin.
Non è ancora chiaro se questo annuncio potrà calmare il mercato delle crypto ma sicuramente è un tassello da seguire con molta attenzione perché potrebbe impattare su tutta la componente di mercato più speculativa.
Il Bitcoin ha infatti una buona correlazione con l’azionario americano ad alto beta. Se le crypto dovessero continuare a scendere, è difficile pensare che il settore tech continui a performare bene.
Comportamento NQContesto Iniziale:
L’analisi delineava uno scenario rialzista, supportato dal fatto che il mercato si trovasse in prossimità del supporto principale e stabilmente sopra il VWAP, elemento chiave per la lettura del fair value intraday.
In questo contesto, il prezzo ha sviluppato il movimento atteso, raggiungendo il primo target individuato in area 25.760,50 – 25.832.
Attivazione del Movimento di Eccesso Volumetrico:
Era stato evidenziato come il contesto macro fosse di Mean Reversion e come, dopo una fase di riequilibrio sul VWAP, il mercato tenda frequentemente a estendere il movimento verso le deviazioni standard.
La conferma operativa più affidabile per l’attivazione del movimento di eccesso, era rappresentata da una rottura decisa della resistenza a 25.832.
Una volta superato tale livello, il prezzo ha effettivamente accelerato, sviluppando l’estensione direzionale fino al livello indicato in fase di analisi.
Confluenza dei Livelli:
L’area di target presentava una confluenza tecnica rilevante, data dalla seconda deviazione standard positiva del VWAP e da una zona volumetrica significativa.
Non a caso, proprio in quest’area sono stati registrati i massimi di sessione, confermando la validità della lettura combinata dei livelli.
Conclusioni:
La capacità di leggere correttamente il contesto macro e di individuare la strategia a maggiore probabilità, più adatta a tale contesto, è fondamentale per comprendere i movimenti di prezzo più probabili.
Struttura di mercato, contesto macro, analisi volumetrica e lettura dei Fair Value consentono di costruire una mappa chiara e coerente dei possibili sviluppi del prezzo, indipendentemente dallo scenario che il mercato deciderà di sviluppare.
Comportamento ES Contesto Iniziale:
Il mercato ha rispettato l’analisi in maniera estremamente precisa. Come evidenziato in fase pre-market, finché i prezzi fossero rimasti all’interno della Value Area, lo scenario atteso sarebbe stato di lateralità, funzionale all’accumulo di ordini in vista di una successiva espansione direzionale.
Attivazione dello Scenario Long:
Lo scenario long era previsto esclusivamente in caso di rottura decisa della Value Area Top (VAT) a 6.966,50.
Questo è esattamente quanto si è verificato: il mercato ha superato il livello al rialzo, ha effettuato un appoggio sopra di esso e ha successivamente accelerato, raggiungendo il primo target dichiarato in area 6.975–6.977.
Sviluppo Direzionale e Struttura a Scaletta:
L’analisi prevedeva inoltre che, a ogni rottura netta delle resistenze intermedie, il prezzo avrebbe esteso il movimento verso le resistenze successive, seguendo una struttura progressiva “a scaletta”.
Anche questo scenario è stato pienamente rispettato, con il mercato che ha continuato a salire in modo ordinato, confermando la forza del movimento direzionale.
Massimi di Giornata:
I massimi di giornata sono stati infine registrati esattamente sulla resistenza indicata in mattinata, in area 7.018, confermando ancora una volta la precisione dei livelli tecnici individuati in fase di analisi.
Conclusioni finali:
La sessione odierna, rappresenta un esempio chiaro di come la lettura dei volumi, delle Value Area e dei livelli derivanti dal mercato delle opzioni, consentano di ottenere una visione strutturata e consapevole delle dinamiche che possono muovere il prezzo.
Questo approccio permette di evitare ingressi anticipati, e di concentrarsi esclusivamente sui movimenti a maggiore probabilità, migliorando la qualità dell’operatività e la gestione del rischio.
Bitcoin nel 2026: nuovo massimo storico o bear market?Il prezzo del bitcoin ha vissuto un anno 2025 deludente, nonostante il raggiungimento di un nuovo massimo storico a 126.000 dollari USA durante la sessione di borsa di lunedì 6 ottobre. La delusione deriva dall’assenza di un’accelerazione finale verticale, come avvenuto nei cicli precedenti nel quarto trimestre successivo all’halving.
In termini relativi, confrontando la performance del bitcoin con le altre classi di attivi (mercato azionario, obbligazionario, valutario, delle materie prime e delle criptovalute), il bitcoin chiude il 2025 in ultima posizione con una performance annuale negativa, mentre oro, argento e indici azionari registrano forti rialzi.
Possiamo ora attenderci un rimbalzo del prezzo del bitcoin nel 2026? Esistono diversi approcci analitici e ciascuno trasmette un messaggio molto diverso. Di seguito sono presentate le tre principali ipotesi per la tendenza di fondo del bitcoin nel 2026, con le relative illustrazioni. Naturalmente aggiornerò la mia analisi su Bitcoin durante l’anno tramite il profilo Swissquote su TradingView; non esitate quindi a seguire l’account Swissquote/TradingView per essere avvisati delle prossime analisi su BTC e altcoin.
1. La teoria del ciclo di 4 anni e del suo bear market ciclico intrappola il BTC in una traiettoria ribassista fino a settembre 2026
2. Al contrario, la correlazione tra il prezzo del bitcoin e il ciclo macroeconomico (strettamente legato alla politica monetaria della FED) supporta l’ipotesi di un nuovo massimo storico nel 2026 (rapporto rame/oro e PMI manifatturiero ISM per l’economia USA)
3. Anche la correlazione tra il BTC e la liquidità globale mondiale invia un segnale rialzista per i prossimi mesi
Iniziamo dalla prima ipotesi, quella del ciclo di 4 anni, storicamente scandito dagli halving del protocollo Bitcoin. Secondo questa lettura strettamente ciclica, ogni massimo importante è seguito da una fase di correzione prolungata, talvolta violenta, che sfocia in un vero e proprio bear market della durata media di circa 12 mesi. In questo scenario, il massimo di ottobre 2025 segnerebbe la fine del ciclo rialzista iniziato nel 2022 e aprirebbe la strada a una fase di ribasso che potrebbe estendersi fino alla fine dell’estate 2026, con un minimo teorico intorno a settembre. Questa visione è coerente dal punto di vista storico, ma presuppone che il mercato continui a funzionare in modo quasi meccanico, senza tenere conto dei cambiamenti strutturali degli ultimi anni.
La seconda ipotesi si basa su un approccio macroeconomico molto più ampio. Il prezzo del bitcoin mostra infatti una correlazione crescente con il ciclo economico globale, fortemente influenzato dalla politica monetaria della Federal Reserve. Due indicatori sono particolarmente rilevanti in questo contesto: il rapporto rame/oro, spesso considerato un indicatore anticipatore del ciclo economico globale, e il PMI manifatturiero ISM per l’economia statunitense. Storicamente, quando questi indicatori riprendono a salire dopo una fase di contrazione, il bitcoin tende a entrare in una fase rialzista, talvolta con alcuni mesi di ritardo. Se questa lettura macro dovesse confermarsi nel 2026, un nuovo massimo storico del BTC non sarebbe da escludere.
Infine, la terza ipotesi riguarda la liquidità globale mondiale, un fattore chiave per tutti gli asset cosiddetti “risk-on”. Il bitcoin, in quanto asset scarso ma altamente speculativo, è particolarmente sensibile alle variazioni di liquidità. L’espansione dei bilanci delle banche centrali, il calo dei tassi reali e l’aumento della massa monetaria hanno storicamente rappresentato un potente carburante per le fasi rialziste del BTC. Diversi segnali suggeriscono ora che la liquidità globale potrebbe tornare ad aumentare nei prossimi mesi. Se ciò dovesse verificarsi, questo rafforzerebbe l’ipotesi di una prosecuzione o ripresa della tendenza rialzista del bitcoin nel 2026, indipendentemente dallo schema ciclico classico.
In conclusione, lo scenario per il bitcoin nel 2026 rimane estremamente aperto. Tra l’eredità dei cicli passati, le nuove dinamiche macroeconomiche e il ruolo centrale della liquidità globale, il mercato si trova a un bivio. Più che mai, un approccio multidimensionale appare indispensabile per comprendere correttamente la futura traiettoria del BTC.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
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Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
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Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Nel 2026 vedremo sicuramente almeno una correzioneStatisticamente l'indice S&P 500 sale sempre ma nella sua salita andiamo regolarmente incontro a correzioni più o meno profonde.
A volte queste si trasformano in bear market (raramente) altre volte no.
Ma quanto di frequente?
Una correzione del 1-3% si verifica annualmente, anche più volte in un anno
Una correzione del 5% si verifica in media ogni 1.1 anni
Una correzione del 10% si verifica in media ogni 1.6 anni
Una correzione del 15% si verifica in media ogni 2.5 anni
Una correzione del 20% si verifica in media ogni 4 anni
Una correzione del 25% si verifica in media ogni 5 anni
Una correzione del 30% si verifica in media ogni 10 anni
Una correzione del 40% si verifica in media ogni 16 anni
Una correzione del 50% si verifica in media ogni 48 anni
Nel 2026 sappiamo quindi per certo che ci saranno correzioni lievi ma è meno probabile che queste si trasformino in bear market perché:
l'ultima correzione da 20% è stata ad aprile 2025, meno di 1 anno fa
l'ultima correzione da 25% circa è stata nel 2022, meno di 4 anni fa
l'ultima correzione da 30% circa è stata nel 2020, meno di 6 anni fa
Chiaramente si tratta solo di statiche che possono essere smentite dall'oggi al domani ma affrontare i mercati con numeri alla mano è meglio che affrontarli di pancia.
Settori e Groenlandia: i settori dell’S&P 500 da monitorareQuesta analisi non intende formulare anticipazioni prospettiche sulle relazioni tra Stati Uniti e Groenlandia, né tantomeno addentrarsi in considerazioni geopolitiche, istituzionali o diplomatiche. Le ipotesi di annessione, sovranità o modifica dello status del territorio esulano dall’ambito di questo studio. L’obiettivo è volutamente più limitato e pragmatico: interrogarsi sulle potenziali conseguenze economiche di un maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti in Groenlandia, qualunque ne sia la forma, e sui settori dell’S&P 500 che potrebbero esserne indirettamente influenzati.
Questa riflessione si basa dunque su un approccio economico e settoriale, senza presupporre né tempistiche, né fattibilità politica, né tantomeno la probabilità di tale scenario. Mira semplicemente a individuare aree di sensibilità all’interno del mercato azionario statunitense, nell’ipotesi in cui gli Stati Uniti rafforzassero la loro presenza economica, industriale o strategica in questa regione del mondo.
Di seguito, il grafico mostra le candele giapponesi settimanali dell’indice settoriale S&P 500 Materials.
Ricordiamo che le azioni che compongono l’S&P 500 sono suddivise in 11 grandi super-settori GICS, ciascuno dei quali raggruppa aziende con profili economici e motori di crescita distinti. In questo contesto, alcuni settori appaiono più esposti di altri a dinamiche legate all’accesso alle risorse naturali, allo sviluppo delle infrastrutture, alla sicurezza delle catene di approvvigionamento e alle sfide energetiche e industriali. Un coinvolgimento statunitense in Groenlandia, anche graduale e limitato, potrebbe quindi generare effetti differenziati a seconda dei settori interessati.
La Groenlandia è un territorio autonomo del Regno di Danimarca, situato tra l’Atlantico settentrionale e l’oceano Artico. La sua posizione geografica le conferisce una particolare importanza strategica, soprattutto nel contesto del cambiamento climatico, della progressiva apertura delle rotte marittime artiche e del crescente interesse per le risorse naturali della regione. Il sottosuolo groenlandese è noto per contenere risorse minerarie significative, tra cui terre rare, grafite, rame, nichel, nonché idrocarburi offshore ancora in gran parte inesplorati.
Queste risorse sono economicamente rilevanti non tanto per i volumi immediatamente disponibili, quanto per la loro natura strategica. Alcune sono considerate critiche per le tecnologie moderne, la transizione energetica, l’elettrificazione dei trasporti, la difesa e l’industria dei semiconduttori. In questo contesto, un accesso più diretto o sicuro a tali materie prime potrebbe, nel lungo periodo, influenzare determinate catene del valore dominate da società statunitensi quotate.
Va tuttavia ricordato che lo sfruttamento di queste risorse è soggetto a vincoli significativi: condizioni climatiche estreme, elevati costi di investimento, problematiche ambientali, accettabilità sociale locale e quadri normativi rigorosi. Di conseguenza, qualsiasi impatto economico potenziale sarebbe necessariamente graduale, indiretto e di lungo periodo. Non si tratta quindi di individuare catalizzatori di breve termine per i mercati, ma piuttosto di evidenziare settori dell’S&P 500 che potrebbero, su un orizzonte temporale più ampio, beneficiare o essere influenzati da un’evoluzione strutturale di questo tipo.
In quest’ottica, l’analisi che segue mira a offrire una panoramica dei settori potenzialmente interessati, senza bias direzionale e in una logica di monitoraggio macro-settoriale piuttosto che di immediata convinzione d’investimento.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Gennaio 2026: i fattori chiave per l’S&P 500Il 2025 è stato un anno molto favorevole per gli asset rischiosi e l’indice S&P 500 inizia l’anno in prossimità dei suoi massimi storici, in un contesto di valutazioni azionarie molto elevate e di aspettative ancora ottimistiche sulla crescita degli utili societari, in particolare nel settore tecnologico statunitense.
L’S&P 500 proseguirà la sua inerzia rialzista o entrerà in una fase di prese di profitto nel mese di gennaio? La risposta dipenderà da una serie di fattori fondamentali chiave, per i quali emergeranno indicazioni decisive proprio nel corso di gennaio.
Le domande fondamentali centrali:
• L’inflazione negli Stati Uniti è davvero sotto controllo?
(CPI il 13 gennaio e PCE il 29 gennaio)
• Game changer: la FED modificherà il suo obiettivo di inflazione nel 2026?
• Il tasso di disoccupazione USA è fuori controllo?
(Rapporto NFP venerdì 9 gennaio)
• La FED ridurrà i tassi nel primo trimestre?
(FED il 28 gennaio)
• La crescita degli utili sarà confermata?
• Chi sarà il nuovo Shadow FED Chair?
• Il QE tecnico si trasformerà in un QE classico?
L’avvio dei mercati nel gennaio 2026 avviene in un contesto ricco di interrogativi fondamentali. Dopo diversi anni caratterizzati da un’inflazione ben superiore all’obiettivo del 2 % della FED, da una politica monetaria molto restrittiva e da una forte concentrazione delle performance sulle mega-cap tecnologiche, questi squilibri devono ridursi per evitare una correzione significativa del mercato nella prima metà del 2026.
Inflazione: il primo pilastro
La questione centrale resta l’inflazione statunitense. Non si tratta più solo di capire se l’inflazione rallenta, ma se è controllata in modo duraturo e realmente vicina all’obiettivo della FED. Le pubblicazioni di gennaio — CPI il 13 gennaio e PCE il 29 gennaio — saranno quindi attentamente monitorate.
Una disinflazione credibile è la condizione necessaria per una distensione monetaria sostenibile. In questo contesto, l’ipotesi di una modifica del target di inflazione della FED nel 2026 rappresenta un potenziale game changer. Questa possibilità è stata evidenziata dal Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent. L’abbandono di un obiettivo rigido del 2 % a favore di una fascia più ampia (ad esempio 1,5 %–2,5 %) consentirebbe maggiore flessibilità monetaria, a condizione che la credibilità della FED sia preservata da un ritorno iniziale dell’inflazione al 2 %.
Un simile dibattito potrebbe modificare profondamente la lettura dei tassi reali e delle valutazioni azionarie. Va inoltre ricordato che alcune grandi banche centrali adottano già un obiettivo di inflazione a intervallo.
Per preservare la tendenza di fondo del mercato azionario statunitense, è necessario che l’inflazione confermi il suo percorso verso il 2 %, come suggeriscono gli indicatori di inflazione in tempo reale, in particolare la versione del PCE proposta da Truflation.
Mercato del lavoro: il secondo pilastro
Il mercato del lavoro statunitense rappresenta il secondo pilastro fondamentale. Il tasso di disoccupazione e la creazione di posti di lavoro saranno analizzati attraverso il rapporto NFP e la regola di Sahm, spesso utilizzata come indicatore anticipatore di recessione.
Un rallentamento troppo brusco dell’occupazione metterebbe in discussione lo scenario di soft landing e riaccenderebbe i timori di una contrazione economica, con effetti negativi sugli utili e sulla fiducia degli investitori. Ricordiamo che il tasso di disoccupazione USA è già superiore al livello implicitamente previsto dalla FED per il 2026, rendendo il rapporto NFP di venerdì 9 gennaio particolarmente decisivo.
Politica monetaria: il terzo pilastro
La terza grande questione riguarda la politica monetaria della FED nella prima parte del 2026, in particolare l’evoluzione del tasso dei federal funds.
I mercati si interrogano sulla possibilità di un primo taglio dei tassi già nel primo trimestre del 2026. La riunione del 28 gennaio rappresenta un primo appuntamento chiave, anche se una riduzione immediata appare poco probabile. Le aspettative sui tassi evolveranno sensibilmente in funzione del rapporto NFP del 9 gennaio e dei dati sull’inflazione CPI (13 gennaio) e PCE (29 gennaio).
Utili: il cuore della valutazione azionaria
La crescita degli utili è il fulcro del ragionamento azionario per il 2026. La stagione delle trimestrali del quarto trimestre 2025, da metà gennaio a metà febbraio, sarà determinante per confermare o smentire un consenso estremamente ottimista.
Le aspettative di crescita dei ricavi e degli utili per azione restano elevate in quasi tutti i settori, con un ruolo centrale della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, tali prospettive devono giustificare valutazioni storicamente tirate. La minima delusione sui risultati o sulle guidance potrebbe innescare una fase di prese di profitto di circa il 10 % sull’S&P 500.
Liquidità: un fattore determinante
Parallelamente, il tema della liquidità torna al centro del dibattito. L’evoluzione del bilancio della FED, la liquidità netta negli Stati Uniti e la possibilità di un passaggio da un “QE tecnico” a un QE classico rappresentano elementi cruciali per gli asset rischiosi.
I mercati restano estremamente sensibili a qualsiasi cambiamento nella politica di liquidità globale. La FED ha posto fine al QT il 1° dicembre e ha avviato un programma di acquisto di titoli a breve termine (QE tecnico). Tuttavia, sarebbe un QE classico a risultare davvero decisivo per ridurre la pressione derivante da tassi obbligazionari a lungo termine troppo elevati.
L’evoluzione del bilancio della FED e della liquidità netta statunitense avrà quindi un impatto significativo sul mercato azionario USA nella prima parte dell’anno.
Conclusione
Infine, diversi fattori di rischio trasversali completano il quadro: il contesto geopolitico, particolarmente rilevante nel gennaio 2026; la situazione tecnica del settore tecnologico statunitense; la resilienza dell’S&P 500 nonostante l’assenza di una correzione significativa; e l’andamento dei tassi di interesse, in particolare dei tassi lunghi statunitensi e giapponesi, la cui stabilità resta fortemente dipendente dall’azione delle banche centrali.
In sintesi, l’inizio del 2026 si profila come un momento cruciale in cui inflazione, politica monetaria, utili, liquidità e geopolitica dovranno allinearsi per prolungare la dinamica rialzista dei mercati. Gennaio potrebbe quindi dare il tono all’intero primo trimestre, tra uno scenario di prese di profitto dell’S&P 500 verso il supporto dei 6.200 punti (media mobile a 200 giorni) o la prosecuzione dell’inerzia rialzista degli ultimi mesi.
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I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
This is what a credit spread is.The chart shows the government bond yield curve and the corporate bond yield curve. The vertical distance between the two curves represents the credit spread, meaning the additional yield required by the market to compensate for the higher credit risk of corporate bonds compared to government bonds.
[CALCOLA IL POTENZIALE PROFITTO IN BASE ALL'RR] + Esempi praticiIn base all'R/R (Rapporto Rischio/Rendimento) e alla percentuale di rischio con la quale vuoi entrata in quella specifica operazione, il calcolo da fare è semplicissimo:
Esempio con un conto da 10k (ma va benissimo con qualsiasi tipo di conto) ↓
Rischio: 0,45% = 45€
Rischio: 0.50% = 50€
Rischio: 1% = 100€ (In questo caso è molto semplice, basta fare x1)
E così via..
Esempio 1 : (RR 1:4,65)
Calcolo : 465 x 0,45 = ~209,25€ Profitto
Esempio 2 : (RR 1:3,17)
Calcolo : 317 x 0,5 = ~158,5€ Profitto
Esempio 3 : (RR 1:7,57)
Calcolo : 757 x 1 = 757€ Profitto
✎ Il calcolo è valido sia per operazioni short che operazioni long
Resistance Breakouts with Volatility and Volume ConfirmationDescription
This trading setup focuses on intraday charts (from 15-min up to 4-hour timeframes) for stocks or other liquid assets. The core idea is to identify high-probability long entries when price breaks above a key resistance level, but only when supported by increasing volatility and rising volume.
Breakouts often fail without strong participation from buyers. By requiring confirmation from both volatility expansion (signaling a potential sustained move) and volume momentum (indicating genuine buying interest), this approach filters out many false breakouts and improves the reliability of upward moves.
Key Components
Daily Support and Resistance Levels on Intraday Charts
Plot major support/resistance zones identified from the daily timeframe (e.g., previous day's high/low, pivot points, or swing highs/lows).
These act as psychological and technical barriers on lower timeframes.
Focus on two raising support levels and resistance breakout.
Bollinger Bands Width (BBW) – For Volatility
BBW measures the distance between the upper and lower Bollinger Bands (typically 20-period SMA with 2 standard deviations).
A rising BBW indicates expanding volatility, often preceding strong directional moves after periods of contraction (the "Bollinger Squeeze").
Look for BBW trending upward or pushing the dynamic expansion line – this shows the market is "waking up" and ready for expansion.
Volume Oscillator – For Volume Momentum
Use Volume Oscillator (fast MA minus slow MA of volume; defaults 10 and 25 days, but adjustable).
The key signal: The oscillator line above its signal line (or simply above the zero line in many configurations).
This confirms increasing volume momentum, meaning short-term volume is outpacing longer-term averages – a sign of growing buyer conviction.
Entry Rules (Long Setup)
- Price structure: at least two raising suport levels on the intraday chart (maroon lines).
- Volatility confirmation: Bollinger Bands Width is rising (upward slope / pushing dynamic expansion line).
- Volume confirmation: Volume Oscillator is positive (line above signal/zero line), showing rising participation.
- Breakout trigger: Price closes above resistance.
Enter long on the breakout candle and place the stop-loss slightly below the last support level, target price should be calculated as to guarantee at least a 2:1 risk-reward ratio (ideal level is 3:1).
Additional Filters for Higher Probability
Prefer setups in the direction of the broader trend (refer to "Selection of stock at primary trend reversion").
Avoid entries near major news events that could cause whipsaws.
Risk Management
Stop Loss: Place below a recent swing low – account for intraday volatility.
Take Profit: Target next daily resistance or scale out at 1:2 or 1:3 risk-reward ratios.
Position size: Risk no more than 1-2% of account per trade.
Why This Works
Many breakouts fail due to low conviction (trapped buyers selling into strength).
Rising volatility (BBW expansion) often marks the end of consolidation and start of trending moves.
Increasing volume provides "fuel" – high participation on upside breaks suggests institutional or crowd buying, making the move more sustainable.
Combining these reduces false signals and aligns with classic principles: breakouts with volume and volatility confirmation tend to have higher follow-through.
This is a discretionary setup best used with practice on historical charts. Backtest on your preferred assets and adjust parameters (e.g., BBW length, Volume Oscillator periods) to fit market conditions.
Feel free to share examples or variations in the comments!
Fantasy Waves – Episodio 1: l’onda 5 che muore prima di nascereRUBRICA: FANTASY WAVES – Quando il conteggio supera la realtà
Tema episodio: L’onda 5 che non esiste
La maggior parte dei grafici che si spacciano per Elliott non violano la teoria perché “è difficile”: la
violano perché vogliono avere ragione a tutti i costi.
E il caso dell’onda 5 compressa nelle ending diagonal è l’esempio perfetto.
Perché questa struttura è pura fantasia?
Perché basta aprire il libro di Elliott e farsi una domanda semplice:
L’onda 4 entra nel territorio della 1?
Se sì, non è un impulso. Punto.
Non è un’opinione, è una regola.
L’onda 3 è la più corta?
Se sì, hai rotto il pilastro fondamentale della progressione d’onda.
Un trend che accelera non può avere la spinta più debole al centro.
Logica, non fede.
Quando su tre regole fondamentali ne spezzi due, l’onda 5 non è terminale: è opzionale.
Non sta concludendo il trend, sta concludendo la narrativa che ti sei inventato.
La lezione formativa è brutale ma necessaria:
se il prezzo ti costringe a “fantasticare” per salvare il conteggio,
non stai analizzando Elliott — stai decorando il grafico.
E il mercato non paga chi decora.
Il mercato paga chi accetta quando l’onda non c’è.
Adaptation to Larry Williams' volatility breakout conceptsDescription
This trading idea presents a mechanical momentum breakout setup tailored for the FTSE MIB index (Italy 40 cash or futures), inspired by classic volatility breakout concepts popularized by Larry Williams. It uses the previous daily range to define dynamic entry thresholds around the prior close, with a "cap" to avoid entering during extreme volatility spikes. Additional filters from Williams' own tools (like %R for momentum) and volume confirmation help reduce false signals in ranging or low-conviction markets.The core philosophy: Markets often continue directional moves after a volatility expansion, but only when supported by strong momentum and increasing participation (volume). This variation adds asymmetry and filters for higher-quality trades, making it suitable for intraday or short-swing trading on lower timeframes (e.g., 15-min to 2-hours charts).
Key Calculations (Based on Daily Data)
Previous Daily Range: High_prev - Low_prev
Upper Threshold: Close_prev + 1 × Range (signals potential bullish expansion)
Upper Limit (Cap): Close_prev + K × Range (default K = 1.8; acts as a filter to skip overextended moves)
Lower Threshold: Close_prev - 1 × Range
Lower Limit (Cap): Close_prev - K × Range
These levels are projected onto the current day's intraday chart.
Entry Rules
Long Entry: Price closes above the Upper Threshold but below the Upper Limit. This captures moderate breakouts while avoiding entries in wildly overextended conditions.
Additional Filters:Williams %R (14-period on daily): > -20 (indicating strong bullish momentum, not overbought exhaustion)
Volume Confirmation: Rate of Change (ROC) on volume positive (e.g., increasing market participation compared to levels of 10 days ago).
Short Entry: Price closes below the Lower Threshold but above the Lower Limit.
Filters:Williams %R < -80 (strong bearish momentum)
Same volume ROC filter
Trades are typically taken intraday after the daily data is available (post previous close). Only one position per direction per day to avoid overtrading.
Risk Management & ExitsStop Loss:
- Longs: Below the previous daily low
- Shorts: Above the previous daily high
This uses the prior extreme as a natural invalidation point.
Take Profit: Fixed R-multiple target (e.g., 2.2R), where Risk = distance from entry to stop.
Alternative: Volatility-based (e.g., multiple of ATR for dynamic scaling).
Position Sizing: Risk a fixed % of capital per trade (e.g., 1%), often scaled with ATR for volatility adjustment.
Why This Works on Stocks?
Stocks can be volatile due to political/economic news, making range expansion signals potent in trending phases.
Filters help sidestep choppy sessions or low-volume periods.
Best in directional markets; avoid during major holidays or low-volatility summers.
Advantages
Simple, rule-based, and mechanical.
High reward-to-risk potential with filtered entries.
Combines classic volatility concepts with momentum/volume for edge.
Risks & Notes
Performs poorly in ranging markets (whipsaws).
Backtest on historical data and test in demo.
No holy grail – always use proper risk management. This is educational; not financial advice.
Feel free to adapt parameters (K, %R thresholds, R-ratio) based on your backtesting.
Share your results or variations in the comments!
Selection of stock at primary trend reversionDescription
The stock selection setup is a multi-layered technical approach to identify strong individual stocks likely to outperform the broader market. It combines trend-following, relative strength (RS), and momentum analysis using Know Sure Thing (KST) indicator.
Key Components
Price and Simple Moving Average (SMA):
The foundation is the stock's price action relative to a long-term SMA (a 40-weeks or a 200-day period). The stock should be in a clear uptrend, trading above its SMA. This confirms the primary bullish trend and filters out weak or declining stocks.
Relative Strength (RS) of the Stock vs. a Reference Index:
RS is calculated as the stock's price divided by a benchmark index (e.g., FTSE MIB, DAX, S&P 500, etc.). A rising RS line indicates the stock is outperforming the market and confirmation of the RS line above the long-term SMA emphasizes that the stocks is in an uptrend or making new highs, showing leadership compared to the reference index.
KST of the Price:
The KST (Know Sure Thing) is a momentum oscillator, a weighted sum of smoothed rates-of-change (ROC) over multiple timeframes: Typically: (10-weeks SMA of 10-weeks ROC × 1) + (13-weeks SMA of 13-weeks ROC × 2) + (15-weeks SMA of 15-weeks ROC × 3) + (20-weeks SMA of 20-weeks ROC × 4).
A signal line (e.g., 10-weeks SMA of KST) is often added.
Applied directly to the stock's price, a KST above the zero line confirms building momentum; a bullish crossover above its signal line can signalize potential entry points.
RS of the long-term KST:
This is a key refinement: Compare the KST of the raw price to the KST of the referenc index (subtraction method) allows to identify if the stock's outperformance is accelerating (momentum in relative strength), which is a stronger signal of leadership than RS alone.
Hence, the RS of the long-term KST above the zero line confirms leadership momentum.
How the Setup Works for Stock Selection
The method aims to pick stocks with both absolute strength (good price trend and momentum) and relative strength (beating the market with accelerating outperformance). The ideal "buy" setup requires alignment across these layers:
- Price > SMA (bullish trend).
- RS > SMA (in an uptrend - outperforming the index).
- KST (price) bullish (positive and rising).
- RS of KST bullish (showing momentum in outperformance — this filters for true leaders).
This multi-confirmation reduces false signals and focuses on stocks in strong, sustained uptrends. Apply this in the context of market cycles, industry rotation, and broader trends, but the core stock-picking filter is this combination.
DJT | Massimi storici, nodo sistemicoIl Dow Jones Transportation è tornato sui massimi assoluti e questa area non è soltanto una resistenza tecnica: è un barometro della congiuntura industriale americana 🏭. I trasporti rappresentano l’ossatura operativa dell’economia reale; quando si espandono, significa che merci, beni intermedi e prodotti finiti circolano con continuità, riflettendo domanda, produzione e consumo.
Scenario 1 🚀
Una rottura strutturale sopra l’area attuale indicherebbe un miglioramento concreto delle catene logistiche. In passato movimenti simili hanno anticipato una fase di rafforzamento del DJI, sostenuta dalla “Dow Theory”: trasporti in trend rialzista che convalidano il momentum dell’indice industriale. Sarebbe un segnale che l’economia non solo tiene, ma accelera.
Scenario 2 ⚠️
Un fallimento netto sui massimi, seguito da inversione aggressiva, assumerebbe un significato opposto: pressione sui costi logistici, saturazione della domanda e rischio shock industriale. In configurazioni simili il DJT ha anticipato rallentamenti manifatturieri e stress sulle catene di approvvigionamento, con il DJI che ha poi riflesso il deterioramento in ritardo.
Conclusione 🎯
Il mercato si trova in un punto di verifica: conferma della resilienza ciclica o primo segnale di esaurimento. Finché il DJT resta su questi livelli, il rischio-reward macro resta delicato. L’esito di quest’area determinerà se l’industrial-cycle americano continuerà a espandersi oppure se stiamo osservando l’ultima spinta prima della curva discendente.
💬 Lascia un commento con la tua opinione e un 👍 se condividi l’analisi! Voglio sapere cosa pensi di questo momento chiave del DJT
Merry Christmas to all, gold Traders🌞 BUON GIORNO A TUTTI E BUON NATALE E FELICE FINE ANNO🌞
Noi riprenderemo con le analisi giornalieri da gli inizi di gennaio.
non perdetevi nulla!
faremo un anno intero piendo di idee e di live tutti i giorni.
non dimenticatevi di lasciare un like e un piccolo commento <3 grazie a tutti
Porta disciplina nel trading e il resto arriva.
La pazienza paga più dell’ego.
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Ratio XAUUSD/XAGUSD🟡 XAUUSD/XAGUSD
Il ratio come bussola macro tra ciclo, rischio e preservazione del capitale
📊 Struttura del Ratio – Timeframe Settimanale
Il ratio Oro / Argento si muove da anni all’interno di un ampio range strutturale di lungo periodo, che riflette l’alternanza tra fasi difensive (oro dominante) e fasi cicliche/risk-on (argento dominante).
🔸 Area alta del range → stress macro, avversione al rischio
🔸 Area centrale → transizione di regime
🔸 Area bassa → espansione ciclica e crescita reale
Il recente movimento mostra rientro verso la parte medio-alta del range, segnale coerente con una perdita di momentum ciclico.
🪙 Argento forte? Sì, ma con un punto di domanda ❓
Negli ultimi trimestri l’argento ha mostrato forza relativa, ma il ratio evidenzia alcune criticità di fondo:
⚠️ La forza dell’argento è altamente dipendente dal ciclo industriale
⚠️ In contesti di rallentamento macro, tende a sottoperformare
⚠️ Il ratio segnala che il mercato non sta confermando pienamente uno scenario risk-on
👉 Più che una conferma di crescita, questa fase appare come un’anticipazione fragile.
🟡 Oro: asset monetario, non ciclico
Dal punto di vista macro, il ratio continua a supportare una lettura favorevole all’oro:
🏦 Politica monetaria vincolata da debito e instabilità finanziaria
🌍 Rischi geopolitici e frammentazione monetaria
🛡️ Domanda strutturale di riserva e funzione di hedging sistemico
📉 Minore esposizione al ciclo produttivo rispetto all’argento
➡️ Quando il ratio smette di scendere, l’oro smette di essere ignorato.
🌍 Lettura macro del regime attuale
📌 Non siamo in una fase di piena espansione ciclica
📌 Il mercato sta riducendo il rischio, non aumentandolo
📌 Il ratio segnala transizione, non euforia
In questi contesti storicamente:
🔸l’argento perde trazione
🔸l’oro recupera centralità
🔎 Conclusione
📊 Il ratio XAUUSD / XAGUSD resta uno degli strumenti più puliti per leggere il regime macro reale, al di là del rumore di breve.
🟡 Meno growth, più protezione
🟡 Meno narrativa, più struttura
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Questa è un’idea di contesto macro e intermarket, non un trade operativo.






















